13 luglio 2011

BEPPINO ENGLARO: INCOSTITUZIONALE LA LEGGE SUL BIOTESTAMENTO

Posted in Eluana Englaro, Legge, testamento biologico tagged , , , , , , , a 12:19 pm di marisamoles

Ho dedicato al caso Englaro numerose pagine in questo blog. Nelle discussioni con i lettori ho sempre difeso l’operato del padre di Eluana in quanto, a mio parere, dovrebbe essere sempre garantita la libertà di scelta individuale, anche in casi delicati e a maggior ragione quando si tratta della vita e della morte di un proprio caro. Ho difeso Beppino da quanti l’hanno accusato di “omicidio”, l’hanno insultato e chiamato “assassino”. L’ho fatto non perché condividessi la sua scelta ma perché ritenevo che, avendo la Legge dalla sua parte, nessuno potesse e dovesse giudicarlo. Come si fa, in piena coscienza, a sostenere che abbia fatto male o bene? Ha fatto ciò che si è sentito di fare e chi più di un padre può scegliere in una situazione così drammatica? Chi meglio di un padre può decidere, con il cervello prima ancora che con il cuore, quale sia la scelta giusta?

Il fatto più pietoso, secondo me, è stato il tentativo del governo di far approvare un decreto ad hoc per evitare la morte di Eluana, ripristinando l’alimentazione e l’idratazione forzate che le erano state sospese. In quella occasione il Presidente della Repubblica Napolitano si era opposto, energicamente: non aveva voluto firmare. Un coro di voci di dissenso si erano levate da parte dei vari movimenti per la vita e associazioni cattoliche. Una delle poche volte in cui il comportamento di Napolitano è stato così aspramente criticato.

Il “sacrificio” di Eluana, così com’è stato impropriamente definito, doveva servire da monito: c’era chi gridava a gran voce la necessità di un Testamento Biologico per “salvare” altre vite (il caso Englaro, infatti, ha pur sempre creato un precedente) e chi, al contrario, rivendicava il diritto di scegliere per coloro non sono in grado di farlo in prima persona ma che hanno inequivocabilmente espresso una volontà in proposito mentre erano in piena coscienza.

Ora una proposta di legge c’è ed è proprio quella che ci si aspettava. Una legge che riguarda il fine vita e che esclude la possibilità di sospendere l’alimentazione e l’idratazione forzate.
Così recita la DAT (Dichiarazione anticipata di trattamento che rappresenta il cuore del ddl) a tale proposito:

Alimentazione e idratazione – che “non possono formare oggetto di Dat” – “devono essere mantenute fino al termine della vita, ad eccezione del caso in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente in fase terminale i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo”.

Immediata la reazione di Beppino Englaro:

«E’ un disegno di legge “incostituzionale” che va “contro i principi di diritto”. Così Beppino Englaro nella conferenza stampa indetta da Ignazio Marino, e alla presenza di Mina Welby, sul testamento biologico. Il ddl “va nella direzione opposta di quella in cui dovrebbe andare, secondo i principi di diritto della nostra Costituzione. Principi che – sottolinea Englaro – sono emersi chiaramente nella sentenza del 16 ottobre del 2007 della Corte Suprema di Cassazione. L’autodeterminazione terapeutica – continua – non può incontrare un limite anche se ne consegue la morte, che non ha niente a che vedere con l’eutanasia. Nessuno, né lo Stato né un medico può disporre della salute di un cittadino. Le libertà fondamentali delle persone non possono essere messe in discussione da una legge. Questo è chiaro… Più anticostituzionale di così si muore…”.

