20 giugno 2015

SE IL COMPUTER È PERSONAL UN MOTIVO C’È

Posted in affari miei, famiglia, web tagged , , , , , , , , , a 8:46 pm di marisamoles

uffFinalmente una bella notizia: il mio computer, che davo ormai per spacciato, ha ripreso a funzionare. Dopo più di sei mesi, sto scrivendo sulla mia vecchia tastiera e mi pare un sogno.

Nei mesi passati, infatti, ho utilizzato il portatile di mio marito, per sua gentile concessione. Il mio fisso ha smesso di funzionare mentre io ero alle prese con la riabilitazione per la spalla rotta e sinceramente non mi davo pena per la rottura del pc. Anche fra le rotture ci sono delle priorità.

Così sono passati i mesi senza che mi decidessi a comprarne uno nuovo. Fin da subito è nata una diatriba tra me e mio marito: io continuavo a sostenere che, avendo il tablet, non sentivo la necessità di acquistare un notebook; lui rimaneva ancorato alla sua convinzione che sia da trogloditi anche solo pensare di comprare un computer nuovo fisso. Ormai non ce l’ha più nessuno.

Mi è venuto in mente un aneddoto che risale al periodo della mia infanzia. A casa mia il televisore è arrivato piuttosto tardi. Non che non ce la potessimo permettere, semplicemente i miei genitori non erano interessati all’acquisto. Tutti, amici e parenti, prendevano in giro mio papà. Quando veniva fuori il discorso, tutti ridevano. “Il televisore oggigiorno ce l’hanno cani e porci!“, esclamò un amico un giorno. E mio papà, imperterrito e serissimo, replicò: “Infatti, io non sono né un cane né un porco”, zittendo tutti.

Ora, io e mio papà abbiamo molte cose in comune. Se mi va di comperare un computer fisso, lo compero, anche se ormai “cani e porci” hanno il portatile.

Una settimana fa parlavo al telefono con mio fratello, esperto di computer e di rotture (pure lui la spalla, tanti anni fa). Lui mi dice: “chissà, forse è solo sporco”. Figurati se è quello. È la vecchiaia, che vuoi che sia?

E invece aveva ragione. L’ha aperto e ha trovato una quantità tale di polvere che nemmeno quella sotto al tappeto di un uomo single da vent’anni. Pensa un po’, quanta polvere ci mangiamo allora…

Per farla breve, il computer funziona e, almeno per ora, il nuovo acquisto è rimandato. Il pc è personal e a me, sinceramente, di usare quello di mio marito quando non serviva a lui, sentendo pure il disagio di navigare in mezzo alle sue cose, di impossessarmi della sua password d’accesso – chissà se la cambierà ora – e di dover esprimere eterna gratitudine per la gentile concessione, m’è scocciato assai.

summertimeP.S. Domani, primo giorno d’estate riaprirà i battenti il mio blog estivo. Vi aspetto sotto l’ombrellone, per quattro chiacchiere. Non mancate.

[immagine sotto il titolo da questo sito]

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21 marzo 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: TORNA A DANZARE SENZA LA GAMBA PERSA NELL’ATTENTATO DI BOSTON

Posted in donne, La buona notizia del venerdì, scienza, spettacolo, talenti tagged , , , , , , , , , a 12:39 am di marisamoles

adrianne-haslet-davis-christian-lightner
Era il 15 aprile 2013: due ordigni piazzati nei pressi del traguardo, su Boylston Street vicino a Copley Square, hanno funestato la maratona di Boston causando la morte di 3 persone e il ferimento di almeno altre 178.

Fra i feriti gravi causati dall’esplosione c’era anche Adrianne Haslet-Davis, oggi 33enne, ballerina di professione. La bomba esplosa nel luogo in cui si trovava le ha causato la perdita di una gamba. Per chi fa il suo lavoro significa normalmente abbandonare sogni e speranze e dire per sempre addio al palcoscenico.

Adrianne, però, è forte e determinata. Non si arrende, non pensa che la vita le abbia tolto tutto. Il fato le ha tolto una gamba, questo sì, ma non i sogni.
Ecco che la scienza viene in suo soccorso: un professore del Mit ha creato per lei un arto artificiale che le permette di eseguire movimenti di danza. Il sogno spezzato della giovane ballerina ha ripreso forma: Adrianne ha danzato una rumba alla Ted Conference, con il partner Christian Lightner.

«Un essere umano non può rompersi», ha detto, piangendo, alla fine dell’esibizione.

