29 agosto 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: A LONDRA PANCHINE-LIBRO PER RILANCIARE LA LETTURA

Posted in attualità, cultura, La buona notizia del venerdì, libri, società tagged , , , , , , , , , a 5:10 pm di marisamoles

panchine letterarie londra
Non sono solo gli Italiani poco amanti della lettura, evidentemente. Gli Inglesi sembrano passarsela meglio, dato che secondo un sondaggio della National Literacy il 53% dei giovani londinesi si definisce lettore appassionato e anche i piccolissimi dichiarano di essere sempre alla ricerca di un buon libro e di una bella storia.
Ciononostante, a Londra, camminando per uno dei numerosi quartieri – da Notting Hill a Portobello Road, da Chelsea a Soho, da King’s Cross a Westminster – in questo periodo capita di ritrovarsi seduti su una panchina a forma di libro.

Le 50 «book benches» (panchine-libro) sono state decorate da cinquanta artisti, tra i quali molte giovani promesse, e realizzate a forma di libro aperto. Gli artisti si sono ispirati ad una serie di libri (tutti famosissimi) ambientati nella capitale del Regno Unito. Si tratta di un progetto, denominato «Books about Town» e promosso da The National Literacy e dalla Wild in Art, che ha lo scopo di ricordare a tutti i passanti quanto sia bello leggere ma ha anche un obiettivo umanitario: le panchine, infatti, saranno battute all’asta dal Southbank Centre di Londra il 7 ottobre per raccogliere fondi in favore della National Literacy Trust allo scopo di combattere l’analfabetismo nelle zone più povere della città.

La gamma di autori, libri e personaggi rappresentati nelle panchine va da Geoffrey Chaucer a Shakespeare, da Lewis Carroll ad alcune firme contemporanee, come Helene Fielding, autrice del Diario di Bridget Jones, da James Bond a Hercule Poirot, da Peter Pan all’orsetto Paddington.

L’orso Paddington è un personaggio della letteratura inglese ma non autoctono, in quanto immigrato dal Perù, amatissimo dai bambini e protagonista di diverse storie. La panchina a lui dedicata si trova naturalmente alla Paddington Station ed è firmata dalla matita di Michelle Heron.

Un altro personaggio, diventato un cult e amato da generazioni di piccoli e grandi lettori, è Mowgli, protagonista de “Il libro della giungla”, ritratto, assieme ai suoi amici – Shere Khan, Bagheera e Baloo e Kaa – nella panchina a lui dedicata e firmata da Ruth Green.

Non poteva mancare, per i più grandi, la Book Bench dedicata ad Agatha Christie che, cosa forse ignota a molti, scrisse anche romanzi rosa con lo pseudonimo di Mary Westmacott.
I due artisti che hanno ideato e pensato la panchina alla famosa giallista, Tom Adams e Mandii Pope, hanno scelto tra tutte le creazioni di Agatha Christie «Hercule Poirot and the Greenshore Folly».

Ma non si può pensare al “giallo” senza tenere nel debito conto l’agente segreto di Sua Maestà più famoso al mondo: James Bond, agente 007. Anche il personaggio creato da Ian Lancaster Fleming, giornalista, militare e scrittore inglese, ha la sua Book Bench disegnata da Freyja Dean.

E se Agatha Christie è l’autrice più tradotta, più dello stesso Shakespeare, anche il più famoso drammaturgo inglese ha la sua panchina a forma di libro. La creatrice, Lucy Dalzell, vi ha riprodotto di fronte e sul retro – tutte le panchine sono completamente decorate – riferimenti alle opere più importanti di Shakespeare, da “Sogno di una notte di mezza estate” all’indimenticabile storia d’amore di “Romeo e Giulietta”.

Sono tutte bellissime queste panchine letterarie. Vi invito a scoprirle, in buona parte, a questo LINK da cui ho tratto anche l’immagine postata sotto il titolo e che ha ispirato l’intero post.

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13 novembre 2013

GRAN BRETAGNA: INCENTIVI ALLE MAMME PER L’ALLATTAMENTO AL SENO. GIUSTO O SBAGLIATO?