Englaro ribadisce che occorre andare “fino in fondo”, “informare”. “Un’opinione ben informata è una ‘Corte Suprema’ per chi legifera. Oggi il clima culturale è diverso. Loro (riferendosi al governo e alla maggioranza, ndr) devono rendersi conto che i cittadini non sono dei minorati, si sanno tutelare da loro, non hanno bisogno di essere tutelati da leggi non costituzionali”.» (LINK)

So che, come è già successo trattando il caso di Eluana, sarò fraintesa (tanto per evitare equivoci, come l’altra volta: non sono Radicale!) e criticata, ma non posso che dare ragione a Beppino. Il che, tuttavia, non significa che al suo posto avrei fatto la stessa scelta. Ci sono situazioni in cui un genitore non vorrebbe mai trovarsi. Per questo ho ammirato il coraggio di Englaro che dalla sua aveva anche la Legge degli Uomini. Per quella divina farà poi i conti lui con la propria coscienza.

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9 febbraio 2010

RICORDANDO ELUANA: LE PAROLE DI BEPPINO ENGLARO E DI BERLUSCONI

Posted in Eluana Englaro, Legge, testamento biologico tagged , , , , , , a 5:00 pm di marisamoles


Nel primo anniversario della morte di Eluana Englaro, il padre Beppino, che per anni si è battuto per “liberare” la figlia dalla prigionia di un corpo immobile e insensibile agli stimoli esterni, ha scritto una lettera al direttore di Repubblica. Per lui un anno fa è finito un incubo e dalle sue parole traspare una certa incredulità nel constatare che qualcuno oggi grida “mai più Eluane”. Per Beppino la situazione deve essere capovolta: nessuno deve avere il potere di disporre di un’altra vita com’è avvenuto per Eluana. Il miglior modo di tutelare la vita in tutte le situazioni è affidarne le decisioni a chi la vive. Sia a chi è in condizioni di intendere e volere, sia a chi non è più capace, ma ha spiegato che cosa avrebbe voluto per sé.
Ricordando le parole della figlia: “La morte l’accetto, fa parte della vita, ma che altri mi possano ridurre a una condizione di non-morte e di non-vita, no, questo non l’accetto”, s’interroga su quali possibilità abbia oggi chi non accetta la “non-vita” e arriva a rispondere che non c’è ancora alcuna possibilità, nonostante lo zelo con il quale il Parlamento aveva tentato di impedire, con un decreto urgente, l’esecuzione di una regolare sentenza della Cassazione, in altre parole, che Eluana morisse. Non risparmia le critiche ai politici, Beppino. Secondo lui non hanno capito nulla: i politici ne fanno una questione di conflitto di poteri, di chi decide che cosa. Dimenticano che la corte costituzionale s’è già espressa, avallando l’operato della magistratura di fronte a un cittadino che s’era rivolto a loro per il riconoscimento di un suo diritto. E se questi politici leggono bene la sentenza del 16 ottobre 2007, capiscono che è perfettamente allineata ai principi della nostra Costituzione. Per superare questo empasse, il mondo politico ha bisogno di una presa di coscienza su un tema, quello della fine-vita, che è urgente. Il signor Englaro osserva che Se i politici vogliono riappropriarsi, come del resto a loro spetta, del diritto “dell’ultima parola” su temi eticamente controversi, devono tenere conto di quello che è accaduto sinora.

La morte di Eluana non ha cancellato l’affetto paterno, come qualcuno sarebbe portato a credere. L’opinione di molti, infatti, un anno fa era che quel padre non poteva amare la figlia, altrimenti non l’avrebbe fatta morire. Ma l’opinione e i sentimenti di Englaro sono altri: Un anno dopo la morte di Eluana, io voglio semplicemente separare la tragedia privata di aver perso una figlia dalla violenza terapeutica. Non credo che la medicina giusta sia quella che offre una “vita senza limiti”. Eluana un anno dopo è come un anno fa, o diciotto anni fa: un simbolo pulito della libertà individuale. Ed è nel mio cuore costantemente.

