12 aprile 2011

IL NUOVO REALITY MEDIASET, UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER PROF PRECARI

Posted in Mariastella Gelmini, reality show, Renato Brunetta, scuola, spettacolo, televisione, vip tagged , , , , , , a 4:16 pm di marisamoles

Si sa, Silvio Berlusconi ha un cuore grande e aiuta chi ne ha bisogno. Se non lui direttamente, il suo network televisivo, Mediaset, ha messo in cantiere un nuovo reality show, il cui titolo dovrebbe essere “Non è mai troppo tardi” (ripreso dalla vecchia trasmissione tv anni Sessanta, condotta dal celebre maestro Manzi), e sta cercando precari della scuola. E non c’è da stupirsi che lo spot vada in onda al mattino, quando i disoccupati, della scuola e non, si trovano in casa, in attesa della telefonata o della mail che pare non arrivino mai.

Ma i precari della scuola, decisamente contrariati dalla situazione venutasi a creare in seguito alla legge 133 firmata dalla Gelmini, Tremonti e Brunetta, sarebbero interessati a lavorare per il “nemico”? L’offerta è allettante: chi viene selezionato incassa in un sol colpo 150 mila euro, dieci anni di stipendio come ricorda crudelmente lo spot. Ma tutti questi soldi per fare che?

Dunque, l’idea è questa: reclutare i concorrenti dei vecchi reality Mediaset, scelti fra i più ignoranti (il che pare non essere tanto difficile), che sarebbero preparati dai prof precari a superare un quiz. L’obiettivo dei concorrenti è quello di arrivare primi, mentre agli insegnanti basta partecipare, visto che i 150 mila euro sono garantiti comunque.

Ora, tutti sanno che il problema dei precari della scuola è serio; è un problema di non facile soluzione che, solo qualche giorno fa, il ministro Gelmini ha definito enorme. Un problema ereditato dalle precedenti legislature e determinato da scelte irresponsabili, con politiche che hanno fatto lievitare fino a 240mila il numero degli insegnanti abilitati e iscritti nelle graduatorie, a fronte di soli circa 30mila posti vacanti l’anno. (LEGGI QUA)

Stando così la situazione, un bel premio di 150 mila euro dovrebbe essere ambitissimo e invece … Protesta Brunello Arborio, fondatore del Forum precari scuola: «Prima il governo mette gli insegnanti in mezzo alla strada con i tagli agli organici poi le televisioni della famiglia del premier sfruttano la loro disperazione con la solita lotteria della fortuna». A ruota lo segue Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd: «Il governo ignora i precari e loro diventano persino fenomeni da baraccone degli show, una vergogna». E non poteva mancare il dissenso dell’IdV che, per voce di Felice Belisario, fa sapere che il berlusconismo taglia i fondi a scuola, università e cultura per ridurre gli operatori di questi settori a prostituirsi moralmente per un tozzo di pane.

Potrei continuare ma mi fermo qua. Sono concorde con chi protesta, al di là dello schieramento politico e indipendentemente dal fatto che sia Mediaset (l’idea poteva essere anche partorita dalla Rai, non sarei stata comunque d’accordo) a proporre questo programma che, dopo le proteste, rischia di essere rinviato. Eppure per Massimo Donelli, direttore di canale 5, il progetto è valido: «Trovo quantomeno singolare che si faccia il processo a un programma non ancora andato in onda» e aggiunge che lo scopo è quello di «valorizzare una professione che è troppo spesso sottovalutata». Ma che nobile intento! Certo che in una trasmissione televisiva, sotto gli occhi di tutti, alla luce del sole, anzi dei riflettori, si potrebbe provare che i precari a spasso sono degli «insegnanti preparati e disposti a colmare, in una dimensione insieme seria e ludica, le lacune degli alunni-star».

