26 agosto 2010

NOVITÀ SCUOLA 2010: BOCCIATI GLI ALLIEVI “ASSENTEISTI” E PIÙ DIFFICILE ARRIVARE AL 100 ALL’ESAME DI STATO

Posted in adolescenti, Mariastella Gelmini, politica, riforma della scuola, scuola, valutazione studenti tagged , , , , , , , a 2:46 pm di marisamoles


I nuovi regolamenti per gli Istituti di Istruzione Secondaria di II Grado (leggi: scuole superiori) portano delle novità per chi si appresta a iniziare il prossimo anno scolastico.

In primis, viene finalmente messa in primo piano la questione delle assenze, spesso ingiustificate, ovvero giustificate dalle famiglie ma senza un motivo valido, e assai frequenti soprattutto per i maggiorenni che possono firmare da soli il libretto.
Come si sa, la frequenza alle lezioni è obbligatoria e lo studio è, oltre che un sacrosanto diritto, un dovere cui non ci si può sottrarre. E non parliamo soltanto di “scuola dell’obbligo”, che comprende anche il biennio delle superiori (una volta si fermava alla terza media). Infatti, chi, assolto l’obbligo scolastico, intende proseguire gli studi (la maggior parte dei giovani, ormai) ha il preciso dovere di impegnarsi nello studio e di frequentare le lezioni.
Tuttavia, in passato è capitato di promuovere persone che avevano accumulato numerose assenze, partendo dal presupposto che tali assenze erano comunque giustificate. Per un periodo, inoltre, gli studenti sono stati esonerati dall’obbligo di presentare il certificato medico per le assenze che si protraevano per più di cinque giorni, obbligo rientrato lo scorso anno. Se non altro, in questo modo si evita che i furbetti se ne approfittino, anche se effettivamente la richiesta del certificato medico serve ad attestare l’assenza di malattie che possano costituire un pericolo per la salute della comunità.

Cosa cambia, dunque, da settembre? Chi non frequenterà almeno i tre quarti dell’orario annuale, ovvero supera il limite dei 50 giorni, rischia la bocciatura. Con l’avvio della riforma delle superiori, dunque, la vita degli “assenteisti” abituali senza motivi validi si farà più dura. Ovviamente, però, in casi eccezionali sono previste deroghe, in quanto è possibile che le assenze frequenti o prolungate siano giustificate da patologie particolari che possano essere oggettivamente dimostrate. Ma, in generale, chi non rispetta il limite minimo, come si legge nel regolamento ministeriale, viene escluso dallo scrutinio finale, quindi costretto a ripetere l’anno.

Per gli studenti che dal prossimo iniziano a frequentare il triennio sarà più difficile raggiungere il voto massimo all’Esame di Stato (leggi: Maturità) che è 100.
Nel nuovo Regolamento (vedi anche il DM n° 99 del 16 dicembre 2009) si legge, infatti, che nei licei e negli istituti tecnico-professionali il punteggio “base”, ovvero il cosiddetto “credito” che dipende dal curriculum scolastico, sarà di 25 punti, cioè il massimo, solo per gli allievi che avranno una media compresa tra il 9 e il 10, non più fra l’8 e il 10, come avveniva in passato.
Per ora la nuova disposizione si applica ai ragazzi del terzo e quarto anno, nel 2011 si andrà a regime anche in quinta.

Il vero problema sarà convincere i professori a usare anche il 10 come voto, che è una rarità nelle pagelle dove ci si ferma il più delle volte all’8 o al 9. Alcuni insegnanti, infatti, sono restii ad “alzare” i voti, anche in presenza di studenti meritevoli sia per capacità sia per impegno, considerando, erroneamente, un 8 già un ottimo voto.
A questo proposito, leggo sul quotidiano Il Messaggero alcune osservazioni fatte da un preside romano, Mario Rusconi, che è anche vice presidente dell’Anp, l’associazione di categoria. Sulla necessità di utilizzare tutta la gamma dei voti, Rusconi osserva: Oggi questo non avviene. I più risicati nel dare voti alti sono i docenti di italiano e latino, mentre quelli di matematica, chimica e fisica sono più disponibili. Comunque da quest’anno è vero che ci sarà una maggiore rigidità nell’attribuire i crediti e mi aspetto, proprio per questo, che i docenti usino tutti i voti a loro disposizione. Quanto alla severità crescente della scuola c’è stato un ritorno al rigore in questi anni che è positivo, ma con qualche esagerazione. Ad esempio sta maturando l’idea che il 5 in condotta si possa dare anche senza che ci siano stati 15 giorni di sospensione. Qualcuno ne sta abusando.

Per quanto mi riguarda, nelle valutazioni non sono mai stata “risicata” ma solo giusta, mettendo dei nove e dei dieci in pagella anche nel I quadrimestre, quindi fidandomi dei miei ragazzi e costringendoli a quel minimo di responsabilità che aiuta a crescere: come dire “mi fido, vi do 9 e 10, ma non deludetemi”. Al contrario sono rimasta spesso sconcertata nel vedere dei ragazzi davvero bravi, pieni di 8 e 9 nelle varie discipline, ma con delle insufficienze in matematica e, un po’ meno, in fisica. Ho anche assistito inerme alla fuga di qualche “buona testa” convinta di essere una nullità per un 4 in matematica. Evidentemente a Roma succede il contrario rispetto a Udine.

