Diario di viaggio: Treviso, Verona, Trieste

Il bello del web è che, quando hai la fortuna di incontrare di persona un’amica di blog, scopri che è esattamente come te l’aspettavi, come se la conoscessi da sempre. A me è successo con Veronica – Scrutatrice, ragazza dolce e simpatica, oltreché bellissima.
Non perdetevi la cronaca di viaggio … l’ultima tappa è stata la mia città natale, Trieste, dove ho avuto il piacere di farle da Cicerone. Quello che lei non ha detto, lo dico io: è stato un tour piacevole ma molto faticoso. La mia città è tutta un sali-scendi e finché si scende, tutto bene, ma quando si sale … son dolori! Ne sanno qualcosa i miei polpacci e i miei glutei. Unica nota positiva di cotanta fatica: ho smaltito uno dei due chili messi su a Pasqua. C’è qualcuno che vuole farsi un giro dalle mie parti nelle prossime settimane? Devo smaltire il chilo che è rimasto. 🙂
Buona lettura!

Into The Wild

Primo giorno, domenica.

Dopo la tradizionale colazione di Pasqua (nel senso che è tradizione farla, non che la mia colazione sia stata la tradizionale colazione salata), montiamo in macchina con destinazione Veneto. Il viaggio di andata è quello che ogni automobilista desidererebbe: strade ampie, corsie vuote, niente camion e persino le stazioni di sosta deserte (ci credo, tutti “zampe sotto il tavolo” la domenica di Pasqua…)! Ci viene in mente il verso di una famosa canzone: “autostrade deserte, ai confini del mare…” Ma non ci stiamo dirigendo verso il mare, anzi. La nostra base durante questi quattro giorni sarà Preganziol, una piccola frazione di Treviso, cittadina che scopriremo essere davvero deliziosa. Arrivati a destinazione, DSC_2sistemiamo le valigie, facciamo un giro di ricognizione nell’appartamento (accompagnato dalle rituali foto ricordo della sistemazione!) ed usciamo per visitare il centro di Treviso.
La provincia veneta ha la particolarità di essere…

View original post 1.997 altre parole

SON TORNATE LE RONDINI. BUONA PASQUA A TUTTI

rondini a primavera

LA BUONA NOTTE DELLE RONDINI
di Angiolo Silvio Novaro (1866-1938)

Quando muore il dì perduto
dietro qualche oscura vetta,
quando il buio occupa muto
ogni vuota erbosa via,
una strana frenesia
tra le rondini scoppietta.

Come bimbi sopra l’aia
giocan elle con giulive
grida intorno alla grondaia,
e poi su nel cielo rosa
vanno vanno senza posa
dove Iddio soletto vive.

Gaie arrivano in presenza
del buon Dio che tutte accoglie;
una bella riverenza
fa ciascuna, e poi dice:
– Sia la notte tua felice! –

Scioglie il volo, e giù si china
con un poco di tremore
per la lieve aria turchina;
e ritrova le sue orme,
trova il nido, e ci si addorme
col capino sopra il cuore.

(Da “Il Cestello”, Treves, Milano 1910)

Questa mattina son tornate le rondini (almeno qui). In questo sabato silenzioso, senza il consueto scampanio a scandire le ore, ho sentito nitidamente il loro gioioso garrire, mi è parso un saluto e un augurio speciale in questo Sabato Santo.

La giornata è un po’ cupa, la neve sulle cime dei monti testimonia una primavera tardiva. E’ vero, una rondine non fa primavera ma rende la Pasqua più bella.

TANTI CARI AUGURI DI UNA SERENA E GIOIOSA PASQUA A TUTTI I LETTORI!

buona pasqua

[immagine sotto il titolo da questo sito; immagine “Buona Pasqua” da questo sito]

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: I CITTADINI ACQUISTANO L’ISOLA DI POVEGLIA

poveglia
Bisogna ammettere che, per certi versi, Facebook è un insostituibile mezzo per diffondere iniziative anche di pregio. E’ questo il caso dell’acquisto, da parte di comuni cittadini, dell’isola di Poveglia, nella laguna di Venezia, già sede di un Lazzaretto e ormai abbandonata da decenni. L’asta pubblica è accessibile fino al 6 maggio e prevede la concessione da parte del Demanio con un long lease di 99 anni sul modello anglosassone.

