13 aprile 2018

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: SI LAUREA A 82 ANNI PER AMORE DELLA MOGLIE SCOMPARSA

Posted in attualità, filosofia, La buona notizia del venerdì, Università tagged , , , , , , a 11:29 pm di marisamoles


Italo Spinelli è una figura molto popolare a Finale Emilia, dove ha vissuto 52 anni assieme alla moglie Angela. Poi un giorno, rimasto vedovo, ha pensato che una risposta sulla sopravvivenza dell’anima dopo la morte ci debba essere da qualche parte. Così, dopo una vita passata a fare il meccanico nello stabilimento Fiat di Modena, oggi chiuso, che fabbricava macchine agricole, quasi ottantenne ha pensato di dedicarsi allo studio iscrivendosi all’università di Macerata.

A 82 anni da pochi giorni Italo è diventato il dott. Spinelli. Ha discusso una tesi su Tommaso Moro alla Facoltà di Filosofia. La scelta non è casuale. Infatti l’arzillo ottantenne così spiega la sua decisione:

«Nel 2014 è venuta a mancare mia moglie Angela. Un tumore al polmone, dei più cattivi, se l’è portata via in pochi mesi dopo 52 anni trascorsi assieme. Lei è stata quella che mi ha sempre sostenuto, con l’amore e in senso materiale, anche nei momenti difficili, che ci sono stati. Da quel giorno ho cominciato a chiedermi: “La rivedrò?”, “Dove è finita?”. O ancora: ”Ce l’abbiamo davvero un’anima?”. Insomma, dovevo trovare una risposta alla morte di mia moglie».

Nell’articolo apparso sul Corriere Spinelli spiega di aver scelto l’università di Macerata, al posto della più vicina Ferrara, perché non c’era l’obbligo di frequenza. Ha seguito, quindi, le lezioni on line («Te le scaricavi sul computer e te le seguivi una, due, tre volte se necessario.», spiega), imparando a usare internet e studiano due o tre ore al giorno.

Alla fine, l’ambito “pezzo di carta” è arrivato, con tanto di festeggiamenti da parte dei suoi concittadini, sindaco in testa.

Questa, secondo me, è una buona notizia perché insegna che quando c’è una buona motivazione, l’impegno porta al traguardo finale. Soprattutto penso ai tanti giovani che vorrebbero ottenere tutto senza tanta fatica e spesso ci mettono il doppio degli anni per laurearsi, senza nemmeno dare troppo valore a ciò che apprendono.

Per Italo sarebbe stato certamente più semplice andare in chiesa e parlare con il parroco che avrebbe saputo dare una risposta alla sua domanda. Ma gli studi di filosofia che l’hanno tenuto impegnato per cinque anni gli hanno poi chiarito i suoi dubbi?

«Mi ha aiutato la lettura del filosofo Pascal e della sua scommessa. Conviene avere fede, perché in quel caso almeno ci saremo garantiti la beatitudine. E alla fine credo che sì, una volta chiusi gli occhi per sempre, rivedrò la mia Angela».

Evidentemente sì.

[immagine da questo sito; © foto Calavita]

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

Annunci

19 settembre 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: LA “SARTINA” 99ENNE CHE CUCE VESTITI PER L’AFRICA

Posted in donne, La buona notizia del venerdì, lavoro, società tagged , , , , , , , a 4:32 pm di marisamoles

Lillian
Decisamente una vecchietta arzilla la signora Lillian Weber che vive a Scott County (Iowa): ogni giorno, grazie alle sue “mani di fata” e all’ausilio della macchina per cucire, confeziona un vestito da mandare a un bambino in Africa.

Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse per l’età della signora. Lillian ha 99 anni e negli ultimi due ha realizzato ben 850 capi da inviare in Africa. L’obiettivo che si pone, per il suo 100esimo compleanno che festeggerà il prossimo 1° maggio, è di arrivare a 1000.

Nonostante l’età, non si sente affatto stanca di confezionare abiti, attività che ha iniziato a praticare quando aveva solo 8 anni. Come racconta uno dei suoi numerosi nipoti (ne ha in tutto 32), nonna Lillian cuciva le uniformi scolastiche dei nipotini e riparava i loro abiti quand’erano piccoli.

Di anni ne sono passati tanti ma la passione per il taglio e il cucito non ha mai abbandonato la 99enne statunitense né la signora Weber ha mai pensato di rinunciare al suo passatempo. A maggior ragione ora che la sua abilità serve per aiutare i piccoli africani.