Nello stesso giorno in cui ricorre il primo anniversario della scomparsa della giovane, un’altra lettera viene pubblicata da Repubblica: quella di Silvio Berlusconi, indirizzata alle suore di Lecco che per molti anni hanno accudito Eluana. Nel ringraziare le religiose per l’assistenza che esse quotidianamente offrono a chi soffre, ricorda Eluana e si rammarica per non aver potuto impedire la sua morte. Vorrei soprattutto ringraziare tutte voi per la discreta e tenace testimonianza di bene e di amore che avete dato in questi anni i gesti di cura che avete avuto per Eluana e per tutte le persone che assistete lontano dai riflettori e dal clamore, scrive il premier. Non a caso le sue parole sono perfettamente in linea con l’editoriale di Marco Tarquinio su L’Avvenire :
Amare la vita umana, difenderla, sostenerla e – comunque e sempre – accoglierla e rispettarla è la cosa più semplice di questo mondo. E viene naturale. È naturale e umano proteggere chi è piccolo e fragile, aiutare chi è in pericolo, consolare chi soffre. È naturale e umano dar da mangiare e da bere a chi non può provvedere da solo. Innaturale e terribile è invece l’idea di negare, in qualunque modo, la vita di chiunque o anche solo di abbandonarla nella debolezza, nell’estrema dipendenza, nella difficoltà. Innaturale e terribile è anche solo pensare di lasciar andare alla deriva una persona totalmente disabile.

Punti di vista differenti. In questo caso, non importa scegliere da che parte stare. Per Eluana non ha più importanza. Per altri, però, potrebbe averne: quanto tempo si dovrà attendere per una giusta legge sulla fine-vita?

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO CORRELATO: LINK

8 febbraio 2010

ELUANA ENGLARO, UN ANNO DOPO

Posted in Cassazione, Eluana Englaro, eutanasia, Friuli Venzia-Giulia, intervista TG3, televisione tagged , , , , , , , , , a 4:56 pm di marisamoles

Il 9 febbraio 2009, alle ore 19 e 45, presso la struttura di assistenza per anziani “La Quiete” di Udine, il cuore di Eluana Englaro ha cessato di battere. Sulla città friulana, sconvolta per l’attenzione mediatica sul caso di Eluana, è calato il silenzio. Un silenzio rispettoso, dopo una settimana di chiasso, alimentato da chi, su opposti fronti, difendeva il suo diritto di morire o si scagliava contro il padre, Beppino Englaro, che aveva deciso di porre fine all’esistenza della figlia, immobile in un letto da ben diciassette anni.

Il caso Englaro ha scosso l’opinione pubblica e ha posto all’attenzione di tutti il problema della fine vita, la possibilità di scegliere se continuare un’esistenza nello stato vegetativo o propendere per la morte, sospendendo le cure e l’alimentazione forzata. In altre parole, si è discusso sulla necessità di un testamento biologico che in Italia manca, sull’autodeterminazione dell’individuo che ha il diritto di scegliere. Ma, come sappiamo, subito dopo la scomparsa di Eluana il dibattito sul testamento biologico è passato al silenzio, mentre per Beppino Englaro e l’equipe medica che aveva assistito Eluana nell’ultimo viaggio si apriva un iter legale, dovuto, secondo i giudici, ma assolutamente inutile secondo chi aveva appoggiato il padre aiutandolo nell’applicazione della sentenza della Corte di Cassazione.

L’accusa di omicidio volontario ha impegnato la Procura di Udine per alcuni mesi. La perizia medico-legale eseguita sul corpo di Eluana ha posto fine ad ogni dubbio: Eluana non si sarebbe mai ripresa dal come. Alla fine, l’archiviazione della denuncia e il proscioglimento di Beppino, De Monte e gli altri indagati.

