22 febbraio 2014

BELEN VS SIMONA MOLINARI: LO STILE, C’È CHI CE L’HA E CHI NO

Posted in donne, Festival di Sanremo, moda tagged , , , , , , , , , , a 9:13 pm di marisamoles

SANREMO: SECONDA SERATA
Ricordate il festival di Sanremo 2012 e la farfallina inguinale sfoggiata da Belen Rodriguez scendendo dalla famosa scalinata? Se non ve lo ricordavate, vi rinfresco la memoria con la foto sotto il titolo.

E vi ricordate la querelle nata attorno agli slip: ce l’ha oppure no? E tutto il business nato attorno ai famosi slip invisibili che, grazie a Belen, sono andati a ruba?

Ecco, ora guardate la mise della cantante Simona Molinari. Così si è presentata sul palcoscenico di Sanremo.

DIETRO …
Sanremo:  Quarta Serata

… E DAVANTI
nude-look-di-simona-molinari

Che dire? Indossa un abito nude look che potrebbe far inorridire i benpensanti, esattamente quanto ha fatto storcere due anni fa il naso la farfallina della Rodriguez. Eppure io trovo che sia semplicemente splendida, per nulla volgare, una dea. Fantastica.

Insomma, lo stile, c’è chi ce l’ha e chi no.

[foto Molinari 1 dal Corriere.it e 2 da questo sito]

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16 ottobre 2013

IL “VALORE” DI FABIO FAZIO E IL “COSTO” DELL’ISTRUZIONE

Posted in attualità, cultura, Festival di Sanremo, politica, Renato Brunetta, scuola, società, televisione tagged , , , , , , , , a 3:32 pm di marisamoles

Fabio FazioA volte prima di parlare cerco di mordermi la lingua. Un po’ perché per certi versi mi sembra fiato sprecato e un po’ perché temo sempre di essere fraintesa. Anche quando scrivo, ci penso bene prima di battere sui tasti del pc; è ovvio che non mi mordo la lingua, diciamo che in tutti i modi cerco un diversivo che mi allontani dall’idea di scrivere qualcosa.

Mi sono trattenuta quando ho sentito, con grande soddisfazione, che per una volta i nostri politici, al di là dello schieramento, sono d’accordo su qualcosa. E’ successo, ad esempio, per Renato Brunetta (Pdl) e Beppe Grillo (M5S) riguardo allo stratosferico compenso che Fabio Fazio, conduttore televisivo, percepirà nei prossimi tre anni: quasi 2 milioni di euro l’anno.

Brunetta si lamentava, due giorni fa, del fatto che non solo la cifra è esorbitante, ma che il contratto di Fazio non era affatto scaduto (la naturale scadenza, infatti, era giugno 2014) e che il presentatore avrebbe preteso un rinnovo prima della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2014, ovviamente per alzare il tiro.

Sorvolo su altri fatti che riguardano questo argomento e mi fermo solo un attimo a riflettere sui contratti dei lavoratori.
Fazio, lavorando per la Rai, è come fosse un dipendente statale. E’ vero o no?
Allora mi chiedo: perché il contratto dei lavoratori della scuola è scaduto da quattro anni, gli scatti sono bloccati e nella migliore delle ipotesi tutto si sbloccherà nel 2015, se non addirittura due anni dopo? Anche noi lavoriamo per lo Stato e certamente ci accontentiamo di compensi di gran lunga più modesti delle richieste del conduttore.
Ah già, dimenticavo: fra un’ora e l’altra non abbiamo gli spot pubblicitari.

Oggi leggo sul Corriere che l’azienda difende Fazio. A tal proposito osserva il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi: «Ci sono professionalità, come quella di Fazio ma anche altre, che sono un grande valore per la Rai e per i telespettatori. Fazio peraltro non è un costo per l’azienda, ma una fonte di profitto e garantisce un’informazione trasparente, seria e di altissima qualità».