In fondo, che male c’è? Milly Carlucci nel suo “Ballando con le stelle” recluta i vip e li fa addestrare da maestri selezionati, spesso campioni italiani, se non del mondo, di danza sportiva. Bravissimi e preparati, senza dubbio. Peccato, però, che, pur avendo anche il ballo un certo spessore culturale, dar lezioni di cha cha cha o di jive non sia esattamente come trattare Dante o Einstein in classe. E poi il dubbio che possa nascerne una trasmissione di propaganda pro governo c’è, ed è legittimo. Arborio, il professore che ha lanciato l’allarme, sostiene che magari faranno come a Forum: Finti insegnanti figuranti che parleranno bene della riforma Gelmini, oppure che infilano un errore dopo l’altro per dipingerci come una massa di ignoranti e preparare il terreno ad altri tagli.

A pensar male si fa peccato, ma senza essere così maliziosi e sospettosi, a me non pare che la didattica possa essere soggetto di uno show, anche se il fine di acculturare dei vip ignoranti è nobile. Tuttavia, per loro c’è sempre Cepu, o no?

[fonte: Il Corriere]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 16 APRILE 2011

Niente più show per giovani docenti bisognosi di denaro. E’ stato cancellato «Non è mai troppo tardi», lo show di Canale Cinque che era inizialmente previsto per maggio.

Lo spettacolo, i cui i conduttori erano già stati individuati in Federica Panicucci e Alfonso Signorini, si riproponeva di far tornare alcuni vip sui banchi di scuola, con i giovani docenti precari che avrebbero dovuto colmare le loro storiche lacune preparandoli a partecipare ad un quiz finale. L’indiscrezione arriva dal blog di Davide Maggio, e sembra essere stata confermata anche dalla direzione del settimanale «Sorrisi e Canzoni». I motivi della soppressione non sono ancora chiari, ma senza dubbio dovrebbe avere influito la polemica scatenata dalla presenza nel programma di professori precari, a cui era stato promesso un premio di dieci anni di stipendio. [da Il Corriere]

Come volevasi dimostrare.

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15 luglio 2009

COSÌ GIOVANI E GIÀ PIENI DI “DEBITI”

Posted in adolescenti, attualità, Mariastella Gelmini, MIUR, politica, scuola, valutazione studenti tagged , , , , , , , , , a 5:42 pm di marisamoles

debiti formativiUna volta c’erano gli esami a settembre, l’incubo di molte famiglie e la rovina di molte vacanze. Un esercito di “rimandati” trascorreva i mesi centrali dell’estate con i libri in mano, portandoseli appresso ovunque, anche nei luoghi di villeggiatura, campeggi compresi. Le madri e i padri vigilavano sugli studi estivi e, se ne avevano le possibilità economiche, mandavano i figli a “ripetizione”. In questo modo, un’altrettanta nutrita schiera di professori rinunciava volentieri al periodo di riposo per dare lezioni agli sventurati. È inutile negare che quello delle ripetizioni estive era un vero e proprio business e anche chi giura di non aver mai arrotondato lo stipendio, sempre troppo misero, con le lezioni in nero, secondo me mente.

Poi, nel 1995, gli odiati esami di riparazione sono stati aboliti. Lo spirito che allora aveva animato il Ministero della Pubblica Istruzione era quello di evitare, appunto, il mercato delle ripetizioni che talvolta causavano un vero e proprio salasso alle famiglie. Ma si sa, i genitori son disposti a tutto per aiutare i pargoli; peccato non si chiedano quasi mai perché gli sventurati figli non studiano durante l’anno scolastico e debbano rovinare le vacanze dell’intero nucleo familiare.

Per evitare, quindi, una spesa notevole per le famiglie italiane, il Decreto Legge del 28 giugno 1995, n. 253 , successivamente convertito in legge l’8 agosto dello stesso anno, stabiliva che si poteva essere promossi nonostante la presenza di qualche lacuna in una o più discipline, purché ci si presentasse puntuali a frequentare, nella fase iniziale delle lezioni, le attività per essi previste nella programmazione di classe. Alla fine, l’incubo di rientrare nelle aule scolastiche il primo settembre, condiviso da docenti e studenti, era rimasto. L’unica differenza stava nel fatto che si tenevano i famosi Corsi IDEI (Interventi Didattici ed Educativi Integrativi) e non si dovevano esaminare gli allievi, fermo restando l’obbligo di verificare il superamento o meno delle lacune attraverso delle prove di verifica, i cui tempi e modi erano liberamente scelti da ciascun Collegio dei Docenti nel pieno rispetto dell’autonomia degli istituti scolastici.

