11 novembre 2014

SPOT GAY FRIENDLY DI UNA NOTA MARCA DI TELEFONIA: VE NE ERAVATE ACCORTI?

Posted in amore, bambini, donne, famiglia, figli, pubblicità tagged , , , , , , , a 6:04 pm di marisamoles

Dopo lo spot della famosa ditta di surgelati in cui una madre ammicca al figlio che le rivela la sua omosessualità, il nuovo spot di una nota azienda telefonica propone, con la complicità del testimonial Fabio Volo, un altro bel quadretto familiare: due mamme gay. Almeno questo è ciò che si dice in giro per il web.

Confesso che, pur avendo visto più volte lo spot in questione, non mi ero accorta che si trattasse di uno spot gay friendly.
Fra le altre immagini che scorrono velocemente sullo schermo – d’altronde si tratta di pochi secondi – si vede una giovane donna agitata, presumibilmente in una sala d’aspetto d’ospedale, e un’altra, ben più matura, secondo me, che ha appena partorito e stringe fra le braccia il suo bimbo. La giovane raggiunge la puerpera e la bacia sulla fronte. Tutto qui.

Ora, è vero che uno spot pubblicitario non viene quasi mai osservato con attenzione. Personalmente, se sto guardando un programma alla tv, approfitto delle pause pubblicitarie per fare tutt’altro. Lo spot l’ho visto più che guardato ma questo tenero frammento di vita non l’avevo correttamente interpretato. Mi era parso piuttosto che la giovane donna aspettasse con ansia l’arrivo di un fratellino o di una sorellina. Mai avrei pensato che si trattasse di “due mamme“.

Due cose mi disturbano in questo spot. La prima è che la mamma, cioè quella che ha partorito, è a mio parere un po’ troppo in età e chi mi segue sa come la pensi sulle maternità tardive.
La seconda è che abbiamo tanto lottato, noi donne, per far entrare i mariti o i compagni in sala parto, e vogliamo lasciare fuori proprio una donna? Che sia lesbica poco importa, magari il prossimo figlio lo potrebbe mettere al mondo lei …

Pensandoci bene, c’è una terza cosa che mi disturba assai: la presenza di Fabio Volo. Ma questa è un’altra storia.

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26 marzo 2014

IL NUOVO CONCETTO DI ÈGALITÈ MADE IN FRANCE: JEAN HA DUE MAMME

Posted in adolescenza, bambini, famiglia, figli, religione tagged , , , , , , , , , , , , a 9:06 pm di marisamoles

famiglie gay
Al grido di “niente discriminazioni!” negli ultimi tempi si è sentito di tutto: l’abolizione della festa del papà a scuola perché i bambini possono avere due mamme, la scomparsa delle parole “madre” e “padre” dai moduli di iscrizione alle scuole, sostituite dai più asettici “genitore 1 e 2, la polemica contro le fiabe che inculcherebbero nelle fragili menti dei bambini un modello di famiglia tradizionale ormai superato, l’abolizione della dicitura “mamma” e “papà” sui braccialetti in dotazione nei reparti maternità, la propaganda esplicita nelle scuole attraverso opuscoli di educazione sessuale… l’ultimo è il caso scoppiato in Francia all’indomani della pubblicazione del programma governativo ABCD de l’ègalitè, dove vengono suggerite ai bambini e agli insegnanti letture come Jean a deux mamans (Jean ha due mamme), Tango a deux papas e Tous à poils (tutti nudi).

Ora, io non discuto sul fatto che i tempi siano cambiati e che la discriminazione sia una brutta bestia. Però, come ho più volte detto, il rischio che ad essere discriminate siano proprio le famiglie – non dico normali perché poi vengo fraintesa – in cui ci sono una mamma e un papà è concreto. Quello che trovo discutibile in particolar modo è qualsiasi campagna sia rivolta ai più piccoli, che non sono degli sprovveduti come sembra.