Nel frattempo, però, Englaro non è stato a guardare inattivo questo accanimento nei suoi confronti: i suoi legali, in particolare l’avvocato Massimiliano Campeis, hanno indagato a loro volta, cercato su migliaia di siti internet chi, commentando o scrivendo nei blog, aveva chiamato “assassino” il padre di Eluana. Alla fine, una trentina di persone sono state individuate e denunciate ed è stato dato il via, per la prima volta in Italia, ad una civil action sullo stile americano che, qualora avesse successo, potrebbe fruttare parecchi milioni di euro di risarcimento. Con quei soldi, ha promesso Beppino, verrebbe finanziata l’attività dell’Associazione “Per Eluana” (questo il SITO). In attesa dei riscontri legali, l’associazione è già una realtà: è stata, infatti, presentata oggi stesso a Udine. Sul sito si legge che è presieduta da Beppino Englaro, fondatore insieme ad Amato De Monte, Massimiliano Campeis, Ferruccio Saro, Gabriele Renzulli. Soci onorari sono tutti gli infermieri che hanno contribuito ad esaudire la volontà di Eluana. Come finalità, si propone di tutelare il diritto individuale a una scelta libera e consapevole riguardo l’accettazione od il rifiuto dei trattamenti sanitari; garantire il rispetto della libertà e dignità personale, così come previsto dalla nostra Costituzione; educare ed informare sulle possibilità di cura offerte dalla medicina, ma anche sui suoi limiti; sostenere il riconoscimento e la validità delle dichiarazioni anticipate di trattamento; promuovere la conoscenza delle cure palliative e del loro ruolo nel migliorare la qualità di vita dei pazienti, favorendo in tal modo la concreta attuazione del principio di autodeterminazione.

Domani, giorno del primo anniversario della scomparsa di Eluana, a Paluzza, paesino della Carnia di cui è originaria la famiglia e nel cui cimitero riposa la ragazza, sarà celebrata una messa di suffragio, alle 8 e 30. Beppino non ci sarà, così come non è stato presente alle esequie un anno fa. Giustifica così la sua assenza: Quando ci vado [sulla tomba di Eluana, Ndr] voglio essere sempre e solo con lei, per me questa è una condizione sacra. Solo così riesco ad avere un po’ di intimità con lei.

Questa mattina, ospite a Buongiornoregione (tg3 del Friuli Venezia-Giulia), intervistato da Marinella Chirico, la stessa giornalista che il giorno prima della morte era stata ammessa al capezzale di Eluana, Englaro ha detto di essere a posto con la sua coscienza. Ha tenuto a precisare: Rifarei tutto quanto fatto, senza cambiare una virgola. Perché nella trasparenza e nella legalità in cui abbiamo deciso di muoverci, non c’erano altre strade percorribili.
Quando Marinella Chirico gli ha chiesto come fosse Eluana, il padre ha risposto: La creatura più straordinaria mai incontrata nella mia vita.

[fonte: Messaggero Veneto]

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15 novembre 2009

ELUANA ENGLARO NON SI SAREBBE MAI PIÙ RISVEGLIATA. L’ATTESA RISPOSTA DEGLI ESAMI ENCEFALICI

Posted in Eluana Englaro tagged , , , a 10:30 pm di marisamoles

gabbiano in voloDopo qualche mese ritorno a parlare di Eluana Englaro, la donna morta a Udine il 9 febbraio di quest’anno, dopo diciassette anni di coma vegetativo. La sua vicenda, anche grazie alla lotta che il padre, Beppino, ha dovuto sostenere prima che la legge gli consentisse di fermare per sempre il calvario della figlia e di tutta la sua famiglia, ha diviso l’opinione pubblica: da una parte il mondo cattolico e i benpensanti, inorriditi che un padre potesse volere la morte della sua creatura, anche di fronte all’evidenza di una vita, quella di Eluana, spezzata per sempre tanti anni prima; dall’altra tutte le persone mosse dall’umana comprensione che hanno appoggiato la scelta dolorosa di Beppino.
Quando ormai la decisone di sospendere le cure ad Eluana era stata presa, sulla base di una sentenza della Corte di Cassazione che aveva dato ragione all’Englaro, il mondo politico, governo in testa, si era mosso per bloccare tutto, attraverso un decreto urgente che, però, il Presidente dello Stato Napolitano non aveva voluto firmare. Quel rifiuto fu pure oggetto di polemiche e accesi scontri politici. Inutile qualsiasi tentativo di prolungare l’esistenza di Eluana: alla fine, sorprendentemente, il suo cuore ha cessato di battere nel breve spazio di qualche giorno, incurante del “caso” che si era scatenato sulla sua vicenda.

