23 settembre 2016

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: BABY PROSTITUTA RISARCITA CON LIBRI SULLE DONNE

Posted in adolescenti, cronaca, donne, famiglia, figli, La buona notizia del venerdì, Legge, libri tagged , , , , , , , , a 5:54 pm di marisamoles

baby-prostitute
Ricordate le baby prostitute dei Parioli? Le ragazzine che a 15 anni si vendevano per ricariche telefoniche o abiti e accessori griffati hanno sconvolto l’opinione pubblica nel 2013 e costretto a riflettere sull’assenza di valori e la complicità di almeno una delle madri che aveva spinto la figlia, appena quattordicenne, a vendere il proprio corpo per poter pagare i debiti.

Questa storia non ha nulla di buono, di certo non è una #buonanotizia. Ma la decisione dei giudici del Tribunale di Roma che oggi hanno messo la parola fine a questa triste storia, condannando uno dei clienti, è davvero una bella notizia.

Un 35enne, allora cliente delle baby-squillo, è stato condannato (oltre che a 2 anni di reclusione) a risarcire la ragazzina costituitasi parte civile, comprandole 30 libri e 2 film su «la storia e il pensiero delle donne, la letteratura femminile e gli studi di genere». Questo è il seguito dell’inchiesta condotta dalla pm Cristiana Macchiusi e del procuratore aggiunto Maria Monteleone sul giro di prostituzione minorile nel quartiere Parioli a Roma.

L’avvocato della minorenne aveva chiesto 20mila euro di risarcimento per danni morali. Ma il giudice Di Nicola, membro del comitato per le pari opportunità presso il consiglio giudiziario di Roma, ha ritenuto opportuno un altro tipo di risarcimento che in qualche modo potesse anche essere riabilitativo per una ragazzina che si era lasciata travolgere da questa squallida storia, mettendo in secondo piano i valori e sottomettendosi al “dio denaro”.

Secondo il dott. Di Nicola i libri hanno lo scopo di “insegnare alla baby squillo come curare e rispettare il proprio corpo e dare così valore alla propria identità di donna”. Tra le autrici consigliate vi sono scrittrici come Hanna Arendt, Natalia Ginzburg, Sibilla Aleramo, Oriana Fallaci, Anna Frank, Marguerite Yourcenar e altre.

Le motivazioni della sentenza non sono state depositate ma questa decisione così fuori dai canoni, anticipata dal giudice, sta facendo parecchio discutere.

Io non so se la decisione del magistrato otterrà l’obiettivo prefissato ma ritengo che sia, oltre che originale, impeccabile dal punto di vista educativo. Acconsentire a un risarcimento in denaro, infatti, avrebbe posto l’accento sul valore dei soldi che, in questa brutta storia di prostituzione minorile, avevano avuto un ruolo di primo piano.

Non so nemmeno se la lettura dei libri verrà apprezzata dalla ragazzina ma credo che i soldi non ripaghino della perdita di valori mentre l’esempio di donne famose che hanno combattuto per difendersi dal maschilismo imperante o dagli abusi perpetrati a loro danno, sia morale sia fisico, non ha prezzo.

[LINK della fonte; immagine da questo sito]

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12 febbraio 2011

SARA TOMMASI, UN PRODOTTO DA VENDERE

Posted in adolescenti, attualità, donne, spettacolo, televisione, vip tagged , , , , , , , , , , , , a 2:40 pm di marisamoles


Malvolentieri parlo di una starlette televisiva (?) che sta riempiendo le cronache dei giornali con le sue dichiarazioni in merito al caso Ruby e alle feste in quel di Arcore. Ma oggi, dopo avere letto la sua storia, non riesco a tacere, soprattutto perché mi sta a cuore il destino delle giovani ragazze, donne del domani.

