28 dicembre 2012

COSA FAREI CON 100MILA EURO AL GIORNO …

Posted in attualità, divorzio, Silvio Berlusconi, vip tagged , , , , , , , a 3:25 pm di marisamoles

veronica-lario
… io proprio non lo so (anche perché mi accontenterei di guadagnarli, e dico guadagnarli, in un anno …) però credo che per la signora Miriam Raffaella Bartolini (in arte Veronica Lario) sia come cadere in disgrazia da un momento all’altro.

Poveretta, che brutta fine dell’anno, senza nemmeno più una casacoraggio, la vita è dura, lo dice anche la signora Elsa Fornero.

AGGIORNAMENTO DEL POST, 9 GENNAIO 2013

Silvio Berlusconi è stato ieri ospite di Lilli Gruber nel salotto di Otto e mezzo, in cui, tra l’altro, ha annunciato in esclusiva la nascita del settimo nipote, Riccardo, 3 chili e 200 grammi per 51 cm di lunghezza, figlio di Eleonora, una dei tre figli avuti dall’ex Veronica Lario.

A proposito degli alimenti riconosciuti alla ex moglie, Berlusconi corregge la cifra: «Non sono 100 mila euro al giorno, sono 200 mila al giorno». Una cifra decisa, a suo dire, da «3 giudichesse femministe e comuniste. «È una cosa che sta nella realtà: 36 milioni con un arretrato di 76 milioni. Questi sono i giudici di Milano che mi perseguitano dal ’94» dice ancora Berlusconi.

Ah, però.

[fonte: Il Corriere]

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30 ottobre 2010

FAMIGLIA CRISTIANA: “IL PREMIER È MALATO, ANCHE VERONICA L’HA DETTO”

Posted in attualità, politica, Silvio Berlusconi tagged , , , , , , a 4:04 pm di marisamoles


Un’altra bufera mediatica si è scatenata sul Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il caso, ormai stranoto, è quello della minorenne (all’epoca dei fatti, cioè febbraio 2010) di origine marocchina Ruby “Rubacuori” che avrebbe partecipato ad una festa ad Arcore e dal padrone di casa avrebbe avuto in dono una collana di diamanti e 7mila euro. In cambio di cosa? Della sua presenza, niente di più. Il fatto è che Berlusconi ha un cuore grande, come ha dichiarato lui stesso, e aiuta chi ha bisogno.

Ok, anch’io ci ho scherzato sul suo cuore grande. Ho scritto un post perché a quella dichiarazione mi è venuta in mente Heidi. Ma oggi, leggendo un articolo di Famiglia Cristiana, sono rimasta sconcertata. In riferimento al caso – Ruby, l’autore del servizio, Giorgio Vecchiato, ha affermato che già la moglie del premier, Veronica Lario, aveva pubblicamente dichiarato la “malattia” del marito, ormai ex.

Nel pezzo si legge: Uno stato di malattia, qualcosa di incontrollabile anche perché consentito, anzi incoraggiato, dal potere e da enormi disponibilità di denaro. Si sa che Berlusconi è un generoso, non lesina su aiuti e ricompense. Ma quale tipo di aiuti, e ricompense per che cosa? Incredibile che un uomo di simile livello e responsabilità non disponga del necessario autocontrollo. E che il suo entourage stia a guardare. S’insiste, dunque, sulla mancanza di autocontrollo che Berlusconi, nella veste istituzionale, dovrebbe mantenere. Si parla di lui come una persona malata. Ma il Presidente del Consiglio già ieri si è difeso: lavora venti ore al giorno, non va quasi mai in ferie, ogni tanto gli va di distrarsi e così organizza delle feste. Che male c’è? Lui si definisce orgoglioso del suo stile di vita.

Da notare che la stessa Ruby ha affermato di essere andata solo una volta nella villa di Arcore e di aver assistito ad uno show canoro del premier. Che male c’è? Nessuno conosceva la sua vera età e lei si era spacciata per una ventiquattrenne. Poi, quando Berlusconi si è reso conto di essere di fronte ad una minorenne, le ha chiaramente detto di non farsi più vedere. In seguito, però, a maggio, la telefonata alla questura di Milano: Berlusconi si limita a dare una mano ad una ragazza in difficoltà, pur mentendo sulla vera identità e spacciandola per nipote di Mubarak. In ogni caso, la ragazza viene lasciata libera qualche ora dopo e affidata al consigliere Minetti, come espressamente chiesto dal premier.

Detto questo, prima di definire Berlusconi un “malato”, bisognerebbe conoscere i fatti. E poi, anche se non disdegnasse la compagnia delle belle donne, disponendo del “potere” e del fascino del denaro, un binomio che attrae particolarmente le signorine in cerca di notorietà, sarebbe l’unico? Diciamo che la stampa gli sta appresso e non si lascia scappare l’occasione per scrivere qualche servizio piccante sul Presidente del Consiglio. Il potere dei media è, poi, quello di condizionare il giudizio della gente. Persino il papa c’è cascato. Ieri, senza riferirsi esplicitamente al caso Ruby, di fronte a centomila giovani dell’Azione cattolica, ha affermato: Troppo spesso l’amore è ridotto a merce di scambio, da consumare senza rispetto di se stessi e degli altri. Così è molto amore proposto dai media e da internet: egoismo, chiusura, illusione di un momento, qualcosa che vi lega come una catena, qualcosa che soffoca il pensiero. Impossibile non pensare che si riferisse velatamente anche a Berlusconi, o meglio alle ragazze disponibili ad incontrarlo per ottenere qualcosa in cambio, data la sua tanto sbandierata bontà di cuore. Un’altra condanna che proviene dal mondo cattolico in cui di certo gli scandali non mancano. Mi verrebbe da dire: da quale pulpito arriva la predica.

Ma cerchiamo di spostare, per un istante, l’attenzione dal premier alla minorenne Ruby. Una così, che si spaccia per ventiquattrenne, vestita (per modo di dire) e truccata come una donna navigata, se è davvero “bisognosa d’aiuto”, se va in cerca di protezione, perché ad una casa-famiglia preferisce la villa di Arcore?

