MALA TEMPORA

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Da molti mesi non aggiorno il blog. A essere precisi, da anni è abbandonato a se stesso e vive di vita propria grazie ai 1329 articoli che contiene. A settembre compirà 14 anni – ormai è un adolescente! – e non manca molto al traguardo dei 4 milioni di visualizzazioni. Solo per questo dovrei essere soddisfatta. Anzi, dovrei avere una motivazione forte per riprenderlo in mano e ricominciare a scrivere almeno un post a settimana come facevo agli inizi. Eppure…

Il mio blog ha due fratelli: uno didattico (laprofonline), anch’esso ormai semiabbandonato, e uno estivo (summertimetogether) che per la prima volta quest’anno, nonostante l’estate dal punto di vista climatico sia iniziata molto presto, non ho ancora aperto. Mancanza d’argomenti? Non credo.

In questo blog potrei parlare, per esempio, della situazione attuale dal punto di vista politico oppure della pandemia.

La pandemia è ancora tra noi. L’aggettivo endemico che ha sostituito il pandemico a proposito di Covid-19 non ha effetti consolatori. Il virus circola e si diffonde, i morti sono numerosi nonostante il periodo estivo in cui, negli anni passati, abbiamo assistito a un netto calo, la sfiducia nei vaccini è ormai un dato di fatto perché all’inizio si parlava di immunità di gregge e sembrava che la diffusione massiccia delle vaccinazioni avrebbe allontanato per sempre questa calamità che ci è piovuta addosso all’improvviso all’inizio del 2020.

In questo blog (ma anche negli altri) non ho mai voluto trattare argomenti strettamente legati alla politica. Se l’ho fatto, mi sono limitata a parlarne in relazione alla scuola, almeno finché non è nato il fratello laprofonline.

Sono stata sul punto di scrivere un post sulla morte, a 69 anni, della signora Gabriella Carsano. Il suo caso fece scalpore 12 anni fa quando, all’età di 56 anni, ebbe una figlia che successivamente le fu tolta dal tribunale che la ritenne troppo anziana per prendersene cura, considerata anche l’età avanzata del marito, più vecchio di lei di 12 anni. Il tema della maternità -anche quello in età avanzata – è presente in molti post su questo blog ma sinceramente non ho più voglia di parlarne. E più in generale sulla maternità avrei potuto affrontare un triste caso di cronaca di cui è stata involontaria protagonista una bimba di un anno e mezzo lasciata morire di stenti dalla madre che l’ha abbandonata da sola a casa per sei giorni. Ho, tuttavia, deciso di tacere perché la vicenda è troppo dolorosa e mi sarebbe stato impossibile mantenere una posizione “neutrale”, senza giudizi e accuse.

E veniamo alla scuola. Il secondo blog ha compiuto recentemente 11 anni e si avvia verso i 2 milioni di visualizzazioni. Anch’esso vive di vita propria visto che gli aggiornamenti sono scarsi. Non mancherebbero argomenti per scrivere qualche post, dal momento che, grazie alla pandemia, la scuola è al centro dell’attenzione da più di due anni e in questo momento politico così difficile il tema è piuttosto scottante. Qualche riflessione potrei farla, in effetti, ma nella mia lunga carriera si sono avvicendati più di venti ministri e nessuno ha fatto alcunché di buono per la scuola. Quindi anche questo è un tema sul quale preferisco non esprimermi, data la mia totale sfiducia nei governi passati e futuri.

Nel luglio 2013 ho aperto il blog estivo. L’intenzione era quella di trattare argomenti leggeri che lasciassero un po’ riposare la mente dopo le fatiche dell’anno scolastico. Anche in questo caso l’attualità mi potrebbe offrire molti spunti: potrei parlare del clamoroso divorzio tra Totti e Ilary oppure del nuovo compagno di Michelle, ex signora Trussardi, dal quale pare aspetti un maschietto…. Potrei postare qualche ricetta o scrivere la recensione dei libri che sto leggendo… purtroppo, però, l’ispirazione non arriva.

Una volta il blog era come l’orto di casa: un luogo in cui rilassarsi (nel senso di passatempo) e seminare augurandosi un buon raccolto. Credo che la lenta agonia dei blog sia dovuta alla massiccia diffusione dei social che permettono una comunicazione veloce ed efficace, non richiedono molto tempo e nemmeno una certa assiduità. Insomma, se all’improvviso scompari, nessuno se ne accorge mentre se sul blog non ci si fa vivi, anche i lettori più assidui a lungo andare si allontanano. L’ho scritto molte volte: i commenti sono la vera anima dei blog. Se un post non suscita reazioni, se non nasce una discussione alla fine è come un soliloquio. Certamente a volte si scrive sentendone la necessità, perché in fondo chi ama la scrittura coltiva anche in questo modo la sua passione. Ma nessuno scrive solo per se stesso, è innegabile. Avete mai creduto che Manzoni ambisse davvero a un pubblico ristretto di soli 25 lettori?

