30 settembre 2016

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: COME TI COSTRUISCO UN GRATTACIELO IN LEGNO

Posted in attualità, La buona notizia del venerdì, Milano tagged , , , , , , , , a 7:15 pm di marisamoles

grattacieli_legno
Ma le case in legno durano? E non prendono fuoco più facilmente? Ma saranno antisismiche? Vabbè, ma al massimo si potrà costruire una casetta, mica un grattacielo!

Ebbene, tutte queste domande hanno una risposta.

Le case in legno resistono anche più di 1.000 anni! Incredibile, no?

Non bruciano perché il materiale di costruzione detto CLT, uno speciale laminato ottenuto dalla sovrapposizione di più strati di legno incollati uno sopra l’altro con angolazioni definite, essendo molto compresso tende a non bruciare, proprio come un caminetto o una stufa troppo piene di legna faticano ad accendersi.

Le case in legno sono pure antisismiche, se consideriamo che il Tempio della Legge Fiorente, una pagoda di 5 piani alta 32 metri, in Giappone, è stata costruita con tronchi tagliati nel 594 d.C. e da allora ha resisito senza grossi traumi agli agenti atmosferici, agli incendi e a molti terremoti.

Se pensiamo alla tipica “casetta in Canadà”, ci sbagliamo: attualmente l’edificio in legno più alto del mondo si trova in Norvegia, a Bergen, e ha 14 piani. Un primato destinato ad essere superato a breve: alla fine del prossimo anno la University of British Columbia, in Canada, inaugurerà un residence per studenti di 18 piani.

Insomma, pare che gli architetti moderni siano tornati all’antico. L’utilizzo del legno, ovviamente associato alle nuove tecnologie, viene scelto come materiale di costruzione anche per il basso impatto ambientale: la costruzione di un palazzo in legno ha un’impronta ecologica fino al 75% inferiore rispetto a quella di un edificio tradizionale.

E se pensate alle foreste abbattute, state tranquilli: tutto il materiale proviene da foreste gestite nel rispetto ambientale, tramite un processo di disboscamento ecosostenibile.
Senza considerare i vantaggi: la costruzione con il legno è meno cara e molto più veloce rispetto a quella tradizionale. I cantieri per l’edificazione con il legno richiedono infatti meno attrezzature e meno mezzi rispetto al cemento armato.

A questo punto è doveroso chiederci quando anche in Italia si penserà alle case in legno, anche per arginare la cementificazione che di per sé non è un bello spettacolo. Pare che qualcosa si stia già muovendo: a Milano, per esempio, è stato realizzato Cenni di Cambiamento, un complesso residenziale composto da 4 torri di 9 piani costruite con pannelli portanti in CLT. Si tratta del più grande progetto europeo che utilizza questa tecnologia per altezza complessiva e per numero di unità abitative insieme.

Dunque, non siamo proprio l’ultima ruota del carro. E questa è senz’altro un’ottima notizia!

[fonte della notizia: Focus.it; nell’immagine, da questo sito, il progetto della Tall Wood Building, torre di 30 piani nel cuore di Vancouver]

23 settembre 2016

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: BABY PROSTITUTA RISARCITA CON LIBRI SULLE DONNE

Posted in adolescenti, cronaca, donne, famiglia, figli, La buona notizia del venerdì, Legge, libri tagged , , , , , , , , a 5:54 pm di marisamoles

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Ricordate le baby prostitute dei Parioli? Le ragazzine che a 15 anni si vendevano per ricariche telefoniche o abiti e accessori griffati hanno sconvolto l’opinione pubblica nel 2013 e costretto a riflettere sull’assenza di valori e la complicità di almeno una delle madri che aveva spinto la figlia, appena quattordicenne, a vendere il proprio corpo per poter pagare i debiti.

Questa storia non ha nulla di buono, di certo non è una #buonanotizia. Ma la decisione dei giudici del Tribunale di Roma che oggi hanno messo la parola fine a questa triste storia, condannando uno dei clienti, è davvero una bella notizia.