Nel 1995 inizia, dunque, l’era dei Debiti Formativi. Non più ragazzi rimandati ma promossi pur con delle insufficienze che, in ogni caso, sul tabellone non comparivano. In effetti non può esserci promozione in presenza di voti minori del 6. Ma, almeno all’inizio, quei 6 che non erano 6, visto che in realtà potevano essere dei 5 o dei 4, quando non addirittura dei 2 o dei 3, venivano segnalati sul tabellone con una grafica che poteva variare dal 6 rosso al 6 sottolineato. Tali erano le opzioni più comuni.

Lo Stato, dunque, si impegnava a finanziare dei corsi di recupero e in tal modo si convinceva di arginare il mercato nero delle lezioni private. Purtroppo, però, i fondi erogati non erano sufficienti a coprire le necessità, ovvero ad istituire un numero adeguato di corsi, tenuto conto delle diverse discipline, del numero degli studenti e delle classi frequentate. Alla fine, i corsi attivati erano limitati alle discipline fondamentali o per lo meno quelle in cui si erano riscontrate le carenze più diffuse. Così spesso le lezioni private si frequentavano lo stesso, anzi, le famiglie più abbienti, e anche un po’ snob in verità, non mandavano i figli ai corsi di recupero anche quando venivano istituiti, preferendo pagare le ripetizioni. E come dar loro torto. L’insegnante privato, infatti, pagato profumatamente, si sente in obbligo di aiutare veramente l’allievo. C’è da dire, inoltre, che la lezione individuale è senz’altro preferibile se si tiene conto che lo studente in difficoltà ha a sua disposizione un docente tutto per sé che può rispondere ad ogni domanda, che può individuare ogni ambito del processo cognitivo in cui si riscontrano delle carenze, in altre parole che non deve dividersi tra quindici-diciotto allievi con lacune differenti e diversi livelli di preparazione.

Il D.M. succitato, quindi, non ha mai davvero risolto i problemi. Anzi, i ragazzi con in tasca la promozione a giugno spesso pensavano che non fosse affatto un obbligo colmare le lacune; qualcuno, infatti, calcolava che con una o due materie poteva benissimo arrivare in quinta senza alcun problema. Anche se in tempi recenti, l’istituzione del Credito Scolastico, ha spostato l’attenzione degli “irriducibili indebitati” sul voto finale dell’esame: il credito, infatti, veniva decurtato in presenza di debiti non saldati e, conseguentemente, i ragazzi si dovevano impegnare maggiormente nelle prove d’esame, per non rischiare la bocciatura. Ma ci troviamo quasi di fronte al classico gatto che si morde la coda: spesso le materie in cui s’ “indebitavano” erano quelle caratterizzanti, comprese almeno in due prove scritte, quindi era decisamente impossibile sperare di farcela senza colmare le lacune pregresse.

Insomma, la questione del debiti non saldati che si perpetuavano era un problema reale. Così come la falsa convinzione dei ragazzi che la frequenza ai corsi IDEI bastasse per risolvere i problemi. Non solo le quindici ore concesse, nella migliore delle ipotesi, a ciascun corso non erano sufficienti a colmare le lacune, ma talvolta gli studenti arrivavano ai corsi mantenendo lo stesso atteggiamento tenuto durante le lezioni curricolari. È evidente, infatti, che un profitto insufficiente non è dovuto all’incapacità di spiegare dell’insegnante, come spesso credono le famiglie, o alla durezza diamantina delle teste degli allievi, come altrettanto spesso sostengono i docenti. Lo scarso rendimento scolastico si può, anzi si deve attribuire anche al modo in cui i ragazzi affrontano la scuola. Se mancano una forte motivazione, la volontà di recuperare, la capacità di concentrarsi, l’esecuzione dei compiti assegnati ecc. ecc. ogni sforzo sarà inutile. I docenti non hanno la bacchetta magica, tantomeno quelli che tengono i corsi di recupero che spesso non sono gli insegnanti del singolo allievo e che quindi non conoscono le problematiche di ogni ragazzo che frequenta il loro corso.

