22 luglio 2012

LIBRI: “FOSSE ‘A MADONNA!” di LUCIANO DE CRESCENZO

Posted in libri tagged , , , , , , , , , , a 5:12 pm di marisamoles

Fosse ‘a Madonna (Mondadori, 2012) è l’ultima fatica letteraria dell’ingegnere-filosofo-scrittore-regista,, insomma di quella figura poliedrica che di nome fa Luciano e di cognome De Crescenzo. Chi mi segue sa che è uno dei miei preferiti e che ho letto quasi tutti i suoi libri. Ciò che mi ha sempre affascinata dello scrittore napoletano è il suo amore per i miti greci e per i personaggi omerici cui ha dedicato tanti libri. Fosse ‘a Madonna, anticipato da Tutti i santi me compreso, uscito lo scorso anno, segna una svolta nell’attività letteraria di De Crescenzo che, come già avvenne per altri titoli a carattere autobiografico in cui esprime al massimo il suo legame con la città natale, Napoli, lasciata molti anni fa, ma solo come luogo di residenza, per Roma (uno dei più noti è Così parlò Bellavista, che è anche il suo primo romanzo, oppure Sembra ieri o quello più propriamente autobiografico Vita di Luciano De Crescenzo scritta da lui medesimo, citato anche in Fosse ‘a Madonna), mette da parte le antiche leggende pagane per immergersi nel mondo reale, benché animato da santi e personaggi cristiani.

Si potrebbe pensare che i due ultimi titoli segnino il passaggio dal paganesimo al cristianesimo, come atto di fede dell’autore, quasi una conversione da terza età. E invece no. De Crescenzo non si definisce credente ma “sperante”. Ecco come descrive la propria posizione nei confronti della fede:

[…] in generale io penso che sono presuntuosi quelli che dicono di avere fede o di non averne. Come si può affermare, senza alcun dubbio, di credere nell’esistenza di Dio, oppure di essere assolutamente certi che non esista? Io preferisco praticare il Dubbio Positivo. Positivo perché ho sostituito il verbo credere col verbo sperare. Io spero che Dio ci sia e ho paura che non ci sia. Dubitando, chiedendomi così spesso se Lui c’è veramente oppure se non c’è nulla, alla fine è come se stessi continuamente in sua compagnia. Più di chi crede fermamente nella sua esistenza e non ci pensa più. (pag. 90)

Ma perché oggetto della sua riflessione è proprio la Madonna, la madre di Gesù? Be’, l’occasione gliela offrono proprio la sua terra, la sua città e i suoi concittadini, con i loro modi di dire che spesso hanno come oggetto proprio i santi (San Gennaro, in primis) e tutti i personaggi della Sacra Famiglia (un’esclamazione tipicamente napoletana, quando si vuole esprimere in un certo senso apprensione o incredulità, è “Gesù, Giuseppe, Sant’Anna e Maria”). Già, perché a Napoli dire “Fosse ‘a Madonna!” (con la dizione all’italiana, come sottolinea lo stesso De Crescenzo, anziché quella più comune in Campania, interessata dal rotacismo, Maronna) è come dire “Lo volesse il cielo!”. Ecco come ce lo spiega l’autore:

Quando un napoletano spera in qualcosa d’importante, ma di molto importante, dice sempre “Fosse ‘a Madonna!”, ovvero: “Lo volesse il cielo!”. Se poi le cose gli andranno davvero bene, il pensiero successivo non potrà che essere un “Lassa fa ‘a Madonna!”, ovvero un ringraziamento inviato direttamente alla madre di Gesù. (pag. 121)

Come si può descrivere questo libro? Non è un romanzo, non è nemmeno un saggio, è più che altro il risultato di una ricerca fatta dall’autore sulla madre di Gesù, partendo dalla tradizione evangelica, passando attraverso l’iconografia e approdando nel bel golfo di Napoli dove il nome di Maria si sente spesso intercalato nella parlata popolare. Ecco che De Crescenzo ci racconta quanto si apprende sulla vita di Maria dai vangeli apocrifi, essendo quelli canonici così scarni di notizie riguardo la Madonna, specie per quanto concerne il mistero della sua verginità. Poi ci accompagna alla scoperta, o riscoperta, naturalmente, delle immagini sacre con annessi miracoli più o meno noti, come ad esempio le Madonne che piangono o che appaiono. E grazie a De Crescenzo scopriamo, almeno io ne ero all’oscuro, che esiste anche una Madonna della ‘ndrangheta, oppure che l‘incantevole cittadina di Positano, che si affaccia su uno dei più bei golfi del meridione, quello di Amalfi, deve il suo nome proprio ad un’immagine “parlante” della Vergine che, trasportata su una nave, invitò i marinai ad approdare e a farla sbarcare su quelle incantevoli coste, con un’insistente invocazione: “Posa, posa”.