Un 35enne, allora cliente delle baby-squillo, è stato condannato (oltre che a 2 anni di reclusione) a risarcire la ragazzina costituitasi parte civile, comprandole 30 libri e 2 film su «la storia e il pensiero delle donne, la letteratura femminile e gli studi di genere». Questo è il seguito dell’inchiesta condotta dalla pm Cristiana Macchiusi e del procuratore aggiunto Maria Monteleone sul giro di prostituzione minorile nel quartiere Parioli a Roma.

L’avvocato della minorenne aveva chiesto 20mila euro di risarcimento per danni morali. Ma il giudice Di Nicola, membro del comitato per le pari opportunità presso il consiglio giudiziario di Roma, ha ritenuto opportuno un altro tipo di risarcimento che in qualche modo potesse anche essere riabilitativo per una ragazzina che si era lasciata travolgere da questa squallida storia, mettendo in secondo piano i valori e sottomettendosi al “dio denaro”.

Secondo il dott. Di Nicola i libri hanno lo scopo di “insegnare alla baby squillo come curare e rispettare il proprio corpo e dare così valore alla propria identità di donna”. Tra le autrici consigliate vi sono scrittrici come Hanna Arendt, Natalia Ginzburg, Sibilla Aleramo, Oriana Fallaci, Anna Frank, Marguerite Yourcenar e altre.

Le motivazioni della sentenza non sono state depositate ma questa decisione così fuori dai canoni, anticipata dal giudice, sta facendo parecchio discutere.

Io non so se la decisione del magistrato otterrà l’obiettivo prefissato ma ritengo che sia, oltre che originale, impeccabile dal punto di vista educativo. Acconsentire a un risarcimento in denaro, infatti, avrebbe posto l’accento sul valore dei soldi che, in questa brutta storia di prostituzione minorile, avevano avuto un ruolo di primo piano.

Non so nemmeno se la lettura dei libri verrà apprezzata dalla ragazzina ma credo che i soldi non ripaghino della perdita di valori mentre l’esempio di donne famose che hanno combattuto per difendersi dal maschilismo imperante o dagli abusi perpetrati a loro danno, sia morale sia fisico, non ha prezzo.

[LINK della fonte; immagine da questo sito]

16 settembre 2016

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: E’ IN ARRIVO UN TRENO CARICO DI… LIBRI

Posted in La buona notizia del venerdì, libri, viaggi tagged , , , , , , a 6:57 pm di marisamoles

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Questa notizia – non nuova ma certo meritevole di attenzione perché è pur sempre una #buonanotizia – mi ha fatto tornare in mente un vecchio gioco che si faceva da bambini ai miei tempi: “E’ in arrivo un bastimento carico di…”. A turno, i piccoli indicavano la lettera iniziale delle parole che gli altri dovevano trovare.

Se sostituiamo la parola “bastimento” con “treno”, ecco la notizia di oggi.

La NS, la compagnia ferroviaria olandese, ha deciso di aggiungere ai soliti vagoni dei treni uno adibito a biblioteca. Degli scaffali contenenti centinaia di libri sono stati collocati al posto delle cappelliere, a disposizione dei viaggiatori che sono invitati a lasciare un proprio libro in eredità alla biblioteca del treno, così da aumentare il catalogo e soddisfare il maggior numero possibile di viaggiatori.

Una specie di “Prendi un libro, porta un libro”, iniziativa ormai molto diffusa per promuovere la lettura e, diciamolo, per evitare che i libri invadano le nostre case! Un nuovo tipo di prestito che non ha bisogno di tante formalità (tessera di iscrizione alla biblioteca, prenotazione dei volumi, cedole di prestito, tempi di restituzione…) che spesso scoraggia le persona dal rivolgersi alle biblioteche pubbliche per prendere in prestito i libri.

La biblioteca mobile viene allestita nella parte superiore di alcuni treni Intercity che viaggiamo in tutta l’Olanda, con alcuni vani appositamente progettati per godersi la lettura di un buon libro durante un viaggio in treno.

