14 febbraio 2016

SANREMO, IRENE E I FIGLI DI

Posted in attualità, canzoni, Festival di Sanremo, figli, Maria De Filippi, spettacolo, talenti, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , a 11:09 am di marisamoles

Irene

Calato, finalmente, il sipario sul 66° Festival della Canzone Italiana, cerchiamo di voltare pagina ma non ci riusciamo. Sanremo ci perseguiterà ancora per tutta la domenica, almeno, dato che i vari contenitori del pomeriggio di Mamma Rai saranno trasmessi dall’Ariston, e per le settimane a venire.

Questo è stato il festival dei troppo, secondo me: troppe puntate, troppo lunghe, troppe canzoni, troppi ospiti, troppi valletti (la sola Virginia Raffaele, con la sua poliedricità, poteva bastare), troppi vestiti…
Un merito a questo festival comunque non possiamo negarlo: l’aver distolto l’attenzione del pubblico dai fannulloni comunali, timbratori di cartellini a tradimento.

Ma non è di questo che voglio parlare. La mia vuole essere una riflessione sui figli di. Partendo da Irene Fornaciari, figlia di quel mostro sacro della canzone italiana che di nome fa Adelmo ma che tutti conoscono come Zucchero.
Ebbene, la bella e brava Irene, figlia di cotanto padre, è stata relegata all’ultimo posto della classifica dei big (ammesso che lei lo sia davvero e non solo grazie all’eredità paterna… le colpe dei padri, ma anche le virtù, ricadranno sui figli). Qualcuno ieri ha detto che non dobbiamo dimenticare che la kermesse sanremese è all’insegna delle canzoni e non dei cantanti. Eppure il pezzo di Irene era molto bello, buona la musicalità e interessante il testo, se non altro attuale. Forse considerato troppo studiato per attirare l’attenzione del pubblico. Sempre che questo possa essere considerato un difetto, dal momento che chi partecipa al Festival non dimentica che il pubblico vuole la sua parte.

Io penso che Irene abbia, in qualche modo, scontato la colpa di essere figlia di. Nella serata di ieri, l’ultima, è stata ripescata e riammessa alla gara. Subito sui social si sono scatenati i maligni che hanno insinuato che papà Zucchero si sia comprato interi call center… Semplice insinuazione, verità, non so. Ma credo che la canzone della Fornaciari, non solo la sua voce, meritasse una posizione più alta in classifica.
Anche il suo illustre papà non ebbe miglior fortuna nel lontano 1985 quando con “Donne” guadagnò il 20° posto, battuto nella sfiga da un certo Garbo di cui non conserviamo memoria. Speriamo che Irene segua le sue orme.

Miglior sorte è toccata agli altri figli di: quelli dei talent.
Ormai dobbiamo farcene una ragione: le voci più belle, i talenti più autentici arrivano da lì. Il mondo musicale è così complicato e difficile da raggiungere, considerando anche la crisi profonda della discografia italiana, che la vetrina dei talent offre una delle poche chance di farsi conoscere. Si chiamino essi “Amici” di Maria, “X Factor”, “The voice” o “Ti lascio una canzone” che ha consegnato su un piatto d’argento la vittoria ai ragazzi del Volo lo scorso anno.

annalisa

Partendo dal fondo della classifica di quest’ultima edizione di Sanremo, maggior fortuna avrebbero meritato Alessio Bernabei (14°) e Annalisa (che di cognome fa Scarrone ma è meglio dimenticarselo), data per probabile vincitrice e relegata all’11° posto. Entrambi usciti dal talent di Canale 5, figli di Maria che da decenni si rivela mamma affettuosa di corteggiatori e cantanti.

Annalisa è ormai una cantante affermata e penso non sentirà in futuro il “disonore” di un così modesto piazzamento.
Che dire invece di Alessio Bernabei? Lui, oltre ad essere figlio di Maria, è anche il figliol prodigo uscito dalla band dei Dear Jack che l’aveva consacrato nel mondo musicale degli ultimi anni. Che sia prodigo non so; in fondo non è noto di quale patrimonio si sia appropriato, in diritti SIAE, lasciando il gruppo né se in futuro, dopo aver sperperato il gruzzoletto, tenterà di essere riammesso nella vecchia famiglia musicale. Per ora chiamiamolo ingrato e anche un po’ presuntuoso: la sua “defezione”, per il momento, non ha giovato né a lui né ai vecchi compagni, nemmeno ammessi alla finale.

E che dire di Valerio Scanu? Il piazzamento al 13° posto è la vera sorpresa di Sanremo 2016. Già vincitore nel 2010, dopo aver tentato di rimettersi in gioco partecipando all’ “Isola dei famosi” e al talent condotto da Carlo Conti “Tale e quale show”, e dopo essersi autoprodotto un album sperando di riconquistare un posto di riguardo nel panorama musicale degli ultimi anni, nonostante il seguito dei fan che mai l’hanno abbandonato, a partire dalle famose zie, non si è classificato fra i primi.
Anche se il ragazzo mi sta cordialmente antipatico, come non ho mancato di dichiarare in un post di qualche anno fa, la sua canzone è l’unica che, svegliandomi stamattina, mi è tornata in mente. In fondo è ciò che chiediamo ai pezzi presentati al festival.

Veniamo ora ai figli di “X Factor”. Bistrattata Noemi, che pure ha presentato una canzone non banale, nel testo, con una buona musicalità e una splendida voce, arrivata solo ottava. Miglior fortuna è toccata a Lorenzo Fragola (5°), vincitore dell’edizione del talent nel 2013, anche se a me non è piaciuto particolarmente.

Il posto d’onore è, invece, toccato a Francesca Michielin, giovanissima e bellissima, spontanea e innocente. Mi ha ricordato la giovane Elisa quando ha vinto il festival con la sua “Luce” nel 2001. Lei, secondo me, è la vera vincitrice di Sanremo 2016 e credo che il suo riscatto avverrà attraverso le vendite del pezzo, bellissimo e cantato con una voce davvero splendida.

