29 agosto 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: A LONDRA PANCHINE-LIBRO PER RILANCIARE LA LETTURA

Posted in attualità, cultura, La buona notizia del venerdì, libri, società tagged , , , , , , , , , a 5:10 pm di marisamoles

panchine letterarie londra
Non sono solo gli Italiani poco amanti della lettura, evidentemente. Gli Inglesi sembrano passarsela meglio, dato che secondo un sondaggio della National Literacy il 53% dei giovani londinesi si definisce lettore appassionato e anche i piccolissimi dichiarano di essere sempre alla ricerca di un buon libro e di una bella storia.
Ciononostante, a Londra, camminando per uno dei numerosi quartieri – da Notting Hill a Portobello Road, da Chelsea a Soho, da King’s Cross a Westminster – in questo periodo capita di ritrovarsi seduti su una panchina a forma di libro.

Le 50 «book benches» (panchine-libro) sono state decorate da cinquanta artisti, tra i quali molte giovani promesse, e realizzate a forma di libro aperto. Gli artisti si sono ispirati ad una serie di libri (tutti famosissimi) ambientati nella capitale del Regno Unito. Si tratta di un progetto, denominato «Books about Town» e promosso da The National Literacy e dalla Wild in Art, che ha lo scopo di ricordare a tutti i passanti quanto sia bello leggere ma ha anche un obiettivo umanitario: le panchine, infatti, saranno battute all’asta dal Southbank Centre di Londra il 7 ottobre per raccogliere fondi in favore della National Literacy Trust allo scopo di combattere l’analfabetismo nelle zone più povere della città.

La gamma di autori, libri e personaggi rappresentati nelle panchine va da Geoffrey Chaucer a Shakespeare, da Lewis Carroll ad alcune firme contemporanee, come Helene Fielding, autrice del Diario di Bridget Jones, da James Bond a Hercule Poirot, da Peter Pan all’orsetto Paddington.

L’orso Paddington è un personaggio della letteratura inglese ma non autoctono, in quanto immigrato dal Perù, amatissimo dai bambini e protagonista di diverse storie. La panchina a lui dedicata si trova naturalmente alla Paddington Station ed è firmata dalla matita di Michelle Heron.

Un altro personaggio, diventato un cult e amato da generazioni di piccoli e grandi lettori, è Mowgli, protagonista de “Il libro della giungla”, ritratto, assieme ai suoi amici – Shere Khan, Bagheera e Baloo e Kaa – nella panchina a lui dedicata e firmata da Ruth Green.

Non poteva mancare, per i più grandi, la Book Bench dedicata ad Agatha Christie che, cosa forse ignota a molti, scrisse anche romanzi rosa con lo pseudonimo di Mary Westmacott.
I due artisti che hanno ideato e pensato la panchina alla famosa giallista, Tom Adams e Mandii Pope, hanno scelto tra tutte le creazioni di Agatha Christie «Hercule Poirot and the Greenshore Folly».

Ma non si può pensare al “giallo” senza tenere nel debito conto l’agente segreto di Sua Maestà più famoso al mondo: James Bond, agente 007. Anche il personaggio creato da Ian Lancaster Fleming, giornalista, militare e scrittore inglese, ha la sua Book Bench disegnata da Freyja Dean.

E se Agatha Christie è l’autrice più tradotta, più dello stesso Shakespeare, anche il più famoso drammaturgo inglese ha la sua panchina a forma di libro. La creatrice, Lucy Dalzell, vi ha riprodotto di fronte e sul retro – tutte le panchine sono completamente decorate – riferimenti alle opere più importanti di Shakespeare, da “Sogno di una notte di mezza estate” all’indimenticabile storia d’amore di “Romeo e Giulietta”.

Sono tutte bellissime queste panchine letterarie. Vi invito a scoprirle, in buona parte, a questo LINK da cui ho tratto anche l’immagine postata sotto il titolo e che ha ispirato l’intero post.

