10 ottobre 2010

AMICI 10: CHE NOIA LA DIATRIBA TRA JURMAN E ZERBI DI SABATO POMERIGGIO!

Posted in Alessandra Amoroso, Amici, Marco Carta, Maria De Filippi, spettacolo, talenti, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , , , , a 1:54 pm di marisamoles

Ieri è andata in onda la seconda puntata del pomeridiano di “Amici 10”, condotta da Maria De Filippi. La scorsa settimana abbiamo conosciuto i partecipanti a questa decima edizione e appreso le novità del regolamento: la suddivisione tra titolari e aspiranti (in attesa della formazione definitiva della classe), due percorsi distinti per i concorrenti cantanti e ballerini ed il giudizio espresso da commissioni esterne. Questa è, soprattutto, la novità che si aspettava da tempo, vista la parzialità ostentata dai “maestri” nelle passate edizioni.

Ieri abbiamo assistito solo a cinque performances dei titolari: quelle di Vito, Michelle e Debora per la sezione ballo e di Antonio e Annalisa per i cantanti. Il resto della puntata è stato dedicato ad un aspirante cantante, Daniele Blaquier, che si è esibito in quattro pezzi da sottoporre al giudizio della commissione interna per aspirare alla titolarità del banco. Il tutto si è svolto in quaranta minuti, pochissimi dei quali occupati dall’esibizione del cantante. Per il resto, di fronte agli occhi dei telespettatori, del pubblico in sala, delle commissioni esterne ed interne, ha avuto luogo un’inutile, noiosa e a tratti insopportabile diatriba tra Luca Jurman e Rudy Zerbi. Alzi la mano che non ha sbuffato più di una volta in quei quaranta minuti!

Ora, non voglio nemmeno esprimere la mia opinione sulla performance di Daniele che, se non altro per aver sopportato pazientemente la discussione piuttosto accesa dei due “maestri”, merita tutta la mia comprensione. Vorrei, invece, riflettere sul ruolo dei due “paladini” a difesa del buon canto.

Come si saprà certamente, durante la passata edizione Luca Jurman ha fatto solo qualche sporadica apparizione durante il serale e si è sobbarcato il carico di una mission impossible: quella di portare a livelli accettabili l’esibizione del cantautore Enrico Nigiotti e, di conseguenza, prolungare il più possibile la sua permanenza al serale. Impresa disperata e naufragata nello spazio di un paio di serate, se non erro. Dopodiché, Jurman ha assistito stranamente silenzioso alle restanti tappe del programma, salvo dire la sua in separata sede, ovvero di fronte ai suoi fedelissimi fan, in occasione di qualche concerto.

Jurman ha sparato a zero sul programma della De Filippi: ha detto che non gli piaceva nel modo più assoluto la piega che aveva preso, giudicando in maniera assai negativa il ruolo a volte condizionante dei discografici che avevano spesso esaltato come talenti indiscutibili persone che, sempre secondo Jurman, non possedevano qualità eccelse. In particolare, durante un concerto tenuto a Varese il 26 marzo scorso, ai suoi fan ha spiegato così l’abbandono del programma: “Ci sono troppi interessi che a me non piacciono. A questo punto è meglio così”.

Ora, ritornando nella “scuola” di Amici, su cui aveva sputato, anzi vomitato critiche a non finire, che cosa si poteva aspettare di meglio? I discografici sono ancora là e i giornalisti pure. Tutti pronti a supervalutare i concorrenti sin dalle prime esibizioni. C’è pure Rudy Zerbi, che discografico non è più nei fatti ma dell’antica attività ha conservato tutta la mentalità, con il quale Luca Jurman non poteva che arrivare allo scontro.

Quello che stupisce, però, è che, per quanto riguarda il giudizio espresso dai due su Daniele Blaquier, ci siamo trovati di fronte ad un capovolgimento dei ruoli: Jurman, sempre molto prudente nell’elogiare i cantanti e nel definirli talenti, salvo poi coltivare quelli in cui ha davvero creduto (Marco Carta, Alessandra Amoroso e Valerio Scanu, per intenderci), ieri ha difeso a spada tratta l’aspirante concorrente, definendolo un vero talento; Zerbi, invece, senza aver smesso i panni del discografico e, quindi, proiettato nella direzione del “talento da guadagni stratosferici”, ha definito il povero Blaquier “noioso e ripetitivo” nel suo modo di cantare.

Per arrivare alla decisone di non ammettere nella scuola l’aspirante cantante, ci sono voluti ben quaranta minuti, buona parte dei quali occupata dalla diatriba Jurman-Zerbi. Alla fine, il giudizio è stato unanime: no, sia per i giornalisti che per i discografici e per Vessicchio. Quest’ultimo, tuttavia, deve aver avuto un ripensamento durante la pubblicità, visto che in un primo tempo aveva espresso parere favorevole nei confronti di Daniele. Quando, però, si è rientrati in studio, ha ammesso che Amici non è lo spazio adatto per il concorrente, pur avendolo definito, poco prima, un talento.

Che la diatriba tra Jurman e Zerbi abbia confuso le idee anche al maestro Vessicchio? In questo caso, andrebbe perso l’unico esempio di giudizio lucido e competente che la scuola di “Amici” era riuscita ancora a conservare.

30 marzo 2010

EMMA MARRONE VINCE LA NONA EDIZIONE DI “AMICI”

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Dopo una serata alquanto monotona, mancando fra i finalisti almeno un ballerino, la gara canora che ha caratterizzato questa finale di “Amici 9” è stata vinta da Emma Marrone.
Il premio della critica messo in palio da Tezenis (50 mila euro) è assegnato a Pierdavide Carone
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La puntata si apre con un RVM celebrativo dei più virtuosi talenti usciti dal programma delle De Filippi: Marco Carta, di cui è in uscita il prossimo cd, Valerio Scanu, che non ha vinto la scorsa edizione ma si è rifatto con il successo ottenuto al Festival di Sanremo, e Alessandra Amoroso che, dalla vittoria dello scorso anno, ha collezionato dischi di platino ed è stata protagonista, a fianco di Gianni Morandi, di un show su Rai 1 che l’ha definitivamente consacrata agli occhi del grande pubblico, anche quello che di solito snobba i talent show come “Amici”.

Maria ricorda anche il successo ottenuto dai ballerini di questa edizione, seppur esclusi dalla finale: Rodrigo, destinatario di un contratto con il Boston Ballet, Elena D’Amario, scelta da David Parsons per la sua compagnia di ballo, e l’ultimo eliminato dalla gara, Stefano De Martino, che farà parte della compagnia Complexions con un contratto di un anno.

A contendersi la vittoria scendono in campo, dunque, quattro cantanti: Emma Marrone, Loredana Errore, Matteo Macchioni e Pierdavide Carone. Questo è l’ordine di classifica con il quale sono stati ammessi alla finale lunedì scorso. Ma quando Maria rende nota la classifica settimanale, che sarà determinante per le sfide di stasera, c’è una sorpresa: Matteo riconquista la vetta, seguito da Loredana, Emma scende dalla prima alla terza posizione mentre Pierdavide mantiene la quarta ed ultima, avendo il diritto di scegliere per primo chi sfidare.

Se c’è una cosa che ha caratterizzato questa edizione di “Amici” è stata la proposta quasi perenne dei soliti confronti: limitandoci ai quattro cantanti rimasti in gara, Emma contro Loredana e Pierdavide contro Matteo. Ma se la prima coppia di antagoniste è plausibile, in quanto entrambe interpreti originali, ognuna con le sue peculiarità, lo scontro tra un cantautore e un tenore lirico appare un po’ forzato e non del tutto appropriato. D’altra parte, Matteo, essendo l’unico cantante lirico in gara, si è sempre trovato di fronte a competizioni improbabili e si è dovuto adattare a cantare il pop, non potendo pretendere che i suoi compagni di scuola si esibissero nella lirica. Per questo, secondo me, si dovrebbe in ogni caso considerare lo sforzo e l’impegno dimostrato.