Il terzo posto sul podio è toccato al giovane Giovanni Caccamo, già vincitore della sezione Giovani lo scorso anno (e ciò, a mio parere, rimane troppo poco per considerarlo un big), affiancato da un’altra figlia di Maria, Deborah Iurato, vincitrice del talent “Amici” nel 2014. Bella voce, scarsa presenza. Ma se è vero che la canzone e non chi la esegue ha il predominio, anche questa a me è sembrata alquanto modesta.

stadio.JPG

Se ci pensiamo bene, in fondo la vittoria di questo Sanremo è stata conquistata da altri figli di: gli Stadio, gruppo scoperto e portato in auge dall’indimenticabile Lucio Dalla fin dagli anni Settanta. Questa vittoria, non inattesa, è forse paragonabile a quella conquistata da Roberto Vecchioni nel 2011. Un ritorno all’antico, dunque. E non poteva essere diversamente in un festival che ha celebrato i 50 anni di carriera dei Pooh e di Patty Pravo. E anche l’inossidabile Renato Zero, l’unico che si salva tra gli “antichi”, non scherza. Gran brutti modelli: ora il nostro governo li additerà come esempio di longevità lavorativa per prolungare l’età pensionabile fino ai 90 anni.

Tuttavia, gli anni passano e si vede, anzi, si sente. I Pooh, specie Facchinetti, dovrebbero farsi controllare le coronarie; la bionda Patty ha più capelli (ammesso che siano i suoi) che voce. E anche Currieri, leader degli Stadio, è testimone del tempo che avanza.

Ma a Sanremo vince la canzone e non gli interpreti, vero? Be’, a me non è piaciuta nemmeno quella. Un giorno mi darai ragione?

[immagini da questo sito]

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22 agosto 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: IL CAMPEGGIO IN CITTA’ PER CONOSCERSI MEGLIO

Posted in attualità, La buona notizia del venerdì, società, talenti, vacanze tagged , , , , , , , , , , , a 5:52 pm di marisamoles

campeggio in città
Passare le vacanze in città non è più da “sfigati” come una volta. Ormai, come ho scritto QUI, le città non si svuotano nemmeno a Ferragosto. Però rimanere dentro le quattro mura domestiche, sempre le stesse, per 12 mesi all’anno è davvero triste. Perché allora non provare una vacanza diversa, pur rimanendo in città e senza spendere molto?

La notizia proviene da Amsterdam dove, in tre parchi cittadini, l’Oosterpark, il Rembrandtpark e il Noorderpark, è stato allestito un campeggio per vacanzieri con tanta voglia di fare nuove conoscenze, cosa non sempre facile in una grande città dove i contatti umani sono sempre sfuggenti.

L’iniziativa è già collaudata e si è ripetuta nel periodo di Ferragosto. «De Buurtcamping – In camping con i vicini» è nata dall’idea di Roderik Schaepman, olandese residente nella capitale ma nato e cresciuto in Drente, la regione più verde e tranquilla dell’Olanda.

«Volevo che anche in una grande città ci fosse quell’atmosfera cordiale e accogliente, come nel paesino di 400 abitanti in cui sono nato – racconta Schaepman -. E poi in un camping è molto facile entrare in contatto. Il nostro motto è Power to the crowd, se metti insieme tante persone con tutti i loro talenti vengono fuori delle cose bellissime: nuovi rapporti di lavoro, relazioni romantiche, iniziative sociali. Poi fra i nostri ospiti abbiamo accolto anche alcuni senza tetto, che al camping si sono sentiti accettati come tutti gli altri. Se ci si mette insieme si possono raggiungere obiettivi insperati e migliorare veramente il mondo. L’idea del nostro camping può funzionare in ogni parco del pianeta».

La quota per partecipare era davvero esigua: 20 euro a persona per tutti i tre giorni, più 20 euro per la tenda. Nei tre parchi si sono ritrovate più di 700 persone, di cui un terzo rappresentato da quelli che hanno un sussidio per vivere o comunque un reddito annuo lordo al massimo di 21.000 euro, coloro che quindi non possono permettersi di andare in vacanza. Un altro terzo costituito dai volontari, che organizzano le più svariate attività durante il soggiorno e fanno sì che il campeggio funzioni e il restante terzo è rappresentato da persone comuni che vivono nel quartiere.

Un’esperienza che non è servita soltanto a familiarizzare tra vicini ma anche a divertirsi. Molte sono state, infatti, le attività proposte: lezioni di yoga, trattamenti di shiatsu e fisioterapia, lettura dei tarocchi, corsi per fare il pane o i cup-cakes, per la corsa di fondo o per imparare a dipingere. I genitori hanno potuto persino prenotare una ninna-nanna che veniva cantata davanti alla tenda per far addormentare i bambini.

A me sembra davvero una bella idea e non solo per chi non si può permettere una vacanza fuori porta. Anzi, potrebbe essere un’occasione per imparare cose nuove, per dare una mano a chi ha bisogno e per mettere al servizio della collettività il proprio talento.

E voi che ne dite? Sarebbe possibile organizzare una cosa del genere nelle nostre grandi (ma anche in quelle più piccole) città?

QUI potete vedere il VIDEO girato lo scorso anno.

[fonte: Corriere.it; immagine da questo sito]

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“Music for peace”, la carovana umanitaria parte per Gaza (Buonenotizie di Corriere – @Corriereit)

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21 marzo 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: TORNA A DANZARE SENZA LA GAMBA PERSA NELL’ATTENTATO DI BOSTON

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adrianne-haslet-davis-christian-lightner
Era il 15 aprile 2013: due ordigni piazzati nei pressi del traguardo, su Boylston Street vicino a Copley Square, hanno funestato la maratona di Boston causando la morte di 3 persone e il ferimento di almeno altre 178.

Fra i feriti gravi causati dall’esplosione c’era anche Adrianne Haslet-Davis, oggi 33enne, ballerina di professione. La bomba esplosa nel luogo in cui si trovava le ha causato la perdita di una gamba. Per chi fa il suo lavoro significa normalmente abbandonare sogni e speranze e dire per sempre addio al palcoscenico.

Adrianne, però, è forte e determinata. Non si arrende, non pensa che la vita le abbia tolto tutto. Il fato le ha tolto una gamba, questo sì, ma non i sogni.
Ecco che la scienza viene in suo soccorso: un professore del Mit ha creato per lei un arto artificiale che le permette di eseguire movimenti di danza. Il sogno spezzato della giovane ballerina ha ripreso forma: Adrianne ha danzato una rumba alla Ted Conference, con il partner Christian Lightner.

«Un essere umano non può rompersi», ha detto, piangendo, alla fine dell’esibizione.