A nove mesi dalla morte di Eluana, sta per essere depositata la perizia degli esami fatti sull’encefalo, disposti dal procuratore di Udine Biancardi per fugare qualsiasi dubbio sulla morte della ragazza. Come anticipa L’Espresso, Eluana non si sarebbe mai risvegliata da quello stato vegetativo in cui da così lungo tempo si trovava. Quel corpo l’avrebbe tenuta per sempre prigioniera senza che lei potesse rendersi conto della sua condizione, senza poter sentire alcun suono, senza riuscire ad esprimere alcun sentimento attraverso una voce che si era spenta per sempre. I risultati della perizia parlano chiaro: fin da quel lontano 18 gennaio 1992 il suo cervello era andato in balck out. Nessuna possibilità che la situazione variasse nel tempo, come avevano sperato dapprima i suoi genitori. Certamente, almeno per la scienza, nessuna speranza che qualche miracolo accadesse e facesse ritornare in vita Eluana. E quando dico “vita”, intendo la vita vera, quella che qualsiasi ragazza prima, e giovane donna poi avrebbe diritto a vivere.

I risultati della perizia dovrebbero scagionare definitivamente Beppino Englaro, indagato a suo tempo per omicidio volontario, insieme al professor Amato De Monte e ad altri componenti dell’equipe medica che aveva assistito Eluana negli ultimi giorni di vita. Un’accusa, quella rivolta al signor Englaro, da parte di associazioni e comuni cittadini che l’avevano chiamato “assassino”. Proprio per questo, gli avvocati del padre di Eluana hanno a loro volta sporto denuncia contro chi gli aveva mancato di rispetto, mettendo in atto una civil action sullo stile americano ma non ancora praticata in Italia: i milioni di euro che dovrebbero essere ricavati come riconoscimento dei danni morali, andrebbero all’Associazione “Per Eluana” che, a detta del padre, si batterà per una giusta legge sul Testamento Biologico.

Ormai che Eluana non c’è più, Beppino chiede solo che sia data la possibilità ad altri, che dovessero trovarsi nelle stesse condizioni, di non prolungare quel supplizio. Ora che l’anima di Eluana vola libera, riappropriatasi della libertà che anche al suo corpo era stata negata per diciassette lunghi anni, l’unica battaglia che il padre ha ancor la forza di combattere è quella per il biotestamento. Nella speranza che si riesca a convincere il mondo politico che in casi come quello di Eluana non si uccide. In quei casi, la vita vera è quella che inizia dalla fine.

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5 marzo 2009

BEPPINO ENGLARO QUERELA CHI L’HA CHIAMATO “ASSASSINO”

Posted in cronaca, Eluana Englaro, Friuli Venzia-Giulia, Legge tagged , , , , , , a 12:08 am di marisamoles

beppino englaroLa pazienza ha un limite. Era evidente che prima o poi anche quella di Beppino Englaro dovesse finire. Sulla vicenda di Eluana, sulla sua giusta o ingiusta fine aveva chiesto, implorato il silenzio senza essere ascoltato e aveva promesso di tacere. E infatti ha dato voce ai suoi avvocati che annunciano querele su querele, per calunnia e diffamazione, senza guardare in faccia nessuno, né prelati, né politici, né associazioni di sorta. Non solo a titolo personale, per giunta, ma anche a nome di tutti coloro che hanno accompagnato Eluana nell’ultimo viaggio, medici e personale paramedico, ora indagati per omicidio volontario grazie ai numerosi esposti giunti alla Procura di Udine.