Posted in bambini, donne, figli, salute, società tagged , , , , , , , a 4:28 pm di marisamoles

allattamento al senoPer una mamma la cosa più naturale che possa esistere è l’allattamento al seno. Un bambino viene nutrito dalla madre fin dal concepimento ed è, quindi, normale che questo rapporto così intimo iniziato in grembo prosegua dopo la nascita del figlio. D’istinto il neonato ricerca, oltreché il calore materno dal quale la nascita, evento per lui traumatico, lo ha allontanato, il seno della mamma. Quando sta in braccio, infatti, ricerca subito con la bocca il seno, indipendentemente da chi lo tenga. Questo accade almeno nel primissimo periodo post partum, dopodiché impara ben presto a riconoscere il profumo e la voce di colei che l’ha messo al mondo.

La “rivoluzione femminista” degli anni Settanta aveva fatto passare in secondo piano l’allattamento materno. Le donne di allora, al grido “l’utero è mio e me lo gestisco io” avevano associato, evidentemente, un altro concetto: le tette sono mie e me le gestisco io. Ma negli ultimi decenni del secolo scorso, grazie anche ad un’informazione capillare, le mamme hanno buttato via il biberon offrendo ai loro bimbi il nutrimento che ogni mammifero utilizza per crescere i cuccioli: il latte materno.

I neonatologi tuttora incentivano l’allattamento al seno perché costituisce il miglior alimento per i neonati. Il latte materno li difende dalle malattie e li fa crescere sani e forti durante i primi mesi di vita. Non solo: pare che l’allattamento materno prevenga il tumore alla mammella.
Anche se si ritiene indispensabile l’allattamento materno per i primi sei mesi, sono molte le mamme di oggi che lo prolungano fino ad un anno di età del bambino, e oltre. Ora come ora, in un periodo di crisi come questo, pur senza esagerare dilatando oltremodo i tempi di allattamento, esso costituisce anche un risparmio economico: le associazioni dei consumatori hanno calcolato che il latte artificiale costi 1.200 euro l’anno per bambino.

Dall’ultima indagine Istisan risulta che a pochi giorni dal parto il 91,7% delle italiane e il 90,1% delle straniere allatta al seno. Il quinto Rapporto della Convenzione sui diritti dell’infanzia (2012) calcola che al momento delle dimissioni quelle che nutrono il neonato con il proprio latte superano l’80 per cento.
In seguito, però, il ritorno al lavoro, sempre più anticipato per questioni economiche, e le difficoltà che comporta la raccolta del latte materno per le poppate che il neonato deve fare durante le ore di assenza della mamma, costringono molte madri a passare al biberon e al latte in polvere.

In Gran Bretagna, precisamente nel South Yorkshire e nel Derbyshire, 130 puerpere che s’impegneranno ad allattare al seno i loro bimbi per i primi sei mesi otterranno dei buoni spesa del valore di 200 sterline (circa 230 euro). Le zone sono state individuate, come rivela la stampa inglese, perché lì le donne si vergognano di allattare al seno i piccoli, sia fuori casa sia all’interno delle mura domestiche, per paura di attirare l’attenzione su una parte del corpo così esposta ad attenzioni di tipo sessuale.

L’opinione pubblica è divisa: c’è chi appoggia l’iniziativa, promossa dall’Università di Sheffield con la collaborazione del governo, e chi invece ritiene diseducativo incentivare un atto che dovrebbe essere istintivo e non sentito come qualcosa di cui provare vergogna. In più ha i suoi vantaggi anche sullo sviluppo intellettivo del bambino: la rivista pediatrica Archives of Disease in Childwood assicura che il latte, assieme al contatto pelle-bambino, aumenta le facoltà cognitive e migliora lo sviluppo neurologico.

E voi che ne pensate?
A parte che dall’articolo del Corriere non si capisce se la cifra sia da considerare forfettaria o elargita mensilmente (il che sarebbe auspicabile), la cosa che stupisce me è soprattutto il fatto che una mamma s’imbarazzi ad allattare suo figlio. Per me è la cosa più bella e dolce del mondo.