[notizia e immagine dal Corriere.it]

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4 marzo 2012

PIERDAVIDE CARONE AL FUNERALE DI LUCIO DALLA: UN SALUTO DALL’ULTIMO DELLA SUA FAMIGLIA NON ANAGRAFICA

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Se l’ultima presenza televisiva di Lucio Dalla, scomparso in Svizzera giovedì 1 marzo, sarà per sempre associata all’ultimo chiacchierato festival di Sanremo, la prima partecipazione alla gara canora dell’ex concorrente di “Amici, Pierdavide Carone, sarà per sempre legata a quel suo maestro che ha voluto generosamente lasciargli il palcoscenico e osservarlo dall’orchestra, ultimo pupillo di quel pigmalione qual era.

La canzone Nanì, con cui l’inedito duo si è esibito sul palco dell’Ariston, è stata composta a quattro mani. Lucio aveva voluto, com’era sua abitudine ogni qualvolta era convinto di un giovane talento, produrre l’album di Pierdavide Carone. Quest’ultimo era presente oggi alle esequie del maestro e, sconvolto dalla notizia della scomparsa di Dalla, ha cancellato le date di alcuni concerti che avrebbe dovuto tenere in questi giorni. Anche lui ha reso omaggio al cantautore bolognese, assieme alle oltre sessantamila persone che hanno assediato l’amata Piazza Grande (Maggiore nella toponomastica), a pochi passi dall’abitazione di Dalla, e la cattedrale di San Petronio dove si è tenuta la Santa Messa funebre.

Oggi Dalla avrebbe compiuto sessantanove anni e l’officiante, padre Berardo Boschi, ha esordito, nella sua omelia, augurandogli buon compleanno. Monsignor Cavina aveva aperto, poco prima, la celebrazione con queste parole: «Anche la basilica di San Petronio oggi è troppo piccola per lui, domenica scorsa era qui per la messa, oggi siamo qui per lui». Nei volti di tutti i presenti, non solo gli amici e le personalità politiche, ma anche e soprattutto la gente comune, si è potuto leggere il dolore, il dispiacere, l’incredulità di fronte ad una scomparsa così improvvisa quanto inaspettata. Come se ne fosse andato un parente o un amico speciale, ed effettivamente Dalla era generoso e non sapeva mai negare un appoggio o una partecipazione a chi glielo chiedeva. Come ha detto padre Boschi dal pulpito: “Bologna ha perso un figlio vero che rivestiva la città di quella sottile ironia, quella profondità, quella clownesca creatività”. Non solo Bologna, l’intera Italia, gente di tutte le età, gente che lo amava e che non dimenticherà mai il suo talento. Lucio, oltre a lasciare un’indiscutibile eredità d’affetti, ha lasciato le sue opere attraverso le quali i grandi raggiungono l’immortalità.

Tornando a Carone, dalle pagine di FB, dopo aver cercato di superare lo choc iniziale con il silenzio, ha dedicato all’amico e maestro parole semplici ma ricche di autentica stima e riconoscenza:

Sono convinto che ora ci sta guardando e si diverte da morire assieme agli altri coinquilini del Paradiso, sicuramente ci starà sfottendo per le reazioni di ognuno di noi, ha passato una vita intera ad osservare le reazioni della gente alle cose della vita (belle e meno belle), la sua musica è testimone di ciò che scrivo… Della sua famiglia non anagrafica io ero l’ultimo nascituro e della sua arte ne rappresento il canto del cigno, e la consapevolezza che deriva da questo smuove in me le emozioni più agli antipodi che si possa immaginare… Mi gratifica ma al contempo mi fa sentire così solo oggi… Quanto è speciale un uomo che a 68 anni si mette a servizio di un giovane? Non sempre dietro un grande artista si cela un grande essere umano, questo è quello che dissi quando fui ospite del suo concerto a Bologna, l’ho ridetto durante il festival e lo ridico ancora più forte oggi, perché è quello che mi ha lasciato Lucio Dalla e se potrò rivivere metà della sua grandezza allora anch’io riuscirò ad essere una persona migliore. Arrivederci Lucio.

Che il secondo tempo della sua vita possa essere per Lucio ancora più ricco di emozioni del primo.

15 febbraio 2012

IL SANREMO DA BIG DI PIERDAVIDE CARONE: UN “PICCOLO AMICO” CRESCIUTO

Posted in Amici, canzoni, Festival di Sanremo, Maria De Filippi, spettacolo, talenti, televisione, vip tagged , , , , , , , , , , , , , a 5:58 pm di marisamoles

Lui un Sanremo l’ha già vinto, in fondo: nel 2010, infatti, Valerio Scanu, ex di “Amici” come lui, ha conquistato il podio con “Per tutte le volte che”, canzone scritta proprio da Pierdavide Carone. Allora, però, aveva solo potuto vedere il festival alla tv, essendo ancora in gara nel talent di Maria De Filippi. Non aveva modo, allora, di assaporare il clima festivaiolo, apprezzare il profumo del successo in prima persona.

Pierdavide è un ragazzo semplice, modesto. Buon cantautore e discreto interprete. Nella canzone “Nanì”, con cui partecipa all’attuale edizione del festival di Sanremo e in cui si è esibito, in coppia con Lucio Dalla che dirigeva l’orchestra, ha dato mostra di essere cresciuto. Il pezzo forse non convince – troppo Dalla style per i miei gusti – ma l’interpretazione di Pierdavide, approdato sul palco direttamente con i Big, convince. Al di là del testo che vuole narrare una storia d’amore tra un giovane ragazzo e una prostituta e che sembra voglia colmare il vuoto lasciato da Povia, non in gara quest’anno, e le sue provocazioni.

Insomma, sono ormai lontani i tempi in cui, ancora concorrente di “Amici”, Pierdavide commentava così il suo primo Sanremo da autore: Quando mi nominano divento stupido. Essere nominato assieme a quel mostro sacro della canzone d’autore italiana, già veterano del festival, non può che fargli piacere. Altro che stupido!

In bocca al lupo, allora. Dovrà vedersela con la compagna di avventura nel talent della De Filippi, Emma Marrone, data per favorita. Ma non credo che Carone si preoccupi più di tanto per questo.