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San Francisco mette al bando le bottiglie di plastica di laurin42

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8 agosto 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: A NUOTO TRA I COCCODRILLI PER ANDARE A SCUOLA

Posted in attualità, bambini, cultura, famiglia, figli, La buona notizia del venerdì, libri, scuola tagged , , , , , , , , , , , a 5:31 pm di marisamoles

India bimbi nuotoNon so se quella di oggi possa essere considerata una buona notizia. Quanto meno lo è a metà e sarebbe davvero buona se avesse una fine lieta: la costruzione di un ponte lungo 600 metri. In ogni caso, come già altre notizie riportate in questo blog su argomenti simili, serve a far riflettere noi adulti ma anche i bambini e i ragazzi. Invito, pertanto, genitori e nonni a raccontare questa storia ai loro figli e nipoti.

La notizia è stata diffusa dal quotidiano The Indian Express: più di cento bambini che abitano nei sedici villaggi del povero distretto del Gujarat, lo Stato del premier Narendra Modi nell’India nord occidentale, per andare a scuola sono costretti a percorrere circa cinque chilometri a piedi, attraversando a nuoto un fiume infestato da coccodrilli per 600 metri. Eppure basterebbe solo un ponte per risolvere il problema.

Nonostante il progetto per costruire il ponte sia stato già approvato, da ben sette anni, i lavori non sono mai iniziati. Il Gujarat, tra le altre cose, è definito Stato modello per lo sviluppo industriale, ma ancora uno strato di popolazione poverissima vive per lo più in tribù. Ora un appello è stato lanciato al premier Narendra Modi, per aiutare questi bambini che quotidianamente rischiano la vita per andare a scuola.

Il viaggio è, infatti, avventuroso. I 125 bambini del distretto per guadare il fiume devono spogliarsi, mettere i vestiti dentro a delle anfore e utilizzare dei sacchetti di plastica per proteggere i libri che portano sulla testa durante la traversata.
Le bambine, più pudiche, restano con i vestiti addosso, bagnate fradicie per quasi tutta la durata delle lezioni. Ovviamente devono compiere questo tragitto all’andata e al ritorno, con notevoli disagi e rischi.

Il periodo più rischioso è quello dei monsoni. I bambini, che sono accompagnati da un genitore nella traversata del fiume che dura circa 30 minuti, rischiano non solo di essere aggrediti dai coccodrilli ma anche di essere trascinati via dalla corrente, cosa già avvenuta, come testimonia Nagin Baria, il padre di una bambina, che dice: “Per fortuna siamo sempre riusciti a recuperarli in tempo”.

Ora, io adesso vorrei che molti dei nostri bambini e ragazzi, che possono godere di ogni agio e che spesso vengono accompagnati a scuola dai padri o dalle madri in automobili dotate di ogni confort (riscaldamento d’inverno e aria condizionata negli ultimi mesi di scuola), che nuotano in superattrezzate piscine con esperti allenatori, in vista di qualche gara sportiva e che i libri quasi li schifano, tanto che sarebbero ben contenti se divenissero inutilizzabili a causa di un acquazzone, riflettessero non sulle comodità di cui godono ma sul valore che l’istruzione ha per i loro coetanei che non possiedono nulla, tranne una grande dignità e forza di volontà.

Se dico questo, sono troppo severa?

[LINK della fonte; immagine da questo sito]

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Quote rosa alla Lego di laurin42

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25 luglio 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: UNA SCUOLA PER MIGRANTI ECOSOSTENIBILE IN THAILANDIA

Posted in bambini, La buona notizia del venerdì, scuola tagged , , , , , , , , , , , , , a 6:03 pm di marisamoles

Kwel-Ka-Baung-School-
La Kwel Ka Baung è una scuola per più di 300 alunni costata appena $25.000 e realizzata con materiali naturali, quasi interamente trovati dove sorge il cantiere.
La scuola si trova a Mae Sot, una cittadina thailandese sul confine con la Birmania.