Non avevo capito: la cultura è costituita dalle canzonette sanremesi e dalle chiacchierate in uno studio televisivo mentre noi a scuola non produciamo nulla, non costituiamo un profitto per ‘”azienda Italia”, ma solo un costo.
E la nostra professionalità? Ah, quella vale zero.
A sentir molti, noi insegnanti costituiamo solo un un costo troppo alto per lo Stato. Il ministero dell’Istruzione non può essere uno stipendificio, che diamine!

L’indignazione di fronte alle dichiarazione di Gubitosi è unanime.
La mia è solo uno sfogo, non ha alcun “valore” e non costa nulla alla società. Intendiamoci.

[immagine da questo sito]

14 febbraio 2013

MODA’ A SANREMO CON UN BRANO DELLA COLONNA SONORA DI “BIANCA COME IL LATTE …”

Posted in canzoni, Festival di Sanremo tagged , , , , , , , a 7:34 pm di marisamoles

Non ho seguito molto, almeno finora, Sanremo ma devo dire che la canzone dei Modà, “Se si potesse non morire”, mi ha colpito molto. Lo stile è quello, inutile negarlo, un po’ ripetitivo rispetto ad altri successi. Però, ascoltando le parole e seguendo la melodia, questo pezzo mi raccontava qualcosa di nuovo e, nello stesso tempo, di già sentito.

Ho scoperto solo da qualche minuto – non seguo molto giornali e tv che parlano del festival della canzone italiana, in questi giorni – che il pezzo dei Modà è uno dei brani compresi nella colonna sonora del film, in uscita il 4 aprile, tratto dal best seller di Alessandro D’Avenia Bianca come il latte rossa come il sangue. Alessandro ne ha dato notizia sul suo blog da cui ho scaricato il video sotto.

Buon ascolto e buona visione … aspettando il 4 aprile.

13 febbraio 2013

TRA SAN REMO E SAN VALENTINO IL PAPA C’HA MESSO LO ZAMPINO

Posted in Festival di Sanremo, spettacolo, televisione tagged , , , , , a 9:31 pm di marisamoles

papa ratzingerCom’è noto lunedì scorso Papa Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni. Fatto inaudito, scioccante, epocale … e via, i commenti monopolizzano i media.

Non stiamo qui a discutere sul perché abbia scelto proprio l’11 febbraio. L’ultima ipotesi fantasiosa è quella che riguarda la somma dei numeri di tale data, 18, multiplo di 6, numero del diavolo. Ma va’ al diavolo … la disputa tra Gesù e il diavolo, tra l’altro, è stata oggetto di discussione da parte del teologo Ratzinger, ma non credo avesse in mente proprio questo.

La scelta della data ha un altro perché: tra San Remo e San valentino il Papa c’ha messo lo zampino. Grazie alla sua decisione ci ha salvati dall’uragano mediatico che puntualmente ogni anno proviene dalla cittadina ligure che del Santo porta il nome. San Remo è passato in secondo piano: prima viene il Papa, le sue dimissioni, tutti i quesiti che ora l’opinione pubblica si pone: come dovremo chiamarlo una volta lasciato il Soglio di San Pietro? E se si stabilisce nella piccola struttura conventuale all’intero dei giardini vaticani, incontrando il Papa, quello in carica, come si appelleranno a vicenda? Sua Santità a Eminenza? Sua Eccellenza per entrambi? E quando Ratzinger morirà, avrà diritto ad essere sepolto in San Pietro, assieme ai suoi predecessori?

luciana littizzettoPersino Bruno Vespa ha dedicato l’intera prima serata di lunedì alla rinuncia papale, relegando in seconda il festival canoro più famoso al mondo. Già, com’è San Remo ai tempi della spending review? Be’, il budget è quello che è, non ne poteva uscire un Sanremo migliore. Se non altro hanno risparmiato un bel po’ di stoffa per i vestiti della Littizzetto, anche se sarebbe stato meglio coprirle le gambe. Vabbè che i collant 250 denari (per fortuna anche qui abbiamo risparmiato qualche euro!) gliele coprono abbastanza ma in fatto di eleganza, lasciamo perdere.
Quand’è arrivata in carrozza si è visto benissimo che la fatina Smemorina ha fatto il lavoro a metà: ha trasformato la zucca in carrozza, i topini in splendidi cavalli bianchi ma la Lucianina l’ha lasciata così com’era. D’altronde le fate i miracoli non li sanno fare e nemmeno San Remo.

