28 febbraio 2013

DA PAPA A PELLEGRINO

Posted in attualità, religione tagged , , , , , , , , a 8:41 pm di marisamoles

ITALY-VATICAN-POPE-HELICOPTER

«Grazie per il vostro amore e il vostro sostegno. Possiate sperimentare sempre la gioia di mettere Cristo al centro della vostra vita». È l’ultimo tweet di Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI.

Da poco più di mezzora Joseph Ratzinger non siede più al soglio pontificio. Ha scelto di essere un semplice pellegrino. Alle 20 in punto, con la chiusura del portone di Castel Gandolfo, dove un elicottero l’ha portato in volo alle 17.50, partendo dai giardini vaticani, la missione di Benedetto XVI può dirsi conclusa. Ratzinger, che sarà detto “Papa emerito” e continuerà ad essere apostrofato come “Sua Santità”, indosserà la talare semplice bianca senza mantellina, mentre l’anello piscatorio e il suggello verranno resi inservibili, in modo che nessun altro potrà mai indossarli.

Un evento storico, è stato detto. Certamente il 2013 rimarrà, forse a lungo o forse no (in fondo Ratzinger ha creato un precedente), nella storia della Chiesa come l’anno dei due Papi.

Testimoni, che ci piaccia o no, di un cambiamento da raccontare ai figli e ai nipoti, alle generazioni future che forse non si stupiranno più delle dimissioni di un Papa.

[foto dal Corriere]

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13 febbraio 2013

TRA SAN REMO E SAN VALENTINO IL PAPA C’HA MESSO LO ZAMPINO

Posted in Festival di Sanremo, spettacolo, televisione tagged , , , , , a 9:31 pm di marisamoles

papa ratzingerCom’è noto lunedì scorso Papa Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni. Fatto inaudito, scioccante, epocale … e via, i commenti monopolizzano i media.

Non stiamo qui a discutere sul perché abbia scelto proprio l’11 febbraio. L’ultima ipotesi fantasiosa è quella che riguarda la somma dei numeri di tale data, 18, multiplo di 6, numero del diavolo. Ma va’ al diavolo … la disputa tra Gesù e il diavolo, tra l’altro, è stata oggetto di discussione da parte del teologo Ratzinger, ma non credo avesse in mente proprio questo.

La scelta della data ha un altro perché: tra San Remo e San valentino il Papa c’ha messo lo zampino. Grazie alla sua decisione ci ha salvati dall’uragano mediatico che puntualmente ogni anno proviene dalla cittadina ligure che del Santo porta il nome. San Remo è passato in secondo piano: prima viene il Papa, le sue dimissioni, tutti i quesiti che ora l’opinione pubblica si pone: come dovremo chiamarlo una volta lasciato il Soglio di San Pietro? E se si stabilisce nella piccola struttura conventuale all’intero dei giardini vaticani, incontrando il Papa, quello in carica, come si appelleranno a vicenda? Sua Santità a Eminenza? Sua Eccellenza per entrambi? E quando Ratzinger morirà, avrà diritto ad essere sepolto in San Pietro, assieme ai suoi predecessori?

luciana littizzettoPersino Bruno Vespa ha dedicato l’intera prima serata di lunedì alla rinuncia papale, relegando in seconda il festival canoro più famoso al mondo. Già, com’è San Remo ai tempi della spending review? Be’, il budget è quello che è, non ne poteva uscire un Sanremo migliore. Se non altro hanno risparmiato un bel po’ di stoffa per i vestiti della Littizzetto, anche se sarebbe stato meglio coprirle le gambe. Vabbè che i collant 250 denari (per fortuna anche qui abbiamo risparmiato qualche euro!) gliele coprono abbastanza ma in fatto di eleganza, lasciamo perdere.
Quand’è arrivata in carrozza si è visto benissimo che la fatina Smemorina ha fatto il lavoro a metà: ha trasformato la zucca in carrozza, i topini in splendidi cavalli bianchi ma la Lucianina l’ha lasciata così com’era. D’altronde le fate i miracoli non li sanno fare e nemmeno San Remo.