Detto questo, forse sarà più chiaro il motivo per cui il sistema dei Debiti Formativi così com’era non poteva continuare ad esistere. Arriviamo, dunque, al Decreto ministeriale n. 80, del 3 ottobre 2007 , a firma dell’allora ministro Fioroni. Esso stabilisce che le lacune in una o più discipline autorizzano i singoli Consigli di Classe a sospendere il giudizio in sede di scrutinio finale, rimandando la decisione di promuovere o respingere l’allievo in questione entro l’inizio delle lezioni del successivo anno scolastico. Nonostante non si parli più di “esami di riparazione” e di “rimandati a settembre”, cambia la forma ma non la sostanza. Qual è, dunque, la differenza rispetto ai vecchi esami a settembre? Semplicemente il fatto che non sussiste l’obbligo di fare degli esami veri e propri, con verifiche scritte e orali nel caso di materie che prevedano una distinta valutazione, ma delle “prove di verifica” decise in modo autonomo, per quanto riguarda la tipologia, da ciascun insegnante, purché sia lo stesso che ha attribuito il debito.

Con il suo arrivo a viale Trastevere, nel 2008, il ministro Gelmini non ha cambiato le carte in tavola. E come avrebbe potuto lei che predica da tempo il ritorno ad una scuola del rigore e della serietà? Certo, il D.M. del ministro Fioroni aveva il sapore di un ritorno al passato –quello per cui la Gelmini stessa è costantemente criticata- ma con la novità che lo Stato si sarebbe fatto carico del recupero per gli studenti in difficoltà anche durante l’anno scolastico e non solo alla fine. Con la Circolare Ministeriale n. 6163 del 4 giugno 2008, firmata da Mario Dutto l’Amministrazione ha destinato all’attuazione degli stessi risorse finanziarie per euro 57 milioni, aggiuntive rispetto a quelle già previste dalla disciplina contrattuale del comparto. Complessivamente, pertanto, sono in corso di erogazione alle scuole le seguenti somme:
euro 197 milioni previsti dalla sequenza contrattuale, sottoscritta in data 8 aprile 2008 tra l’ARAN e le OO.SS, relativa al fondo di istituto; trattandosi di finanziamenti che confluiscono nel fondo unico dell’istituzione scolastica, va precisato che detta quota è finalizzata al recupero e al sostegno;
– euro 57 milioni, sulla base dell’art. 1, comma 634, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007)
.
L’entità delle cifre, ad una prima occhiata, appare considerevole, ma si tratta di una sorta di specchietto per le allodole perché in realtà le somme erogate non sono sufficienti per coprire i fabbisogni delle singole scuole. Così si continua ad organizzare pochi corsi con ridotti pacchetti orario, spesso tenuti da docenti non abilitati, visto che alla fine di giugno si è stanchi e stufi della scuola, così si lascia il posto ai precari che hanno più bisogno di lavorare perché hanno fatto magari solo delle supplenze brevi. Sono anche più riposati e forse sono pure più preparati di quanto si creda. Tuttavia tenere dei corsi dalla fine di giugno a metà luglio, se va bene, con una ripresina anche nell’ultima settimana di agosto, non solo non risponde efficacemente alle esigenze degli allievi che sono effettivamente stressati dai nove mesi di scuola appena trascorsi, ma manda pure in bestia le famiglie che devono disdire le prenotazioni e rinunciare alle vacanze, se non riescono a rimandarle. Senza contare il malumore degli albergatori che si vedono fioccare le disdette da un giorno all’altro –ne conosco alcuni- ma questo discorso esula dai problemi scolastici di cui sto cercando di occuparmi.

