ASPETTARE LE VACANZE PER LEGGERE UN BUON LIBRO. MA QUAL È “LA LETTURA DA OMBRELLONE?”

libriperestate
Il Buon Lettore aspetta le vacanze con impazienza. Ha rimandato alle settimane che passerà in una solitaria località marina o montana un certo numero di letture che gli stanno a cuore e già pregusta la gioia delle sieste all’ombra, il fruscio delle pagine, l’abbandono al fascino d’altri mondi trasmesso dalle fitte righe dei capitoli.
(Italo Calvino)

E’ vero: molti, come me, aspettano tutto l’anno l’estate per fare una bella scorpacciata di libri, cercando in questo modo di mandare in letargo, per dieci lunghi mesi, la voglia di leggere.

Ogni estate leggo tra i 10 e i 15 romanzi, di varia lunghezza e genere. La maggior parte del tempo che dedico ai libri lo passo in casa. Quest’anno poi, per vari motivi, non sono ancora andata al mare né ho preso il sole sull’amato terrazzino che considero un po’ la mia spiaggia privata. Ma quando decido di portarmi qualcosa da leggere al mare, cerco innanzitutto un libro leggero, per tematica e stile, perché per la lettura generalmente amo il silenzio e, si sa, in una spiaggia affollata tutto c’è meno che pace. Per questo motivo, non potrei scegliere come “lettura da ombrellone” un Dostoevskij e nemmeno un saggio filosofico. Non riuscirei a concentrarmi tra pianti di bimbi, urla di adulti e rumorose partite a tamburello di adolescenti. Non parliamo poi delle bocce…

chiara_gamberaleCertamente, non intendo sminuire né giudicare una schifezza un romanzo nel momento in cui decido di portarmelo in spiaggia.
Di diverso avviso pare essere Chiara Gamberale che recentemente, in questo articolo apparso su La Stampa, ha criticato chi definisce certe letture “da ombrellone”.
Così esordisce la scrittrice romana:

Se c’è un’espressione che mi è sempre suonata incomprensibile è proprio: «libri da sotto l’ombrellone». O meglio, mi è sempre suonata incomprensibile la garanzia di spensieratezza richiesta a questi libri.

Poi continua con certe elucubrazioni che onestamente non riesco a capire. Se leggete l’articolo poi magari riuscirete a spiegare quello che non ho compreso…
E dopo alcuni titoli consigliati, conclude con queste parole: “Nessuno «da sotto l’ombrellone», c’è da scommetterci.”

Ora, non vorrei sembrare presuntuosa, ma credo che la Gamberale se la sia presa perché ho recensito, nel mio blog estivo, il suo romanzo Per dieci minuti definendolo “lettura da ombrellone” (ho comunque ribloggato anche qui il post). Non c’è altra spiegazione. Una non se ne esce, così di punto in bianco, con un articolo a bacchettare chi definisce “da ombrellone” certe letture, quasi fosse un’offesa. Tra l’altro, nel mio commento, ho detto chiaramente di aver apprezzato questo romanzo. Riporto la parte conclusiva del post:

Il romanzo della Gamberale mi è piaciuto soprattutto per lo stile, fresco e scorrevole, che nonostante tratti situazioni complesse dal punto di vista interiore, sa sdrammatizzare. Chiara, forse perché la vicenda narrata è in parte autobiografica, è in grado di scavare a fondo nell’animo umano alla ricerca di un equilibrio che sembra perduto per sempre. Il messaggio di questo romanzo è di speranza, perché anche dalle situazioni più complesse e dolorose si può uscire, scoprendo potenzialità che non si sospettava di possedere e persone che fanno da perno alla propria vita, anche in sostituzione di altre che prima venivano considerate uniche e insostituibili.

La scrittrice, inoltre, ha ignorato il fatto che la recensione del suo romanzo è ospitata da un blog “vacanziero”. Guardando la homepage, si nota facilmente che i commenti sono classificati come “chiacchiere sotto l’ombrellone” e i lettori che costituiscono la cosiddetta comunity vengono chiamati “vicini di ombrellone”. Quando ho deciso di dedicare qualche post del mio temporary blog alle letture, mi è venuto spontaneo classificare la categoria come “Letture sotto l’ombrellone”. Tra l’altro, per par condicio, ho anche stabilito di postare i consigli di lettura alternandone la pubblicazione su un blog e l’altro, senza creare discriminazioni di sorta.

Mi spiace di avervi tediato con queste precisazioni, che probabilmente la Gamberale non leggerà mai, ma mi sono sentita additata e, come sempre accade, non riesco a tacere. In più lei non ha un account twitter, altrimenti avrei risolto la faccenda con qualche tweet… molti, dato che i 140 caratteri mi stanno assai stretti. 🙂

libri_estate
Detto questo, è ovvio che ciascuno è libero di portare in spiaggia o sui monti i libri che preferisce. Pertanto, elencherò quelle che per me devono essere i requisiti di un romanzo da leggere sotto l’ombrellone.