3 agosto 2010

VERONICA LARIO ROMPE IL SILENZIO: “SILVIO E L’AVVOCATO GHEDINI, COPPIA DA SBALLO”

Posted in attualità, divorzio, donne, politica, Satyricon, Silvio Berlusconi tagged , , , a 6:14 pm di marisamoles

Da mesi non si sentiva più parlare di lei, o meglio lei non parlava più, se non per mezzo dei suoi legali. Veronica Lario, quasi ex signora Berlusconi, riprende la parola e lo fa attraverso il quotidiano La Stampa, lo stesso che ha pubblicato un’intervista all’avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini.

Donna Veronica ha poco gradito alcune affermazioni del legale dell’ex marito, che pare abbia faticato non poco a far da paciere tra i due. Non stento a crederlo: di sicuro il nostro presidente del Consiglio avrebbe risparmiato un bel po’ di soldi che ora dovrà versare sul conto della ex moglie ogni mese. Pare che la cifra su cui i due si sono accordati sia di 300mila euro mensili.

Ma quali osservazioni di Ghedini hanno particolarmente infastidito la signora Lario? Quelle che insinuano che lei non sia stata all’altezza di cotal marito, specie nel ruolo rappresentativo di first lady. Nell’intervista a La Stampa Ghedini ha, infatti, dichiarato: Il presidente fa una vita disperata. C’era una difficoltà di ritmi di vita. Veronica non ha mai voluto andare a Roma, né fare un po’ di rappresentanza con lui. Due vite distanti. Be’, non so quali parole abbiano colpito la suscettibilità di Donna Veronica, ma a me quell’aggettivo “disperata” riferito alla vita condotta da Silvio Berlusconi dà fastidio assai. Posso immaginare quanto fastidio possa generare in chi sbarca a fatica il lunario con la pensione minima.

La reazione della Lario, però, è un tantino sopra le righe: va be’ essere indispettita dalla velata accusa, va be’ essere definita incapace di passare la sua esistenza a far rappresentanza a Roma, ma che addirittura insinui un’amicizia “particolare” tra l’ex marito e il legale più famoso –oltreché più pagato!- d’Italia, mi sembra un’esagerazione. Donna Veronica, in sintesi, vede i due come una coppia perfetta, da sballo: Leggendo quelle parole mi sono detta: Guarda, che voglia proporsi come nuovo compagno del presidente del Consiglio? D’altra parte loro si capiscono, hanno un legame profondo, fatto dagli stessi scopi, chi meglio di loro potrebbe incarnare una complice e felice coppia da sballo?

La signora, come ella stessa ammette, è stanca delle continue interferenze nella sua vita privata: stanca di vedere persone che parlano di un privato che non gli appartiene dicendo grandi sciocchezze.
Nulla da dire, a riguardo: leggere certe insinuazioni può essere snervante davvero. Quello che però mi fa riflettere è che la signora Lario accusa gli altri di dire “grandi sciocchezze”, mentre lei …..

Ma, in fondo, che sarà mai! Hanno accusato Berlusconi di essere pedofilo (quando frequentava l’allora minorenne Noemi Letizia) e di farsela con le escort (la tristemente nota Patrizia D’Addario), se ora l’accusassero di essere gay almeno farebbe una buona azione: costringerebbe la maggioranza degli elettori a non essere omofoba.

[Fonte: La Stampa]

22 giugno 2009

I PANNI SPORCHI DI CASA ITALIA

Posted in attualità, cronaca, politica, presidente USA, Silvio Berlusconi, violenza sessuale tagged , , , , , , , , , , , , , , , , a 2:31 pm di marisamoles

marilyn_e_kennedyNon avrei mai voluto scrivere questo post, ma sono davvero stufa di leggere sui giornali –anzi, non li leggo nemmeno ma è inevitabile sentirne parlare- vari articoli, più o meno tendenziosi, sul Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e sul presunto sexgate nostrano. Siamo da un bel po’ bersagliati da gossip che pare interessino soprattutto i gossippari incalliti e l’opposizione. Franceschini e D’Alema, specialmente, tra i pettegolezzi ci sguazzano. S’interessassero di problemi più seri, sarebbe meglio. Ma sembra che, non potendo far leva sull’elettorato per riprendersi, abbiano adottato la strategia dell’inzaccheramento del premier. Non bastava lo “scandalo” del divorzio annunciato da Veronica Lario, che poi non ha davvero scandalizzato nessuno; non bastavano le insinuazioni sui rapporti tra Noemi e il “papi” o quelle sui voli di Stato ad uso privato, poi smentite dalla magistratura con l’archiviazione, che lo stesso Berlusconi aveva preannunciato; non bastavano le foto rubate a Villa Certosa; no, tutto questo, evidentemente non bastava, perché è da qualche giorno che sentiamo parlare di una certa Patrizia D’Addario e un’altra degna “comare”, certa Barbara Montereale, che hanno a che fare anche loro con festini in villa.

Insomma, da Villa Certosa a Villa Grazioli il passo è breve. L’inchiesta su presunti appuntamenti con donne di dubbia moralità è partita da Bari. Mai state così vicine la Sardegna e la Puglia, due regioni italiane legate dallo stesso destino, quello di far da sfondo allo scandalo, vero o presunto, di cui è protagonista, o vittima, Silvio Berlusconi.
Da piccola mi hanno insegnato che i panni sporchi si lavano in casa ma, a quanto pare, ciò non vale per le ville. I panni che si sporcano nelle ville sono speciali e vanno lavati separatamente, come i capi delicati. Così, da diversi luoghi d’Italia partono le inchieste della magistratura volte ad accertare la parte avuta dal premier nel sexgate di casa nostra. Ma il lavaggio dei panni non si ferma a “casa Italia”. No, la stampa di mezzo mondo si sta interessando dei panni sporchi più famosi del momento. Tutti con il dito puntato contro il presidente del consiglio: già si parla di “corte”, “imperatore” e “cortigiane”. In questa metafora dal sapore antico già me lo vedo Berlusconi che si bea di tante attenzioni ed elargisce collane e orecchini, doni generosi per donne in cerca di notorietà.