La prima sfida, dunque, è quella fra Pierdavide, ultimo in classifica, e Matteo, suo antagonista di sempre e stimato apertamente dal tenore. Inizia la gara, che consiste in cinque sfide, di cui una sola prevede l’esibizione di un brano in comune, per ovvi motivi. Da parte dei giornalisti presenti in sala, com’è ovvio, quasi esclusivamente parole di elogio. D’altra parte, entrambi sono bravissimi, ognuno nella propria specialità: la voce di Matteo, anche quando canta il pop, è fantastica e supera di parecchi decibel quella di Pierdavide che, tuttavia, riesce a coniugare abilità interpretativa, quando canta pezzi non suoi, e originalità creativa nell’esibizione delle sue canzoni. Tutti sono concordi nel prevedere il successo di entrambi. Mangiarotti azzarda il confronto tra Macchioni e Bocelli – che poi è esattamente ciò su cui punta la sua casa discografica, la Sugar – e dice che la voce del tenore è calda ed emotiva, pronta per fare un percorso verso il successo non solo italiano. Matteo ribatte: “posso augurarmi timidamente di seguire i suoi passi”.
Tra gli elogi di tutti, spicca la battutaccia di Balestri che, rivolto a Maria De Filippi, osserva l’assenza dell’unica radio che potrebbe rappresentarla: “radio maria”. Beh, anche questo serve per smorzare la tensione.
L’unica cosa che non mi è piaciuta, in questa prima parte di gara, è stata la pubblicità del libro scritto da Pierdavide “I sogni fanno rima” che viene lanciata in esordio al primo stacco. Ma tanto sappiamo che il Carone di pubblicità ne ha avuta molta in passato, specie dopo la vittoria di Scanu a Sanremo, con un pezzo di sua creazione. D’altra parte, la bravura del cantautore è innegabile e, proprio per questo, non ha bisogno di conferme né di esaltazioni.

Il momento più divertente della serata è stato il confronto nel genere del Musical: Hairspray, interpretato da Matteo, in un improbabile ma delizioso travestimento da donna oversize, davvero spiritoso e bravissimo, e American graffiti, con protagonista un Pierdavide irriconoscibile, con tanto di parrucca rossa e occhialoni, allegro, spigliato, perfetto nell’interpretazione canora, sciolto nei movimenti, al contrario del solito, e bravissimo nella recitazione.
Dopo questa parentesi spensierata, ricomincia la gara che, alla fine delle sfide, vede vincitore Pierdavide, com’era prevedibile. Il momento più emozionante, secondo me, di questa prima fase della gara, è l’interpretazione da parte di Pierdavide della canzone “Di notte”, già scaricatissima su I-Tunes, mentre la sua ragazza Grazia , presente fra il pubblico insieme agli altri concorrenti eliminati, piange a dirotto.
Matteo, che punta più sulla carriera teatrale che sulla scalata della classifica delle vendite con il suo album che, tra l’altro, uscirà appena il 9 aprile, appare comunque soddisfatto. Quando si ritrova tra le mani la copertina del suo disco quasi non crede ai suoi occhi e non fa che ringraziare, dicendo pure “siete matti” con quel suo incantevole accento emiliano. Il giovane tenore ringrazia tutti, in particolare il suo –aggiungerei “adorato” – maestro La Stella, Vessicchio e la Martinez che hanno creduto in lui. E come avrebbero potuto fare diversamente, con un talento come il suo?

La gara prosegue con Pierdavide che sceglie di sfidare, come era scontato, Loredana Errore. A questo punto, tra i dj presenti in sala, si scatena La Pina, che fin da subito dichiara apertamente la sua adorazione per la cantante siciliana, esibendosi in sorrisi che un po’ assomigliano a quelli che il maestro La Stella ha riservato a Matteo durante le sue esibizioni. Poteva, a parer mio, evitare di esibire le braccia tatuate, ma proprio questa caratteristica rivela la trasgressività de La Pina che ben si sposa con l’eccentricità di Loredana.
Degna di nota un’osservazione di Gnocchi su Pierdavide che ha interpretato un pezzo dei Queen: “mi fa incazzare che canti una canzone rock e non ti muovi”. Protesta di Platinette e replica di Giordano: “è esagerato chiedere a Pierdavide di muoversi, non si può chiedere a un artista di cambiare, ci sono grandi cantanti che stanno immobili sul palco”. In effetti ha ragione, ma mi chiedo dove sia finita tutta la verve manifestata nell’esibizione del musical.
Menzoni, di Libero, chiede a Loredana “quando la rabbia uscirà che cosa succederà?”. Lei risponde “Si colorerà di arcobaleno”. Una delle più belle cose sentite in trasmissione. Un elogio particolare le arriva da Giordano al termine della sua interpretazione di “Anche per te”: “ha raggiunto livelli di eccellenza assoluta, dando quel tocco in più che trasforma una cover”. Insomma, condivisibili o meno, i commenti mettono chiaramente in evidenza come sia difficile, stasera, decidere chi meriti la vittoria. Più volte, da parte di tutti, si è osservato che i vincitori di questa edizione di “Amici” sono quattro. Purtroppo, però, la gara prosegue e al termine della sfida, Loredana prevale su Pierdavide il quale, tuttavia, lascia la competizione soddisfatto, guardando il futuro da cantautore e pregustandosi magari anche il successo bis a Sanremo come autore. Meglio sarebbe, ammette lui stesso, parteciparvi in prima persona. Eh, già, dopo la vittoria di Carta due anni fa e di Scanu quest’anno, pare che il festival sia uno degli obiettivi obbligati dei talenti di “Amici”.

Rimasta in gara, Loredana si deve ovviamente scontrare con Emma. La cantante pugliese, fresca come una rosa essendo stata seduta fino a questo momento sullo sgabello, può confrontarsi al meglio delle sue forze, per l’ennesima volta, con la rivale, per la verità un po’ affaticata e già messa a dura prova dal punto di vista emotivo. Questo è quello che si doveva evitare: si preannuncia lo stesso epilogo dello scorso anno quando l’Amoroso, benché non favorita, ha superato lo Scanu già reduce dallo scontro con il Napolitano. Ma non è solo questione di “freschezza”. Certo Emma parte avvantaggiata da questo punto di vista, ma la cosa che maggiormente può influire sull’esito dello scontro è il televoto: i fan di Loredana, infatti, hanno già votato per lei (ai fedelissimi, poi, si sono aggiunti anche i fan di Matteo, non tutti, ma buona parte sì) una volta, quindi devono affrontare una spesa supplementare per televotarla anche in questa sfida. Non so quanto ciò possa influire sulla vittoria di Emma, ma credo che abbia almeno una parte non del tutto insignificante.

Lo scontro tra le due cantanti si svolge come altre decine di sfide: appare, in verità, un po’ noioso e dall’esito scontato. Emma è brava, ha un potenziale di voce notevole ma si esibisce in modo tecnico, infilando dappertutto quel non so che di soul, ma risultando, a livello emozionale, paradossalmente quasi senz’anima. Riesce ad emozionarmi solo quando interpreta “Calore”, ma quando poi la sento esibirsi anche in “Davvero” e “Meravigliosa”, alla fine mi sembrano tutte uguali. La differenza con Loredana è che da quest’ultima non si sa mai cosa ci si debba aspettare, perché una stessa canzone viene eseguita in modo diverso passando da una performance all’altra. Emma, invece, è sempre uguale, monotona. Mannucci, de Il Tempo, paragonando le esibizioni delle due ragazze nei loro brani, osserva: “Loredana le canzoni se le strappa dall’anima: si vede che ha delle ferite che sono diventate cicatrici. Sarebbe bello se la trasmissione finisse qui”. Concordo pienamente e devo ammettere che il resto non riesco nemmeno a godermelo. Il finale è scontato ed inizio a credere che le voci messe in giro da Paolini, il noto tele-disturbatore, siano vere: la vittoria di Emma era già decisa da tempo ed organizzatissima, a cominciare dalla scelta compiuta dalla Universal di far uscire il suo ep prima di tutti gli altri. Le sue canzoni sono in vetta alle vendite sul web e si sentono alla radio già da tempo: come si poteva prevedere un altro epilogo?

