19 agosto 2016

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: AHMED, 13 ANNI, DA SOLO DALL’EGITTO IN ITALIA PER SALVARE IL FRATELLINO AMMALATO

Posted in bambini, cronaca, immigrazione, La buona notizia del venerdì, politica, salute, web tagged , , , , , , , , , a 12:52 pm di marisamoles

ahmed
Ahamed ha solo 13 anni e ha affrontato da solo un lungo viaggio pieno di insidie dall’Egitto in Italia per salvare la vita al fratellino Farid. Quest’ultimo ha 7 anni ed è affetto da una piastrinopenia, malattia che richiede cure costose in Egitto, troppo costose per una famiglia di contadini che non ha tanti mezzi.

L’intervento che potrebbe salvare la vita a Farid costa 50.000 lire egiziane, ma il reddito familiare è di appena 3000 annue. Così Ahmed ha deciso di partire per l’Italia in cerca di aiuto. L’arrivo su un barcone, uno dei tanti, a Lampedusa è solo la conclusione di una vera e propria odissea. Prima di prendere il mare, infatti, è stato obbligato a rimanere nascosto in un capannone della spiaggia di Baltim, non lontano da Alessandria d’Egitto, assistendo inerme alle crudeltà perpetrate da trafficanti e scafisti ai danni dei suoi compagni di viaggio. Così il tredicenne egiziano descrive la sua esperienza: «Alcuni derubavano gli uomini, altri afferravano giovani donne trascinate in un magazzino da dove tornavano in lacrime prima della partenza sul barcone… Pensavo di morire in mare. Né cibo né acqua. Soltanto un sorso di acqua a persona al giorno…». Troppo per Ahmed, poco più che bambino.

Una volta sbarcato a Lampedusa, ha subito mostrato ai soccorritori i certificati medici del fratello, sperando in una possibilità di salvarlo, ma ci tiene a sottolineare: «Io chiedo aiuto ai medici, a qualche medico, all’Italia, ma voglio pagare tutto, lavorando…».

Com’era immaginabile, è subito scattata una gara di solidarietà, anche per offrire al piccolo eroe il denaro necessario per poter pagare le spese del viaggio. Tutta la famiglia, infatti si è indebitata, compresi gli zii, obbligata a firmare delle “cambiali”: «Delle carte. – spiega il ragazzino – Un impegno con i trafficanti per pagare 2 mila euro nei prossimi anni. O con i miei guadagni, o con un suo terreno».

Ma la sorte del fratellino Farid è appesa a un filo. Il governo italiano non è rimasto a guardare: a Palazzo Chigi il premier Matteo Renzi ha mobilitato sia il Viminale con Angelino Alfano sia il mondo della sanità toscana con un sms a Stefania Saccardi, l’assessore alla salute della Regione. La donna si è subito attivata e, d’accordo con la direzione dell’ospedale di Careggi e col professore Marco Carini, si è dichiarata pronta ad accogliere il bambino che sarà curato al Meyer. La famiglia verrà fatta arrivare nel nostro Paese e potrà essere ospitata in una casa della «Fondazione Tommasino Bacciotti», mentre Ahmed, a tutti gli effetti un clandestino, ha lasciato la Sicilia ed è stato accompagnato in una struttura per minori della coop «Il Cenacolo» nella zona di Careggi.

A breve il sogno del tredicenne si realizzerà: «Il mio sogno è vedere mio fratello giocare senza sentirsi male, giocare con me a calcio e correre insieme senza aver paura che svenga perché non riesce a stare molto in piedi…».

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

[fonte Il Corriere.it, LINK1 e LINK2; immagini dal Corriere.it e da Twitter]

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23 febbraio 2016

CARO CORRIERE.IT, ORA SIAMO DI NUOVO AMICI

Posted in affari miei, amicizia tagged , , , , , a 9:09 pm di marisamoles

amiciziaAGGIORNAMENTO DEL POST “CARO CORRIERE.IT, NON AVRAI I MIEI 9 EURO E 90 CENTESIMI AL MESE”

Alla fine l’ho spuntata: posso accedere in modo illimitato e gratuitamente a tutti gli articoli del Corriere.it e all’archivio storico.

Come si dice: chi la dura la vince. E io, come forse qualcuno di voi avrà capito (mi riferisco, ovviamente, ai lettori abituali), non sono una che si arrende facilmente.

Sintetizzando: mi ero risentita molto quando la direzione del Corriere.it aveva comunicato che, per leggere più di 20 articoli al mese, si doveva pagare 9 euro e 90 centesimi. Avevo scritto al direttore senza ottenere risposta. Rivendicavo semplicemente il diritto di non dover pagare dal momento che da anni collaboro gratuitamente al blog “Scuola di Vita”.

