IL NUOVO CONCETTO DI ÈGALITÈ MADE IN FRANCE: JEAN HA DUE MAMME

famiglie gay
Al grido di “niente discriminazioni!” negli ultimi tempi si è sentito di tutto: l’abolizione della festa del papà a scuola perché i bambini possono avere due mamme, la scomparsa delle parole “madre” e “padre” dai moduli di iscrizione alle scuole, sostituite dai più asettici “genitore 1 e 2, la polemica contro le fiabe che inculcherebbero nelle fragili menti dei bambini un modello di famiglia tradizionale ormai superato, l’abolizione della dicitura “mamma” e “papà” sui braccialetti in dotazione nei reparti maternità, la propaganda esplicita nelle scuole attraverso opuscoli di educazione sessuale… l’ultimo è il caso scoppiato in Francia all’indomani della pubblicazione del programma governativo ABCD de l’ègalitè, dove vengono suggerite ai bambini e agli insegnanti letture come Jean a deux mamans (Jean ha due mamme), Tango a deux papas e Tous à poils (tutti nudi).

Ora, io non discuto sul fatto che i tempi siano cambiati e che la discriminazione sia una brutta bestia. Però, come ho più volte detto, il rischio che ad essere discriminate siano proprio le famiglie – non dico normali perché poi vengo fraintesa – in cui ci sono una mamma e un papà è concreto. Quello che trovo discutibile in particolar modo è qualsiasi campagna sia rivolta ai più piccoli, che non sono degli sprovveduti come sembra.

Insomma, se la maggior parte dei bambini ha due genitori di diverso sesso, è come fare 2+2 e ottenere 4 come risultato. Poi ci sono sempre le eccezioni – e le famiglie omosessuali lo sono ancora – però 2+2 non farà mai 5. Questo, a parer mio, è bene che i bambini capiscano. Non c’è nessun motivo perché pensino che i compagnetti di scuola che per caso hanno due papà o due mamme siano diversi, così come non c’è alcuna distinzione di tipo qualitativo tra chi ha i capelli biondi, rossi o castani e gli occhi blu, verdi o celesti.

La cosa che però non sopporto è che, secondo il punto di vista di molti, se si difende la famiglia tradizionale si debba essere per forza bigotti. Insomma, la religione non c’entra nulla. Io non giudico chi ha una relazione omosessuale, non ritengo che essere gay sia una sorta di depravazione, anzi, una malattia da curare. Ci mancherebbe. Non mi importa nulla, da credente, che gli omosessuali compiano un grave peccato secondo i precetti di Santa Romana Chiesa. Sono affari loro e non mi occupo degli eventuali peccati altrui, tutti hanno una coscienza con cui fare i conti, al limite. Se non ce l’hanno, cavoli loro.

Questo mio sfogo è dovuto al fatto che all’ennesima notizia, quella sul programma francese che vuole imporre a tutti i costi l’egualité (rivisitazione dell’antica rivoluzione?), c’è chi commenta tirando fuori la solita storia della religione, del bigottismo, della chiusura mentale condizionata dalla Chiesa … come se non fosse possibile ragionare con la propria testa senza condizionamenti di sorta.

Non ho amici atei, però mi piacerebbe sapere se chi non ha fede sia così aperto nei confronti delle novità sociali degli ultimi anni. Forse si dichiara tale per coerenza … del resto tutti sono capaci di fingere a seconda delle situazioni e della convenienza, o no? Be’, io sono una persona sincera e dico quel che penso. Per questo motivo non sopporto chi vuole per forza dare una spiegazione ad una mia presa di posizione.

In ultimo, vorrei dire che l’educazione dei figli, specie se piccoli, è un compito che spetta alla famiglia e non alla scuola. Poi, sulla necessità di discutere con i più grandi su determinate realtà sociali non ho nulla da obiettare. Senza forzature e costrizioni, però. Anche perché sarebbe controproducente che un bambino o un preadolescente, discutendo a casa su certe questioni, sentisse un parere del tutto opposto da parte dei genitori. Ne resterebbe disorientato e basta.