1 novembre 2011

“BACIATI DALL’AMORE”: L’ULTIMA FICTION DI TARICONE A NOVEMBRE IN TV

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Pietro Taricone è morto il 29 giugno 2010, appena un mese dopo aver girato la serie tv in sei puntate Baciati dall’amore. Recentemente, alla IV edizione del Galà del Cinema e della Fiction in Campania l’ultima fiction girata da Pietro Taricone ha vinto il premio come miglior serie tv. Per espressa volontà di tutto il cast, Baciati dall’amore, che andrà in onda su Canale 5 a metà novembre, sarà dedicata all’attore scomparso ad appena trentacinque anni in un incidente di lancio con il paracadute, sport nel quale Taricone era espertissimo e per il quale nutriva una grande passione, trasmessagli dalla moglie, l’attrice polacca Kasia Smutniak, madre della sua Sophie.

Forse potrà stupire la messa in onda così tardiva, ad un anno e mezzo dalla fine delle riprese. Ma, come spiega il regista della fiction, Claudio Norza, è stata una scelta meditata: «Va in onda adesso per rispetto alla sua famiglia: tanti squali non si sarebbero certo fatti scrupolo di cavalcare l’emozione a ridosso del tragico evento.»

Certamente, però, gli estimatori dello sfortunato attore campano, già concorrente del Grande Fratello 1, non mancheranno di seguire l’ultima fatica del Guerriero. Molti, infatti, sono i fan che non l’hanno dimenticato e lo rimpiangono. Secondo Norza, inoltre, questa serie premia il talento comico di Taricone che nelle fiction girate in precedenza non era emerso in modo così prepotente: «Pietro era sottoutilizzato. Ne La Squadra era il coattello, nella serie Tutti pazzi per amore faceva il bello un po’ ignorante, ma è qui che è emerso il suo talento comico. Sarebbe uscito rinnovato da questa esperienza, lui lo sapeva e ci teneva tantissimo. Per il pubblico sarà una rivelazione».


Nel backstage che ho seguito nel primo pomeriggio su Canale 5 ho potuto constatare che il cast è notevole (certo, per chi segue questo genere di spettacolo) a partire dai protagonisti Giampaolo Morelli e Gaia Bermani Amaral; e poi Marisa Laurito e Lello Arena, Alessandra Berzaghi, Marco Columbro e Carola Stagnaro … per citare solo gli attori che ho riconosciuto nel trailer. Quello che colpisce è la mistura tra Nord e Sud, lo scontro-incontro tra due mondi così diversi che sembra di gran moda negli ultimi tempi.

La fiction, girata nella sua Campania, ha consacrato Taricone nel vero ruolo da star. Il regista di Baciati dall’amore lo conferma: «La star era lui. La gente lo amava, era Pietro quello che firmava più autografi di tutti. Era una persona generosa e piena di talento: dopo averlo visto in questa interpretazione, nessuno potrà più dubitarne».

Un’ultima osservazione: nella fiction, oltre a Taricone, recita anche un altro ex Grande Fratello: Flavio Montrucchio. Se fosse stata prevista anche la partecipazione di Luca Argentero (ormai lanciatissimo tra cinema e tv, dove presenta Le Iene), avremmo potuto vedere recitare insieme gli unici ex concorrenti del reality più amato dagli Italiani, che possano vantare una carriera artistica degna di chiamarsi tale.
Per Pietro finita troppo presto, purtroppo.

Oggi è il giorno di Ognissanti. Mi è sembrato carino ricordarlo con questo post.

[fonte: Leggo.it]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 17 NOVEMBRE 2011

Baciati dall’amore» è una commedia sentimentale, tanto garbata quanto fragile, tanto convenzionale quanto gradevole. Scritta da Carlotta Ercolino, diretta da Claudio Norza sarà soprattutto ricordata perché è l’ultima interpretazione di Pietro Taricone, nella parte di un cantante napoletano neomelodico (Canale 5, martedì, ore 21.20, sei puntate).

Pietro è Antonio Gambardella, figlio «bamboccione» di Lello Arena e Marisa Laurito con una grande passione per il canto che esercita tra matrimoni, comunioni e serenate. Ma il protagonista principale della serie è Carlo Gambardella, il fratello di Antonio interpretato da Giampaolo Morelli, che abbandonato dalla moglie con cinque figli, vive un amore travolgente per la biologa marina Valentina, interpretata da Gaia Bermani Amaral. Poi c’è lo scontro fra le due famiglie (Nord contro Sud), e poi c’è la commedia degli equivoci (Arena viene scambiato per il temibile boss Tano Bambardella) e poi… E poi non c’è più Pietro. E ci manca. Quel suo sorriso, quella sua spavalderia, quella voglia di imporsi in un mondo che lo guardava con molta diffidenza e cercava gli fargli scontare il peccato originale del «Grande Fratello». Eppure Pietro ha dimostrato di saperci fare: con «Distretto di polizia», «Don Gnocchi», «Codice rosso», «La nuova squadra», «Tutti pazzi per amore». E poi il cinema, la pubblicità, il teatro.

Dietro la scorza dura del palestrato o dello sciupafemmine c’era un ragazzo sensibile che si interrogava sul significato della sua esplosione mediatica: il successo si raggiunge così facilmente? Come faccio a non restare prigioniero di questa macchina infernale? Sarò capace di vivere sotto i riflettori senza restare accecato? Si poneva delle domande, inseguiva consigli, cercava di sfuggire alla spietatezza del baraccone televisivo. Vederlo nelle vesti di un cantante neomelodico fa un certo effetto, ma fino all’ultimo ha voluto sorprenderci.

di Aldo Grasso per Il Corriere

30 aprile 2011

“BALLANDO CON LE STELLE” 2011: LA FINALE SENZA SPOSINI. VINCE KASPAR CAPPARONI

Posted in spettacolo, talenti, televisione, vip tagged , , , , , , , , , , , , a 9:02 pm di marisamoles


Ieri, dopo che la notizia sulla gravità delle condizioni di Lamberto Sposini, giornalista conduttore de La vita in diretta e giurato a Ballando, si era diffusa, credo che tutti abbiano pensato a questa finale dello spettacolo condotto da Milly Carlucci. Una finale che, stando alle prime impressioni, avrebbe potuto essere funestata da una brutta notizia. Oggi il clima è, fortunatamente, più sereno. Questa sera al Tg1 si è parlato di ottimismo circa il recupero di Sposini, attualmente in coma farmacologico, in seguito ad un intervento chirurgico cui è stato sottoposto per ridurre una copiosa emorragia cerebrale, forse causata da un aneurisma. Anche se ancora non è possibile valutare quali danni possa avere causato.