Anche gli ospiti sono decisamente modesti. Quel Crozza lì, ad esempio, non ha certo il carisma di un Benigni che se non altro come saltinbanco fa sempre la sua bella figura. E poi, si son mai sentiti fischi durante i monologhi del Roberto nazionale? Ma nemmeno in direzione del Celentano vestito Armani in limited edition, anzi exclusive edition stile raccolta differenziata. Ve lo ricordate? Il modesto smoking di Crozza sarà costato un decimo …

santo-san-valentinoPassando all’altro Santo, Valentino, il Papa dimissionario ci ha salvato dai servizi di rito dei tiggì: quanto spenderanno in media gli innamorati fra fiori, regali, cene a lume di candela? Che regalo fare al proprio amore per non ripetersi, specie se la coppia è di lunga data? E quali versi scegliere per omaggiare l’amore della propria vita, o quanto meno pro tempore ché l’amore, si sa, non è più eterno? Ratzinger ci ha salvato anche da questo. Pensate un po’ quale vantaggio insperato ha avuto la rinuncia papale.

Papa Benedetto XVI, secondo me, sarà pur sempre il Papa (se Berlusconi continua ad essere Presidente e lo sarà a futura memoria), San valentino è pur sempre San Valentino, ma San Remo non è più San Remo, hanno eliminato pure lo storico stacchetto: San Remo è sempre San Remo. L’avete notato?

E dire che non volevo scrivere nulla su Sanremo quest’anno. A pensarci bene, però, il post è sul Papa … e sui santi.

5 gennaio 2013

GLI SLIP INVISIBILI DI BELEN IN ARRIVO ANCHE IN ITALIA

Posted in donne, Festival di Sanremo, vip tagged , , , , , a 2:49 pm di marisamoles

SANREMO: SECONDA SERATAAvendo dedicato un seguitissimo post alle mutandine invisibili indossate da Belen Rodriguez durante una serata del Festival di Sanremo 2012, mettendo in mostra il tatuaggio a farfallina, non potevo fare a meno di raccontare il “seguito”.

Al salone internazionale della lingerie di Parigi (19-21 gennaio), la società italiana Bylabel di Roberto Veneziani lancerà il «magico» slip in tutta Europa e nel giro di qualche settimana tutte potranno provare l’effetto che fa portare le mutande ma dar l’idea di non indossarle.

Bene, ora sto più tranquilla. Mi manca solo la … farfallina. 😉

[articolo e foto da Il Corriere]

5 settembre 2012

L’ALTRA MINETTI

Posted in cronaca, donne, Festival di Sanremo, sport, vip tagged , , , , , , , , , a 4:12 pm di marisamoles


Minetti è un cognome che negli ultimi anni è stato associato solo ad un nome di battesimo: Nicole. L’ex igienista dentale del cavaliere, salita ai ranghi di consigliere regionale, tristemente famosa per aver avuto un ruolo da protagonista nel caso Ruby, sempre al centro delle cronache rosa, ultima la notizia di una relazione con Corona, l’ex di Belen. Ma c’è un’altra Minetti degna di maggior considerazione e ammirazione: Annalisa.

Partecipa a Miss Italia nel 1997, prima aspirante miss cieca, ma si mette in luce grazie alle indiscutibili doti canore. Da Salsomaggiore a Sanremo il passo è breve: l’anno successivo vince il Festival nella categoria “Nuove Proposte” con il brano Senza te o con te, brano scritto da Massimo Luca e Paola Palma. La vittoria è seguita da una scia di polemiche, dato che la sua disabilità l’avrebbe favorita. Ma non è il buio dei suoi occhi a farla vincere, bensì la potenza della sua voce, vera luce della sua vita.

Negli ultimi dieci anni la sua vita è cambiata: si sposa e mette al mondo un figlio, si dedica con passione allo sport, conseguendo il diploma di insegnante di spinning e praticando l’atletica leggera. Quest’ultima passione l’ha portata a vincere la medaglia di bronzo nei 1500 di corsa alle Paralimpiadi di Londra.


