QUANDO RIPENSO AL MIO PRIMO AMORE…


Se devo ripensare al mio primo amore non so esattamente a chi rivolgere la mente. Nel post dedicato a questo argomento (Il primo amore non si scorda mai ma è meglio non cercarlo), leggendo i numerosi commenti dei lettori che hanno lasciato le loro testimonianze, mi sono resa conto che non necessariamente è il primo amore a restare incollato nella nostra memoria. Infatti molti hanno parlato genericamente di un “grande amore” che non sempre coincide con il primo.

Secondo la mia esperienza, il primo forse è quello maggiormente destinato al dimenticatoio, specialmente se si è risolto in un filarino adolescenziale che ha lasciato molta tenerezza ma poche tracce di passione vera e propria. Piuttosto si tende a ricordare la prima storia importante o la “prima volta”, anche se quest’ultima può essere collegata a un episodio certamente bello della propria vita ma che si è concluso in breve tempo.

Il primo ragazzo che mi ha fatto battere forte il cuore, quando ero poco più che una bambina, ha caratterizzato sei mesi importanti della mia vita: quelli in cui ho compreso che le tante promesse fatte dagli “uomini” sono come foglie al vento. Mi lasciò per una ragazza un po’ più grande – davvero poco più grande, in realtà – da cui poteva ottenere qualcosa in più di semplici bacetti e gite domenicali sul Carso triestino. Chi vuol capire…

La mia prima storia importante risale ai tempi del liceo ed è durata due anni. Finì male, ahimè, ma di questo forse parlerò in un altro post (chissà… non so). Non l’ho più rivisto, l’ho solo intravisto molti anni dopo (ero sposata e già mamma) in una via del centro e si è girato dall’altra parte. Quando non si riesce a superare il risentimento…

Prima di passare al “terzo” vorrei soffermarmi sulla possibilità di rimanere amici fra ex. Nel secondo caso, come si è capito, non ci fu nulla da fare. Con il mio primo ragazzo, dopo una parentesi burrascosa (divenni “amica” della sua nuova ragazza e feci di tutto per intromettermi nella loro relazione, capitando “per caso” a casa di lei e rompendo le… uova nel paniere!), l’amicizia ci fu e fu anche molto bella. Non potemmo in effetti perderci di vista poiché il mio secondo amore era un compagno di classe del primo e si frequentavano regolarmente. Di costui divenni la “parrucchiera” prediletta quindi ricordo tanti tagli di capelli riusciti alla perfezione e la consapevolezza che potevo avere un mestiere in mano. Il classico piano B, per intenderci.

Il terzo ragazzo era quello di cui parlo QUI. Fu una storia breve ma intensa. Mi lasciò lui e fu molto difficile dimenticarlo anche perché trascorrevamo, con le nostre famiglie, le vacanze estive nella stessa località e frequentavamo la stessa numerosissima compagnia quindi, voglia o non voglia, almeno per quel periodo dovevamo sopportarci.

Nel frattempo io avevo incontrato mio marito e lui aveva conosciuto quella che poi sarebbe diventata sua moglie. Incredibile ma vero, lui divenne amico del mio fidanzato (tanto da proporgli di fargli da testimone di nozze!) e io amica di lei, nonostante fosse la responsabile della nostra rottura. Ciò dimostra che io non sono proprio capace di serbare rancore…

Sarei bugiarda se non dicessi che la nuova frequentazione non aveva risvegliato in noi i lontani ricordi, legati a un’esperienza della vita di entrambi difficile da dimenticare. Però ha prevalso la razionalità e la consapevolezza che tra noi qualcosa non aveva funzionato e che, a distanza di tempo e con i legami importanti che avevamo stretto con i nostri partner, un ritorno di fiamma non avrebbe portato nulla di buono.

L’amicizia durò molti anni. Matrimoni, figli, domeniche passate assieme… mai un vero e proprio ricordo di ciò che c’era stato tra noi. Eravamo amici, soltanto amici. Poi iniziammo a vederci più di rado finché la nostra frequentazione si interruppe senza traumi per nessuno. Ci sono cose che a un certo punto finiscono e amen.