22 ottobre 2013

UN TÈ CON GEORGE … E TORTA RICICLATA

Posted in bambini, dolci, famiglia, figli, religione, vip tagged , , , , , , , , , , , , , , a 9:04 pm di marisamoles

william kate george
Non si può dire che a Londra non si badi al risparmio. La Casa Reale fa economia anche per un’occasione speciale quanto il battesimo del principino George Alexander Louis, il figlioletto del principe William e della duchessa di Cambridge, Kate Middleton, nato il 22 luglio scorso.

Il piccolo sarà battezzato domani e i genitori hanno annunciato una festa riservata a pochi intimi, solo i parenti strettissimi e pochi amici della coppia, tra i quali ben tre dei sei padrini designati, ex compagni di college di William e Kate.

Niente abitino di famiglia per il piccolo George: quello indossato nel giorno del battesimo da 60 parenti blasonati, a iniziare dalla regina Vittoria nel 1841 per finire con William che ha ricevuto il sacramento nel 1982, è ormai usurato ed esposto al Museum of London. Per George è stata confezionata una copia dell’abito da Angela Kelly, la sarta della bisnonna paterna.

Anche mamma Kate ha puntato al risparmio, nell’abbigliamento: per l’occasione indosserà un abito ordinato on line, seppur presso una boutique tra le preferite dai vip.

La cerimonia sarà officiata dall’arcivescovo di Canterbury Justin Welby nella Cappella Reale del palazzo di St. James e sarà seguita da un tè con i sessanta invitati. Dalla lista sono stati esclusi alcuni membri della famiglia reale più lontani nella linea di parentela. Ad accompagnare il tè, una fetta di torta … riciclata. Pare, infatti, che la coppia abbia fatto tenere da parte tre livelli della ricca torta alla frutta servita al loro matrimonio, appositamente per il ricevimento del battesimo del primo figlio. La cake designer Fiona Cairn assicura che, se ben conservato, un dolce “vecchio” di più di due anni può essere mangiabilissimo: basterà rinfrescare solo la decorazione.

A questo punto, consiglierei all’arcivescovo di Canterbury di impartire una benedizione a tutti gli invitati. Non si sa mai.

[fonte: Il Corriere; immagine da questo sito]

Prince William, Catherine and Prince George arrive at Chapel Royal

FOTO BATTESIMO GEORGE DAL CORRIERE (DOVE SI POSSONO TROVARE ALTRE FOTOGRAFIE DELL’EVENTO)

24 luglio 2013

IL ROYAL BABY HA UN NOME, ANZI TRE

Posted in attualità, bambini, figli tagged , , , , , , , , a 9:18 pm di marisamoles

principino Geaorge
George Alexander Louis: tre nomi per il piccolo principe di Cambridge, figlio del principe William e di Kate Middleton.
A sole 24 ore dalla nascita il neonato più atteso dell’anno ha un nome. E’ andata decisamente peggio, per modo di dire, al fortunato papà, William, che ha dovuto attendere una settimana e per il nonno Carlo, primogenito della regina Elisabetta, che ha aspettato addirittura un mese.

Il nome è lo stesso che il padre della regina, il principe Alberto, scelse per la sua incoronazione: re Giorgio VI.

Forse non è un caso che il nome scelto sia stato reso pubblico dopo la visita della bisnonna Elisabetta.
La giovane coppia e il bimbo si sono poi trasferiti da Kensington Palace, residenza dei duchi di Cambridge, ancora in fase di ristrutturazione, lo stesso palazzo in cui visse la madre di William, Lady Diana Spencer, alla residenza dei nonni materni nel Berkshire. Qui probabilmente la famigliola si fermerà per due settimane, il periodo di paternità cui ha diritto il principe William.

[foto da Vanity Fair]

22 luglio 2013

WELCOME ROYAL BABY! FIOCCO AZZURRO A BUCKINGHAM PALACE

Posted in attualità, bambini, figli tagged , , , , , , a 9:59 pm di marisamoles

william e kate
La duchessa di Cambridge, Kate Middleton, ha dato alla luce oggi, 22 luglio 2013, un maschietto che ha il titolo di Principe, essendo figlio del principe William. E’ il terzo erede al trono in linea di successione, dopo il nonno Carlo e il papà.

