1 agosto 2015

ZUCKERBERG: IN ARRIVO LA SOCIAL BABY E PAPA’ COMMUOVE SU FACEBOOK

Posted in aborto, donne, famiglia, figli, matrimonio, Uomini e donne, vip, web tagged , , , , , , , , , , , , a 2:55 pm di marisamoles

Social baby
Mark Zuckerberg, 31 anni, fondatore del social network più famoso al mondo, ha annunciato sul suo profilo Facebook che lui e la moglie Proscilla, sposata nel 2012, a breve diventeranno genitori. La social baby è, appunto, una bambina, ed è stata a lungo cercata. La gravidanza, come scrive Mark sul suo profilo Fb al miliardo e 490 milioni di iscritti, sembra procedere per il meglio e pare siano limitati i rischi di un aborto. Perché il futuro papà dice questo? Perché ammette che da un paio d’anni lui e Priscilla stando tentando di mettere al mondo un figlio con scarso successo. La moglie di Mark ha infatti subito tre aborti prima dell’attuale gravidanza.

Commuovono le parole di Zuckerberg e la sua decisione di raccontare questa storia DI felicità negata e allo stesso tempo di speranza, perché serva da monito a tante coppie che non riescono a realizzare il sogno di diventare genitori.

«Al giorno d’oggi aprirsi, condividere con gli altri questo genere di problemi e discuterne assieme serve ad accorciare le distanze e a farci sentire più vicini agli altri. Anzi, fa sì che gli altri ci comprendano e allo stesso tempo per noi è più facile sopportare e sperare nel domani.
Quando ne abbiamo iniziato a parlare con gli amici [Mark si riferisce all’esperienza degli aborti, NdR] ci siamo resi conto di quanto ciò accada di frequente, tanto che molte persone che conosciamo hanno avuto lo stesso problema, riuscendo però ad avere, alla fine, dei bambini che godono di buona salute.
Speriamo che l’aver condiviso la nostra storia porterà conforto e speranza a tante persone che vivono questo tipo di esperienza, spingendole anche a condividere le loro storie

Una testimonianza toccante, a mio parere, che riesce a commuovere anche per le belle parole con le quali il futuro genitore descrive il suo stato d’animo quando pensa al futuro che lo attende:

«Quando scopri che presto avrai un bambino, ti senti così felice! Fin da subito provi a immaginare che cosa diventerà, fai progetti e inizi a sperare e sognare il suo futuro. Un’esperienza davvero unica.»
(le traduzioni, non letterali, sono mie; il testo originale potete leggerlo a questo link)

Questa bambina è una social baby fortunata e non perché nascerà in una famiglia ricca. I soldi, se non fanno la felicità, aiutano di certo a vivere serenamente però la cosa più bella è che lei avrà un papà giovanissimo e tenerissimo. A 31 anni molti coetanei di Zuckerberg perdono il loro tempo sui social scrivendo cose sciocche e inutili mentre lui già pensa al futuro che attenderà la piccola e se stesso:

«Nell’ecografia mi ha già fatto il like con il pollice all’insù, – scrive riferendosi alla figlia – pertanto sono già convinto che si prederà cura di me

[l’immagine è tratta dal sito linkato]

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20 giugno 2015

SE IL COMPUTER È PERSONAL UN MOTIVO C’È

Posted in affari miei, famiglia, web tagged , , , , , , , , , a 8:46 pm di marisamoles

uffFinalmente una bella notizia: il mio computer, che davo ormai per spacciato, ha ripreso a funzionare. Dopo più di sei mesi, sto scrivendo sulla mia vecchia tastiera e mi pare un sogno.

Nei mesi passati, infatti, ho utilizzato il portatile di mio marito, per sua gentile concessione. Il mio fisso ha smesso di funzionare mentre io ero alle prese con la riabilitazione per la spalla rotta e sinceramente non mi davo pena per la rottura del pc. Anche fra le rotture ci sono delle priorità.

Così sono passati i mesi senza che mi decidessi a comprarne uno nuovo. Fin da subito è nata una diatriba tra me e mio marito: io continuavo a sostenere che, avendo il tablet, non sentivo la necessità di acquistare un notebook; lui rimaneva ancorato alla sua convinzione che sia da trogloditi anche solo pensare di comprare un computer nuovo fisso. Ormai non ce l’ha più nessuno.

Mi è venuto in mente un aneddoto che risale al periodo della mia infanzia. A casa mia il televisore è arrivato piuttosto tardi. Non che non ce la potessimo permettere, semplicemente i miei genitori non erano interessati all’acquisto. Tutti, amici e parenti, prendevano in giro mio papà. Quando veniva fuori il discorso, tutti ridevano. “Il televisore oggigiorno ce l’hanno cani e porci!“, esclamò un amico un giorno. E mio papà, imperterrito e serissimo, replicò: “Infatti, io non sono né un cane né un porco”, zittendo tutti.

