BELEN VS SIMONA MOLINARI: LO STILE, C’È CHI CE L’HA E CHI NO

SANREMO: SECONDA SERATA
Ricordate il festival di Sanremo 2012 e la farfallina inguinale sfoggiata da Belen Rodriguez scendendo dalla famosa scalinata? Se non ve lo ricordavate, vi rinfresco la memoria con la foto sotto il titolo.

E vi ricordate la querelle nata attorno agli slip: ce l’ha oppure no? E tutto il business nato attorno ai famosi slip invisibili che, grazie a Belen, sono andati a ruba?

Ecco, ora guardate la mise della cantante Simona Molinari. Così si è presentata sul palcoscenico di Sanremo.

DIETRO …
Sanremo:  Quarta Serata

… E DAVANTI
nude-look-di-simona-molinari

Che dire? Indossa un abito nude look che potrebbe far inorridire i benpensanti, esattamente quanto ha fatto storcere due anni fa il naso la farfallina della Rodriguez. Eppure io trovo che sia semplicemente splendida, per nulla volgare, una dea. Fantastica.

Insomma, lo stile, c’è chi ce l’ha e chi no.

[foto Molinari 1 dal Corriere.it e 2 da questo sito]

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IL “VALORE” DI FABIO FAZIO E IL “COSTO” DELL’ISTRUZIONE

Fabio FazioA volte prima di parlare cerco di mordermi la lingua. Un po’ perché per certi versi mi sembra fiato sprecato e un po’ perché temo sempre di essere fraintesa. Anche quando scrivo, ci penso bene prima di battere sui tasti del pc; è ovvio che non mi mordo la lingua, diciamo che in tutti i modi cerco un diversivo che mi allontani dall’idea di scrivere qualcosa.

Mi sono trattenuta quando ho sentito, con grande soddisfazione, che per una volta i nostri politici, al di là dello schieramento, sono d’accordo su qualcosa. E’ successo, ad esempio, per Renato Brunetta (Pdl) e Beppe Grillo (M5S) riguardo allo stratosferico compenso che Fabio Fazio, conduttore televisivo, percepirà nei prossimi tre anni: quasi 2 milioni di euro l’anno.

Brunetta si lamentava, due giorni fa, del fatto che non solo la cifra è esorbitante, ma che il contratto di Fazio non era affatto scaduto (la naturale scadenza, infatti, era giugno 2014) e che il presentatore avrebbe preteso un rinnovo prima della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2014, ovviamente per alzare il tiro.

Sorvolo su altri fatti che riguardano questo argomento e mi fermo solo un attimo a riflettere sui contratti dei lavoratori.
Fazio, lavorando per la Rai, è come fosse un dipendente statale. E’ vero o no?
Allora mi chiedo: perché il contratto dei lavoratori della scuola è scaduto da quattro anni, gli scatti sono bloccati e nella migliore delle ipotesi tutto si sbloccherà nel 2015, se non addirittura due anni dopo? Anche noi lavoriamo per lo Stato e certamente ci accontentiamo di compensi di gran lunga più modesti delle richieste del conduttore.
Ah già, dimenticavo: fra un’ora e l’altra non abbiamo gli spot pubblicitari.

Oggi leggo sul Corriere che l’azienda difende Fazio. A tal proposito osserva il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi: «Ci sono professionalità, come quella di Fazio ma anche altre, che sono un grande valore per la Rai e per i telespettatori. Fazio peraltro non è un costo per l’azienda, ma una fonte di profitto e garantisce un’informazione trasparente, seria e di altissima qualità».

Non avevo capito: la cultura è costituita dalle canzonette sanremesi e dalle chiacchierate in uno studio televisivo mentre noi a scuola non produciamo nulla, non costituiamo un profitto per ‘”azienda Italia”, ma solo un costo.
E la nostra professionalità? Ah, quella vale zero.
A sentir molti, noi insegnanti costituiamo solo un un costo troppo alto per lo Stato. Il ministero dell’Istruzione non può essere uno stipendificio, che diamine!

L’indignazione di fronte alle dichiarazione di Gubitosi è unanime.
La mia è solo uno sfogo, non ha alcun “valore” e non costa nulla alla società. Intendiamoci.

[immagine da questo sito]

MODA’ A SANREMO CON UN BRANO DELLA COLONNA SONORA DI “BIANCA COME IL LATTE …”

Non ho seguito molto, almeno finora, Sanremo ma devo dire che la canzone dei Modà, “Se si potesse non morire”, mi ha colpito molto. Lo stile è quello, inutile negarlo, un po’ ripetitivo rispetto ad altri successi. Però, ascoltando le parole e seguendo la melodia, questo pezzo mi raccontava qualcosa di nuovo e, nello stesso tempo, di già sentito.