Lo scandalo a corte però non è una novità. Anzi, il termine sexgate è stato coniato oltreoceano, negli States, prendendo a prestito il suffisso “gate” utilizzato in un altro scandalo famoso, quello che coinvolse Nixon, chiamato Watergate.
Se ci spostiamo negli States, dunque, nel lontano maggio1962 al Madison Square Garden, un’attrice dai capelli biondo platino, molto graziosa e formosa, cantava Happy Birthday ad un uomo affascinante, molto più del nostro Silvio: stiamo parlando di Marylin Monroe e di JFK, mica due qualunque. Era il quarantacinquesimo compleanno del Presidente Kennedy e Marylin, sotto lo sguardo imbarazzato di molti, in un abito aderentissimo color argento tempestato di paillettes, con un fil di voce ma in modo terribilmente sexy cantava gli auguri al presidente. Come scrive il biografo di JFK Robert Dallek, nel libro An Unfinished Life: John F. Kennedy, 1917-1963 uscito in America nel 2003 e l’anno dopo in Italia, “ Kennedy era anche convinto di piacere ai giornalisti e pensava che avrebbero avuto delle remore a metterlo in difficoltà pubblicando articoli sulla sua vita sessuale. Naturalmente si rendeva conto che i rapporti tra un presidente e la stampa sono sempre, in certa misura, conflittuali.”. Già, anche il nostro premier se ne rende conto, specie se la stampa è di sinistra e ingigantisce i fatti operando quello che per il cavaliere è un vero e proprio complotto. Tuttavia, tornando al 1962, Kennedy ne uscì “pulito”, ovvero la relazione con l’attrice passò sotto silenzio, salvo riemergere dopo la di lei scomparsa, anche se non fu mai chiarito se si trattasse di suicidio od omicidio. Qualcuno parla addirittura di omicidio su commissione, in relazione a dei fatti top secret, addirittura sugli alieni, di cui l’attrice pare fosse stata informata dal presidente in persona. L’ho sempre detto: mai fare confidenze sotto le lenzuola.
Sempre a detta di Dallek, “di certo, se si esaminano le agende di Kennedy alla Casa Bianca non sembra abbia mai trascurato qualcosa che considerasse degno di nota.”. Ecco, questa osservazione fa la differenza: negli USA anche se un presidente si concede delle distrazioni, non è esecrabile purché rispetti gli impegni con la nazione. D’altra parte, secondo un altro biografo di Kennedy, Richard Reeves, “di norma lo svago con le donne occupava meno tempo del tennis”. Mi chiedo se Berlusconi giochi a tennis ma mi sembra che gli preferisca il golf. Per le percentuali si possono fare delle congetture ma i dati certi non li abbiamo.
Anche quando si parlò, sempre secondo Dallek, di una stagista, Marion “Mimi” Bardsley, una biondina di 19 anni che avrebbe intrecciato una relazione con Kennedy nelle due estati di praticantato compiuto presso la Casa Bianca, la nazione non espresse giudizi. Bastava, infatti, che JFK si occupasse di politica; d’altra parte, sempre a detta di Dallek, il presidente e la moglie Jaqueline e “le loro elegantissime feste di gala alla Casa Bianca, l’ interesse per le arti e la frequentazione dei personaggi più selezionati e brillanti sia in patria sia all’ estero inorgoglivano il Paese.”. Ecco, in questo sta la pecca della ormai ex coppia Berlusconi-Lario: non sembrano dotati dello stesso carisma, almeno non pare suscitassero, nemmeno ai tempi della loro unione felice, sempre che lo sia stata, grande orgoglio negli italiani.

E che dire dell’altro scandalo, molto più pesante, che ha coinvolto un altro presidente americano? Sto parlando della “relazione”, prima smentita e poi ammessa, tra Bill Clinton e Monica Lewinsky nel 1998. Sarebbe meglio parlare solo di incontri di sesso ma in sostanza è la stessa cosa. Sempre di corna si tratta.
La stagista, come tutti sanno, aveva svelato dei loro incontri nella camera ovale, poi ribattezzata camera orale, visto che, quando la verità venne a galla, dopo una clamorosa iniziale smentita da parte di Clinton, si parlò di sesso orale, non di rapporti sessuali completi. A parte il fatto che a noi, sinceramente, la differenza non pare così importante considerato che dal punto di vista morale il comportamento del presidente americano fu in ogni caso biasimabile, quello che invece sconvolge è che prima abbia smentito, giurando il falso tra l’altro, poi si vide costretto a confessare per non fare una figura più meschina di quella già fatta. Ma nemmeno l’ammissione di aver fatto sesso con la Lewinsky portò l’opinione pubblica a scandalizzarsi più che tanto. Credo che l’America si chiedesse come potesse Hillary sopportare tutto ciò. E anche qui c’è una differenza sostanziale con i fatti accaduti in Italia: per molto meno, cioè un’innocente festa di compleanno, la signora Berlusconi ha chiesto il divorzio. Verrebbe da dire: coraggiosa Veronica e opportunista Hillary. Mrs Clinton, infatti, aveva delle mire politiche –e il suo attuale ruolo di Segretario di Stato nella presidenza di Obama non fa che confermare questo sospetto- quindi allora le convenne fare la parte della “cornuta e felice” davanti alla nazione che, per questo atto di coraggio e di devozione nei confronti del presidente di tutti gli americani, non poteva che ammirarla. Nemmeno l’inchiesta del senato, che dovette giudicare Bill per falsa dichiarazione giurata e intralcio alla giustizia, arrivò alla conclusione che il presidente fosse colpevole; Clinton fu costretto a pagare delle sanzioni pecuniarie solo per alcuni capi d’accusa. Anche allora, però, il popolo non giudicò, pur avendo la stampa sollevato un polverone, più che polverone una vera e propria nube tossica. Ma gli americani, evidentemente, sono più autonomi nei loro giudizi e non si lasciano facilmente influenzare dalla stampa.

