LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: I NETTURBINI TURCHI CHE SALVANO I LIBRI


A Çankaya, un quartiere di Ankara, alcuni addetti alla nettezza urbana hanno raccolto dalle immondizie e salvato migliaia di libri.

La raccolta, iniziata per uso personale, è stata poi allargata a tutti i lavoratori e alle loro famiglie. Ma nel tempo il numero dei volumi salvati è aumentato talmente tanto che, in accordo con il sindaco di Çankaya, è stata creata una vera e propria biblioteca pubblica. L’iniziativa è piaciuta agli abitanti del quartiere che hanno iniziato a consegnare agli addetti i libri che non desideravano più tenere donandoli alla biblioteca.

Il luogo scelto è una ex fabbrica di mattoni della zona, che i netturbini hanno arredato con scaffali e tavoli di lettura. Nella biblioteca dei libri salvati ci sono anche delle tavole da scacchi, un caffè e perfino un barbiere. Insomma, una vecchia fabbrica abbandonata è diventata un luogo di aggregazione e ha reso felici molti bibliofili.

Ad oggi, la biblioteca conta più di seimila libri tra letteratura e saggistica, libri per bambini, fumetti e manuali scientifici. Sono addirittura presenti libri in inglese e in francese per i turisti o per i visitatori bilingui. Tutti possono essere presi in prestito per due settimane, o poco più, in caso di necessità, da chiunque lo voglia. La biblioteca è cresciuta enormemente da quando è stata inaugurata, al punto che ha intrapreso ad effettuare diverse donazioni ad altri enti a cui mancano i libri, tra cui scuole, programmi di formazione e persino alle prigioni.

Leggendo questa buona notizia, è stato inevitabile per me fare un confronto con un fatto di cronaca accaduto di recente in Italia: un’operatrice ecologica che prestava servizio a Torino è stata accusata di furto e licenziata perché, a detta dell’azienda per cui lavorava, si è impossessata di un giocattolo trovato tra i rifiuti, contravvenendo al regolamento interno che stabilisce il divieto di appropriarsi degli oggetti destinati alla raccolta. (QUI la notizia)

Che dire? Evidentemente noi italiani abbiamo qualcosa da imparare dai turchi.

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[fonte della notizia: fanpage.it ]