“Con il vagone biblioteca”, hanno spiegato le ferrovie olandesi “vogliamo offrire la migliore esperienza di viaggio mettendo in pratica le nostre convinzioni: il treno è il posto migliore dove leggere”.

Oltre ai libri, l’intero vagone è allestito come una vera e propria biblioteca mobile: tappeti sul pavimento, lampade da lettura, tavolini dove appoggiare i volumi presi in prestito. Ogni tavolino è già fornito di un libro consigliato del personale ferroviario, ma naturalmente i viaggiatori possono scegliere un’altra lettura per spezzare la monotonia del viaggio.

Un’iniziativa lodevole, a mio parere, che potrebbe essere imitata ovunque, anche confidando nella disponibilità di chi vuole “disfarsi” dei libri per fare spazio nella libreria di casa. Mi chiedo, tuttavia, quale potrebbe essere la sorte di un vagone biblioteca sui treni delle Ferrovie italiane.

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[notizia e immagine da questo sito]

26 agosto 2016

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: L’AMATRICIANA SOLIDALE PER SOSTENERE I TERREMOTATI

Posted in cultura, La buona notizia del venerdì, luoghi d'Italia tagged , , , , , , , , , a 2:12 pm di marisamoles

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La buona notizia di oggi è probabilmente conosciuta dalla maggior parte dei lettori e non poteva che riguardare il recente terremoto che ha colpito il centro Italia.

Come si sa, una delle cittadine più colpite dalla forza distruttrice del sisma è stata Amatrice, la patria della pasta all’amatriciana che è famosa in tutto il mondo. Proprio per questo, il blogger Paolo Campana ha lanciato l’iniziativa di devolvere ai terremotati 2 euro per ogni piatto di amatriciana servito nei ristoranti d’Italia.

L’iniziativa ha già raccolto le adesioni spontanee di molti ristoratori ed è stata rilanciata da Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food International, estendendola a tutti i ristoranti del mondo che vorranno aderirvi.

“Futuro per Amatrice” è il nome del progetto, che verrà illustrato da Petrini, in accordo con il sindaco del comune reatino, nei prossimi giorni a Copenaghen, dove si terrà un simposio con oltre 400 chef di tutto il mondo.

La donazione, prevede 1 euro a carico del ristoratore e 1 del cliente per ogni piatto di pasta all’amatriciana consumato, e verrà fatta direttamente al Comune di Amatrice (coordinate bancarie IT 28 M 08327 73470 000000006000).

Un piccolo contributo che, se esteso in tutti i ristoranti del mondo, poterà dare un concreto aiuto ai sopravvissuti al sisma, per ricostruire un paese ricco di storia ormai raso praticamente al suolo.
Un piatto di pasta per salvare un patrimonio di cultura e tradizioni che la natura, o forse l’incuria umana, ha cancellato in pochi attimi.

[LINK della fonte]

19 agosto 2016

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: AHMED, 13 ANNI, DA SOLO DALL’EGITTO IN ITALIA PER SALVARE IL FRATELLINO AMMALATO

Posted in bambini, cronaca, immigrazione, La buona notizia del venerdì, politica, salute, web tagged , , , , , , , , , a 12:52 pm di marisamoles

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Ahamed ha solo 13 anni e ha affrontato da solo un lungo viaggio pieno di insidie dall’Egitto in Italia per salvare la vita al fratellino Farid. Quest’ultimo ha 7 anni ed è affetto da una piastrinopenia, malattia che richiede cure costose in Egitto, troppo costose per una famiglia di contadini che non ha tanti mezzi.

L’intervento che potrebbe salvare la vita a Farid costa 50.000 lire egiziane, ma il reddito familiare è di appena 3000 annue. Così Ahmed ha deciso di partire per l’Italia in cerca di aiuto. L’arrivo su un barcone, uno dei tanti, a Lampedusa è solo la conclusione di una vera e propria odissea. Prima di prendere il mare, infatti, è stato obbligato a rimanere nascosto in un capannone della spiaggia di Baltim, non lontano da Alessandria d’Egitto, assistendo inerme alle crudeltà perpetrate da trafficanti e scafisti ai danni dei suoi compagni di viaggio. Così il tredicenne egiziano descrive la sua esperienza: «Alcuni derubavano gli uomini, altri afferravano giovani donne trascinate in un magazzino da dove tornavano in lacrime prima della partenza sul barcone… Pensavo di morire in mare. Né cibo né acqua. Soltanto un sorso di acqua a persona al giorno…». Troppo per Ahmed, poco più che bambino.