Anche gli ospiti sono decisamente modesti. Quel Crozza lì, ad esempio, non ha certo il carisma di un Benigni che se non altro come saltinbanco fa sempre la sua bella figura. E poi, si son mai sentiti fischi durante i monologhi del Roberto nazionale? Ma nemmeno in direzione del Celentano vestito Armani in limited edition, anzi exclusive edition stile raccolta differenziata. Ve lo ricordate? Il modesto smoking di Crozza sarà costato un decimo …

santo-san-valentinoPassando all’altro Santo, Valentino, il Papa dimissionario ci ha salvato dai servizi di rito dei tiggì: quanto spenderanno in media gli innamorati fra fiori, regali, cene a lume di candela? Che regalo fare al proprio amore per non ripetersi, specie se la coppia è di lunga data? E quali versi scegliere per omaggiare l’amore della propria vita, o quanto meno pro tempore ché l’amore, si sa, non è più eterno? Ratzinger ci ha salvato anche da questo. Pensate un po’ quale vantaggio insperato ha avuto la rinuncia papale.

Papa Benedetto XVI, secondo me, sarà pur sempre il Papa (se Berlusconi continua ad essere Presidente e lo sarà a futura memoria), San valentino è pur sempre San Valentino, ma San Remo non è più San Remo, hanno eliminato pure lo storico stacchetto: San Remo è sempre San Remo. L’avete notato?

E dire che non volevo scrivere nulla su Sanremo quest’anno. A pensarci bene, però, il post è sul Papa … e sui santi.

11 febbraio 2013

PAPA RATZINGER: DIMISSIONI “PER IL BENE DELLA CHIESA”. GLI ALTRI PAPI DIMISSIONARI NELLA STORIA

Posted in attualità, religione tagged , , , , a 12:19 pm di marisamoles

ratzinger

Il Papa lascia il pontificato dal 28 febbraio. Lo ha annunciato personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. La notizia è stata confermata dal Vaticano. Joseph Ratzinger, nato il 16 aprile 1927, era stato eletto papa dal conclave il 19 aprile 2005, dopo la morte di Giovanni Paolo II.
REAZIONI – «Un fulmine a ciel sereno» reagisce il decano del collegio cardinalizio, Angelo Sodano, commentando la decisione di Benedetto XVI. [DAL CORRIERE]

Al momento ho pensato ad uno scherzo di carnevale, poi mi è tornato in mente Celestino V, colui che fece per viltade il gran rifiuto. Però è anche vero che Benedetto XVI ha una bella età e certamente non la caparbietà di Giovanni Paolo II. Per Ratzinger il pontificato è stato un lavoro, per Wojtyla una vera missione. Almeno, questo è il mio modestissimo parere.

Ecco il testo che papa Ratzinger ha letto, in Latino, al termine del concistoro di questa mattina:

Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per
comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per
l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino
. Sono
ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non
solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di
oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della
fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore
sia del corpo, sia dell’animo
, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da
dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo,
ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero
di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile
2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro,
sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del
nuovo Sommo Pontefice.
Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete
portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la
sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere
il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore,
con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio
.

Una decisione senza dubbio ponderata, un desiderio, quello di ritirarsi a vita privata, già manifestato negli ultimi due anni. Allora, però, ne aveva resi partecipi i suoi collaboratori che, evidentemente, l’avevano dissuaso. Ora, come fa notare lo stesso decano del collegio cardinalizio, Angelo Sodano, appare come “un fulmine a ciel sereno”. Non ne aveva parlato con nessuno anche se più volte aveva dichiarato che «un papa ha diritto di dimettersi».

In passato, tuttavia, aveva rinunciato alle dimissioni in quanto la Chiesa, gravata da scandali (pedofilia, preti gay …) aveva bisogno di una guida salda né Benedetto XVI aveva intenzione di scaricare ad altri la patata bollente. La situazione ora non è migliore, a mio parere, e certamente il momento scelto è uno dei più importanti per la Chiesa cattolica. Nell’imminenza del periodo di Quaresima, in preparazione alla Santa Pasqua, forse i pressanti impegni che proprio questa festività religiosa prevedono l’hanno scoraggiato.

