25 febbraio 2015

LIBRI: “L’ARTE DI CORRERE SOTTO LA PIOGGIA” di GARTH STEIN

Posted in libri tagged , , , , , , , , , , , a 6:28 pm di marisamoles

L’AUTORE
stein-garthGarth Stein (Los Angeles, 6 dicembre 1964), nativo americano della tribù Tligit, è uno scrittore e produttore cinematografico statunitense. Dopo aver trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Seattle, nello Stato di Washington, si è trasferito a New York dove ha frequentato la Columbia University, laureandosi nel 1987 e conseguendo un master in cinema. Ha partecipato alla realizzazione di diversi documentari prima di dedicarsi alla scrittura. Dopo la pubblicazione dei primi due romanzi, tra cui Corvo rubò la luna, pubblicato anche in Italia, ha ottenuto fama mondiale con la pubblicazione, nel 2008, del best seller L’arte di correre sotto la pioggia, un romanzo che è stato tradotto in 28 lingue diverse ed è stato per 40 settimane ai vertici della classifica dei libri più venduti del New York Times. In Italia il libro è uscito nel luglio 2013 per Piemme Edizioni (serie Pickwick).
Nel 2014 è stato pubblicato Cose da grandi, seguito dal nuovo romanzo Una luce improvvisa, uscito da poco in Italia, che in breve è schizzato ai primi posti delle classifiche americane ricevendo una magnifica accoglienza di pubblico e critica.
Attualmente Stein vive a Seattle, dove è ambientato il romanzo di maggior successo, assieme alla moglie, ai suoi tre figli e al cane Comet che ha ispirato il personaggio di Enzo, protagonista de L’arte di correre sotto la pioggia.

arte-correre-pioggia

LA TRAMA
L’arte di correre sotto la pioggia è una grande storia d’amore a 360°. E per “amore” s’intende quel sentimento che comprende tutto: affetti familiari, amore per la vita, passioni da coltivare e condividere anche con un cane (perché no?), amori tra padri e figli e tra padroni e animali. E questa grande storia d’amore è raccontata in tutte le sue sfaccettature, tra gioie e dolori, dal protagonista a quattro zampe di questo romanzo: il cane Enzo.
La famiglia in cui vive Enzo è composta da Denny Swift, impiegato in un’autofficina con la passione per l’automobilismo sportivo, Eve, la moglie che ama alla follia e che è la prima tifosa del marito, fino a spingerlo a coltivare la sua passione per le automobili da corsa, la piccola Zoe, compagna di giochi del cane che si prende affettuosamente cura di lei fin dalla nascita, e da Enzo, appunto. Non un nome come tanti, non un nome da cani, certamente un nome che di americano ha ben poco. Infatti, il cane di Denny si chiama Enzo in onore del patron della mitica Ferrari, l’orgoglio di Maranello e dell’Italia, uno dei tanti (o pochi?) prodotti made in Italy che tutto il mondo ci invidia.

Enzo ha un carattere allegro, è curioso, appassionato di motori (potevamo dubitarne?) e di televisione. In particolare adora i documentari della National Geographic, anche se i programmi preferiti sono senz’altro quelli che trattano le gare di Formula 1 o altre competizioni automobilistiche, e non si perde nemmeno un video in cui Denny è al volante. Lui sa che il suo padrone ha un grande avvenire in campo automobilistico – anche se pare sia l’unico ad avere piena coscienza delle sue capacità – e ammira il modo impeccabile in cui Denny sa correre sotto la pioggia. Perché quella di correre sotto la pioggia è un’arte vera, un’abilità che pochi possiedono. Solo Ayrton Senna, vero idolo di cane e padrone, era un genio in quest’arte di cui diede prova nel Gran Premio d’Europa nel 1993.

Questo cane speciale ha due unici crucci: quello di non possedere il pollice opponibile e quello di invecchiare. La morte, quella no, non gli fa paura. In un documentario sulla Mongolia ha sentito che i cani, dopo la dipartita, possono reincarnarsi negli esseri umani:

Mi sono sempre sentito quasi umano. Ho sempre saputo di avere qualcosa di diverso rispetto ad altri cani. Mi hanno infilato nel corpo di un cane, d’accordo, ma si tratta solo di un guscio. E’ quello che c’è dentro che conta. L’anima. E la mia anima è molto umana.
Ora sono pronto a diventare un uomo. anche se mi rendo conto che perderò ciò che sono stato. Tutti i miei ricordi, le mie esperienze. Mi piacerebbe portarmeli dietro nella mia nuova vita – ne abbiamo passate così tante, la famiglia Swift e io – ma ho poca voce in capitolo. Che altro posso fare se non sforzarmi di ricordare? tentare di imprimere tutto quello che so nell’anima, una cosa che non ha superficie, non ha lati, non ha pagine, non ha alcuna forma. E cacciarmelo così in fondo alle pieghe dell’esistenza che quando aprirò gli occhi e guarderò le mie nuove mani, ognuna con il suo pollice capace di chiudersi attorno alle altre dita, saprò già tutto. Vedrò già tutto. (pag. 10 dell’edizione citata)

Eh sì, Enzo è proprio un cane particolare. Pensa come un uomo, anzi, a volte ha una capacità di pensiero di gran lunga superiore a quella di tanti uomini. Si pone molte domande sulla vita, attento osservatore dei bipedi le cui azioni spesso gli paiono incomprensibili, scruta e indaga a fondo l’animo umano. Gli riesce difficile comprendere, ad esempio, perché gli esseri umani passino molto del loro tempo assillati dalle preoccupazioni:

Le persone si preoccupano sempre di quello che succederà dopo. E’ raro che se ne stiano tranquille, a occupare il presente senza pensare al futuro. In genere quello che hanno non le soddisfa e quello che avranno le preoccupa molto. Il cane riesce quasi a spegnerla, la psiche, a rallentare il proprio metabolismo anticipatorio, come David Blaine quando tenta di stabilire il record di apnea sul fondo di una piscina; semplicemente il ritmo del mondo attorno a lui cambia. In una delle mie giornate da cane, riesco a stare immobile per ore e ore senza problemi. (pagg. 164-165)

Certo, le preoccupazioni che Denny deve affrontare non sono di poco conto. Anche Enzo alla fine lo capisce, anche lui diventa un cane ansioso. Si prepara alla sua prossima vita da umano, senza perdere la speranza di poter stringere, un giorno, la mano al suo padrone … con il suo bel pollice opponibile. E non sarà una stretta di mano qualunque: stringerà la mano a un campione vero. Solo il cane di un appassionato di corse automobilistiche lo può sperare, con quella fiducia che spesso proprio agli uomini manca.

***

Non ho voluto, nemmeno attraverso lo spoiler, svelare di più sulla trama di questo bellissimo romanzo. L’ho letto tutto d’un fiato e, come poche volte mi capita, mi ha commosso fino alle lacrime.
Stein ha una scrittura impeccabile – teniamo, comunque, sempre presente che si tratta di una traduzione – che rende la lettura veloce e appassionante, sia che tratti di cronache automobilistiche, non tante e tali da annoiare chi non è tifoso di questo sport, sia che racconti la vita di tutti i giorni, con le sue difficoltà, i dolori, le ingiustizie, il riscatto e la rivincita che caratterizzano la parabola stessa dell’esistenza umana. Ma quel che colpisce in particolare è l’abilità con cui, attraverso la narrazione in prima persona, l’autore sa raccontare questa storia, che a volte è commovente e altre esilarante, dando voce ad un cane, senza che nemmeno per un momento il lettore si chieda come possa un animale a quattro zampe essere dotato di tanti e tali sentimenti. Senza cadere, in altre parole, nel ridicolo e nell’assurdo.
Perché in fondo ai cani, per definizione i migliori amici dell’uomo, a volte manca solo la parola. Garth Stein l’ha data ad Enzo, immaginando, forse, quel che passa per la testa al suo cane Comet.

garth-stein-e cane

[immagine dell’autore da questo sito; immagine di Stein con il cane da questo sito, dove potete leggere anche una bellissima intervista all’autore]

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8 commenti »

  1. Alberto said,

    puoi svelare almeno la razza di Enzo? Dalle foto di copertina si direbbe un “golden retriever” come il mio, che pero’ si chiama Aida e non è appassionata di corse. A meno che non si tratti di
    correre dietro a un gatto. Non li sopporta proprio..

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  2. marisamoles said,

    @ Alberto

    Credo che quello della copertina sia il cane, anzi è una femmina, dell’autore. Di Enzo nel libro si legge:

    Non ricordo molto del posto da cui provengo, ma ricordo mia madre, una labrador massiccia […] Mio padre non l’ho mai conosciuto. La gente della fattoria disse a Denny che era un incrocio tra un cane pastore e un barbone […] il nostro padrone […] faceva lunghi discorsi sull’intelligenza delle varie razze canine ed era fermamente convinto che i più svegli fossero i cani da pastore e i barboni e che diventassero ancora più apprezzabili – e pregiati – se «fatti accoppiare con un labrador per migliorare il carattere.» (pag. 15)

    Un bacino ad Aida e un abbraccio a te.🙂

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  3. frz40 said,

    Me l’ero appuntato ma poi ho perso l’appunto. Meno male che l’hai segnalato. Lo leggerò al più presto.
    Colgo l’occasione per segnalarti “Se chiudo gli occhi” di Simona Sparaco. Penso, conoscendoti un po’, che ti potrebbe piacere molto.

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  4. Mi hai convinta con poche e bellissime righe. Assolutamente!
    Lo leggerò senz’ombra di dubbio (perché mi sa che anche i miei familiari a quattro zampe hanno qualche ambizione da pollice opponibile).
    Un bacione!🙂

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  5. marisamoles said,

    @ frz

    Infatti, mi ero stupita non vedendo questo libro bellissimo nella lista delle tue letture.🙂 Ho pensato a te leggendolo e anche scrivendo la recensione. Sono certa che ti piacerà.
    Prendo nota del consiglio, anche se, rientrata a scuola, non ho più così tanto tempo per leggere. Infatti, ho mangiato un boccone e ora ritorno per una riunione.😦

    @ cucinaincontroluce

    Cara Tatiana, sono contenta che tu tenga conto dei miei consigli di lettura. Penso che questo romanzo di piacerà. Fammi sapere.
    Un abbraccio.

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  6. […] Un “grazie” a Marisa, che con la sua recensione mi ha fatto ritrovare questo […]

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  7. frz40 said,

    Ecco fatto (vedi qui). Il romanzo è  una tenera favola narrata in modo semplice ed efficace, a tratti spassoso e a tratti commovente, molto commovente.  Come tutte le favole,  ha qualche forzatura di troppo (la storia della zebra, ad esempio), ma se si amano i cani  e si parla loro guardandoli negli occhi, non si può perdere.

    Mio gradimento ****

    E non perderti, se non l’hai già letto “Io & Marley” di John Grogan, a mio avviso il migliore di questo genere.

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  8. marisamoles said,

    Mi fa piacere che tu l’abbia gradito (sei velocissimo nelle letture!). Anche per me è stato spiazzante l’episodio della zebra, credo dovesse essere letto in chiave psicologica e, non possedendo cani, forse ho sbagliato lettura.😉
    “Io & Marley” di John Grogan l’ho già messo in lista da tempo ma, come ho già detto, il tempo è tiranno e talvolta ci sono altri titoli che diventano prioritari. Ormai attendo l’estate …

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