Leggo su Il Corriere: Cento centesimi alla maturità scientifica, 105 in Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari con il professor Maurizio Dallocchio alla Bocconi di Milano, nel libro “Ma le donne no” di Caterina Soffici (Feltrinelli) aveva ammesso: «Dopo quattro anni di studi, ho imparato a fare la manager di una grande azienda. In questo caso il prodotto sono io, un prodotto da vendere nel mercato dello show business». In classe non passava inosservata ai giovani assistenti, che più del suo ritardo cronico notavano l’abbigliamento, sempre elegante. Determinata, si era subito posta il problema se investire di più nel mondo dello spettacolo o in quello della finanza, e aveva scelto il campo nel quale pensava di avere qualche carta in più. Cresciuta com’era a far biscotti con nonno Emilio, nella pasticceria di famiglia, si sentiva parte di quelle «tante ragazze che non vogliono avere una vita normale».

Questa è Sara Tommasi, la stessa che all’Isola dei famosi, nel 2006, si vantava di essere una bocconiana. Una Laurea in Economia che, evidentemente, non ha saputo spendere. O forse le è convenuto rimanere nel mondo dello spettacolo in cui aveva iniziato a muovere i primi passi nel 2001. Allora mi chiedo a cosa mai le sia servita la laurea, a parte l’acquisizione di determinate competenze per vendere, al miglior offerente, se stessa. Ma, onestamente, credo che per fare ciò non serva affatto frequentare la Bocconi. Non credo che le “belle di notte” abbiano alle spalle tanto studio e cosa fanno se non vendere sé stesse?

Dopo l’Isola dei Famosi, arriva il calendario di Max, quello da appendere nelle officine meccaniche o nell’abitacolo dei camion. Sua madre, di fronte a tanto spettacolo, aveva osservato: «A me sembra che ti sei fatta togliere le mutande da tutta Italia e basta». «No, è arte», la replica.

Ora mi chiedo cosa mai possa aver pensato la povera madre di Sara Tommasi, dopoché la figlia l’altro ieri alla trasmissione radio Un giorno da pecora, ha ammesso: «Io in realtà sono troppo buona, troppo gentile, e anche per gentilezza allargo le gambe come niente, basta che uno mi è simpatico». Ma non è tutto: la povera ragazza è convinta che sfiorandola gli uomini la droghino: «Ho saputo che esistono droghe che si assumono con il contatto della pelle. Quando vengo toccata da qualcuno ho la sensazione che questa sostanza mi entri in circolo. Sento un forte formicolio e mi sento disinibita: farei sesso con il primo che mi capita».
Sarà, ma a me sembra che detti uomini non abbiano bisogno di ricorrere a certi trucchi per ottenere ciò che anche da savia offirebbe lo stesso, visto che solo ieri ha dichiarato di essere malata di sesso, precisando di non essere una escort. A me pare un po’ confusa, la povera Sara. Forse non le è chiaro il fatto che se una si definisce manager di se stessa e un prodotto da vendere nel mercato dello show business altro non è.

A questo punto faccio un appello a tutte le ragazze che mi seguono, a quelle che capitano qui per caso, alle mie allieve di oggi e a quelle di ieri: studiate, laureatevi e fate vedere quanto valete nell’unico modo in cui potete sperare di mettervi in competizione con il sesso maschile, ovvero dimostrando di essere capaci e intelligenti quanto gli uomini.
Studiare per vendere sé stesse non fa che confermare la presunzione che certi maschi hanno di potervi dominare e di considerarvi degli esseri inferiori. Non permettete che questo accada. E lo dico senza offesa per la signorina Tommasi: lei ha fatto una scelta che per me è sbagliata, ma se a lei sta bene, non sarò certo io a farle cambiare idea. Per questo non la giudico, ma mi sento in obbligo di spiegare perché un certo modello è sbagliato, visto che oggigiorno si attribuisce più importanza a ciò che si vede attraverso uno schermo televisivo piuttosto che a tutti quei modelli positivi di donne che con lo studio e la perseveranza hanno dimostrato, e continuano a dimostrare, di essere delle grandi donne in ogni ambito professionale. La foto qui sopra parla da sola.

[link immagini 1, 2 e 3]

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