Insomma, se la maggior parte dei bambini ha due genitori di diverso sesso, è come fare 2+2 e ottenere 4 come risultato. Poi ci sono sempre le eccezioni – e le famiglie omosessuali lo sono ancora – però 2+2 non farà mai 5. Questo, a parer mio, è bene che i bambini capiscano. Non c’è nessun motivo perché pensino che i compagnetti di scuola che per caso hanno due papà o due mamme siano diversi, così come non c’è alcuna distinzione di tipo qualitativo tra chi ha i capelli biondi, rossi o castani e gli occhi blu, verdi o celesti.

La cosa che però non sopporto è che, secondo il punto di vista di molti, se si difende la famiglia tradizionale si debba essere per forza bigotti. Insomma, la religione non c’entra nulla. Io non giudico chi ha una relazione omosessuale, non ritengo che essere gay sia una sorta di depravazione, anzi, una malattia da curare. Ci mancherebbe. Non mi importa nulla, da credente, che gli omosessuali compiano un grave peccato secondo i precetti di Santa Romana Chiesa. Sono affari loro e non mi occupo degli eventuali peccati altrui, tutti hanno una coscienza con cui fare i conti, al limite. Se non ce l’hanno, cavoli loro.

Questo mio sfogo è dovuto al fatto che all’ennesima notizia, quella sul programma francese che vuole imporre a tutti i costi l’egualité (rivisitazione dell’antica rivoluzione?), c’è chi commenta tirando fuori la solita storia della religione, del bigottismo, della chiusura mentale condizionata dalla Chiesa … come se non fosse possibile ragionare con la propria testa senza condizionamenti di sorta.

Non ho amici atei, però mi piacerebbe sapere se chi non ha fede sia così aperto nei confronti delle novità sociali degli ultimi anni. Forse si dichiara tale per coerenza … del resto tutti sono capaci di fingere a seconda delle situazioni e della convenienza, o no? Be’, io sono una persona sincera e dico quel che penso. Per questo motivo non sopporto chi vuole per forza dare una spiegazione ad una mia presa di posizione.

In ultimo, vorrei dire che l’educazione dei figli, specie se piccoli, è un compito che spetta alla famiglia e non alla scuola. Poi, sulla necessità di discutere con i più grandi su determinate realtà sociali non ho nulla da obiettare. Senza forzature e costrizioni, però. Anche perché sarebbe controproducente che un bambino o un preadolescente, discutendo a casa su certe questioni, sentisse un parere del tutto opposto da parte dei genitori. Ne resterebbe disorientato e basta.

[immagine da questo sito]

15 marzo 2012

CASSAZIONE: ALLE COPPIE OMOSESSUALI PARI DIRITTI DEI CONIUGI. E ALLE COPPIE ETEROSESSUALI CONVIVENTI NO?

Posted in Legge, matrimonio tagged , , , , , , , a 8:00 pm di marisamoles

Mi trovo ad affrontare un argomento spinoso, lo so. Non avrei mai voluto farlo, non qui e pubblicamente almeno, ma quando si tratta di discriminazione “al contrario”, zitta non ci so stare.

La novità è questa: ad una coppia gay, sposata nel 2002 in Olanda, sono stati riconosciuti pari diritti dei coniugi, pur non potendo convalidare il matrimonio, in quanto non previsto dalla legislazione attuale. Potete leggere QUI la notizia.

Onestamente le scelte sessuali del prossimo non mi interessano. Parto dal presupposto che ognuno sia libero di fare ciò che vuole, essendo in grado di scegliere. Non sono omofoba, lo sottolineo, ma credo che ci debbano essere dei distinguo tra coppie omo e coppie etero, soprattutto per quanto riguarda il matrimonio.

La parola stessa deriva dal latino “mater”, cioé “madre”. Implicitamente si intende il fine del matrimonio: la procreazione. Nella coppia omosex, anche quando si adottino dei figli (cosa su non concordo) o ne nascano grazie ad uteri in affitto, ovodonazione o donazione dello sperma (dipende dal fatto che le coppie siano o meno due uomini, che non hanno utero ma sperma, o due donne che hanno utero e ovaie ma non sperma) potranno mai essere figli naturali di entrambi i “genitori”.