Una volta sbarcato a Lampedusa, ha subito mostrato ai soccorritori i certificati medici del fratello, sperando in una possibilità di salvarlo, ma ci tiene a sottolineare: «Io chiedo aiuto ai medici, a qualche medico, all’Italia, ma voglio pagare tutto, lavorando…».

Com’era immaginabile, è subito scattata una gara di solidarietà, anche per offrire al piccolo eroe il denaro necessario per poter pagare le spese del viaggio. Tutta la famiglia, infatti si è indebitata, compresi gli zii, obbligata a firmare delle “cambiali”: «Delle carte. – spiega il ragazzino – Un impegno con i trafficanti per pagare 2 mila euro nei prossimi anni. O con i miei guadagni, o con un suo terreno».

Ma la sorte del fratellino Farid è appesa a un filo. Il governo italiano non è rimasto a guardare: a Palazzo Chigi il premier Matteo Renzi ha mobilitato sia il Viminale con Angelino Alfano sia il mondo della sanità toscana con un sms a Stefania Saccardi, l’assessore alla salute della Regione. La donna si è subito attivata e, d’accordo con la direzione dell’ospedale di Careggi e col professore Marco Carini, si è dichiarata pronta ad accogliere il bambino che sarà curato al Meyer. La famiglia verrà fatta arrivare nel nostro Paese e potrà essere ospitata in una casa della «Fondazione Tommasino Bacciotti», mentre Ahmed, a tutti gli effetti un clandestino, ha lasciato la Sicilia ed è stato accompagnato in una struttura per minori della coop «Il Cenacolo» nella zona di Careggi.

A breve il sogno del tredicenne si realizzerà: «Il mio sogno è vedere mio fratello giocare senza sentirsi male, giocare con me a calcio e correre insieme senza aver paura che svenga perché non riesce a stare molto in piedi…».

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[fonte Il Corriere.it, LINK1 e LINK2; immagini dal Corriere.it e da Twitter]

12 agosto 2016

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: ALLE OLIMPIADI DI RIO SI LOTTA ANCHE CONTRO GLI SPRECHI ALIMENTARI

Posted in attualità, La buona notizia del venerdì, salute, sport tagged , , , , , , , , , , , , a 2:18 pm di marisamoles

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Il questo periodo, com’è giusto che sia, tutti gli occhi sono puntati sugli atleti che stanno gareggiando per una medaglia alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Ma le buone notizie non sono solo quelle che riguardano la gara e il medagliere che ciascun Paese vuole ricco di metalli preziosi, meglio se d’oro. C’è una buona notizia che riguarda la lotta agli sprechi alimentari grazie a un progetto che fa capo a un noto chef italiano: Massimo Bottura.

Il progetto in questione si chiama “Refetto-Rio” ed è sostenuto, oltre a Bottura che ne è il promotore nonché fondatore dell’organizzazione no-profit Food for Soul, anche dal ministero delle Politiche agricole e dal sindaco di Rio de Janeiro, con la collaborazione di David Hertz, chef e fondatore di Gastromotiva, un’altra organizzazione no-profit sensibile nei confronti del consumo consapevole del cibo.

Grazie a “Refetto-Rio” il cibo in surplus del villaggio olimpico di Rio de Janeiro verrà recuperato e trasformato in pasti gratuiti per i più bisognosi. L’obiettivo è di sfamare 108 persone a sera, offrendo loro un pasto preparato con gli scarti. In questo modo si stima che per tutta la durata dei Giochi Olimpici saranno distribuiti 19mila pasti ai poveri, recuperando 12 tonnellate di eccedenze alimentari.
Ma l’attività della mensa proseguirà dopo le Olimpiadi, anche a pranzo: chi sceglierà di fermarsi potrà lasciare un’offerta, pagando un pasto per il servizio serale, che continuerà a essere gratuito. Una specie di “cena sospesa”, insomma, sulla falsariga del “caffè sospeso” o della “pizza sospesa” che ormai costituiscono una buona abitudine in molte città italiane.

