LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: COME TI COSTRUISCO UN GRATTACIELO IN LEGNO

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Ma le case in legno durano? E non prendono fuoco più facilmente? Ma saranno antisismiche? Vabbè, ma al massimo si potrà costruire una casetta, mica un grattacielo!

Ebbene, tutte queste domande hanno una risposta.

Le case in legno resistono anche più di 1.000 anni! Incredibile, no?

Non bruciano perché il materiale di costruzione detto CLT, uno speciale laminato ottenuto dalla sovrapposizione di più strati di legno incollati uno sopra l’altro con angolazioni definite, essendo molto compresso tende a non bruciare, proprio come un caminetto o una stufa troppo piene di legna faticano ad accendersi.

Le case in legno sono pure antisismiche, se consideriamo che il Tempio della Legge Fiorente, una pagoda di 5 piani alta 32 metri, in Giappone, è stata costruita con tronchi tagliati nel 594 d.C. e da allora ha resisito senza grossi traumi agli agenti atmosferici, agli incendi e a molti terremoti.

Se pensiamo alla tipica “casetta in Canadà”, ci sbagliamo: attualmente l’edificio in legno più alto del mondo si trova in Norvegia, a Bergen, e ha 14 piani. Un primato destinato ad essere superato a breve: alla fine del prossimo anno la University of British Columbia, in Canada, inaugurerà un residence per studenti di 18 piani.

Insomma, pare che gli architetti moderni siano tornati all’antico. L’utilizzo del legno, ovviamente associato alle nuove tecnologie, viene scelto come materiale di costruzione anche per il basso impatto ambientale: la costruzione di un palazzo in legno ha un’impronta ecologica fino al 75% inferiore rispetto a quella di un edificio tradizionale.

E se pensate alle foreste abbattute, state tranquilli: tutto il materiale proviene da foreste gestite nel rispetto ambientale, tramite un processo di disboscamento ecosostenibile.
Senza considerare i vantaggi: la costruzione con il legno è meno cara e molto più veloce rispetto a quella tradizionale. I cantieri per l’edificazione con il legno richiedono infatti meno attrezzature e meno mezzi rispetto al cemento armato.

A questo punto è doveroso chiederci quando anche in Italia si penserà alle case in legno, anche per arginare la cementificazione che di per sé non è un bello spettacolo. Pare che qualcosa si stia già muovendo: a Milano, per esempio, è stato realizzato Cenni di Cambiamento, un complesso residenziale composto da 4 torri di 9 piani costruite con pannelli portanti in CLT. Si tratta del più grande progetto europeo che utilizza questa tecnologia per altezza complessiva e per numero di unità abitative insieme.

Dunque, non siamo proprio l’ultima ruota del carro. E questa è senz’altro un’ottima notizia!

[fonte della notizia: Focus.it; nell’immagine, da questo sito, il progetto della Tall Wood Building, torre di 30 piani nel cuore di Vancouver]

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: ECCO LE “SNAIT BAG”, BORSE ECOLOGICHE MADE IN FRIULI

snait bag
Delle borse ecologiche che nascondono qualcosa di più del semplice riciclo dei materiali. Si tratta di un progetto dell’università di Udine, in collaborazione con la provincia: realizzare delle borse ecologiche riutilizzando gli striscioni pubblicitari.
L’idea imprenditoriale è nata da Giulia Montecchio, studentessa di Scienze dei servizi giuridici pubblici e privati.

Ecco le ‘snait bag’, le borse riciclate made in Udine, il cui nome si può definire anglofriulano: “bag” dall’inglese e ‘snait’ che in friulano traduce l’inglese ‘smart’, dall’impatto dinamico e veloce.

L’Assessorato alle Politiche sociali, che fa capo all’assessore Elisa Battaglia, ha deciso di donare all’Università tre striscioni in pvc, non più utilizzabili come mezzi promozionali e che sarebbero stati destinati alla discarica. Ecco che il progetto dell’ateneo udinese “salva” questo materiale e lo trasforma nelle borse che vanno ad arricchire il merchandising dell’università.