Quando la Ong Little Dresses for Africa – che invia vestiti fatti a mano a famiglie bisognose in 47 paesi africani – cercava dei volontari, nonna Lillian non ci ha pensato su un attimo e ha subito accolto l’invito. Se fosse per lei, di abiti ne cucirebbe due al giorno, non solo uno. Ma i nipoti le hanno posto un limite per salvaguardare la sua salute e per non farla stancare troppo.

Leggendo questa storia mi viene solo un pensiero: altre generazioni! Noi ora ci lamentiamo che siamo troppo stanchi a 50 anni. Dovremmo prendere ad esempio nonna Lillian.

[fonte: buonenotizie.corriere.it, da cui è tratta anche l’immagine]

ALTRE BUONE NOTIZIE

Tutti insieme a Matera Capitale Europea 2019 di laurin42

DONNE CORAGGIOSE: Le “farfalle” di Buenaventura di Emanuela Zuccalà per IOdonna

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

9 maggio 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: LA PET-THERAPY FUNZIONA ANCHE CON I MALATI DI ALZHEIMER

Posted in animali, La buona notizia del venerdì, salute, terza età, web tagged , , , , , , , a 9:38 pm di marisamoles

Un cucciolo peloso può aiutare chi è in difficoltà, lo sappiamo bene. La pet-therapy è particolarmente efficace con i bambini e viene utilizzata per “curare” varie tipologie di disturbi specialmente di tipo neurologico. Pare, però, che possa portare a dei risultati anche con i malati di Alzheimer.

In Italia questo tipo di terapia non è ancora sperimentata, ma in altri Paesi è una realtà consolidata.
L’Alzheimer’s Scotland and Dogs for the disabled è uno dei numerosi centri internazionali dove sono stati osservati gli effetti benefici della pet therapy sugli ammalati di questa terribile patologia.

Lisa Abeyta ha diffuso un video in cui si vede l’anziano padre che gioca e parla con il cane Roscoe. Eppure, assicura la donna, il genitore soffre di Alzheimer allo stadio finale e ha perso quasi del tutto la capacità di formulare frasi di senso compiuto, faticando nel trovare i termini giusti.
L’incontro con Roscoe ha determinato una sorta di miracolo: fin dal primo momento in cui si è trovato di fronte l’animale, le parole dell’anziano sono diventate più chiare e ordinate. Ora l’uomo quando è in compagnia dell’amico Roscoe è più sereno, gioca con lui, lo accarezza, i due sono diventati inseparabili.

Lisa ha voluto girare un video a testimonianza di questo piccolo miracolo per dare un po’ di speranza a chi vive ogni giorno questo dramma. Il video, diffuso in rete, è stato fin da subito condiviso da moltissime persone e tanti messaggi sono arrivati da parte dei familiari dei malati di Alzheimer che ora sperano di veder migliorare la condizione dei propri cari ammalati.

ALTRE BUONE NOTIZIE:

Se cerchi un abito da sposa Santa Rita te lo offre gratis di laurin42

Il cinematografo ambulante che dona sorrisi nei villaggi dell’Africa di Lorenzo Kihlgren Grandi (Corriere.it)

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

16 agosto 2013

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: UN LIBRO AL GIORNO ALLUNGA LA … MEMORIA

Posted in cultura, La buona notizia del venerdì, terza età tagged , , , , , , a 4:18 pm di marisamoles

vecchi e lettura
Anche questa settimana mi piace rimanere in tema di cultura, anche se la notizia che riporto è legata alla ricerca scientifica.
Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Rush University Medical Center di Chicago, tenere la mente allenata attraverso le attività di lettura e scrittura rende gli anziani più … arzilli. Infatti, i soggetti più avvezzi alle attività intellettive hanno mostrato un tasso di declino cognitivo più lento del 15% rispetto a chi è meno abituato a leggere e scrivere.

Lo studio ha coinvolto 294 soggetti in età avanzata che sono stati seguiti ogni anno per 6 anni e sono stati invitati anche a rispondere a un questionario sulle abitudini di lettura e scrittura durante la giovinezza, l’età adulta e la terza età. Dai risultati è emerso che mantenere un alto ritmo di lettura anche in tarda età ridurrebbe il declino della memoria del 32% rispetto alla norma. Al contrario, chi con il passare degli anni diminuisce le attività cognitive rischierebbe un peggioramento della memoria più rapido del 48% rispetto a chi si mantiene allenato leggendo e scrivendo.