Il progetto prevede, inoltre, dei corsi di cucina e sulla nutrizione a beneficio delle persone in difficoltà e dei giovani, grazie all’impegno volontario di decine di chef provenienti da tutto il mondo.

Bottura non è nuovo a questo tipo di iniziative: la struttura brasiliana, inaugurata lo scorso 9 agosto, farà tesoro di una precedente esperienza, quella del Refettorio Ambrosiano, lanciata durante Expo Milano 2015. Secondo il capo del Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali), Maurizio Martina, «quella di Milano è stata una best practice, replicabile in altri Paesi, che ora ha come seconda tappa le Olimpiadi in Brasile».

Il progetto, infatti, non si esaurirà nel villaggio olimpico brasiliano, ma arriverà anche in altre grandi città, come New York, allo scopo di sensibilizzare tutti contro lo spreco alimentare che è in palese contraddizione con la mancanza di cibo di cui soffrono 795 milioni di persone nel mondo.
La Fao stima 1,3 miliardi di tonnellate di cibo gettate ogni anno per un valore complessivo di 750 miliardi, 12 miliardi solo in Italia. Ridurre questo paradosso rientra anche tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile 2030 delle Nazioni Unite.

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[LINK della fonte; immagine da questo sito, da cui è stata tratta anche qualche informazione aggiuntiva]

5 agosto 2016

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: IL CARDIOCHIRURGO CHE “AGGIUSTA” I CUORI DEI BAMBINI POVERI

Posted in bambini, La buona notizia del venerdì tagged , , , a 10:00 am di marisamoles

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Ci sono molte Onlus che si occupano della salute precaria dei bambini che vivono nelle zone più povere del mondo. Molto spesso questi bambini sfortunati vengono trasferiti in Europa, in centri specializzati che assicurano, gratuitamente, le cure indispensabili e che non potrebbero ottenere nei loro Paesi (ad esempio, a Trieste c’è la Fondazione Luchetta). Esistono, però, dei casi in cui un viaggio precluderebbe ai bambini sofferenti la speranza di salvezza, specialmente se cardiopatici.

Alessandro Frigiola, primario di cardiochirurgia pediatrica all’Irccs di San Donato Milanese e fondatore dell’associazione “Bambini cardiopatici nel mondo”, da venticinque anni organizza ogni mese una settimana di “missione” negli angoli più disparati e poveri del pianeta, assieme ad un’équipe di medici e infermieri, tutti volontari.

«Ormai siamo a 326 missioni operatorie» – spiega il cardiochirurgo – «e l’ho potuto fare grazie a una moglie che ha tenuto sempre unita la famiglia, le nostre due figlie e oggi i cinque nipotini, ma soprattutto ai 150 specialisti dei più avanzati ospedali pediatrici di tutta Europa che a turno mi seguono».

In oltre trenta Paesi, tra cui Siria, Perù, Camerun, Paraguay, Kosovo, Iraq, Romania, Mali, Moldavia, Kurdistan, Etiopia, Cina, India, Yemen, l’associazione di Frigiola non si limita ad operare i bambini condannati a morte certa, ma getta le basi perché le missioni poi vadano avanti con le proprie gambe.

«Lì sul posto fondiamo ospedali di cardiologia pediatrica e li dotiamo delle migliori attrezzature, mentre qui al Policlinico San Donato formiamo i loro medici. Posso assicurare che oggi tra i cardiochirurghi più competenti al mondo ci sono tanti di loro, come il medico curdo Halkawt Nuri, che si è rivelato un talento impressionante, o in Siria il direttore del Damasco Cardian Center, Youssef Tamman», racconta il medico.