Si va verso la fine. Prima, però, si esibisce Biagio Antonacci, autore e produttore di Loredana. Ma la sua presenza sul palco, ormai a tarda notte, non serve a svegliare i fan di Loredana che, com’era già scritto sul copione tipico della trasmissione di Maria, lascia il podio ad Emma che vince i 200 mila euro in palio. A Pierdavide, come già anticipato, va il premio della critica, consistente in 50 mila euro. Forse se lo sarebbe meritato maggiormente Matteo, visto che il Carone di glorie ne ha già avute molte, dal successo sanremese alle vendite super del suo libro “I sogni fanno rima”. Ma in fondo per Matteo si prospetta una carriera brillante da tenore: in un rvm il maestro Daniel Oren, direttore artistico del Teatro Verdi di Salerno, tra le lodi per il suo talento gli annuncia la scrittura per tre rappresentazioni dell’ “Elisir d’amore” di Donizetti, nella parte del protagonista Nemorino. Noi lo sapevamo già ma per Matteo è una vera e propria sorpresa (e non c’è motivo di dubitarne, viste le lacrime con cui il tenore accoglie la notizia). Alla fine, ha vinto anche lui. (ulteriori notizie QUI)

Si conclude, quindi, un’edizione contrassegnata da una vera e propria pianificazione: ormai la trasmissione di Maria è diventata quasi un’agenzia di collocamento. Lo spettacolo ne ha guadagnato, grazie ai talenti messi in mostra. Forse manca quel pizzico di improvvisazione e anche di imperfezione che caratterizzava le edizioni precedenti; in un certo senso, la vittoria inaspettata di Marco Carta a Sanremo 2008 ha messo in moto una vera e propria macchina da guerra: quella tra discografici, prima di tutto, e quella dell’audience.
Ma è inutile fare polemiche: davvero i quattro finalisti meritavano tutti di vincere e avranno comunque il successo che meritano. Rimane il sospetto sul televoto, la cui regolarità è stata più volte messa in discussione, anche nelle precedenti edizioni. Ma questa è un’altra storia.

24 febbraio 2010

LA COPERTINA DI TV SORRISI E CANZONI: A SANREMO IL TRIONFO DEGLI “AMICI” VALERIO E ALESSANDRA

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Quest’anno la copertina post-Sanremo di TV Sorrisi e Canzoni è davvero graziosa: niente leoni né smoking né coriandoli che cadono dal cielo. Semplicemente due “amici”: Valerio Scanu, trionfatore del 60esimo Festival della Canzone Italiana, e Alessandra Amoroso che ha duettato con lui sul palco dell’Ariston. Camicie a quadretti, bocche spalancate, linguaccia con piercing in vista … due giovani amici scanzonati. Quello che ci voleva per celebrare una vittoria così. Semplicemente.

21 febbraio 2010

SANREMO SEMPRE PIÙ FIGLIO DI “AMICI”

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Il 22 febbraio dello scorso anno ho scritto un post in cui esternavo la mia contrarietà nei confronti di una vittoria, quella di Marco Carta, che sembrava pilotata da una serie di fattori prettamente televisivi: il fatto che il cantante, già vincitore di “Amici”, sia stato inserito nella gara dei big, pur senza avere l’esperienza musicale dei tanti artisti che vantavano un curriculum di tutto rispetto, che provenisse da un talent show programmato su una rete “nemica”, Canale 5, che sul palco ci sia stata, guarda caso, la sua madrina, Maria De Filippi, e che la vittoria sia stata sancita dal televoto, in maggior parte appannaggio delle giovanissime. Riflessioni, le mie, sicuramente condivise da tanti che, come me, hanno vissuto gran parte della storia del Festival di Sanremo.
Mentre Marco vinceva, un altro talento di “Amici”, Valerio Scanu, si stava facendo notare, non solo per le doti canore, ma anche per il comportamento non proprio esemplare che stava tenendo nella trasmissione Mediaset. Esattamente quello che era successo a Marco Carta nel suo percorso “scolastico” nel talent di Maria. Ero talmente contrariata da quella vittoria, ma forse intimamente rassegnata nel constatare una inevitabile contaminazione del festival più amato dagli Italiani con i talent show, che avevo concluso il post con questa frase: “Per il prossimo anno mi aspetto qualcuno di loro [i partecipanti ad “Amici”] sul palco dell’Ariston … magari non Valerio, per favore“.

Come dire: le ultime parole famose! Eppure qualcosa è cambiato in questi dodici mesi: si è discusso molto, in questi giorni, e si continua a discutere a giochi conclusi, sul fatto che ormai i nuovi talenti sono quelli che escono dai programmi televisivi (oltre ad “Amici”, anche XFactor, da cui proviene Marco Mengoni, arrivato terzo), e sul potere del televoto da casa che può davvero stravolgere qualsiasi previsione. Mentre lo scorso anno mi indignavo, ora accetto la vittoria di Valerio Scanu perché sono entrata nella nuova logica che governa il mondo della musica: i dischi si vendono sempre meno e le case discografiche investono proprio nei concorrenti talentuosi dei programmi televisivi, seguiti da milioni di spettatori, disposti a spendere dei soldi per mandare gli sms o votare attraverso il telefono fisso per i loro beniamini. Nella rassegnazione più totale a questo dato di fatto, accolgo, quindi, benevolmente la vittoria di Valerio che ha cantato una canzone bellissima, “Per tutte le volte che …”, di cui è autore Pierdavide Carone, attuale concorrente di “Amici 9”. Non nascondo, tuttavia, che questo improvviso favore nei confronti di Valerio, che durante il talent non avevo mai apprezzato, è dovuto anche al fatto che Carone mi piace molto. Se poi aggiungo che la canzone, in un primo momento considerata una noia mortale, mi ha conquistata ascoltando il duetto in cui, sul palco dell’Ariston, si sono esibiti lo Scanu insieme ad Alessandra Amoroso, un’artista che amo molto, ex “amica” di Maria lei stessa, devo dedurre che a favorire la vittoria di Valerio è stata una combinazione di fatti, tutti riconducibili al talent show di Maria De Filippi.

Qualcuno sostiene che il sistema di votazione andrebbe cambiato. Anch’io ritengo che il televoto sia un’arma pericolosa per molti artisti i cui fan non hanno grande confidenza con gli sms, ma è un affare talmente grosso che a nessuno converrebbe abolirlo. Certo è che, facendo i conti, milioni di voti significano anche milioni di euro che in parte vanno ai gestori telefonici e in parte agli organizzatori degli eventi, senza contare che l’Iva va allo Stato.
Nel caso di Valerio, ai voti dei suoi fan vanno aggiunti quelli dei fan di Pierdavide e forse anche quelli dei fan di Alessandra Amoroso. “Amici”, quindi, si è trasformato in una grande famiglia in cui la cooperazione favorisce, a seconda dei casi, l’uno o l’altro componente. Una famiglia in grado di sconfiggere gli avversari a suon di televoti.
Non resta che chiedersi: la canzone di Scanu sarà davvero la più ascoltata tra quelle che hanno partecipato al festival?

19 febbraio 2010

SANREMO 2010: UNA TERZA SERATA DI QUALITÀ E IL RIPESCAGGIO DI PUPO E VALERIO SCANU

Posted in Alessandra Amoroso, Festival di Sanremo, spettacolo, talenti, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , , , , , , , , , a 2:16 pm di marisamoles


Finalmente uno spettacolo bello bello, ieri sera a Sanremo. Sul palco del teatro Ariston si sono esibite le vere star, quelle che hanno fatto la storia di Sanremo, cantando i pezzi che, a decenni di distanza, nessuno ha dimenticato. Per quanto mi riguarda, ricordo canzoni degli anni ’60 ma non saprei ricordare i vincitori degli ultimi dieci festival, escluso l’ultimo, visto che la vittoria di Marco Carta ha suscitato un mare di polemiche, e quello del 2001, vinto dalla dolce Elisa, voce stupenda che ha cantato la sua terra che è anche la mia.

