ZERO IN CONDOTTA A BRIGA, RAPPER DI AMICI

Mattia-Briga
Amici è una delle poche trasmissioni delle reti Mediaset che seguo. Quest’anno, a dire il vero, non l’ho seguita con costanza e comunque sono solita guardare solo il serale. Ad ogni modo, anche se so che qualche lettore arriccerà il naso, devo confessare che Amici mi piace. Negli ultimi anni ancora di più, per l’esattezza da quando, almeno nel serale, hanno tappato la bocca ai cosiddetti insegnanti che spesso si accanivano contro i ragazzi della squadra avversaria solo nel tentativo di mettere in risalto i pregi dei propri pupilli.

Devo ammettere che i talentuosi del ballo e del canto che si contendono la vittoria sono sempre più bravi e preparati. La trasmissione perde certamente in spontaneità ma mette in luce le capacità dei giovani che ben sanno quanto il palcoscenico di Amici possa essere un’occasione unica per sfondare nel mondo dello spettacolo.

Ma la fama, si sa, è effimera. Bisogna innanzitutto meritarsela e mantenerla facendo emergere le proprio doti ma anche il carattere. E a volte nemmeno il successo ottenuto nell’immediatezza è garanzia di fama duratura. Lo sanno bene alcuni degli ex allievi di Amici: Marco Carta, ad esempio, che dopo la vittoria di Sanremo non mi pare abbia concluso granché; Valerio Scanu che, a mo’ di equilibrista, cerca di rimanere in piedi sulla ribalta che sembra più sdrucciolevole che mai, passando da un talent (Tale e quale show) a un reality (L’isola dei famosi) e accontentandosi dei fedelissimi fan (tra i quali le famose zie) su cui sa di poter contare sempre.

Non a caso ho citato proprio Marco e Valerio, personaggi alquanto arroganti, trasgressivi e pieni di sé (almeno ai tempi della loro partecipazione ad Amici), per arrivare al topic di questo post.

Nell’ultima edizione del popolare talent show dell’inossidabile Maria, si è distinto in particolare un concorrente, poi arrivato – fortunatamente – secondo: Mattia Briga. Più che le virtù canore, che non mi pare siano così eccelse (ma è anche vero che il rap non è la mia passione), ha messo in luce un pessimo carattere, grazie anche ai continui battibecchi avuti con Loredana Bertè, che partecipava come giudice.

Ammetto che mi sono stupita della cultura in ambito musicale e della saggezza della cantante. Molto meno stupore ha destato in me il suo carattere sanguigno, la spontaneità condita con un pizzico di turpiloquio – che male non fa – con cui ha tenuto testa al giovane Briga che ha manifestato, nel confronto con la Bertè, tutta la sua arroganza, la sua poca educazione (una signora va trattata con rispetto, anche se t’insulta) e la pienezza di sé.

Eppure pare che il rapper abbia uno stuolo di fan. Non so se grazie alla sua musica – se così si può definire – o al fatto che è un belloccio, con sguardo penetrante e aria di sfida che evidentemente fa colpo sulle ragazzine. Fatto sta che, qualche giorno fa, mentre era intento a firmare autografi, naturalmente sulle copertine del cd che è ai vertici delle classifiche, ha dimostrato che oltre al talento bisogna sfoggiare anche un po’ di diplomazia. Sempre che si voglia mantenere in futuro la celebrità acquisita in poche puntate del serale di Amici.

Sarà pure una scuola, quella di Maria De Filippi, ma è evidente che le lezioni dei classici sono trascurate. Altrimenti Briga avrebbe imparato la lezione dal Sommo Poeta Dante Alighieri che, nell’XI canto del Purgatorio – a proposito, guarda un po’, dei superbi – riferendosi alla gloria terrena scrive:

Non è il mondan romore altro ch’un fiato
di vento, ch’or vien quinci e or vien quindi,
e muta nome perché muta lato
.

Il mondan romore, la fama, è un alito di vento e come tale ha vita breve. A meno che chi l’ha ottenuta, per qualche merito o soltanto per simpatia, non sappia gestirla al meglio. E come si fa a mantenere il successo? Trattando bene i fan, per prima cosa.

Mattia Briga non ha studiato il canto del Purgatorio, o se l’ha studiato a scuola, quella “normale”, ha dimenticato la lezione.