Il progetto, realizzato dall’architetto tedesco Jan Glasmeier, che ha firmato il progetto insieme allo spagnolo Albert Company-Olmo, è dedicato alla comunità Karen, uno dei gruppi etnici scappati dalla Birmania per fuggire dalla guerra civile o per cercare lavoro.

La particolarità della scuola Kwel Ka Baung è, come si è detto, l’ecosostenibilità. I muri della scuola sono stati realizzati con mattoni di adobe, una miscela di acqua, buccia di riso essiccata e argilla, materiale povero ma “intelligente”: le sue particolari capacità termiche gli permettono, infatti, di mantenere fresco l’interno degli edifici anche quando la temperatura sfiora i 40 gradi e allo stesso tempo di riscaldare gli ambienti durante le più fredde giornate invernali. “E il fatto che sia gratuito è una caratteristica molto interessante per chi ha un budget limitato” sottolinea l’architetto Jan Glasmeier.

Anche gli infissi sono completamente naturali, realizzati con rami di eucalipto e bambù, mentre il tetto è sostenuto da assi di recupero. Non solo, alcuni dettagli nella costruzione garantiscono il benessere degli scolari che vengono ospitati nell’edifico: la circolazione d’aria è agevolata dalle finestre lunghe e strette, disegnate dagli stessi lavoratori Karen, l’orientamento delle classi e la dimensione delle pareti sono stati progettati in modo da permettere all’edificio di resistere al caldo di giorno rilasciando il calore accumulato durante la notte.

Kwel Ka Baung school

Jan e Albert continuano a lavorare in questa parte dell’Asia cercando di cambiare la mentalità delle persone. “Qui il cemento è considerato buono perché è costoso e resistente – spiega Jan -, mentre l’adobe è considerato cattivo perché è gratis e proviene dalla terra”. La Thailandia è un Paese abbastanza ricco e l’ostentazione fa parte della cultura thailandese: più gli edifici sono alti e maestosi più diventano simbolo del benessere. Le basse case color terra che formano il comprensorio dell’istituto scolastico e ben si sposano con la bellezza della campagna che circonda Mae Sot, sono considerate povere. Lo sforzo degli architetti Glasmeier e Company-Olmo è quello di dimostrare che naturale non è sinonimo di povero e che l’ecosostenibilità non sminuisce la ricchezza delle persone ma ne migliora la qualità della vita.

[fonte della notizia: La Stampa; immagini da questo sito]

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23 maggio 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: ARRIVA IL “BIGLIETTO SOSPESO” PER IL MUSEO

Posted in attualità, cultura, Friuli Venzia-Giulia, La buona notizia del venerdì, società tagged , , , , , , , , , a 10:26 pm di marisamoles

Tempietto_di_cividale_del_friuli
Quella del “caffè sospeso” è un’antica usanza napoletana. Da qualche tempo ha preso piede il “libro sospeso”, in molte librerie italiane (QUI si parla di una libreria della mia città). Un’iniziativa che si prefigge di invogliare alla lettura chi ancora pensa che i soldi spesi per un libro non siano spesi bene.

Ora a Cividale del Friuli è nato il “biglietto sospeso” per entrare gratis in alcuni musei. Il Museo cristiano e del tesoro del duomo della cittadina che mantiene ancora intatti numerosi reperti longobardi, ha lanciato una formula che coinvolge gli altri due poli culturali locali, il Museo archeologico nazionale e il monastero di Santa Maria in Valle.

L’iniziativa per il momento è riservata ai giovani fino ai 25 anni d’età, ma in un secondo momento, se il disegno produrrà i frutti sperati, il “raggio” si allargherà.

«La fascia – motivano i promotori del progetto – con meno risorse economiche: è giusto, anzi doveroso, stimolarla e rispettarla in qualità di… “futuro prossimo” della nostra società. Si vuole dare, in questo modo, il segnale, forte, di una città pronta a proporre alle nuove generazioni una cultura a costo zero».