Ora, io e mio papà abbiamo molte cose in comune. Se mi va di comperare un computer fisso, lo compero, anche se ormai “cani e porci” hanno il portatile.

Una settimana fa parlavo al telefono con mio fratello, esperto di computer e di rotture (pure lui la spalla, tanti anni fa). Lui mi dice: “chissà, forse è solo sporco”. Figurati se è quello. È la vecchiaia, che vuoi che sia?

E invece aveva ragione. L’ha aperto e ha trovato una quantità tale di polvere che nemmeno quella sotto al tappeto di un uomo single da vent’anni. Pensa un po’, quanta polvere ci mangiamo allora…

Per farla breve, il computer funziona e, almeno per ora, il nuovo acquisto è rimandato. Il pc è personal e a me, sinceramente, di usare quello di mio marito quando non serviva a lui, sentendo pure il disagio di navigare in mezzo alle sue cose, di impossessarmi della sua password d’accesso – chissà se la cambierà ora – e di dover esprimere eterna gratitudine per la gentile concessione, m’è scocciato assai.

summertimeP.S. Domani, primo giorno d’estate riaprirà i battenti il mio blog estivo. Vi aspetto sotto l’ombrellone, per quattro chiacchiere. Non mancate.

[immagine sotto il titolo da questo sito]

29 marzo 2015

RACHEL E LE SMAGLIATURE: QUANDO L’ESIBIZIONISMO SUL WEB SFIORA IL CATTIVO GUSTO

Posted in donne, figli, salute, web tagged , , , , , , , , , , a 3:22 pm di marisamoles

rachel
Non ho mai pensato che avere delle smagliature dovute alle gravidanza possa essere una cosa di cui vantarsi. Anzi, credo che bisognerebbe fare di tutto per evitarle, anche se poi, si sa, è questione di pelle. La mia è pelle buona, evidentemente. Ho messo al mondo due figli in 22 mesi e non ho una sola smagliatura. O forse se non avessi spalmato sulla mia bella pancia, diventata in pochi mesi un bel pancione, una crema specifica per prevenire le smagliature, a quest’ora non avrei nulla di cui vantarmi.

Fortuna, pelle e casualità a parte, se mi fossero venute le smagliature non ne avrei fatto un dramma. Non avrei, però, postato le mie foto in bikini su Facebook mettendo in bella evidenza non solo le fastidiose strie rosate ma anche la pancia flaccida.

La pensa diversamente Rachel Hollis, americana di 32 anni, che cura un blog di cucina ed è anche madre di tre bambini di 8, 6 e 2 anni. La sua foto delle vacanze in bikini postata su Facebook è diventata virale ed è stata visualizzata 10mila volte. Non solo, sono arrivati centinaia di messaggi di solidarietà.

Ora, posso anche capire la soddisfazione di dire: ho 32 anni, tre figli, le smagliature e sono orgogliosa di tutto ciò. Capisco anche la solidarietà femminile che ha portato a questo enorme successo una semisconosciuta (non so quanto sia noto il suo blog, quindi magari non è proprio una sconosciuta). Ma lodare il coraggio di postare una foto in cui sono evidenti i “danni” procurati dalle gravidanze a me sembra sfiori il cattivo gusto.

A parte questa mia personalissima opinione sull’esibizionismo via web– d’altronde Andy Warhol aveva detto “Ciascuno nel mondo sarà famoso per quindici minuti”, profetizzando le potenzialità di internet e dei social -, penso che a 32 anni, benché madre di tre figli, la signora Rachel avrebbe potuto prendersi maggior cura del corpo. Sono dell’idea, infatti, che ci si debba volere bene e anche perdere dieci minuti al giorno per prevenire i danni in certe situazioni, significhi prendersi cura di sé. Considerando anche il fatto che il tempo non può che peggiorare la situazione.