Insomma, secondo me le cose messe così non vanno. Ovvero, va benissimo non promuovere gli allievi che non lo meritano e non hanno tratto profitto dagli stimoli ricevuti, va benissimo esigere un tempestivo recupero per permettere loro di affrontare lo studio nell’anno successivo con una preparazione di base almeno accettabile, va benissimo tendere loro una mano per non farli sentire abbandonati, ma la cosa che, secondo il mio parere, andrebbe fatta è evitare che i ragazzi arrivino a giugno con delle insufficienze. Non è volere la luna, credetemi, ma solo cercare di fare il nostro lavoro nel miglior modo possibile perché è la scuola stessa che deve offrire gli strumenti per il recupero, e non sto parlando solo dei corsi. Bisogna cambiare la mentalità di tanti docenti convinti che insegnare nel miglior modo possibile equivalga a stroncare chi non si ritiene “abbia fatto la scelta giusta” e non regalare nulla, senza, tuttavia, offrire nulla. Non sono solo i corsi di recupero a dover essere finanziati ma anche quelli di formazione per insegnanti, per adeguare la didattica ai tempi che, sì, sono cambiati. Nessun passo indietro, dunque, nessun ritorno al passato, anzi un balzo in avanti per una scuola del futuro, per una scuola migliore a partire dalla primaria. Perché, forse a qualcuno la cosa sfugge, è lì che si pongono le basi per la futura istruzione degli allievi. Spesso gli abbandoni sono dettati dalle brutte esperienze che i ragazzi hanno avuto alle elementari o alle medie, trovandosi di fronte a docenti non in grado di stimolarli ad apprendere ma capaci solo di far loro abbassare il livello di autostima. In altre parole: prevenire è meglio che curare. Sarà banale, ma è l’unica strada percorribile per migliorare la scuola.

14 luglio 2009

SCUOLA: AUMENTANO I BOCCIATI. PARERI A CONFRONTO

Posted in adolescenti, Mariastella Gelmini, MIUR, politica, valutazione studenti, voto di condotta tagged , , , , , , , , , , a 5:45 pm di marisamoles

scuola e socialeIn questi giorni il MIUR ha diffuso i dati relativi alle bocciature degli allievi delle scuole secondarie di I e II grado. Dopo un sensibile aumento degli studenti non ammessi all’Esame di Stato sia nelle secondarie di I grado (il 4.4% rispetto al 2.1% dello scorso anno ) sia nelle scuole superiori (circa il 6% contro il 4,3% dello scorso anno), anche il numero degli studenti che non hanno superato l’esame di maturità è destinato ad aumentare: si passerebbe dal 2,5% , cioè circa 12mila studenti, al 3,1% degli studenti non dovrebbe ottenere il diploma, circa 3000 studenti in più rispetto al 2008. Il condizionale è d’obbligo poiché i dati devono essere ancora confermati.

Non è migliore la situazione per quel che riguarda gli anni intermedi: aumentano, infatti, le bocciature in entrambi i gradi di scuola. I dati rilevati parlano di un aumento di circa 12 mila studenti non ammessi alle medie rispetto al 2008, mentre alle superiori il numero dei bocciati è solo lievemente superiore rispetto allo scorso anno. La percentuale più alta di non ammessi si registra negli istituti professionali, il 23%, segue con il 16,3% negli istituti tecnici e il 16% nell’istruzione artistica. Migliore la situazione nei licei: i più bravi sono i ragazzi del classico con il 4,8% dei non ammessi, seguiti degli studenti dello scientifico, dove il 6,6% non ce l’ha fatta, e dai ragazzi del liceo linguistico con il 5,1% dei bocciati.

Ma tra la promozione e la bocciatura ci sono i cosiddetti “giudizi sospesi”. In questo caso i ragazzi dovranno recuperare i “debiti formativi” superando delle prove di verifica ad hoc che verranno loro somministrate all’inizio di settembre. In base al risultato delle prove e ad un nuovo scrutinio, il destino sarà ben definito: o si ripete l’anno o si viene promossi. Com’è noto, questa procedura è relativamente nuova, in quanto applicata per volontà del ministro Fioroni e mantenuta dalla Gelmini nel settembre 2008, e sostituisce la “promozione con debito” dei precedenti anni. In pratica, una sorta di ritorno ai vecchi “esami di riparazione”.
Il più alto numero di studenti sospesi (31,6%) si registra agli istituti tecnici, seguiti dall’istruzione artistica (31,1%) e dagli studenti degli istituti professionali (30,8%). Ai licei gli studenti si sono rivelati un po’ più bravi: dovranno recuperare una o più insufficienze a settembre il 22% degli studenti del classico, il 25,4% dello scientifico e il 24,7% del linguistico.