Insomma, quella dei “sospesi” è una bella tradizione destinata forse ad allagarsi in futuro ad altri settori. Perché forse della tazzulella e’ cafè si può fare a meno ma della lettura, dell’arte e della cultura in generale assolutamente no. Se poi è gratis, ancora meglio e non è detto che chi ha usufruito gratuitamente di un “sospeso” non restituisca, sempre in relazione alle proprie possibilità, il favore.

(notizia dal Messaggero Veneto; nell’immagine: tempietto longobardo di Santa Maria in Valle di Cividale del Friuli]

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Flipback, un’alternativa agli ebook? di laurin42

Il fotovoltaico sull’ambulanza. Energia pulita per il soccorso di Gianluca Testa per il Corriere.it

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13 aprile 2014

UN PREMIO DARDOS ANCHE PER ME

Posted in affari miei, amicizia, cultura, web tagged , , , , , , , , a 10:15 am di marisamoles

premio-dardos1
Ringrazio l’amica blogger Laura (laurin42) per aver assegnato questo nuovo premio (ma che spopola già parecchio!) al mio blog.

Il Premio Dardos è un riconoscimento che viene consegnato ai blogger che hanno dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali ; che dimostra la sua creatività, che esprime il proprio pensiero attraverso le sue letture e le sue parole.

Come ho già detto ad altri blogger che hanno ottenuto questo riconoscimento, è un premio che implica delle grosse responsabilità. Parole come cultura, etica, letteratura, creatività, al di là di quello che può esserne l’abuso nel linguaggio odierno, hanno grande valore e un peso notevole.

Onestamente non so quanto io possa essere definita creativa (in casa sono considerata l’esatto opposto, giusto per dire), ma in quanto a cultura, etica e letteratura spero di avere i requisiti per onorare il premio Dardos che mi è stato assegnato.
In realtà, di questi tempi, approssimandosi la fine dell’anno scolastico (avendo una quinta poi …), non riesco ad occuparmi come vorrei del blog, ma spero in futuro di essere in grado di aggiornarlo con maggiore regolarità e di essere più tempestiva nelle repliche ai commenti.

Detto questo, veniamo al regolamento del Premio Dardos:

1) accettare (ma ovviamente non è obbligatorio) e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio (fatto)
2) linkare il blog che ti ha premiato (fatto)
3) premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio (premiare va bene ma avvisare … spero se ne accorgano da soli!)

Ecco, dunque, le mie nomination (anche se so che qualcuno non ama i premi – ma, come già detto, non è indispensabile continuare la catena – e so anche che qualcuno ha già ricevuto questo premio … vorrà dire che farà il bis o di più!):

Onesiphoros
Isabella Scotti
Mara Carlesi
La Biblioteca di Babele
Ombreflessuose
EsPress451
Le parole segrete dei libri
marialetiziablog
Sentimental blog
Scrutatrice di Universi
Luna
Nicherelena
Scuolafinita
Diemme
L’isola delle colline

Ringraziando ancora Laura, auguro a tutti di trascorrere una FELICE DOMENICA. 🙂

AGGIORNAMENTO DEL POST, 17 APRILE 2014

Un altro Premio Dardos per me! Me l’ha assegnato Margherita (unpodichimica), l’unica prof di chimica con cui ho un buon rapporto e che leggo sempre volentieri. 😉

11 aprile 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: CON LA BOOKNOMINATION L’AMORE PER IL LIBRI IMPAZZA SUL WEB

Posted in cultura, La buona notizia del venerdì, libri, web tagged , , , , , , , a 9:11 pm di marisamoles

booknominationNon sono una fan di Facebook, anzi, a dirla tutta lo detesto proprio, ma questa mi sembra veramente una buona notizia. E pazienza se di mezzo c’è il social network più amato dagli Italiani e più odiato da me. Quando si tratta di amore per i libri ogni mezzo di diffusione della lettura è il benvenuto.