Felice per l’esito della gara, Annalisa dichiara: «Una grandissima soddisfazione. È stato molto bello. Tutto è possibile e io ne sono la dimostrazione in qualche modo. Sono proprio felicissima».
Ma al di là della propria soddisfazione personale, la Minetti ha parole di stima e di riconoscenza per la sua guida, Andrea Giocondi, ex mezzofondista che ha partecipato anche alla Olimpiade di Atlanta: «Andrea è stato fondamentale. Due gambe da miss le ha fatte diventare due gambe d’atleta. È stato Gesù a donarmelo e Gesù non sbaglia mai, fa tutto in maniera perfetta. In gara abbiamo parlato tanto. Abbiamo sudato in due, gioito in due. Quando abbiamo cominciato, mi ha detto: non mi importa se fai la cantante, qui devi sudare».

Un esempio da seguire, questa Minetti. Brava Annalisa!

12 marzo 2012

OSCAR TV: BELEN SFOGGIA UNA NUOVA FARFALLINA, RITIRA IL PREMIO E SE NE VA

Posted in donne, Festival di Sanremo, spettacolo, televisione, vip tagged , , , , , , , , , , , , , a 4:59 pm di marisamoles


Al 52° Premio Regia Televisiva, presentato da Carlo Conti e trasmesso su Rai 1 dal Teatro Ariston di Sanremo, Belen Rodriguez è stata premiata assieme a Simone Annichiarico per “Italia’s Got Talent”. La showgirl ha sfoggiato un nuovo tatuaggio il cui soggetto è ancora “farfalle”.

Durante la prima serata del Festival avevamo visto la farfallina inguinale che aveva destato tante chiacchiere, soprattutto molta curiosità rivolta ad un capo di biancheria intima che la bella sudamericana sembrava non indossare. Ieri, sempre all’Ariston pare fosse senza reggiseno ma l’abito, almeno sul davanti era castigatissimo. L’acconciatura, con coda laterale (orribile a pare mio), lasciava però libera la schiena su cui sfoggiava il nuovo tatuaggio. Siccome, però, le telecamere non la inquadravano da dietro, Carlo Conti, con finta nonchalance, ha fatto di tutto per regalare a milioni di telespettatori la vista del tattoo di Belen, facendola voltare.

Mentre gli altri protagonisti di spettacoli e fiction televisivi si sono sorbiti l’intera serata, la Rodriguez ha pensato bene di defilarsi: appena ritirato il premio, infatti, se n’è andata, ansiosa di volare tra le braccia del suo bello (si fa per dire).

A proposito di Corona e Belen, la più bella battuta della serata l’ha fatta, com’era prevedibile, la brava Geppi Cucciari, premiata come personaggio televisivo dell’anno, spiazzando le superfavorire Maria De Filippi e Antonella Clerici. Sul palcoscenico dell’Ariston Geppi ha dato nuovamente prova della sua irresistibile comicità, dopo la serata del festival in cui ha affiancato Gianni Morandi nella conduzione della gara canora. Facendo notare di avere un abito con spacco laterale, simile a quello indossato da Belen al festival, chiede che le sia riconosciuta la gamba più lunga della fedina penale di Corona.

[foto da IoDonna, Corriere.it]

19 febbraio 2012

CELENTANO A SANREMO: PREDICATORE SENZA SAIO MA CON UN ABITO ARMANI DA 15MILA EURO

Posted in Festival di Sanremo, spettacolo, televisione, vip tagged , , , , , a 6:05 pm di marisamoles

Più penso che si debba voltare pagina – ormai Sanremo è finito, basta con sermoni, farfalline, slip invisibili, vincitori discutibili … – e meno mi trattengo dallo scrivere post su quest’ultima kermesse musicale, si fa per dire, che ha fatto parlare tanto di sé, come nelle migliori tradizioni sanremesi.
Complice l’influenza, ho avuto modo di sorbirmi tutte e cinque le serate del festival e ho tempo per leggere su più testate giornalistiche i commenti all’indomani della finale. Molte notizie impongono una riflessione; tra le tante, ne scelgo una che ha come argomento centrale, guarda un po’, gli interventi di Adriano Celentano sul palco dell’Ariston.