Se poi guardiamo la Legge, il Codice Civile, illustrando diritti e doveri dei coniugi, parla sempre di “marito e moglie” e “prole”. Va da sé che un matrimonio omosessuale potrà essere convalidato, in Italia, solo quando verrà modificato parzialmente il Diritto di famiglia. La Cassazione, nel caso in esame, ha fatto quello che poteva e doveva, negando la convalida del matrimonio contratto all’estero. Però i giudici, forse per non essere tacciati di omofobia, hanno commesso un grave errore, sempre secondo il mio parere, equiparando comunque questa unione a quella di qualsiasi coppia di coniugi regolarmente sposati.

Consideriamo, infatti, la situazione in cui si trovano, in Italia, le coppie di conviventi: i loro diritti non sono per nulla equiparati a quelli delle coppie sposate, tant’è che spesso, anche dopo lunghi periodi di convivenza, molti si decidono a sposarsi, pur non avendone alcuna voglia, per questioni pratiche legate, per esempio, all’eredità o all’esigenza di assistere il convivente malato in ospedale.
Certamente chi convive ha dei privilegi, a livello di reddito, sempre per fare un esempio, in quanto i redditi non si sommano e quindi le coppie conviventi possono godere delle agevolazioni negate agli sposati. Ma a parte questo, non sono equiparate ai coniugi e spesso si è parlato di leggi ah hoc (dai DICO ai PACS) ma nessun disegno di Legge è mai approdato all’approvazione delle Camere.

Allora io mi chiedo: come mai la Cassazione ha riconosciuto ad una coppia gay pari diritti dei coniugi mentre le coppie di conviventi eterosessuali non ne godono?
Io credevo che la Legge fosse uguale per tutti. Mi sbagliavo.

6 ottobre 2010

TIZIANO FERRO CONFESSA: “SONO GAY”. MA SE NON LO DICEVA ERA UGUALE

Posted in canzoni, vip tagged , , , , , a 5:12 pm di marisamoles


La notizia del giorno riguarda l’outing di Tiziano Ferro. In un’intervista apparsa su Vanity Fair fa la sua confessione e aggiunge: “Sono libero di poterlo dire“. Ma perché, prima non lo era? Sono anni che le voci della sua omossessualità fanno il giro del web. Cosa cambia ora? Sarà pià bravo? Sarà maggiormente apprezzato? Avrà più fan tra i gay italiani ed esteri?

Io davvero questo outing non lo capisco. Ferro si dice pronto, ora, ad innamorarsi di un uomo. Credo, e glielo auguro di cuore, che non avrà difficoltà a trovare l’anima gemella. Ma il fatto di dirlo apertamente lo faciliterà nella ricerca? Per me no. Se non lo diceva era uguale.
Indubbiamente è un bel ragazzo: le più deluse, a questo punto, saranno le migliaia di fan che pendevano dalle sue labbra. Anche se la confessione di essere gay non dovrebbe cambiare nulla: quante fan di quanti cantanti ci sono al mondo che sperano di incontrare i loro idoli e di conquistare il loro cuore, pur sapendo che non ci riusciranno mai? Sono solo sogni; la realtà è ben diversa. Quella di Tiziano è, onestamente, anche molto triste.

Nell’intervista il cantante racconta il difficile percorso che l’ha portato, negli ultimi due anni, a prendere questa decisone: “Un paio di anni fa ho iniziato un percorso di analisi. Da tempo non stavo bene, e avevo capito di dover riprendere in mano una serie di cose: dal forzato esilio lontano da amici e famiglia alla relazione col mio lavoro, al rapporto contrastato con l’omosessualità“. Aveva quasi deciso di smetterla con la musica, salvo poi ripensarci: “Così, dopo due anni di duro lavoro su me stesso, sono arrivato a una conclusione: volevo vivere meglio“.

Io non so se la decisione di dirlo apertamente lo faccia vivere meglio. Lo spero. Ma per quanto riguarda il suo talento, non cambia nulla. Fare outing, per me, è come ammettere una diversità che ormai non è considerata più tale, che non ha ragione d’esistere. Si è mai sentito un cantante dichiarare: “Sono etero. Ora voglio innamorarmi di una donna“. Mai. Perché per un cantante gay dovrebbe essere diverso?

