18 maggio 2014

COSE DELL’ALTRO MONDO? NO, DELL’ALTRA EUROPA

Posted in attualità, lavoro, politica tagged , , , , , , , , , , , , a 2:33 pm di marisamoles

paperone
Bell’affare abbiamo fatto entrando, non dico in Europa, ma almeno nella moneta unica! Lo capisco bene, da brava massaia, anche se non ho una laurea in economia e non leggo il Sole 24Ore, quotidiano che molti acquistano giusto per buttare qualche euro a settimana, ma sono sicura non leggono mai. Però fa molto trendy, si dice così, no?

Del resto, non serve molto per capire che con l’adesione alla moneta unica le cose sono precipitate, per quanto riguarda i consumi e il rapporto stipendio-costo della vita. E visto che i contratti (almeno quelli pubblici) sono bloccati fino al 2020, non vedo come possa migliorare la situazione.

Bene hanno fatto quei Paesi europei che non hanno aderito alla moneta unica e quelli che dell’Unione Europea se ne sono sempre fatti un baffo. La Svizzera (o Confederazione Elvetica che dir si voglia), per esempio. Che poi abbiamo sempre guardato con sospetto e con quel pizzico di antipatia che solitamente si riserva a una signora sprezzante, con la puzza sotto il naso, che dall’alto del suo benessere ci ha sempre guardati come fossimo dei pezzenti. Aprendo le porte (ops, confini volevo dire) a quei poveracci che vanno a fare manovalanza nei vari Cantoni. Ed ecco che, con grande senso di solidarietà, gli elvetici hanno permesso una pacifica invasione di comunitari senza extra. Sì, però calma: un recente referendum popolare ha approvato un tetto all’immigrazione. E state certi che non andrà a finire come i nostri referendum che costano un mare di soldi e poi si trova sempre, da parte dello Stato, un modo per aggirare l’ostacolo, quando è scomodo.

Ma non era di questo che volevo parlare, anche se rimaniamo in tema di referendum. Oggi in Svizzera si vota l’introduzione del salario minimo «più alto del mondo»: 22 franchi all’ora, quasi 4 mila franchi al mese per tutti (3.270 euro), più del doppio degli 8,50 euro all’ora obbligatori per legge in Germania e dei 10,10 dollari proposti dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Ora lo so che tutti stanno pensando che il costo della vita in Svizzera è di gran lunga superiore a quello dell’Italia. Infatti non è questo che fa strabuzzare gli occhi, quanto il motivo che ha spinto gli Svizzeri a proporre il referendum: circa un lavoratore su dieci in Svizzera fatica a pagare l’affitto. «Uno scandalo», secondo Daniel Lampart, capo economista dell’Unione sindacale svizzera, che ha lanciato l’iniziativa, appoggiata dalle forze politiche di sinistra.

Avete capito: uno su dieci! E loro già lo considerano uno scandalo. Intanto Renzi che fa? “Regala” 80 euro ai lavoratori … nemmeno a tutti. Neppure si preoccupa di chi ha perso il lavoro quattro anni fa (è dal 2010, infatti, che la crisi si è fatta più sentire) e non l’ha più trovato. Il governo dà una mano, udite udite, a chi è in cassa integrazione (quindi è comunque retribuito, anche senza lavorare) e chi gode dell’indennità di disoccupazione (e quindi un reddito ce l’ha).

Ho il brutto vizio di iniziare i post dal titolo. Bisognerebbe prima scrivere e poi pensare al titolo. Infatti sto pensando che le cose dell’altro mondo non riguardano la Svizzera ma la nostra Italia.

Poveri noi!

[fonte: Il Corriere]

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22 febbraio 2014

MARIANNA MADIA: NUOVO MINISTRO PA INCINTA ALL’OTTAVO MESE

Posted in bambini, donne, figli, lavoro, politica tagged , , , , , , , , , , , , , , a 1:35 pm di marisamoles

691047 GIURAMENTO GOVERNO MATTEO RENZI

La prima ministro a giurare in stato interessante fu Stefania Prestigiacomo, nominata per le Pari Opportunità nel 2001, che partorì alla fine di quell’anno.
Poi fu la volta di un’altra ministro mamma, Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione nominata nel 2008, che durante il mandato il 10 aprile 2010 diede alla luce Emma. Il suo caso suscitò clamore per aver dichiarato che non sarebbe stata a casa nemmeno un giorno e in effetti si ripresentò puntualmente al lavoro di lì a breve. Allora scoppiarono le polemiche: in particolare, dalle pagine del quotidiano cattolico Avvenire la giornalista Marina Corradi lanciò un appello: Signora ministro, auguri. Se lo goda almeno un po’, il suo bambino. Tutto, di fronte a lui, può attendere. Non si perda l’inizio di un grande amore. Voce nel deserto che rimase puntualmente inascoltata.