La redattrice del blog, Carlotta De Leo, è stata gentilissima: dopo un giro di e-mail a colleghi redattori e ufficio marketing, è riuscita ad ottenere per me l’accesso gratuito. In ogni mail ha insistito sul fatto che collaboro gratuitamente per il blog multiautore.

Insomma, do ut des. Ma va bene così.

[immagine da questo sito]

10 febbraio 2016

CARO CORRIERE.IT NON AVRAI I MIEI 9 EURO E 90 CENTESIMI AL MESE

Posted in affari miei, web tagged , , , , , a 2:37 pm di marisamoles

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Dall’inizio del mese il Corriere.it ha rivoluzionato il sito e ha riservato una sorpresa, non so quanto gradita, ai lettori affezionati come me: la homepage è sempre consultabile ma gli articoli leggibili gratuitamente sono solo 20 al mese, dopodiché si deve pagare un abbonamento mensile di 9,90 euro.

Inutile dire che ho immediatamente scritto una lettera di protesta al direttore. Inutile dire che non ho ricevuto alcuna risposta.
Ecco in sintesi le mie obiezioni:

1. A volte si lascia un commento agli articoli letti (almeno a me capita spesso, per uno scambio di opinioni con gli altri lettori). Se qualcuno vota l’intervento e/invia una risposta, mi arriva la notifica per e-mail. Il che significa che devo ritornare sull’articolo e, ovviamente, questo nuovo passaggio viene identificato come nuova lettura.
La mia obiezione è che, in questo modo, anche ammesso che uno non legga più di 20 articoli al mese o faccia una selezione ragionata prima di cliccare sul titolo, il raggiungimento del limite arriva assai presto, scoraggiando non solo la lettura ma anche i commenti ad un articolo. Ovviamente sempre che non si voglia pagare l’abbonamento.

2. Chi mi segue (anche sul blog laprofonline) sa che da anni collaboro con il blog “Scuola di Vita” del Corriere.it La mia collaborazione, non servirebbe dirlo, è del tutto gratuita ma a me piace scrivere e non ho mai pensato di dover ottenere un compenso per i miei scritti. Anche se una collaborazione gratuita mi preclude la possibilità di ottenere il cosiddetto patentino di giornalista/pubblicista perché per ottenerlo le pubblicazioni devono essere pagate.
La mia obiezione, in questo come nell’altro caso, è che se scrivo un articolo che viene pubblicato sul blog del Corriere.it, “brucerei” le 20 visualizzazioni solo per controllare gli eventuali commenti (cui mi è data facoltà, da parte della redazione, di replicare) o anche per la curiosità di vedere come la pubblicazione sta andando, attraverso le condivisioni sui social.

A tutt’oggi nessuno mi ha dato una risposta. La redattrice del blog, gentilissima, mi ha promesso che si sarebbe informata sulla possibilità di offrire dei vantaggi agli “autori esterni”.

Quello che è certo, non pagherò l’abbonamento mensile. Non è una questione di soldi ma di principio. Quando tutti i quotidiani on line seguiranno questa linea, forse mi adatterò. Forse.

4 maggio 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ (IN RITARDO): ADOTTARE UNA VILLA DI ROMA ANTICA

Posted in La buona notizia del venerdì, scuola, storia tagged , , , , , , , , a 8:03 pm di marisamoles

villa romana

In questo periodo sono spesso “disconnessa” (sarebbe meglio dire “sconnessa”, per rendere meglio l’idea del periodo incasinato che sto vivendo, ma in realtà principalmente sono poco on line, come si sarà capito dato il mio silenzio), quindi mi scuso per aver saltato più volte il consueto appuntamento con la buona notizia del venerdì. Anche se oggi è domenica, ho appena letto una notizia che, a mio parere, è davvero buona. Cerco quindi di rimediare, sperando di poter essere più presente sui blog nelle prossime settimane, anche se credo sarà dura.

Adottare una villa romana antica: una missione possibile, grazie alla passione per l’archeologia e a un po’ di manualità che non guasta mai.

Si tratta del progetto didattico «Radici del presente», ideato e sponsorizzato da Assicurazioni Generali e organizzato dall’associazione Trivioquadrivio. Partito nell’autunno 2012, il progetto ha raggiunto in due anni più di quattromila studenti: 104 classi nel 2012/2013, cento nell’anno scolastico in corso.