Il direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, durante la conferenza stampa ha espresso fiducia nel fatto che per la santa Pasqua sul soglio pontificio possa sedersi il successore di Benedetto XVI: «Dal primo di marzo, dopo le dimissioni del 28 febbraio, inizierà l’iter per l’elezione del nuovo Papa. – precisa Lombardi – Non sappiamo ora la data del Conclave, ma ovviamente non ci saranno i novendiali (i 9 giorni di lutto dopo la morte del Pontefice) così nel giro di un paio di settimane, nel mese di marzo, avremo il nuovo Papa».

LE DIMISSIONI DI UN PAPA: CASO ECCEZIONALE NELLA STORIA DELLA CHIESA

celestino vPrima di Benedetto XVI l’episodio più celebre, da me ricordato all’inizio di questo post, è il “gran rifiuto” di Papa Celestino V. Pietro da Morrone fu eletto il 29 agosto 1254, dopo un conclave durato ben due anni. Celestino V aveva quasi ottant’anni all’epoca e rinunciò alla carica dopo soli quattro mesi, forse temendo di trovarsi invischiato nelle mire politiche di Carlo d’Angiò che in seguito fu ben accolto dal successore Bonifacio VIII, pontefice odiato dall’Alighieri proprio per la sua intromissione nella vita politica di Firenze.
A distanza di secoli, tuttavia, la memoria di Pietro da Morrone è stata riabilitata e il Papa è ricordato come uomo di straordinaria fede e di buon senso.

Due secoli dopo fu la volta di Gregorio XII, Papa dal 19 dicembre 1406 al 4 luglio 1415. Una volta eletto si adoperò per porre fine al “grande scisma” fra i pontefici di Roma e quelli di Avignone ma, non riuscendovi, preferì a rinunciare al pontificato.

Il primo caso di abdicazione dal soglio pontificio fu, tuttavia, quello di Papa Clemente I (in carica dal 88 al 97 d.C., ai tempi dell’imperatore Domiziano, in piena persecuzione contro i Cristiani), che rinunciò alla carica a favore di Evaristo, perché arrestato ed esiliato non voleva che i fedeli rimanessero senza una guida spirituale.

[LINK della fonte]

ARTICOLO AGGIORNATO, ORE 14.00

30 ottobre 2010

FAMIGLIA CRISTIANA: “IL PREMIER È MALATO, ANCHE VERONICA L’HA DETTO”

Posted in attualità, politica, Silvio Berlusconi tagged , , , , , , a 4:04 pm di marisamoles


Un’altra bufera mediatica si è scatenata sul Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il caso, ormai stranoto, è quello della minorenne (all’epoca dei fatti, cioè febbraio 2010) di origine marocchina Ruby “Rubacuori” che avrebbe partecipato ad una festa ad Arcore e dal padrone di casa avrebbe avuto in dono una collana di diamanti e 7mila euro. In cambio di cosa? Della sua presenza, niente di più. Il fatto è che Berlusconi ha un cuore grande, come ha dichiarato lui stesso, e aiuta chi ha bisogno.

Ok, anch’io ci ho scherzato sul suo cuore grande. Ho scritto un post perché a quella dichiarazione mi è venuta in mente Heidi. Ma oggi, leggendo un articolo di Famiglia Cristiana, sono rimasta sconcertata. In riferimento al caso – Ruby, l’autore del servizio, Giorgio Vecchiato, ha affermato che già la moglie del premier, Veronica Lario, aveva pubblicamente dichiarato la “malattia” del marito, ormai ex.