Non so quanto possa essere stato interessante per i lettori questo breve excursus sui miei amori giovanili ma mi serviva per tornare all’argomento del post linkato.

Nei numerosi commenti, come dicevo, si fa spesso riferimento a un grande amore, non necessariamente il primo. Molte volte si tratta di persone felicemente sposate – almeno così si dichiarano… – che a un certo punto della vita ripensano a un antico amore e sentono prepotentemente il desiderio di un nuovo incontro. Diciamo che nell’era dei social l’obiettivo non è così difficile da raggiungere, tuttavia spesso anche un timido approccio, solo “per curiosità” e, almeno idealmente, privo di implicazioni emotive forti, può trasformarsi nell’inizio di una crisi esistenziale di cui non si aveva assolutamente sentore.

Se leggete le mie risposte, spesso volte a dissuadere più che a persuadere, faccio capire chiaramente che la “curiosità” non è abbastanza, il desiderio di incontrare un vecchio amore non è solo voglia di tenerezza. Insomma, secondo me se la vita sentimentale è appagante, non si sente nessun bisogno di rivedere una persona con cui non si avevano più contatti da 10, 20 o 30 anni. D’altra parte, se si è soli non si può riempire la solitudine anche solo fantasticando su un amore passato che, a distanza di tanto tempo, finiamo per idealizzare. La delusione è dietro l’angolo e non è esattamente il modo migliore per sollevare l’animo afflitto per la mancanza di un lui o una lei.

In particolare mi ha colpito uno degli ultimi commenti giunti, firmato da un certo Roger. Lo riporto in parte:

Ciao a tutti, sono un uomo di 49 anni sposato da 23 e con un figlio di 20. Amo mia moglie e la mia famiglia. Ho trascorso 4 anni della mia adolescenza con una ragazza. Ci siamo lasciati che ne avevo 20 ma ho sempre pensato che un pezzettino del mio cuore se lo fosse portato via. Per me è stata una storia molto importante che mi ha segnato profondamente. […] L’ho contatta e dopo un paio di mesi di chat ci siamo incontrati. […] Da quel giorno ci siamo sempre messaggiati con un progressivo aumento di intensità nei contenuti fino a un mese fa quando mi ha chiesto di rivedermi. Ovviamente ho accettato ed è stato un incontro molto passionale. Niente sesso (“solo” intensi abbracci e baci) ma un turbinio di emozioni e sensazioni meravigliose. Ci siamo ripromessi di vivere questa storia da persone mature e senza colpi di testa. Mi sono reso conto che lei mi è entrata dentro trent’anni fa e non ne è più uscita. Quello che mi fa specie è che non ho sensi di colpa nei confronti di mia moglie (che ripeto amo tantissimo) perché non la privo di qualcosa per dare all’altra, non so se mi spiego. Ciò che do alla mia ex non potrei darlo a nessun’altra.
La vita è strana…..

Roger dice di amare moltissimo sua moglie e lo ripete. Perché? Forse perché deve autoconvincersi che questa storia non può influire sulla sua vita matrimoniale. Accetta una relazione “platonica” (mica tanto, poi) perché «lei mi è entrata dentro trent’anni fa e non ne è più uscita». Conclude, quindi, dicendo che «La vita è strana…».

Personalmente non credo che la vita sia strana, non la sua almeno. Credo invece che “la terza incomoda” nel suo ménage familiare abbia un posto molto più rilevante di quanto non ammetta lo stesso Roger.

Dato che la passione ha una breve durata e le relazioni, anche molto lunghe, sono soggette a usura non nego che effettivamente il tenero ricordo di un vecchio amore possa risvegliare la curiosità di un nuovo incontro, ma ritengo che tra il pensiero e l’azione debba necessariamente esserci un freno, a meno che non ci sia davvero una crisi in atto.