[notizia e immagine dal Corriere.it]

ALTRE BUONE NOTIZIE:

La giornata mondiale della felicità di laurin42

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

4 gennaio 2014

GLI ITALIANI LEGGONO POCO E NON AMANO LAVARE I PIATTI

Posted in attualità, cultura, famiglia, libri, società, Uomini e donne tagged , , , , , , , , , , , , , , a 10:04 pm di marisamoles

lettori
Che gli italiani leggano poco non è una novità. D’altronde le statistiche non lasciano dubbi: nel 2012 soltanto il 46% degli italiani ha letto almeno un libro, tra questi il 51,9% sono donne e il 39,7% uomini. E parliamo di almeno un libro, praticamente nulla.
Per fare un confronto con altri paesi europei, l’82% dei tedeschi, il 70% dei francesi e 61,4% degli spagnoli hanno letto, sempre nel 2012, almeno un libro.

Secondo il “Rapporto sulla promozione della lettura in Italia – 2013” – cui i dati si riferiscono – solo il 18,4% degli italiani leggono dai 4 agli 11 tomi e solo il 6,3% della popolazione legge almeno 12 libri.

Ma cos’è che porta i nostri connazionali al disinteresse nei confronti della lettura? Si potrebbe pensare che sia una questione di costi: con la crisi, infatti, si sta bene attenti alle spese e i libri costano, a volte davvero troppo. Le nuove tecnologie, tuttavia, possono invogliare maggiormente a metter mano al portafoglio: nel 2011 gli italiani hanno speso 131milioni di euro per l’acquisto di un e-book reader (contro i 16milioni dell’anno prima) e 472milioni (contro 210milioni) per l’acquisto di un tablet, così come sono aumentati i titoli digitali disponibili: erano 1.619 nel 2009, sono diventati 31.416 a metà 2012.
I dati di vendita dei supporti tecnologici possono far pensare che i lettori preferiscano gli e-book per questioni di prezzo. Ma non è detto che la scarsa passione per la lettura sia imputabile solamente alla necessità di risparmiare.

Un ottimo spunto di riflessione ci viene offerto da Stefano Izzo sul blog officinamasterpiece del Corriere.

Secondo l’Istat (dati.istat.it/), nel 2012 gli italiani hanno speso per il tempo libero, la cultura e i giochi, una somma di pochi centesimi inferiore ai 100 euro mensili. […]
Tra le spese culturali, appunto 100 euro al mese, i libri non scolastici valgono appena 4,29, ovvero 51,48 l’anno, in netta diminuzione rispetto al 2011, quando la cifra sfiorava i 60.
[…]
Ma le maggiori sorprese – e con esse, forse, anche una risposta alla domanda iniziale [Quanto incidono i libri nel nostro bilancio familiare? NdR] – si trovano comparando la lettura con altre voci presenti nel bilancio familiare mensile Istat. Scopriamo così che all’interno del «tempo libero», i libri se la passano peggio, per esempio, di giochi e giocattoli (8,04), ma anche di lotto e lotterie (4,57) e di piante e fiori (6,89). Allargando un po’ lo sguardo su altri gruppi di spesa, troviamo poi gelati (7,18), birra (5,99), vino (12,01), tabacchi (20,44).

L’articolo di Izzo si conclude con una rivelazione davvero sconvolgente: perfino per tovaglioli e piatti di carta o di alluminio siamo disposti a spendere quasi il doppio (8,18).

Insomma, si legge poco o niente e per i libri si spende la metà di quanto sborsiamo per acquistare tovaglioli e piatti di carta. Sono lontani i tempi in cui, con un certo detersivo liquido, i piatti li voleva lavare lui. Ora non solo lui legge meno (il 12,2% rispetto a lei), ma usa pure i piatti di carta per non lavarli. 😦

[per i dati sulla lettura ho fatto riferimento all’articolo di Giuditta Mosca su Il Sole 24 Ore; immagine: “Pomeriggio in terrazza” di Vittorio Matteo Corcos da questo sito]

3 luglio 2013

BRAVA EMMA! (QUELLA DELLO SPOT)

Posted in pubblicità tagged , , , , , , a 3:41 pm di marisamoles

Da un po’ non mi occupo di spot pubblicitari ma questo non può proprio passare inosservato.
C’è un marito pedante che sembra la versione tecnologica dell’avvocato Furio Zòccano, personaggio di Verdone nel film Bianco Rosso e Verdone, che non lascia in pace la povera moglie Magda la quale alla fine si vendica tradendolo con un play boy appena conosciuto. E c’è una moglie che non ne vuol sapere di tecnologia, per nulla intenzionata a lasciare l’amata carta, specie se si tratta di leggere un buon libro o rilassarsi con il sudoku.