Questa ricerca, strettamente correlata ad uno studio sull’Alzheimer, è interessante perché è continuata anche dopo la morte dei volontari, deceduti ad un’età media di 89 anni. Gli scienziati, infatti, hanno esaminato tramite autopsia i loro cervelli per identificare segnali fisiologici di demenza, come lesioni, placche e grovigli neurofibrillari (depositi proteici che si accumulano sulle fibre nervose), anomalie purtroppo comuni in età avanzata che possono causare deficit di memoria fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla patologia dell’Alzheimer.

Patrizia Spadin, Presidente di AIMA (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer), commenta così lo studio americano: «La ricerca ci conferma che quello che istintivamente i familiari mettono in campo con i loro cari malati di Alzheimer funziona davvero nell’ostacolare la progressione della malattia. Certo, l’attività “formale” di riabilitazione cognitiva conduce a risultati misurabili e provati. Ma anche trovarsi con gli amici, fare una passeggiata o una nuotata, leggere un buon libro, fare le parole incrociate e mangiare sano, oltre a influire positivamente sul tono dell’umore, danno beneficio alle cellule cerebrali e quindi alla mente. Per chi si sente impotente davanti ad una malattia così devastante come la demenza, è fondamentale sapere di avere anche queste armi nella battaglia contro il deterioramento cognitivo».

Considerato che l’età media è in aumento costante e che l’età della pensione, ahimè, si allontana sempre più, questi dati rappresentano una buona notizia per chi ha già una certa età e fanno ben sperare i più giovani in una terza età sempre attiva intellettualmente.

[LINK della fonte; immagine da questo sito]

LE ALTRE BUONE NOTIZIE:

A Pechino la metropolitana si paga con le bottiglie di plastica di laurin42

Monitorare i capodogli grazie a una torre per i neutrini di unpodichimica

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

5 aprile 2012

TRIESTE: NON LE RINNOVANO LA PATENTE E LEI SI INFURIA. “NON SONO RINCO*****”. PAROLA DI MARGHERITA HACK

Posted in Friuli Venzia-Giulia, terza età, Trieste tagged , , , , , , a 3:40 pm di marisamoles

L’astrofisica Margherita Hack, quasi novantenne, si è indignata perché il medico preposto al rinnovo delle patenti di guida si è rifiutato di visitarla, invitandola a rivolgersi alla Commissione Medica. “Loro hanno la possibilità di rinnovare la patente anche solo per sei mesi – ha spiegato il dottor Giuseppe Caragliu – mentre io sarei costretto a rinnovargliela per due anni.”. Una questione deontologica, un eccesso di zelo oppure uno scrupolo di coscienza? “Non mi potrei perdonare di aver in qualche modo causato indirettamente un incidente. Se ci tiene alla patente ci sono tanti medici in giro abilitati”. Ma il suo rifiuto ha suscitato non poche polemiche e non solo da parte della professoressa Hack.

L’astrofisica, in un articolo uscito sul quotidiano giuliano Il Piccolo, ha spiegato le sue ragioni: “Quel medico non mi vuol fare la visita per la patente perché ho più di 80 anni. Non sono vecchia. Posseggo una Fiat Panda e vado dappertutto. È dal ’52 che guido la macchina e, se devo dirlo, non ho mai provocato o fatto incidenti gravi. Il suo comportamento è anticostituzionale”, così al giornalista. Molto meno soft il tono usato con il dottor Caragliu al telefono: “Non sono né vecchia né rincoglionita. Come può permettersi di dire una cosa del genere? Lei mi deve visitare”.

Appoggia la posizione della Hack il presidente dell’Aci Giorgio Cappel: «È come se un medico si fosse rifiutato di curare i malati con l’influenza per una propria scelta puntando a quelli affetti da un’altra patologia. La professoressa Hack ha ragione. Deve essere visitata, ne ha il diritto sacrosanto».

Secondo me, invece, quel medico ha tutto il diritto di rifiutarsi. Anzi, come spiega lui stesso, avrebbe potuto visitare la professoressa per poi mandarla comunque in Commissione medica, fatto per nulla straordinario. La prassi vuole che chi ha superato gli ottant’anni sia dichiarato idoneo alla guida da una commissione e non dal singolo medico che generalmente rilascia i certificati per il rinnovo della patente.
In fondo, il dottor Caragliu è stato onesto perché avrebbe potuto intascare l’onorario comunque e non l’ha fatto.