Superospiti, sì, i re e le regine di Sanremo, mica un Cassano qualunque o un Benigni che fanno solo audience. Questi mostri della canzone italiana (escluso Miguel Bosè che ha un repertorio più ispanofono) hanno offerto uno spettacolo delizioso, emozionante, rivisitando antichi pezzi che non smettono mai di far accapponare la pelle. Iniziando dalla “regina” Elisa Toffoli, più regina della stessa Rania di Giordania, anche senza sangue blu nelle vene. Inizio incerto, con qualche nota che anticipa l’inizio della musica, ha ricantato “Luce” (tramonti a nord est), rivisitando poi un pezzo di Sergio Endrigo, “Canzone per te”, mai troppo apprezzata negli anni. Poi un mini concerto con un medley che anticipa il tour in partenza da aprile. Lei, dolce mammina di Emma Cecile, se la porterà in giro per il mondo; partecipe della gioia e della fatica di essere una mamma speciale, Antonella Clerici che dice “Nessuno può capirti meglio”.

Lo show prosegue con altri revival (per il resoconto vi rimando a questo articolo de Il Corriere ), fino all’esibizione clou della carrellata: due regine, Elisa e Fiorella Mannoia, interpreti di un magistrale “Ancora tu nell’universo”, in ricordo di Mia Martini, l’indimenticata e indimenticabile Mimì. Roba da far accapponare la pelle due volte, non una. Un unico appunto: l’orribile abbigliamento della mia conterranea Elisa Toffoli: pantaloni neri, camicia bianca e gilet nero, con tanto di cappello sulla testa, per la prima parte del suo intervento; vestito bianco-sporco con forma non ben descrivibile (sembrava un fiasco di chianti, poveretta) che ha messo ben in risalto la sua linea non ancora recuperata perfettamente dal parto, per l’esibizione con la Mannoia che, per solidarietà, indossava anche lei un vestito che non ha reso giustizia al fisico longilineo che dell’età se ne fa un baffo. Faccio un appello al sarto di Elisa: ti prego cerca di vestirla un po’ meglio!

Ma la serata di ieri non ha accantonato la gara. Un’altra eliminazione per i giovani; si salvano Jessica Brando e Tony Maiello. La cantante, appena quindicenne, non ha potuto esibirsi visto che la gara è iniziata dopo la mezzanotte, ed è stata mandata in onda la registrazione fatta durante le prove: bravissima ma con delle occhiaie tremende che il trucco di scena avrebbe certamente coperto. La situazione che si è venuta a creare, a causa della dilatazione oltremisura dei tempi preventivati, ha fatto infuriare il presidente della FIMI, Enzo Mazza: «È un scandalo, non è possibile. Tutti sanno che c’è questo problema, si poteva spostare un big. I giovani vengono trattati come gli ultimi reietti della musica italiana. Una serata rovinata». Se poi l’azienda si è scusata osservando che l’esibizione della giovane Jessica avrebbe comportato delle denunce penali, la legittima replica è che effettivamente si potevano anticipare le esibizioni dei Giovani, quindi Mazza ha ragione al 100% a dire che sono trattati da ultima ruota del carro. Senza contare che all’una di notte non tutti stanno in piedi aspettando di televotare.

È andata meglio ai cinque big esclusi che si sono esibiti all’inizio puntata per il ripescaggio. Non faccio la cronaca (rimando i lettori al link de Il Corriere), ma mi domando: che c’entrava Belen Rodriguez con Toto Cutugno? Immagino che il Toto nazionale, non potendo più contare sulla voce (o non ce l’ha più o quella che esce è stonata), si sia affidato alle grazie della Belen per far televotare i fan delle curve più famose d’Italia (per di più importate!). Insomma, mi sembrava di essere alla Corrida, con Cutugno dilettante allo sbaraglio. E’ successa, però, una cosa davvero impensabile: alla fine lei ha cantato molto meglio di lui. E brava Belen! Ora, però, spero che torni a fare la poliziotta a Miami (o dove cavolo è), o la prof precaria se non addirittura il meccanico.
Nessuna speranza per Toto, dunque, ma nemmeno per D’Angelo. Si pensava che i giovani esclusi, Scanu e i Sonhora, fossero gli unici ad avere una speranza per il ripescaggio, visto che i loro fan sono i più avvezzi al televoto. Sembrava impossibile il ripescaggio di Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici, specie dopo aver sentito i fischi dell’Ariston durante la prima serata. E invece, a sorpresa, dobbiamo ammettere che gli antimonarchici stanno tutti a Sanremo: mentre nel resto d’Italia si votava per l’inedito e curioso trio, un altro mare di fischi ha accolto la notizia del loro ripescaggio. A proposito: o Pupo era troppo emozionato, o bisogna osservare che canta meglio il principe. Che abbia un’altra carriera assicurata oltre a quella di ballerino? In fondo, tanti vengono in Italia a cercar lavoro: dopo le “cenerentole”, anche i principi. A proposito, graziosa la battuta della Consoli che, su Emanuele Filiberto, ha detto: “Proporrei il ritorno della monarchia solo per avere questo bel principe sulle banconote”.

L’altro ripescato è stato Valerio Scanu. Non è stata affatto una sorpresa: i sui fan sono abituati al televoto, visto che l’hanno sostenuto a suon di sms per tutta la durata di “Amici 8”. Sulla canzone presentata, opera dell’attuale concorrente di “Amici 9” Pierdavide Carone, ho già parlato QUA. Ora mi limito ad osservare che ieri sera il duetto con Alessandra Amoroso, ex concorrente, nonché vincitrice della scorsa edizione del programma della De Filippi, è stato strepitoso. Non so se il merito è stato di Alessandra, la cui voce è certamente stupenda e può aver contribuito a vivacizzare l’esecuzione altrimenti un po’ lagnosetta. È più probabile che la presenza dell’amica abbia dato più grinta a Valerio che è abituato a superare i momenti di sconforto, causati anche dalle critiche, per dare il meglio di sé. Le esibizioni nelle serate precedenti mi erano sembrate decisamente sottotono. La canzone è bella, forse non del tutto adatta a lui, ma certamente un pezzo da festival che ha delle buone chance di vincere, considerato anche il potere del televoto.

Stasera i big si esibiranno nei duetti e si conoscerà il vincitore della categoria dei Giovani. Sabato la serata finale con la proclamazione del vincitore del 60esimo Festival di Sanremo. I pronostici? Meglio non farli, portano male!

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO CORRELATO: Antonella Clerici la vera regina di Sanremo?

16 febbraio 2010

SANREMO 2010: IL FESTIVAL DEL REVIVAL, DEI “TALENTI” E DEI MISTERI

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Pronti, attenti, via!!!!!! Oggi, martedì 16 febbraio, ultimo di Carnevale, inizia la kermesse sanremese. E non è uno scherzo, purtroppo. Timoniere esperto di questa edizione l’Antonellina nazionale, la Clerici alla sua prima esperienza di conduzione solitaria, o quasi, al Festival della Canzone Italiana. Non ha voluto valletti, solo “amici” che, da buona padrona di casa, ospiterà sul palco dell’Ariston. Un palco che ha già calpestato nel 2005 con Bonolis e che l’ha vista protagonista, in passato, di trasmissioni di successo come l’Oscar della TV e due edizioni di Ti lascio una canzone.

Abbandonati gli abiti bomboniera, cui ci eravamo tristemente abituati, Antonella indosserà dei capi più attillati; per questo si è messa a dieta e, nel tentativo di perdere quatto chili in pochi giorni (dovrebbe saperlo che diete di questo tipo sono sconsigliate dai nutrizionisti!) è pure finita all’ospedale. Va be’, pazienza, dovrà tenersi i chili in più e già nei trailer passati in TV in questi giorni abbiamo notato una pancia da quinto mese di gestazione e delle braccia non proprio sode che sballonzolano di qua e di là. Poverina, non potrebbe cambiare sarto?