Che cos’è la Booknomination? Si tratta di una nuova tendenza che consiste nel pubblicare l’estratto di un libro entro le ventiquattro ore dal momento in cui si viene taggati indicando titolo, autore e nomi di almeno tre amici che dovranno fare altrettanto. L’iniziativa è nata con l’intento di contrastare la “Neknomination”, una pericolosa pratica nata in Australia e diffusasi rapidamente in seguito ad un video postato su Facebook dal rugbysta irlandese Ross Samson.

Nel video si vede il giocatore mentre si scola una bottiglia di birra e invita altre persone a imitarlo. Una sfida all’ultimo bicchiere che non esclude nessuna fascia di età e che colpisce anche i più piccoli.
L’ideatore di Booknomination, il ventinovenne Diego di Cento, in provincia di Bologna, ha spiegato di aver preso spunto da questo brutto gioco per trasmettere un altro amore, ben più sano:

«Ero stato taggato in una neknomination da un ragazzo che conosco. È come una catena di sant’Antonio. Entro 24 ore avrei dovuto filmarmi mentre bevevo tutto d’un fiato una birra o un altro tipo di bevanda alcolica, caricare il video su Facebook e taggare altri amici. Il pensiero di scolarmi una bottiglia a casa da solo riprendendomi col telefonino non mi esaltava. Questa moda assomiglia tanto a uno di quei rituali dai quali bisogna passare per non essere considerati degli sfigati. Mi sono chiesto come avrei potuto accettare la sfida in modo diverso, non volevo sfilarmi dal gioco. Ero in casa, vicino a me avevo la mia libreria. Mi è parso naturale aprire un libro e riprendermi mentre leggevo, postare il video su Facebook e taggare».

Un invito a non stappare la bottiglia di birra e ad aprire un libro. Ne gioverà la salute e l’intelletto.

[LINK della fonte]

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Arriva il libro sospeso, dopo pane, pizza e caffè di laurin42

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23 marzo 2014

NASCE “BEATRICE” IL SOCIAL DELLA LINGUA ITALIANA

Posted in cultura, Dante, lingua, web tagged , , , , , a 2:11 pm di marisamoles

beatrice-dante-marie-spartali-stillman-1895Finalmente un social che si occupa della lingua italiana e mette al bando abbreviazioni e altre storture linguistiche. Un vero proprio social network in cui si possono invitare gli amici per discutere, proporre idee, postare commenti, immagini e video.

“Beatrice” è nata grazie alla Società Dante Alighieri, già promotrice, qualche tempo fa, della campagna “Adotta una parola”, volta a custodire il patrimonio lessicale del nostro bell’idioma, preservando anche il lessico un po’ in disuso dalla definitiva estinzione.

Una volta iscritti al social “Beatrice”, sarà possibile organizzare la propria bacheca, mandare messaggi, gestire il proprio sito personale o quello della parola adottata, interagendo liberamente con gli altri utenti. Con il confronto e con lo scambio d’idee si potrà contribuire in modo più creativo alle varie campagne di promozione della lingua italiana, proponendo nuovi giochi e attività.

Come Beatrice è stata per Dante la guida illuminata verso la salus, la salvezza, così il nuovo social contribuirà non solo a salvare la lingua italiana ma fungerà anche da Musa ispiratrice per chiunque ami l’italico idioma. Non è necessario essere scrittori o poeti ma semplici appassionati che abbiano un po’ di tempo da spendere per custodire e arricchire la nostra lingua.

CLICCA QUI PER ACCEDERE AL SITO

[nell’immagine: “Beatrice” di Marie Spartali Stillman da questo sito]

14 marzo 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: PAPÀ PERCORRE OGNI GIORNO 29 KM A PIEDI PER PORTARE IL FIGLIO DISABILE A SCUOLA