Io credo che ad una certa età la patente vada riposta nel cassetto. Certamente la signora Hack non sarà rinco, come si è affrettata a precisare, ma è un dato di fatto che le persone anziane, specie se ultraottantenni, abbiano spesso dei problemi alla vista, riflessi più lenti, sono più duri d’orecchio e si distraggono più facilmente. Senza contare che spesso guidano ad una velocità pericolosa, nel senso che vanno troppo piano, e provocano ingorghi eseguendo in modo lento e impacciato le manovre di parcheggio.
Anche se è vero che provocano meno incidenti dei giovani che spesso hanno macchine più potenti e non sempre si mettono al volante in condizioni ottimali per quanto riguarda l’assunzione di alcool e droghe.

Il fatto che la Hack sia l’astrofisica più famosa d’Italia e il suo cervello funzioni bene non deve, a mio parere, aprirle una corsia preferenziale per il rinnovo della patente di guida. Visto che ha quasi novant’anni direi che è stata particolarmente fortunata se non ha mai dovuto presentarsi di fronte ad una Commissione medica. L’ha fatto mio papà, a Trieste per giunta, che di anni ne ha solo 80. Perché non dovrebbe farlo la signora Hack?

[foto ANSA da Il Corriere]

AGGIORNAMENTO DEL POST

Devo chiedere scusa alla professoressa Hack perché mi sono documentata (cosa che non ho fatto prima perché ero di corsa, d’altra parte nemmeno i giornalisti che hanno parlato di questa vicenda hanno fatto riferimento alla nuova normativa) e ho scoperto che, grazie al Decreto Semplificazioni, per rinnovare la patente a chi ha superato gli ottant’anni non è più necessaria la Commissione medica.
Alla luce di questa recentissima normativa, in teoria il medico interpellato da Margherita Hack avrebbe dovuto almeno sottoporla a regolare visita. Nel caso in cui avesse riscontrato dei deficit tali da mettere in dubbio le capacità di guidare della professoressa, sarebbe stato comunque libero di mandarla in Commissione medica.

In un articolo del Corriere si leggono le motivazioni che hanno spinto a cambiare la normativa:

«L’uso dell’auto favorisce la partecipazione dell’anziano alla vita sociale, per questo mantenerlo “in pista” contribuisce al suo benessere — afferma Carlo Vergani, geriatra dell’Università di Milano — . Se parcheggia definitivamente la macchina, perde autonomia, autostima, va incontro a depressione».

Sono d’accordo con queste osservazioni e ritengo giusto che anche a novant’anni si continui a guidare se uno se la sente. Altro discorso è quello di pretendere il rinnovo della patente a prescindere. Però trovo corretto che anche il medico debba sentirsela di rinnovare la patente per due anni ad una persona così in età. Insomma, la signora Hack troverà di certo un medico disponibile (forse l’ha già trovato) ma secondo me bisognerebbe introdurre, in casi estremi (tra 80 e 90 anni lo stato psicofisico di una persona cambia notevolmente), una sorta di “obiezione di coscienza“. Esattamente ciò che ha fatto il dottor Caragliu anche se non in modo legittimo.

12 luglio 2011

AVELLINO: PENSIONATO DA 45 ANNI GUIDA SENZA PATENTE

Posted in cronaca, terza età tagged , , a 7:15 pm di marisamoles


La notizia ha dell’incredibile: un pensionato, domiciliato a Serino (Avellino), fermato dagli agenti della volante dichiara, candidamente, di guidare da ben 45 anni ma di non avere la patente né di aver mai tentato di conseguire la licenza di guida.

Ma la cosa più incredibile è, secondo me, che in tutto questo tempo l’uomo non era mai stato fermato dalle forze dell’ordine. pur avendo percorso migliaia di chilometri in tutta Italia e, a suo dire, non è mai stato coinvolto in alcun incidente. E meno male! L’assicurazione del veicolo, una Twingo, è risultata falsa.

L’uomo è stato denunciato per guida senza patente e falso in scrittura privata ma ha dichiarato di essere contento: si è finalmente liberato da un peso!

Ma non era più semplice prendersi la patente e pagare l’assicurazione?