Mai come quest’anno del festival si è iniziato a parlare così presto. Non sono mancati i colpi di scena, primo fra tutti il caso Morgan: escluso dalla gara per le pubbliche ammissioni di far uso di cocaina, e soprattutto per avere detto che “fa bene”, anche se poi ha smentito, sabato era sembrato che, nel perfetto copione della parabola del figliuol prodigo di evangelica memoria, dovesse essere riammesso. Al Tg delle 20, infatti, la Clerici si era lasciata scappare un “Morgan ci sarà, di più non vi posso dire”; qualche minuto dopo, però, un’agenzia rendeva nota la smentita dei vertici Rai, non intenzionati a fare marcia indietro. Il mistero continua: Morgan ci sarà o no? Non che la cosa m’interessi, mi piacerebbe soltanto un po’ più di coerenza e un po’ meno di ipocrisia. Nel primo caso, che senso avrebbe ospitare il cantante e farlo cantare fuori gara? Sarebbe sempre un modello sbagliato, magari, per una volta nella sua vita, con la canzone giusta. Anzi, credo proprio che tutta questa pubblicità gli giovi non poco: partecipando, non avrebbe mai vinto il Festival, standosene a casa venderà di certo più dischi di molti altri partecipanti. Quanto all’ipocrisia, è risaputo che la cocaina giri nel mondo dello spettacolo; diciamo che gli altri sono più furbi e non talmente ingenui da confessare il vizio. Morgan, che incarna il complesso di Peter Pan a meraviglia, dovrebbe far suo il detto che recita: “vizi privati e pubbliche virtù”.

Altro mistero, ma non meno interessante, specie per capire quanto il Festiva sia soprattutto un business, più che spettacolo, è il cambio della canzone che sul palco dell’Ariston interpreterà Valerio Scanu. Guarda caso, il nuovo pezzo ha come autore, testo e musica, un attuale concorrente di “Amici 9”: Pierdavide Carone. Così, un’altra volta Mediaset fa capolino in Rai: chi ha dimenticato la vittoria di un ex amiciano, Marco Carta, nell’edizione 2009 di Sanremo? E come si potrebbe non ricordare l’abbraccio, sul palco, di Maria De Filippi, co-conduttrice di Bonolis nella serata finale, del pupillo sardo che tante polemiche aveva suscitato durante la sua partecipazione al talent show?
Come ha osservato una mia lettrice (mi scuserà se non la cito, ma non riesco a trovare il suo contributo!) commentando un altro post, quest’anno Raiset sarà ancora più evidente: la partecipazione di Valerio Scanu, in primis, con una canzone di Carone, diretto dal maestro Vessicchio e accompagnato, nella serata dei duetti (se ci arriva, ma glielo auguro) dall’amica ex rivale e vincitrice della scorsa edizione di “Amici”, Alessandra Amoroso! Io non so se Valerio vincerà, ma è certo che, in quel caso, la signora De Filippi, che si dice accompagnerà il marito, presente in sala stampa per la striscia quotidiana “Parliamone” (in onda alle 12:55 su Rai1) e sabato sera sul palco insieme alla Clerici, verrà certamente chiamata ad incoronare il suo pupillo.

Cambiando argomento, per festeggiare i 60 anni di Sanremo sono annunciati degli ospiti speciali che canteranno vecchi successi sanremesi (si esibiranno giovedì 18): Elisa Toffoli con “Canzone per te” di Endrigo, Miguel Bosè con “Non ho l’età” della Cinquetti (in effetti, Bosè, per quanto affascinante, pare proprio non abbia più l’età!), Massimo Ranieri con “Io che non vivo senza te”, Riccardo Cocciante con “Nel blu dipinto di blu”, Fiorella Mannoia con “Io che amo solo te”, Carmen Consoli con “Grazie dei Fior” ed Edoardo Bennato con “Ciao amore ciao”. Annunciato da TV Sorrisi e Canzoni anche Francesco Renga, grande sconfitto della scorsa edizione, visto che all’inizio veniva dato per vincitore. Per gli ospiti delle singole serate vi rimando alla lettura di questo LINK.

Tornando ai “talenti”, oltre a Valerio Scanu sul palco dell’Ariston vedremo sfilare tra i big anche Noemi e Marco Mengoni, direttamente da XFactor. Poi c’è la figlia d’arte Irene Fornaciari, accompagnata dallo storico complesso (allora non si diceva band) dei Nomadi, l’affezionato, con tanto di strascico polemico sui testi delle sue canzoni, Povia, la vincitrice fra i giovani in gara nella scorsa edizione Arisa e un’altra rivelazione delle nuove proposte dell’anno passato Malika Ayane, già autrice e cantante di successo. Fra le nuove generazioni di cantanti, i Sonohra che indubbiamente faranno a gara per il televoto con i compagni d’avventura che piacciono alle ragazzine le cui dita scorrono veloci sui tasti del cellulare per mandare gli sms. Non mancano, tuttavia, i veterani: Pupo, la cui partecipazione insieme al principe di Savoia è stata a lungo discussa, Irene Grandi che canterà “La cometa di Halley”, titolo più adatto al clima natalizio che a quello fluorescente di Sanremo, Fabrizio Moro, al suo terzo festival anche se pochi si ricordano di lui, che interpreterà un pezzo, apparentemente fuori luogo, dal titolo “Non è una canzone”, Enrico Ruggeri, che ha già ottenuto la vittoria due volte, nell’ 87 con i compagni di avventura Tozzi e Morandi, e nel ’93, infine Simone Cristicchi che con la sua “Meno male”, in cui viene citata Carla Bruni, accompagnata dal tormentone ironico-fonico “Sarkonò Sarkosì”, ha già fatto parlare di sé, soprattutto dopo che la première dame de France ha declinato l’invito come ospite al festival.

Un discorso a parte meritano Nino D’Angelo e Toto Cutugno.
Il primo è l’unico a presentare una canzone in dialetto, naturalmente il napoletano, dopo che la partecipazione era stata estesa anche ai testi scritti negli idiomi regionali. D’altra parte il napoletano, con la sua lunga tradizione canora in quanto ad autori e interpreti, è quasi considerata una seconda lingua nazionale. Non so quali chance abbia realmente, ma è lodevole la sua inossidabilità.
Toto Cutugno è il Veterano per eccellenza, anche se sulle pagine di TV Sorrisi e Canzoni dichiara di essere emozionato come un debuttante. Per l’occasione ha anche preparato una compilation, in uscita dopo il festival, contenente i suoi quindici pezzi sanremesi. Ora, è noto che il cantante sia caratterizzato da una singolare predestinazione: quella di arrivare quasi sempre secondo. Io non so che speranze nutra quest’anno, vista la concorrenza di giovani talenti, recenti rivelazioni e cantanti di cui si è parlato in abbondanza nei mesi scorsi. Non so nemmeno se partecipi per promuovere il suo album in uscita o per ricordare al pubblico che non è ancora andato in pensione. O forse spera soltanto di essere ricordato, anche in questa 60esima edizione del Festival della Canzone Italiana come l’eterno secondo. Forse non rimarrà deluso, questa volta, perché in fondo Sanremo è Sanremo. Ta-ra-ta-ta-ta-tà.

Il sito ufficiale di Sanremo è questo.

30 ottobre 2009

“AMORE 14” DI FEDERICO MOCCIA IN USCITA AL CINEMA

Posted in adolescenti, adolescenza, Alessandra Amoroso, amicizia, amore, attualità, spettacolo tagged , , , , , a 11:26 pm di marisamoles

amore 14Ora Moccia non si ferma più. Per uno che ha dovuto distribuire gratuitamente le prime copie del libro d’esordio, l’ormai famosissimo Tre metri sopra il cielo, pubblicato la prima volta a proprie spese nel lontano 1992, il quarto film in uscita (ma il secondo in cui è anche regista), con la pubblicazione dei relativi libri, sembra quasi un record. Non solo, “Amore 14”, il cui omonimo romanzo è stato pubblicato un anno fa, anticipa l’uscita di un altro film, il sequel del libro Scusa ma ti chiamo amore intitolato Scusa ma ti voglio sposare, nelle sale cinematografiche dal 30 gennaio 2010, per la regia dello stesso Moccia.