Nel pezzo si legge: Uno stato di malattia, qualcosa di incontrollabile anche perché consentito, anzi incoraggiato, dal potere e da enormi disponibilità di denaro. Si sa che Berlusconi è un generoso, non lesina su aiuti e ricompense. Ma quale tipo di aiuti, e ricompense per che cosa? Incredibile che un uomo di simile livello e responsabilità non disponga del necessario autocontrollo. E che il suo entourage stia a guardare. S’insiste, dunque, sulla mancanza di autocontrollo che Berlusconi, nella veste istituzionale, dovrebbe mantenere. Si parla di lui come una persona malata. Ma il Presidente del Consiglio già ieri si è difeso: lavora venti ore al giorno, non va quasi mai in ferie, ogni tanto gli va di distrarsi e così organizza delle feste. Che male c’è? Lui si definisce orgoglioso del suo stile di vita.

Da notare che la stessa Ruby ha affermato di essere andata solo una volta nella villa di Arcore e di aver assistito ad uno show canoro del premier. Che male c’è? Nessuno conosceva la sua vera età e lei si era spacciata per una ventiquattrenne. Poi, quando Berlusconi si è reso conto di essere di fronte ad una minorenne, le ha chiaramente detto di non farsi più vedere. In seguito, però, a maggio, la telefonata alla questura di Milano: Berlusconi si limita a dare una mano ad una ragazza in difficoltà, pur mentendo sulla vera identità e spacciandola per nipote di Mubarak. In ogni caso, la ragazza viene lasciata libera qualche ora dopo e affidata al consigliere Minetti, come espressamente chiesto dal premier.

Detto questo, prima di definire Berlusconi un “malato”, bisognerebbe conoscere i fatti. E poi, anche se non disdegnasse la compagnia delle belle donne, disponendo del “potere” e del fascino del denaro, un binomio che attrae particolarmente le signorine in cerca di notorietà, sarebbe l’unico? Diciamo che la stampa gli sta appresso e non si lascia scappare l’occasione per scrivere qualche servizio piccante sul Presidente del Consiglio. Il potere dei media è, poi, quello di condizionare il giudizio della gente. Persino il papa c’è cascato. Ieri, senza riferirsi esplicitamente al caso Ruby, di fronte a centomila giovani dell’Azione cattolica, ha affermato: Troppo spesso l’amore è ridotto a merce di scambio, da consumare senza rispetto di se stessi e degli altri. Così è molto amore proposto dai media e da internet: egoismo, chiusura, illusione di un momento, qualcosa che vi lega come una catena, qualcosa che soffoca il pensiero. Impossibile non pensare che si riferisse velatamente anche a Berlusconi, o meglio alle ragazze disponibili ad incontrarlo per ottenere qualcosa in cambio, data la sua tanto sbandierata bontà di cuore. Un’altra condanna che proviene dal mondo cattolico in cui di certo gli scandali non mancano. Mi verrebbe da dire: da quale pulpito arriva la predica.

Ma cerchiamo di spostare, per un istante, l’attenzione dal premier alla minorenne Ruby. Una così, che si spaccia per ventiquattrenne, vestita (per modo di dire) e truccata come una donna navigata, se è davvero “bisognosa d’aiuto”, se va in cerca di protezione, perché ad una casa-famiglia preferisce la villa di Arcore?

19 ottobre 2009

L’ORA DI RELIGIONE ISLAMICA A SCUOLA DIVIDE LA CHIESA E IL MONDO POLITICO

Posted in attualità, integrazione culturale, politica, religione, scuola tagged , , , , , , , , , , a 4:18 pm di marisamoles

ISLAM_-_Croce_

Ne ho già parlato in un altro post e ho già spiegato i motivi per cui, a mio modesto avviso, la proposta di offrire ai figli degli immigrati di fede musulmana la possibilità di studiare il Corano per un’ora alla settimana, mentre gli altri frequentano la lezione di religione, non sembra attuabile.
All’inizio l’idea era stata lanciata dal viceministro allo Sviluppo Economico Adolfo Urso di AN. Fin da subito si era schierata contro la Lega Nord, mentre il Vaticano, con un atteggiamento forse fin troppo entusiastico da parte di alcuni, aveva appoggiato la proposta, almeno stando alle parole del Presidente del Consiglio Pontificio per la Giustizia e la Pace, cardinal Martino. Netta opposizione, tuttavia, aveva manifestato il cardinal Tonini, facendoci capire che posizioni contrapposte erano possibili non solo nel mondo politico, ma anche entro le mura di San Pietro.