E’ proprio vero: “vivere alla napoletana” (senza offesa: per metà lo sono anch’io …. ma non vivo così) è il modo migliore per non farsi problemi. Se penso che pago il ticket del parcheggio per mezzora (il minimo) quando vado a fare la spesa al supermercato e non ci impiego più di dieci minuti …

[LINK della font; immagine da questo sito]

16 maggio 2010

DAI BAMBINI DI “TI LASCIO UNA CANZONE” ALLE “VELONE”: ESTREMI GENERAZIONALI IN TV

Posted in adolescenti, attualità, bambini, canzoni, famiglia, spettacolo, talenti, televisione, terza età tagged , , , , , , , , , , , a 2:09 pm di marisamoles

Lo dico subito, senza tanti giri di parole: sono contraria all’esibizione dei bambini, o comunque minori, in Tv. Sia che cantino sia che ballino. Da “Ti lascio una canzone”, passando per “Io canto”, che poi ne è un clone, e arrivando alla gara nella gara di “Ballando con le stelline”, non trovo né spettacolare né educativo fare esibire i bambini o i ragazzini in trasmissioni serali di intrattenimento.

Una volta c’era lo Zecchino d’oro, solo lui, e andava in onda nel pomeriggio per un pubblico prevalentemente di giovanissimi. I bambini che concorrevano per la canzone più bella (non dimentichiamo che non erano mai i bambini a vincere) erano spesso piccolissimi e incoscienti. Non miravano al successo anche se forse un po’ le loro famiglie ci speravano; prova ne sia che dei bambini che hanno partecipato, e in qualche caso ottenuto la vittoria, allo Zecchino d’oro pochi sono noti. L’unica di cui mi ricordi è Cristina D’Avena che poi si è fossilizzata nel genere e non ha saputo o potuto percorrere altre strade.
La trasmissione dell’Antoniano c’è sempre, ovvio, ma non la seguo da molto tempo. Non so, quindi, quale sia il clima che si respira e quanto i bimbi siano coscienti di ciò che fanno. Spero continui ad essere per loro, come per le centinaia di bimbi che li hanno preceduti, sempre e solo un gioco che come tutti quelli belli, deve durar poco.

Ma partecipare al programma della Clerici e di Scotti è un’altra cosa: tutti bravi, naturalmente, tutti applauditi dal pubblico ma soprattutto dai genitori che tifano per i propri figli e sperano di vederli un giorno cantare nei migliori teatri e stadi del mondo. Per carità, non c’è nulla di male nel nutrire delle ambizioni per i propri pargoli talentuosi, ma questo spettacolarizzare l’infanzia non mi piace e ritengo sia scarsamente educativo. È inevitabile che questi cantanti in erba si creino delle aspettative esattamente come quei ragazzini che giocano a calcio e sognano di diventare Totti: loro, però, non vengono esibiti in Tv e la loro bravura può essere apprezzata solo da chi fa parte di quel mondo.

La televisione, invece, è nelle case di tutti. Quanti bambini dotati dal punto di vista canoro staranno già sognando di partecipare alla prossima edizione del programma? Quanti genitori si staranno già preparando per farli partecipare al casting? A proposito, quelle poche volte che ho visto qualche spezzone di “Io canto” o “Ti lascio una canzone”, ho avuto l’impressione di assistere al casting per “Amici”: già mi chiedo, specie quando sento cantare i più grandicelli, quante edizioni del programma di Maria De Filippi dovrò aspettare per vederli nella scuola di talenti più famosa d’Italia.

Ogni età ha le sue prerogative: ai bambini dev’essere lasciato il tempo di giocare, di crescere confrontandosi con i coetanei ma senza creare delle pericolose rivalità. Anche se poi vediamo tutti i partecipanti abbracciati e felici per la vittoria degli altri, la competizione è competizione e la mancata vittoria lascia sempre un sapore amaro in bocca. Non bisogna farli crescere con l’idea che devono essere i più bravi e ottenere un premio per dimostrare il proprio valore. La competizione esasperata già caratterizza la vita delle nuove generazioni: a scuola, nello sport … ora anche nelle trasmissioni televisive. È un impegno troppo alto e si rischia di vedere bambini stressati, grazie al carico di responsabilità, già a otto anni.

