FIGLI DI …

Nella cassaforte della Lega, un fascicolo con su scritto “The family”.

Elenco spese: sanitarie e scolastiche, multe pagate, l’assicurazione per la casa di Gemonio, un carnet di assegni con sopra la scritta «Umberto Bossi», 20.000 euro di spese per il tutor del figlio Renzo.

MA COME? Lo scorso agosto la CEPU aveva reso noto che avrebbe offerto GRATUITAMENTE l’assistenza dei tutor per gli studi universitari del giovane Renzo Bossi. In un articolo apparso su Vanity fair la Cepu dichiara che visti i pressanti impegni politici del giovane Bossi (classe 1988), non è lui ad andare in classe a seguire le lezioni, ma sono gli insegnanti di sostegno del Cepu che si recano direttamente a casa sua. (notizia da Il Corriere)

Andiamo avanti.

Dalle «confessioni reciproche» di Belsito e Dagrada nei giorni in cui il tesoriere temeva di essere allontanato dopo i primi scoop sugli investimenti di 7 milioni di rimborsi elettorali in Tanzania. (LINK)

Nadia (Dagrada, NdR) : «Lui (Bossi, ndr ) non ha idea del cumulo di spese, fidati, tu gli devi far capire che se questi vanno a vedere quelle che sono le spese, lui e la sua famiglia sono finiti. E poiché si tratta di cose della famiglia, non sono cose che compri tu, perché sono tutte per loro, perché le auto sono per loro, i ragazzi sono per loro, il figlio le spese sono loro, il diploma è loro, i lavori di casa sono loro».

E ancora:

«Capo, noi manteniamo i tuoi figli»
Belsito e Dagrada indugiano sulle spese per i figli del senatur, a cominciare da Renzo.
Nadia : «Quella cifra che tu gli hai dato era la cifra dei titoli di studio, ma c’è tutto il restante, e se ci mettono le mani i Castelli e Stiffoni di turno, tu non puoi garantire che le cose restino segrete». Si passa a un altro punto.
Belsito : «E’ possibile avere l’elenco degli scontrini? Renzo (dice, ndr ) “voglio confrontarmi con il mio calendario per vedere se era vero che erano con me”» (la scorta).
Nadia : «Giuro che non ho parole».
Belsito : «Ma io non posso reggere così, dai, questi sono una gabbia di pazzi. Questo (Renzo, ndr ) ha paura che (quelli della scorta, ndr) erano in albergo per cavoli loro».
Nadia : «Ma sono lì segnati, c’è tutta benzina, ristoranti, è quasi tutta benzina».
Belsito : «A me (Renzo, ndr) ha detto che paga di tasca sua, ti giuro».
Nadia : «Ma che non dica cavolate, neanche il caffè in Regione, non paga neanche il caffè» (Renzo è consigliere regionale lombardo, ndr) […]

IO NON HO PAROLE.

FATE PURE … A MIA INSAPUTA


La trappola delle case incastra anche Umberto Bossi. O meglio il Senatùr entra nelle fila di chi ha ricevuto qualcosa “a sua insaputa“. Per il segretario federale del Carroccio si tratterebbe della ristrutturazione della villa a Gemonio, per l’ex ministro Scajola era una casa nei pressi del Colosseo, per la Margherita i soldi intascati da Luigi Lusi “a insaputa del partito”. Il leader leghista promette battaglia e annuncia che denuncerà chiunque gli abbia ristrutturato casa… (fonte: Affaritaliani,it]

SE QUALCUNO VOLESSE RISTRUTTURARMI LA CASA A MIA INSAPUTA (O MAGARI COMPRARMI UN BELL’ATTICO IN CENTRO A MIA INSAPUTA) PUÒ FARLO TRANQUILLAMENTE. NON LO DIRÒ IN GIRO.