Il detto “chiodo scaccia chiodo” decisamente non fa per me.

E voi vorreste incontrare una vecchia fiamma?

[Nell’immagine io e il mio “terzo amore”. © Immagine coperta da copyright. La pubblicità per la Coca-Cola è gratis. 🙂 ]

22 pensieri riguardo “QUANDO RIPENSO AL MIO PRIMO AMORE…

  1. A 9/10 c’era un compagno delle elementari che iniziava a piacermi, poi in prima media si fidanzò con la mia migliore amica e vicina di casa. Con lei ci siamo separate alle medie, due sezioni diverse e poi il mio ultimo anno in città. In terza media c’era un ragazzo della b, ma niente, era troppo famoso ed io bruttina, cicciottella e campagnola. In terza liceo è arrivato il ragazzo del mio primo bacio(due anni dopo), rifiutato, inconsciamente, ma tornando indietro non me ne pento. Non mi accettava per quello che ero: mi voleva liscia e diversa. Ho sbagliato ad andargli dietro per molto tempo. L’estate della maturità ho conosciuto il mio primo vero ragazzo, un anno e mezzo di relazione. Somigliava al precedente fisicamente. Relazione effimera. Dopo sono cambiata io. Ho perso chili, tagliato i capelli che tutt’ora porto ricci, riccissimi. E mi sono presa una bella cotta per un dottorando. Da un anno ne succedono di cose, ma di poca consistenza.
    Ho 22 anni e devo ancora trovare qualcuno con cui fare i conti. Non voglio accontentarmi, sedermi su una sedia comoda. Ho bisogno di qualcuno che sappia stare al mio fianco e che ci sia.
    Per ora mi tengo stretta il mio bel cambiamento 😀

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  2. «Per ora mi tengo stretta il mio bel cambiamento» Cara Chiara, è la cosa più bella che tu possa fare, soprattutto volerti bene.
    Grazie per il commento, molto obiettivo e autoironico. Brava! 🙂

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  3. Io sono d’accordo con Roger.
    E lo sostengo non senza averci pensato e riflettuto tanto, ma tanto, in questo periodo della mia vita.
    Siamo esseri umani fatti di emozioni, sentimenti diversi e contrastanti, pulsazioni inconsce e in continuo conflitto tra loro. E’ perenne il tormento dei nostri animi. La razionalità c’è, è vero, fa parte anche quella di noi. Ma non ci sto a far sì che essa cannibalizzi gli istinti e le emozioni… semmai trovare un compromesso, ma non è mai così semplice.
    Tornando al discorso di Roger, lui accetta e sceglie di sentirsi con la sua ex perchè il loro rapporto non sarà mai uguale a quello che ha con la moglie. Tutte le persone ci catturano per qualcosa e ogni relazione è a sè, peculiare e speciale a suo modo. Non deve necessariamente mancare qualcosa nel suo rapporto con la moglie, non la vedo così. Sicuramente è felice e innamorato, ma al tempo stesso attratto e trasportato da un’altra persona. E’ una cosa che accade, oh se accade. E’ all’ordine del giorno quasi. Quindi che fare? Scegliere di stare con la moglie, dirà la maggioranza, per non rovinare la famiglia. Ma se questa non fosse rovinata? Se la presenza della ex nella vita di Roger accentuasse anche l’affetto che egli prova per sua moglie e per i suoi figli? Si tratta sicuramente di una presenza positiva: perché privarsene? Ognuno continua con la sua vita, chiaro, ma il mantenimento di contatti con una persona che in qualche modo ci ha segnati e ci fa star bene, è solo benefico e non dovrebbe dar adito a gelosie. La moglie potrebbe fare altrettanto!
    Ripeto, è un argomento sul quale sto ragionando molto, tante persone non la pensano come me e sono stimolata dallo scambio di idee, trovo che sia un terreno davvero interessante per confrontarsi. Il tuo post è arrivato nel momento e nel modo giusto per me.

    Ti abbraccio Marisa.