Il parto è avvenuto nello stesso ospedale in cui trentun’anni fa la principessa Diana Spencer diede alla luce William: il St Mary’s Hospital di Londra. Per Kate è stata messa a disposizione una suite nella Lindo Wing.
La nascita dell’erede al trono britannico è avvenuta alle 16.24 del pomeriggio (17.24 in Italia), ma l’annuncio – dato dalla Bbc – è arrivato in serata. Il bimbo pesa 3,798 chili. Clarence House ha annunciato: «Mamma e piccolo stanno bene».

La coppia regale si è dimostrata particolarmente “moderna” e anticonvenzionale, nonostante il protocollo di corte sia parecchio rigido. Anche a rischio di soffocare le giovani spose, com’è accaduto in passato per Lady Diana Spencer. Ma Kate, fin da subito, ha dimostrato carattere e determinazione, e l’amore di William è una certezza che forse la suocera mai conosciuta non ha mai provato da parte del consorte.

La novità, nel caso della nascita del royal baby, è questa: William in persona ha dato la lieta notizia, con una semplice telefonata, alla nonna, la regina Elisabetta, a parenti e amici e perfino al premier Cameron. In passato, un messaggero aveva portato alla regina l’annuncio della nascita dei nipoti.
La tradizione verrà comunque rispettata: l’annuncio ufficiale, per mezzo di un foglio firmato dallo staff medico, verrà incorniciato ed esposto su un cavalletto di legno e oro davanti a Buckingham Palace.

Per l’occasione i neonati inglesi che hanno visto la luce nello stesso giorno del Royal Baby riceveranno un regalo speciale: il Royal Mint, la Zecca di Stato, ha coniato 2.013 penny d’argento da donare loro. Secondo una tradizione, molto seguita in Gran Breatagna, regalare un penny d’argento è di buon auspicio per salute e fortuna.

Per quanto riguarda il primo periodo post partum, Kate sarà ospite della sua famiglia di origine, nel Berkshire, per sei settimane, come una mamma qualsiasi che ha bisogno dei consigli e dell’esperienza della propria madre. Il principe William prenderà un periodo di licenza per stare accanto alla moglie e all’erede.
La coppia ha già annunciato un Royal Baby Tour per la primavera del 2014, come racconta Us Weekly. Le mete saranno Australia e Nuova Zelanda. Una fonte di Palazzo ha così commentato la decisione: ««Anche se è un evento personale e privato, il duca e la duchessa di Cambridge capiscono che questo è anche un momento di festa nazionale e che ci sarà un enorme interesse per il bambino. Sanno che le persone vogliono condividere la loro gioia».

Per conoscere il nome del neonato bisognerà pazientare ancora qualche giorno. Per il nome del fortunato papà, il principe William, primogenito di Diana e Carlo, si aspettò una settimana prima dell’annuncio. Quando invece nacque Carlo, il nome rimase un mistero per un mese intero e fu rivelato solo a ridosso del suo battesimo nella Music Room di Buckingham Palace, nel dicembre 1948.

E quando si potrà vedere il Royal Baby? Probabilmente farà il suo debutto già all’uscita dall’ospedale, anche se sarà sicuramente infagottato e protetto da obiettivi indiscreti. Nelle sue prime settimane di vita, però, poserà per le foto ufficiali che saranno rilasciate al pubblico.

[fonti: vari articoli di Vanity Fair]

AGGIORNAMENTO, 23 LUGLIO 2013

royal baby
Ecco le prime foto del royal baby. Nella serata il piccolo ha fatto la sua prima uscita dal St Mary’s Hospital di Londra in braccio alla raggiante neomamma che ha poi passato il figlioletto ad un emozionato principe William. La coppia si è quindi diretta in automobile a Kensington Palace, dove trascorrerà le prossime due settimane (William ha chiesto il congedo dalla Raf). Sembra smentita, quindi, la notizia che Kate avrebbe passato le prime sei settimane dopo il parto a casa dei suoi genitori nel Berkshire.

Foto dal Corriere. PER VEDERE LE ALTRE FOTO CLICCA QUI.