Ballando con le stelle è un programma leggero, divertente. Come afferma Guillermo Mariotto, “compagno di banco” in giuria di Sposini, è inevitabile che si parlerà di lui ma se si va in onda in una finale di ballo e musiche è chiaro che non ci metteremo a piangere, se no è meglio non andare in onda.
Anche Milly Carlucci, che ieri non aveva voluto rilasciare alcuna dichiarazione, è un po’ sollevata. Ha, infatti, dichiarato: Adesso serve solo positività, serve il segno più a ripetizione, ottimismo. Non servono le facce contrite! Aspettiamo che Lamberto Sposini si risvegli e poi vediamo. Io dico che se il prossimo anno “Ballando con le stelle” ci sarà ancora Lamberto ci sarà pure lui con il nostro gruppo. Ed è questo lo spirito con cui noi andremo in onda questa sera.

Domani è una giornata particolare: tutto il mondo sta attendendo la cerimonia di beatificazione di papa Giovanni Paolo II. Mariotto, che sarà presente in Vaticano alla Santa Messa, pregherà per l’amico giornalista: pregherò lì. Venerdì sembrava che Lamberto se ne stesse andando, oggi sono più tranquillo.

E ora non resta che aspettare l’inizio del programma e vederE chi sarà seduto al posto di Lamberto in giuria, sempre che si decida per la sostituzione.

[LINK della fonte]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 1 MAGGIO 2011


Com’era prevedibile, Lamberto Sposini non è stato sostituito in giuria. Anche Mariotto ieri l’aveva detto: “Nessuno lo sostituirà”.
Lo spettacolo, sempre gradevole e caratterizzato da delle performance davvero ottime da parte di quasi tutti i concorrenti (personalmente ho trovato un po’ sotto tono Panucci e Burkhard che, infatti, sono stati i primi ad essere eliminati), è iniziato dopo un doveroso e accorato preambolo, pronunciato dalla conduttrice Milly Carlucci, dedicato a Lamberto Sposini. Milly, visibilmente commossa, ha brevemente riferito delle condizioni di salute del giornalista, ricoverato in terapia intensiva al Gemelli, e gli ha dedicato la puntata finale di questa edizione di “Ballando con le stelle”.

Una decisione, quella di non sospendere il programma, che ha lasciato molti interdetti, alcuni proprio disgustati – come la mia lettrice Linda che ha lasciato il primo messaggio ieri sera – ma che obiettivamente era prevedibile: come si dice nell’ambiente, the show must go on, qualsiasi cosa accada. Questo non significa necessariamente essere insensibili al dramma che ha colpito Sposini – “uno di famiglia”, come lo ha definito la Carlucci – ma semplicemente rientra nella logica del palinsesto che, deciso da tempo, non può subire delle modifiche.

Ciò che, onestamente, mi ha dato fastidio, è stata la sfilza di luoghi comuni del tipo “Siamo qui per divertirci, non possiamo piangere”, “Lamberto vorrebbe vederci sereni”, “i parenti hanno bisogno di vedere un po’ di allegria intorno e non facce contrite e pianti” ecc. ecc. Ecco, tutto questo Milly se lo poteva risparmiare. Tant’è che gli stessi concorrenti, almeno all’inizio della puntata, non è che sprizzassero allegria da tutti i pori. E non credo affatto che si trattasse solo di emozione e ansia per la gara.

In ogni caso, come ho detto, lo spettacolo è stato gradevole e la vittoria di Kaspar Capparoni più che meritata. Dispiace un po’ per la giovanissima e bravissima Sara Santostasi che ha sfiorato la parte più alta del podio per un soffio: una manciata di voti, a quanto pare. In una delle clip andate in onda le sue parole sono apparse profetiche: “Sono qui per vincere, arrivare secondi è brutto“. Be’, insomma, anche lei può ritenersi soddisfatta: il suo bel principe biondo, Umberto Gaudino, ha fatto di lei una ballerina strepitosa e non si sa mai che in futuro questa esperienza le torni utile.

Per la cronaca della serata rimando a questo LINK.

26 aprile 2011

BALLANDO SENZA STELLE: DOPO RAIMONDO TODARO E SIMONE DI PASQUALE, SFUMATA LA FINALE ANCHE PER SAMUEL PERON

Posted in spettacolo, talenti, televisione, vip tagged , , , , , , , , , , , , , , a 3:57 pm di marisamoles


“Ballando con le stelle” è una delle poche trasmissioni di “varietà”, com’erano chiamate tempo addietro, che mi appassiona. È un talent show più che un “varietà”, avrà senz’altro da obiettare qualcuno, ma non è polemico come altri talent e i protagonisti sono delle “stelle” a tutti gli effetti: i maestri lo sono nell’ambito della disciplina della danza sportiva, gli allievi lo sono ognuno nella propria professione, dallo spettacolo allo sport passando attraverso il giornalismo. Quindi, possiamo dire che lo show vede, comunque, come protagonisti delle persone già note e non dei “dilettanti allo sbaraglio”, per rubare la definizione alla trasmissione antagonista di “Ballando con le stelle”, ovvero “La Corrida”.

Io seguo lo spettacolo condotto dalla bravissima Milly Carlucci fin dalla prima edizione. Ho imparato, quindi, a conoscere bene ed apprezzare anche i ballerini-maestri che spesso passano in secondo piano, proprio perché le “stelle” brillano di più anche se non certo per le abilità nel ballo. Diciamo che si è più portati a seguire, durante l’esibizione, la performance della “stella” piuttosto che quella del suo maestro. Ma questo è normale perché è evidente che si cerchi di seguire i miglioramenti dei concorrenti, mentre si dà per scontata la bravura dei maestri.