[immagine da questo sito]

12 pensieri riguardo “IL NUOVO CONCETTO DI ÈGALITÈ MADE IN FRANCE: JEAN HA DUE MAMME

  1. Concordo pienamente: negli ultimi tempi qualsiasi frase rischia di essere definita discriminatoria…però certi discorsi sfiorano (o oltrepassano?) il ridicolo!

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  2. Sono ateo agnostico, tuttavia mi sento sconvolgere al solo pensiero che nella scuola si voglia far passare il concetto di normalità nell’avere due mamme o due papà, Me ne infischio del “politically correct” quando questo urti contro la decenza, la moralità, la struttura benefica
    della famiglia tradizionale. Purtroppo stiamo subendo i nefasti mefitici rigurgiti del marxismo, che nel comunismo più abbietto sta ancora trovando proselitismo, e ne è riprova il fatto che tutte le organizzazioni omosessuali sono di sinistra o di estrema sinistra, e tendano, nel disegno marxista a disgregare la famiglia per distruggere la società.
    Chi volesse avere una più dettagliata visione del mio pensiero può cliccare sul mio blog personale ove troverà alcuni
    articoli nella sezione “attualità” ove la mia denuncia della mortificante realtà non lascia adito a dubbi.

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  3. @ fiocco di neve

    Effettivamente sì, si sfiora il ridicolo. Ogni volta che si leggono queste cose, viene da pensare che la “normalità” non ha bisogno né di pubblicità né tanto meno di imposizioni, sicché …

    @ frz

    Ne abbiamo parlato spesso e, almeno su questo argomento, siamo sempre d’accordo. 😉

    @ Luigi Cesareni

    Questo sì, si chiama parlar chiaro! Mi consola sapere che anche gli atei la pensino come me però mi dà ancora più fastidio il fatto che ci siano persone che attribuiscono un dato pensiero esclusivamente ai condizionamenti che derivano dalla religione. C’è anche una morale laica, o no?

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  4. La morale laica non può che essere un assoluto rifiuto alla legalizzazione delle coppie omosessuali. E’ sopratutto una questione di
    dignità, e di rispetto anche verso gli incontroinvertibili ruoli stabiliti dalla natura.

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  5. @ Luigi Cesareni

    Io non sono così drastica, io rispetto le scelte altrui anche quando sembrano cozzare contro gli incontrovertibili ruoli stabiliti dalla natura. Ma, lo ripeto, altro è sostituirsi al ruolo educativo dei genitori.
    La società è cambiata anche con il divorzio e con la legge sull’aborto, eppure nessuno si è preso la briga di diffondere a scuola opuscoli su questo tema.

    Questa è l’ultima: la distribuzione di volumi autorizzata dalla presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento per le Pari opportunità) all’epoca del governo Monti e dall’allora ministro del Lavoro con delega alle Pari opportunità, Elsa Fornero. Il governo di Enrico Letta ha dato seguito nell’ambito delle nuove strategie nazionali anti omofobia. A curare le pubblicazioni l’Unar, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali.

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  6. Come volevasi dimostrare: i camaleontici veterocomunisti sono semre moto attivi e sanno bene come mimetizzare la loro azione disgregatrice
    della società nella bandiera della antidiscriminazione raziale..
    Chiedo scusa per il lapsus nel precedente mio commento:me ne sono accorto non appena cliccato l’invio alla pubblicazione.

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  7. Ciao, io non ho capito perché la famiglia tradizionale e quelle meno debbano essere in competizione, non vedo perché una debba escludere le altre o viceversa. Ognuno si costruisca la famiglia che desidera nel rispetto delle altre. Non vedo il nesso tra il riconoscimento delle coppie gay e l’abolizione della festa del papà. Chi ha 2 mamme festeggerà la festa della mamma chi ha 2 papà la festa del papà chi ha sia il papà che la mamma festeggerà entrambe le feste. Non ho capito come le parole papà e mamma possano nuocere ai figli delle coppie gay e neanche come le parole gay o omosessuale possano nuocere ai figli delle coppie tradizionali. Il massimo rispetto per tutti ma manteniamo le feste!

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