Ma anche Beppino avrà una sua associazione, nel nome di Eluana, ed è proprio a quella che ha intenzione di devolvere i soldi che otterrà dal risarcimento richiesto per i danni subiti. Una civil action sullo stile americano, come chiarisce l’avvocato Massimiliano Campeis, figlio del noto Giorgio, che colpirà molte persone, tutte quelle che in vari modi, in varie forme con diversi mezzi hanno diffamato la famiglia Englaro. “Tutti i soldi che riceveremo per i danni subiti dal signor Englaro e dal primario Amato De Monte – spiega l’avvocato – saranno trasferiti all’associazione ‘Per Eluana, che sta per nascere”. I fondi sarebbero stimati in parecchi milioni di euro che attraverso l’associazione finanzieranno anche la lotta per ottenere una giusta legge sul Testamento Biologico, ipotizzando anche la proposta di un referendum qualora il Parlamento dovesse avvallare la richiesta già avanzata dalla maggioranza di non ammettere lo stop all’alimentazione e idratazione. L’idea dei legali di Englaro è quella di un “meccanismo di legittimazione congiunta” utilizzato negli Stati Uniti e colpirà chiunque abbia, anche in forma anonima o utilizzando un nickname, diffamato Beppino sul web. Senza dimenticare, ovviamente, tutti gli esposti che saranno debitamente esaminati.

Pare una guerra, dunque. Lo studio legale rende noto che “le prime raccomandate sono già state spedite: si tratta di diffide preventive a vendere case e beni fino a quando il giudice non avrà deciso”. Insomma, sembra che facciano sul serio.

Nei numerosi articoli che ho scritto sul caso di Eluana ho sempre difeso le ragioni di Beppino, sottolineando che nessuno può permettersi di giudicarlo. Mi sono scontrata con tanti commentatori che hanno chiamato “omicidio” la morte della giovane donna, sono stata accusata di prendere le difese di un assassino. Ora quei commentatori devono fare attenzione: non ho alcuna intenzione di cancellare i commenti e si sa che per degli esperti informatici il web non ha segreti …

[fonte principale Messaggero Veneto]

AGGIORNAMENTO del 7 SETTEMBRE 2009 – LA PROCURA DI LECCO INDAGA

Ha mantenuto la promessa il signor Englaro: grazie all’instancabile lavoro dell’avvocato Campeis che negli ultimi sette mesi ha “sfogliato” migliaia di siti e blogs, alla fine già una trentina sono gli indagati dalla procura di Lecco.
Ne dà notizia il quotidiano friulano Messaggero Veneto, dove, tra le altre cose, si legge:

Da quanto appreso, tra le trentina di responsabili di siti e bolg ci sono anche esponenti del mondo cattolico. Tra le persone denunciate e sulle quali si sta indagando, inoltre, c’è anche il responsabile del Movimento politico cattolico “Azione e tradizione”, Gianvito Armenise, come reso noto dall’ufficio stampa dello stesso movimento. Al momento non sono trapelati altri nomi e quindi non è nemmeno possibile sapere se tra gli indagati ci siano anche friulani, perchè, come detto, è la Procura di Lecco a portare avanti le indagini e sarà il Pm a dover individuare tutti gli autori degli articoli incriminati e riportati nell’esposto, compresi quelli “nascosti” da pesudonimi.

4 febbraio 2009

LE ACCUSE DI CRISAFULLI A PAPÀ ENGLARO

Posted in attualità, cronaca, Eluana Englaro, eutanasia, Legge tagged , , , , , a 9:23 pm di marisamoles

Speravamo che sulla triste vicenda di Eluana Englaro calasse il silenzio e invece è stata pubblicata oggi sul sito di tgcom una lettera shock. L’autore è Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore che nel 2005 si risvegliò dopo due anni di stato vegetativo. L’accusa a Beppino Englaro è grave: avrebbe mentito sostenendo che Eluana aveva spesso detto che non avrebbe voluto continuare a vivere se mai fosse caduta in uno stato di coma vegetativo. Dure parole, come macigni. Gesto meschino di chi avrebbe potuto parlare prima ma ha aspettato il momento giusto. Gesto ignobile di chi ha la consapevolezza di aggiungere dolore al dolore. Gesto inutile per Eluana che è, ancora una volta, la vittima inconsapevole della malignità gratuita. Lei non saprà mai che suo padre è stato accusato di essere un bugiardo; anche questa notizia non cambierà il suo stato ma forse prolungherà la sua attesa o forse le negherà per sempre quella che il padre chiama la sua “liberazione”.