BELL’E PAPÀ

“Mio figlio non è un trota qualunque”, pare abbia detto Antonio Di Pietro riferendosi alla carriera politica del figlio Cristiano. Ovviamente, l’allusione più che esplicita è al figlio di Umberto Bossi, Renzo, che poco più che ventenne ha ottenuto il suo “scranno” sicuro, lautamente ricompensato con 15mila euro mensili, al Consiglio Regionale della Lombardia. Pare anche che il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, abbia additato il rampollo del leader della Lega, che ha tribolato non poco per ottenere il diploma di maturità, come l’esempio a dimostrazione del fatto che l’università non serve. Peccato che il giovane Bossi la stia frequentando (oddio, “frequentando” in effetti è una parola grossa) e che il Cepu gli fornisca docenti a domicilio gratis per fargli superare gli esami.

Ma dopo la divagazione torniamo al giovane Di Pietro, poliziotto da diciannove anni, sposato con prole, candidato alle elezioni regionali in Molise. In segno di protesta al circolo di Termoli dell’Italia dei valori si sono dimessi in blocco contestando la sua candidatura come una scelta «familistica». Cosa, questa, che a Cristiano pare incomprensibile. Lui, infatti, è da dieci anni in politica, ha iniziato attaccando manifesti e studiando per fare il politico di professione. La prima candidatura è arrivata sei anni fa e lui di anni ora ne ha trentasette, quindi la gavetta l’ha fatta, eccome.

Guarda un po’, ha iniziato sei anni fa alle elezioni comunali a Montenero di Bisaccia, il paese di suo padre Antonio. Una spintarella da papà l’ha avuta, sì, ma solo all’inizio. Poi i cittadini di Montenero, capacissimi di ragionare con la propria testa, l’hanno votato e fatto risultare il primo degli eletti.

Una carriera politica limpida come il sole, dunque. Peccato che quelli di Termoli … «Credo siano stati manovrati da qualcuno. A livello regionale a Termoli avevano votato a favore della mia candidatura», tenta di spiegare ma il fatto è davvero incredibile. Addirittura quelli dell’Italia dei valori di Termoli hanno paragonato la candidatura di Cristiano Di Pietro a quella della Minetti: «Possono accostarmi a chi vogliono. Io ho il mio lavoro. Come la Minetti ha il suo», osserva.

Certo, ognuno fa il suo lavoro, anche Renzo Bossi lo fa e anche la Minetti. Il problema, secondo me, è: lo sanno fare o la spintarella implica che non sia così importante avere delle capacità? Senza fare illazioni, anche perché non conosco l’operato di nessuna delle persone citate, per me il dubbio rimane. So per certo, tuttavia, che molti giovani bravi e preparati sono a spasso perché non sono bell’e papà o papi, che dir si voglia.

[dall’intervista a Cristiano Di Pietro su Il Corriere]

BONANNI: “IL GOVERNO, È MEGLIO CHE VA VIA”

Tutti in attesa a Pontida … anche i miei lettori che, incuriositi, stanno leggendo in massa il post su Il Giuramento di Berchet. Tra poco Umberto Bossi parlerà. Di che cosa? Dei ministeri, almeno quattro, che vuole spostare al nord (a Milano e Monza, per l’esattezza) e della riforma fiscale.

Anche Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, è dello stesso avviso: la riforma fiscale è urgente. Questo si aspetta dal governo: che la vari al più presto.

Precisamente, nel suo discorso di ieri, Bonanni si è espresso in questi termini: “Diciamo al governo che se vuole un piccolo barlume di senso dopo tutto quello che è successo, la sua presenza o fa le riforme o lo diciamo chiaro e forte: è meglio che va via, nell’interesse di tutti”.

Ma che bravo oratore! Chissà cosa direbbe il maestro per eccellenza dell’eloquenza, Marco Tullio Cicerone.
Insomma, una cosa si è capita di Bonanni: la sintassi non è il suo forte.

Qualcuno si sarà forse stupito che il segretario della Cisl e gli uomini della Lega siano d’accordo almeno sul tema della riforma fiscale. Chissà cosa dirà Bossi fra poco a Pontida. Secondo me darà ragione a Bonanni così tutti potranno essere confortati dal fatto che i due parlino lo stesso linguaggio …. sgrammaticato.