Posted in bambini, figli, La buona notizia del venerdì, scuola tagged , , , , , , , , a 12:10 am di marisamoles

cinese

A me questa notizia ha sinceramente fatto venire i brividi … di commozione.
Noi siamo abituati a vedere i genitori litigare davanti alle scuole per un parcheggio, oppure ad assistere all’arrogante maleducazione di chi, meglio se al volante di un Suv – e non me ne vogliano i lettori che per caso ne posseggono uno -, si piazza sulle strisce pedonali per scaricare i pargoli con lo zainetto sulle spalle.
Raramente vediamo dei bambini che da soli raggiungono l’edificio scolastico, pochi quelli che prendono l’autobus e per lo più sono figli di immigrati.
Chi mai, nel nostro mondo occidentale, a volte viziato e arrogante, si sognerebbe di percorrere quotidianamente 29 km a piedi per accompagnare a scuola un bimbo disabile, portandolo sulle spalle? Come minimo si rivendicherebbe il diritto ad un trasporto gratuito a spese del Comune. Ma dall’altra parte del globo le cose stanno diversamente. Forse anche grazie al fatto che la scuola viene vista come un privilegio e non semplicemente un obbligo da assolvere.

Questa storia ci porta nella Cina meridionale, sulle colline della città-prefettura di Yibin, provincia del Sichuan. Ogni giorno il quarantenne Yu Xukang cammina per 18 miglia, ovvero 29 chilometri, con il suo bambino sulla schiena, sistemato dentro un canestro di vimini, facendo attenzione a non farlo cadere gli tiene le mani. Il dodicenne Xiao Qiang ha solo 90 centimetri di statura ma una grande forza d’animo e un papà meraviglioso. Secondo il Daily Mail Yu Xukang è l’uomo dell’anno, ma sarebbe meglio dire il papà dell’anno. Un omino anche lui, che ogni giorno instancabile percorre sentieri polverosi e accidentati, tra muretti a secco e poveri alberelli, l’immagine stessa di questa provincia cinese che sembra abbandonata da tutti. Il governo, dopo che il video di questo papà coraggio è stato divulgato, ha promesso di dargli una mano perché se la forza d’animo non verrà mai meno, le forze fisiche potrebbero presto abbandonarlo.

Dopo il divorzio, avvenuto nove anni fa, Yu Xukang si è fatto carico da solo della crescita ed educazione del piccolo Xiao Qiang e, portandoselo sulle spalle ha marciato, finora, per almeno 1.600 chilometri. Un sacrifico ricompensato da quel figlio minuto di cui va fiero: «Sono orgoglioso – dice – che Xiao Qiang sia il migliore della classe e sono sicuro che farà grandi cose. Il mio sogno è che un giorno si iscriva al college».

Una storia che ha molto in comune con un film-documentario di Pascal Plisson, uscito pochi mesi fa. Racconta tante storie simili a quelle di Yu Xukang, storie di povertà e ambizione, allo stesso tempo, girate in Kenya, in India, in Marocco, in Patagonia. Ragazzi che devono alzarsi all’alba e attraversare fiumi, pianure, montagne, kanyon o foreste, per andare a studiare. Alcuni sono costretti a portare pesanti secchi d’acqua e di legna, perché la loro scuola non offre da bere durante la giornata e non garantisce il riscaldamento.

E dopo aver letto questa storia, pensiamo ai nostri ragazzi, a quanto siano fortunati ad avere tutto, senza l’obbligo di guadagnarsi nulla con il sacrificio e le privazioni. E riflettiamo sul valore che i nostri giovani danno alla cultura … poco, decisamente. Per non parlare di quei genitori iperprotettivi che non permettono ai figli di crescere affrontando difficoltà e ostacoli, sempre alla ricerca del modo migliore per ottenere molto con il minimo sforzo. Senza percorrere sentieri accidentati ma cercando la via più semplice e comoda.

Bisognerebbe provare a capire cosa voglia dire percorrere 29 km a piedi, ogni giorno, con un figlio sulle spalle. Un carico di dignità, soprattutto. Quella di cui oggi molti hanno dimenticato il significato.

[notizia e foto da Il Corriere]

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6 febbraio 2014

INFIBULAZIONE: È ORA DI DIRE BASTA. PETIZIONE AL GOVERNO ITALIANO

Posted in bambini, donne tagged , , , , , , , a 2:20 pm di marisamoles

infibulazione-faraonica
Oggi, 6 febbraio, è la Giornata Mondiale contro l’Infibulazione e le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF).