Perché dunque non fondare un’associazione e comprarsi l’isola?

“L’isola di Poveglia, nella laguna di Venezia, antica città nella città, è oggi messa all’asta dal Demanio. Potevamo semplicemente assistere all’ennesima vendita di un’isola a qualche albergatore internazionale, o tentare almeno una sortita, un progetto – recita la pagina Facebook -. E’ per questo che vogliamo provarci: prendere in concessione Poveglia per 99 anni”. Ci si può associare con 99 euro e prendere parte al progetto e all’asta, ma sono gradite anche somme più alte.

L’iniziativa, promossa da un gruppo di architetti e urbanisti, ha ottenuto un grande successo dato che è già stata ampiamente superata la quota di 20mila euro necessaria per la fideiussione che garantirebbe un utilizzo pubblico dell’isola e la realizzazione di diversi progetti.

«Non siamo degli spiantati» – dice Lorenzo Pesola, uno dei fondatori dell’associazione – «È un sogno concreto, quello che abbiamo. Nel gruppo dei fondatori l’età media è 40 anni. Ci sono giovani e anziani della zona. Le idee politiche sono diverse. Una cosa però ci accomuna: il sogno di restituire quei giardini alla gente».

Chi ha aderito alla raccolta fondi non si cura delle leggende di fantasmi che aleggiano intorno all’isola, favorite dallo stato d’abbandono dell’ex ospedale che vi aveva sede. Anche il parco ormai è selvatico. «Noi lo vorremmo trasformare in un grande orto pubblico» – racconta Lorenzo – «Un luogo accessibile, gratuito, dove ormeggiare per un barbecue, per giocare coi bambini». Poi, nello spazio coperto, spazio per le attività e le idee che rispettino il manifesto dell’associazione, ovvero che siano eco-sostenibili, non profit e serie. Niente fantasmi, insomma, e niente affaristi.

La raccolta è stata estesa anche ai cittadini che abitano fuori regione. Chiunque può versare i 99 euro che danno diritto a entrare nell’associazione, o partecipare con una donazione spontanea a fondo perduto, accedendo alla pagina Facebook o scrivendo ai fondatori (associazionepoveglia@gmail.com).
I soldi saranno restituiti qualora i fondi raccolti non bastassero a conquistare Poveglia.

Un’utopia? Un sogno destinato a rimanere tale? Un progetto irrealizzabile? Un’iniziativa lodevole comunque perché volta a salvare un patrimonio che altrimenti potrebbe cadere nelle fauci dei grandi investitori alla ricerca di lauti guadagni. Meglio un resort o un parco pubblico?

[fonte: espresso.repubblica.it]

ALTRE BUONE NOTIZIE

In altalena aspettando il bus di laurin42

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

I FIGLI SBAGLIATI

gemelli sbagliatiE’ tristemente noto il caso della donna che, affidatasi alla fecondazione assistita presso l’ospedale Pertini di Roma, sta portando in grembo due gemelli non suoi.

Detto in termini scientifici, non c’è compatibilità genetica tra i due futuri genitori e i feti. Un errore umano, uno scambio di provette, uno scherzo che, almeno questa volta, non è attribuibile alla natura. Anche se essa stessa, talvolta, qualche errore lo commette.

Un cognome simile all’origine dell’errore. Tra le quattro coppie che si sono recate nel reparto per un analogo trattamento, nello stesso periodo in cui la gestante si è sottoposta alla fecondazione assistita, sono stati individuati, grazie alla prova del DNA, i genitori biologici. Quelli che, però, stando alla legge, non potranno rivendicare alcun diritto sui due bambini.

«La legge dice che il figlio è di chi lo partorisce», quindi la mamma che sta portando avanti la gestazione «non rischia di perdere i figli. Può perderli solo se decide di interrompere la gravidanza» [cosa non più possibile causa lo stato avanzato della gestazione, NdR], mentre «la mamma genetica non ha nessun titolo, dal punto di vista giuridico, di rivendicare nulla». È chiaro in merito a cosa dice la legge sul caso dello scambio di embrioni, il giudice costituzionale Ferdinando Santosuosso.

Insomma, ci sono due donne, entrambe disposte a tutto per avere dei figli, nonostante l’infertilità. L’una sarà madre dei “figli sbagliati”, l’altra non sarà madre perché non partorirà i “suoi” gemellini.