Ma veniamo ai fatti. Una ragazzina, che per vendicarsi del trattamento avuto da parte dell’adorato – ormai ex – rapper ha postato sul profilo Facebook anche un filmato, racconta che dopo otto ore di fila per riuscire ad avvicinarsi al suo idolo, non solo non è riuscita ad ottenere l’autografo, perché non recava con sé il cd, irreperibile a suo dire, ma è anche stata allontanata a malo modo da Briga e dalle guardie che cercavano di trattenere l’esultanza delle orde di fan.

Così Federica Fusco, la fan delusa, racconta l’accaduto: L’uomo [la guardia, NdR] gli spiega che ero priva di cd e lui, con una faccia schifata, gli dice di “No, non posso” e mi fa andare avanti. Provo ancora a chiedere una foto ma la guardia, sotto suo ordine, mi spinge e mi fa uscire.

Non so se dopo quanto esternato dalla giovane, Mattia si sia concesso un sano momento di riflessione. Certamente Federica gli ha impartito una lezione che non è inclusa nei programmi della scuola di Maria. Il testo pubblicato sulla pagina Fb si conclude con queste parole:

Caro Briga, con tutti i soldi che stai guadagnando comprati un po’ di umiltà.

Eh no, cara Federica, l’umiltà non si compra. Non c’è mastercard che tenga.

[foto e fonte della notizia da questo sito]

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“BACIATI DALL’AMORE”: L’ULTIMA FICTION DI TARICONE A NOVEMBRE IN TV

Pietro Taricone è morto il 29 giugno 2010, appena un mese dopo aver girato la serie tv in sei puntate Baciati dall’amore. Recentemente, alla IV edizione del Galà del Cinema e della Fiction in Campania l’ultima fiction girata da Pietro Taricone ha vinto il premio come miglior serie tv. Per espressa volontà di tutto il cast, Baciati dall’amore, che andrà in onda su Canale 5 a metà novembre, sarà dedicata all’attore scomparso ad appena trentacinque anni in un incidente di lancio con il paracadute, sport nel quale Taricone era espertissimo e per il quale nutriva una grande passione, trasmessagli dalla moglie, l’attrice polacca Kasia Smutniak, madre della sua Sophie.

Forse potrà stupire la messa in onda così tardiva, ad un anno e mezzo dalla fine delle riprese. Ma, come spiega il regista della fiction, Claudio Norza, è stata una scelta meditata: «Va in onda adesso per rispetto alla sua famiglia: tanti squali non si sarebbero certo fatti scrupolo di cavalcare l’emozione a ridosso del tragico evento.»

Certamente, però, gli estimatori dello sfortunato attore campano, già concorrente del Grande Fratello 1, non mancheranno di seguire l’ultima fatica del Guerriero. Molti, infatti, sono i fan che non l’hanno dimenticato e lo rimpiangono. Secondo Norza, inoltre, questa serie premia il talento comico di Taricone che nelle fiction girate in precedenza non era emerso in modo così prepotente: «Pietro era sottoutilizzato. Ne La Squadra era il coattello, nella serie Tutti pazzi per amore faceva il bello un po’ ignorante, ma è qui che è emerso il suo talento comico. Sarebbe uscito rinnovato da questa esperienza, lui lo sapeva e ci teneva tantissimo. Per il pubblico sarà una rivelazione».


Nel backstage che ho seguito nel primo pomeriggio su Canale 5 ho potuto constatare che il cast è notevole (certo, per chi segue questo genere di spettacolo) a partire dai protagonisti Giampaolo Morelli e Gaia Bermani Amaral; e poi Marisa Laurito e Lello Arena, Alessandra Berzaghi, Marco Columbro e Carola Stagnaro … per citare solo gli attori che ho riconosciuto nel trailer. Quello che colpisce è la mistura tra Nord e Sud, lo scontro-incontro tra due mondi così diversi che sembra di gran moda negli ultimi tempi.

La fiction, girata nella sua Campania, ha consacrato Taricone nel vero ruolo da star. Il regista di Baciati dall’amore lo conferma: «La star era lui. La gente lo amava, era Pietro quello che firmava più autografi di tutti. Era una persona generosa e piena di talento: dopo averlo visto in questa interpretazione, nessuno potrà più dubitarne».