Più di 140 milioni di bambine e di donne sono state mutilate ai genitali. Di queste oltre 100 milioni si trovano in 28 Stati africani come Egitto, Eritrea, Mali, Sierra Leone e nel nord del Sudan, in cui il fenomeno è talmente esteso da toccare quasi la totalità della popolazione femminile (più dell’80 per cento).

Non dobbiamo pensare, però, che l’infibulazione sia una pratica sconosciuta in Italia: decine di migliaia di bambine e donne di immigrati devono subire questa violenza che non potranno mai dimenticare.
Proprio per arginare il fenomeno, il Parlamento Europeo, nel giugno 2012, ha condannato le mutilazioni genitali femminili, indicandole come “una violenza che per nessuna circostanza può essere giustificata nel rispetto delle tradizioni culturali di vario genere o di cerimonie di iniziazione”.
Purtroppo non basta e si stima che le vittime saranno 30 mila, fra bambine e adolescenti, nei prossimi dieci anni.

Già l’anno scorso Plan Italia ha lanciato una petizione e quest’anno la ripropone (QUESTO IL SITO cui accedere per firmare la petizione).
Gli obiettivi che Plan Italia si propone sono quelli di fare pressione sul governo italiano perché vengano stabilite sanzioni per chi pratica le mutilazioni genitali e sia fornita assistenza sanitaria gratuita alle bambine e alle donne che soffrono per le complicanze e sensibilizzare sul tema.

Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan Italia, ha dichiarato che qualcosa si sta muovendo: «in Guinea Bissau dove il 49,8 per cento delle bambine è vittima di mutilazioni genitali, Sawandim Sawo che per 18 anni ha praticato le mutilazioni, grazie ai nostri interventi ha preso coscienza e ha smesso di farlo perché non si rendeva conto dei gravi problemi di salute che causava».

Sull’argomento ho scritto qualche tempo fa QUESTO POST.
Invito tutti quelli che non l’avessero già fatto, a leggerlo e a FIRMARE LA PETIZIONE.

[fonte: Io Donna; immagine da questo sito]

3 gennaio 2014

UN CAFFÈ AL SAN MARCO (A TRIESTE), NEL CENTENARIO DELLA SUA FONDAZIONE

Posted in affari miei, cultura, Friuli Venzia-Giulia, Trieste tagged , , , , , , , , a 2:52 pm di marisamoles

caffe-san-marco
La scorsa settimana, tra Natale e Capodanno, mi sono fermata qualche giorno a Trieste, la mia città natale.
Erano anni che non potevo davvero godermi la città, tutta presta dal consueto via vai tra casa dei miei genitori e quella di mio suocero (che purtroppo non c’è più). Si può dire che mio marito ed io riuscivamo solo a goderci la splendida vista delle Rive e di Piazza Unità d’Italia, dai finestrini dell’automobile.

Quest’ultimo soggiorno a Trieste, invece, è stato caratterizzato dalla riscoperta della mia città che ho trovato davvero cambiata.

Albero Natale trieste

Ho fatto un giro nel centro, facendo da Cicerone a un mio cugino e alla sua bellissima figlia, provenienti da Lugano e di passaggio da casa dei miei. Sono riuscita a vedere dal vivo uno degli alberi di Natale più belli del mondo, situato nella splendida cornice di piazza Unità. Per dire il vero, l’albero non è un granché ma gli effetti di luce che vengono costantemente proiettati sul palazzo del municipio, cambiando forma e colori, creano un’atmosfera magica e suggestiva. Ai piedi dell’albero (donato dai “cugini” austriaci), un bel presepe a grandezza quasi naturale dà mostra di sé completando il quadro natalizio con quel pizzico di sacro che si unisce al profano.