Non so a voi, ma a me questa vicenda provoca una tristezza infinita. Forse anche un po’ di rabbia ma non nei confronti di chi ha tecnicamente commesso l’errore (d’altronde, errare humanum est) quanto nei confronti di chi non sa rinunciare ad un sogno che la Natura non vuole realizzare e si affida alla scienza che, guidata dalla mano umana, perfetta non lo è mai, o quasi.

[Fonte: Corriere.it; immagine da questo sito]

UN PREMIO DARDOS ANCHE PER ME

premio-dardos1
Ringrazio l’amica blogger Laura (laurin42) per aver assegnato questo nuovo premio (ma che spopola già parecchio!) al mio blog.

Il Premio Dardos è un riconoscimento che viene consegnato ai blogger che hanno dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali ; che dimostra la sua creatività, che esprime il proprio pensiero attraverso le sue letture e le sue parole.

Come ho già detto ad altri blogger che hanno ottenuto questo riconoscimento, è un premio che implica delle grosse responsabilità. Parole come cultura, etica, letteratura, creatività, al di là di quello che può esserne l’abuso nel linguaggio odierno, hanno grande valore e un peso notevole.

Onestamente non so quanto io possa essere definita creativa (in casa sono considerata l’esatto opposto, giusto per dire), ma in quanto a cultura, etica e letteratura spero di avere i requisiti per onorare il premio Dardos che mi è stato assegnato.
In realtà, di questi tempi, approssimandosi la fine dell’anno scolastico (avendo una quinta poi …), non riesco ad occuparmi come vorrei del blog, ma spero in futuro di essere in grado di aggiornarlo con maggiore regolarità e di essere più tempestiva nelle repliche ai commenti.

Detto questo, veniamo al regolamento del Premio Dardos:

1) accettare (ma ovviamente non è obbligatorio) e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio (fatto)
2) linkare il blog che ti ha premiato (fatto)
3) premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio (premiare va bene ma avvisare … spero se ne accorgano da soli!)

Ecco, dunque, le mie nomination (anche se so che qualcuno non ama i premi – ma, come già detto, non è indispensabile continuare la catena – e so anche che qualcuno ha già ricevuto questo premio … vorrà dire che farà il bis o di più!):

Onesiphoros
Isabella Scotti
Mara Carlesi
La Biblioteca di Babele
Ombreflessuose
EsPress451
Le parole segrete dei libri
marialetiziablog
Sentimental blog
Scrutatrice di Universi
Luna
Nicherelena
Scuolafinita
Diemme
L’isola delle colline

Ringraziando ancora Laura, auguro a tutti di trascorrere una FELICE DOMENICA. 🙂

AGGIORNAMENTO DEL POST, 17 APRILE 2014

Un altro Premio Dardos per me! Me l’ha assegnato Margherita (unpodichimica), l’unica prof di chimica con cui ho un buon rapporto e che leggo sempre volentieri. 😉

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: CON LA BOOKNOMINATION L’AMORE PER IL LIBRI IMPAZZA SUL WEB

booknominationNon sono una fan di Facebook, anzi, a dirla tutta lo detesto proprio, ma questa mi sembra veramente una buona notizia. E pazienza se di mezzo c’è il social network più amato dagli Italiani e più odiato da me. Quando si tratta di amore per i libri ogni mezzo di diffusione della lettura è il benvenuto.

Che cos’è la Booknomination? Si tratta di una nuova tendenza che consiste nel pubblicare l’estratto di un libro entro le ventiquattro ore dal momento in cui si viene taggati indicando titolo, autore e nomi di almeno tre amici che dovranno fare altrettanto. L’iniziativa è nata con l’intento di contrastare la “Neknomination”, una pericolosa pratica nata in Australia e diffusasi rapidamente in seguito ad un video postato su Facebook dal rugbysta irlandese Ross Samson.