Durante le missioni mensili l’équipe del prof. Frigiola visita anche 250 bambini per volta. Mentre nei Paesi ricchi i bimbi cardiopatici hanno un rischio mortalità sotto il 5%, nei Paesi in via di sviluppo il rischio è al di sopra del 90%. Una ragione in più per dedicarsi a questa missione e operare, anche in condizioni disagiate, senza tutte le attrezzature di cui una moderna sala operatoria dispone, utilizzando al posto di cannule e tubicini, indispensabili per intervenire chirurgicamente sui neonati, anche la cannuccia della biro.

La cosa più difficile, racconta Frigiola, è che spesso si deve scegliere chi operare e chi no, perché nei Paesi più poveri del mondo ogni anno almeno 800mila bambini hanno potenzialità vicine allo zero di operarsi. La scelta si basa sulla possibilità che hanno i piccoli di salvarsi, ma «è terribile», assicura il medico.

Con il giusto orgoglio il cardiochirurgo spiega: «Le attività che abbiamo messo in piedi noi italiani non le ha nessuno al mondo, in questo l’Italia non è seconda a nessuno ed è bene che ce lo diciamo!».

Giusto. Perché nascondere dei meriti, specialmente quando si tratta della salvezza di giovani e giovanissime vite umane altrimenti destinate a soccombere?

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[LINK della fonte, da cui è tratta anche l’immagine]

29 luglio 2016

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: ALLA PUGLIA IL PRIMATO DI QUOTE ROSA IN AGRICOLTURA

Posted in donne, La buona notizia del venerdì, lavoro tagged , , , , , , , , , a 2:14 pm di marisamoles

PREMESSA
Riprendo con questo post la vecchia consuetudine di dedicare ogni venerdì a una buona notizia. Sospesa da quasi due anni, questa “rubrica” oggi diventa ancora più necessaria: nel mondo succedono fatti terribili che inevitabilmente “occupano la scena”, ma abbiamo bisogno anche di qualche buona notizia. Per sperare in un futuro migliore o, senza pretendere l’impossibile, rallegrarci sapendo che ci sono sempre tante cose belle da scoprire.
Spero di poter continuare in questo proposito. Lo devo a me stessa, perché parlare di cose belle mi fa bene, e lo devo soprattutto all’amica Laura (laurin42), promotrice di questa iniziativa, che recentemente ha rinnovato l’appello agli amici blogger perché diano la “caccia” alle buone notizie e le pubblichino il venerdì.

donne agricoltura
Quante volte abbiamo sentito dire, da parte degli insegnanti, che alcuni allievi sono da considerare “braccia rubate all’agricoltura”?

Personalmente non ho mai amato questa battuta che considero infelice. In primo luogo perché, volendo essere offensivi, non si raggiunge certo lo scopo. La coltivazione dei campi, infatti, non è solo lavoro duro adatto ad analfabeti, come poteva esserlo una volta. Ci vuole ingegno, capacità imprenditoriale, caparbietà e molto spirito di adattamento ad un’attività che dipende anche dai capricci della natura. D’altra parte, se non ci fosse chi se ne occupa, sulle nostre tavole non potremmo esibire tutti i prodotti della terra che facilmente compriamo in qualsiasi supermercato.

La crisi del mondo del lavoro ha spinto sempre più i giovani a cercare un’occupazione più “modesta”, se vogliamo dir così, allo stesso tempo rischiosa, ma che sa dare anche molte soddisfazioni. Soprattutto c’è chi cerca di fuggire dalla città e dal suo caos per immergersi nella natura. Insomma, dalla cultura alla coltura il passo è breve. E non è detto che una cosa escluda l’altra.

Stando a un’indagine di Casarano Sette, quotidiano leccese, in Puglia il 22% del totale di 377.227 attività imprenditoriali iscritte alle Camere di Commercio fa capo ad una donna. Sono 85.362 le imprenditrici agricole e, sul totale, il 15,7% è giovane e multifunzionale.

