MORIRE DI DISOCCUPAZIONE

Dalla Costituzione della Repubblica Italiana:

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Sono solo i primi articoli della nostra Costituzione. Non a caso riguardano il LAVORO, il DIRITTO DEI CITTADINI AD AVERNE UNO nonché il DOVERE dello STATO DI GARANTIRLO.

Che cosa fanno ora i nostri governanti? Cosa hanno intenzione di fare di fronte all’ennesimo suicidio di un disoccupato? L’ultimo di una serie destinata a durare nel tempo se le cose non cambiano.

La disperazione di chi non riesce a pagare le tasse e minaccia una strage obbligherà i nostri ministri a farsi un esame di coscienza?

NE DUBITO.

La Fornero può al massimo cadere dai tacchi delle sue scarpette da duemila euro. Ma si salverà dal baratro in cui, con i suoi degni compagni, sta spingendo sempre più il popolo italiano.

Scusatemi ma sono molto arrabbiata, anzi, sono proprio esasperata.

13 pensieri riguardo “MORIRE DI DISOCCUPAZIONE

  1. Ti capisco e condivido la tua rabbia ed esasperazione. Io faccio parte dei critici della prima ora, dal giorno della lacrimuccia, per intenderci. Purtroppo le mie peggiori previsioni e paure si stanno avverando. Questi “professori” avallati in pieno da PD, PdL e UDC, stanno massacrando il Paese senza prendere una sola iniziativa nei confronti di quelle vergogne uniche del nostro Paese. I manager ed i politici più pagati al mondo, 3 milioni di persone che “vivono” di politica, la corruzione, la burocrazia e quant’altro. Purtroppo temo che non ne usciremo bene.
    Ciao, un abbraccio.

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  2. Siamo tutti insoddisfatti e tendiamo a dare a questo Governo colpe e demeriti che in realtà non ha, senza valutare le condizioni in cui si trova ad operare e senza precisare che cosa vorremmo che facesse di più o di diverso.

    Io, ad esempio, temo che quel che il governo Monti fino ad ora ha fatto, o ha potuto fare, per di più spesso menando eccessivo vanto, sia ben lontano da quel che ci sarebbe servito per stimolare una vera crescita dell’economia.

    Ma questo è un leitmotiv che ci perseguita da sempre. Forse proprio da quell’art. 1 della nostra Costituzione, che avrebbe dovuto essere scritto come:“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sullo sviluppo economico”, quale condizione prima e indispensabile per garantire i posti di lavoro.

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  3. @ frz

    Insomma, questo governo io non lo assolverei. Si fa presto a dire che è difficile lavorare in certe condizioni … per noi è difficile vivere nelle condizioni in cui questo governo ci ha messo. 😦

    Lo sviluppo economico ci sarebbe stato se avessero incominciato a tagliare i loro sprechi, i loro superstipendi e, anziché tartassare noi poveri lavoratori (che quindi non possiamo sollevare l’economia, non avendo soldi), avessero tassato, con la patrimoniale, chi ha degli stipendi da vergogna. Non mi hai mandato tu la mail “comparativa”?

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  4. Sinteticamente: Il suicida è un esasperato!
    Il Funzionario dello Stato che non paga le forniture in tempi giusti è un delinquente?
    E se il suicida è arrivato al gesto estremo perché lo Stato non gli ha pagato in tempi utili? In questo caso il Funzionario è un omicida?

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  5. Naturalmente io sono contro i governi che abbiamo avuto finora, compreso questo ma non solo, che rubano ai poveri per dare ai ricchi, ma facevo un’altra riflessione. Anni fa lessi un bellissimo articolo sugli yuppie, e l’articolo sosteneva che erano tutto fumo e niente arrosto, e che si sarebbero suicidati al primo crollo di Borsa: che avesse ragione?

    Ci sono persone che hanno saputo sopravvivere a situazioni ben peggiori di una cartella esattoriale (prigionieri e invalidi di guerra, persone che hanno perso la famiglia, etc. etc. etc….): non saranno anche un po’ dei bluff questi grandi imprenditori?

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  6. @ Diemme

    Sinceramente non so se siano dei bluff. Credo che l’esasperazione possa portare a gesti estremi anche se, come ben dici, ci sono persone che hanno dovuto sopportare disagi ben peggiori. Ma avevano la volontà e la forza di farcela. Forse oggigiorno, abituati ad avere tutto e subito, ci si arrende di fronte alle prime difficoltà che sembrano insormontabili.

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