caffè san marco 2

Sabato mattina (il 28 dicembre) ho incontrato una delle mie ex compagne di liceo con cui ho ripreso i contatti in occasione della bella festa per i 150 anni del Liceo Dante. Assieme siamo andate a bere un caffè al Caffè San Marco, uno dei più antichi e prestigiosi locali triestini. Un tempo ritrovo di letterati e gente di cultura che prediligeva l’alone asburgico di cui si ammanta il locale per i ritrovi tra intellettuali, ora frequentato da gente di tutte le età e arricchito di una libreria che occupa un’ala dell’ambiente, ormai troppo grande per le modeste frequentazioni dei triestini.
Ad un tavolo ho visto l’attrice giuliana Ariella Reggio … insomma, non è come incontrare Brad Pitt ma ci si può anche accontentare.

Una curiosità: all’interno del Caffè San Marco è stato girato, in parte, il video ufficiale della canzone “Sere Nere” di Tiziano Ferro, il cantante laziale che s’innamorò del capoluogo del Friuli-Venezia Giulia grazie all’amica Elisa (Toffoli) che l’aveva portato a Trieste in occasione della registrazione di un suo video.

Proprio oggi, in occasione del centenario, il quotidiano giuliano Il Piccolo pubblica un articolo, firmato da Claudio Ernè, sul Caffè San Marco di Trieste. Ve ne riporto qualche stralcio invitandovi a leggere l’intero pezzo a questo LINK.

livio-rosignano-trieste-interno-caffe-san-marco

Marco Lovrinovich, nato a Fontane d’Orsera, aprì ai triestini il 3 gennaio 1914 il Caffè San Marco nell’allora Corsia Stadion, oggi via Cesare Battisti. Non immaginava minimamente di aver realizzato una macchina del tempo in cui a un secolo di distanza dal giorno dell’inaugurazione continuano a mischiarsi e a stratificarsi miti, culture, ideologie, iniziative commerciali, conferenzieri, scrittori, studenti e turisti frettolosi.
Ognuno pensa di trovare tra il bancone nero e i tavolini con la base di ghisa qualcosa di irrimediabilmente perduto in ogni altro angolo della città: il sapore residuo dell’Impero asburgico spazzato via dalla Grande guerra, l’eco affievolito della Trieste che fu emporiale e commerciale, il riverbero tremolante delle luci dei caffè viennesi nell’ultima stagione dell’Austria Felix. […]
Il Caffè invece è sopravvissuto: ha superato devastazioni e fiamme, cambi di gestione e di abitudini, avvicendamenti politici, crisi economiche, mutamenti di bandiere. Gli ottoni ritornano periodicamente lucidi, i tavolini mantengono le posizioni originarie, il pavimento si scurisce impercettibilmente di giorno in giorno. Giornali, libri, quaderni, giacche e cappotti si aprono e si chiudono. Come accadeva un secolo fa quando il San Marco era uno dei punti di riferimento degli irredentisti filo italiani.
Oggi al contrario il Caffè si propone al pubblico come un’isola dai connotati asburgici, anche se nemmeno un ritratto, un segno di quella dinastia, è esposto alle pareti. In effetti quasi nessuno cerca più il sapore del “marchio” irredentista che Marco Lovrinovich, proprietario di trattorie e depositi di vini, aveva voluto imprimere al suo nuovo elegante caffè, […]

[immagini: Caffè San Marco da questo sito e da Il Piccolo; albero di Natale da questo sito; dipinto di Livio Rosignano da questo sito]

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Mauro Presini

Dottor Lupo Psicologo, Battipaglia Salerno

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Consigli di letture, recensioni e frasi tratte dai libri.

Willyco

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Macaronea

Considerazioni sparse di una prof (precaria) di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

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My life in books. The books of my life

Nonseinegato

Scuola, matematica... e altro

Non vado a scuola ma all'asilo

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Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

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Il mestiere di scrivere

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...di più equivale a straparlare.

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Chiara Patruno - Psicologa

Psicologa Dinamica e Clinica presso l’ Universita’ La Sapienza di Roma, Facolta’ Medicina e Psicologia

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

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[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

i media-mondo: la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

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Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

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Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

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Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

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"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

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