Tema di fondo dei libri di Moccia è, come sempre, il mondo degli adolescenti, con le sue stravaganze, con quella voglia di trasgressione tipica dei ragazzi di oggi che vogliono scoprire il mondo a modo loro, ma sempre animato dai sentimenti che non cambiano, con il trascorrere delle generazioni: l’amore causa quell’intima e unica tempesta nell’animo di ragazzi e ragazze, sempre uguale nel suo manifestarsi spesso in modo inaspettato.

Con “Amore 14” Moccia affronta la tematica del primo amore, forse un po’ precoce e acerbo, sullo stile dell’ormai antico “tempo delle mele”. Ma si sa, i ragazzi moderni bruciano le tappe, scoprono presto il sesso anche se poi comprendono, meglio tardi che mai, che l’amore è tutt’altra cosa.
Nel film in uscita oggi, si racconta la storia di Carolina detta Caro, 14 anni, alle prese con i primi amori, il primo bacio, la prima volta, l’amicizia, le feste, la scuola, il rapporto spesso conflittuale con i genitori.
Ci sono le amiche del cuore, Alis e Clod, con le quali condividere i giorni e i sogni. Ci sono i primi baci rubati nella penombra del portone. C’è la scuola, due nonni meravigliosi che la sanno guardare in fondo all’anima e un fratello leggendario, Rusty James, che aiuta il suo cuore a sognare. E poi c’è l’amore, quello vero, che ha il nome di Massimiliano, incontrato in una libreria un pomeriggio di settembre.
“Amore 14” è un viaggio attraverso i sentimenti, l’entusiasmo che si ha nell’incontrare il primo amore, il dolore di un’improvvisa delusione, la prima, quella che ti lascia senza parole, è la perdita di una persona cara, è l’amicizia che credi non ti deluderà mai. È la storia di un amore unico e dolcissimo, quello tra i nonni di Carolina, capace di superare il tempo e lo spazio. È una storia di grandi passioni e forti emozioni, di un giovane scrittore, Rusty James, che per inseguire le proprie ambizioni ha il coraggio di andare contro tutti e tutto, di contraddire il padre e andare a vivere in un barcone sul Tevere dove finalmente riuscirà a realizzare il suo sogno.
“Amore 14” è l’amore, visto in tutte le sue innumerevoli sfaccettature, è l’amicizia, è il coraggio di credere nei propri sogni. [per la trama del film, questo è il LINK]

La protagonista, Carolina, è interpretata da un’attrice diciannovenne al suo esordio, Veronica Olivier. Lui, invece, è Giuseppe Maggio, come Veronica alla prima esperienza cinematografica, fascino tipico del bel tenebroso stile Scamarcio. Nel cast, tra tanti sconosciuti, spicca solo il nome di Pamela Villoresi, attrice prevalentemente teatrale, che a sua volta ha esordito giovanissima, appena diciottenne, nello sceneggiatoTV “Marco Visconti” al fianco di Gabriele Lavia.

Da non dimenticare: Moccia per la colonna sonora del film ha scelto la canzone “Estranei a partire da ieri” di Alessandra Amoroso, vincitrice della scorsa edizione di “Amici”. (per il VIDEO, clicca QUI )
Per il trailer del film e interviste ai protagonisti clicca QUI .

15 ottobre 2009

UN FENOMENO (CL)AMOROSO CHIAMATO ALESSANDRA

Posted in Alessandra Amoroso, Amici, reality show, spettacolo, talenti, televisione tagged , , , , , , , , , , a 11:04 pm di marisamoles

alessandra amorosoPer caso ho riletto la mia replica ad un commento che aveva lasciato Marinella al post Amici 8: televoto truccato? Allora la legittimità della vittoria di Alessandra Amoroso era stata messa in dubbio: per tutti i fan di Valerio Scanu appariva alquanto sospetta. Lui stesso pareva sicuro di avviarsi verso la vittoria dell’ottava edizione di Amici già dopo la sfida con Luca Napolitano. Ma Alessandra era là, pronta alla sfida, probabilmente sicura di non farcela ma almeno fresca e riposata, al contrario di Valerio. Alla fine lei ha vinto e sui forum disseminati nel web i fans dello Scanu delusi gridavano all’ingiustizia, al tradimento, al televoto truccato. Così doveva essere, non c’era altra spiegazione.
La lettrice mi aveva scritto che la vittoria di Alessandra era stata già pianificata mesi prima. Mi aveva lasciato anche un link ed io, dopo la lettura del post cui mi rimandava, le avevo risposto:

Non apprezzo Valerio – e anche questo l’ho detto a chiare lettere in questo e in altri post sull’argomento- ma credo che, indipendentemente dal fatto che non abbia vinto, se merita il successo, lo avrà. Da parte sua, Alessandra deve fare i conti con una vittoria, forse non determinata dal televoto, che il successo non lo garantisce. Dovrà essere brava a sfruttare bene l’occasione perché, come spesso succede, il gusto del pubblico è mutevole.

Questo scrivevo il 1 aprile 2009. A sei mesi e mezzo da quel commento, Alessandra Amoroso è diventata una star. Dopo aver occupato per mesi i posti più alti delle classifiche di vendita con “Stupida” ed aver guadagnato due dischi di platino, a pochi giorni dall’uscita del secondo album “Senza nuvole” bissa il successo scalando la classifica e superando niente meno che Lady Madonna. Incredibile! Mi viene da dire: brava, ha sfruttato davvero quella occasione, la vittoria del talent show più famoso d’Italia, e si è tenuta stretta il suo pubblico, non l’ha deluso. Il tutto rimanendo la ragazza semplice che era al suo ingresso nella “scuola” di Maria De Filippi. Ora in quello studio entra da star e si fa consegnare dal suo pigmalione i dischi di platino. Ora canta davanti agli “studenti” non ancora famosi che guardano a lei come ad una musa ispiratrice del bel canto. La voce le trema ancora, però, dall’emozione tanto da sembrare incerta su qualche nota o troppo urlante nell’esecuzione del ritornello. Ma che importa: meglio semplice e imperfetta piuttosto che una che si è già montata la testa e magari esige di esibirsi in playback.

Una carriera in ascesa che, ci scommetto, la porterà dritta dritta a Sanremo nel tentativo di bissare il successo di un “amiciano” dopo la vittoria di Marco Carta nell’ultima edizione. Vedremo. Per ora si prepara ad affrontare la prima fatica televisiva: ospite fissa dello spettacolo di Gianni Morandi “Grazie a tutti”, quattro puntate in onda dal 1 Novembre su Raiuno. Un’impresa ardua ma che sembra non scalfirla, a parte l’emozione di un debutto in prima serata sulla rete ammiraglia della TV nazionale. Da “mamma” Maria a “papà” Gianni: un bel percorso, non c’è che dire.

Ma non basta: Federico Moccia ha scelto il suo pezzo “Estranei a partire da ieri” per la colonna sonora del suo prossimo film “Amore 14”. Immagino che Alessandra sia al settimo cielo … anzi, secondo me sta vivendo questo momento magico come se camminasse sospesa nell’aria, tre metri sopra il cielo.

31 marzo 2009

AMICI 8: TELEVOTO TRUCCATO?

Posted in Alessandra Amoroso, Amici, Luca Napolitano, Maria De Filippi, reality show, spettacolo, talenti, televisione, Valerio Scanu, web tagged , , , , , , , , , a 9:20 pm di marisamoles

amici-8-finale-alessandra-amoroso-valerio-scanu È da una settimana che sul web corre voce che il televoto durante la finale di “Amici” (24 marzo) sia stato truccato. A sollevare i dubbi non solo i fans di Valerio Scanu, cantante sardo dato per vincitore certo da settimane, ma anche dalle associazioni che tutelano i diritti dei consumatori. In effetti, sotto il televoto si celano interessi milionari. Basta fare due calcoli: i dati dell’ultima puntata del programma della De Filippi parlano di 1 milione e novecentomila voti, tra telefonate e sms, a 1 euro ciascuno … insomma, un bel gruzzolo! È legittimo, quindi, che i televotanti si indispettiscano qualora il loro beniamino non risulti vincitore, anche perché c’è gente che di euro, in ricariche telefoniche, ne ha speso addirittura 100 o anche più.