Tra le ballerine ho apprezzato particolarmente la stupendamente flessuosa Natalia Titova che, però, in questa edizione ha una parte limitata visto che è in dolce attesa: a breve darà alla luce la primogenita, rendendo papà il campione di nuoto Massimiliano Rosolino che ha incontrato proprio a “Ballando”, cui ha partecipato nel 2007, la bella maestra di origine russa.
Anche se ritengo che le ballerine siano tutte molto brave, pur essendo alcune di quelle che partecipano all’attuale edizione nuove del cast, prediligo i maestri e in particolare tre di essi che possono essere ritenuti i veterani di “Ballando”: Raimondo Todaro, Simone Di Pasquale e Samuel Peron. Oltre ad essere i più bravi, hanno spesso portato alla finale le proprie partner, alcune poi risultate vincitrici. Quest’anno, tuttavia, due di essi sono finiti ben presto in panchina, uno è riuscito a portare la propria “stella” al ripescaggio e un altro ha lottato fino all’ultimo per far guadagnare alla compagna la finale. Senza riuscirci, però. Ma andiamo con ordine.

Raimondo Todaro, catanese, classe 1987, ha partecipato allo show della Carlucci fin dalla seconda edizione. Pur giovanissimo (aveva solo 18 anni), con un curriculum di tutto rispetto, balla in coppia con Cristina Chiabotto e vince la seconda edizione. Ma non è finita qui: vince anche l’anno successivo con Fiona May e porta alla vittoria anche la giovanissima attrice, interprete di “Amore 14”, film di Federico Moccia, Veronica Olivier, nella scorsa edizione.
Quest’anno gli è stata affidata come allieva un’altra sportiva, la campionessa di nuoto Alessia Filippi. Ma la giovane allieva, troppo alta e troppo poco aggraziata per poter aspirare a qualche abilità coreutica, non ha convinto il pubblico che l’ha bocciata fin dalla seconda puntata. C’è da aggiungere che la Filippi non ha brillato per simpatia e si è rivelata piuttosto permalosa e vendicativa nei confronti della giuria: non ha gradito lo 0 affibbiatole da Ivan Zazzaroni che l’ha definita “una giraffa che balla” e ha portato in studio, il sabato successivo, due peluche in omaggio: una giraffa, appunto, e un asino, accompagnando il gesto con parole piuttosto sferzanti, ovvero “le giraffe possono diventare cavalli di razza, gli asini no”. Insomma, nonostante l’indubbia bravura del bel Raimondo, nulla ha potuto la sua arte rispetto alla poca grazia e alla scarsissima simpatia dimostrata dall’allieva ribelle, tanto che non c’è stata alcuna speranza per la Filippi di essere ripescata.
Vedere un maestro come Todaro in panchina fin da subito, lo ammetto, mi ha fatto un po’ male. Credo che sia stato sfortunato nell’abbinamento e abbia avuto poche armi a disposizione per “addomesticare” la caparbia Alessia.

Un altro dei maestri storici di “Ballando” è Simone Di Pasquale. In assoluto il primo a portare alla vittoria la sua partner: Hoara Borselli, infatti, è la prima “stella” a brillare nella finale del programma. Lo scorso anno Di Pasquale è arrivato alla finale ballando con l’attrice Barbara De Rossi, classificatasi terza.
Ballerino di successo è stato anche interprete del musical “La febbre del sabato sera”, vestendo i panni del protagonista Tony Manero, ruolo che, nell’omonimo film degli anni Settanta, fu del mitico John Travolta.
Quest’anno Simone Di Pasquale è stato abbinato ad una “stella” ancora poco luminosa nello star system: Madalina Ghenea, anni 22. La modella di origini rumene ha ottenuto la notorietà soprattutto grazie ad uno spot, girato insieme a Raul Bova, per un noto gestore telefonico. Anche lei molto alta ma flessuosa e aggraziata, non ha ballato poi così male; tuttavia, non è riuscita a convincere la giuria e ha fatto poca presa sul pubblico, forse perché, più che una “stella”, era una perfetta sconosciuta. Anche nelle occasioni di ripescaggio, la bravura del maestro che l’ha portata a notevoli miglioramenti, riconosciuti anche dalla giuria, non è bastata per rimetterla in gara. Anche in questo caso mi sembra che Di Pasquale meritasse di più e che forse l’accoppiata non è stata delle più felici.

Dulcis in fundo, anche Samuel Peron, ventinovenne ballerino vicentino di indubbia abilità ed esperienza, è presente nel cast di “Ballando” fin dalla seconda edizione in cui ha portato in finale l’attrice Loredana Cannata, arrivata poi seconda. Nell’edizione del 2008 è stato il vincitore della gara in coppia con Maria Elena Vandone e ha partecipato anche alle altre edizioni, ballando anche con una sportiva, Valentina Vezzali, e riuscendo a fare di lei una ballerina abbastanza apprezzata, nonostante gli inizi non lasciassero presagire nulla di buono a causa della poca abilità nel ballo dimostrata dalla schermitrice. Quest’anno Samuel è stato messo in panchina durante la semifinale, senza riuscire a conquistarsi il diritto alla finale insieme all’allieva Barbara Capponi. Quest’ultima, giornalista professionista, è attualmente una delle conduttrici delle edizioni del TG1 del mattino.
Fin dall’inizio il maestro Peron ha difeso energicamente, seppur mantenendo l’educazione che lo contraddistingue, la povera Capponi, mai veramente apprezzata dalla giuria, anche se seguita dal pubblico a casa. Tuttavia, le basse votazioni, a volte davvero molto ingiuste, attribuite a Barbara dai giurati, hanno contribuito non poco a rendere difficile la “sopravvivenza” con il televoto. Nella puntata di sabato scorso ho inoltre constatato che la parzialità di Carolyn Smith e co. è stata veramente indecente, specie in occasione dell’esibizione con l’ospite a sorpresa. Nel caso di Barbara, si è esibito nella veste di ballerino improvvisato l’adorato nipote, appena ventenne, che certamente ha dimostrato il suo affetto nei confronti della zia ma anche la sua mediocrità nella danza. Tuttavia, la giornalista ha dimostrato i miglioramenti che le erano già stati riconosciuti, ha superato l’emozione della sorpresa a ha ballato molto bene. Tutto questo non è bastato, però, per convincere la giuria, ovvero la presidente Carolyn Smith, che le ha attribuito un misero 6. La valutazione sarebbe anche stata onesta, considerando la prestazione del partner inesperto, ma altri concorrenti hanno avuto dei compagni di ballo mediocri, pur ottenendo voti molto alti. Quando poi la Capponi si è trovata di fronte, nello spareggio al televoto, il rivale Christian Panucci, da sempre beniamino del pubblico, nulla ha potuto la bravura di Samuel Peron per evitare l’eliminazione della partner. Lo scarto di pochi punti percentuale (il 47% contro il 53%) ha comunque dimostrato che la “stella” del giornalismo, definita “antica” dalla giuria, ha convinto sempre più il pubblico. Ma il televoto è influenzato comunque dalla valutazione della giuria che non ha mai davvero apprezzato la Capponi ballerina, pur attribuendole a volte dei punteggi più alti.
E così anche il bravo Peron ha abbandonato il sogno della finale. Almeno per questa edizione. Speriamo che tutti e tre i maestri, Todero-Di Pasquale-Peron, dovessero rimanere nel cast delle prossime edizioni, abbiano maggior fortuna con gli abbinamenti: è un peccato vedere delle stelle vere oscurate da altre “stelle” alquanto discutibili, come Cabrerizo e Panucci, solo per fare un esempio e senza voler fare polemica.