Quanto al 5 in condotta, Rusconi mi sembra poco informato: quella di attribuire l’insufficienza in condotta anche senza una sospensione di almeno 15 giorni non è un’idea, è un dato di fatto. In uno dei suoi tanti ripensamenti, il ministro Gelmini ha, infatti, tolto il vincolo della sospensione lunga, lasciando agli insegnanti la decisione di attribuire il 5 in condotta tenendo conto delle diverse situazioni, del ripetersi di episodi analoghi a quelli che hanno determinato una qualche sanzione disciplinare e, soprattutto, considerando il “pentimento” o meno degli studenti sanzionati e il loro reale impegno per migliorare il comportamento.
Detto questo, non credo proprio che se ne possa abusare.
Piuttosto, direi che sono finiti i tempi del “bravo, 7+” degli sketch di Cochi e Renato.

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3 marzo 2010

I 5 IN CONDOTTA AUMENTANO: I NUOVI PIERINI ALLA RISCOSSA

Posted in adolescenti, Mariastella Gelmini, MIUR, politica, riforma della scuola, scuola, valutazione studenti, voto di condotta tagged , , , , , , a 7:02 pm di marisamoles


In un Comunicato Stampa (questo il LINK ) il MIUR ha reso noti gli esiti degli scrutini del I quadrimestre nelle scuole secondarie italiane. I dati riguardano l’80% delle scuole di I e II grado e non sono per nulla confortanti: 63.525 allievi (su un totale di scrutinati pari a 3.875.987) hanno riportato l’insufficienza nel comportamento, 11.181 in più rispetto allo scorso anno.

La cosa che più fa riflettere è il numero di ragazzi insufficienti in condotta alla scuola media: 17.035, con un aumento esponenziale nel passaggio dalla prima classe alla terza. Il che autorizza a pensare che la situazione peggiori di anno in anno, nel passaggio alle superiori, dove, infatti, ben 46.490 allievi hanno avuto il 5 in condotta, con percentuali più alte ai professionali e le insufficienze diminuiscono passando ai tecnici ed arrivando ai licei. Qui, però, si assiste ad una diminuzione del numero degli indisciplinati man mano che si avvicina al quinto anno: si parte dalle 16.347 unità nella prima classe per arrivare ai “soli” 3844 allievi insufficienti in quinta. Come dire: più passano gli anni, più diventano saggi o semplicemente meno autolesionisti.

Sia alle medie che alle superiori, gli studenti che non mantengono un comportamento corretto nelle aule scolastiche sono più numerosi al sud e nelle isole e meno numerosi al nord. In entrambi gli ordini di scuola i più bravi sono gli studenti del nord est (1293 insufficienze alle medie e 2556 alle superiori). E i numeri non sono più confortanti per quanto riguarda il profitto: alle superiori, ad esempio, ben il 76% ha riportato almeno un’insufficienza in pagella, contro il 72% dello scorso anno. Le materie decisamente più ostiche sono risultate la matematica e le lingue straniere, specie l’inglese.

Di fronte a questi dati, il ministro del MIUR Mariastella Gelmini ha osservato, soddisfatta, che la nostra scuola è lontana dal 6 politico e, per quanto riguarda il voto di condotta, il comportamento è importante nella valutazione complessivo dei ragazzi, perché gli studenti sono titolari di diritti ma anche di doveri come il rispetto delle istituzioni scolastiche e dei compagni.

Certo, se trasformiamo in percentuali i dati relativi alle insufficienze in condotta, nella scuola secondaria di I grado si va dal massimo di un 2,1% ad un minimo dello 0,5%, il che fa sembrare la situazione meno preoccupante. Alle superiori, invece, la percentuale più alta di insufficienze in condotta si riscontra sempre al sud con il 4,1%, mentre i più bravi sono gli studenti del nord-est, solo lo 0,7%.