Ora veniamo alla grande novità di quest’anno scolastico: la bocciatura con il cinque in condotta. I dati appaiono alquanto allarmanti, se consideriamo i numeri: 3.000 alunni delle medie e 6.500 nelle scuole superiori. Circa la metà (3.000) sono studenti degli Istituti professionali, mentre nei licei classico, scientifico e linguistico solo lo 0,1% di studenti è stato bocciato per il 5 in condotta. Anche negli istituti tecnici e artistici la percentuale è piuttosto bassa: lo 0,4% gli alunni.
Tuttavia, se mettiamo a confronto questo dato con quello relativo alle insufficienze in condotta del I quadrimestre, vediamo che la situazione è nettamente migliorata: agli scrutini intermedi, infatti, i cinque in condotta furono più di 34mila. Già allora il dato, se rapportato alla popolazione scolastica, non era preoccupante (poco più dell’1%), quindi, a rigor di logica, il comportamento dei ragazzi è notevolmente migliorato e i docenti ne hanno tenuto conto. A questo proposito, nel D. M. numero 5 del 16/01/2009 (art. 3, comma 2) si legge:

La valutazione espressa in sede di scrutinio intermedio o finale non può riferirsi ad un singolo episodio, ma deve scaturire da un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile e culturale dello studente in ordine all’intero anno scolastico. In particolare, tenuto conto della valenza formativa ed educativa cui deve rispondere l’attribuzione del voto sul comportamento, il Consiglio di classe tiene in debita evidenza e considerazione i progressi e i miglioramenti realizzati dallo studente nel corso dell’anno, in relazione alle finalità di cui all’articolo 1 del presente decreto.

Quindi, possiamo ritenere che il rischio di non essere promossi per un comportamento inadeguato ha messo in allarme gli studenti che si sono impegnati a migliorare quest’aspetto. Non tutti, certo, ma se teniamo conto dei dati diffusi a febbraio, più di 24.500 allievi, tra scuole medie e superiori, hanno imparato a comportarsi “bene”.

Ma che dice il ministro Gelmini di questi risultati? In un’intervista rilasciata ad affaritaliani.it
afferma che siamo tornati ad una scuola che non promuove tutti. E che distingue tra persone che studiano e persone che non studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano bene. Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa il bene del ragazzo. Quindi, si esprime sul peso che il voto di condotta ha avuto sulle bocciature sostenendo che è stato molto importante perché ha portato al rispetto dei compagni, dei professori e degli edifici scolastici. Il fatto che il ragazzo venga giudicato non solo per il rendimento ma anche per il comportamento è stato fondamentale.

D’accordo con il ministro si dichiara lo SNALS mentre, ma c’era da aspettarselo, la CGIL Scuola ritiene l’aumento delle bocciature un ritorno alla scuola del passato quella selettiva che lascia indietro i ragazzi e che produrrà una più alta dispersione scolastica. Anche se nessuno mette in discussione la necessità di maggiore serietà e rigore nello studio , secondo il sindacato bisognerebbe rivedere i programmi, i modelli didattici, tenendo conto anche dei cambiamenti che investono la società. Inoltre, il taglio delle risorse aggraverebbe la situazione per quanto riguarda il comportamento degli allievi, poiché in questo modo le scuole rimarranno senza personale in grado di sorvegliarli e arginare il fenomeno del bullismo.

In linea con quest’ultima opinione anche la senatrice Mariangela Bastico, già viceministro all’Istruzione ai tempi del governo Prodi e attualmente “ministro ombra” dei Rapporti con le regioni per il Pd. Nelle pagine del suo blog dichiara che la bocciatura, soprattutto alla fine del percorso di studio, è un insuccesso del singolo ma anche della scuola, che non ha raggiunto il proprio obiettivo di far apprendere. Quindi ritiene che sia sbagliato gioire degli insuccessi degli studenti come, secondo lei, fa il ministro Gelmini la cui scuola rappresenta solo quella dei tagli e del ritorno al passato.