Le imprese rosa in Puglia non solo battono la crisi, considerando anche il fatto che essa è più evidente nel sud Italia, ma hanno un profitto superiore alla media nazionale: il saldo positivo complessivo è del 2,9% nel 2015 rispetto al 2014 (dati Ufficio Studi Unioncamere Puglia) e il divario positivo si deve essenzialmente anche in questo caso al settore agricolo, nel quale si registra un incremento di iscrizioni del 49,3%.

Le giovani che si dedicano all’agricoltura non sono “eredi” di imprese familiari e pare che la loro scelta non sia un ripiego occupazionale di serie b.

«Sono poche le donne impiegate in agricoltura che hanno un genitore che opera nello stesso campo» – spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – «e ciò vuol dire che non è un lavoro ereditato o un ripiego occupazionale, ma un mestiere scelto. Una scelta portata avanti per reale passione, ma anche per spirito imprenditoriale. Per una imprenditrice, tra l’altro, l’attività in agricoltura, la cui sede coincide sovente con la residenza familiare, consente di fondere facilmente impegni familiari e professionali».

Sono sempre più, infatti, le famiglie che decidono di “tornare ai campi”, rinunciando agli agi delle città ma ottenendo in cambio uno stile di vita meno frenetico. Anche chi ha già un’occupazione prestigiosa, è capace d rinunciarvi per dedicarsi all’agricoltura, con il vantaggio di poter trasferire le proprie conoscenze e capacità imprenditoriali maturate in tutt’altro campo.

Ad esempio, Marco Rapelli, 40enne milanese, fino a qualche tempo fa direttore di un importante marchio internazionale, ha deciso di trasferisrsi, con la compagna Sara e i loro quattro cani, in Abruzzo. Hanno scelto un piccolo settore del mercato ma con “grande spendibilità”: produrre frutti antichi, come la mela Abbondanza Rossa, a salvaguardia di prodotti altrimenti destinati a sparire. «L’italia» – racconta Marco – «è piena di tanti alberi che producono frutti gustosissimi che però sono meno produttivi dei commerciali, cioè di quelli venduti nella grande distribuzione e che per questa ragione stanno sparendo».

Assieme ad altri soci, Marco e Sara puntano al salto di qualità e hanno avviato anche la produzione di sughi e marmellate, applicando le loro competenze di marketing e commerciali al settore agroalimentare, oggi sempre più trainante dell’economia e aperto all’innovazione. Per fare questo, dunque, non serve solo tenere in mano una zappa e un piccone.

Oggigiorno, infatti, nel lavoro agricolo l’antica figura del fattore viene sostituita da quella di un agronomo erudito, spesso affiancato, come nel caso di Marco e Sara, da un informatico e sostenuto da un esperto del marketing per analisi di contesto e posizionamento aziendale, attività quest’ultima nella quale Marco è impegnato. «Diciamo che il lavoro mio e di Sara si divide in un 70% dedicato a lavorare la terra e comunque fare qualcosa di pratico e il 30% marketing e commerciale».

Insomma, lo slogan “braccia rubate all’agricoltura” ora dovrebbe essere sostituito con “cervelli rubati alle banche”.

[Fonti: impresalavoro.eu e buonenotizie.it; immagine da questo sito]

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26 settembre 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: FLASH MOB PER INCORAGGIARE L’ALLATTAMENTO AL SENO

Posted in amore, bambini, donne, La buona notizia del venerdì, società, web tagged , , , , , , , , , a 7:28 pm di marisamoles

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L’allattamento al seno è importante per molteplici motivi: è l’alimento perfetto per il neonato, fatto apposta per lui, protegge da virus e batteri, aumenta le difese immunitarie del poppante, facilita lo sviluppo di un buon rapporto madre-bambino. Senza contare che è comodo anche per la mamma che ha sempre il nutrimento a portata di mano.

Un tempo una donna che allattava in pubblico destava scandalo. Eppure si tratta di un gesto naturale, nel vero senso della parola: avete mai visto una mucca o una pecora che si appartano mentre allattano i cuccioli? È un fatto culturale, prima di tutto. Ma al giorno d’oggi come può essere ancora un tabù?