A questo punto, mi sento di fare un’osservazione: l’introduzione del 5 in condotta doveva servire da deterrente, ma così non è stato, visto l’aumento del numero di studenti insufficienti. Per fare un esempio, quando è stata introdotta la patente a punti, nell’arco di un anno sono diminuiti drasticamente gli incidenti (o comunque le vittime sulla strada) e le infrazioni in generale. Si può dire, quindi, che il provvedimento sia servito a dare una regolata al comportamento troppo dissennato al volante.
La stessa cosa non si può affermare sugli studenti che frequentano le aule scolastiche. È lecito pensare, quindi, che siamo di fronte a dei nuovi Pierini, assai diversi dal discolo e un po’ volgarotto Pierino dei film con Alvaro Vitali. I nuovi Pierini, infatti, non si limitano a fare le battutacce o gli scherzetti ai compagni più deboli o agli insegnanti più odiati. Niente più chewing-gum o colla sulla sedia del prof o ragni finti nello zaino delle ragazzine perbene. I nuovi Pierini sono tecnologicamente avanzati: armati di telefonino, fotografano i professori o i compagni, prendendo di mira i più deboli, incapaci di difendersi, e scaricano le scenette delle loro bravate su You tube. E se non hanno voglia di fare un compito in classe, non telefonano a scuola per dire che c’è una bomba (come accadeva ai miei tempi), tanto non ci crederebbe nessuno, ma entrano nottetempo nei locali dell’istituto e lo allagano. Se, poi, non vogliono riferire a casa i brutti voti delle interrogazioni o dei compiti, non si limitano a mentire ma, sempre nottetempo, penetrano negli edifici scolastici e danno fuoco non ai registri dei loro docenti, ma direttamente a tutta la sala insegnanti.
Se poi consideriamo che alla fine dell’anno scolastico spesso vengono graziati perché si deve pur sempre considerare lo sforzo per migliorare, allora comprendiamo bene che la maggior parte dei Pierini sono disposti a simulare un qualche pentimento, salvo prepararsi alla riscossa nel nuovo anno scolastico.

Eh no, cara Gelmini, non basta essere fieri di “una scuola del rigore e della severità”. La scuola deve recuperare la sua valenza educativa, deve lanciare precisi segnali per evitare che si manifestino i casi di bullismo e per venire incontro ai disagi psicologici che talvolta sono all’origine dei casi più eclatanti di comportamenti scorretti. Non solo, la scuola deve offrire ai docenti degli strumenti per arginare i fenomeni sopradescritti attraverso una seria formazione degli insegnanti (almeno nelle aree più a rischio), senza aspettare che gli stessi si muovano spinti da quella buona volontà che da anni caratterizza l’insegnamento, ma obbligandoli a corsi di aggiornamento ciclici. E poi, visto che negli ultimi anni si parla di azienda-scuola, di utenza, di offerta di un prodotto di qualità, bisognerebbe garantire a tutte le componenti -docenti, personale ATA, genitori e allievi- un supporto psicologico attraverso uno psicoterapeuta o la figura del counselor che in America è una realtà da decenni.
Per fare questo, però, ci vogliono dei fondi che il ministro non ha voglia di spendere, visto che la riforma della secondaria di II grado ha portato a dei tagli del personale per risparmiare sugli stipendi. Anche per venire incontro alle difficoltà prettamente scolastiche degli studenti, il ministro ha deciso di non investire grandi somme (in netto contrasto con la C.M. 6163 del 4 giugno 2008) e così potrà sempre dire che la “sua scuola” non regala niente a nessuno e che il solo modo per ottenere un buon profitto è quello di studiare e comportarsi bene.
Mettere sullo stesso piano i doveri della scuola, intesa come istituzione, e quelli degli studenti sarebbe un’idea. Non si può sempre ricordare a degli adolescenti che hanno dei doveri, dimenticandosi di quelli che competono allo Stato nei confronti dei suoi cittadini.

14 luglio 2009

SCUOLA: AUMENTANO I BOCCIATI. PARERI A CONFRONTO

Posted in adolescenti, Mariastella Gelmini, MIUR, politica, valutazione studenti, voto di condotta tagged , , , , , , , , , , a 5:45 pm di marisamoles

scuola e socialeIn questi giorni il MIUR ha diffuso i dati relativi alle bocciature degli allievi delle scuole secondarie di I e II grado. Dopo un sensibile aumento degli studenti non ammessi all’Esame di Stato sia nelle secondarie di I grado (il 4.4% rispetto al 2.1% dello scorso anno ) sia nelle scuole superiori (circa il 6% contro il 4,3% dello scorso anno), anche il numero degli studenti che non hanno superato l’esame di maturità è destinato ad aumentare: si passerebbe dal 2,5% , cioè circa 12mila studenti, al 3,1% degli studenti non dovrebbe ottenere il diploma, circa 3000 studenti in più rispetto al 2008. Il condizionale è d’obbligo poiché i dati devono essere ancora confermati.

Non è migliore la situazione per quel che riguarda gli anni intermedi: aumentano, infatti, le bocciature in entrambi i gradi di scuola. I dati rilevati parlano di un aumento di circa 12 mila studenti non ammessi alle medie rispetto al 2008, mentre alle superiori il numero dei bocciati è solo lievemente superiore rispetto allo scorso anno. La percentuale più alta di non ammessi si registra negli istituti professionali, il 23%, segue con il 16,3% negli istituti tecnici e il 16% nell’istruzione artistica. Migliore la situazione nei licei: i più bravi sono i ragazzi del classico con il 4,8% dei non ammessi, seguiti degli studenti dello scientifico, dove il 6,6% non ce l’ha fatta, e dai ragazzi del liceo linguistico con il 5,1% dei bocciati.