Non starò qui a parlare dell’intervento di ieri (poteva scusarsi con chi ha precedentemente offeso ma non l’ha fatto, ce ne dobbiamo fare una ragione), non tirerò fuori, per l’ennesima volta, la questione del compenso esorbitante richiesto (e francamente non me ne frega niente se poi l’ha dato in beneficenza, sono anche soldi miei e se voglio aiutare chi ha bisogno non devo certo rendere conto al signor Celentano), non ho nemmeno alcuna intenzione di criticare i suoi sermoni su Dio e il Paradiso (se proprio vuole sapere com’è, si legga la Commedia di Dante, anche l’Inferno già che c’è, ma non lo chieda ai preti perché loro non sono né San Paolo né Enea e nemmeno Dante stesso, nell’Aldilà non ci sono stati. E’ chiaro?!). Niente di tutto questo (non so se avete notato la falsa reticenza … sto parlando della figura retorica, ovviamente). Voglio solo fare una riflessione scaturita dalla lettura di una notizia in cui si riporta il costo dell’abito di scena di fra’ Celentano da Galbiate: 15mila euro. Sì sì, proprio 15.000 (metto gli zeri così rende meglio l’idea).

Il predicatore sanremese ha, infatti, preteso un abito confezionato su misura per lui da Armani per la modica cifra di 15mila euro. Ciò mi impone una duplice riflessione: sull’effetto dell’abito e sul suo costo.

Io credo che con quella cifra una famiglia di tre persone possa campare alla grande per un intero anno. Certo, gli abiti se li dovrebbero acquistare al mercato, senza strafare (10 euro per capo, non di più e non troppo spesso). Perché mai, caro Adriano, non sei andato tu al mercato per acquistare un abito sottocosto e non hai aggiunto quei 14.900 (con 100 euro al mercato ti rifai il guardaroba, comunque) euro alle altre migliaia di euro che hai preteso come compenso e che hai poi destinato alla beneficenza?

La seconda riflessione è sull’abito. Quando l’ho visto, devo dirlo sinceramente, ho pensato: “Vieni qui, caro Adriano, che vediamo se c’è qualche vestito vecchio di mio marito che magari te lo regalo!”. Insomma, volevo fare anch’io un po’ di beneficenza. Nello stesso tempo, tuttavia, ho ammirato la coerenza di quest’uomo: stai predicando Dio e Gesù e ti vesti in modo dimesso perché vuoi dare l’esempio. Più che giusto. Un saio sarebbe stato meglio ma l’abbigliamento scelto mi è sembrato adeguato.

Quando ho letto il costo di quel capo di abbigliamento, sono rimasta letteralmente senza parole. Ok, non è che di alta moda me ne intenda, ma sono cresciuta sentendo mia madre che diceva (e continua a dirlo): non è prezioso l’abito che indossi ma il modo in cui lo indossi. Tradotto in parole semplici: anche lo straccetto da 10 euro sta bene a chi lo sa portare. E devo dire che, oltre ad essere una perla di saggezza della mia mamma, questa è anche una mia grande fortuna. Me ne rendo conto quando ricevo i complimenti dalle colleghe che sono firmate dalla testa ai piedi.

Per concludere la mia riflessione, posso affermare che il detto “l’abito non fa il monaco” calza perfettamente in questo caso. Si è mai visto un monaco in Armani?

Se volete conoscere gli altri sprechi del festival, leggete QUA.

SANREMO 2012: UN DUE TRE … EMMA! LE COPERTINE DI “TV SORRISI E CANZONI”

Posted in Amici, canzoni, Festival di Sanremo, spettacolo, televisione tagged , , , , , , , a 4:03 pm di marisamoles

FEBBRAIO 2009

FEBBRAIO 2010

FEBBRAIO 2012

IN ATTESA DELLA COPERTINA DI SORRISI. 😉

Mi rendo conto che il mio giudizio sia ininfluente ma giusto per fare un commento: a me Emma non piaceva prima e non piace nemmeno adesso. Il televoto l’ha premiata, come volevasi dimostrare, ma non significa che la sua fosse la canzone più bella del Festival. A me sono piaciuti di più Renga e la Zilli. Oltre a Pierdavide, naturalmente. Ma come ha fatto notare qualcuno, Emma ha più fans.