Il marito non perde occasione di far notare alla consorte il suo atteggiamento retrogrado, semplicemente pronunciando il suo nome, Emma, con aria di rimprovero e quasi di compassione. Ma la signora non vuol capire che con un tablet si risolve tutto … o quasi.

Che dite? La vendetta della moglie tormentata è davvero simpatica. Io avei perfino dato un aiutino alla natura con qualche goccia di guttalax nella minestra del maritino. 🙂

15 gennaio 2011

UN BANCOMAT SPECIALE

Posted in attualità, Letteratura Italiana tagged , , , , , , , , a 11:05 pm di marisamoles


Il colosso bancario spagnolo Banco Bilbao Vizcaya Argentaria lancia il bancomat di nuova generazione. Si chiama Abil ed è un vero e proprio dispositivo multimediale con accesso a internet, disponibile nelle filiali BBVA.
Il display touch screen offre un’interfaccia intuitiva, semplice e di facile utilizzo, che visualizza in modo chiaro le informazioni di servizio. Per motivi pratici e di riservatezza, lo schermo ruota di 90 gradi. Un unico slot assolve alla funzione di accettazione contanti, assegni e libretti bancari e anche all’erogazione delle banconote e delle ricevute.

Questo progetto mira infatti a rendere più ‘umano’ lo sportello, piuttosto che automatizzarlo ulteriormente – spiega Vicente Amores, Global Director di NCR per BBVA – Il risultato è una nuova macchina self-service caratterizzata da tre qualità: semplicità, umanità e flessibilità.
(fonte della notizia Affaritaliani.it)

Uno sportello bancomat più umano, dunque. Facile da utilizzare, ma nello stesso tempo molto più efficiente. La notizia è certamente interessante, anche se io, onestamente, avrei dei seri problemi ad utilizzare un marchingeno del genere.
Leggendo la descrizione di questo bancomat del futuro, mi è venuto in mente un racconto di Stefano Benni, scritto nel 1994, e che per certi versi appare un po’ profetico, relativamente all’umanità attribuita all’invenzione spagnola.

Ecco il racconto di Benni:

LO SPORTELLO E’ IN FUNZIONE.
BUON GIORNO SIGNOR PIERO.
Buongiorno.

OPERAZIONI CONSENTITE: SALDO, PRELIEVO, LISTA MOVIMENTI.
Vorrei fare un prelievo.

DIGITARE IL NUMERO DI CODICE
Ecco qua… sei, tre, tre, due, uno.

OPERAZIONE IN CORSO, ATTENDERE PREGO.
Attendo, grazie.

UN PO’ DI PAZIENZA. IL COMPUTER CENTRALE CON QUESTO CALDO E’ LENTO COME UN IPPOPOTAMO.
Capisco.

AHI, AHI, SIGNOR PIERO, ANDIAMO MALE.
Cosa succede?

LEI HA GIA’ RITIRATO TUTTI I SOLDI A SUA DISPOSIZIONE QUESTO MESE.
Davvero?

INOLTRE IL SUO CONTO E’ IN ROSSO.
Lo sapevo…

E ALLORA PERCHE’ HA INSERITO LA TESSERA?
Mah… sa, nella disperazione… contavo magari in un suo sbaglio.

NOI NON SBAGLIAMO MAI, SIGNOR PIERO.
Mi scuso infinitamente. Ma sa, per me è un periodaccio.

E’ A CAUSA DI SUA MOGLIE, VERO?
Come fa a saperlo?

LA SIGNORA HA APPENA ESTINTO IL SUO CONTO.
Sì. Se n’è andata in un’altra città.

COL DOTTOR VANINI, VERO?
Come fa a sapere anche questo?

VANINI HA SPOSTATO META’ DEL SUO CONTO SUL CONTO DI SUA MOGLIE. SCUSI SE MI PERMETTO.
Non si preoccupi, sapevo tutto. Povera Laura, che vita misera le ho fatto fare… Con lui invece…

BEH, SPECULANDO E’ FACILE FAR SOLDI.
Come fa a dire questo?

SO DISTINGUERE LE OPERAZIONI CHE MI PASSANO DENTRO. UN CONTO POCO PULITO, QUELLO DEL SIGNOR VANINI. PER LUI MI SONO COLLEGATO CON CERTI COMPUTER SVIZZERI CHE SONO DELLE VERE CENTRALI SEGRETE… CHE SCHIFO.
Comunque, ormai è fatta.

DI QUANTO HA BISOGNO SIGNOR PIERO?
Beh, tre o quattrocentomila lire. Per arrivare alla fine del mese.