Come spiega Elisa Battaglia, in questo modo forniamo una seconda possibilità a materiali che altrimenti avrebbero avuto come meta la discarica, inoltre contribuiamo ad offrire un’opportunità di lavoro a chi si trova in difficoltà nella vita. Il progetto, infatti, si avvale della collaborazione della cooperativa sociale “Rio Terà dei pensieri” di Venezia che si occupa dell’inserimento nel mondo del lavoro di persone che devono scontare una condanna penale.

Le “Snait Bag” sono disponibili in quattro tipologie: tre borse e un porta-iPad. Non soltanto inaugureranno la nuova linea di prodotti ma daranno anche il nome al negozio di merchandising dell’ateneo: “Snait Shop”.
Veloce ma soprattutto ecologico e solidale.

[LINK della fonte da cui è tratta anche l’immagine]

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LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: DUE RUOTE PER SALVARE L’ARTICO

pedalata artico
Dopo una pausa (venerdì scorso ero, infatti, off line su una delle più belle spiagge dell’Adriatico … ve ne parlerò un’altra volta) quest’oggi, seppure a fine serata, voglio trattare un tema di grande attualità: l’ecologia.

Domenica 15 settembre saranno migliaia le persone, provenienti da 75 città di 35 Paesi nel mondo, che inforcheranno la bicicletta per salvare l’Artico dalle trivellazioni petrolifere.
Si tratta della prima pedalata Polare della storia, organizzata da Greenpeace. In Italia le città che aderiscono all’iniziativa sono sei: Bari, Catania, Milano, Napoli, Roma e Verona.

Cristina De Lia, di Greenpeace Italia, spiega il motivo di questa pedalata per l’ambiente: «vogliamo portare il movimento dei difensori dell’Artico sulle strade e chiedere che la regione, di vitale importanza per il clima del nostro pianeta, sia protetta da ogni tipo di sfruttamento». «Se non facciamo qualcosa subito, se non li fermiamo ora» aggiunge la portavoce di Greenpeace «non saranno solo gli orsi polari a perdere la propria casa. Ne risentiremo tutti! È grazie ai ghiacchi di Artico e Antartico che il Pianeta mantiene il suo equilibrio climatico, se questi dovessero venire a mancare, se i ghiacchi si dovessero sciogliere troppo, le conseguenze sarebbero disastrose per tutto il Pianeta».

Negli anni Sessanta la banchisa polare ammontava a circa 8 milioni di chilometri quadrati, mentre oggi ne ha 6 milioni. Anche se per il 2013 non è previsto il raggiungimento del minimo storico per quanto riguarda lo scioglimento dei ghiacci, dopo che il 16 settembre 2012 aveva raggiunto l’estensione minima di 3,41 milioni di chilometri. I cambiamenti climatici, tuttavia, non costituiscono l’unica minaccia per il Polo Nord: l’assenza di ghiaccio ha aperto nuove vie di transito per la ricerca e l’estrazione di petrolio a latitudini estreme scatenando una vera e propria corsa all’oro nero. Proprio per questo Greenpeace si mobilita invitando la popolazione mondiale ad aderire alla pedalata in difesa dell’ambiente polare.

A Roma l’appuntamento è alle ore 10 in piazza del Colosseo: ad attendere i ciclisti ci saranno orsi polari, giocolieri, acrobati e una postazione per decorare il volto con le immagini degli animali artici.
A Londra Aurora, un orso polare meccanico grande quanto un autobus a due piani, sfilerà per le strade fino a raggiungere la sede internazionale della Shell.

Buona pedalata, allora, ai fortunati che avranno la possibilità di raggiungere le sei città italiane interessate. Con la speranza che nel tempo l’iniziativa venga appoggiata da molte altre città della nostra bella penisola.

[fonti: Corriere e Vanity Fair da cui è tratta anche l’immagine]

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