21 luglio 2010

“VIA I GAY DAL PIAVE: DEVONO FARSI CURARE”. LO DICE UN SINDACO … DI SINISTRA

Posted in politica, società tagged , , , , , a 6:49 pm di marisamoles

Una campagna di “pulizia” del Piave, ordinata dal sindaco. Per una volta, però, sotto accusa non sono le acque, piuttosto torbide, dei nostri fiumi, ma i … gay.
Accade a Spresiano, un paese in provincia di Treviso, dove pare che sul greto del fiume, ad ogni ora del giorno e delle notte, si svolgano degli incontri a luci rosse, prevalentemente gay. Si sospetta, anche, che non si tratti semplicemente di incontri “clandestini” tra amanti, ma di prostituzione. Ciò, secondo il sindaco, è un male, è da perseguire perché ne va del decoro del paese. Via, quindi, ai controlli a tappeto per tutta l’estate: si inizia domani e le forze dell’ordine saranno occupate in questa attività fino al 22 settembre.

Fin qui nulla di male. Ovvero, se si tratta di atti illeciti e di “malcostume”, è bene che la polizia eviti che qualche ignaro passante si ritrovi a dover fare da spettatore ad un poco gradito spettacolo osé. Specialmente se si tratta di ragazzini. Come racconta l’assessore De Nardi, è accaduto che alcuni minori si siano trovati addirittura accerchiati da persone che hanno fatto intendere in maniera esplicita le proprie intenzioni.

La gente protesta: bisogna intervenire. È giusto, ribadisco. E il dovere del primo cittadino è quello di garantire ai suoi concittadini la sicurezza e al suo paese un certo decoro. A maggior ragione se si tratta di difendere il decoro del fiume sacro alla Patria, quel Piave che tutta l’Italia conosce grazie al “mormorio” di cui si parla nella celebre canzone.
Il sindaco Missiato dichiara: Non voglio giudicare nessuno ma sono contro il malcostume. Può essere che qualcuno si offenda, allora io rispondo che rispetto tutti. Ma devo anche far rispettare la legge, per cui chi va fuori dalle regole e dal buon senso dev’essere allontanato. Parole sante, oserei dire. Però, nel proseguire con le sue dichiarazioni, ho l’impressione che tutto questo “rispetto” lo dimostri solo a parole. Infatti esprime un suo personalissimo giudizio sui gay:
Sono delle persone ammalate, devono essere comprese e posso comprenderle. Però non possono offendere, andando ad occupare un territorio dove ci sono persone che non sono della loro stessa tendenza. Devono farsi curare, se sono curabili, altrimenti devono stare dentro le loro mura, perché non possono invadere la libertà altrui.

Bene. Il sindaco dice che loro non possono offendere chi non appartiene alla stessa “sponda” (visto che parliamo di fiumi, perdonatemi la licenza). Ma il signor Missiato si rende conto che è proprio lui ad offendere, dando giudizi gratuiti sulle persone che non la pensano come lui?

La cosa che, però, fa maggiormente riflettere è che il sindaco di Spresiano è di sinistra: ma come, l’omofobia non era di destra?

Leggendo questa notizia mi è venuta in mente una canzone di Gaber, un cantautore che ho sempre apprezzato, specie per la sua ironia, e, onestamente, non mi sono mai chiesta se fosse di destra o di sinistra. Vi lascio il video (anche per sdrammatizzare un po’): un piccolo omaggio ad un uomo che sul prossimo la sapeva ben lunga!

[fonte e foto: Il Corriere del Veneto]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 25 AGOSTO 2010

Il sindaco di Spresiano, Riccardo Missiato, non si è perso d’animo e non ha rinunciato alla sua battaglia contro gay, lucciole e nudisti che degradano il greto del fiume Piave. Ha fatto costruire, infatti, un fossato lungo il fiume per evitare l’accesso ai litorali di auto e motorini.
Il fossato antisesso è largo 80 centimetri e profondo 60 e si trova in prossimità delle sponde del Piave, tra Lovadina e Palanzon. Missiato giustifica con queste parole la scelta operata: «Filo spinato e palizzata costavano troppo e così ecco l‘intervento ecologico con una ruspa a scavare una scolina per impedire l’accesso alle macchine».

[fonte: Il Gazzettino]

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