16 marzo 2012

L’ABITO NON FA IL DEPRESSO

Posted in donne tagged , , , , , , , a 7:15 pm di marisamoles


Secondo la ricerca di un gruppo di psicologi inglesi dell’University of Hertfordshire, nell’Inghilterra Orientale, l’abito che si sceglie per uscire da casa rifletterebbe il nostro stato d’animo. Nel bene e nel male, nell’euforia e nella depressione.

Lo studio, condotto su un centinaio di donne, ha rivelato che il 50% delle intervistate indossano i jeans quando si sentono depresse. Al contrario, il “vestito della felicità ”, cioè quello che fa sentire bene una persona, è un vestito di buon taglio, che valorizza la figura ed è fatto con un tessuti di qualità e dai colori vivaci. (LINK della fonte della notizia)

Mi permetto di dissentire. A parte il fatto che io non ho un abbigliamento standard, nel senso che non sono una che si veste sempre sportiva o sempre elegante, che indossa solo pantaloni o solo abitini, sono capace di andare a fare la spesa in calze a rete (con addosso anche un vestito, naturalmente 😉 ) ma quando indosso i jeans sono proprio felice.

Le signore inglesi dovrebbero sperimentare la felicità che si prova quando si indossano i jeans che fino a due mesi fa non si chiudevano (nemmeno distesa sul letto e con l’ausilio di una intera squadra di body builders!) senza fare nessuna fatica. Altro che abiti di buon taglio (magari anche di una buona taglia) dai colori vivaci! 🙂

[immagine da questo sito]

9 febbraio 2012

GRAN BRETAGNA: CONTRACCETTIVI ALLE TREDICENNI ALL’INSAPUTA DELLE FAMIGLIE

Posted in adolescenti, donne, famiglia, figli, stampa estera tagged , , , , , , , , a 6:34 pm di marisamoles

Una cosa del genere qui in Italia scatenerebbe una sorta di insurrezione. Qui le famiglie devono essere avvertite di tutto ciò che succede ai loro figli, specialmente nell’ambito della scuola. Quando qualcosa con va a genio ai genitori, sono subito pronte le denunce. Talvolta molto discutibili.

Secondo quanto riporta il Daily Telegraph, una campagna governativa contro le gravidanze delle teenager (molto frequenti anche perché le ragazze madri possono usufruire di agevolazioni e sussidi di ogni tipo, compresa l’assegnazione di una casa – per noi qualcosa di fantascientifico), che ha coinvolto almeno nove scuole secondarie, per un totale di 1700 ragazze di età compresa tra i 13 e i 14 anni e 3200 quindicenni, ha portato all’impianto di contraccettivi sottocutanei all’insaputa delle famiglie. Si tratta di bastoncini piccoli e sottili posizionati sotto la pelle dell’avambraccio che rilasciano un flusso costante di ormoni che inibiscono l’ovulazione.
Ad altre 800 ragazzine sarebbero state fatte delle iniezioni sempre ai fini contraccettivi.

L’iniziativa, realizzata da Solent NHS Trust, una sorta di Asl di Southampton, e portata avanti dal 2009, ha ottenuto i suoi frutti: c’è stato, infatti, un calo del 22% degli aborti.
Il vero scandalo, a quanto pare, consiste nel fatto che tutto si sia svolto nelle scuole senza che le stesse abbiano avvertito le famiglie. Una sorta di “vaccinazione” senza autorizzazioni.

Ora si sta assistendo ad uno scaricabarile tra l’azienda sanitaria e le scuole stesse cui sarebbe spettato, pare, il compito di avvertire i genitori delle ragazzine interessate.
Particolamente infuriati i rappresentanti del Family Education Trust, che hanno accusato le autorità sanitarie di incentivare il sesso promiscuo tra gli studenti. Però, c’è da dire che l’intervento d’impianto del contraccettivo sottocutaneo non è stato imposto ad alcuna minorenne se non consenziente. Anzi, si è proceduto su richiesta delle ragazze che hanno semplicemente dovuto compilare un questionario medico prima di farsi impiantare il contraccettivo.