Ma tra la promozione e la bocciatura ci sono i cosiddetti “giudizi sospesi”. In questo caso i ragazzi dovranno recuperare i “debiti formativi” superando delle prove di verifica ad hoc che verranno loro somministrate all’inizio di settembre. In base al risultato delle prove e ad un nuovo scrutinio, il destino sarà ben definito: o si ripete l’anno o si viene promossi. Com’è noto, questa procedura è relativamente nuova, in quanto applicata per volontà del ministro Fioroni e mantenuta dalla Gelmini nel settembre 2008, e sostituisce la “promozione con debito” dei precedenti anni. In pratica, una sorta di ritorno ai vecchi “esami di riparazione”.
Il più alto numero di studenti sospesi (31,6%) si registra agli istituti tecnici, seguiti dall’istruzione artistica (31,1%) e dagli studenti degli istituti professionali (30,8%). Ai licei gli studenti si sono rivelati un po’ più bravi: dovranno recuperare una o più insufficienze a settembre il 22% degli studenti del classico, il 25,4% dello scientifico e il 24,7% del linguistico.

Ora veniamo alla grande novità di quest’anno scolastico: la bocciatura con il cinque in condotta. I dati appaiono alquanto allarmanti, se consideriamo i numeri: 3.000 alunni delle medie e 6.500 nelle scuole superiori. Circa la metà (3.000) sono studenti degli Istituti professionali, mentre nei licei classico, scientifico e linguistico solo lo 0,1% di studenti è stato bocciato per il 5 in condotta. Anche negli istituti tecnici e artistici la percentuale è piuttosto bassa: lo 0,4% gli alunni.
Tuttavia, se mettiamo a confronto questo dato con quello relativo alle insufficienze in condotta del I quadrimestre, vediamo che la situazione è nettamente migliorata: agli scrutini intermedi, infatti, i cinque in condotta furono più di 34mila. Già allora il dato, se rapportato alla popolazione scolastica, non era preoccupante (poco più dell’1%), quindi, a rigor di logica, il comportamento dei ragazzi è notevolmente migliorato e i docenti ne hanno tenuto conto. A questo proposito, nel D. M. numero 5 del 16/01/2009 (art. 3, comma 2) si legge:

La valutazione espressa in sede di scrutinio intermedio o finale non può riferirsi ad un singolo episodio, ma deve scaturire da un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile e culturale dello studente in ordine all’intero anno scolastico. In particolare, tenuto conto della valenza formativa ed educativa cui deve rispondere l’attribuzione del voto sul comportamento, il Consiglio di classe tiene in debita evidenza e considerazione i progressi e i miglioramenti realizzati dallo studente nel corso dell’anno, in relazione alle finalità di cui all’articolo 1 del presente decreto.

Quindi, possiamo ritenere che il rischio di non essere promossi per un comportamento inadeguato ha messo in allarme gli studenti che si sono impegnati a migliorare quest’aspetto. Non tutti, certo, ma se teniamo conto dei dati diffusi a febbraio, più di 24.500 allievi, tra scuole medie e superiori, hanno imparato a comportarsi “bene”.

Ma che dice il ministro Gelmini di questi risultati? In un’intervista rilasciata ad affaritaliani.it
afferma che siamo tornati ad una scuola che non promuove tutti. E che distingue tra persone che studiano e persone che non studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano bene. Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa il bene del ragazzo. Quindi, si esprime sul peso che il voto di condotta ha avuto sulle bocciature sostenendo che è stato molto importante perché ha portato al rispetto dei compagni, dei professori e degli edifici scolastici. Il fatto che il ragazzo venga giudicato non solo per il rendimento ma anche per il comportamento è stato fondamentale.

D’accordo con il ministro si dichiara lo SNALS mentre, ma c’era da aspettarselo, la CGIL Scuola ritiene l’aumento delle bocciature un ritorno alla scuola del passato quella selettiva che lascia indietro i ragazzi e che produrrà una più alta dispersione scolastica. Anche se nessuno mette in discussione la necessità di maggiore serietà e rigore nello studio , secondo il sindacato bisognerebbe rivedere i programmi, i modelli didattici, tenendo conto anche dei cambiamenti che investono la società. Inoltre, il taglio delle risorse aggraverebbe la situazione per quanto riguarda il comportamento degli allievi, poiché in questo modo le scuole rimarranno senza personale in grado di sorvegliarli e arginare il fenomeno del bullismo.

In linea con quest’ultima opinione anche la senatrice Mariangela Bastico, già viceministro all’Istruzione ai tempi del governo Prodi e attualmente “ministro ombra” dei Rapporti con le regioni per il Pd. Nelle pagine del suo blog dichiara che la bocciatura, soprattutto alla fine del percorso di studio, è un insuccesso del singolo ma anche della scuola, che non ha raggiunto il proprio obiettivo di far apprendere. Quindi ritiene che sia sbagliato gioire degli insuccessi degli studenti come, secondo lei, fa il ministro Gelmini la cui scuola rappresenta solo quella dei tagli e del ritorno al passato.