Non dimentichiamo, poi, che Clinton era già stato processato per violenza sessuale nei confronti di tale Paula Corbin Jones, una giornalista che aveva dichiarato di aver subito delle violenze da parte del presidente nel 1991, all’epoca governatore dell’Arkansas. Anche in quel caso ne uscì pulito nonostante si dica che quello “scandalo” contribuì a sollevare il polverone della Lewinsky. Tuttavia, Clinton fu presidente degli States per due mandati, dal 1992 al 2000, senza che questi “nei” pesassero sul suo ruolo politico che fu messo in discussione per altri fatti molto più seri , ma non certo per questioni di sesso peraltro provate. Ciò che riguarda il nostro premier, invece, è ancora da provare ma nonostante ciò, si grida allo scandalo e lo si ritiene indegno del ruolo che occupa. Pazienza l’infelice battuta di Franceschini sull’educazione dei figli, che con la politica c’entrava come i classici cavoli a merenda. Ora, però, è la Chiesa a tuonare, nonostante l’iniziale indifferenza nei confronti dei gossip. Sembra che anche le alte sfere ecclesiastiche si lascino influenzare dai panni sporchi di “casa Italia”.

Infine mi chiedo: se una nazione come quella americana è passata sopra a due scandali come quelli ricordati –e sono solo un esempio, non di certo gli unici- perché mai gli italiani dovrebbero giudicare il cavaliere riguardo a questioni private che nulla hanno a che vedere con la politica? Tutt’al più Silvio non ci fa una bella figura, ma fosse anche un puttaniere incallito, a noi che ce ne importa? Ho il sospetto che, visto che non ritengo che gli italiani siano più puritani degli statunitensi, si faccia tutto questo schiamazzo solo perché la persona in questione si chiama Berlusconi. Una volta ancora è l’invidia la molla che fa scattare il caos mediatico, complice anche la moglie, ormai ex, che in teoria sarebbe l’unica persona interessata ai fatti, essendo essi privati. Ma la signora ha parlato prima e così si è giocata una carta importante: avesse aspettato, probabilmente avrebbe potuto pretendere per il divorzio più del miliardo di euro richiesto, come equo risarcimento morale per una donna, tanto morigerata, che ha sopportato in silenzio accanto a sé la presenza di un uomo che preferisce pagare il sesso piuttosto che infilarsi nel letto di una moglie bella come lei. Ma vi pare possibile? A me, sinceramente no.

18 giugno 2009

TRA MOGLIE E MARITO … COSSIGA CI METTE IL GOSSIP

Posted in attualità, divorzio, politica, Silvio Berlusconi tagged , , , , , , , a 9:41 am di marisamoles

berlusconi_cossigaAlle “picconate” di Francesco Cossiga c’eravamo abituati. Certo, si può essere d’accordo con lui o meno, ma bisogna portargli rispetto. È sempre, in fondo, un ex Presidente della Repubblica nonché un Senatore a vita, seppur non per meriti ma per diritto. Tuttavia, qualche osservazione sulle sue uscite, più o meno opportune, mi azzardo a farle.

Sulla questione del divorzio Lario-Berlusconi il Presidente Cossiga aveva già espresso il suo parere. Nessuno stupore, nessuna condanna. Berlusconi è Berlusconi ma è pur sempre un uomo come tanti e ha diritto pure a divorziare. Nella sua veste di premier, però, il divorzio chiesto dalla moglie, per colpe vere o presunte, non sta a me giudicare, può suscitare reazioni politiche. Non dovrebbe, ma può. Cossiga aveva già appoggiato il cavaliere considerando che, a parte il fatto che nella sua vita privata è libero di fare ciò che vuole, il divorzio non avrebbe cambiato i suoi rapporti con la Chiesa. Il rischio che tali rapporti s’incrinassero, in effetti c’era. Perché, dal momento in cui il Vaticano sta sul territorio italiano, ha sempre creato dei problemi “politici”. Ma il Senatore a vita ha fin da subito considerato che tale faccenda privata non avrebbe avuto conseguenze in tal senso. Ai giornalisti che lo intervistarono all’indomani della notizia shoc della lettera di Veronica Lario pubblicata su Repubblica, dichiarò, infatti, che «alla Chiesa importa molto dei comportamenti privati, ma tra un devoto monogamo che contesta certe sue direttive ed uno sciupafemmine che le dà invece una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupafemmine. Sant’ Ambrogio disse non a caso “Ecclesia casta et meretrix“». [vedi editoriale di Eugenio Scalfari su Repubblica.it del 11 maggio 2009].

Se allora le sue parole potevano costituire l’espressione di un semplice punto di vista da parte di chi esprime, nel suo solito modo pungente, la solidarietà con il premier, ora le ultime dichiarazioni mi hanno lasciato di stucco. Più che dichiarazioni appaiono, in verità, puro gossip, pettegolezzo da corridoi, che non ci aspetta provengano da quelli di Palazzo Madama però. Nel senso che si pensa, forse a torto, o lo penso solo io, che in quei corridoi si parli di cose più serie. Ma la moda del pettegolezzo, evidentemente, ha contagiato tutti, senza distinzioni di classe, professione, ruolo pubblico o privato che sia.