[alcune notizie su ballerini e “stelle” sono state tratte dal sito ufficiale di “Ballando con le stelle”]

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO CORRELATO: Ballando con le stelle” 2011: fuori la Belvedere e Canino inorge contro il televoto

3 aprile 2011

BALLANDO CON LE STELLE 2011: FUORI LA BELVEDERE E CANINO INSORGE CONTRO IL TELEVOTO

Posted in spettacolo, talenti, televisione, vip tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , a 11:25 am di marisamoles


“Ballando con le stelle” è una delle mie trasmissioni preferite, in primis perché adoro Milly Carlucci, la signora delle conduttrici italiane, in secondo luogo perché mi piace il ballo, infine perché è una trasmissione piacevole e istruttiva, allo stesso tempo, nonché scevra da inutili polemiche. Almeno fino alla scorsa edizione che ha visto protagonista l’egocentrico Lorenzo Crespi e le sue inutili polemiche. Quest’anno, però, avevo avuto l’impressione che lo spettacolo fosse tornato ad essere quello di sempre, grazie anche all’estrema correttezza dei concorrenti e alla loro sana competizione basta sulla stima reciproca.

Ieri sera, tuttavia, verso la fine della puntata, qualcosa ha incrinato il clima amichevole e disteso che si era creato fin dall’inizio, se eccettuiamo l’atteggiamento un po’ indisponente di Povia che però è stato eliminato quasi subito. Cos’è successo ieri sera? Alla fine della gara è stata eliminata tramite il televoto Vittoria Belvedere sulla quale ha avuto la meglio Bruno Cabrerizo, allenato dall’esile ma energica Ola Karieva.

L’attrice italiana era (ma potremmo dire è, visto che c’è il ripescaggio e certamente rientrerà al suo posto, come merita) una delle candidate alla finale insieme a Kaspar Capparoni, bel tenebroso e bravissimo ballerino, e la giovane attrice Sara Santostasi, piena di energia e vitalità, nonché ottima nelle performance danzerine.
La Belvedere, bella, elegante, educata, ricca di talento e di umiltà, ha dovuto abbandonare momentaneamente la gara ed ha accettato il responso del televoto con grande signorilità, elargendo sorrisi indirizzati all’avversario Cabrerizo, mal celando, tuttavia, un certo rammarico. Credo che il pensiero di tutti, telespettatori e pubblico in sala, sia stato il medesimo: ma come può essere eliminata la bella Vittoria quando in gara sono rimasti dei ballerini davvero mediocri? Tale pensiero deve aver attraversato anche la mente di uno dei giurati (la giuria, però, non aveva avuto un ruolo attivo nell’eliminazione dell’attrice, almeno apparentemente e dopo spiego il perché), Fabio Canino, che non ha digerito il verdetto del pubblico e, parecchio indignato, ha esclamato: “E dopo dicono che la giuria è ingiusta” o qualcosa del genere. Subito pronta, a bordo pista, la replica di Sandro Mayer che fa notare al “canino avvelenato” (mai espressione calzò più a pennello) che la sua osservazione non è carina nei confronti dello sfidante Bruno. Ma quest’ultimo, stralunato quanto mai (ogni volta di fronte alle percentuali del televoto fa fatica a comprendere se rimane in gara oppure no), non vuole far polemica anche se è evidente che il giudizio del pubblico l’ha colto di sorpresa.

Forse non tutti, però, hanno notato la contrarietà della presidente di giuria, Carolyn Smith, l’unica vera responsabile dell’eliminazione della Belvedere, secondo me.

Tornando indietro alle prime esibizioni, al dignitoso quick step, ballo tutt’altro che semplice, di Vittoria, la Smith aveva attribuito un misero 7. Di per sé il voto potrebbe essere accettabile ma se lo confrontiamo con altre valutazioni, forse pare un po’ “strettino”: sempre in questa prima manche, ad esempio, Gedeon Burkhard ha ottenuto dalla presidente di giuria un bell’ 8, non del tutto meritato, a mio parere. Stesso discorso si potrebbe fare di fronte al 10 con cui la Smith ha premiato il pur ottimo boogie woogie di Capparoni: forse un 9 ci stava ma il 10 … Ma si sa che la Crudelia Demon di Ballando, ieri per la prima volta “orfana” della cagnolina, ha un debole per i maschiacci, specie quelli che le fanno salire gli ormoni alle … stelle! Tuttavia, se osserviamo la valutazione della performance di Barbara Capponi, giornalista un po’ impacciata ma che sta migliorando vistosamente di puntata in puntata, anche lei è stata premiata con un bel 7 dalla Smith, pur non avendo il talento della Belvedere. Ma è noto anche che la presidente di giuria adotta uno strano metro di valutazione: è più generosa con chi fa dei progressi mentre dai bravi si aspetta di più quindi è più tirata con i voti. Ma che ragionamento è? È come se io premiassi un mio allievo scadente in latino solo perché è migliorato ma punissi quello bravo perché avrebbe potuto fare meglio. Ne conseguirebbe una vera e propria rivoluzione!