Ora il primato delle ex ministre è battuto da Marianna Madia che, fresca di nomina, stamattina ha giurato per il governo presieduto da Mattero Renzi. Una delle più giovani ministro della squadra renziana e credo in assoluto la più giovane di tutti i tempi, assieme alla coetanea Maria Elena Boschi, entrambe trentatreenni, è all’ottavo mese di gravidanza e possiamo scommetterci che, sfornato il pupo – o la pupa -, ritornerà al suo posto di ministro per la Pubblica Amministrazione in men che non si dica.

Del resto, a pensarci bene, le donne di spettacolo hanno dato il buon esempio: Belen Rodriguez e Michelle Hunziker, solo per fare due nomi, hanno ripreso l’attività in breve tempo. La Hunziker addirittura a cinque giorni dal parto sedeva alla scrivania di Striscia la Notizia.

Ora, senza voler fare la morale a nessuno, mi chiedo se l’emancipazione della donna consista nel sacrificare il tempo da dedicare ad un neonato in nome della par condicio – gli uomini non devono partorire perciò … – e per dimostrare che una donna con figli può fare esattamente quello che vuole perché la prole, di per sé, non rappresenta un ostacolo.
Vabbè, contente loro.

Altra cosa: il congedo per maternità è obbligatorio per legge. Di solito ci si astiene dal servizio – questo è il gergo – negli ultimi due mesi di gravidanza e nei primi tre di vita del nascituro. Ora, facendo due conti, la Madia dovrebbe essere in maternità. Non conosco le leggi che regolano l’attività di parlamentari e ministri e sono perfettamente consapevole che le donne dello spettacolo siano in fondo delle libere professioniste, ma mi chiedo: una donna incinta quasi allo scadere del tempo non ha diritto a starsene a casa tranquilla? Tanto più che la Madia pare essere alla seconda gravidanza e, visto che di anni ne ha appena 33, il primogenito deve essere ancora piccolo.

E’ vero che la gravidanza non è una malattia ma è anche vero che si tratta di una situazione speciale, se non patologica. Insomma, se uno ha l’influenza, una volta guarito riprende il lavoro e tutto torna come prima. Ma una mamma deve stare con suo figlio perché un neonato non è la febbre che si cura con un’aspirina e via.

[foto dal Corriere.it]

21 febbraio 2014

ECCO LA SQUADRA DI RENZI: ETA’ MEDIA 47 ANNI

Posted in donne, politica tagged , , , , a 7:50 pm di marisamoles

renzi
Matteo Renzi, classe 1975, è il più giovane Presidente del Consiglio mai nominato in Italia e credo sia uno dei più giovani in Europa.

La sua squadra, costituita da 16 ministri, ha un’età media di 47 anni. Il che fa ben sperare di far uscire questo nostro Paese sgarrupato (come dicono a Napoli) dalla naftalina in cui è stato tenuto negli ultimi 60 anni e più.

Ecco i nomi, più attesi dei vincitori di Sanremo:

Sottosegretario: Graziano Delrio

Ministeri con portafoglio:
Esteri: Federica Mogherini
Interno: Angelino Alfano
Giustizia: Andrea Orlando
Difesa: Roberta Pinotti
Economia: Pier Carlo Padoan
Sviluppo Economico: Federica Guidi
Politiche Agricole: Maurizio Martina
Ambiente: Gianluca Galletti
Infrastrutture e trasporti: Maurizio Lupi
Lavoro e politiche sociali: Giuliano Poletti
Istruzione: Stefania Giannini
Cultura: Dario Franceschini
Salute: Beatrice Lorenzin

Ministeri senza portafoglio:
Riforme e Rapporti con Parlamento: Maria Elena Boschi
Semplificazione e Pa: Marianna Madia
Affari Regionali: Maria Carmela Lanzetta

Le più giovani del governo Renzi sono Maria Elena Boschi e Marianna Madia, entrambe 33enni; il più vecchio è Giuliano Poletti, 62 anni.

[immagine dal Corriere.it]

3 maggio 2012

MORIRE DI DISOCCUPAZIONE

Posted in lavoro, politica, società tagged , , , , , , , , a 7:15 pm di marisamoles

Dalla Costituzione della Repubblica Italiana:

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Sono solo i primi articoli della nostra Costituzione. Non a caso riguardano il LAVORO, il DIRITTO DEI CITTADINI AD AVERNE UNO nonché il DOVERE dello STATO DI GARANTIRLO.

Che cosa fanno ora i nostri governanti? Cosa hanno intenzione di fare di fronte all’ennesimo suicidio di un disoccupato? L’ultimo di una serie destinata a durare nel tempo se le cose non cambiano.

La disperazione di chi non riesce a pagare le tasse e minaccia una strage obbligherà i nostri ministri a farsi un esame di coscienza?

NE DUBITO.

La Fornero può al massimo cadere dai tacchi delle sue scarpette da duemila euro. Ma si salverà dal baratro in cui, con i suoi degni compagni, sta spingendo sempre più il popolo italiano.

Scusatemi ma sono molto arrabbiata, anzi, sono proprio esasperata.

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