Nel video si vede il giocatore mentre si scola una bottiglia di birra e invita altre persone a imitarlo. Una sfida all’ultimo bicchiere che non esclude nessuna fascia di età e che colpisce anche i più piccoli.
L’ideatore di Booknomination, il ventinovenne Diego di Cento, in provincia di Bologna, ha spiegato di aver preso spunto da questo brutto gioco per trasmettere un altro amore, ben più sano:

«Ero stato taggato in una neknomination da un ragazzo che conosco. È come una catena di sant’Antonio. Entro 24 ore avrei dovuto filmarmi mentre bevevo tutto d’un fiato una birra o un altro tipo di bevanda alcolica, caricare il video su Facebook e taggare altri amici. Il pensiero di scolarmi una bottiglia a casa da solo riprendendomi col telefonino non mi esaltava. Questa moda assomiglia tanto a uno di quei rituali dai quali bisogna passare per non essere considerati degli sfigati. Mi sono chiesto come avrei potuto accettare la sfida in modo diverso, non volevo sfilarmi dal gioco. Ero in casa, vicino a me avevo la mia libreria. Mi è parso naturale aprire un libro e riprendermi mentre leggevo, postare il video su Facebook e taggare».

Un invito a non stappare la bottiglia di birra e ad aprire un libro. Ne gioverà la salute e l’intelletto.

[LINK della fonte]

ALTRE BUONE NOTIZIE

Arriva il libro sospeso, dopo pane, pizza e caffè di laurin42

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

PRENDE UNA MULTA PER BESTEMMIA E PROTESTA: “CREDEVO DI VIVERE IN UNO STATO LAICO”

automobilistaE’ il 27 marzo scorso. Nel pomeriggio sull’autostrada A4 si forma una lunga coda di autovetture a causa di un camion che, con uno pneumatico bucato, non può proseguire la marcia. Stufo di attendere, a un ragazzo modenese di 23 anni scappa una bestemmia ad alta voce. Come spiegherà in seguito, l’esternazione era dovuta a un dolore che si era procurato sbattendo con rabbia il polso (mezzo ingessato a causa di una caduta con lo snowboard) sulla leva del cambio.

Fatto sta che una pattuglia della Stradale sente la bestemmia, raggiunge l’autovettura, opera i controlli del caso e rilascia regolare contravvenzione: 56 euro per il mancato uso delle cinture di sicurezza da parte dei viaggiatori seduti sul sedile posteriore e 28 euro per omessa esposizione del contrassegno di assicurazione (pur risultando regolarmente pagata!). Ma non è finita qui.

A quei poliziotti la bestemmia non era piaciuta. Invocando l’articolo 724 del Codice penale “Bestemmia e manifestazioni oltraggiose” è stata comminata al giovane anche una sanzione di 102 euro. Ma il 23enne non ci sta, anzi, non proprio lui ma un compagno di viaggio ha scritto una lettera alla redazione del quotidiano friulano Messaggero Veneto, manifestando il suo disappunto:

«Desidero informarvi – si legge nella mail – di quanto avvenuto giovedì all’altezza del ponte sul Tagliamento (…), dove la Stradale ha multato una delle nostre auto – eravamo un gruppo di 8 persone, amici modenesi e ferraresi, e ci stavamo dirigendo verso l’Austria a bordo di due macchine – perché uno di noi, esasperato dalla coda, ha bestemmiato dall’auto che, per il caldo, aveva il finestrino abbassato. Gli agenti hanno sentito e hanno multato il ragazzo per 102 euro, adducendo come motivazione che “bestemmiava ad alta voce contro le divinità ovvero i simboli religiosi dello Stato”. Ora: tralasciando il discorso sull’inopportunità della bestemmia (vorrei vedere voi, in coda…), io credevo di vivere in uno Stato laico».

Naturalmente il ragazzo sta pensando di fare ricorso contro l’ingiusta, a suo parere, ammenda.

Io ricordo che una volta anche sugli autobus campeggiava la scritta “Vietato bestemmiare” e l’Italia è da sempre uno Stato laico. Qui in Friuli, purtroppo, la bestemmia è un intercalare molto diffuso, tanto che quasi quasi l’orecchio è assuefatto. Ma rimango dell’idea che, al di là di qualsiasi motivazione religiosa, bestemmiare debba essere considerato un comportamento incivile e purtroppo sta dilagando tra la gioventù, ragazze comprese. Forse anche a casa i genitori hanno l’orecchio assuefatto. Ma, a meno che non abbiano anche la mano rattrappita, un bel ceffone ai figli potrebbero pure tirarglielo.

[L’IMMAGINE tratta da questo sito NON SI RIFERISCE ALLA NOTIZIA RIPORTATA]