Un’ultima osservazione: nella fiction, oltre a Taricone, recita anche un altro ex Grande Fratello: Flavio Montrucchio. Se fosse stata prevista anche la partecipazione di Luca Argentero (ormai lanciatissimo tra cinema e tv, dove presenta Le Iene), avremmo potuto vedere recitare insieme gli unici ex concorrenti del reality più amato dagli Italiani, che possano vantare una carriera artistica degna di chiamarsi tale.
Per Pietro finita troppo presto, purtroppo.

Oggi è il giorno di Ognissanti. Mi è sembrato carino ricordarlo con questo post.

[fonte: Leggo.it]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 17 NOVEMBRE 2011

Baciati dall’amore» è una commedia sentimentale, tanto garbata quanto fragile, tanto convenzionale quanto gradevole. Scritta da Carlotta Ercolino, diretta da Claudio Norza sarà soprattutto ricordata perché è l’ultima interpretazione di Pietro Taricone, nella parte di un cantante napoletano neomelodico (Canale 5, martedì, ore 21.20, sei puntate).

Pietro è Antonio Gambardella, figlio «bamboccione» di Lello Arena e Marisa Laurito con una grande passione per il canto che esercita tra matrimoni, comunioni e serenate. Ma il protagonista principale della serie è Carlo Gambardella, il fratello di Antonio interpretato da Giampaolo Morelli, che abbandonato dalla moglie con cinque figli, vive un amore travolgente per la biologa marina Valentina, interpretata da Gaia Bermani Amaral. Poi c’è lo scontro fra le due famiglie (Nord contro Sud), e poi c’è la commedia degli equivoci (Arena viene scambiato per il temibile boss Tano Bambardella) e poi… E poi non c’è più Pietro. E ci manca. Quel suo sorriso, quella sua spavalderia, quella voglia di imporsi in un mondo che lo guardava con molta diffidenza e cercava gli fargli scontare il peccato originale del «Grande Fratello». Eppure Pietro ha dimostrato di saperci fare: con «Distretto di polizia», «Don Gnocchi», «Codice rosso», «La nuova squadra», «Tutti pazzi per amore». E poi il cinema, la pubblicità, il teatro.

Dietro la scorza dura del palestrato o dello sciupafemmine c’era un ragazzo sensibile che si interrogava sul significato della sua esplosione mediatica: il successo si raggiunge così facilmente? Come faccio a non restare prigioniero di questa macchina infernale? Sarò capace di vivere sotto i riflettori senza restare accecato? Si poneva delle domande, inseguiva consigli, cercava di sfuggire alla spietatezza del baraccone televisivo. Vederlo nelle vesti di un cantante neomelodico fa un certo effetto, ma fino all’ultimo ha voluto sorprenderci.

di Aldo Grasso per Il Corriere

IL NUOVO REALITY MEDIASET, UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER PROF PRECARI

Si sa, Silvio Berlusconi ha un cuore grande e aiuta chi ne ha bisogno. Se non lui direttamente, il suo network televisivo, Mediaset, ha messo in cantiere un nuovo reality show, il cui titolo dovrebbe essere “Non è mai troppo tardi” (ripreso dalla vecchia trasmissione tv anni Sessanta, condotta dal celebre maestro Manzi), e sta cercando precari della scuola. E non c’è da stupirsi che lo spot vada in onda al mattino, quando i disoccupati, della scuola e non, si trovano in casa, in attesa della telefonata o della mail che pare non arrivino mai.

Ma i precari della scuola, decisamente contrariati dalla situazione venutasi a creare in seguito alla legge 133 firmata dalla Gelmini, Tremonti e Brunetta, sarebbero interessati a lavorare per il “nemico”? L’offerta è allettante: chi viene selezionato incassa in un sol colpo 150 mila euro, dieci anni di stipendio come ricorda crudelmente lo spot. Ma tutti questi soldi per fare che?

Dunque, l’idea è questa: reclutare i concorrenti dei vecchi reality Mediaset, scelti fra i più ignoranti (il che pare non essere tanto difficile), che sarebbero preparati dai prof precari a superare un quiz. L’obiettivo dei concorrenti è quello di arrivare primi, mentre agli insegnanti basta partecipare, visto che i 150 mila euro sono garantiti comunque.