[la foto di Emma è di Frezza La Fata per Sorrisi]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 20 FEBBRAIO 2012

ECCO LA COPERTINA DELL’EDIZIONE SPECIALE IN EDICOLA OGGI.
L’immagine di copertina è stata scattata alle 3.10 di sabato notte/domenica mattina nella redazione sanremese di Sorrisi all’Hotel Royal. Nel giornale troverete tutto quello che non si è visto in tv di conduttori, cantanti e ospiti (Celentano compreso). Inoltre, i giudizi di Arisa alla quale abbiamo chiesto di esprimere, alla “X Factor”, un parere sui colleghi in gara come se fossero dei debuttanti in cerca di gloriaCONTINUA A LEGGERE >>>

18 febbraio 2012

L’ALTRO SANREMO: SIMONA ATZORI, UNA DONNA SPECIALE CON LE ALI AL POSTO DELLE BRACCIA

Posted in donne, Festival di Sanremo tagged , , , , a 6:39 pm di marisamoles

Ha aperto la quarta serata del Festival di Sanremo con una danza sublime, leggera come una farfalla. Una ballerina speciale, accompagnata dalla musica altrettanto sublime del violinista David Garret. In un Sanremo che ricorderemo più per la volgarità e l’esibizionismo di certe vallette e di certi ospiti, l’apparizione di Simona Atzori, ballerina senza braccia, è come una perla rara, preziosa e bella nella sua diversità.

Nel tanto parlare di vestiti con spacchi vertiginosi, di donne belle che fanno le statuine, recitando una parte senza alcuna arte, senza nemmeno conoscere la lingua italiana, presentatrici improvvisate di un festival della canzone italiana sempre più in declino, non tanto d’audience quanto di stile, una donna come Simona dovrebbe bastare per mettere a tacere tutte quelle persone – perlopiù donne esse stesse- che urlano indignate contro l’utilizzo del corpo femminile in tv.

Anche l’Atzori ha esibito il suo corpo, un corpo mutilato, sì, perché privo di braccia, ma un corpo impreziosito dalle ali invisibili che accompagnano la danza di una ragazza straordinaria, per capacità e per carattere. Non so quante al suo posto avrebbero avuto il coraggio di scegliere un percorso artistico, quello del ballo, dove il corpo ha sempre il posto d’onore, dove qualsiasi imperfezione (dal collo del piede alla lunghezza delle gambe al perfetto allineamento di braccia e gambe nell’arabesque) è considerata un grave handicap nella carriera di una danzatrice. Eppure Simona senza braccia riesce a trovare un equilibrio perfetto (cosa difficilissima, credetemi, in mancanza delle braccia) nelle evoluzioni con le gambe, tanto da sembrare mossa davvero da un paio di ali invisibili. A chi le chiede come faccia a ballare in modo così armonioso, lei risponde di avere le ali al posto delle braccia.

Oggi, per tutta la giornata, in tv si è continuato a parlare della farfallina di Belen e dei suoi slip invisibili (ne ho parlato anch’io, ahimè, ma prima di ricordare lo spettacolo straordinario offerto da questa ragazza), oltre che delle canzoni che hanno più chance di vincere. Pare che Simona e il suo ballo d’apertura della quarta serata del festival siano già dimenticati. L’ho vista ospite solo in una trasmissione: “A sua immagine”, settimanale di cultura religiosa. Forse non è stato un caso.

E’ proprio vero che da persone come Simona si comprende come ciò che Dio crea non sia mai imperfetto. Dinnanzi a creature come lei si ha quasi l’impressione che gli imperfetti siamo noi che abbiamo due braccia ma non un paio di ali per sentirci davvero liberi.

INVITO A LEGGERE QUESTO BEL CONTRIBUTO DI CLAUDIO ARRIGONI PER IL CORRIERE

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