Che dice, dunque, ora Francesco Cossiga sul divorzio più famoso del momento, forse destinato a rimanere scritto perpetuamente nelle pagine di storia del presente secolo? Queste le sue parole riportate in un’intervista che ho letto sul quotidiano Epolis Friuli:

Ora Berlusconi dovrà regolare i suoi rapporti con Veronica. Quando sono andato da lui, l’ho trovato addolorato per quello che la moglie gli aveva fatto. Adesso pare che, con la leggera flessione del voto elettorale [alle europee, NdR], sia incavolato nero e non gli [ma se è riferito a Veronica, non è corretto le? Non capisco se sia il giornalista o Cossiga a non conoscere la grammatica] voglia dare più nulla. Potrei dare anche cifre, ma … ho saputo da uno dei banchieri di Berlusconi quello che Veronica gli ha chiesto …”

Alla giornalista Silvia Zingaropoli, incuriosita dal gossip –in fondo è anche il suo mestiere, mentre non lo è per nulla quello di Cossiga- che insiste per avere dei dettagli in più, il Senatore a vita replica:

Un miliardo di euro. Lui adesso è furibondo … per la questione dei voti cattolici”.

Resosi, forse, conto di aver esagerato, cerca di glissare l’argomento “indennità per Veronica” spostando l’attenzione sul voto, che poi è più corretto, politicamente almeno. Alla domanda della giornalista: “Il gossip ha influito sul voto?”, l’ex Presidente risponde:

Certamente ha influito su una fascia di elettorato cattolico, specie quello femminile del Sud, che è emigrato o nell’astensione o nell’Udc. Ma la Chiesa come istituzione preferisce uno sciupa femmine che segue le sue direttive, piuttosto che non un marito pio e devoto come Franceschini che gli [di nuovo l’errore; se è riferito alla Chiesa, il pronome dovrebbe essere femminile. Ora il dubbio è che sia proprio Cossiga a non conoscere la grammatica italiana] fa la guerra su ogni cosa.”.

A questo punto il gossip è: la Lario ha chiesto al marito un miliardo di euro. Sarà vero? Anche se, secondo i dati divulgati da Forbes, nel 2005 il patrimonio di Berlusconi ammontava a 12 miliardi di euro, il reddito dichiarato, però, nel 2007 era di “soli” 14.532.538 euro. Sarà che a me un miliardo di euro sembra una cifra da extraterrestri piuttosto che da umani, ma la richiesta mi pare esosa comunque, considerando anche il fatto che il patrimonio non è certo costituito da somme liquide. Mi sa che il cavaliere si dovrà vendere qualcosa …

Maria Latella, autrice del libro Tendenza Veronica pubblicato nel 2004, sostiene che la Lario, in caso di separazione, rinuncerebbe, come erede, al 25% del patrimonio del marito che invece le spetterebbe se rimanesse sposata con lui. Ora, anche se i conti in tasca del premer non li so proprio fare perché nelle sue tasche mi ci perdo, mi viene il dubbio che Veronica voglia per il divorzio un miliardo di euro per decurtargli fin d’ora il patrimonio. Mossa strategica? Ma lui, Silvio, tutti questi soldi glieli darà? Considerato anche il fatto che, come dice Cossiga, “è incavolato nero” per la flessione dei voti alle europee? È pronto, il premier, a una battaglia legale contro chi gli è stato accanto fedele per tanti anni? Certo, lo stuolo di avvocati è già al lavoro e presumo che siano lautamente pagati, il che dovrebbe portarli a fare un buon lavoro, nonostante di questi tempi il divorzio non sia l’unico problema legale del Presidente del Consiglio. Insomma, un bel tour de force per i “poveri” avvocati!

Quanto alla posizione della Chiesa descritta da Cossiga, sarei fondamentalmente d’accordo. Molto meglio un presunto fedifrago e sciupa femmine come Berlusconi, che al potere c’è già, rispetto ad un monogamo qualunque che il potere lo vorrebbe ma, per lo meno ancora, non ce l’ha. E il potere, come sostiene quella “vecchia volpe” di Andreotti, logora proprio chi non ce l’ha.

12 giugno 2009

VERONICA E SILVIO: SILENZIO E BATTUTE

Posted in attualità, divorzio, politica, Satyricon, Silvio Berlusconi tagged , , , , , , a 10:26 am di marisamoles

BERLUSCONI-LARIOVeronica Lario si è rifatta … sentire. Ha scelto, nuovamente, la carta stampata per manifestare il suo disappunto e il suo dolore. Disappunto perché si sente “infangata” dalle tante, troppe, cose dette sul suo matrimonio ormai inevitabilmente naufragato, per sua stessa volontà ma non colpa. Dolore per ciò che è stato detto senza tener conto dei suoi sentimenti.

Ha affidato il proprio sfogo alle pagine de Il Corriere della Sera, questa volta, con una lapidaria lettera che qui riporto:

In queste settimane ho assistito in silenzio, senza reagire mediaticamente, al brutale infangamento della mia persona, della mia dignità e della mia storia coniugale.
Certo è che la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui.
Certo è che l’ho sempre amato e che ho impostato la mia vita in funzione del mio matrimonio e della mia famiglia
”.

Certo è, a parer mio, che la verità del rapporto con suo marito la sa solo lei; noi possiamo solo sentire delle voci, anche la sua e a me, onestamente, non sembrava quella di una donna innamorata. Ma se lei dice che “l’ha sempre amato”, sforziamoci di crederle.
Certo è, sempre secondo il mio modesto parere, che sa solo lei il motivo per cui ha “dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui”. A me sembra, però, che più che costrizione sia stata una libera scelta. Ora, capisco che Silvio se ne sta sempre in giro, non vive nella casa coniugale, anche perché non c’è visto che la signora Lario se ne sta per conto suo a Macherio, e non è facilmente reperibile. Ma nell’era delle comunicazioni in tempo reale, a me pare che la signora Veronica abbia scelto la più difficile e la più scomoda: il marito, impegnato com’è, probabilmente non leggerebbe nemmeno le lettere della moglie se qualcuno non lo avvertisse che sulle pagine dei quotidiani c’è un messaggio per lui. Chessò, una telefonata, un fax, un’e-mai, un sms … non sarebbero stati più funzionali, oltre che maggiormente diretti? Sì, ma sarebbero rimasti inevitabilmente chiusi nello “scrigno” degli affari privati. E allora, signora Lario, a me pare che Lei cerchi la stampa proprio perché del suo matrimonio e degli affari privati ne vuol fare una questione pubblica. Tant’è, ormai ce ne siamo fatti una ragione.

Da parte sua il cavaliere, apparentemente indifferente agli sfoghi della moglie, che fa? Battute, come sempre. All’assemblea della Confartigianato, per giustificare la fretta e non sembrare maleducato, se n’è uscito con una delle sue:

«E adesso scusatemi ma devo scappare via perché sto combinando il matrimonio tra Noemi e quell’avvocato inglese, come si chiama…? Ah sì, Mills…». Non contento, ha poi aggiunto: «E naturalmente porterò in dono un’offerta di un viaggio di nozze sugli aerei di Stato. Naturalmente a gratis …».

Ma come possiamo dargli torto? Un po’ di spirito rende la vita meno amara. E la sua, fra attacchi pubblici e privati, lo dev’essere parecchio in questo periodo.

[FONTE: corriere.it, articoli dell’11 giugno 2009, non firmati]

7 maggio 2009

VERONICA, POVERO SOLDATINO SOTTO ASSEDIO

Posted in attualità, politica, Satyricon, Silvio Berlusconi, televisione tagged , , , , , , , , , , , a 4:03 pm di marisamoles

silvio-e-veronicaC’era d’aspettarselo: dopo l’annuncio del divorzio da Berlusconi, Veronica Lario torna all’attacco mezzo stampa. Dalle sue labbra, immagino gonfiate dal silicone, escono parole affrante, quelle di una donna offesa nella sua dignità, di una moglie umiliata da un marito insensibile che preferisce i figli degli altri, le famiglie degli altri, gli amici degli altri a quelli di casa sua. Una sofferenza, quella di Veronica, che dura da decenni, una sorta di martirio cui si è sottoposta volontariamente senza quasi mai fiatare, eccetto qualche sfogo, qualche letteruccia pubblicata dai giornali, niente di così eclatante. Un dolore chiuso nel suo cuore e nella reggia dorata che non deve nemmeno dividere con il marito. Che donna sfortunata! Tutta sola, abbandonata, incompresa.

«E adesso come mi sento? Come un povero soldatino oramai assediato dagli eserciti nemici», esterna così il suo dolore la povera Veronica. E noi ce lo immaginiamo questo soldatino assediato, ci immaginiamo questa solitudine inerme, quella di una donna che non ha armi per combattere. Pensiamo alla sua misera vita e ci addoloriamo con lei e per lei. Pensiamo alla vita di privazioni che le è stata riservata dal destino: la rinuncia a girare per casa la domenica mattina con i bigodini in testa, il dover lasciare i figli piccoli con le tate per recarsi in una beauty farm perché il marito-tiranno la voleva sempre in perfetta forma, l’impossibilità di preparare qualche manicaretto per la dolce metà e il dover arrendersi ad essere circondata da uno stuolo di camerieri, governanti, cuochi, maggiordomi e giardinieri. Ma le rinunce della signora Lario non finiscono qua: pensiamo a quando i bambini sono cresciuti e li ha dovuti abbandonare in qualche collegio, naturalmente svizzero, così come alle donne spartane erano sottratti i figli di appena sei anni perché dovevano essere addestrati per la guerra. Ma la povera Veronica, soldatino indifeso, li ha dovuti abbandonare ad austeri pedagoghi, rinunciando a passare i pomeriggi insieme a loro, a seguirli nell’esecuzione dei compiti, a correggere tutti quei bei problemini di matematica che fanno impazzire le mamme, a fare i dettati per imparare bene l’ortografia. E poi, da sola, si è dovuta adattare a farsi scorazzare in giro dall’autista, lasciando ingiallire la patente in un cassetto. Mai un giretto al supermercato, un’occhiata alle offerte della settimana, l’acquisto degli ovetti kinder per i piccoli Berlusconi. Una vita grama davvero.

E che dire della carriera? Il marito l’ha strappata dal palcoscenico stroncando così crudelmente una carriera fulgida, un avvenire da prima donna della prosa. La poveretta si è adattata a stare dietro le quinte, rinunciando al ruolo di protagonista. Lui, folgorato dal suo seno al vento, l’ha voluta tutta per sé; non solo, ha preteso che un ignobile chirurgo plastico le facesse ritornare quello splendore che l’età stava portandole via. Fortunatamente la chioma è rimasta splendida e folta, altrimenti il crudele Silvio l’avrebbe costretta al trapianto. Eh già, perché molte cose con lui Veronica ha condiviso, forse non se ne ricorda. Le vacanze, per esempio, in costa Smeralda o qualche crociera su splendidi yacht suoi o dei cari amici di famiglia. E d’inverno, non poteva mancare alle discese sugli sci o alle scivolate sulla slitta a Saint Moriz o a Cortina, non so. So che per lei, Veonica, dev’essere stato un bel sacrificio, in nome di quell’amore giurato come eterno, di quel legame che a poco a poco è diventato la sua prigione.

E ora l’ingrato consorte che fa? Se la spassa alle feste delle neodiciottenni, ma a quelle dei figli è stato l’ospite a lungo atteso, debitamente invitato, ma mai arrivato. Che affronto! E a tale affronto come poteva reagire Veronica? Chiedendo il divorzio, mi sembra logico. Ma non attraverso il freddo e anonimo linguaggio legale, recitato da una formalissima lettera dell’avvocato, troppo banale. Meglio annunciarlo alla stampa. Dal suo cantuccio riservato in quel di Macherio, esplode la rabbia del soldatino ora assediato; parole scritte, incancellabili raggiungono il povero Silvio in quel di Varsavia, proprio mentre è occupato a stilare l’incriminata lista dei candidati alle europee. Di veline, nemmeno l’ombra dice lui. Solo brave e preparate ragazze, come quelle che attualmente occupano posti di responsabilità e onorano gli impegni con puntualità e serietà. Meglio degli uomini, aggiunge. Insomma, quelle veline che hanno causato nella signora Lario lo sfogo di un’ira a lungo repressa non ci sono, non esistono. E poi, quella Noemi Letizia, la più famosa neodiciottenne d’Italia, una brava ragazza appartenente ad una famiglia morigerata, con l’unico difetto di avere invitato cotanto ospite alla festa di compleanno. Ma il torto più grande la moglie “tradita” lo attribuisce a lui, al fedifrago: quello di aver accettato l’invito. Non solo, il cavaliere si è pure fatto fotografare, anche se sul web corre voce che le foto siano ritoccate. Anzi, c’è pure qualcuno che fa basse insinuazioni notando la somiglianza della fanciulla Noemi con le altre figlie di Berlusconi. Ma dai! Anche questo, purtroppo, deve sopportare il povero soldatino indifeso.