1 gennaio 2015

Analisi del 2014 by WordPress

Posted in affari miei, web tagged , , , , , , a 9:22 pm di marisamoles

Come ogni anno, WordPress mi ha inviato il report sull’attività del blog nell’anno appena concluso. Mi piace condividere con voi quest’analisi, ringraziando tutti i lettori e commentatori assidui che hanno contribuito a rendere “grande” e speciale questo piccolo spazio.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Il Museo del Louvre riceve 8,5 milioni di visitatori ogni anno. Questo blog è stato visto circa 250.000 volte nel 2014. Se fosse un’esposizione al Louvre, ci vorrebbero circa 11 anni perché lo vedessero altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

27 dicembre 2014

2.000.000

Posted in affari miei, web tagged , , , , , , , , a 11:02 pm di marisamoles

2000000
Due milioni, una cifra enorme. Cosa fareste voi con 2.000.000 di euro? Io non saprei davvero come gestirli. Certamente mi toglierei qualche sfizio ma per il resto la mia vita mi piace così com’è, non ho manie di grandezza.
Un sogno che certamente non si realizzerà mai.

Due milioni di click sulle pagine di un blog non cambiano la vita, non permettono di togliersi qualche capriccio, non danno la possibilità di guardare al futuro con meno ansia. Ma 2.000.000 di click danno un’enorme soddisfazione. Un traguardo che ho avuto il piacere di raggiungere prima della fine di questo 2014 che, diciamolo, non è stato per me un grande anno, soprattutto in questi ultimi due mesi.
Non lo posso chiamare sogno ma sapere che le pagine del mio blog sono state sfogliate 2 milioni di volte fa un certo effetto.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI VOI CHE AVETE RESO POSSIBILE IL RAGGIUNGIMENTO DI QUESTO TRAGUARDO.

[immagine da questo sito]

23 novembre 2014

LITTLE DRESSES FOR AFRICA ITALIA CERCA “SARTINE” PER BIMBI AFRICANI

Posted in bambini, web tagged , , , , , , a 6:42 pm di marisamoles

abiti per l'africa
A commento del post, pubblicato nell’ambito delle “buone notizie” il 19 settembre, che ho dedicato alla “sartina” 99enne Lillian Weber che ogni giorno confeziona degli abiti da inviare ai bambini africani – tramite la Ong Little Dresses for Africa -, ho ricevuto la testimonianza della Coordinatrice per l’Italia di Little Dresses for Africa.org che pubblico anche qui, sperando di dare maggior rilievo ad una iniziativa davvero lodevole.

Sono passati poco più di due mesi dalla comparsa sul web d’articolo sulla Sig.ra Lilian Weber che cuce vestitini per i bambini dell’Africa e in questo breve lasso di tempo sono riuscita a mettere insieme un sostanzioso numero di meravigliose sartine che hanno iniziato una produzione tutta Italiana di abitini. Non sapendo bene da dove partire, ho contattato l’associazione America Little Dresses for Africa cercando con loro accordi per poter diffondere anche nel bel paese questa bellissima iniziativa. Due aspetti sono fondamentali e trainanti: il donare ad un bambino un vestito fatto apposta per lui, simbolo di unicità…un modo per dirgli sei speciale, sei unico e dall’altra offrire a tante donne un’ottima occasione per rendersi utili, per passare il loro tempo pensando che ciò che fanno regalerà un sorriso a qualcuno, veder materializzato il proprio aiuto, poter aiutare in modo tangibile e concreto spesso aiuta a sua volta a ritrovare la voglia di vivere, di ricominciare a lottare. Questo è lo spirito che anima la mia iniziativa, e in poco più di un mese sono arrivati vestitini, donazioni, belle….bellissime parole che mi hanno colpito nel profondo; e poi dall’altra parte del mondo in un angolo del continente Africano, un piccolo orfanotrofio tenuto da una gentile Signora italiana, Micaela De Gregorio, con la quale parlo ogni giorno ed ogni giorno i suoi bambini animano il mio schermo con i loro meravigliosi sorrisi, aspettano i nostri vestiti, chiedono se è vero che riceveranno un vestito tutto loro, fatto a posta per loro, se sarà di stoffa vera; li vorrebbero per Natale anche loro per le feste vogliono sentirsi belli, in ordine, possibilmente eleganti, purtroppo però non faremo in tempo, li avranno per Pasqua, ma il pensiero di loro ci anima, ci guida, ci porta ogni giorno a scambiarci idee, modelli, consigli, a ritrovarci come fossimo amiche di sempre. Abbiamo bisogno di tante, tante amiche, perché tanti sono i bambini che aspettano i nostri vestitini, abbiamo bisogno di tanto materiale per poterli fare…….un semplice gesto…..che toccherà tante vite e ad ognuna di queste regalerà un sorriso, regalerà speranza!!!

Ci venga trovare sulla nostra pagina Facebook. L’aspettiamo sperando voglia aiutarci in a divulgarla, in fondo ogni bambino merita qualcosa di bello, noi non vorremmo mai deluderli. Grazie per il tempo che mi ha voluto dedicare, le auguro buon lavoro.
Cordiali saluti

Sabrina Coccoloni
(Coordinatrice per l’Italia di Little Dresses for Africa.org)

[immagine tratta dal sito Facebook linkato]

2 novembre 2014

MI SONO ROTTA!

Posted in affari miei, web tagged , , , , , , , a 12:19 pm di marisamoles

valutazione-del-dolore
Vado sempre di corsa. Le mie non sono mai passeggiate, sembrano piuttosto addestramenti militari, allenamenti per la maratona di New York … non so.

Fatto sta che, complice anche un marciapiede un po’ sconnesso, martedì sera la mia corsa verso casa, con tanto di borse della spesa appresso, si è conclusa rovinosamente sul marciapiede e la serata è spiacevolmente finita in ospedale. A digiuno fino a quasi mezzanotte, per giunta.

Per farla breve – anche perchè sto scrivendo con la sola mano destra ed è una fatica estenuante – ho rotto la testa dell’omero e dovrò tenere un tutore fino ai primi di dicembre. Senza contare che prevedo una riabilitazione piuttosto lunga dato che il braccio sinistro è quello che, a livello di articolazione della spalla, mi ha sempre dato molti problemi.

Taccio sugli altri traumi minori … però posso dire che oggi mi sento decisamente meglio, pur passando delle nottate mezze insonni da cinque giorni, poichè i dolori si accentuano a letto.

Mi hanno applicato ‘sto coso

actimove-sling-

anche se avrei preferito decisamente un tutore tipo questo …

Mariah-Carey-tutore

Non so quando riprenderò a scrivere regolarmente. Nel frattempo ribloggerò alcuni post vecchi ma sempre attuali.

UN CARO SALUTO A TUTTI GLI AMICI BLOGGER E AI LETTORI.

A presto. emoticon baci

11 ottobre 2014

HAPPY BIRTHDAY!

Posted in affari miei, web tagged , , , , , , a 4:48 pm di marisamoles

google buon compleanno MARISA
Non amo le autocelebrazioni e per questo non ho mai scritto un post in occasione del mio compleanno. Questa volta ho deciso di fare un’eccezione per due motivi:

1. La mia carissima amica Diemme mi ha dedicato questo post e mi ha inviato come graditissimo dono un suo libro pubblicato di recente. Ancora una volta grazie, cara Diemme! ❤

2. Google mi ha dedicato un doodle personalizzato (che vedete nell’immagine sotto il titolo del post). Stamattina, aprendo il motore di ricerca per connettermi al registro elettronico a scuola, ho avuto questa gradita e inattesa sorpresa. Ringrazio, quindi, anche Google per aver festeggiato il mio compleanno. 🙂

E a tutti voi, cari amici, mando un saluto speciale e un forte abbraccio da “vecchia” blogger qual sono, che tenta di mantenersi bene nonostante il tempo che inesorabilmente passa … anche se Diemme dice che per me non passa mai. Magari!

26 settembre 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: FLASH MOB PER INCORAGGIARE L’ALLATTAMENTO AL SENO

Posted in amore, bambini, donne, La buona notizia del venerdì, società, web tagged , , , , , , , , , a 7:28 pm di marisamoles

allattamento falsh mob
L’allattamento al seno è importante per molteplici motivi: è l’alimento perfetto per il neonato, fatto apposta per lui, protegge da virus e batteri, aumenta le difese immunitarie del poppante, facilita lo sviluppo di un buon rapporto madre-bambino. Senza contare che è comodo anche per la mamma che ha sempre il nutrimento a portata di mano.

Un tempo una donna che allattava in pubblico destava scandalo. Eppure si tratta di un gesto naturale, nel vero senso della parola: avete mai visto una mucca o una pecora che si appartano mentre allattano i cuccioli? È un fatto culturale, prima di tutto. Ma al giorno d’oggi come può essere ancora un tabù?

Ricordo una notizia di qualche tempo fa che riguardava una mamma che era stata allontanata dal ristorante in cui pranzava perché la poppata in pubblico era stata considerata sconveniente. (ne ho parlato QUI) Mi chiedo ancora come possa dar fastidio vedere uno spettacolo così tenero. Se non è la madre a provare imbarazzo – il che può succedere, non siamo tutte uguali – perché mai dovrebbero provarlo gli astanti?

Eppure c’è ancora chi, vedendo un bambino che succhia il latte dal seno materno, non gradisce lo spettacolo. Sguardi imbarazzati, quando non contrariati, incrociano gli occhi della mamma che vorrebbe solo nutrire il suo piccolo quando ne ha voglia, senza rimanere segregata in casa nell’ora della poppata.