Quindi, per quel che resta delle vacanze, se volete mi potete trovare su twitter.

Buona estate a tutti!

10 pensieri riguardo “MALA TEMPORA

  1. Concordo sul fatto che le piattaforme social possono vantare una quantità di frequentatori di gran lunga superiori a un blog amatoriale, la stessa che intercorre tra un centro commerciale e un negozietto di periferia.
    Però andrebbe considerata la caducità delle informazioni che in quei calderoni circolano (come pure quella dei calderoni stessi). I post, le immagini, le notizie, i commenti arrivano di continuo come onde sulla battigia, e come quelle si perdono poco dopo, e le informazioni dopo un po’ risultano introvabili, disperse in un mare di miliardi di dati similari.
    Il blog resta, è lì, come un edificio dove ogni pietra è riconoscibile, apprezzabile, memorabile.
    Ho abbandonato da un po’ My3place, come pure hanno fatto altri collaboratori, e lo utilizzo unicamente per inserire i link di altri due blog che gestisco. Il primo, http://www.lastoffagiusta.it, è dedicato al patchwork (mia moglie è una quilter), mentre il secondo, http://www.ultimelune.it, raccoglie i testi e le immagini che la mia vanità mi conduce a pubblicare.
    Ebbene, analizzando i dati delle visite osservo che spesso vengono letti dei post vecchi di anni, e anche se non mi spiego come i navigatori della rete possano esserci arrivati, il fatto mi consola più di ogni effimera pioggia di visite e commenti a dei post presto destinati all’oblio.
    Quindi, non demordere.
    Sul fatto che poi Alessandro Manzoni scrivesse unicamente per ottenere della notorietà avrei qualche dubbio.
    Ahoj

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  2. Sono più o meno nelle tue stesse condizioni, anche se io qualche piccola cosa sul blog l’ho scritta, ma il mood è il medesimo, tanti spunti, pure interessanti, e poca voglia di trattarli. A me personalmente mancano gli interlocutori storici, ma che ci vuoi fare, panta rei!

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  3. Cara Marisa,
    ho letto l’articolo e mi è rimasto un po’ di amaro in bocca. Condivido la tua riflessione, dal momento che i numeri che i blog fanno ora non possono essere paragonati a quelli di anni fa. Ora la comunicazione viaggia sui social (specialmente Instagram), ma credo che in quella sede non si possano fare delle riflessioni profonde né particolarmente argomentate. Hai anche ragione sui pochi commenti ma, come saprai, è un po’ la tendenza attuale a leggere e non esprimersi. Forse andrebbero usati degli argomenti dirimenti e usare un punto di vista provocatorio ma, non mi piacciono queste tattiche acchiappa-click. Spero che tra qualche anno tu riprenda il gusto di aggiornarlo (…)
    MZ

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  4. @ my3place

    Carissimo, ben ritrovato! Mi fa piacere sapere che i “vecchi” frequentatori di questo blog negletto non mi abbiano dimenticata.

    Mi piace molto questa tua osservazione: «Il blog resta, è lì, come un edificio dove ogni pietra è riconoscibile, apprezzabile, memorabile.» Ed è proprio vero che i social sono dei calderoni. Io su Twitter seguo solo persone che stimo e con cui mi confronto volentieri. Di questi tempi è “merce rara”.

    Però, secondo me, Manzoni voleva la notorietà almeno all’interno di una cerchia ristretta di estimatori… certamente più di 25! Pubblicò autonomamente il suo romanzo e s’infuriò quando scoprì che giravano edizioni non autorizzate. Credo volesse semplicemente evitare che leggesse la sua opera gente non in grado di comprendere il suo significato. E poi l’analogia tra il ‘600 raccontato e i suoi tempi rimaneva sempre rischiosa.

    Grazie per i link, farò un salto certamente.

    A presto.

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  5. @ Pino Soprano

    Non importa, cercherò di ricominciare a scrivere con più assiduità. In autunno… vedremo.

    Grazie di essere passato di qua e di non avermi dimenticata. 😉
    A presto.

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  6. @ matteozenoni

    Se la tendenza attuale, per quanto riguarda i blog, è di leggere e non esprimersi, mi sembra che quella dei social sia proprio l’inverso. A volte nascono discussioni sul nulla, si legge e non si comprende, si prende di mira il malcapitato che non fa parte della “cerchia”… in questo periodo mi sono proprio scocciata di Twitter. Bisognerebbe ogni tanto disintossicarsi.

    Grazie. A presto.

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  7. …Ho il tuo riferimento nei blog che seguo e sono dell’idea che dalle riflessioni altrui c’è sempre da imparare, specialmente da persone che hanno idee magari contrastanti ma importanti per crescere e capire.
    Spero che tu non voglia abbandonare la voglia di scrivere qui, di farci pensare e, magari ogni tanto di farci discutere attraverso i commenti !

    Ciao.
    Stefano.

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