BUON ANNO E… BUON TEMPO A TUTTI!


Negli ultimi tempi – forse è meglio dire anni – ho l’impressione che il tempo non solo fugga, com’è giusto che sia, ma soprattutto mi sfugga, scivoli via dalle mie mani defraudandomi di quella prerogativa che dovrebbe essere garantita a ogni uomo e a ogni donna: l’essere padroni del proprio tempo.

La mia latitanza da questo e dagli altri blog è cosa nota, ormai, a chi mi segue. Non scrivo quasi più perché non ho stimoli, è vero, ma anche perché, perfezionista come sono, non riesco a buttare giù due righe, di corsa, tanto per dire “il mio blog sopravvive”. E così, accanto alla scarsa motivazione, c’è il problema del tempo.

Tempo che non ho perché il mio lavoro è diventato impossibile, con i tanti impegni che comporta a casa e a scuola. Non solo, ormai il mio lavoro mi prosciuga le energie, annienta la forza, e fisica e di volontà, sicché riesco a concedermi pochi piaceri al di là dei doveri: la passeggiata bi-trisettimanale è diventata una corsa veloce in centro il sabato pomeriggio ma non è nemmeno un lusso settimanale; il caffè con le amiche da appuntamento settimanale è diventato semestrale, se va bene; non sempre riesco a vedere il mio nipotino una volta per settimana, a volte ne passano due; vado a trovare i miei genitori sempre più di rado, con dei sensi di colpa che non vi dico.

Dicono che il tempo sia un dono. Purtroppo certe volte non riesco proprio a scartarlo questo dono, rimane là intrappolato nella scatola della vita, come i venti donati da Eolo a Odisseo. Vivo al di fuori di questa specie di scatola magica di cui non conosco la combinazione. Bastasse un apriti sesamo… ho l’impressione che siano rimasti solo i 40 ladroni a rubare il mio tempo.

Ho scoperto per caso la poesia di Elli Michler “Ti auguro tempo” e ho deciso di postarvi il video (ma se preferite potete leggerla con calma QUI) per augurarvi un buon 2019. So che il problema che affligge me è molto diffuso e spero che le parole della poetessa tedesca possa farvi riflettere come ha fatto riflettere me.

Eppure basterebbe tenere presente le parole del filosofo Seneca: “Nulla è di minore importanza per un uomo affaccendato che il vivere”.

A TUTTI RIVOLGO UN AFFETTUOSO AUGURIO DI UN

[GIF DA QUESTO SITO]

LINEA DEL TEMPO: IL MIO PERSONALE A.C. E D.C.

clessidraIn questi giorni ho avuto modo di incontrare vari parenti, di quelli che in pratica si vedono solo a Natale e feste comandate. In particolare dei miei nipoti che vivono a Trieste e raramente riesco a incontrare in occasione delle veloci visite che facciamo ai miei genitori nella città che diede i natali a me e a mio marito.

Uscire e vedere gente mi ha ritemprata, dopo quasi due mesi di “arresti domiciliari” a causa della malattia che mi ha obbligata (veramente non la malattia in sé ma l’I.N.P.S. 😦 ) al confino entro le pareti domestiche.
Devo dire che, nonostante avessi delle fasce orarie “libere”, non avevo proprio voglia di uscire. Solo nelle ultime due settimane sono stata costretta ad andar fuori casa per le sedute di fisioterapia, per il resto del tempo mi sono riposata ed è stato un bene visto che in questi pochi giorni i dolori al braccio sono aumentati. Non che abbia fatto nulla di particolare, semplicemente mi sono spogliata e rivestita più volte al giorno, dovendo uscire, senza contare lo sforzo per indossare il piumino (mannaggia, proprio adesso doveva venire il freddo? pure la neve, ieri, ed è ancora tutto bianco), una ginnastica che decisamente non è terapeutica.

L’altro ieri eravamo a casa di una mia cognata e, naturalmente, si parlava del mio braccio. Io avrei evitato volentieri, mi sono sentita al centro dell’attenzione e non è una sensazione che amo molto. Fortunatamente il mio braccio non è stato l’unico argomento di conversazione, si è parlato del più e del meno, di cose fatte negli ultimi mesi o nelle ultime settimane. Più di una volta mi è capitato di far riferimento a degli eventi distinguendo tra cose successe prima e dopo la caduta. Ormai, ho detto, la mia linea del tempo è questa e la data spartiacque, per così dire, è quel 28 ottobre.

Mio nipote sorride e fa: “Il tuo personale a.C. e d.C., insomma”. Spero non sembri una battuta blasfema, ma a me ha fatto ridere e vi assicuro che di questi tempi ho ben poca voglia di farmi una risata.

[immagine da questo sito]