Ricordo una notizia di qualche tempo fa che riguardava una mamma che era stata allontanata dal ristorante in cui pranzava perché la poppata in pubblico era stata considerata sconveniente. (ne ho parlato QUI) Mi chiedo ancora come possa dar fastidio vedere uno spettacolo così tenero. Se non è la madre a provare imbarazzo – il che può succedere, non siamo tutte uguali – perché mai dovrebbero provarlo gli astanti?

Eppure c’è ancora chi, vedendo un bambino che succhia il latte dal seno materno, non gradisce lo spettacolo. Sguardi imbarazzati, quando non contrariati, incrociano gli occhi della mamma che vorrebbe solo nutrire il suo piccolo quando ne ha voglia, senza rimanere segregata in casa nell’ora della poppata.

Per incoraggiare l’allattamento al seno anche in pubblico, un gruppo di mamme bellunesi ha organizzato un flash mob. L’iniziativa ha avuto successo e sarà promossa in tutta Italia, dal Veneto alla Puglia e oltre. Al grido di AllatTiamo, l’appuntamento è nelle piazze italiane sabato 4 ottobre alle ore 10 e 30.

Il successo dell’iniziativa è stato favorito dai social network. Evviva Facebook, che detesto, almeno per una buona causa come questa.

[fonte: Il Gazzettino, da cui è tratta anche l’immagine]

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19 settembre 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: LA “SARTINA” 99ENNE CHE CUCE VESTITI PER L’AFRICA

Posted in donne, La buona notizia del venerdì, lavoro, società tagged , , , , , , , a 4:32 pm di marisamoles

Lillian
Decisamente una vecchietta arzilla la signora Lillian Weber che vive a Scott County (Iowa): ogni giorno, grazie alle sue “mani di fata” e all’ausilio della macchina per cucire, confeziona un vestito da mandare a un bambino in Africa.

Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse per l’età della signora. Lillian ha 99 anni e negli ultimi due ha realizzato ben 850 capi da inviare in Africa. L’obiettivo che si pone, per il suo 100esimo compleanno che festeggerà il prossimo 1° maggio, è di arrivare a 1000.

Nonostante l’età, non si sente affatto stanca di confezionare abiti, attività che ha iniziato a praticare quando aveva solo 8 anni. Come racconta uno dei suoi numerosi nipoti (ne ha in tutto 32), nonna Lillian cuciva le uniformi scolastiche dei nipotini e riparava i loro abiti quand’erano piccoli.

Di anni ne sono passati tanti ma la passione per il taglio e il cucito non ha mai abbandonato la 99enne statunitense né la signora Weber ha mai pensato di rinunciare al suo passatempo. A maggior ragione ora che la sua abilità serve per aiutare i piccoli africani.

Quando la Ong Little Dresses for Africa – che invia vestiti fatti a mano a famiglie bisognose in 47 paesi africani – cercava dei volontari, nonna Lillian non ci ha pensato su un attimo e ha subito accolto l’invito. Se fosse per lei, di abiti ne cucirebbe due al giorno, non solo uno. Ma i nipoti le hanno posto un limite per salvaguardare la sua salute e per non farla stancare troppo.

Leggendo questa storia mi viene solo un pensiero: altre generazioni! Noi ora ci lamentiamo che siamo troppo stanchi a 50 anni. Dovremmo prendere ad esempio nonna Lillian.

[fonte: buonenotizie.corriere.it, da cui è tratta anche l’immagine]

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"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

LA SCUOLA DI SCRITTURA CREATIVA ONLINE - LABORATORI DIDATTICI E SEMINARI IN TUTTA ITALIA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

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Chiara Patruno - Psicologa

Psicologa Dinamica e Clinica presso l’ Universita’ La Sapienza di Roma, Facolta’ Medicina e Psicologia

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

i media-mondo: la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

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Buongiorno e leggerezza!

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appunti di viaggio & scritti di fortuna

Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

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"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

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L'innocenza non ha ombre

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No sabía qué ponerme y me puse feliz.

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Storie e pensieri di una mente non proprio sana, messi in una bottiglia e lasciati andare verso ignoti ed ignari lettori, naufragati su questo sito.

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"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

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