Il premier nega tutto: nessun legame particolare –qualcuno ha parlato addirittura di pedofilia!- con la ragazzina, solo un’amicizia di lunga data con la famiglia, visto che il padre di Noemi fa parte del PdL. E poi, sostiene il cavaliere ai microfoni di Bruno Vespa, due giorni fa a “Porta a porta”, se ci fosse stato qualcosa da nascondere, non si sarebbe recato in un locale affollato, non si sarebbe fatto fotografare. Mica scemo, lui. No, è la stampa di sinistra che ha cercato di infangarlo e ha teso una trappola in cui è caduta anche la moglie inconsapevole. Certo, qualcuno aspetta solo di coglierlo in fallo, il Presidente del Consiglio, e approfitta pure di diciottenni inesperte che non si lasciano scappare l’occasione per potersi vantare di tale amicizia, di tale ospite, di tale regalo (gioiello in oro e diamanti). Ma Veronica non ha compreso tutto questo, si è lasciata raggirare anche lei, come tanti. Non sanno, però, i detrattori che alla fine questo episodio, pur nella sua dolorosità, ha giovato a Berlusconi e alla maggioranza. Davanti alle telecamere della TV francese France 2 ha esibito con orgoglio i dati recenti sulla sua popolarità: dal 75% è passata al 77%. E si deve a lui un altro record: lo share di “Porta a porta” che in dieci minuti è passato dal 15% al 43%. Non era arrivata a tanto nemmeno l’ “Elisa di Rivombrosa” della gloriosa prima serie. E nonostante tutto, dice Berlusconi, la Tv e la stampa continuano a denigrarlo, anche i suoi canali e giornali. Roba da non credere! È quel 37% che rimane indifferente al suo charme che ora sta con Veronica, evidentemente. Lei, poverina, non si rende conto che la stanno strumentalizzando, che tutta la vicenda, così tanto privata che l’addolorato Silvio non ne vuole nemmeno parlare –ma, guarda caso, ne parla, e come se ne parla!- ormai è in pasto a belve feroci che attendono solo di sbranarlo, il maritino. Magari sarà la stessa ex moglie a sbranarlo, in senso metaforico, quando gli presenterà i conti.

C’è gente che passa attraverso l’esperienza dolorosa del divorzio andando incontro ad un oscuro destino. Già, perché qualche pover’uomo non sa nemmeno come fare per mantenersi e passare gli alimenti alla ex. C’è pure qualcuno che rinuncia alla casa e torna da mamma e papà, se li ha, o si adatta alla vita solitaria in un anonimo residence. Ci sono anche quelli che, non avendo alternative o perché non arrivano ad un accordo, rimangono nella casa coniugale da separati in casa. Chi ha visto il film La guerra dei Roses sa di che cosa sto parlando. Ma non c’è nemmeno il pericolo di assistere allo spettacolo di Veronica e Silvio appesi al lampadario di cristallo, magari scommettendo su chi dei due cadrà per primo. E già, perché i due sposi vivevano di già in due case separate. Ma allora cosa cambia? Nulla, se non il fatto che un divorzio già in atto verrà formalizzato.

Quando su questa triste vicenda calerà il sipario, saremo tutti più contenti. Veronica da ex attrice è già abituata a vedere la tenda di velluto scendere davanti a lei. Ma ora il povero soldatino indifeso, che pure ha scatenato questa guerra, non attenderà più il suo bel cavaliere che verrà a salvarla. Lei con i cavalieri ha già avuto una brutta, bruttissima esperienza. Ormai non crede più alle gesta dei palatini, quelle dei romanzi cortesi. La cortesia, in tutti i sensi, non fa parte del suo mondo. Le rimane la magione da difendere, proprio come facevano le donne dei cavalieri in loro assenza. Ma non ci sarà nessun ariete a sfondare il portone, nessuna balestra pronta a scagliare le pietre. Non ci sarà bisogno d’armi o di parole; di quelle ne sono state dette anche troppe. Basterà tacere. Il silenzio, a volte, è l’arma vincente.

[fonte principale: corriere.it, articoli vari del 5, 6 e 7 maggio]

29 aprile 2009

TRA MOGLIE E MARITO, CIOÈ TRA VERONICA E SILVIO, C’E’ DI MEZZO IL DIVORZIO

Posted in attualità, politica, Silvio Berlusconi, spettacolo tagged , , , , , , , a 3:52 pm di marisamoles

Nonostante di questi tempi ci siano problemi ben più importanti cui prestare attenzione, da parte della stampa e del giornalismo televisivo, pare che le faccende di casa Berlusconi siano degne della “prima pagina”. E già, come in tutte le famiglie, anche in quella del premier, ci sono delle croci da portare. Succede che tra coniugi ci siano delle divergenze, nascano delle discussioni, per motivi che vanno dall’educazione dei figli alla gelosia, più o meno fondata. Il fatto è che nelle famiglie “normali” i panni sporchi, per così dire, si lavano in casa, mentre la dolce metà del Presidente del Consiglio non riesce proprio a starsene zitta e, forse a causa del continuo “vagabondare” del marito che a casa sua pare con ci stia mai, sfoga i suoi rancori sulla pubblica piazza.