In conclusione, un libro che può sembrare insolito, specie se lo si considera scritto da un non credente (ma sperante!), caratterizzato, però, dallo stile ironico di sempre. Un misto tra ricerca storica e tradizioni popolari, arricchito dalla propria esperienza personale e dai ricordi d’infanzia che lo rendono certamente unico.

Confesso che non è tra i migliori testi di De Crescenzo, almeno tra quelli letti. Una lettura gradevole comunque, in grado di soddisfare anche qualche curiosità … ai credenti o ai non credenti, ma anche a quelli che, come De Crescenzo, possono definirsi speranti.

LE MIE (ALTRE) LETTURE

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11 commenti »

  1. Cle said,

    penso che gli darò un’occhiata!
    amo de crescenzo anche io, di lui ho sempre pensato fosse il “Pico de Paperis” nostrano!!!

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  2. marisamoles said,

    A Pico de Paperis non avevo pensato ma in effetti gli calza a pennello. 🙂

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  3. map85 said,

    Ciao, Marisa!
    Ho letto con piacere questa tua recensione dell’ultimo libro di De Crescenzo, che è uno dei miei scrittori preferiti, sia per i temi che ha
    spesso trattato, (miti greci, filosofia, ecc.) sia per il suo tentativo,(riuscito)
    di spiegare la”napoletanitudine” a chi napoletano non è.
    Vorrei inserire questo tuo intervento in una discussione (“Librarsi”) che ho aperto su “La Scuola che Funziona”, un social network di insegnanti a cui collaboro da anni.
    Naturalmente citerò l’autore dell’articolo e questo potrebbe far aumentare il numero dei tuoi “followers”.

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  4. marisamoles said,

    Ciao M. Antonella!

    Certo che puoi inserire il mio post nella discussione su “La scuola che funziona” (cui più volte ho pensato di aderire ma mi sembra così complicato … 😦 ). Mi fa molto piacere e ti ringrazio per l’apprezzamento.

    A presto.

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  5. frz40 said,

    Che discorsone, brava, ma mi fai vergognare delle mie mini recensioni. 🙂
    Cmq, per me il meglio di DeCrescenzo rimane Bellavista.

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  6. marisamoles said,

    Pensa che a me Bellavista non è piaciuto un granché! Il suo libro che preferisco in assoluto è Il tempo e la felicità. Però mi rendo conto che il mio giudizio è influenzato dalla mia propensione per la letteratura latina. 🙂

    Grazie ma anche le tue recensioni non sono male e in più leggi tanti di quei libri che sei tu a far vergognare me. 😳

    P.S. Ogni estate mi ripropongo di catalogare la mia biblioteca, scrivendo anche le recensioni sul blog. E ogni estate, puntualmente, mi rendo conto che due mesi non bastano, mi ci vorrebbe un anno intero. 😦

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  7. map85 said,

    @ frz40

    Dove posso leggere le tue mini recensioni???
    La sintesi è una delle virtù teologali! 😉

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  8. map85 said,

    Ecco fatto!
    Ho inserito la tua bella recensione qui

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  9. marisamoles said,

    Grazie, M. Antonella. Ho visto che bisogna registrarsi: lo farò al più presto.

    Dato che frz non risponde (in questo periodo non passa molto tempo al pc … anche perché si fa una scorpacciata di libri!), mi permetto di darti il LINK, sperando non si offenda. 🙂

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  10. frz40 said,

    @ marisa

    Offendermi? E perché mai! Anzi, sei stata molto gentile ad anticipare la mia risposta. In effetti è vero, passo poco tempo al pc e leggo molto (devo recuperare 🙂 )

    @ map85
    Non sono recensioni vere e proprie, ma piccoli memo per segnalare di che si tratta e il mio gradimento. Mi auguro che possa essere di tuo interesse e grazie anticipate per la visita al blog.

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  11. Diemme said,

    A me piace tanto il suo piglio, il modo ironico in cui fa passare messaggi davvero seri.

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