Ora, tutti sanno che il problema dei precari della scuola è serio; è un problema di non facile soluzione che, solo qualche giorno fa, il ministro Gelmini ha definito enorme. Un problema ereditato dalle precedenti legislature e determinato da scelte irresponsabili, con politiche che hanno fatto lievitare fino a 240mila il numero degli insegnanti abilitati e iscritti nelle graduatorie, a fronte di soli circa 30mila posti vacanti l’anno. (LEGGI QUA)

Stando così la situazione, un bel premio di 150 mila euro dovrebbe essere ambitissimo e invece … Protesta Brunello Arborio, fondatore del Forum precari scuola: «Prima il governo mette gli insegnanti in mezzo alla strada con i tagli agli organici poi le televisioni della famiglia del premier sfruttano la loro disperazione con la solita lotteria della fortuna». A ruota lo segue Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd: «Il governo ignora i precari e loro diventano persino fenomeni da baraccone degli show, una vergogna». E non poteva mancare il dissenso dell’IdV che, per voce di Felice Belisario, fa sapere che il berlusconismo taglia i fondi a scuola, università e cultura per ridurre gli operatori di questi settori a prostituirsi moralmente per un tozzo di pane.

Potrei continuare ma mi fermo qua. Sono concorde con chi protesta, al di là dello schieramento politico e indipendentemente dal fatto che sia Mediaset (l’idea poteva essere anche partorita dalla Rai, non sarei stata comunque d’accordo) a proporre questo programma che, dopo le proteste, rischia di essere rinviato. Eppure per Massimo Donelli, direttore di canale 5, il progetto è valido: «Trovo quantomeno singolare che si faccia il processo a un programma non ancora andato in onda» e aggiunge che lo scopo è quello di «valorizzare una professione che è troppo spesso sottovalutata». Ma che nobile intento! Certo che in una trasmissione televisiva, sotto gli occhi di tutti, alla luce del sole, anzi dei riflettori, si potrebbe provare che i precari a spasso sono degli «insegnanti preparati e disposti a colmare, in una dimensione insieme seria e ludica, le lacune degli alunni-star».

In fondo, che male c’è? Milly Carlucci nel suo “Ballando con le stelle” recluta i vip e li fa addestrare da maestri selezionati, spesso campioni italiani, se non del mondo, di danza sportiva. Bravissimi e preparati, senza dubbio. Peccato, però, che, pur avendo anche il ballo un certo spessore culturale, dar lezioni di cha cha cha o di jive non sia esattamente come trattare Dante o Einstein in classe. E poi il dubbio che possa nascerne una trasmissione di propaganda pro governo c’è, ed è legittimo. Arborio, il professore che ha lanciato l’allarme, sostiene che magari faranno come a Forum: Finti insegnanti figuranti che parleranno bene della riforma Gelmini, oppure che infilano un errore dopo l’altro per dipingerci come una massa di ignoranti e preparare il terreno ad altri tagli.

A pensar male si fa peccato, ma senza essere così maliziosi e sospettosi, a me non pare che la didattica possa essere soggetto di uno show, anche se il fine di acculturare dei vip ignoranti è nobile. Tuttavia, per loro c’è sempre Cepu, o no?

[fonte: Il Corriere]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 16 APRILE 2011

Niente più show per giovani docenti bisognosi di denaro. E’ stato cancellato «Non è mai troppo tardi», lo show di Canale Cinque che era inizialmente previsto per maggio.

Lo spettacolo, i cui i conduttori erano già stati individuati in Federica Panicucci e Alfonso Signorini, si riproponeva di far tornare alcuni vip sui banchi di scuola, con i giovani docenti precari che avrebbero dovuto colmare le loro storiche lacune preparandoli a partecipare ad un quiz finale. L’indiscrezione arriva dal blog di Davide Maggio, e sembra essere stata confermata anche dalla direzione del settimanale «Sorrisi e Canzoni». I motivi della soppressione non sono ancora chiari, ma senza dubbio dovrebbe avere influito la polemica scatenata dalla presenza nel programma di professori precari, a cui era stato promesso un premio di dieci anni di stipendio. [da Il Corriere]

Come volevasi dimostrare.