A proposito di tagli, leggo su Tuttoscuola.com che la Gelmini, in un’intervista rilasciata agli studenti del Collegio di Milano pubblicata sul semestrale del Collegio stesso, ha dichiarato che per effetto della manovra in atto collegata all’attuazione dell’art. 64 della legge 133/2008, nessun docente perderà il posto. Questo, almeno, per quanto riguarda i docenti a tempo indeterminato che tutt’al più rischiano il cambio di sede. Poi, però, ammette che c’è il problema dei precari, è vero, ma sono il frutto di cattive politiche che abbiamo ereditato e che adesso dobbiamo gestire senza alimentare illusioni.

Dal canto mio, mi permetto solo una riflessione: quando ero una studentessa liceale, se andavo male (è un’ipotesi, perché in realtà ero brava) era colpa mia perché non studiavo, mentre i miei insegnanti spietati, che non regalavano nulla a nessuno e il sei te lo facevano sudare, erano bravissimi, soprattutto se davano tante insufficienze. Ora che sono un’insegnante, secondo la Bastico e l’opposizione in generale, se i miei allievi vanno male nelle mie materie sono io un’incapace perché il mio insegnamento non è efficace (altrimenti avrei una classe modello). Vorrei capire una cosa: ma è sempre colpa mia?

29 maggio 2009

APPROVATO IL REGOLAMENTO SULLA VALUTAZIONE DEGLI STUDENTI

Posted in Mariastella Gelmini, MIUR, politica, scuola, valutazione studenti, voto di condotta tagged , , , , , , , a 5:39 pm di marisamoles

Approvato dal Consiglio dei Ministri, in via definitiva, il “Regolamento sulla valutazione degli studenti“. Apparentemente nessuna sorpresa, tranne il fatto che il ministro non chiarisce se, nella secondaria di II grado, il voto di condotta faccia media oppure no, se non per l’ammissione all’Esame di Stato. Si specifica soltanto che il voto sul comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici. . Insomma, dopo aver sbandierato ai quattro venti che la valutazione del comportamento farà media, ora si fa un generico riferimento ai “crediti scolastici“, mentre per quanto riguarda la secondaria di I grado si dice esplicitamente che il voto in condotta concorrerà alla formazione della media.
A leggere fra le righe, comunque, il busillis si chiarisce considerando che per la determinazione dei crediti scolastici si parte dalla media dei voti. Era tanto difficile essere chiari ed espilciti? Mah.

Ecco il testo:

Regolamento sulla valutazione degli studenti
Roma, 28 maggio 2009
Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Regolamento sulla valutazione degli studenti nelle scuole di ogni ordine e grado.

Queste le principali novità contenute nel provvedimento:

Scuola Primaria (scuola elementare)Nella scuola primaria gli alunni saranno valutati dall’insegnante unico di riferimento.
La valutazione terrà conto del livello di conoscenza e del rendimento scolastico complessivo degli alunni nelle singole materie.
La valutazione nelle singole materie sarà espressa in voti numerici così come avviene in tutti i Paesi Europei.
Solo per l’insegnamento della religione cattolica resta la valutazione attraverso un giudizio sintetico formulato dal docente.
I docenti di sostegno parteciperanno alla valutazione di tutti gli alunni.
Nella scuola elementare gli alunni potranno essere non ammessi alla classe successiva solo in casi eccezionali e motivati.

Voto in condotta nella scuola elementare
Il voto in condotta nella scuola elementare sarà espresso attraverso un giudizio del docente o dei docenti contitolari.

Scuola secondaria di I grado (scuola media)
Nella scuola secondaria di primo grado gli studenti saranno valutati nelle singole materie con voti numerici. Questo metodo di valutazione riguarderà anche l’insegnamento della musica.
Anche alle medie l’insegnamento della religione cattolica continuerà ad essere valutato attraverso un giudizio sintetico del docente.
Per essere ammessi all’anno successivo, comunque, sarà necessario avere almeno 6 in ogni materia.
Per la ammissione all’esame di Stato di terza media gli alunni dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso il voto in condotta.
In sede d’esame finale agli alunni particolarmente meritevoli che conseguiranno il punteggio di 10 decimi potrà essere assegnata la lode dalla commissione che deciderà all’unanimità.

Voto in condotta alle scuole medie
Il voto in condotta nella scuola secondaria di primo grado sarà espresso con un voto numerico accompagnato da una nota di illustrazione e riportato anche in lettere in pagella.

Scuola secondaria di II grado (scuola superiore)
Alle scuole superiori la valutazione intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe.
Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospenderà il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più materie, senza decidere immediatamente la non promozione, ma comunicando i risultati conseguiti nelle altre materie. A conclusione dei corsi di recupero per le carenze dimostrate il consiglio di classe, dopo aver accertato il recupero delle lacune formative entro la fine dello stesso anno scolastico, non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno successivo, formulerà il giudizio finale e l’ammissione alla classe successiva.
Secondo quanto indicato dall’ordinanza ministeriale n.40 dell’8 aprile 2009, per l’anno scolastico 2008/09, per l’ammissione all’esame di Stato sarà necessaria la media del 6. Il voto in condotta concorrerà alla formazione della media.
A partire dall’anno scolastico 2009/10 saranno ammessi all’esame di Stato tutti gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta.