1. Brevità. Tra le 100 e le 150 pagine al massimo, perché preferisco se possibile terminare la lettura in giornata.
2. Trama non troppo complicata e non troppi personaggi, altrimenti non riuscirei a ricordare tutto e voglio evitare di fare passi indietro per rileggere quanto già letto.
3. Stile fresco, moderno, non troppo artificioso. Mi rendo conto che, se si stratta di un/una autore/autrice non conosciuti, è impossibile prevederne lo stile. Motivo per cui preferisco non rischiare e leggere o un autore già letto o di cui ho sentito parlare, anche seguendo le recensioni.

C’è però una caratteristica imprescindibile che, per quanto mi riguarda, un romanzo deve possedere per poter essere letto in spiaggia: la capacità di farmi immergere completamente nella lettura, facendomi estraniare da tutto ciò che accade intorno. Purtroppo non sempre ciò accade e, soprattutto, tale qualità non si può conoscere a priori.
Ma una volta che accade, state pur sicuri che se vi consiglio una “lettura da ombrellone” potete fidarvi (tutt’al più potrebbero non collimare i gusti… e su quelli, come sapete, non si discute).

E per voi, quale requisiti deve possedere un libro per potervi fare compagnia sotto l’ombrellone?

P.S. Giusto per chiarire, in passato sotto l’ombrellone ho letto Austin, Wilde, Svevo, Pirandello, Némirovsky, Dumas… insomma, anche classici. Ora ho davvero tanta voglia di leggerezza. Che non è sinonimo di “letture mediocri”.

[immagine sotto il titolo da questo sito; immagine centrale da questo sito]

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4 thoughts on “ASPETTARE LE VACANZE PER LEGGERE UN BUON LIBRO. MA QUAL È “LA LETTURA DA OMBRELLONE?”

  1. Ciao! Io ho sempre pensato alle letture da ombrellone come quel qualcosa che si legge in fretta perché appassionante, ben scritto e interessante. Anche se, Onestamente,io scelgo i libri da leggere in base all’umore e ispirazione del momento e nom il luogo in cui sono per cui quest’anno ho letto sia “Dopo di te” di Jojo Moyes che Virginia Woolf. Senza alcun problema 😀 Comunque molti classificano letture “da ombrellone” i libri che considerano mediocri,banali o via dicendo… Sarà per quello che si è offesa 😛

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  2. Che si sia offesa è solo una supposizione. Magari che abbia scritto quell’articolo è solo una coincidenza.
    Concordo sul fatto che scegliere un libro dipenda anche da come ci si sente in un determinato momento e che una lettura “da spiaggia” debba essere soprattutto coinvolgente.
    Grazie per essere passata da qua e buon Ferragosto. 🙂

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  3. In effetti spesso per “letture sotto l’ombrellone” s’intendono quei romanzi non troppo impegnativi che riesci a seguire pure se ti distrai più volte, quindi passare da lettura non impegnativa a romanzo scadente è un attimo. Ci può stare. Però credo che quando pubblichi un libro sai già che andrai incontro a recensioni o definizioni che potranno non piacerti, e in quel caso dovrai accettarle senza denigrare chi le ha scritte.
    Personalmente non leggo mai in spiaggia per vari motivi: non ci vado mai da sola, ci sono sempre persone con cui mi metto a chiacchierare, sto praticamente tutto il tempo in acqua perché non reggo il caldo e poi sono una che si distrae facilmente. Comunque, in estate leggo sempre roba più impegnativa, anche se non è che in inverno affronti romanzi più leggeri… Sai che mi piace la roba tosta sempre e comunque.
    È chiaro che se ti porti in spiaggia un romanzo è più difficile che scegli di prendere “I fratelli Karamazov”, magari puoi optare per uno di quei deliziosi gialli Sellerio (per nulla banali ma molto freschi e divertenti) oppure per qualche romanzo d’amore (che io non amo, ma vabbé).

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  4. @ Valentina

    Effettivamente, visto che leggi tutto l’anno e non devi aspettare l’estate per farti le scorpacciate, credo sia giusto che tu ti goda la spiaggia e i bagni senza preoccuparti di quale libro portare al mare. 😉

    Io quand’ero ragazzina amavo leggere i gialli in spiaggia (penso di aver letto tutti i Mondadori pubblicati negli anni Settanta!) oppure dei romanzi rosa mignon (perché avevano un formato proprio piccolo, poco più di un pacchetto di sigarette solo erano più spessi) che ho consumato letteralmente a furia di leggerli e rileggerli.
    Ah, che bei ricordi! 🙂

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