IL MIO BLOG È 100% AFFIDABILE!


Oggi sono proprio felice perché Trutzy mi ha premiata, ovvero ha premiato il mio blog che considera affidabile al 100%. Visto che il suo è Il blog della Felicità, non c’è ombra di dubbio che la sua felicità sia contagiosa!

Scherzi a parte, io ammiro molto il suo modo di affrontare le cose, sempre considerando che, se il bicchiere è mezzo pieno, non c’è motivo alcuno di vederlo mezzo vuoto. Poi Trutzy ha molti altri blog, il che dimostra la sua continua voglia di fare, quel non voler mai stare con le mani in mano ed il piacere di condividere con i lettori la sua gioia di vivere. Posso, quindi, dire che in lei c’è una grande passione, la stessa che ci metto io, o almeno ci provo, in tutte le cose che faccio.

Ma veniamo al premio. È un riconoscimento creato dal sito GliAffidabili e ha come scopo quello di far conoscere il lavoro dei molti blogger italiani che aggiornano con passione, dedizione e costanza il loro diario online, ma che non sempre sono noti al grande pubblico. Per arrivare all’obiettivo, lo strumento più semplice è una sorta di “catena”, per cui chi viene premiato a sua volta deve premiare altri cinque blogger, che abbiano meno di 200 followers, e così via. Lo so, non a tutti piace l’idea e poi ci sono altre iniziative simili. Io stessa ho ricevuto lo scorso anno il Gorgeous Blogger Award e sono stata segnalata per i 7 links. Ma è inutile nasconderlo: ogni volta che si viene “premiati”, al di là del valore intrinseco del premio, ci sentiamo gratificati per l’impegno profuso nel portare avanti un progetto in cui crediamo.

A questo punto è bene chiarire in che cosa si distingua un Blog Affidabile. Deve rispondere a cinque requisiti che sono:

1) E’ aggiornato regolarmente
2) Mostra la passione autentica del blogger per l’argomento di cui scrive
3) Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
4) Offre contenuti ed informazioni utili e originali
5) Non é infarcito di troppa pubblicità

Sull’ultimo punto, non c’è pericolo che il mio blog sia infarcito da troppa pubblicità. Non ho mai pensato a questa attività come ad una a scopo di lucro, benché con il numero di visitatori che ha ormai raggiunto il mio blog avrei potuto mettere da parte un gruzzoletto … ma non rientra nei miei progetti, anche perché se lo faccio per passione (punto 2) e se mi piace condividere le mie riflessioni con i lettori che mi seguono (punto 3) non è certamente un’attività lavorativa, quanto piuttosto un modo per regalare a me stessa – e spero anche agli altri – un po’ di relax. Quanto al fatto di essere un blog aggiornato regolarmente, ciò dipende molto dal tempo che ho a disposizione. Posso dire che durante l’anno scolastico non sempre riesco a pubblicare quotidianamente dei post, ma cerco di rifarmi quando sono in vacanza! Infine, spero che i contenuti dei miei articoli, seppur non sempre originali, possano essere considerati interessanti, come spunto di riflessione.

Ed eccomi giunta alla premiazione dei cinque blog che considero affidabili al 100%. Come dicevo, so che non tutti apprezzano questo genere di cose, questa specie di “catena di sant’Antonio”, e non ritengo debbano sentirsi obbligati a continuarla solo perché sono stato menzionati dai blogger amici. Mi auguro, però, che accolgano la nomination come un gesto di stima e affetto da parte mia.

Dichiaro che i blog seguenti da me scelti rispettano le 5 regole del Premio “Il Blog Affidabile” disponibili a questa pagina. Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio”.