All’estremo opposto, ci sono i nonni. Le persone anziane sono, nella nostra società spesso tutt’altro che edificante, le depositarie delle tradizioni e dei valori che troppo spesso finiscono nel dimenticatoio. Devono essere un esempio per i più giovani, affinché essi possano, attraverso l’imitazione, crescere sani e moralmente integri. Ma quando vediamo in Tv degli esempi esattamente contrari al compito che dovrebbe essere affidato alle persone di una certa età, non ci resta che … piangere.
È il caso dell’annunciato programma di Antonio Ricci, che ci intratterrà presumibilmente e sfortunatamente per tutta l’estate, “Velone”. Da qualche anno non se n’era più sentito parlare e ne ero felice. Non ho mai avuto la costanza di seguire il programma di Ricci tutte le sere, ma quel che ho visto mi è bastato per farmi un’idea.
Oggi come oggi, è vero, le generazioni di over60 invecchiano meglio e resistono agli acciacchi dell’età sfoderando uno spirito invidiabile. Ma che cosa spingerà mai delle arzille vecchiette, spesso tutt’altro che “ben conservate”, ad esibirsi sul palco di “Velone” in improbabili siparietti, improvvisati spesso pur senza avere “arte né parte”? Forse lo spirito della competizione, lo stesso che anima i “loro” nipoti? Forse. O magari la voglia di sentirsi vive, non fossilizzate nel ruolo di casalinghe attempate, una volta raggiunta l’età della pensione? Magari. Può essere l’incapacità di accettare un degrado fisico cui nessun intervento di chirurgia estetica può porre rimedio e quindi riderci su? Può essere.

La molla che spinge le arzille vecchiette a mettersi in mostra davanti a milioni di telespettatori potrebbe essere semplicemente costituita dall’esibizionismo. Ma possiamo credere che siano tutte così esibizioniste, anche quando non hanno davvero nulla da esibire? No, non lo possiamo credere. E allora non c’è che una risposta: la molla è solo la magra pensione di cui dispongono e la speranza di arrotondare in qualche modo le misere entrate. Lo spot che in queste settimane annuncia la prossima messa in onda del programma ne è la conferma: la vincitrice dell’ultima edizione, ripresa nella sua cucina, forse recentemente acquistata proprio grazie al premio ottenuto, in cui è ritornata a rinchiudersi, cenerentola attempata e senza principe azzurro, invita le sue coetanee a partecipare dicendo apertamente che con i soldi “guadagnati” ha messo a posto le sue “cosette” .

“Velone” è la dimostrazione di quanto sia a volte difficile “tirare a campare” per i nostri vecchi. Purtroppo, però, non è un programma in cui si faccia di necessità virtù. Perché mettere in mostra rughe, doppi menti, pance prominenti, gambotte ben tornite o al contrario magre come manici di scopa, capelli bianchi che spesso contrastano con l’abbigliamento non proprio consono all’età? Perché, invece, non creare un programma in cui vengano messe in risalto delle vere doti, o quantomeno dignitose, dell’età d’argento? Chessò, l’esibizione di ex attrici o ex cantanti, la cui fama non è mai stata tale da poter essere conosciute da tutti, o di chi ha l’hobby della pittura, della scultura o della ceramica? Perché non mettere in mostra delle abilità ormai fuori moda ma che potrebbero essere d’insegnamento per le nuove generazioni, come il ricamo, ad esempio?

Non ho nulla contro la gara in sé e nemmeno contro il premio finale. Duecentocinquantamila euro non solo fanno gola ma fanno comodo a tutte. Ma non vorrei vedere uno spettacolo così degradante che non è lo specchio della realtà: per fortuna la maggior parte delle nostre nonne e bisnonne sono diverse e non hanno nulla da mettere in mostra soprattutto perché una dote in particolare è la negazione stessa dell’esibizionismo: l’umiltà.

Ma se il pubblico vuole vedere le “velone”, evidentemente sono io a sbagliare. Suggerisco, quindi, ad Antonio Ricci di creare una serie televisiva che si adatterebbe perfettamente alla situazione attuale: “Le pensionate disperate”.

Scelti per voi

Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

wwayne

Just another WordPress.com site

Diario di Madre

Con note a margine di Figlia

Scrutatrice di Universi

Happiness is real only when shared.

Like @ Rolling Stone

Immagini, parole e pietre lanciate da Mauro Presini

Dottor Lupo Psicologo-Psicoterapeuta. Battipaglia (SA)

Psicologo Clinico, Terapeuta EMDR di livello II, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Terapia Metacognitiva Interpersonale.

Scaffali da leggere

Consigli di letture, recensioni e frasi tratte dai libri.

Willyco

in alto, senza parere

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou

pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, di temi originali e copiati, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

CORSI DI SCRITTURA CREATIVA, ATTUALITA' EDITORIALE, DIDATTICA E STRUMENTI PER LA SCRITTURA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Studio di Psicoterapia Dr.ssa Chiara Patruno

Psicologa - Psicoterapeuta - Criminologa - Dottore di Ricerca Università Sapienza

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

i media-mondo: la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Le Ricette di Cle

Ricette collaudate per ogni occasione

Messaggi in Bottiglia

Il diario di Cle

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: