IL PRINCIPINO GEORGE E OBAMA

epa05273056 A handout picture made available by Kensington Palace on shows US President Barack Obama (C) and US First Lady Michelle Obama (back-C) meeting Price George (R) while his father Prince William the Duke of Cambridge (L) looks on at Kensington Palace, London, Britain, 22 April 2016. Obama is currently on a four-day state visit to Britain.  EPA/PETE SOUZA / PRESS ASSOCIATION / KENSINGTON PALACE / HANDOUT UK AND IRELAND OUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Chi mi segue sa che sono una fan di William, Kate e famiglia. Da quando sono nati i due eredi, George e Charlotte, la coppia reale pubblica regolarmente le fotografie della felice famiglia, esattamente come qualsiasi mamma e papà, orgogliosi dei figlioletti che crescono e si fanno sempre più belli.

La fotografia che ritrae il principino George che allunga la mano, in segno di saluto, al presidente USA Barack Obama, in visita a Kensington Palace (residenza ufficiale di William e Kate), è davvero speciale. Non opera dei soddisfatti genitori ma dei fotografi presenti nel salone del palazzo, autorizzati ad immortalare lo storico evento. La cosa che salta subito all’occhio è la mise di George: vestaglia da camera e pigiamino color pastello, abbigliamento tipico di chi sta per andare a nanna. Non senza aver salutato, da perfetto padrone di casa, l’illustre ospite.

Ora ci sarà sicuramente chi obietterà che i bambini “normali” di certo non indossano una vestaglia. Forse non tutti, ma i miei figli sì. Quand’erano piccoli, più o meno dell’età di George, avevo acquistato due splendide vestaglie scozzesi – una blu e una rossa – per evitare che prendessero freddo, d’inverno, in quel lasso di tempo che inevitabilmente passava dacché erano pronti per la nanna e il momento preciso in cui si decidevano davvero ad andare a letto.

La vestaglia rossa del più piccolo tornò utile anche quando, all’età di tre anni e mezzo, fu ricoverato in ospedale per l’intervento di asportazione di un’ernia inguinale congenita.
Ricordo ancora quando, al momento del pranzo, il giorno stesso del ricovero, il mio piccolo indossò la vestaglia per sedersi a tavola. Il tutto senza che io gli dicessi nulla. Quando arrivò l’inserviente con il pasto, lanciò un’occhiata esterrefatta e, commentando l’abbigliamento del bimbo, esclamò: “E chi è questo, un lord inglese?”.

Come si dice? La classe non è acqua. E anch’io, umile plebea, ho avuto i miei piccoli principi… in vestaglia e pigiamino.

[immagine da questo sito]

WONDERFUL KATE


Da poche ore è la moglie del futuro re d’Inghilterra. Catherine Elisabeth Middleton ha già diritto ad essere apostrofata come “Sua Altezza Reale“, ma non sarà mai la principessa Kate (o Catherine); può assumere, invece, il titolo di principessa William of Wales, prendendo, all’atto del matrimonio, il nome del marito. Questo perché è una commoner o, come diremmo noi, una borghese. Nelle sue vene non scorre il sangue blu dei suoi parenti acquisiti.

Kate, grazie alla regina Elisabetta che ha il potere di conferire i titoli nobiliari, è ora Sua Altezza Reale la duchessa di Cambridge. E, visto che William, con il matrimonio, è diventato anche il conte di Strathearn e il barone di Carrickfergus, Kate è la contessa di Strathearn e baronessa Carrickfergus.

Credo che dei titoli non gliene importi un bel niente. Più che la nobiltà del lignaggio oggi conta, per una giovane sposa, la nobiltà del cuore. Non capita a tutte di essere accolte all’altare dal futuro marito in preda all’agitazione che con un fil di voce dice: “Ti amo, sei bellissima“.

Non sarà mai principessa? Ma lei già lo è, per tutti gli Inglesi e anche per gli altri. E poi lei è semplicemente wonderful.

GOD SAVE THE PRINCESS KATE

[foto da Il Corriere]