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  4. Cara Veronica, hai ragione. Forse sono io che tendo a vedere le cose o bianche o nere. Sono portata per carattere a scegliere ma a volte non è la soluzione giusta. La mia vita è costellata di scelte di cui poi mi sono pentita. 😦
    Grazie per il tuo bellissimo commento. Un abbraccio.

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  5. Non so se ho ragione o meno, e forse nemmeno questo è il punto. Eh sì, la vita è così complessa e variegata, e l’essere umano è così sfaccettato … Sono in una fase di totale tolleranza e comprensione profonda delle cose. Magari mi passerà e tornerò ad essere più rigida. Ma ripeto, questa è l’idea che dopo un anno di riflessione mi sono fatta sui rapporti e sui sentimenti. Non ha da essere legge e non pretende di sposare l’opinione di tutti.

    Di nuovo un fortissimo abbraccio e spero di vederci presto!

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  6. Quando ripenso al mio primo amore… ma qual è stato il mio primo amore, il primo ragazzo di cui sono stata innamorata, e che amo ancora, o il mio primo ragazzo reale? Del primo parlo diffusamente nel post che ti ho linkato, mentre per quanto riguarda il secondo… ah, che brutta esperienza, come vorrei non fosse mai esistito, non esistesse, un fulmine l’avesse polverizzato! Il primo “uomo” poi, mio marito, che di uomo non aveva nulla a parte calvizie e peluria, un altro che vorrei non avere mai incontrato (tu hai avuto modo di leggere le sue parole sul mio libro, ma non farti ingannare, non era meno pezzo di m. degli altri).

    Insomma, se sto sola da tanto tempo forse un motivo c’è…

    PS: a proposito di primo amore, chissà perché tanti uomini ci tengono tanto ad essere “il primo” e non hanno nessuna aspirazione ad essere l’ultimo: ma che è per loro il rapporto con una donna, una specialità olimpionica?

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  7. @ Scrutatrice

    Leggendo le tue parole sembra che tu sia molto più grande. Il fatto che ti ponga questi interrogativi, alla tua giovane età, mi riporta indietro nel tempo. Anch’io ero così profonda e matura, forse ero più vecchia prima di adesso. 😉

    Spero di rivederti anch’io. Se ripassi da queste parti, avvertimi.

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  8. @ Diemme

    Ho letto il post linkato e devo dire che anch’io ho inseguito per molto tempo un sogno.. il fatto è che amiamo chi non abbiamo mai avuto perché non ci siamo scontrati con una realtà che spesso mette in discussione i sogni. A me è capitato di svegliarmi, fortunatamente.

    Il P.S. m i ha fatto davvero ridere. 🙂

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  9. Bravissima la @Scrutatrice. Quoto in pieno. Ti devo trovare……… in un’altra vita.
    Cara Marisa. Tu hai avuto un primo amore che ti aveva scartata per una “che offriva di più. E lo fai catalogare tipo i “uomini come le foglie nel vento”.
    Può darsi.
    Devi pero sapere che il mio primo grandissimo amore era una biondina con occhi azzurri che si chiamava Marilena (che bel nome). Mi scioglievo quando la vedevo, anche se avrei avuto, in quel periodo, al incirca 12 – 13 anni. La sognavo. ed avrei baciato la terra dove lei calpestava. E devo dire che nemmeno io ero uno da buttare via. Solo che lei non mi ha mai preso in considerazione. Non perché ero brutto o altre cose. Ma perché ero povero. Cioè… nel senso che non avevo la/una bicicletta. Eh si, lei regalava i baci a chi la faceva fare un giro… in bicicletta. Che sofferenza per me.
    Si, lo so, cose da sorridere oggigiorno.
    Ma nei anni 70 – 80 era primordiale.
    Per ciò…. ci sono anche donne che sono come foglie nel vento.
    P.S. Otto anni dopo arrivò la mia vendetta, che fu crudele. Ma questa è un’altra storia.