Ma gli errori della Smith non sono finiti. Nella seconda manche di gara le “stelle” dovevano cimentarsi in un ballo sconosciuto anche ai maestri: la salsa colombiana, ballo strepitoso, dal ritmo superveloce e dalle coreografie ricche di acrobazie. La presidente di giuria aveva a disposizione dei punti bonus da attribuire a seconda dell’esibizione: da 0 a 10 ma poteva anche togliere i punti già assegnati dalla giuria nel primo ballo. Vediamo come ha valutato le diverse esibizioni:
• Belvedere / Di Filippo 2
• Burkhard /Togni 2
• Cabrerizo / Karieva 6
• Capparoni / Musikhina 6
• Capponi /Peron – 3
• Santostasi / Gaudino 7
• Panucci /Yunkure 5
Troppo severa con la Capponi, poverina, equa con la Santostasi, obiettivamente la più brava, ma troppo generosa con Capparoni e Panucci. Vediamo perché. La salsa colombiana, così com’è stata dimostrata, nella scorsa puntata, dai campioni del mondo John Vasquez e Judi Aguilar, prevede delle performance molto diverse tra uomo e donna: il primo deve muovere molto velocemente le gambe ed impegnarsi in prese molto difficili, la seconda, spesso sollevata da terra e sempre sgambettante, ha bisogno soprattutto di un buon equilibrio. Né Capparoni né tantomeno Panucci, che stimo molto per l’umiltà, la cortesia e la simpatia, hanno meritato i 6 punti, soprattutto perché, al di là delle prese, poche nel complesso, si sono mossi molto poco, forse un po’ di più Bruno rispetto a Kaspar. Vittoria si è mossa con eleganza, ha mantenuto una buona postura anche se le prese sono state effettivamente deludenti. Ma tra il 6 e il 2 c’è una grande differenza: un 4 per l’attrice poteva starci.
Ecco il secondo errore di Carolyn Smith.

Ma veniamo al terzo errore della presidente di giuria. Come sa chi segue il programma, uno dei possibili spareggianti ha diritto al salvataggio grazie al tesoretto procurato dal “ballerino per una notte” di turno. Ieri si è esibito il calciatore Bruno Conti, campione del mondo nel 1982. Una performance davvero modesta e i voti attribuiti dalla giuria mi sono sembrati equi, anche se non ho capito come mai i giurati abbiano rinunciato ai 10 di rito, creando una diseguaglianza di giudizio tra le prime esibizioni e queste ultime. È vero che il tesoretto di fatto salva la “stella” cui è attribuita, ma non mi sembra un atteggiamento coerente.
A questo punto la Smith decide che questo tesoretto, tra Christian Panucci, Bruno Cabrerizo e Vittoria Belvedere, venga attribuito a …. Christian. Ed ecco che l’ormone colpisce ancora. A meno che non si sia trattato di un errore di valutazione da parte di Carolyn. Può darsi, infatti, che abbia pensato di salvare Panucci, per cui ha indubbiamente un debole, temendo che il pubblico da casa gli preferisse Bruno, visto anche l’indiscutibile fascino del modello, ex calciatore. Perché è vero che il televoto spesso premia la bellezza o la simpatia piuttosto che la bravura. Quindi, lasciando la Belvedere in balia del televoto, la Smith era probabilmente convinta che il pubblico la salvasse. Cosa che non è avvenuta lasciando l’unica colpevole di stucco.

Ecco quello che penso. Forse mi sbaglio ma onestamente credo che la Belvedere sia uscita ingiustamente, considerando anche che Barbara Capponi, spesso dileggiata dalla giuria, non si è ritrovata nemmeno tra i tre spareggianti. Credo sia la prossima candidata per l’uscita, vista la predilezione della Smith per i maschi. Un po’ mi dispiace perché si sta comportando bene ed è spesso sottovalutata nonché presa in giro per quel suo essere “antica” che, secondo me, vuol significare solo essere una signora forse un po’ restia a farsi mettere troppo le mani addosso dal compagno. In fondo, anche se parliamo di ballo e non di mobbing, non tutte si lasciano andare come se niente fosse. Ci vuole un po’ di tempo e i progressi si vedono anche se non si può nemmeno mettere a confronto lo stile della giornalista con quello della Belvedere.

Insomma, Canino avrebbe dovuto tacere. È inutile criticare l’iniquità del televoto quando i primi a non essere equi sono proprio i giudici. E quando, soprattutto, gli errori di valutazione arrivano dalla presidente di giuria che dovrebbe essere un’esperta.
A questo punto mi vien voglia di dire: Carolyn, vai a casa!

12 marzo 2011

ANNALISA SCARRONE: LA VIDEOINTERVISTA DI LAFFRANCHI

Posted in Amici, canzoni, Maria De Filippi, spettacolo, talenti, televisione tagged , , , , , , , , , a 12:38 pm di marisamoles

“Il canto contro le mie incertezze”: questo il titolo della videointervista, curata da Andrea Laffranchi, ad Annalisa Scarrone, arrivata seconda alla finale di Amici 10.

Venticinque anni, una laurea in Fisica, la passione per il canto, la timidezza, la riservatezza: queste le doti della cantante che per mesi, pur avendo dimostrato un indubbio talento fin dall’inizio della “scuola”, è stata bersagliata dai commenti severi degli “esperti”. “Annalisa è già brava, potrebbe dare di più”, “Annalisa ha talento, tecnicamente è perfetta ma non arriva”, questi i difetti a lei contestati più di frequente. Critiche che le hanno fatto male perché, come ha più volte affermato, il suo carattere non le permette di aprirsi. Ma questa chiusura a riccio, in un mondo dove l’espansività viene premiata, anche quando è più negativa che positiva (altrimenti come sarebbe potuta arrivare fino alla semifinale una come Francesca?), ha penalizzato non poco Annalisa che, se ha vinto il Premio della Critica, avrebbe potuto ambire alla vittoria nella trasmissione della De Filippi, strappando il trofeo a Virginio Simonelli che, seppur bravo e corretto nel comportamento, possiede indubbiamente meno talento e deve adoperarsi non poco per ottenere il meglio.

L’album di Annalisa, “Nali” (è il soprannome che le ha affibbiato una sua compagna di università a cui è molto legata) è uscito poco prima della finale e ha raggiunto la quinta posizione nella Classifica Fimi, cinque canzoni del suo disco si trovano nella classifica dei digital download (“Questo bellissimo gioco”, “Inverno”, “Brividi”, “Solo” e “Diamante lei e luce lui”), su iTunes rimane stabile alla seconda posizione. Un buon inizio. Speriamo che la sua carriera prosegua con successo. Se lo merita e sarebbe il suo riscatto per una vittoria mancata per un soffio.

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