1. Il mio amico frz40, uno dei più “vecchi”, non in quanto ad età anagrafica ma perché mi segue da qualche anno, praticamente dall’inizio. Il suo blog è davvero interessante perché lo scopo che si prefigge con i post che scrive è quello di “combattere” contro la violenza, la prevaricazione, la disinformazione e la faziosità, senza rinunciare a qualche sorriso che mai deve mancare per prendere la vita con più leggerezza. È un blogger affidabile perché ha tanti interessi e sempre il piacere di condividerli con i lettori.
2. La collega blogger e insegnante (recente amica con cui ho scoperto molte affinità) Ester. Il suo blog è davvero originale, a partire dal titolo: ESpress451, dove ES sta per le iniziali del suo nome, press rimanda alla stampa e quindi all’attività giornalistica che, blog a parte, pratica davvero, e nella fusione delle due sillabe ritroviamo il treno (Espresso) che rappresenta la metafora stessa del viaggio cui siamo chiamati ogniqualvolta esploriamo le sue pagine. Il suo blog è affidabile perché sempre aggiornato, vario e molto interessante nei contenuti, ma soprattutto originale perché quello che caratterizza la scrittura di Ester è la poesia con cui affronta qualsiasi argomento, anche quello apparentemente più banale ma che banale non è nel momento in cui esce dalla sua tastiera (sarebbe più romantico dire “penna” ma ormai …)
3. Veronica è una giovanissima e fedele amica da 100 e lode (immaginate perché!). In quest’ultimo periodo è sta silenziosa perché al piacere di scrivere ha preferito (è stata costretta a preferire!) il dovere. Ma ne è valsa la pena. È già tornata in attività con quella inconfondibile voglia di condividere con i suoi affezionati lettori le sue passioni (lettura e cinema in primis), in uno stile sempre impeccabile, dote rara nei giovani della sua età. Non solo il suo blog è al 100% affidabile, ma è sempre una piacevolissima lettura e un modo per entrare nella mente di una ragazza appena diciannovenne che ha sempre molte cose da raccontare trasmettendo la sua gioia di vivere, nonostante i momenti di disorientamento che a quell’età non mancano mai. Se consideriamo che il suo blog si intitola Scrutatrice di Universi, allora è chiaro che anche noi, grazie a lei, diventiamo scrutatori più attenti.
4. Ombreflessuose, ovvero Mistral, è una nuova amica dal talento poetico a dir poco originale. Anche quando lascia i suoi commenti nei blog amici, lei arriva delicata, come un petalo di rosa, sussurra piano la gioia o la malinconia rappresentando il suo mondo come un alito di vento. Nella presentazione ho cercato di adeguarmi ma è più che evidente che il mio talento poetico scarseggia alquanto confronto al suo. Consiglio il blog di Mistral perché quando vi ci si approda, è bello naufragare in cotanto mare. E lasciarsi cullare dolcemente dalla sua grazia.
5. Last but not least, la mia amica Diemme. Ciò che la caratterizza, oltre ai begli articoli che pubblica, molto profondi e su temi alquanto impegnativi, il che fa di lei una donna quasi ardita, è l’accoglienza che riserva ai suoi lettori, nuovi o vecchi che siano, e la disponibilità a discutere con loro, senza mai alzare i toni ma con un piglio sicuro che scoraggia ben presto qualche “invasore” che ogni tanto capita a stuzzicare. Lei è Donna e Madre coraggiosa, le sue pagine di diario non sono sempre infarcite di sentimentalismo mammesco di chi vede nei “frutti del proprio orto” solo belle virtù; Diemme sa essere una madre obiettiva che non rinuncia, pur tuttavia, a lasciarsi commuovere dalla sua cucciolotta.

Qui finisce il mio compito.

Grazie ancora a Trutzy e, per completare l’opera, invito i lettori a visitare anche gli altri blogger, che non ho potuto nominare, menzionati nell’elenco “Mi piacciono” sulla barra laterale del blog.

IL MEMORIALE DEL COMANDANTE SCHETTINO: “ATTACCARE ME E IL MIO COMPORTAMENTO È STATA LA COSA PIÙ FACILE FIN DALL’INIZIO”

Il gip di Grosseto ha revocato gli arresti domiciliari all’ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, che dovrà osservare solo un obbligo di dimora a Meta di Sorrento, dove risiede. Lo ha reso noto il suo difensore, l’avvocato Bruno Leporatti.

Al suo legale Schettino ha indirizzato un memoriale che stasera verrà discusso a “Quinta colonna”, la trasmissione di approfondimento curata e condotta dal giornalista Mediaset Salvo Sottile. Lo scritto, in forma integrale, è pubblicato da Il Corriere.

«Egregio avvocato, come da Lei suggerito le scrivo per mettere meglio a fuoco le mie emozioni e per approfondire le mie emozioni e sensazioni nella notte del naufragio. Ripercorrere interamente quegli istanti, per me, non è cosa semplice, ma mi rendo conto che è necessario farlo…

Subito dopo l’urto ho disposto tre ordini in successione che sono stati vitali per evitare ciò che definisco l’inimmaginabile, ovvero la catastrofe 1) Chiudere le porte stagne a poppa, ordine dato a prescindere dal fatto che dovevano essere già mantenute chiuse… 2) Il timone tutto a dritta, perchè era evidente che altrimenti, mantenendo il timone a sinistra e con la spinta (ndr la sostituisco alla parola abbrivio) ci saremmo schiantati con la prora contro l’isola.. 3) Il nostromo a prora, pronto a dare fondo all’ancora, per fermare la nave in caso iniziasse lo scarroccio incontrollato verso terra Hanno chiamato esperti dall’estero per farsi spiegare la mia manovra dopo l’urto, ma – mi chiedo – cosa c’era da capire?