Accesso diretto all’esame di stato per gli “ottisti”
Saranno ammessi direttamente agli esami di Stato gli studenti che in quarta hanno conseguito 8 decimi in ciascuna materia e nel comportamento e che hanno riportato una votazione non inferiore al 7 in ciascuna disciplina, 8 per la condotta nelle classi seconda e terza.
L’educazione fisica concorre come ogni altra disciplina alla determinazione della media dei voti.

Voto in condotta alle scuole secondarie di primo e secondo gradoCon il Regolamento approvato oggi dal Consiglio dei Ministri il voto sul comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici.
Il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, purché prima sia stata data allo studente una sanzione disciplinare. Inoltre, l’insufficienza in condotta dovrà essere motivata con un giudizio e verbalizzata in sede di scrutinio intermedio e finale.
Una sanzione disciplinare, quindi, sarà come un cartellino giallo, dopo il quale se i comportamenti gravi persisteranno il collegio dei docenti darà il cartellino rosso e cioè il 5 in condotta.
La valutazione del comportamento è partita già nel primo quadrimestre dell’anno scolastico in corso ed ha portato a galla circa 34 mila insufficienze. Gli studenti avranno tempo nella seconda parte dell’anno per recuperare.
L’insufficienza nel voto di condotta (voto inferiore a 6) comporterà la non ammissione all’anno successivo o agli esami di Stato.

Valutazione degli alunni con disabilità
Per la valutazione degli alunni con disabilità si dovrà tener conto, oltre che del comportamento, anche delle discipline e delle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato. Inoltre si prevede, per gli alunni disabili, la predisposizione di prove di esame differenziate, corrispondenti agli insegnamenti impartiti e idonei a valutare il progresso dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali.

Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento-DSA
Per gli alunni in situazione di difficoltà specifica di apprendimento debitamente certificate per la prima volta viene dettata una disciplina organica, con la quale si prevede che, in sede di svolgimento delle attività didattiche, siano attivate adeguate misure dispensative e compensative e che la relativa valutazione sia effettuata tenendo conto delle particolari situazioni ed esigenze personali degli alunni.

Obbligo scolastico
Resta confermato l’obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età, sempre nel quadro del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.

8 maggio 2009

IL VOTO DI CONDOTTA FA MEDIA PER L’AMMISSIONE ALL’ESAME DI STATO

Posted in Mariastella Gelmini, MIUR, politica, scuola, valutazione studenti, voto di condotta tagged , , , , , , , , , a 8:31 pm di marisamoles

Il 7 maggio il MIUR ha pubblicato, a firma del Direttore Generale Mario Giacomo Dutto, la Circolare 46 sulla “Valutazione del comportamento ai fini dell’esame di Stato nella Secondaria di Secondo Grado per l’A.S. 2008/2009”.

Il testo della circolare è il seguente:

La fase degli scrutini conclusivi è uno dei momenti qualificanti dell’anno scolastico, poiché costituisce la naturale verifica collegiale degli esiti del processo di insegnamento-apprendimento.
In quanto tale la valutazione degli alunni non può non considerare con la dovuta attenzione i risultati effettivi, in termini di conoscenze e competenze, raggiunti dagli alunni. Al tempo stesso, la valutazione non può risolversi nel semplice calcolo matematico dei voti da essi conseguiti nelle singole discipline, poiché essa investe, come ben sanno dirigenti e docenti, anche una serie di variabili (da quelle personali, temporali e ambientali) che contribuiscono a definire il profilo del singolo alunno e il livello della sua preparazione.
In proposito, anche in relazione ai numerosi quesiti pervenuti dalle scuole e al fine di evitare interpretazioni non uniformi, si ribadisce che il voto di comportamento concorre alla valutazione complessiva dello studente (art. 2, comma 3, legge 30 ottobre 2008, n. 169).
Con riferimento all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, si conferma, pertanto, che il voto di comportamento, per l’anno scolastico corrente (art. 2, comma 1 dell’O.M. 8 aprile 2009, n.40), concorre alla determinazione della media dei voti ai fini sia dell’ammissione all’esame stesso sia della definizione del credito scolastico. Rimane, ovviamente, l’esclusione dall’esame finale di Stato degli studenti con un voto di comportamento inferiore a 6 decimi
.

Per chi, come me, vive nel mondo della scuola e insegna in un liceo la circolare non aggiunge nulla di nuovo. Già le precedenti comunicazioni del ministero avevano chiarito che la dicitura “il voto di condotta concorre alla valutazione complessiva dello studente” altro non voleva dire se non che FA MEDIA. Mi stupisco, dunque, che nella circolare riportata si parli di “numerosi quesiti”, visto che il ministro Mariastella Gelmini aveva già chiarito che il voto di condotta deve essere calcolato nella media dei voti attribuiti allo studente in sede di scrutinio finale. Questi tardivi dubbi mi fanno pensare solo una cosa: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E la scuola italiana, da un po’, è piena di sordi, probabilmente anche tra quelli che questo governo l’hanno votato.

scrittore vignettaA questo punto gli studenti che si preparano ad affrontare l’Esame di Stato (ex Esame di Maturità) possono stare davvero tranquilli: dopo essere stati rassicurati sul fatto che si viene ammessi all’esame anche con delle insufficienze purché la media dei voti sia almeno 6 (OM del 7 aprile scorso), ora che anche il voto di condotta fa media –ma ciò valeva anche prima; certo una conferma in più male non può fare- hanno un’ulteriore chance, a meno che non siano proprio dei “disgraziati” e si ritrovino l’insufficienza nel comportamento. Ma chi magari non si è ammazzato nello studio però si è comportato bene, si può ritrovare un bell’8 in condotta che va a compensare almeno due 5.
Ma questi giovani d’oggi quanto sono fortunati?