Pubblico questa lettera senza commenti e aspettando quelli di chi mi legge, anche se non la pensa come me.

Le bugie del padre Beppino

In questi giorni di passione e sofferenza, nei quali stiamo seguendo con trepidazione il “viaggio della morte” di Eluana Englaro, non posso restare in silenzio di fronte a un evento così drammatico.

Era il maggio del 2005 quando per la prima volta ho conosciuto Beppino Englaro. Eravamo entrambi invitati alla trasmissione “Porta a Porta”. Da quel giorno siamo rimasti in contatto ed amici, ci siamo scambiati anche i numeri di telefono, per sentirci, parlare, condividere opinioni. Nel marzo del 2006 andai in Lombardia, a casa di Englaro, in compagnia di un conoscente.

Dopo l’appello a Welby da parte di Salvatore, Beppino capì che noi eravamo per la vita. Da quel momento le strade si divisero.

All’epoca anch’io ero favorevole all’eutanasia. Facemmo anche diverse foto insieme, e visitai la città di Lecco. Nella circostanza Beppino Englaro mi fece diverse confidenze, tra le quali che i rappresentanti nazionali del Partito Radicali erano suoi amici. Ma soprattutto, mentre eravamo a cena in un ristorante, in una piazza di Lecco, ammise una triste e drammatica verità.
Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che ‘non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire’. In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti. Entrò anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l’unica soluzione ERA FARLA MORIRE e che proprio per il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo che fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento biologico.

In quella circostanza anch’io ero favorevole all’eutanasia e gli risposi che l’unica soluzione poteva essere quella di portarla all’estero per farla morire, in Italia era impossibile in quanto avevamo il Vaticano che si opponeva fermamente.

Ma lui sembrava deciso, ostinato e insisteva per arrivare alla soluzione del testamento biologico, perché era convinto che con l’aiuto del partito dei Radicali ce l’avrebbe fatta. (…)

Questa è pura verità. Tutta la verità. Sono fatti reali che ho tenuto nascosto tutti questi anni nei quali comunque io e i miei familiari, vivendo giorno dopo giorno accanto a Salvatore, abbiamo fatto un percorso interiore e spirituale. Anni in cui abbiamo perso la voce a combattere, insieme a Salvatore, a cercare di dare una speranza a chi invece vuol vivere, vuol sperare e ha diritto a un’assistenza e cure adeguate. E non ci siamo mai fermati nonostante le immense difficoltà e momenti nei quali si perde tutto, anche le speranze.

E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no. Lui era troppo interessato a quella legge, a quell’epilogo drammatico. La conferma arriva, quando invece di rispondermi Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato, offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la mia famiglia. Troverete tutto nel sito internet http://www.salvatorecrisafulli.it

Noi tutti siamo senza parole e crediamo che il caso di Eluana Englaro sia l’inizio di un periodo disastroso per chi come noi, ogni giorno, combatte per la vita, per la speranza.
Per poter smuovere lo stato positivamente in modo che si attivi concretamente per far vivere l’individuo, non per ucciderlo.

Vorrei anche precisare che dopo quegli incontri e totalmente dal Giugno del 2006, fino a oggi, io e Beppino Englaro non ci siamo più sentiti nemmeno per telefono, nonostante ci siamo incontrati varie volte in altri programmi televisivi”
Pietro Crisafulli
Preciso che sono in possesso anche di fotografie che attestano i nostri vari incontri.

Catania, 04 Febbraio 2009

Vi invito a leggere anche gli ARTICOLI CORRELATI che potete trovare cliccando QUI.

17 gennaio 2009

UN ALTRO NO PER ELUANA ENGLARO

Posted in attualità, Cassazione, Eluana Englaro, Legge tagged , , , a 9:09 pm di marisamoles

Da quando, nell’ottobre scorso, la Cassazione ha ritenuto legittima la richiesta dei familiari di Eluana Englaro, ovvero il distacco del sondino nasogastrico che permette l’idratazione e l’alimentazione della donna in coma vegetativo dal 1992, pare non sia facile trovare un luogo, in Italia, dove la sentenza possa essere applicata. Insomma, per la famiglia questo sembra essere un calvario senza fine.