Ma come funziona? Ai ragazzi vine distribuito un kit composto da bussola, plastico e schede sui livelli del terreno per ricostruire una villa romana proprio com’era allora. Poi un sopralluogo per vedere dal vivo l’edificio da riprodurre e per ragionare su come si viveva ai tempi dei Romani. Ogni scuola, poi, ha la possibilità di personalizzare il progetto. Solitamente viene scelta una villa antica che si trova sul proprio territorio, un po’ per comodità ma anche perché l’obiettivo principale dell’iniziativa, come si può intuire dal titolo, è proprio quello di scoprire le proprie radici.

Sul Corriere.it Scuola vengono riportate due testimonianze.

L’istituto comprensivo Giovanni Gavazzeni di Talamona (Sondrio), ha scelto una villa sul lago di Garda. Racconta l’esperienza la professoressa Flavia Zanchi: «Una volta tornati i ragazzi hanno arricchito il plastico con tantissimi dettagli: hanno fatto riflessioni sui materiali utilizzati per costruire la villa e hanno analizzato il terreno, poi hanno capito che orientamento dare all’abitazione in scala. Insomma, si sono divertiti: imparare facendo è il modo migliore per interessare i ragazzi. Ce ne fossero di più di progetti simili, gratuiti per le scuole ma così ben fatti».

Spostandoci a sud, per i ragazzi campani non c’è che l’imbarazzo della scelta, compresa la possibilità di scostarsi dalle mete turistiche per eccellenza di Pompei ed Ercolano. Ad esempio, gli alunni che frequentano la seconda media di Casamicciola Terme, piccolo comune sull’isola di Ischia, hanno optato per la villa di San Marco, a Castellamare di Stabia. Il progetto è stato poi allargato allo studio del territorio, prestando anche attenzione alle comunicazioni che avvenivano in epoca romana tra la terraferma e le isole. Questo il racconto della professoressa Valentina Pirozzi,che ha seguito il progetto con i suoi ragazzi: «Noi ci siamo anche allargati e abbiamo inserito uno studio su com’era Ischia ai tempi dei Romani. Come veniva usata, come era collegata alla terraferma. Il progetto interessa molto, spesso lo usiamo come pretesto di coesione sociale per far lavorare gli alunni insieme anche a casa. In questo comune ci sono molti disagi, tra ragazzini stranieri, famiglie in difficoltà, giovani con problemi di apprendimento. Un progetto pratico come questo riesce a unirli».

Il progetto “Radici del presente” ha anche un proprio sito web cui ritengo valga la pena di dare un’occhiata.

ALTRE BUONE NOTIZIE:

Internet scaccia depressione: i “silver surfer” (navigatori non più giovanissimi) che navigano stanno meglio di laurin42 (notizia del 2 maggio)

A 13 anni usa Facebook per salvare i cani randagi di laurin42 (notizia del 25 aprile)

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

[immagine da questo sito]

23 marzo 2014

MA VOI LO PORTERESTE IN GIRO UN BIMBO CON IL GUINZAGLIO?

Posted in bambini, cronaca, donne, famiglia, figli tagged , , , , , , , , , , , a 9:29 pm di marisamoles

bambini-guinzaglioOggi sul Corriere.it ho letto una notizia che a dir poco mi ha sconvolto meno di alcuni commenti.

Il fatto è questo: una coppia di immigrati dell’Est Europa ha legato al letto il figlio di 3 anni (pur lasciandolo a casa con la nonna 🙄 ), per andare a fare la spesa. Degli agenti hanno scoperto il “barbaro” gesto dei due in occasione di una visita nell’appartamento per controllare la residenza della famiglia.

Ora, non mi pronuncio sul fatto che appare già grave senza bisogno di commenti. Va da sé, tuttavia, che quando si leggono notizie del genere si apre una discussione infinita. Quello che però mi ha lasciata sconcertata è che la discussione, partita dalla condanna del gesto di legare il bambino a letto, è scivolata sull’uso dei guinzagli per bambini che, a detta di moltissimi lettori, sarebbero utilissimi.

Il mio primo commento è stato il seguente:

Io ho due figli, ormai adulti, che hanno 22 mesi di differenza … non so se mi spiego. Non solo quando il più grande aveva 20 mesi l’ho abituato a fare a meno del passeggino (oggi, invece, vedo mamme che usano quelli gemellari per bambini con poca differenza d’età), non ho mai usato guinzagli di sorta che, al contrario di quanto afferma [replicavo ad un lettore che difendeva l’uso del guinzaglio ritenendolo indispensabile se di bambini se ne hanno due se non tre tra i 2 e 3 anni], non sono indispensabili e a me personalmente sembrano più che una crudeltà, una vera e propria umiliazione. Se non si ha voglia di occuparsi dei figli, di portarli ai giardinetti o a fare la spesa e di seguirli con attenzione ovunque si vada, di fare qualche sacrificio, è meglio non metterli al mondo. Altroché guinzagli!