ALDO GRASSO E LA RI-EDUCAZIONE DEL TELESPETTATORE

In queste ultime settimane si è detto tanto, a volte anche troppo, sulla Tv dell’orrore, quella Tv che sbatte in prima pagina il mostro, vero o presunto che sia. Quella Tv che a tutte le ore, partendo dal mattino presto con i talk quasi a reti unificate, e arrivando a notte fonda con gli altri talk (Porta a porta e Matrix un contro l’altro armati), parla di casi di cronaca, drammatici, come se si trattasse di un reality show. Questa esibizione dell’orrido tutto è meno che informazione. È morbosità, voyeurismo, ricerca forsennata dello scoop, vetrina delle miserie umane dei protagonisti di un dramma che, via via, perde i contorni dell’umano per assumere le fattezze di mostro. Un mostro mediatico, ultima generazione di mostri, moderno drago sputafuoco che, al posto delle fiamme, sputa immagini, video-interviste, nastri audio di interrogatori, in cui alle immagini si associano le voci degli assassini, veri o presunti che siano.

In questo sconcertante panorama, molte sono le voci di protesta che si sono alzate, voci, però, destinate a rimanere chiuse nel mondo virtuale del web. Sono voci che si alzano non solo dal “popolo” che paga il canone e, da consumatore qual è, contribuisce ad arricchire le casse, già ricche, della Tv commerciale. Talvolta accade che anche chi di giornalismo vive, onestamente e intelligentemente, s’indigna esattamente come il “popolo” della Tv.

Ho letto sul Corriere un interessante contributo di Aldo Grasso. In verità, l’argomento principale di cui tratta l’articolo è apparentemente estraneo al discorso che sto facendo. Il titolo, però, ha stuzzicato la mia curiosità: “I Gialappi arresi alla tv del nulla”. Quelli della Gialappa’s non hanno mai conquistato la mia simpatia ma quell’accenno alla “tv del nulla” ha catturato la mia attenzione. In sintesi, Grasso sostiene che tempo fa, qualcuno cercava ancora di attribuire alla tv una sorta di profondità, offrendo programmi di doppia lettura dove ci fosse spazio per la qualità e per la popolarità. Il che pareva arduo ma non impossibile, e si citavano Enzo Biagi e Piero Angela, «Blob» e «Striscia la notizia», i Gialappi e «Le iene» e pochi altri.

Concordo su Piero Angela ed Enzo Biagi. Il resto non rientra quasi mai nelle mie scelte televisive. Tuttavia, do il merito agli autori dei programmi menzionati di aver presentato un tipo di “tv non gastronomica”, una tv davanti alla quale ci si ferma a riflettere, senza subirla e basta. Una Tv, davanti alla quale il telespettatore non è, come accade al pubblico del “teatro garstonomico” di brechtiana memoria, solo portato ad assaporare lo spettacolo, quasi come fosse un manicaretto, a gustarselo per andare via con il palato soddisfatto, leccandosi le labbra.
Secondo Grasso, lo spettacolo offerto tempo fa dai Gialappi costituiva un tipo di televisione diversa. Ora, però, si sono ridotti a fare il verso al GF. Come mai? Cos’è successo? Perché suscitano tanta tristezza? La scusa che i Gialappi mettono tra virgolette il lavoro degli altri non regge più. È troppo chiedere loro un sussulto da questa deriva?

Già, anche i Gialappi si sono arresi alla tv del nulla. Forse è questo nulla che attira tanto l’attenzione dello spettatore “gastronomo”, visto che i tanti talk show che trattano sempre gli stessi temi e si rivelano noiosamente ripetitivi, quando non tristemente raccapriccianti, sono seguitissimi, a scapito di programmi d’intrattenimento più seri ed eleganti. Un mordi e fuggi, insomma. Un mezzo di godimento (sempre per chi preferisce il gusto del macabro) e non oggetto d’istruzione.

Aldo Grasso, quindi, conclude il suo articolo con questa riflessione:
A “Domenica in” si lamentano perché Lorella Cuccarini non fa ascolti, mentre Massimo Giletti ottiene buoni risultati. L’una fa una tv educata, gentile, l’altro, quando costruisce i docu-drama su Avetrana, fa una tv da voltastomaco. Ho il sospetto che il pubblico vada rieducato.

Eh sì, caro Aldo, è proprio così. Ma chi potrà mai occuparsi della ri-educazione del telespettatore, trasformandolo da goloso frequentatore di pantagruelici banchetti a fruitore di una parca ma indispensabile mensa?