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  10. Caro Valentino, sono consapevole che anche le donne facciano promesse e non le mantengano (foglie al vento…), tuttavia data la mia giovanissima età quell’esperienza è stata per me molto traumatizzante. 😦
    Quanto alla tua biondina, non merita alcuna attenzione chi in amore pretende qualcosa in cambio, fosse anche soltanto un giro in bicicletta. L’amore è un donarsi reciproco senza secondi fini, almeno quello vero.
    Vendetta? No, è una cosa bruttissima. Parlando del mio primo amore, ho scritto che mi ero vendicata facendomi trovare in casa della ragazza quando arrivava lui (e non fu facile calcolare bene i tempi! 😉 ). Ma è una cosa che ora non farei mai e che giustifico solo con l’inesperienza di allora.

    Chi ha fatto la foto? Onestamente non ricordo ma credo che sia uno scatto rubato. L’avessi commissionato io, avrei certamente raccomandato al “fotografo” di non lasciare troppo spazio al distributore della Coca Cola, tagliando il meraviglioso lato B del mio ragazzo. 😆
    E’ una foto che ho trovato recentemente, di cui non ricordavo nemmeno l’esistenza. E se noti, si vede che l’avevo piegata (cosa che non faccio mai, nemmeno con un semplice foglio A4!), credo volessi buttarla ma conservare le cose – come i ricordi – è una mia caratteristica.

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  11. Eh, cara Marisa. Nemmeno la mia vendetta è stata una cosa premeditata. Essa è arrivata come una conseguenza a quei quattro anni di scuola (secondaria mi pare che si chiama in Italia. Sai, quelli dal quinto al ottavo anno, prima del liceo). Quattro anni di prese in giro, di sofferenze, che erano arrivati pure i prof a saperlo e ironizzarmi. Alcuni mi compativano. Sembravo essere condannato a soffrire inutilmente per una chimera. Solo che..
    Nel ultimo anno cominciavo a cambiarmi probabilmente fisicamente. E mi rendevo conto di essere interessante anche per altre ragazze. Non sono mai stato un donnaiolo, ma sai, la cosa non può che piacere. E lei ha visto questo cambiamento. Diventavo più sicuro di me, piu menefreghista nei suoi confronti. La cosa ha culminato quando alla fine del anno, alla festa del addio e lei mi voleva come suo partner “di ballo”.
    Quella festa.
    Ho ballato con tutte le ragazze di quella nostra generazione. Sono stato cortese, amabile, sorridente. Abbiamo fatto delle foto. In gruppo e separatamente. Ho compilato pure quei quaderni con delle domande sulle nostre vite, scelte. Ho corteggiato pure la nostra prof (ovviamente in modo scherzoso).
    Ma CON LEI NO. L’ho praticamente ignorata, non esisteva. Non volevo nemmeno guardarla. Poi, senza ombra di rimorso me ne sono andato.
    Lasciandola piangere in un angolo consolata dalle sue amiche.
    Mi sentivo bene. Avevo dimenticato i miei quattro anni di amarezza.
    Credo che in quel momento credevo che Dio esiste.
    Che anni.