L’iniziale curva a destra per evitare l’ostruzione, poi la curva a sinistra per rallentare la scodata della poppa e poi la virata a dritta che porta la nave a disimpegnarsi dall’isola… Il successivo scarroccio (cioè l’avvicinamento verso terra) non è stato interrotto gettando l’ancora ed è lì, in quel momento, che ho compiuto la scelta definitiva che oserei definire “solenne”. La scelta di effettuare la valutazione dei danni e di guadagnare nel frattempo la costa, portando la nave su un basso fondale, per evitare che affondasse. Ho creato così le condizioni ottimali per salvare tutti, indipendentemente da come si sviluppavano gli eventi. La nave è infatti la miglior scialuppa di salvataggio che possa esistere. Il comandante può prendersi il tempo che serve per valutare l’emergenza senza creare panico: il responsabile è solo lui, prima davanti a Dio e poi davanti agli uomini. C’è chi, a verbale, ha dichiarato che l’impatto con la poppa è stato causato da una mia allucinazione, un’allucinazione che mi avrebbe fatto virare a destra provocando la scodata verso sinistra… Altro che allucinazione! Piuttosto è stato il mio fiuto, il mestiere, il saper riconoscere il mare a farmi fare quella sterzata repentina a dritta.

Nessuno, fino a quel momento, mi aveva avvisato che avevamo superato il punto di accostata fissato sulla rotta. Per fortuna ho visto della schiumetta bianca sulla mia sinistra. E’ stato un segno che mi ha fatto dare ordine di virare a dritta, per puro istinto. In quel momento una mano divina si è sicuramente posata sulla mia testa. Se avessi continuato su quella rotta, avremmo colpito lo scoglio con la prua. Sarebbe stata un’ecatombe. Altro che conta dei compartimenti per stabilirne la galleggiabilità! Si sarebbero trovati tutti scaraventati in aria per l’impatto. Dopo qualche minuto saremmo finiti tutti in acqua, probabilmente a testa in giù. Altro che emergenza generale in ritardo! Altro che abbandono della nave: ragionamenti di questo tipo non si sarebbero neanche potuti ipotizzare… Oggi mi fa rabbia e tristezza ascoltare il contenuto della scatola nera, osservare il radar degli attimi prima dell’incidente. Ma ogni mia pena e rammarico è in minima parte alleviato dalla consapevolezza di avere evitato, virando, una strage.

Non è mio costume biasimare gli altri, voglio solo precisare che fino all’ultimo – e anche dopo l’incidente – è stato negato che stavamo percorrendo una rotta che ci avrebbe portato direttamente sugli scogli. Subito dopo l’incidente, avrei potuto affermare: “Ma dove mi avete fatto sbattere? Cosa mi avete fatto combinare?” … ma non sono un codardo, in quel momento bisognava essere lucidi, la pirorità non era individuare i colpevoli, ma agire, senza perdere la calma. Il dilemma era: evacuare o non evacuare la nave? Evacuare oltre 4000 persone con una nave in movimento ha i sui rischi. Disporlo sarebbe stato quasi una liberazione per me, ma la coscienza non mi ha concesso di farlo a cuor leggero… Il rischio che le vittime fossero maggiori nessuno lo ha messo in conto, nessuno ne ha parlato ma era una concreta possibilità. A causa del black out, non ho potuto utilizzare il computer dedicato al calcolo dei parametri nautici in caso di falla. Non averlo, ha reso ogni scelta più gravosa e difficile. Soltanto quando mi hanno riferito la situazione di allagamento dei tre compartimenti e quando ho capito cosa realmente stava accadendo sotto i miei piedi, ho ordinato l’abbandono e, nel contempo, ho lasciato scarrocciare la nave su un fondale più basso… Se avessimo sbarcato più al largo, su un fondale più alto, il rischio era di un affondamento totale.

Mi rincuora vedere che i dati emersi dall’analisi della scatola nera confermano le mie dichiarazioni rese quando sono stato interrogato. Come Le ho sempre detto, ho applicato un piano che man mano si disegnava nella mia mente. Altrimenti non avrei potuto nè riferirlo nè ricordarlo. Attaccare me e il mio comportamento è stata la cosa più facile fin dall’inizio. Questa vicenda ha responsabilità e dinamiche molto più complesse. Io sono stato sempre sicuro delle mie dichiarazioni, tanto che ho sperato fino all’ultimo che fossero salvati i dati della scatola nera La nave si è ribaltata di colpo. Ha fatto mancare il terreno sotto i piedi a me e a tutti coloro che erano con me sul lato destro. E’ triste per un comandante dover ricorrere alle testimonianze di altri per essere creduto. Il mio cordoglio va alle famiglie colpite negli affetti più forti. Il loro dolore è anche il mio e mi sento di ribadirlo con forza, con sincera ed affranta partecipazione. La nave sarà ricostruita, le assicurazioni ci sono per questo. La Concordia è già oggetto di disputa per la ricaduta economica che crea il suo smantellamento, ma le persone non potranno purtroppo ritornare in vita e le ferite più profonde rimarranno a poche persone. E per tutta la vita. Francesco Schettino»

05 luglio 2012

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