A proposito di tagli, leggo su Tuttoscuola.com che la Gelmini, in un’intervista rilasciata agli studenti del Collegio di Milano pubblicata sul semestrale del Collegio stesso, ha dichiarato che per effetto della manovra in atto collegata all’attuazione dell’art. 64 della legge 133/2008, nessun docente perderà il posto. Questo, almeno, per quanto riguarda i docenti a tempo indeterminato che tutt’al più rischiano il cambio di sede. Poi, però, ammette che c’è il problema dei precari, è vero, ma sono il frutto di cattive politiche che abbiamo ereditato e che adesso dobbiamo gestire senza alimentare illusioni.

Dal canto mio, mi permetto solo una riflessione: quando ero una studentessa liceale, se andavo male (è un’ipotesi, perché in realtà ero brava) era colpa mia perché non studiavo, mentre i miei insegnanti spietati, che non regalavano nulla a nessuno e il sei te lo facevano sudare, erano bravissimi, soprattutto se davano tante insufficienze. Ora che sono un’insegnante, secondo la Bastico e l’opposizione in generale, se i miei allievi vanno male nelle mie materie sono io un’incapace perché il mio insegnamento non è efficace (altrimenti avrei una classe modello). Vorrei capire una cosa: ma è sempre colpa mia?

29 maggio 2009

APPROVATO IL REGOLAMENTO SULLA VALUTAZIONE DEGLI STUDENTI

Posted in Mariastella Gelmini, MIUR, politica, scuola, valutazione studenti, voto di condotta tagged , , , , , , , a 5:39 pm di marisamoles

Approvato dal Consiglio dei Ministri, in via definitiva, il “Regolamento sulla valutazione degli studenti“. Apparentemente nessuna sorpresa, tranne il fatto che il ministro non chiarisce se, nella secondaria di II grado, il voto di condotta faccia media oppure no, se non per l’ammissione all’Esame di Stato. Si specifica soltanto che il voto sul comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici. . Insomma, dopo aver sbandierato ai quattro venti che la valutazione del comportamento farà media, ora si fa un generico riferimento ai “crediti scolastici“, mentre per quanto riguarda la secondaria di I grado si dice esplicitamente che il voto in condotta concorrerà alla formazione della media.
A leggere fra le righe, comunque, il busillis si chiarisce considerando che per la determinazione dei crediti scolastici si parte dalla media dei voti. Era tanto difficile essere chiari ed espilciti? Mah.

Ecco il testo:

Regolamento sulla valutazione degli studenti
Roma, 28 maggio 2009
Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Regolamento sulla valutazione degli studenti nelle scuole di ogni ordine e grado.

Queste le principali novità contenute nel provvedimento:

Scuola Primaria (scuola elementare)Nella scuola primaria gli alunni saranno valutati dall’insegnante unico di riferimento.
La valutazione terrà conto del livello di conoscenza e del rendimento scolastico complessivo degli alunni nelle singole materie.
La valutazione nelle singole materie sarà espressa in voti numerici così come avviene in tutti i Paesi Europei.
Solo per l’insegnamento della religione cattolica resta la valutazione attraverso un giudizio sintetico formulato dal docente.
I docenti di sostegno parteciperanno alla valutazione di tutti gli alunni.
Nella scuola elementare gli alunni potranno essere non ammessi alla classe successiva solo in casi eccezionali e motivati.

Voto in condotta nella scuola elementare
Il voto in condotta nella scuola elementare sarà espresso attraverso un giudizio del docente o dei docenti contitolari.

Scuola secondaria di I grado (scuola media)
Nella scuola secondaria di primo grado gli studenti saranno valutati nelle singole materie con voti numerici. Questo metodo di valutazione riguarderà anche l’insegnamento della musica.
Anche alle medie l’insegnamento della religione cattolica continuerà ad essere valutato attraverso un giudizio sintetico del docente.
Per essere ammessi all’anno successivo, comunque, sarà necessario avere almeno 6 in ogni materia.
Per la ammissione all’esame di Stato di terza media gli alunni dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso il voto in condotta.
In sede d’esame finale agli alunni particolarmente meritevoli che conseguiranno il punteggio di 10 decimi potrà essere assegnata la lode dalla commissione che deciderà all’unanimità.