Vale la pena ricordare che nella casa di cura “Città di Udine” tutto era pronto ad accogliere Eluana fin da dicembre; sembrava, dunque, che quello del 2008 sarebbe stato l’ultimo Natale per la paziente in coma. Ma la decisione della clinica di ospitare la donna è stata in tutti i modi ostacolata da cavilli burocratici. Se da una parte la Legge consentiva alla famiglia Englaro di “far morire” la loro congiunta, dall’altra l’opinione pubblica, con a capo la Chiesa e il Vaticano, ha sollevato una questione morale che avrebbe dovuto essere fuori discussione, vista la decisione della Suprema Corte. Tant’è che essa era stata accolta con estrema soddisfazione dal papà di Eluana che, compiaciuto, aveva affermato che “ha vinto lo stato di diritto”.

Nonostante la Magistratura avesse detto la parola fine sulla penosa vicenda, lo Stato, nella figura del ministro Sacconi, ha espresso biasimo nei confronti della disponibilità da parte della casa di cura udinese, abbracciando l’arma del ricatto: qualora Eluana fosse stata accolta nella struttura per essere lasciata morire, lo Stato avrebbe tolto le convenzioni sanitarie di cui, inutile nasconderlo, qualsiasi nosocomio privato vive.
Ieri il Consiglio di Amministrazione della clinica si è così espresso in un comunicato ufficiale: “Nel caso si desse attuazione all’ospitalità della signora Englaro per il protocollo previsto, il ministro potrebbe assumere provvedimenti che metterebbero a repentaglio l’operatività della struttura, e quindi il posto di lavoro di più di 300 persone».

Il signor Englaro già sabato scorso, ospite di Fabio Fazio nella trasmissione TV “Che tempo che fa”, aveva espresso il suo rammarico per la piega che i fatti avevano preso. In quella sede l’uomo aveva affermato che l’evoluzione della vicenda l’aveva portato a sostenere che viviamo in un “Paese senza civiltà”. Ora dice di essere pronto a continuare la sua battaglia legale per far valere il Diritto superando gli ostacoli provenienti dall’esecutivo.
Nel frattempo la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta sul ministro Sacconi, facendo seguito alla denuncia sporta dai Radicali che interpretano la sua presa di posizione come un vero e proprio atto di forza. L’accusa, infatti, è di “violenza privata”, ma il ministro si difende affermando: “Non ho compiuto atti ‘violenti’ verso alcun erogatore sanitario, per cui attendo fiducioso la rapida conclusione di questa iniziativa giudiziaria, per la quale l’intento dei querelanti appare, esso sì, intimidatorio.”. E aggiunge: “Ho ritenuto mio dovere farlo perché Ponzio Pilato non fu certo un esempio di buon governo. Ho preso peraltro a fondamento della mia determinazione atti quali il parere del Comitato nazionale di bioetica e la Convenzione dell’Onu sui disabili, il cui disegno di ratifica è all’esame del Parlamento”.

La questione, dobbiamo ammetterlo, è alquanto intricata; a detta di alcuni lo è fondamentalmente perché non esiste in Italia una legge sul “testamento biologico”. Dobbiamo tener presente, comunque, che nella “risoluzione” del caso di Eluana si parte da presupposti legali certi e definitivi e, fino a prova contraria, dovrebbe essere applicata la Legge in vigore e non sospenderne l’iter in attesa che si promulghi una legge che non c’è e che forse non tutti vorrebbero.

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pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e eterodidatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

CORSI DI SCRITTURA CREATIVA, ATTUALITA' EDITORIALE, DIDATTICA E STRUMENTI PER LA SCRITTURA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

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Studio di Psicoterapia Dr.ssa Chiara Patruno

Psicologa - Psicoterapeuta - Criminologa - Dottore di Ricerca Università Sapienza

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Le Ricette di Cle

Ricette collaudate per ogni occasione

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Il diario di Cle

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

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espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

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