AMICI 9: STEFANINO AL POSTO DI DAVIDE FLAUTO E POI SI SALVA. COM’È ‘STA STORIA?


Quando, sabato pomeriggio, ho scritto il post in cui comunicavo l’uscita di scena di Davide Flauto dalla trasmissione di Maria De Filippi, le notizie erano davvero poche. A parte il comunicato ufficiale pubblicato sul sito di “Amici” e la scritta comparsa ripetutamente durante la puntata pomeridiana, non si sapeva un granché. Poi, con il passare delle ore, sulla rete si sono rincorse congetture più o meno plausibili, riguardo al ritiro di Davide e, nello stesso tempo, ipotesi sul rimpiazzo del concorrente fuoriuscito. Quella più accreditata riportava l’entrata al serale di Stefanino, e così è stato.

Fin da subito ho ipotizzato che la sostituzione di Davide sarebbe stata fatta in base ai risultati degli “esami” che i venti concorrenti avevano sostenuto proprio per garantirsi l’ingresso al serale. Mi è venuta in mente anche la polemica, protrattasi per più di venti minuti in puntata, sull’esclusione di Stefanino: lui aveva giudicato ingiusta la propria eliminazione. Non ripercorro le diverse fasi in cui si è sviluppata, attraverso i botta e risposta, la polemica, anche perché non è ho memoria certa; tuttavia, ricordo benissimo che Maria, pur dispiaciuta, alla fine ha messo a tacere il giovane cantante sostenendo che non si trattava di una questione personale e che, basandosi l’ammissione al serale sul punteggio ottenuto all’esame, da parte di quattro membri della commissione interna (cioè gli insegnanti di “Amici”) e quattro esaminatori esterni, procedeva chi aveva ottenuto il minor numero di “no”, ovvero un più ampio consenso; Stefanino aveva ottenuto un solo “sì”, quindi la sua esclusione era più che legittima.
Fin qui, nulla da eccepire. Ora, non ricordo quanti consensi avesse ottenuto Davide, ma credo più della metà rispetto al numero complessivo dei componenti della supercommissione. La sua ammissione al serale, seppur discussa ed effettivamente discutibile, si basava principalmente sul fatto che, durante il periodo trascorso nella “scuola”, i suoi progressi erano stati evidenti. D’altra parte, a Stefanino non era stato riconosciuto lo stesso merito.

Facendo un rapido riepilogo, i cantanti in lizza per un posto al serale erano undici. Di questi, sono stati ammessi Matteo, Emma, Loredana, Enrico, Angelo, Anna, Pierdavide e Davide Flauto. Gli esclusi, dunque, erano Arianna, Valeria e Stefanino. Considerando che su Valeria la commissione non si è quasi mai espressa positivamente, quindi ritengo fosse comunque fuori dalla gara, è mai possibile che sia stato riammesso Stefanino sulla base dei consensi ottenuti –uno solo!- e la povera Arianna se ne sia tornata a casa? Anche nell’ipotesi peggiore, cioè che pure la cantante sarda avesse ottenuto un solo consenso all’esame, mi chiedo con quale criterio sia stato riammesso Stefanino al posto suo. Quanto meno si sarebbe dovuto svolgere una specie di ballottaggio. È pure vero, onestamente, che il ritiro di Flauto è stato improvviso e tardivo e che non c’è stato il tempo utile per una specie di “sfida” tra i due. Ad ogni modo non credo che Arianna abbia ottenuto un solo consenso e quindi, secondo me, avrebbe dovuto essere riammessa al serale al posto di Davide.