Mi sono dilettata nel fare un giro per i vari blog e devo dire che ce n’è di gente incavolata! Quello che rode non è il fatto che abbia vinto Alessandra Amoroso, quanto l’aver buttato via dei soldi inutilmente. Ma le proteste non si fermano qui: c’è chi giura di aver mandato il televoto durante una delle ultime esibizioni di Valerio e se l’ è trovato respinto quando a tutti gli effetti il televoto risultava ancora aperto, con tanto di numeri in sovraimpressione ben visibili sul teleschermo.
C’è pure chi lamenta la parzialità di Maria De Filippi che, spudoratamente, ha fatto intendere di tifare per Luca, in primis, e per Alessandra dopo che il primo è uscito dalla gara. Qualcuno è convinto che le “paroline” sussurrate da Maria all’orecchio di Luca Napolitano al momento dell’esclusione dalla gara fossero esattamente: “Mi dispiace, volevo che vincessi tu”. Non so come abbiano fatto a capirlo, ma giuro che c’è chi lo sostiene con convinzione. Poi, Maria, sempre secondo alcuni che si atteggiano a bene informati, avrebbe saputo in anticipo della vittoria di Alessandra e, forse attraverso un sistema di segni segreto, gliel’avrebbe riferito prima di vedere la “fatidica” carta fluttuante al suono della nota melodia “We are the champions”.

Ma non finisce qui. C’è pure qualcuno che, per mezzo di informatori ben inseriti nel meccanismo di raccolta dei voti durante la trasmissione, è venuto a conoscenza di una verità sconvolgente: Valerio sarebbe stato il vero vincitore del programma della De Filippi, battendo Alessandra con ben 6 punti percentuali in più. Tali informatori, persone degne della massima fiducia e assolutamente attendibili, a detta dei commentatori dei blog che ho seguito, sarebbero proprio quelli che tengono il conto dei voti. Ma io mi chiedo: se c’è un notaio – e per legge dev’esserci – come sono riusciti a farlo fesso? Insomma, a me questa storia sembra incredibile. E non lo dico per la mia nota avversità nei confronti di Valerio Scanu, anche perché queste mie considerazioni nulla hanno a che vedere con il cantante in questione. Mi preoccupo solo per le migliaia e migliaia di persone che hanno buttato via un bel po’ di soldi per nulla.

Proprio per questo sono andata sul sito dell’adoc.org e ho letto un articolo interessante, pubblicato all’indomani della finale del programma in questione, in cui si dice, tra l’altro, che nei confronti di Valerio è stato adottato “un atteggiamento poco professionale … potenzialmente in grado di inficiare la sua prestazione e, conseguentemente, il televoto”. Non ci vuole molto per capire che il riferimento è al giornalista Aldo De Luca che, sempre durante la finale, aveva apostrofato il cantante con parole decisamente poco gentili, pur contenendo, secondo il mio parere, un fondo di verità. Nella nota dell’adoc.org si legge pure che sembra sospetto anche l’esito della sfida tra Luca e Valerio, conclusasi a favore del secondo con le percentuali di 51 a 49, dati che secondo l’associazione non sarebbero veritieri. Insomma, il sistema del televoto è definito “uno strumento utile solo a spillare soldi ai telespettatori” e quindi l’adoc si riserva di fare ulteriori indagini, anche sulla base delle segnalazioni che gli utenti del sito inviano da giorni (attraverso l’apposito osservatorio), per smascherare le eventuali irregolarità.

C’è da dire che, se i sospetti fossero fondati, questa volta Maria ci rimetterebbe la faccia. Non solo durante il corso della trasmissione ha avuto il suo bel daffare a mediare tra docenti furibondi che si “insultavano” reciprocamente o commentavano le prestazioni dei concorrenti “nemici” con apprezzamenti davvero poco gentili, poi ha dovuto anche subire le accuse di essere imparziale. Ho letto, tra le altre cose, che già prima della fine di “Amici 8” sarebbe andato in onda un pezzo di Alessandra durante un video trasmesso a “Uomini e donne” … d’altra parte la canzone in questione era già un successo allora e fa parte di una compilation che è uscita durante l’evolversi dello show. Ma qualcuno, evidentemente, non ha gradito il fatto che si fosse sentita durante un altro programma della De Filippi che, come si sa, ha una grande influenza sul suo pubblico che, pare, la segua da un programma all’altro, cioè da “Amici” a “Uomini e donne” passando per “C’è posta per te”.

Insomma, è proprio il caso di dirlo: Maria, forse stavolta hai toppato davvero!

25 marzo 2009

AMICI 8: TRA I DUE LITIGANTI …

Posted in Alessandra Amoroso, Amici, Maria De Filippi, reality show, spettacolo, televisione tagged , , , , , , , , , , a 5:26 pm di marisamoles


Alla fine ha vinto lei, Alessandra. Succede alle volte, forse non è solo un modo di dire, forse accade più spesso di quanto si possa pensare: tra i due litiganti – Valerio e Luca – il terzo gode! Evviva, dunque, Alessandra, la dolce ma allo stesso tempo energica Alessandra, con quella sua voce molto black che ricorda Aretha Franklin. La paziente Alessandra che ha atteso la mezzanotte inoltrata per potersi esibire sul palco di “Amci”. Dicono che l’attesa snervi ma talvolta rilassa: ricordo che all’università agli esami volevo essere sempre l’ultima, un po’ per scaramanzia, un po’ perché l’attesa mi faceva calmare. Forse questa è una peculiarità di Alessandra; suo malgrado ha dovuto pazientare ma alla fine l’ha spuntata su Valerio che già odorava la vittoria, che già si atteggiava, nella mimica facciale e nei gesti, a vincitore. Anche se qualche momento di sconforto l’ha provato, quando il pubblico sembrava preferirgli Luca. Ma di fronte ad Alessandra, probabilmente, non aveva nulla da temere perché lei non era mai stata data per favorita, nonostante i numerosi fans presenti in studio e nonostante, superati i momenti di crisi, avesse ritirato fuori gli artigli. E ha combattuto bene, Alessandra, fino alla fine.

La sfida iniziale tra Alice e Luca mi è sembrata scontata, tuttavia fossi stata in lei non avrei operato la stessa scelta. Forse se avesse deciso di sfidare Alessandra, Luca avrebbe avuto una chance in più. Dico forse, non ne sono certa, ma è inutile fare congetture perché le cose sono andate così e basta. Della sfida tra i due “innamorati” mi piace ricordare la dolcissima e un po’ stonata Alice che ha cantato Michelle, e il ballo tecnicamente improbabile ma molto carino di Luca. E poi il musical in cui entrambi hanno dato prova di essere bravi, freschi e spontanei e, soprattutto, divertiti. Poco importa se non hanno vinto: hanno esibito la loro schiettezza dimostrando, ancora una volta, di essere i meno “costruiti” del gruppo.