Voto in condotta alle scuole medie
Il voto in condotta nella scuola secondaria di primo grado sarà espresso con un voto numerico accompagnato da una nota di illustrazione e riportato anche in lettere in pagella.

Scuola secondaria di II grado (scuola superiore)
Alle scuole superiori la valutazione intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe.
Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospenderà il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più materie, senza decidere immediatamente la non promozione, ma comunicando i risultati conseguiti nelle altre materie. A conclusione dei corsi di recupero per le carenze dimostrate il consiglio di classe, dopo aver accertato il recupero delle lacune formative entro la fine dello stesso anno scolastico, non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno successivo, formulerà il giudizio finale e l’ammissione alla classe successiva.
Secondo quanto indicato dall’ordinanza ministeriale n.40 dell’8 aprile 2009, per l’anno scolastico 2008/09, per l’ammissione all’esame di Stato sarà necessaria la media del 6. Il voto in condotta concorrerà alla formazione della media.
A partire dall’anno scolastico 2009/10 saranno ammessi all’esame di Stato tutti gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta.

Accesso diretto all’esame di stato per gli “ottisti”
Saranno ammessi direttamente agli esami di Stato gli studenti che in quarta hanno conseguito 8 decimi in ciascuna materia e nel comportamento e che hanno riportato una votazione non inferiore al 7 in ciascuna disciplina, 8 per la condotta nelle classi seconda e terza.
L’educazione fisica concorre come ogni altra disciplina alla determinazione della media dei voti.

Voto in condotta alle scuole secondarie di primo e secondo gradoCon il Regolamento approvato oggi dal Consiglio dei Ministri il voto sul comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici.
Il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, purché prima sia stata data allo studente una sanzione disciplinare. Inoltre, l’insufficienza in condotta dovrà essere motivata con un giudizio e verbalizzata in sede di scrutinio intermedio e finale.
Una sanzione disciplinare, quindi, sarà come un cartellino giallo, dopo il quale se i comportamenti gravi persisteranno il collegio dei docenti darà il cartellino rosso e cioè il 5 in condotta.
La valutazione del comportamento è partita già nel primo quadrimestre dell’anno scolastico in corso ed ha portato a galla circa 34 mila insufficienze. Gli studenti avranno tempo nella seconda parte dell’anno per recuperare.
L’insufficienza nel voto di condotta (voto inferiore a 6) comporterà la non ammissione all’anno successivo o agli esami di Stato.

Valutazione degli alunni con disabilità
Per la valutazione degli alunni con disabilità si dovrà tener conto, oltre che del comportamento, anche delle discipline e delle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato. Inoltre si prevede, per gli alunni disabili, la predisposizione di prove di esame differenziate, corrispondenti agli insegnamenti impartiti e idonei a valutare il progresso dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali.

Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento-DSA
Per gli alunni in situazione di difficoltà specifica di apprendimento debitamente certificate per la prima volta viene dettata una disciplina organica, con la quale si prevede che, in sede di svolgimento delle attività didattiche, siano attivate adeguate misure dispensative e compensative e che la relativa valutazione sia effettuata tenendo conto delle particolari situazioni ed esigenze personali degli alunni.

Obbligo scolastico
Resta confermato l’obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età, sempre nel quadro del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.

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Considerazioni sparse di una prof di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou

pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e eterodidatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

CORSI DI SCRITTURA CREATIVA, ATTUALITA' EDITORIALE, DIDATTICA E STRUMENTI PER LA SCRITTURA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Studio di Psicoterapia Dr.ssa Chiara Patruno

Psicologa - Psicoterapeuta - Criminologa - Dottore di Ricerca Università Sapienza

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Le Ricette di Cle

Ricette collaudate per ogni occasione

Messaggi in Bottiglia

Il diario di Cle

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

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"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

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