12 marzo 2009

NUOVI CRITERI PER IL 5 IN CONDOTTA: LA GELMINI CI RIPENSA

Posted in Mariastella Gelmini, MIUR, politica, riforma della scuola, scuola, valutazione studenti, voto di condotta tagged , , , a 5:43 pm di marisamoles

Potrebbe essere ridiscussa già domani, nella programmata riunione del Consiglio dei Ministri, la normativa concernente l’attribuzione dell’insufficienza in condotta.

Si ricorda che le modalità riguardanti la valutazione del comportamento degli allievi è già stata trattata da decreti e circolari ministeriali. Per citare solo l’ultima, la numero 10 del 23 gennaio 2009, la questione del 5 in condotta veniva affrontata con estrema cautela: in sintesi, veniva stabilito che “Nella scuola secondaria il voto di comportamento, definito dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente, in quanto determina, autonomamente, la non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato nel caso sia inferiore a sei decimi, indipendentemente dalla votazione conseguita nelle singole discipline di studio.”.
Forse proprio per questo venivano messi dei “paletti”: il 5 in condotta si può attribuire solo in presenza di provvedimenti di sospensione della durata di almeno quindici giorni, in conseguenza di colpe gravi. Ma veniva messa in luce, pure, la possibilità che gli allievi, anche se già sanzionati per un comportamento gravemente scorretto, vengano “perdonati” qualora dimostrino di essersi pentiti e di essersi prodigati per rimediare alle colpe già commesse. Nel caso contrario, qualora l’allievo “non abbia dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento, tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento nel suo percorso di crescita e di maturazione in ordine alle finalità educative di cui all’articolo 1 del presente Decreto [n° 5 del 16 gennaio 2009 ndR]”, l’insufficienza può essere confermata anche nello scrutinio finale con tutte le conseguenze che conosciamo bene.

C’è da dire che la succitata circolare è stata pubblicata dal MIUR quando in alcune scuole, quelle in cui il Collegio dei Docenti abbia stabilito il termine del I quadrimestre a Natale, si erano già svolti gli scrutini intermedi. Va da sé che, visto lo scarso tempismo del Ministero, alcuni dei 5 in condotta di cui si è tanto parlato saranno stati attribuiti senza l’applicazione rigorosa dei criteri esposti nella circolare numero 10. A meno che i Dirigenti e i docenti, di comune accordo, abbiano deciso di non valutare negativamente il comportamento degli allievi in assenza delle opportune direttive del MIUR. Questo è quanto accaduto nel mio Liceo, dove gli scrutini del I quadrimestre sono terminati prima della pubblicazione della circolare in questione. È ovvio che la decisione presa dal Dirigente e condivisa dagli insegnanti è apparsa saggia; ma la saggezza, si sa, non sta di casa ovunque.

Ovviamente i dati pubblicati dalla stampa non fanno distinzione tra le scuole che hanno atteso le disposizioni ministeriali prima di valutare negativamente la condotta degli studenti, e quelle che non l’hanno fatto. In ogni caso, è doveroso sottolineare che quella “valanga di 5 in condotta: puniti più di 34 mila ragazzi” (cito dal corriere.it, titolo dell’articolo firmato da Benedetti Giulio, 2 marzo 2009) in effetti tanto valanga non è. Anche se il numero fa impressione, nel momento in cui lo confrontiamo con i dati complessivi, ci rendiamo conto che la percentuale sul totale degli studenti è irrisoria: poco più dell’1 %. Certo, considerare che 34.311 (questo è il dato esatto) studenti si comportano così male da meritarsi il 5 in condotta, fa riflettere. Se poi vediamo che in 8.151 casi il voto negativo attribuito al comportamento è l’unica insufficienza in pagella, riflettiamo ancor di più.
Sarà per questo che “la valutazione del comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici e dei punteggi utili per beneficiare delle provvidenze in materia di diritto allo studio (borse di studio, agevolazioni per l’acquisto dei libri, ecc..). [fonte: tuttoscuola.com, 11 marzo 2009]. Anche l’eventualità di togliere i crediti, offire agevolazioni per l’acquisto dei libri, elargire borse di studio ecc. a chi non dimostra un comportamento esemplare sarà argomento di discussione domani durante la seduta del Consiglio dei Ministri.