Ho scoperto solo da qualche minuto – non seguo molto giornali e tv che parlano del festival della canzone italiana, in questi giorni – che il pezzo dei Modà è uno dei brani compresi nella colonna sonora del film, in uscita il 4 aprile, tratto dal best seller di Alessandro D’Avenia Bianca come il latte rossa come il sangue. Alessandro ne ha dato notizia sul suo blog da cui ho scaricato il video sotto.

Buon ascolto e buona visione … aspettando il 4 aprile.

TRA SAN REMO E SAN VALENTINO IL PAPA C’HA MESSO LO ZAMPINO

papa ratzingerCom’è noto lunedì scorso Papa Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni. Fatto inaudito, scioccante, epocale … e via, i commenti monopolizzano i media.

Non stiamo qui a discutere sul perché abbia scelto proprio l’11 febbraio. L’ultima ipotesi fantasiosa è quella che riguarda la somma dei numeri di tale data, 18, multiplo di 6, numero del diavolo. Ma va’ al diavolo … la disputa tra Gesù e il diavolo, tra l’altro, è stata oggetto di discussione da parte del teologo Ratzinger, ma non credo avesse in mente proprio questo.

La scelta della data ha un altro perché: tra San Remo e San valentino il Papa c’ha messo lo zampino. Grazie alla sua decisione ci ha salvati dall’uragano mediatico che puntualmente ogni anno proviene dalla cittadina ligure che del Santo porta il nome. San Remo è passato in secondo piano: prima viene il Papa, le sue dimissioni, tutti i quesiti che ora l’opinione pubblica si pone: come dovremo chiamarlo una volta lasciato il Soglio di San Pietro? E se si stabilisce nella piccola struttura conventuale all’intero dei giardini vaticani, incontrando il Papa, quello in carica, come si appelleranno a vicenda? Sua Santità a Eminenza? Sua Eccellenza per entrambi? E quando Ratzinger morirà, avrà diritto ad essere sepolto in San Pietro, assieme ai suoi predecessori?

luciana littizzettoPersino Bruno Vespa ha dedicato l’intera prima serata di lunedì alla rinuncia papale, relegando in seconda il festival canoro più famoso al mondo. Già, com’è San Remo ai tempi della spending review? Be’, il budget è quello che è, non ne poteva uscire un Sanremo migliore. Se non altro hanno risparmiato un bel po’ di stoffa per i vestiti della Littizzetto, anche se sarebbe stato meglio coprirle le gambe. Vabbè che i collant 250 denari (per fortuna anche qui abbiamo risparmiato qualche euro!) gliele coprono abbastanza ma in fatto di eleganza, lasciamo perdere.
Quand’è arrivata in carrozza si è visto benissimo che la fatina Smemorina ha fatto il lavoro a metà: ha trasformato la zucca in carrozza, i topini in splendidi cavalli bianchi ma la Lucianina l’ha lasciata così com’era. D’altronde le fate i miracoli non li sanno fare e nemmeno San Remo.

Anche gli ospiti sono decisamente modesti. Quel Crozza lì, ad esempio, non ha certo il carisma di un Benigni che se non altro come saltinbanco fa sempre la sua bella figura. E poi, si son mai sentiti fischi durante i monologhi del Roberto nazionale? Ma nemmeno in direzione del Celentano vestito Armani in limited edition, anzi exclusive edition stile raccolta differenziata. Ve lo ricordate? Il modesto smoking di Crozza sarà costato un decimo …

santo-san-valentinoPassando all’altro Santo, Valentino, il Papa dimissionario ci ha salvato dai servizi di rito dei tiggì: quanto spenderanno in media gli innamorati fra fiori, regali, cene a lume di candela? Che regalo fare al proprio amore per non ripetersi, specie se la coppia è di lunga data? E quali versi scegliere per omaggiare l’amore della propria vita, o quanto meno pro tempore ché l’amore, si sa, non è più eterno? Ratzinger ci ha salvato anche da questo. Pensate un po’ quale vantaggio insperato ha avuto la rinuncia papale.

Papa Benedetto XVI, secondo me, sarà pur sempre il Papa (se Berlusconi continua ad essere Presidente e lo sarà a futura memoria), San valentino è pur sempre San Valentino, ma San Remo non è più San Remo, hanno eliminato pure lo storico stacchetto: San Remo è sempre San Remo. L’avete notato?

E dire che non volevo scrivere nulla su Sanremo quest’anno. A pensarci bene, però, il post è sul Papa … e sui santi.

GLI SLIP INVISIBILI DI BELEN IN ARRIVO ANCHE IN ITALIA

SANREMO: SECONDA SERATAAvendo dedicato un seguitissimo post alle mutandine invisibili indossate da Belen Rodriguez durante una serata del Festival di Sanremo 2012, mettendo in mostra il tatuaggio a farfallina, non potevo fare a meno di raccontare il “seguito”.

