5 giugno 2014

NON ABBIAMO MAI TEMPO PER LEGGERE? TUTTE SCUSE

Posted in affari miei, cultura, donne, famiglia, libri, società, televisione, web tagged , , , , , , , a 8:40 pm di marisamoles

1856 - Alfred Stevens (jeune femme lisant)

La lettura, in quanto occupazione inesorabilmente solitaria, implica una sensazione di egoismo che è difficile da sostenere con serenità. Una madre che esasperata dal caos domestico si chiude in cucina a stirare prenderà questo piccola azione di barricamento come legittima e giustificata; la stessa madre che si chiude marito e figli fuori dalla camera da letto per leggere mezzora in santa pace lo percepirà come un lusso che è ingiusto concedersi.

Da lettrice che ha sempre mille cose da fare e crede di non avere mai il tempo per leggere, concordo pienamente con questa riflessione di Matteo B. Bianchi (QUI potete leggere l’intero articolo, molto interessante).

Quant’è vero che consideriamo, a volte, la lettura un lusso che non possiamo permetterci, qualcosa che ci svia dai doveri. Un piacere che, immancabilmente, viene dopo ciò che ci sentiamo obbligati a fare. Tuttavia, non pensiamo quasi mai al tempo che sprechiamo durante la giornata, quando accendiamo pigramente la tv anche se non c’è proprio nulla di interessante da vedere, oppure quando stiamo incollati davanti al monitor del pc in attesa di qualcosa di interessante da scoprire.

Concedersi il lusso della lettura, sottraendo il tempo ai doveri, non è cosa da biasimare, né dobbiamo pensare che la lettura ci impegni maggiormente, specie a livello mentale, dello stare in ozio sul divano con il televisore acceso o alla scrivania davanti al computer.

Forse dovremmo volerci un po’ più bene e regalarci qualche ora piacevole in compagnia di un buon libro. E pazienza se non riusciamo a leggere più di 10 o 20 pagine alla volta. C’è sempre il tempo per recuperare.

P.S. detto da una che trova sempre qualsiasi scusa per non leggere durante il periodo scolastico … però è anche vero che con gli occhiali da presbite mi stanco molto, dovendo già leggere o i testi scolastici o i compiti degli studenti. Aggiungo, anche se sono consapevole che possa sembrare una scusa, che faccio molta fatica a concentrarmi e quindi trovo meno impegnativo accendere la tv o stare al pc. 😦

[nell’immagine: Jeune Fille Lisant – 1856 Alfred Stevens (1823-1906) da questo sito]

4 gennaio 2014

GLI ITALIANI LEGGONO POCO E NON AMANO LAVARE I PIATTI

Posted in attualità, cultura, famiglia, libri, società, Uomini e donne tagged , , , , , , , , , , , , , , a 10:04 pm di marisamoles

lettori
Che gli italiani leggano poco non è una novità. D’altronde le statistiche non lasciano dubbi: nel 2012 soltanto il 46% degli italiani ha letto almeno un libro, tra questi il 51,9% sono donne e il 39,7% uomini. E parliamo di almeno un libro, praticamente nulla.
Per fare un confronto con altri paesi europei, l’82% dei tedeschi, il 70% dei francesi e 61,4% degli spagnoli hanno letto, sempre nel 2012, almeno un libro.

Secondo il “Rapporto sulla promozione della lettura in Italia – 2013” – cui i dati si riferiscono – solo il 18,4% degli italiani leggono dai 4 agli 11 tomi e solo il 6,3% della popolazione legge almeno 12 libri.

Ma cos’è che porta i nostri connazionali al disinteresse nei confronti della lettura? Si potrebbe pensare che sia una questione di costi: con la crisi, infatti, si sta bene attenti alle spese e i libri costano, a volte davvero troppo. Le nuove tecnologie, tuttavia, possono invogliare maggiormente a metter mano al portafoglio: nel 2011 gli italiani hanno speso 131milioni di euro per l’acquisto di un e-book reader (contro i 16milioni dell’anno prima) e 472milioni (contro 210milioni) per l’acquisto di un tablet, così come sono aumentati i titoli digitali disponibili: erano 1.619 nel 2009, sono diventati 31.416 a metà 2012.
I dati di vendita dei supporti tecnologici possono far pensare che i lettori preferiscano gli e-book per questioni di prezzo. Ma non è detto che la scarsa passione per la lettura sia imputabile solamente alla necessità di risparmiare.

Un ottimo spunto di riflessione ci viene offerto da Stefano Izzo sul blog officinamasterpiece del Corriere.

Secondo l’Istat (dati.istat.it/), nel 2012 gli italiani hanno speso per il tempo libero, la cultura e i giochi, una somma di pochi centesimi inferiore ai 100 euro mensili. […]
Tra le spese culturali, appunto 100 euro al mese, i libri non scolastici valgono appena 4,29, ovvero 51,48 l’anno, in netta diminuzione rispetto al 2011, quando la cifra sfiorava i 60.
[…]
Ma le maggiori sorprese – e con esse, forse, anche una risposta alla domanda iniziale [Quanto incidono i libri nel nostro bilancio familiare? NdR] – si trovano comparando la lettura con altre voci presenti nel bilancio familiare mensile Istat. Scopriamo così che all’interno del «tempo libero», i libri se la passano peggio, per esempio, di giochi e giocattoli (8,04), ma anche di lotto e lotterie (4,57) e di piante e fiori (6,89). Allargando un po’ lo sguardo su altri gruppi di spesa, troviamo poi gelati (7,18), birra (5,99), vino (12,01), tabacchi (20,44).

L’articolo di Izzo si conclude con una rivelazione davvero sconvolgente: perfino per tovaglioli e piatti di carta o di alluminio siamo disposti a spendere quasi il doppio (8,18).

Insomma, si legge poco o niente e per i libri si spende la metà di quanto sborsiamo per acquistare tovaglioli e piatti di carta. Sono lontani i tempi in cui, con un certo detersivo liquido, i piatti li voleva lavare lui. Ora non solo lui legge meno (il 12,2% rispetto a lei), ma usa pure i piatti di carta per non lavarli. 😦

[per i dati sulla lettura ho fatto riferimento all’articolo di Giuditta Mosca su Il Sole 24 Ore; immagine: “Pomeriggio in terrazza” di Vittorio Matteo Corcos da questo sito]

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