Riassumendo: nessuna è stata obbligata a subire l’intervento contro la sua volontà ma né la scuola né l’azienda sanitaria, tantomeno le minorenni stesse hanno provveduto ad informare mamma e papà.

Al di là del fatto che trovo lodevole l’iniziativa (sempre che sia tutelata la salute delle ragazze, come pare), ritengo sia stato quantomeno imprudente non chiedere preventivamente l’autorizzazione ai genitori. D’altronde mi rendo conto che sarebbe stata una richiesta rischiosa da fare, considerando la giovane età delle interessate. Insomma, senza voler fare i bacchettoni, quale genitore darebbe il suo consenso ad un metodo contraccettivo qualora la richiesta venisse fatta da una tredicenne o quattordicenne? In Inghilterra non so ma qui da noi sarebbe altamente improbabile che si verificasse una tale eventualità.

Però mi chiedo: perché nelle scuole italiane bisogna chiedere l’autorizzazione della famiglia per fare assistere i minorenni alle lezioni di educazione sessuale? E perché si assiste ad atteggiamenti molto ostili ogni volta che si parla di distributori di preservativi nei bagni delle scuole?
Insomma, la contraccezione è sempre meglio dell’interruzione di gravidanza che, specialmente in giovanissima età, può procurare seri traumi. O mi sbaglio?

[notizia e foto da Tuttoscuola.com]

23 settembre 2009

PIÙ DI 800MILA AMANTI E NON LO SAPEVO

Posted in amore, salute, stampa estera tagged , , , , , , a 3:07 pm di marisamoles

Magritte-Gli amanti
“Sfogliando” Il Giornale.It mi sono imbattuta in un articolo assai curioso secondo il quale ogni adulto ha 2,8 milioni di amanti … senza saperlo. Eh già, perché se uno/una ha un amante (non necessariamente un’avventura extraconiugale, anche il partner abituale è considerato “amante”, basta “dormirci” insieme) è evidente che lo sappia; ma non sa, e qui arriva il bello, di avere anche un bel numero di “amanti indiretti”.

Secondo un’indagine condotta in Gran Bretagna abbiamo più amanti di quello che pensiamo. Agli amanti effettivi bisogna infatti sommare anche quelli indiretti, cioè i più o meno numerosi partner collezionati dalle persone che abbiamo accolto nel nostro letto. Parte da questo concetto, e dalla famosa teoria dei sei gradi di separazione (secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualsiasi altra attraverso una catena di conoscenze con non più di cinque intermediari), il “calcolatore degli amanti indiretti” lanciato dalla catena britannica Lloydspharmacy.

Tutti possono fare il calcolo attraverso un cervellone online che, sulla base dei dati forniti, stima il numero di “relazioni indirette” che ognuno ha avuto nella vita, considerando che, come spiega su The Independent Clare Kerr, responsabile della salute sessuale per Lloydspharmacy, quando dormiamo con qualcuno in effetti non lo stiamo facendo solo con lui o lei, ma anche con tutti i suoi partner precedenti, e i loro rispettivi compagni, e così via. Il link attraverso cui si può calcolare il numero di amanti indiretti è questo. Io, che sono una curiosona, ci sono andata e mi sono fatta calcolare il numero di amanti indiretti: 826,397. Una bella cifra, non c’è dubbio, ma il calcolatore mi informa che la gente della mia età che si è fatta calcolare il numero di indirect sexual partners ne ha collezionati ben 3,091,370 rispetto alla media mondiale di 2,8 milioni.

La ricerca, a parte l’apparente superficialità, è condotta seriamente dalla Lloydspharmacy per dimostrare, qualora ce ne fosse bisogno, i rischi di contrarre delle malattie trasmissibili sessualmente. Un monito per le giovani generazioni che farebbero bene ad imporsi severamente la monogamia e a rinunciare alle relazioni fugaci, da una botta e via, per intenderci. Mi chiedo quanti amanti, diretti e indiretti, abbiano collezionato di già le tante veline, showgirl, troniste ecc. ecc. … Io, con i miei 800mila e passa amanti posso essere considerata una persona seria. E meno male!

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