Oggi a Mattino 5, il ministro dell’Interno Maroni ha espresso la netta contrarietà della Lega, peraltro già manifestata attraverso le parole del presidente della Lega Nord al Senato, Federico Bricolo, che aveva definito la proposta inaccettabile e aveva assicurato che la Lega avrebbe difeso fino in fondo le nostre radici cristiane.

Mentre il viceministro Adolfo Urso, ieri in Libia, andava dritto per la sua strada, ricevendo pure il plauso del ministro libico dell’Economia, il mondo politico s’interrogava sull’eventualità o meno di aprire le porte delle scuole italiane all’islam. Se l’intera maggioranza prende le distanze dall’iniziativa di Urso, l’opposizione si divide: a parte l’apertura di Massimo D’Alema che due giorni fa si trovava d’accordo con Urso, favorevole appare solo l’Italia dei Valori che, per voce di Massimo Donadi, capogruppo alla Camera, ritiene che la proposta sia un valido strumento di arricchimento culturale e di conoscenza. Non è dato sapere per chi sarebbe un’occasione di arricchimento: per i bambini e i ragazzi musulmani che della loro fede sentono già parlare anche a casa oppure per i giovani italiani? Ma in questo caso, sembra quasi che l’idea sia di far frequentare l’ora d’Islam anche ai cattolici. Nulla di male, intendiamoci, ma mi sembra che la proposta non sia questa. D’altra parte, non dobbiamo dimenticare che lo studio di Maometto e della sua fede rientra nei programmi di Storia ed è un argomento trattato decisamente in modo ampio dai libri di testo.
Tornando alle posizioni politiche, da parte della maggioranza si assiste ad un coro di no, mentre Pierferdinando Casini, che come al solito non sa da che parte stare, non si sbilancia e osserva che l’idea è senz’altro generosa ma rischia di essere avventata.

E al Vaticano che succede? La CEI prende le distanze: secondo il cardinal Bagnasco l’ora di religione cattolica nelle scuole si giustifica in base al Concordato, in quanto essa è parte integrante della nostra storia e della nostra cultura. Non mi pare quindi che l’ora di Islam ipotizzata corrisponda a questa ragionevole e riconosciuta motivazione.
Non dobbiamo dimenticare che l’attuale papa Benedetto XVI, allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, e Marcello Pera, al tempo presidente del Senato, nel 2004 hanno pubblicato un magnifico libro intitolato Senza radici. Joseph Ratzinger allora, definiva un aspetto fondamentale per tutte le culture il rispetto nei confronti di ciò che per l’altro è sacro, e particolarmente il rispetto per il sacro nel senso più alto, per Dio, cosa che è lecito supporre di trovare anche in colui che non è disposto a credere in Dio. Laddove questo rispetto viene infranto in una società, qualcosa di essenziale va perduto. Da parte sua, Marcello Pera riteneva che sull’Europa soffiasse un brutto vento: si tratta dell’idea che basta aspettare e i guai spariranno da soli, o che si può essere accondiscendenti anche con chi minaccia e potremo cavarcela.

Io credo che due messaggi così, sebbene diffusi cinque anni fa, siano la più bella lezione di civiltà da cui dovremmo trarre i dovuti insegnamenti, invece di interrogarci sull’eventualità di far studiare il Corano nelle scuole italiane. In tal modo, non si favorirebbe di certo l’integrazione. E se per qualcuno l’ora di religione islamica a scuola potrebbe servire per tenere la situazione sotto controllo, a me sinceramente sembrerebbe un tentativo un po’ patetico, nonché poco rispettoso di ciò che per altri è sacro. Verrebbe infranto, per dirla con le parole di Ratzinger, quel qualcosa di essenziale per ogni società.

[fonte La repubblica]

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