LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: ALLE OLIMPIADI DI RIO SI LOTTA ANCHE CONTRO GLI SPRECHI ALIMENTARI

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Il questo periodo, com’è giusto che sia, tutti gli occhi sono puntati sugli atleti che stanno gareggiando per una medaglia alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Ma le buone notizie non sono solo quelle che riguardano la gara e il medagliere che ciascun Paese vuole ricco di metalli preziosi, meglio se d’oro. C’è una buona notizia che riguarda la lotta agli sprechi alimentari grazie a un progetto che fa capo a un noto chef italiano: Massimo Bottura.

Il progetto in questione si chiama “Refetto-Rio” ed è sostenuto, oltre a Bottura che ne è il promotore nonché fondatore dell’organizzazione no-profit Food for Soul, anche dal ministero delle Politiche agricole e dal sindaco di Rio de Janeiro, con la collaborazione di David Hertz, chef e fondatore di Gastromotiva, un’altra organizzazione no-profit sensibile nei confronti del consumo consapevole del cibo.

Grazie a “Refetto-Rio” il cibo in surplus del villaggio olimpico di Rio de Janeiro verrà recuperato e trasformato in pasti gratuiti per i più bisognosi. L’obiettivo è di sfamare 108 persone a sera, offrendo loro un pasto preparato con gli scarti. In questo modo si stima che per tutta la durata dei Giochi Olimpici saranno distribuiti 19mila pasti ai poveri, recuperando 12 tonnellate di eccedenze alimentari.
Ma l’attività della mensa proseguirà dopo le Olimpiadi, anche a pranzo: chi sceglierà di fermarsi potrà lasciare un’offerta, pagando un pasto per il servizio serale, che continuerà a essere gratuito. Una specie di “cena sospesa”, insomma, sulla falsariga del “caffè sospeso” o della “pizza sospesa” che ormai costituiscono una buona abitudine in molte città italiane.

Il progetto prevede, inoltre, dei corsi di cucina e sulla nutrizione a beneficio delle persone in difficoltà e dei giovani, grazie all’impegno volontario di decine di chef provenienti da tutto il mondo.

Bottura non è nuovo a questo tipo di iniziative: la struttura brasiliana, inaugurata lo scorso 9 agosto, farà tesoro di una precedente esperienza, quella del Refettorio Ambrosiano, lanciata durante Expo Milano 2015. Secondo il capo del Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali), Maurizio Martina, «quella di Milano è stata una best practice, replicabile in altri Paesi, che ora ha come seconda tappa le Olimpiadi in Brasile».

Il progetto, infatti, non si esaurirà nel villaggio olimpico brasiliano, ma arriverà anche in altre grandi città, come New York, allo scopo di sensibilizzare tutti contro lo spreco alimentare che è in palese contraddizione con la mancanza di cibo di cui soffrono 795 milioni di persone nel mondo.
La Fao stima 1,3 miliardi di tonnellate di cibo gettate ogni anno per un valore complessivo di 750 miliardi, 12 miliardi solo in Italia. Ridurre questo paradosso rientra anche tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile 2030 delle Nazioni Unite.

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[LINK della fonte; immagine da questo sito, da cui è stata tratta anche qualche informazione aggiuntiva]

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4 thoughts on “LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: ALLE OLIMPIADI DI RIO SI LOTTA ANCHE CONTRO GLI SPRECHI ALIMENTARI

  1. Questa non è solo una buona notizia, ma a mio avviso è un’ottima notizia! Lo spreco alimentare è qualcosa che assolutamente non concepisco e purtroppo lavorando nel catering ne vedo di ogni… 😦
    In realtà dovrebbe essere un progetto che diventi norma per tutti gli esercizi di ristorazione in ogni parte del mondo, i quali si trovano spesso a fine serata con molto cibo cucinato, avanzato e non in grado di essere consumato il giorno successivo (per vari motivi). Probabilmente già esistono dei programmi simili, ma dubito che tutti i locali ne siano a conoscenza… Per non parlare comunque dello spreco che avviene, sebbene in misura minore, nella gestione del cibo in molte famiglie.
    Insomma, che sia questa una best practice da “praticare” nel quotidiano!

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  2. @ Scrutatrice

    Io odio buttare via avanzi di cibo e devo dire che ora, essendo rimasti soli soletti io e mio marito (i due figli sono ormai indipendenti e vivono con le ragazze), mi regolo meglio, compro e cucino lo stretto necessario proprio per non sprecare. Quanto ai ristoranti, sarebbe una buona norma dare a tutti il doggy-bag o comunque permettere di portare a casa cibo integro, non solo avanzi, e servito a tavola che altrimenti verrebbe buttato. Poi so che esistono programmi che interessano le mense della Caritas, dove confluiscono avanzi da supermercati e ristoranti e c’è in previsione una legge che imponga, cioè non lasci alla libera iniziativa dei singoli, di regalare ciò che non può essere venduto. Una cosa che osservo sempre più spesso è la fila di poveracci che rovistano nei cassonetti vicini ai supermercati, in cerca di frutta verdura e altro … sarebbe opportuno restituire a questa gente un po’ di dignità, magari lasciando all’entrata dei supermercati un cestone contenente prodotti non vendibili. Tempo fa, leggendo questo interessante articolo ho scoperto che i prodotti scaduti si possono consumare per tempi più o meno lunghi, a seconda delle loro caratteristiche, invece di buttarli. Certamente non compreremmo mai uno yogurt in scadenza, ma solo perché, pagandolo, cerchiamo la freschezza.
    Buona domenica, cara Veronica.

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  3. Grazie Marisa, è un argomento molto interessante in effetti e gli articoli lo trattano in maniera semplice, ma efficace. Colto i consigli principali! 😉 Anche se poi su tutto domina il buon senso, a mio modo di vedere, che permette di valutare di caso in caso.
    Un altro capitolo molto interessante sarebbe la tematica del congelare: quando, come, cosa. Anche lì c’è un mondo dietro…

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