MA VOI LO PORTERESTE IN GIRO UN BIMBO CON IL GUINZAGLIO?

bambini-guinzaglioOggi sul Corriere.it ho letto una notizia che a dir poco mi ha sconvolto meno di alcuni commenti.

Il fatto è questo: una coppia di immigrati dell’Est Europa ha legato al letto il figlio di 3 anni (pur lasciandolo a casa con la nonna 🙄 ), per andare a fare la spesa. Degli agenti hanno scoperto il “barbaro” gesto dei due in occasione di una visita nell’appartamento per controllare la residenza della famiglia.

Ora, non mi pronuncio sul fatto che appare già grave senza bisogno di commenti. Va da sé, tuttavia, che quando si leggono notizie del genere si apre una discussione infinita. Quello che però mi ha lasciata sconcertata è che la discussione, partita dalla condanna del gesto di legare il bambino a letto, è scivolata sull’uso dei guinzagli per bambini che, a detta di moltissimi lettori, sarebbero utilissimi.

Il mio primo commento è stato il seguente:

Io ho due figli, ormai adulti, che hanno 22 mesi di differenza … non so se mi spiego. Non solo quando il più grande aveva 20 mesi l’ho abituato a fare a meno del passeggino (oggi, invece, vedo mamme che usano quelli gemellari per bambini con poca differenza d’età), non ho mai usato guinzagli di sorta che, al contrario di quanto afferma [replicavo ad un lettore che difendeva l’uso del guinzaglio ritenendolo indispensabile se di bambini se ne hanno due se non tre tra i 2 e 3 anni], non sono indispensabili e a me personalmente sembrano più che una crudeltà, una vera e propria umiliazione. Se non si ha voglia di occuparsi dei figli, di portarli ai giardinetti o a fare la spesa e di seguirli con attenzione ovunque si vada, di fare qualche sacrificio, è meglio non metterli al mondo. Altroché guinzagli!

Dopo questo commento è arrivata la replica piuttosto risentita di una madre:

Ha ragione lei siamo noi mamme veramente incapaci, crudeli che mettiamo al mondo figli di cui non ci prendiamo cura. Siamo ignoranti e non vogliamo spiegare nulla ai nostri figli della vita ne seguirli. La colpa è nostra. E a puntare il dito contro di noi sono altre donne. Siete proprio delle belle persone e sono molto contenta ed onorata che ci siate voi a farmi capire come si alleva un figlio.

Ormai mi conoscete e sapete che non mollo. 🙂 Nel frattempo molte altre persone erano intervenute a difendere l’uso del guinzaglio, precisando che il suo nome corretto è dande, di cui parla anche Kant nel suo L’arte di educare, sconsigliandone vivamente l’uso. Quindi se è vero, come dicono, che anche i pediatri lo consigliano, si vede che Kant aveva preso una cantonata pazzesca. 😦

La mia ulteriore replica è stata la seguente:

Io di guinzagli o dande non ne ho mai visti qui (vivo in una civilissima città del Nord-Est d’Italia), solo qualche volta al mare, ma moltissimi anni fa, e ad usarli erano i tedeschi. Ora a quanto pare vanno di moda, evidentemente da altre parti. Siccome i bambini sono sempre stati vivaci e imprevedibili, se ci sono mamme che non li usano dobbiamo considerarle delle sconsiderate? Oppure dobbiamo pensare che le mamme moderne […] abbiano paura di tutto e crescano i figli senza insegnare loro il senso di responsabilità e l’autonomia? Io propendo per la seconda.

A questo punto mi chiedo: ma voi avreste mai portato (o portereste) a spasso il pupo come fosse un cane?
Sarà senz’altro una comodità e poi magari succede che le mamme moderne, fan delle dande, facciano come questa del video

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14 thoughts on “MA VOI LO PORTERESTE IN GIRO UN BIMBO CON IL GUINZAGLIO?

  1. Io all’epoca avevo un’amica “saputa” – e decisamente rompipalle – che mi faceva una testa così con la storia che per mia figlia avrei dovuto usare il guinzaglio. Sosteneva addirittura che per i bambini era molto più comodo che stare sempre col braccio alzato per dare la mano alla mamma, e che per questo garantiva loro maggiore libertà.

    Non le ho mai dato ascolto.

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  2. Ma per carità! Mai e poi mai una crudeltà simile!
    Poveri bambini a cui si priva il piacere di correre e la capacità di cadere senza poi farsi così male, visto che spesso si rialzano ridendo ancora più di prima. E dove la mettiamo la paura che si perdano? Beh, forse le mamme non sono state sufficientemente all’erta, ma non credo che un rimedio efficace alla loro “distrazione” possa essere un guinzaglio.

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  3. Cara Marisa,
    Alla tua domanda risponderei NO.
    Però non mi stupisco. E ti chiedo: “Oggi la gente vive utilizzando il proprio cervello o seguendo le mode?”
    Se dovrà essere una moda… TUTTI COL GUINZAGLIO!
    Buona notte.
    Quarc

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  4. Assurdo. Quando leggo notizie del genere e relativi commenti penso sempre: “Non può essere, è uno scherzo”, “Non possono essere veramente convinti di quello che dicono”, “Vuole essere una provocazione per vedere cosa ne pensa la gente?” o qualcosa di molto simile…
    Che tristezza scoprire che invece è vero!
    N.B. Però, se non è guinzaglio ma è dandle, la differenza è abissale: è un metodo così moderno ed innovativo, c’è scritto persino in un libro… (aiuto!!!)

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  5. Mi ricordo di aver visto il guinzaglio per bambini tantissimi anni fa, e di aver pensato: non lo userò mai con le mie figlie. E così ho fatto. In effetti ne ho visti pochissimi in giro, credo che la maggior parte delle persone non lo usi. Lo trovo veramente terribile,

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  6. @ vetrocolato

    Eppure esiste …
    Guarda, anche i più terribili alla fine imparano a stare vicino a mamma e papà. Io ho due maschi che da piccoli erano terribili davvero e se l’hanno imparato loro senza problemi …

    @ Diemme

    Hai fatto bene!

    @ tachimio

    Eppure sembra sia diffuso …

    Buona serata.

    @ quarchedundepegi

    Spero non diventi mai una moda. In Svizzera li vedi i bimbi al guinzaglio?
    Buona serata.

    @ fiocco di neve

    Non so cosa sia il dandle ma già il nome non mi piace. 😉

    @ zio Gio

    Pure? 😯

    @ maryonn

    Terribile è l’aggettivo giusto.

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  7. Ok, allora riparliamo delle dande cui faceva riferimento un lettore del Corriere. Ne parlava anche Kant, come ho scritto nel post, sconsigliandone l’uso e comunque si riferiva ai primi passi, per aiutare il bambino e non per portarlo in giro evitando che scappi.

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  8. Sì, sì: mi riferivo all’articolo. In origine voleva essere una battuta sul fatto che si usano molti nomi per indicare la stessa cosa (con l’illusione che il concetto cambi) ma, in effetti, mi rendo conto che non fa ridere. Mi perdoni…colpa della stanchezza (o almeno spero).

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  9. Ci soccorre, purtroppo, il poeta che scriveva: “S’ei piace, ei lice”. L’umiliazione del gesto è anche peggio della limitazione del movimento, ma i tempi attuali ci stanno abituando al superamento della fantasia.
    Un abbraccio, Es.

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  10. Cara Ester,

    quelli attuali sono tempi in cui si cercano le vie più semplici per evitare gli ostacoli. Dopo non stupiamoci della scarsa autonomia dei giovani d’oggi.

    Buona serata.
    Un abbraccio.

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