MA CHE BRAVO RENZO BOSSI! LAUREATO IN UN SOLO ANNO … IN ALBANIA


Lo chiamano il “trota” ma, poverino, mi sa che il suo “genio” è stato fino ad oggi incompreso. Renzo Bossi, figlio del senatur, ci ha messo tre anni per prendersi il diploma di scuola media superiore in Italia (nel senso che per tre anni ha ripetuto l’Esame di Stato!), ma in un anno solo si è laureato in Economia aziendale. Dove? A Tirana, in Albania.

In un solo anno, dunque, Bossi jr ha superato «29 esami» del corso di «gestione aziendale», acquisendo «180 crediti», che prevedono una percorso di studi di 3 anni. Un’azione degna di un mago ma, in questo caso, nulla è uscito dal cilindro bensì dalla famosa cartella “The Family” sequestrata dalla Gdf nella cassaforte di Belsito.

Per un attimo mi sono detta: magari l’albanese è più facile dell’italiano, forse non ha il congiuntivo. Ma sì che ce l’ha, la lingua albanese ha pure l’ottativo e l’ammirativo. Immagino già l’uso che Renzo “Trota” può aver fatto di questi due modi: per il primo, avrà detto “Che vi venga un accidente” rivolto ai “vecchi” docenti italiani; per il secondo: “Quanto sono intelligente!”, elogiando se stesso e la sua bravura a dispetto delle malelingue.

Peccato, però, che la GdF sospetti che questa laurea sia stata comprata con i soldi della Lega. Ahi, ahi, ahi, caro il mio Renzo. Voi della Lega disprezzate il sud ma l’Albania non è proprio a nord. E non è nemmeno la Svizzera.

[notizia e immagine da Il Corriere]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 5 MAGGIO 2012

Ha avuto uno strascico non da poco la diffusione della notizia secondo la quale Renzo Bossi si sarebbe laureato presso l’Università privata «Kristal» di Tirana. Gli studenti universitari appartenenti all’Alleanza Rossonera sono in rivolta e chiedono le dimissioni del ministro dell’istruzione albanese. Secondo i giovani universitari, infatti, il Trota non si sarebbe potuto laureare in Albania in quanto clandestino.

C’è di più: il «Trota», stando al certificato di laurea, è diventato «dottore» il 29 settembre 2010. L’università di Tirana ha confermato il tutto, quindi il giovane Bossi, regolarmente iscritto, sulla base delle leggi albanesi, nell’anno accademico 2007/2008, si sarebbe laureato addirittura più di un anno prima dell’esame di maturità superato in Italia nel 2009. 😯

Un altro “giallo” riguarda la lingua: fonti attendibili hanno assicurato che all’Università «Kristal» le lezioni si tengono in albanese e non è prevista la presenza di traduttori. Stessa regola varrebbe per il superamento degli esami. Come dire che Renzo Bossi avrebbe imparato in tempo record la lingua albanese … 🙄

Il mistero s’infittisce.

[fonte: Il Corriere]

Interessante anche il commento di Pino Scaccia sul suo blog. Da leggere.

MORIRE DI DISOCCUPAZIONE

Dalla Costituzione della Repubblica Italiana:

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Sono solo i primi articoli della nostra Costituzione. Non a caso riguardano il LAVORO, il DIRITTO DEI CITTADINI AD AVERNE UNO nonché il DOVERE dello STATO DI GARANTIRLO.

Che cosa fanno ora i nostri governanti? Cosa hanno intenzione di fare di fronte all’ennesimo suicidio di un disoccupato? L’ultimo di una serie destinata a durare nel tempo se le cose non cambiano.

La disperazione di chi non riesce a pagare le tasse e minaccia una strage obbligherà i nostri ministri a farsi un esame di coscienza?

NE DUBITO.

La Fornero può al massimo cadere dai tacchi delle sue scarpette da duemila euro. Ma si salverà dal baratro in cui, con i suoi degni compagni, sta spingendo sempre più il popolo italiano.

Scusatemi ma sono molto arrabbiata, anzi, sono proprio esasperata.