Ma che cosa avrà mai da recriminare questa volta la Veronica più famosa d’Italia? C’eravamo appena dimenticati della lettera inviata tempo fa a “Repubblica” in cui la signora si lamentava delle avances che il marito aveva rivolto alla showgirl Aida Yespica durante una cena “pubblica”, quella che si tenne a Roma nel 2007 dopo la serata dei Telgatti. Ma quella volta si poteva supporre che la gentil donzella fosse rosa dal tarlo della gelosia perché, ammettiamolo, a nessuna piacerebbe sapere che il consorte corteggi altre donne, tanto meno pubblicamente e in nostra assenza. L’ultimo sfogo di madama Lario, invece, riguarda la candidatura alle elezioni europee di alcune “veline”, naturalmente nella lista del PdL. Tutto ciò viene definito dalla signora Berlusconi “ciarpame senza pudore”. Ovvero, la signora non gradisce il mezzo, non specificatamente i soggetti, attraverso il quale si strumentalizza la candidatura in rosa alle elezioni europee. In altre parole, secondo lei le donne sono brave e possono essere anche belle, meritevoli in ogni caso di far politica, ma lo scandalo è l’uso delle candidature di donne, quali le “veline”, termine con il quale, da un po’ di tempo, si tende a definire ogni ragazza bella, senza arte né parte, che ha ottenuto, in qualche modo, un posticino nel mondo dello spettacolo. La Lario sostiene, infatti, che “quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti”.

Insomma, la mail che la signora Lario ha inviato a Farefuturo, fondazione voluta dal presidente della Camera Gianfranco Fini, in risposta ad un dibattito aperto sul tema delle candidature in rosa alle prossime europee, ha sollevato un gran polverone. Non c’è da stupirsene. Quello che non capisco è il motivo che spinge la signora in questione ad esternare la sua contrarietà riguardo alle decisioni politiche del marito. Non fa altro che incrementare la “furia giornalistica” che, naturalmente, coglie l’occasione per mettere il coltello nella piaga. Già, perché qualora non fosse sufficiente il clamore sorto attorno a questa notizia, alla signora Berlusconi è stato chiesto pure cosa ne pensasse riguardo alla partecipazione del marito ad una festa, tenutasi a Napoli, per il diciottesimo compleanno di un’avvenente fanciulla cui, parrebbe, l’illustre invitato avrebbe regalato un prezioso gioiello in oro e diamanti. Non solo, la ragazzina, che di nome fa Noemi, lo chiama simpaticamente “papi” e ascolta – incredibile ma vero – il cantautore preferito del premier: Mariano Apicella! Insomma, Veronica, alla domanda rivoltale dai giornalisti, avrebbe risposto manifestando il suo stupore per la partecipazione alla festa da parte del marito – “papi”, visto che, nonostante fosse stato invitato (ma un padre ha bisogno dell’invito?), non si è mai presentato ad alcun diciottesimo dei figli. Mah, sarà, ma a me pare strano che Berlusconi snobbi così le sue creature, visto che di loro dice: «Mi vogliono un bene dell’anima e credo di essere il più amato dei genitori». Beh, se l’amore dei figli si misura sulle somme elargite ad ogni compleanno, magari solo tramite un bonifico bancario, vista l’impossibilità di esserci, non mi stupirei se fosse vero e se l’assenza del “papi”, stavolta vero, passasse inosservata.

Dopo il gran clamore, arriva puntuale la risposta di Berlusconi che si stupisce che la consorte sia così ben disposta a credere a tutte le fandonie che i giornali, di sinistra ovviamente, pubblicano. “Mi sembra che la situazione sia molto chiara, c’è una manovra montata dalla stampa di sinistra e dell’opposizione sulle nostre liste con notizie assolutamente infondate”. Detto questo, però, si dichiara pronto ad andare avanti: “Farò campagna elettorale con le cosiddette veline – dice il premier – e loro parleranno insieme a me” per dire quali sono i loro titoli di studio e che cosa hanno fatto fino adesso. E già, perché non si deve fare di tutta l’erba un fascio: ci sono ragazzotte belle e sgambettanti in TV che sono pure istruite … e possono fare carriera. Carfagna docet. Peccato che del loro mentore non possano proprio fare a meno.
Ma, allora, Veronica, perché non lo lasci lavorare in pace il tuo Berlusca? Tanto anche senza i tuoi pubblici interventi la stampa ne trova di materiale interessante sul maritino, non temere.

[fonte: corriere.it, articoli pubblicati il 28 e 29 aprile 2008, uno a firma Fulvio Bufi]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 3 MAGGIO 2009

”Dopo 30 anni chiudo il sipario sulla mia vita coniugale, ma voglio farlo da persona comune e perbene, senza clamore. Vorrei evitare lo scontro”.
Con queste lapidarie parole Veronica Lario rende nota la sua decisione di divorziare da Silvio Berlusconi. C’era da aspettarselo, o no? E mentre qualcuno -l’opposizione- ha colto la palla al balzo per affermare che il divorzio di Berlusconi è una questione politica, la signora Lario, da canto suo, tiene a precisare che nella decisione un ruolo fondamentale ha giocato la presenza del marito, ancora per poco, alla festicciola della neomaggiorenne Noemi. Dopo aver colto tale notizia con una leggera stizza, poiché papà Silvio non si era mai recato alle feste per i diciottesimi dei figli, Veronica ha mal digerito che la pulzella in questione lo chiami “papi” senza trovare, a quanto sembra, opposizione da parte della famiglia di lei.
A tale proposito la Lario si eprime così: “Leggere sui giornali che frequenta una ragazza minorenne, perché la conosceva anche prima che compisse 18 anni, leggere che lei lo chiama papi e racconta dei loro incontri a Roma o Milano, con i genitori che evidentemente non hanno da obiettare, è inaccettabile“. “Come si può restare con un uomo così?”, si chiede dunque la quasi ex signora Berlusconi. No, non si può. Altro che veline!

Un commento, però, lo voglio fare: come si fa ad essere così trash?

[fonte: swissinfo.ch)

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