IL “VALORE” DI FABIO FAZIO E IL “COSTO” DELL’ISTRUZIONE

Fabio FazioA volte prima di parlare cerco di mordermi la lingua. Un po’ perché per certi versi mi sembra fiato sprecato e un po’ perché temo sempre di essere fraintesa. Anche quando scrivo, ci penso bene prima di battere sui tasti del pc; è ovvio che non mi mordo la lingua, diciamo che in tutti i modi cerco un diversivo che mi allontani dall’idea di scrivere qualcosa.

Mi sono trattenuta quando ho sentito, con grande soddisfazione, che per una volta i nostri politici, al di là dello schieramento, sono d’accordo su qualcosa. E’ successo, ad esempio, per Renato Brunetta (Pdl) e Beppe Grillo (M5S) riguardo allo stratosferico compenso che Fabio Fazio, conduttore televisivo, percepirà nei prossimi tre anni: quasi 2 milioni di euro l’anno.

Brunetta si lamentava, due giorni fa, del fatto che non solo la cifra è esorbitante, ma che il contratto di Fazio non era affatto scaduto (la naturale scadenza, infatti, era giugno 2014) e che il presentatore avrebbe preteso un rinnovo prima della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2014, ovviamente per alzare il tiro.

Sorvolo su altri fatti che riguardano questo argomento e mi fermo solo un attimo a riflettere sui contratti dei lavoratori.
Fazio, lavorando per la Rai, è come fosse un dipendente statale. E’ vero o no?
Allora mi chiedo: perché il contratto dei lavoratori della scuola è scaduto da quattro anni, gli scatti sono bloccati e nella migliore delle ipotesi tutto si sbloccherà nel 2015, se non addirittura due anni dopo? Anche noi lavoriamo per lo Stato e certamente ci accontentiamo di compensi di gran lunga più modesti delle richieste del conduttore.
Ah già, dimenticavo: fra un’ora e l’altra non abbiamo gli spot pubblicitari.

Oggi leggo sul Corriere che l’azienda difende Fazio. A tal proposito osserva il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi: «Ci sono professionalità, come quella di Fazio ma anche altre, che sono un grande valore per la Rai e per i telespettatori. Fazio peraltro non è un costo per l’azienda, ma una fonte di profitto e garantisce un’informazione trasparente, seria e di altissima qualità».

Non avevo capito: la cultura è costituita dalle canzonette sanremesi e dalle chiacchierate in uno studio televisivo mentre noi a scuola non produciamo nulla, non costituiamo un profitto per ‘”azienda Italia”, ma solo un costo.
E la nostra professionalità? Ah, quella vale zero.
A sentir molti, noi insegnanti costituiamo solo un un costo troppo alto per lo Stato. Il ministero dell’Istruzione non può essere uno stipendificio, che diamine!

L’indignazione di fronte alle dichiarazione di Gubitosi è unanime.
La mia è solo uno sfogo, non ha alcun “valore” e non costa nulla alla società. Intendiamoci.

[immagine da questo sito]

GLI INSEGNANTI, I MENO PAGATI DI TUTTI I DIPENDENTI PUBBLICI


Riporto per intero un articolo apparso sul sito di Tuttoscuola.com:

L’annuale Budget dello Stato che il dipartimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblica a fine anno conferma anche per il 2011 la previsione che il personale della scuola sarà fanalino di coda nelle retribuzioni dei dipendenti pubblici, come era già successo per il 2010.

La media generale del costo annuo medio persona, che corrisponde sostanzialmente alla retribuzione media percepita, è di 42.511 euro per dipendente pubblico.

Il costo annuo medio persona per i dipendenti del ministero dell’istruzione è invece pari a 39.640 euro, ed il più basso in assoluto tra i dipendenti di tutti i comparti pubblici.

Stanno di gran lunga meglio degli insegnanti i dipendenti del ministero della salute per i quali il Budget 2011, confermando il dato 2010, prevede un costo annuo medio persona di 55.645 euro e anche quelli del ministero dell’ambiente con 55.193 euro oppure i dipendenti del ministero delle politiche agricole e alimentari con 55.127 euro. Per non parlare poi dei dipendenti del ministero della giustizia per i quali il Budget 2011 prevede un costo annuo medio persona pari a 54.141 che nel 2010 hanno avuto, comunque una previsione di 55.481.

Tra il top stipendiale dei dipendenti della sanità e quello degli insegnanti il Budget fa registrare una differenza di costo medio annuo persona di 16.005 euro, pari al 40% rispetto al costo medio dei docenti.

Il Budget consente anche di constatare che i costi complessivi per le retribuzioni nelle amministrazioni centrali dello Stato ammonteranno per il prossimo anno a 73,2 miliardi di euro, con un sensibile risparmio rispetto ai 77,4 miliardi indicati nel budget nel 2010 e ai 76,7 miliardi del 2009. Le politiche di contenimento della spesa pubblica del ministro Tremonti hanno indubbiamente avuto effetto.

C’è bisogno di aggiungere altro?
E adesso, per favore, non obiettate che gli insegnanti lavorano meno e hanno più vacanze. Nel tal caso, non garantisco che le mie risposte ai commenti siano pacate come sempre.

[l’immagine è tratta da questo sito]

LA MANOVRA DA 24 MILIARDI E IL SACRIFICIO DEGLI STATALI


Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha definito i provvedimenti presi per contenere la spesa pubblica -previsti 24 miliardi di entrate in due anni- “necessari e inevitabili“. Questo perché l’Italia, come gli altri Paesi europei, ha “vissuto per anni al di sopra delle sue possibilità“. Già, l’Italia, con i suoi sprechi, non gli Italiani, quelli medi, che sono notoriamente dei risparmiatori.

Un sacrificio, dunque, necessario ma “equilibrato“. Sull’inevitabile nulla da dire: abbiamo qualche possibilità di negarlo? Ma sull’ “equilibrato”, avrei qualche cosetta da dire. Berlusconi dichiara che i provvedimenti sono equilibrati perché si chiede di più a chi può di più e a chi ha evaso maggiormente. Fin qui nulla da eccepire. Poi aggiunge che sono inevitabili perché fino ad oggi si è andati avanti spendendo più delle proprie risorse appesantendo così il debito . Ma se spostiamo l’attenzione sui lavoratori, quelli a cui si chiede questo “sacrificio inevitabile”, alla fine sono solo gli statali che pagheranno con tre anni di blocco degli stipendi. È causa nostra, dunque, se lo Stato italiano ha vissuto al di sopra delle possibilità? Abbiamo contribuito, noi soli, ad appesantire il debito? Sembrerebbe, anche perché non rientreremmo nella categoria “quelli che hanno evaso maggiormente le tasse e perciò devono pagare di più”.

Stipendi bloccati, dunque, perché noi poveri e ignari statali abbiamo costretto l’Italia intera a spendere troppo.
Ora ogni mese percepisco ben 7,36 euro per la “vacanza contrattuale”: mi toglieranno anche questi? Magari sì perché fanno parte degli sprechi che hanno mandato a gambe all’aria le finanze dello Stato.

Vorrei dire molto di più, protestare con toni più accesi ma non ho tempo: sono gli ultimi giorni di scuola e ho pacchi di compiti da correggere. Devo guadagnarmi la pagnotta, misera ma per il momento sicura e bloccata.