Per incoraggiare l’allattamento al seno anche in pubblico, un gruppo di mamme bellunesi ha organizzato un flash mob. L’iniziativa ha avuto successo e sarà promossa in tutta Italia, dal Veneto alla Puglia e oltre. Al grido di AllatTiamo, l’appuntamento è nelle piazze italiane sabato 4 ottobre alle ore 10 e 30.

Il successo dell’iniziativa è stato favorito dai social network. Evviva Facebook, che detesto, almeno per una buona causa come questa.

[fonte: Il Gazzettino, da cui è tratta anche l’immagine]

ALTRE BUONE NOTIZIE:

I Cat Cafè anche a Torino e a Roma di laurin42

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

21 agosto 2014

MATTEO RENZI TWITTA: IMPOSSIBILE SPIEGARE LA GUERRA AI BAMBINI

Posted in adolescenti, bambini, politica, storia tagged , , , , , , , , a 9:28 pm di marisamoles

renzi tweet
Che dire? Certo, ha ragione. Ai bambini non si può spiegare la guerra. Si dovrebbe insegnare loro la pace, casomai. Eppure, pensandoci, la storia è piena di guerre, vicine e lontane.

Quando un bambino prende in mano il sussidiario, ha inizio il suo approccio con la storia dell’Uomo che è soprattutto storia di guerra.

Pensiamo ai poemi epici, l’Iliade e l’Odissea, che i bambini e i ragazzi amano (dipende, ovviamente, da quanto gli insegnanti li fanno amare …). Due classici che si devono leggere, almeno in parte, a prescindere. Eppure i personaggi sono guerrieri spietati, pronti a tutto per dimostrare il loro valore. La guerra di Troia, poi, scoppia per via di una donna, Elena, contesa tra Paride e Menelao. Greci e Troiani si affrontano in un conflitto decennale per colpa di una donna. Pensate un po’.
E va bene che stiamo parlando di miti, che le cause della guerra tra Achei e Troiani furono altre, specialmente economiche. Così spieghiamo ai bambini che il bottino di guerra, comprese le donne e i loro figli ridotti in schiavitù, servivano a dimostrare inequivocabilmente che il più forte vinceva e gli altri erano a lui sottomessi, diventavano una sua proprietà. Che bella lezione!

Lasciamo i miti e parliamo di storia. Anzi, iniziamo dalla preistoria: lotta per la sopravvivenza, sangue sparso in nome della legge del più forte, predominio degli uni sugli altri anche solo per conquistarsi lo spazio dove vivere. Mors tua vita mea, questo insegniamo agli alunni, fin dalla più tenera età.

Non va meglio quando iniziamo a parlare di civiltà. L’approccio con i primi focolari ecumenici non è confortante: nascono le classi sociali, c’è il capo, una delle classi più importanti è quella dei guerrieri, la maggior parte del popolo è sottomessa. Che bella civiltà!

E quando esaltiamo le imprese degli antichi Romani, le guerre di difesa e poi quelle di conquista, il nemico cartaginese che, battuto, risorge. Carthago delenda est, tuonava Catone. Ecco che il nemico viene annientato solo privandolo della sua propria terra. Storia di guerra eppure tutti ad acclamare la bravura del popolo romano, dei nostri progenitori che hanno dato splendore, guerra dopo guerra, alla nostra penisola.

Parliamo di imprese belliche anche quando l’argomento è la religione. Le Crociate sì, per combattere gli infedeli (anche se tutti sappiamo che l’obiettivo dei Crociati era molto più venale). Bravi i soldati che hanno combattuto in nome della Cristianità.

Che dire, allora, di Colombo? Che la sua missione fosse quella di portare la Fede nelle terre d’Oriente, non era credibile nemmeno per la cattolicissima Isabella di Castiglia. Tant’è che ella stessa si aspettava tesori inestimabili, ricchezza e prestigio per il suo Stato. In nome della Fede ecco che spagnoli e portoghesi annientarono civiltà antichissime. Ancora guerre e stragi, il copione rimane lo stesso. Gli altri incivili, noi civilissimi popoli europei.

Non serve che faccia un excursus storico completo, tutti sanno che la Storia è fatta di guerre e la insegniamo ai bambini sin dalla più tenera età.

Renzi ha in parte ragione: non è impossibile spiegare ai bambini la guerra, è impossibile spiegare loro perché esistano ancora le guerre, perché tutt’oggi i popoli si armino in nome della supremazia, del potere.

Come scriveva Quasimodo:

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo
[…]

Il suo tempo, però, era quello immediatamente successivo al secondo conflitto mondiale. E’ triste constatare che passano i decenni e le cose non cambiano. Questo è difficile da spiegare ai bambini.

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