Allo stesso tempo, pare che la Gelmini abbia intenzione di proporre un allargamento dei paletti stabiliti precedentemente: non più il 5 in condotta solo in presenza di una sospensione di almeno quindici giorni e in assenza di eventuali ravvedimenti e pentimenti; non è dato sapere se ci sarà davvero più elasticità e verrà data ai docenti la possibilità di decidere sulla base del singolo caso e con l’ausilio della propria esperienza in materia. È certo che gli insegnanti, più che il Ministro dell’Istruzione, sanno cosa e come valutare. C’è la concreta possibilità che qualcuno insinui che una maggior libertà potrebbe trasformarsi in un’arma micidiale, in mano dei docenti, a danno di “povere anime innocenti”, ragazzi che devono ancora crescere e conoscere la vita. In questo caso, però, si tratterebbe esclusivamente di maldicenze da parte di chi, i genitori in primis, è sempre pronto a difendere i “pargoli” e ad attaccare gli insegnati. Una maggiore fiducia contribuirebbe a migliorare la scuola italiana, molto più che le varie riforme e i tagli del personale che, a detta del Ministro, costituiscono una necessità per ottimizzare la distribuzione delle risorse, quindi per migliorare l’offerta formativa.
A volte credo che l’unica cosa che dovrebbe realmente migliorare sia l’obiettività dei genitori.

AGGIORNAMENTO DEL POST, 13 MARZO 2009

Nella seduta odierna del Consiglio dei Ministri , su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini è stato approvato:

– uno schema di regolamento che coordina le disposizioni vigenti in materia di criteri per la valutazione degli studenti,. La valutazione complessiva, fino ad oggi legata all’apprendimento, terrà conto anche del comportamento degli studenti quale elemento essenziale del processo formativo e requisito di base per l’ammissione agli anni successivi ed agli esami di Stato.
Questi i nuovi criteri per l’attribuzione del voto in condotta. Il 5 in condotta comporterà la non ammissione all’anno successivo o agli esami di Stato e concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici. L’insufficienza sarà attribuita dal collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti e cioè nei seguenti casi:

• allo studente che non frequenta regolarmente i corsi e non assolve assiduamente agli impegni di studio;
• a chi non ha nei confronti del capo d’istituto, dei docenti, del personale della scuola e dei compagni il dovuto rispetto;
• a chi non osserva le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti;
• agli alunni che non utilizzano correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici;
• a chi arreca danno al patrimonio della scuola.

Per prendere un’insufficienza in condotta, comunque, si deve aver già preso una sanzione disciplinare. Se il comportamento indisciplinato si ripete l’insegnante con il collegio dei docenti può decidere per l’attribuzione del 5.
Il regolamento introduce, inoltre, la valutazione con il voto numerico per tutte le materie e in tutte le scuole, dalla primaria alla secondaria di secondo grado. Sul testo verrà acquisito il parere del Consiglio di Stato.
[fonte http://www.governo.it]

Mi permetto solo alcune osservazioni. Nulla di nuovo rispetto alle previsioni, dunque. Nello schema, per quanto riguarda il 5 in condotta, si parla genericamente di “una sanzione disciplinare“. Un passo indietro, quindi, rispetto alla circolare n° 10 (vedi prima parte dell’articolo), dove si faceva riferimento ad una “sospensione di almeno quindici giorni“. Una sanzione, parlando di termini tecnici, non presuppone necessariamente la sospensione, né qualitativamente né quantitativamente. Un ripensamento del Ministro Gelmini, dunque, forse sulla scia delle polemiche che si sono susseguite all’indomani della pubblicazione del Decreto e delle varie circolari già citate.

Gli insegnanti, infatti, si lamentavano dell’eccessivo divario che con i “vecchi criteri” si sarebbe creato tra il sei ed il cinque. Mi spiego meglio: se i docenti erano costretti ad attribuire l’insufficienza in condotta a chi era stato sospeso per almeno due settimane, il sei, che di fatto rappresenta la sufficienza, non avrebbe potuto in nessun caso attestare l’avvenuto raggiungimento degli obiettivi educativi minimi, come avrebbe dovuto essere. Con le nuove disposizioni, invece, sembra che i “conti” tornino.

Personalmente sono perplessa dal fatto che, secondo quanto diffuso, sarebbe il Collegio Docenti a decidere l’eventuale 5 in condotta. Cosa strana: fino ad ora tale possibilità era esclusiva del Consiglio di Classe. Mi chiedo, quindi: come fa il Collegio a decidere per tutti i casi, cioè nella migliore delle ipotesi poche unità, nella peggiore qualche decina? Si presuppone che a valutare siano solo gli insegnanti dell’allievo in questione, non l’intero corpo docente della scuola! Non resta, quindi, che sperare in un refuso nel comunicato stampa del Governo … aspettiamo una rettifica, o quanto meno delle indicazioni più precise in merito alla questione.

ARTICOLI CORRELATI: Ammissione all’Esame di Stato: vanno bene anche i cinque e Il ministro Gelmini in Conferenza Stampa: il voto di condotta farà media

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