Al salone internazionale della lingerie di Parigi (19-21 gennaio), la società italiana Bylabel di Roberto Veneziani lancerà il «magico» slip in tutta Europa e nel giro di qualche settimana tutte potranno provare l’effetto che fa portare le mutande ma dar l’idea di non indossarle.

Bene, ora sto più tranquilla. Mi manca solo la … farfallina. 😉

[articolo e foto da Il Corriere]

L’ALTRA MINETTI


Minetti è un cognome che negli ultimi anni è stato associato solo ad un nome di battesimo: Nicole. L’ex igienista dentale del cavaliere, salita ai ranghi di consigliere regionale, tristemente famosa per aver avuto un ruolo da protagonista nel caso Ruby, sempre al centro delle cronache rosa, ultima la notizia di una relazione con Corona, l’ex di Belen. Ma c’è un’altra Minetti degna di maggior considerazione e ammirazione: Annalisa.

Partecipa a Miss Italia nel 1997, prima aspirante miss cieca, ma si mette in luce grazie alle indiscutibili doti canore. Da Salsomaggiore a Sanremo il passo è breve: l’anno successivo vince il Festival nella categoria “Nuove Proposte” con il brano Senza te o con te, brano scritto da Massimo Luca e Paola Palma. La vittoria è seguita da una scia di polemiche, dato che la sua disabilità l’avrebbe favorita. Ma non è il buio dei suoi occhi a farla vincere, bensì la potenza della sua voce, vera luce della sua vita.

Negli ultimi dieci anni la sua vita è cambiata: si sposa e mette al mondo un figlio, si dedica con passione allo sport, conseguendo il diploma di insegnante di spinning e praticando l’atletica leggera. Quest’ultima passione l’ha portata a vincere la medaglia di bronzo nei 1500 di corsa alle Paralimpiadi di Londra.


Felice per l’esito della gara, Annalisa dichiara: «Una grandissima soddisfazione. È stato molto bello. Tutto è possibile e io ne sono la dimostrazione in qualche modo. Sono proprio felicissima».
Ma al di là della propria soddisfazione personale, la Minetti ha parole di stima e di riconoscenza per la sua guida, Andrea Giocondi, ex mezzofondista che ha partecipato anche alla Olimpiade di Atlanta: «Andrea è stato fondamentale. Due gambe da miss le ha fatte diventare due gambe d’atleta. È stato Gesù a donarmelo e Gesù non sbaglia mai, fa tutto in maniera perfetta. In gara abbiamo parlato tanto. Abbiamo sudato in due, gioito in due. Quando abbiamo cominciato, mi ha detto: non mi importa se fai la cantante, qui devi sudare».

Un esempio da seguire, questa Minetti. Brava Annalisa!

OSCAR TV: BELEN SFOGGIA UNA NUOVA FARFALLINA, RITIRA IL PREMIO E SE NE VA


Al 52° Premio Regia Televisiva, presentato da Carlo Conti e trasmesso su Rai 1 dal Teatro Ariston di Sanremo, Belen Rodriguez è stata premiata assieme a Simone Annichiarico per “Italia’s Got Talent”. La showgirl ha sfoggiato un nuovo tatuaggio il cui soggetto è ancora “farfalle”.

Durante la prima serata del Festival avevamo visto la farfallina inguinale che aveva destato tante chiacchiere, soprattutto molta curiosità rivolta ad un capo di biancheria intima che la bella sudamericana sembrava non indossare. Ieri, sempre all’Ariston pare fosse senza reggiseno ma l’abito, almeno sul davanti era castigatissimo. L’acconciatura, con coda laterale (orribile a pare mio), lasciava però libera la schiena su cui sfoggiava il nuovo tatuaggio. Siccome, però, le telecamere non la inquadravano da dietro, Carlo Conti, con finta nonchalance, ha fatto di tutto per regalare a milioni di telespettatori la vista del tattoo di Belen, facendola voltare.

Mentre gli altri protagonisti di spettacoli e fiction televisivi si sono sorbiti l’intera serata, la Rodriguez ha pensato bene di defilarsi: appena ritirato il premio, infatti, se n’è andata, ansiosa di volare tra le braccia del suo bello (si fa per dire).

A proposito di Corona e Belen, la più bella battuta della serata l’ha fatta, com’era prevedibile, la brava Geppi Cucciari, premiata come personaggio televisivo dell’anno, spiazzando le superfavorire Maria De Filippi e Antonella Clerici. Sul palcoscenico dell’Ariston Geppi ha dato nuovamente prova della sua irresistibile comicità, dopo la serata del festival in cui ha affiancato Gianni Morandi nella conduzione della gara canora. Facendo notare di avere un abito con spacco laterale, simile a quello indossato da Belen al festival, chiede che le sia riconosciuta la gamba più lunga della fedina penale di Corona.

[foto da IoDonna, Corriere.it]