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  12. Commento volentieri questo tuo post, anche per distrarmi un po’ dal tema della scuola e ti racconto la mia esperienza.
    Il mio primo amore, se interpretato in senso letterale, risale ai tempi dei primi anni delle elementari. Chiaramente non era nulla di serio: scambi di regalini e di disegni (e non ricordo anche se di qualche bacetto…). La “storia” (sempre se si può chiamare così…) è finita per non so quale ragione e io e questa ragazza, pur incontrandoci di tanto in tanto nel nostro paesino, ci siamo persi di vista (complice sicuramente il fatto che eravamo in due scuole medie differenti). Alle superiori, però, ci siamo ritrovati nello stesso liceo (anche se in sezioni differenti) ed abbiamo cominciato ad incontrarci tutti i giorni in autobus per il tragitto casa-scuola. Dopo poco sono nati nuovamente in me i vecchi sentimenti (oddio, non so se alle elementari si potesse parlare di sentimenti. Forse nascevano allora per la prima volta…). Comunque, convinto di non piacerle (avevo saputo da un’amica comune che le piaceva un altro ragazzo), non ho mai trovato il coraggio in cinque anni di dichiarami e in quinta ho iniziato una relazione con una compagna di classe. Poco dopo, però, la ragazza che mi piaceva fin dalle elementari ha cominciato a dimostrare un certo interesse nei miei confronti. Mi sono trovato in una situazione a quella che descrive Roger, ma, al contrario suo ho fatto una scelta (correndo certamente il rischio di sbagliare): ho interrotto la relazione con la mia (ormai ex) compagna di classe e ne ho iniziata una con la ragazza che è stata il mio “primo amore”. La nostra relazione è stata intensa e passionale, ma dopo diversi anni è giunta al capolinea… È poi iniziata la storia con quella che sarebbe poi divenuta mia moglie: anche lei viveva nello stesso paesino mio e del mio primo amore. Le due non si conoscevano più di tanto, probabilmente poiché la mia futura moglie aveva due anni meno di noi. Io l’ho conosciuta grazie ad amici comuni, in primis mia sorella, che aveva la sua stessa età (ed anche il suo stesso nome, ma questo non c’entra). Il mio “primo amore” (che è diventato un pediatra: primo nome che io e mia moglie abbiamo escluso quando si trattava di sceglierne uno per i nostri figli 😂)di tanto in tanto lo incontro casualmente per strada e parliamo del più e del meno: siamo rimasti in pseudo-amicizia, ma dubito che la passione possa sorgere per la terza volta…

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  13. Be’, se quella ragazza è del tuo paese almeno non hai il problema di decidere se contattarla o meno via Fb. 🙂
    Battute a parte, è normale che se continui a vedere una persona, anche incontrandola occasionalmente, quello che c’è stato è finito, non si pensa nemmeno a un eventuale ritorno di fiamma.
    Questo post è uno spinoff di quest’altro e se leggi i numerosissimi commenti si tratta di ritorni di fiamma fra persone che si sono perse di vista da molti anni. La curiosità di un nuovo incontro è senz’altro il primo passo, poi le cose vanno come vanno, a volte bene (nel senso che davvero si riaccende la passione) e a volte male perché si resta delusi, soprattutto perché quel dato rapporto con gli anni è stato idealizzato.

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  14. Diciamo che non avendo né Facebook né Instagram né Twitter ho risolto il problema alla radice 😉
    Leggerò molto volentieri l’altro post.

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  15. Twitter non è male, dai. A Fb non cederò mai ma trovo Twitter un luogo in cui fare anche incontri interessanti, naturalmente nell’ambito lavorativo… seguo colleghi e giornali specializzati, sto lontano dalle chiacchiere. 🙂

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  16. Sinceramente non posso giudicare perché Twitter non l’ho mai scaricato, un po’ per disinteresse, un po’ per pigrizia è un po’ perché tanto so che non avrei il tempo di starci dietro….

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  17. Al solito rileggo il commento dopo averlo inviato (😂) e mi accorgo di un errore (anzi, orrore): ho scritto “è” al posto di “e”. In realtà la colpa è stata del correttore automatico del cellulare che, non so perché, ma lo fa spesso. Scusa!

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  18. Il tempo lo trovi, certo è difficile star dietro a tutti i tweet che vengono pubblicati da ogni singola persona che segui, io mi limito a visualizzare velocemente quelli che riesco due o tre volte al giorno.
    Altro discorso riguarda la pigrizia e il disinteresse…

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  19. Il correttore automatico può essere utile, ma a volte combina disastri (spesso mi cambia i nomi stranieri dei matematici, ad esempio “Poisson”diventa “Pois sono”)… Infatti, per evitare di inserire strafalcioni negli argomenti svolti a lezione o nei compiti per casa sul registro elettronico, rileggo sempre due o tre volte se scrivo dal cellulare oppure aspetto di essere a casa col computer.

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