Dopo questo commento è arrivata la replica piuttosto risentita di una madre:

Ha ragione lei siamo noi mamme veramente incapaci, crudeli che mettiamo al mondo figli di cui non ci prendiamo cura. Siamo ignoranti e non vogliamo spiegare nulla ai nostri figli della vita ne seguirli. La colpa è nostra. E a puntare il dito contro di noi sono altre donne. Siete proprio delle belle persone e sono molto contenta ed onorata che ci siate voi a farmi capire come si alleva un figlio.

Ormai mi conoscete e sapete che non mollo. 🙂 Nel frattempo molte altre persone erano intervenute a difendere l’uso del guinzaglio, precisando che il suo nome corretto è dande, di cui parla anche Kant nel suo L’arte di educare, sconsigliandone vivamente l’uso. Quindi se è vero, come dicono, che anche i pediatri lo consigliano, si vede che Kant aveva preso una cantonata pazzesca. 😦

La mia ulteriore replica è stata la seguente:

Io di guinzagli o dande non ne ho mai visti qui (vivo in una civilissima città del Nord-Est d’Italia), solo qualche volta al mare, ma moltissimi anni fa, e ad usarli erano i tedeschi. Ora a quanto pare vanno di moda, evidentemente da altre parti. Siccome i bambini sono sempre stati vivaci e imprevedibili, se ci sono mamme che non li usano dobbiamo considerarle delle sconsiderate? Oppure dobbiamo pensare che le mamme moderne […] abbiano paura di tutto e crescano i figli senza insegnare loro il senso di responsabilità e l’autonomia? Io propendo per la seconda.

A questo punto mi chiedo: ma voi avreste mai portato (o portereste) a spasso il pupo come fosse un cane?
Sarà senz’altro una comodità e poi magari succede che le mamme moderne, fan delle dande, facciano come questa del video

3 febbraio 2014

UNA BELLA NOVITÀ: DA OGGI INIZIO UNA COLLABORAZIONE CON IL CORRIERE.IT

Posted in affari miei, scuola tagged , , , a 7:35 pm di marisamoles

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C’è una bella novità per me: da oggi inizia ufficialmente la mia collaborazione con il Corriere.it, per la precisione con il blog “Scuola di Vita.
La proposta, che ho accolto con l’entusiasmo di una principiante (eppure da più di cinque anni sono on line!), è arrivata in modo del tutto inaspettato grazie ad un commento lasciato ad un articolo qualche tempo fa (ne ho parlato QUI). Allora la giornalista Carlotta De Leo mi aveva contattata per informarmi che quel commento, molto apprezzato, sarebbe diventato un articolo. In seguito è arrivata la proposta di collaborazione …
Una nuova avventura che spero mi procuri soddisfazioni e serva anche a promuovere nuovi stimoli alla mia professione.

Sono molto emozionata. Ho avuto la notizia mentre ero a scuola, nel primo pomeriggio. In tutta la mattinata non ero riuscita a connettermi ad internet (la mattinata libera da impegni scolastici l’ho passata a pulire la casa … dopo dieci giorni di devastazione operata da muratore e idraulico 😦 ) e alle 15 dovevo tenere un corso di recupero di Latino.
Stanca morta ho preferito non riposare perché avevo il presentimento che se mi fossi seduta sul divano mi sarei addormentata. Così sono arrivata a scuola un’ora prima e mi sono messa davanti al computer. Ho aperto la posta e una mail di Carlotta mi ha fatto sobbalzare sulla poltrona: sei on line!.

Sapevo che prima o poi avrebbero pubblicato il mio primo articolo, preparato un po’ di tempo fa, ma non avevo la minima idea di quando mi sarei trovata sulla homepage del Corriere.it.
Se fate veloci – sempre che la cosa vi interessi, beninteso – mi trovate ancora là, sulla barra laterale destra dedicata ai blog multiautore. Io ancora non ci credo, con tanto di foto e profilo, proprio io che ho aspettato anni prima di postare qualche mia foto sul blog!

Insomma, sono proprio contenta. E dire che proprio ieri ho scritto un post sul blog laprofonline da cui traspariva un umore del tutto opposto.

Vabbè, ora basta con questa autoreferenzialità. Volevo condividere con voi, amici e lettori, questa bella novità, sperando che mi seguiate anche sulle pagine del Corriere.

[logo “Scuola di Vita” © Corriere.it]

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pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, di temi originali e copiati, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)

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