Ma veniamo alla puntata serale di ieri. Non la descrivo perché penso che altri l’abbiano già fatto e sicuramente meglio di quanto potrei fare io, visto che mi sono pure addormentata, ma punto dritto al momento dell’eliminazione di un concorrente. La vittoria, meritatissima, è andata ai blu che, com’è prassi consolidata da anni, hanno dovuto individuare il concorrente della squadra dei bianchi da eliminare. Decisione sofferta, anche perché fra i ragazzi credo non si sia ancora scatenata una lotta “all’ultimo sangue” ed il clima, a parte qualche “antipatia” personale o rivalità alimentata perlopiù dai docenti, pare essere ancora caratterizzato dall’amicizia e dalla solidarietà. D’altra parte, anche la commissione non si è sbilanciata, visto che ha “salvato” tutti i concorrenti indicati dalla squadra blu. Alla fine ci ha “lasciato le penne” Anna, pur bravissima, solo perché poco gradita al pubblico che, con il televoto, l’ha relegata all’ultimo posto della classifica. Fin qui, tutto normale. Anche questa è prassi consolidata. Ma c’è un piccolo particolare, nient’affatto insignificante: Stefanino, rimpiazzo di Davide, è stato escluso dalla votazione dei compagni-rivali. Come mai? Maria ha giustificato il fatto sostenendo che, essendo rientrato in competizione solo il giorno prima, il suo nome non compariva nell’elenco dei concorrenti per cui il pubblico poteva televotare. La cosa può, quindi, essere spiegata in questo modo: se i primi sei in classifica si salvano automaticamente, Stefanino non avrebbe potuto trarre giovamento dalla sua posizione in quanto escluso dal televoto nei giorni precedenti la finale di ieri. Questo è un dato di fatto. Ma è anche un dato di fatto, e la povera Anna ne sa qualcosa, che uno dei quattordici posti in classifica era occupato da Davide e che l’ultima posizione, cui è stata relegata Anna, è stata determinata anche dalla presenza nella stessa classifica di un concorrente ormai fuori gara. Non so se mi sono spiegata, ma credo che sia davanti agli occhi di tutti l’ingiustizia subita da Anna e la posizione privilegiata di Stefanino, riammesso nella rosa dei quattordici, con un solo voto a suo favore nell’esame di ammissione alla fase finale di “Amici”.

A parer mio, sarebbe stato più onesto far rientrare Arianna. Io non so se la Martinez possa aver influito così tanto sulla decisone di riammettere Stefanino, visto che era stato un suo allievo. D’altra parte, tutti hanno potuto ascoltare le critiche spietate rivolte dalla Martinez contro il povero Flauto che, a parer suo, non sarebbe stato degno della partecipazione al serale. Se è vero che quest’ultimo si è ritirato dalla gara per “motivi personali”, posso persino credere ad un crollo psicofisico causato anche dalle critiche mosse dall’insegnante: Davide sembra molto fragile, anche se negli ultimi tempi lo si è visto più combattivo, e, pur ammettendo che avesse conquistato una maggior autostima, probabilmente l’impegno e la responsabilità della fase finale di “Amici” hanno finito per schiacciarlo.

Alla fine Davide ha rinunciato, spontaneamente o meno, al suo sogno, mentre Stefanino ha avuto la sua rivincita non solo con l’ammissione al serale ma addirittura con un’ingiusta immunità. Peccato, però, che a rimetterci sia stata Anna: una “sconfitta” difficile da mandar giù, considerando anche la sua giovane età. Ma, proprio per questo, altre porte le si apriranno, altre strade dovrà percorrere, non sempre facili, per arrivare al successo. Brava com’è se lo merita davvero.

[immagine dal sito di Televisionando]

ARTICOLO CORRELATO: AMICI 9: STEFANINO DI NUOVO IMMUNE … DALLA GARA

DAVIDE FLAUTO FUORI DALLA GARA DI “AMICI9”

Ad un solo giorno dall’inizio del serale, pare che Davide Flauto, cantante, abbia lasciato la scuola di “Amici” per “motivi personali”.
Durante la puntata pomeridiana di oggi, è comparsa più volte una scritta in cui al pubblico veniva reso noto il ritiro del cantante dalla gara. Il comunicato è pubblicato anche sul sito ufficiale di Maria De Filippi.

Il laconico annuncio, che è quasi sembrato in contraddizione con quanto visto in puntata (Davide, infatti, era presente in studio con il resto della squadra bianca, cui era stato destinato), non specifica i motivi, anche se si presuppone che di personale ci sia ben poco. Ovvero, i “motivi personali” potrebbero essere giustificati dall’impossibilità di reggere il confronto con gli altri concorrenti e dalla presa di consapevolezza che il suo ingresso è stato fin da subito messo in discussione da molti. Tuttavia, i progressi del cantante sono stati molti e la cattiveria con cui la Martinez ha descritto le capacità, ovvero le incapacità, di Davide, potrebbero aver giocato un ruolo fondamentale nella decisione di uscire dalla gara.

Peccato: in puntata mi era parso deciso a combattere fino in fondo per dimostrare le qualità che pochi hanno visto in lui. Ha avuto il sostegno di Rapino, ma evidentemente non gli è bastato. O forse i motivi sono davvero “personali”: in questo caso, spero per lui che non siano gravi e gli auguro di proseguire nel percorso artistico iniziato con scarso successo, forse, ma con una grande convinzione personale. Certe volte dimostrare di essere qualcos’altro rispetto ad un “personaggio”, con i capelli tagliati in un certo modo e quell’aria compassata, è davvero difficile.

MARIA DE FILIPPI PARLA DEI SUOI “AMICI” SU TV SORRISI E CANZONI

Alla vigilia del serale di “Amici9”, Maria de Filippi concede un’intervista a TV Sorrisi e Canzoni e parla dell’edizione di quest’anno, dei suoi “amici”, dei progetti futuri e dei “talenti” scoperti dalla sua trasmissione che si stanno facendo strada nel mondo dello spettacolo.

Una cosa, in particolare, tiene a precisare riguardo ai discografici: Prima facevano gli snob perché ci consideravano “solo” un prodotto televisivo. Oggi non è più così, ma devo anche ammettere che col tempo si è alzata la qualità del programma e dei suoi partecipanti. Insomma, un sassolino dalla scarpa se l’è tolto. Poi, è orgogliosa del fatto che la sua trasmissione sia per molti un trampolino di lancio: Quelli venuti ai nostri provini mi hanno raccontato di aver provato prima con le case discografiche, ma senza mai ottenere alcuna risposta: con la crisi nessuno rischia più sui giovani. Be’, certo, si sa che la crisi investe tutti i settori, ma chissà perché i discografici non esitano a pubblicare le compilation di “Amici”. Il primo album, quest’anno, ha anticipato i tempi e, secondo me, non ha raccolto il meglio dei talenti perché i ragazzi non erano ancora pronti per la sala d’incisione. Ma tant’è, ha venduto e vende moltissimo. Quindi, la De Filippi giustamente ne è orgogliosa, anche perché fra poco uscirà un’altra compilation e, ne sono certa, bisserà il successo della prima.

Che dice, poi, degli ex amici? Di certo non può nascondere la soddisfazione per la partecipazione di Valerio Scanu al prossimo Festival di Sanremo. Tiene a precisare che ci va con una canzone scritta e arrangiata da un concorrente di quest’anno, Pierdavide Carone, il cantautore che fa impazzire il pubblico di “Amici” con la sua “Ballata dell’ospedale”. Ci aspettiamo, quindi, una rivincita del giovane Scanu, rimasto a bocca asciutta dopo che la vittoria ad “Amici8” gli è stata scippata da Alessandra Amoroso. Riuscirà a bissare il successo di Marco Carta, anche lui allevato dalla materna Maria? Chissà! Un’osservazione, però, me la concedo: conoscendo lo stile di Pierdavide, una sua canzone in bocca allo Scanu proprio non me la vedo. Anzi, non la sento. Non resta che attendere il Festival e mi sa che tutta questa pubblicità che gli arriva da Mediaset avrà l’effetto sperato: un trasferimento in massa degli spettatori fan di “Amici” su Rai 1. Come l’anno scorso, del resto. Poi, quello è esattamente il pubblico più avvezzo al televoto, particolare non privo di significato in questo contesto.

E i ballerini? C’è posto anche per loro nel cuore di mamma Maria: I produttori americani del musical “La Bella e la Bestia”, che a Milano sta avendo un successo pazzesco, verranno da noi per trovare i protagonisti del loro prossimo spettacolo, Flashdance. C’è da scommetterci che li troveranno. Tuttavia a me questo sembra un business che conferma il potere della TV: ma vi sembra che in Italia non ci siano ballerini altrettanto o addirittura più validi dei concorrenti di “Amici” e magari con maggiore esperienza di spettacolo? Ci sono, ci sono. Ma purtroppo resteranno a casa e lo spettacolo se lo andranno a vedere a teatro.

Chiedere a Maria quali siano, tra gli allievi di quest’anno, i preferiti, è una specie di mission impossibile: lei non si sbilancia ma ammette che i diretti interessati percepiscono le sue preferenze. Quando è in onda, però, cerca di essere distaccata. Ci riesce? A me pare di no, ma che importa? La De Filippi è come una mamma: tutti i figli so’ piezz e core!