Non appena sceso in campo Valerio, i giornalisti si sono scatenati. Prima, durante la sfida tra Alice e Luca, se ne sono stati buoni buoni, non hanno demolito nessuno né particolarmente elogiato uno dei due, a parte l’osservazione di Picone, che comunque giornalista non è, rivolta ad Alice: “Sei carina … sei moooolto carina”. Ma al comparire di Valerio le cose sono cambiate, come è successo altre volte nel corso delle puntate precedenti e come da copione già visto, abbiamo assistito alla “tenzone canora” tra i due. Sulla vocalità e le potenzialità tecniche di Valerio credo nessuno avesse dubbi. Quello che nel diciottenne non è stato particolarmente apprezzato è l’atteggiamento. E dire che le polemiche delle passate settimane erano già state impostate sui difetti di Valerio: la poca modestia, la maleducazione, l’aria sprezzante di fronte alle critiche, quella compassionevole davanti all’esibizione dell’ “amico” Luca. Chi si occupa di educazione, come me, sa che le critiche servono anche a correggere gli errori, sono formative e non devono essere apprezzate solo se provengono dagli estimatori, quindi di parte. E allora io mi chiedo, benedetto ragazzo, perché non hai fatto il minimo sforzo per migliorarti? Perché non hai rinunciato almeno per qualche ora, all’espressione insopportabile e antipatica di sempre? Forse qualcuno doveva dirglielo; forse quel qualcuno doveva essere proprio Jurman, il suo maestro e invece lui l’ha sempre difeso a spada tratta il suo pupillo, con quel talento indiscutibile cioè assolutamente evidente. Eppure l’essere talentuoso a Valerio non è bastato; magari se avesse ripensato al suo modo di porsi, si sarebbe “venduto” meglio e se lo fanno anche cantanti affermati, proponendosi al pubblico in versione ammiccante, perché mai non avrebbe dovuto farlo il nostro piccolo sardo? Io credo che il più antipatico sia stato proprio Jurman che non ha saputo apprezzare i “talenti” degli altri, ancorato all’atavico concetto dell’ “orticello coltivato da sé” che dà frutti migliori rispetto agli altri. Alla fine l’atteggiamento del maestro ha danneggiato l’allievo, tanto che Aldo De Luca, giornalista storico de Il Messaggero, uno che di peli sulla lingua non ne ha, ha avuto il coraggio di riprendere Valerio definendolo “cucciolo di presunzione”, “antipatico” e bisognoso di un “bagno di umiltà”. E a poco sono valse le parole in sua difesa, pronunciate da un altro giornalista, Marco Mangiarotti, che si prodigava nell’affermare che Valerio “possiede uno strumento notevole – la voce – e ne fa un uso intelligente e ironico, non ha una maschera impassibile e non finge”. Certo, è vero che non finge, il piccolo sardo, ma è anche vero che se avesse finto un po’ di umiltà forse sarebbe risultato più simpatico e avrebbe vinto … forse. E invece, come ha accolto le osservazioni di De Luca il nostro Valerio? Ha semplicemente risposto: “Non sono mai andato a cena con Lei e dopo questa affermazione non ci andrei mai”. Ma gliel’ha chiesto Valerio a De Luca se avesse per caso l’intenzione di andare a farsi un piatto di bucatini all’amatriciana – accompagnati magari da un buon bicchiere di Cannonau – con lui?
Ma nella diatriba tra lo Scanu e De Luca si inserisce prima anche Luzzatto Fegiz dicendo che nemmeno la Vanoni all’inizio era simpatica ma è riconosciuta universalmente come grande cantante e poi Maria che chiede: “Ma quali sono in Italia i cantanti con la faccia simpatica?”. “Vasco, ad esempio, – risponde secco De Luca – e la simpatia è un valore aggiunto alla bravura”. Ecco, è quel valore aggiunto che Valerio non ha ancora, forse deve crescere, forse capirà con l’esperienza e con l’età che conviene far “buon viso a cattivo gioco”.

La gara tra i due eterni rivali prosegue e di fronte alla prova “proibitiva” proposta da Vessicchio e cioè “Con te partirò” di Bocelli, qualcuno commenta “adesso vediamo se conta di più la simpatia o la voce”. Valerio è effettivamente perfetto ma non trasmette nulla; quella di Luca, che tra l’altro è sotto terapia cortisonica, è definita una “splendida voce italiana” da Lanfranchi che chiede anche quale medicina miracolosa il Napolitano abbia assunto. Mangiarotti, da parte sua, pur ammettendo che Valerio canti molto meglio di Luca, osserva che il secondo gli ha “dato una grande emozione, un momento di romanticismo”.
Al momento del musical, poi, Luca è apprezzato particolarmente da Patrik Rossi Gastaldi che esprime la sua contentezza dicendo che Luca “ha fatto uscire qualcosa che ha dentro, ha portato fuori un’emotività molto precisa e molto densa”. Considerando che Napolitano non è stato nemmeno una frana nel ballo, durante la sfida con Alice, forse il futuro nel musical è assicurato.
Veniamo agli inediti: “Sentimento” di Valerio è ben cantato anche se Lanfranchi osserva che la splendida voce è sprecata nel classico pezzo da “cuore e amore”, che ci vuole un po’ di coraggio. Poi quando Luzzatto Fegiz riconosce nel pezzo qualche nota di “La prima cosa bella”, Valerio con sicurezza – ma la conosce veramente la canzone “antica” di Nicola Di Bari? – osserva: “Sono diverse le note, c’è un semitono di differenza”. Mah! Però poi interviene Vessicchio che sottolinea che la musica italiana si fonda su luoghi comuni – d’altra parte, aggiungo io, le note quelle sono! – e allora dobbiamo credere, di fronte a tale auctoritas, che di plagio forse non si tratta.
L’inedito di Luca, “Forse forse”, è frizzante, allegro, disimpegnato ma gradevolissimo e viene giustamente apprezzato da Giordano che lo definisce un “pezzo che funziona”.
Di fronte alla sesta prova che prevede l’esecuzione di “Just the way you are” Anna Petttinelli afferma: “Ha cantato meglio Valerio ma Luca è stato più sexy”. Certo che l’appellativo sexy riferito a Luca nessuno se lo sarebbe mai aspettato! Quello che ha colpito più di tutto in lui è sempre stato il romanticismo, compreso il bacio dato ad Alice alla fine della sfida e che un giornalista, non ricordo il nome, ha definito “la cosa più struggente dopo Via col Vento”. Ma quali paragoni!

La competizione finisce, come sappiamo, con l’eliminazione di Luca. Alessandra è pronta per l’ultima sfida, almeno lei riposata, mentre Valerio ha già dovuto reggere i colpi delle critiche oltre che essersi già esibito. Durante una pausa pubblicitaria Alessandra ha speso due parole in difesa di Valerio, riferendosi all’accanimento giornalistico: poveretto, non se lo meritava, il tutto ha contribuito a demoralizzarlo. (le opinioni dietro le quinte son state trasmesse durante la sintesi andata in onda questo pomeriggio su canale 5).
È passata la mezzanotte e io cedo al sonno: sarà forse perché ormai Luca è fuori dai giochi e Valerio non riesce a farmi tenere gli occhi aperti? Mi dispiace non aver visto Alessandra ma sono contenta che abbia vinto. In fondo quello che conta è che non abbia avuto la meglio la maleducazione, la supponenza, l’alterigia, la presunzione … di Valerio. Forse non avrà fatto il famoso e caldamente consigliato “bagno di umiltà” ma di certo rifletterà sull’esperienza, capirà che a volte viene premiata la modestia oltre che la bravura. Preferisco dimenticare che anche Alessandra si è comportata da antipatica in passato, ma sempre influenzata dagli altri compagni di squadra. Quello che mi dispiace è che abbia vinto anche il premio di 50000 euro; forse sarebbe stato opportuno attendere l’esito del televoto e magari assegnare la borsa di studio ad Alice, non fosse altro perché l’unica “ballerina” arrivata alla finale. Un po’ come è successo a Francesco Mariottini l’anno scorso.

Infine, speravo che dopo le penose vicende che hanno caratterizzato l’ottava edizione di “Amici”, che riguardano tutti, insegnanti, allievi e presentatrice, la De Filippi ci pensasse su prima di proporci la nona. E invece il 15 aprile inizieranno le nuove selezioni per il prossimo anno: coraggio, giovani talenti dalle buone speranze, fatevi avanti ma ricordate che alla fine la spuntano … i soliti raccomandati.

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pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e eterodidatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

CORSI DI SCRITTURA CREATIVA, ATTUALITA' EDITORIALE, DIDATTICA E STRUMENTI PER LA SCRITTURA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

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Studio di Psicoterapia Dr.ssa Chiara Patruno

Psicologa - Psicoterapeuta - Criminologa - Dottore di Ricerca Università Sapienza

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Le Ricette di Cle

Ricette collaudate per ogni occasione

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Il diario di Cle

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

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espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

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