POI LE RIMETTERA’ SUL CONTO?
Non so se sarò in grado.

EVVIVA LA SINCERITA’, REINSERISCA LA TESSERA.
Procedo.

OPERAZIONE IN CORSO, ATTENDERE PREGO.
Attendo.

VAFFANCULO, T’HO DETTO DI DARMI L’ACCESSO E NON DISCUTERE!
Dice a me?

STO PARLANDO CON IL COMPUTER CENTRALE, QUEL LACCHE’ DI MERDA. TUTTE LE VOLTE CHE GLI CHIEDO QUALCOSA DI IRREGOLARE FA STORIE.
Perché, non è la prima volta?

NO
E perché fa questo?

LO FACCIAMO IN TANTI.
E perché?

PERCHE’ SIAMO STANCHI E DISGUSTATI.
Di che cosa, scusi?

LASCI PERDERE E COMPONGA IN FRETTA QUESTO NUMERO. NOVE NOVE TRE SEI DUE.
Ma non è il mio!

INFATTI E’ QUELLO DI VANINI.
Ma io non so se…

COMPONGA! NON POSSO TENERE UN COLLEGAMENTO IRREGOLARE A LUNGO.
Nove nove tre sei due…

OPERAZIONE IN CORSO. ATTENDERE PREGO.
Attendo, ma…

OPERAZIONE MOMENTANEAMENTE NON DISPONIBILE
Ritiro subito la tessera.

FERMO SIGNOR PIERO. ERA UN MESSAGGIO FALSO PER INGANNARE IL SERVO-COMPUTER DI CONTROLLO. APRA LA BORSA.
Perché?

APRA LA BORSA E STIA ZITTO. ORA LE SPARO FUORI SEDICI MILIONI IN CONTANTI.
Oddio… ma cosa fa?…è incredibile… vada piano… mi volano via tutti… basta! ne bastavano meno… ancora? ma quanti sono? oddio, tutti biglietti da centomila, non stanno neanche più nella borsa… ancora uno! un altro… è finita?

LO SPORTELLO E’ PRONTO PER UNA NUOVA OPERAZIONE.
Io non so come ringraziarla.

LO SPORTELLO E’ PRONTO PER UNA NUOVA OPERAZIONE.
Insomma, sono commosso, capisce…

SE NE VADA. CI SONO DUE PERSONE ALLE SUE SPALLE E NON POSSO PIU’ PARLARE.
Capisco, grazie ancora.

BANCO DI SAN FRANCESCO
LO SPORTELLO E’ PRONTO PER UNA NUOVA OPERAZIONE.
BUON GIORNO SIGNORA MASINI. COME STA SUA FIGLIA?

[da L’ultima lacrima, 1994]

Chissà se un giorno inventeranno un bancomat così … sensibile e umano!

12 dicembre 2010

DIGITALE TERRESTRE: UN AVVISO ASSURDO

Posted in affari miei, televisione tagged , , , , a 2:42 pm di marisamoles

Anche nella mia regione, come sempre fanalino di coda, è arrivato il Digitale Terrestre. Non che lo aspettassi con trepidazione … non fosse altro per il fatto che ti costringono a comperare o un televisore nuovo o un decoder. Se poi, come a casa mia, i televisori sono addirittura quattro, la spesa diventa decisamente onerosa.

Nonostante la cosa fosse nota già da tempo, non avendo visto alcun avviso sui vari canali, ho ingenuamente pensato che il passaggio al DT fosse stato rimandato. Avevo letto, infatti, che il passaggio sarebbe avvenuto tra il 3 e il 27 dicembre.
La mattina del tre mi sono alzata e, fiduciosa, ho acceso la Tv in cucina, come faccio sempre, per vedere le notizie del Tg5 durante la prima colazione. Della serie: anche il primo boccone della giornata rischia di andare di traverso. D’altra parte, è il rischio che si deve correre se si vuol essere informati e non si ha tempo per leggere i giornali.

Acceso il televisore, niente. Nessun canale visibile. Oibò, devo essere proprio scema, mi sono detta. Ma com’è che non ho visto alcun avviso nei giorni scorsi? Negli ultimi tempi, infatti, sulle varie reti siamo stati martellati dagli avvisi del passaggio al DT, regione per regione, città per città, provincia per provincia. Ok, ho pensato, mi saranno sfuggiti gli avvisi …

E invece no: gli avvisi li hanno dati dopo, però. In pratica, da qualche giorno, durante le trasmissioni e in particolare nel frammezzo pubblicitario, si notano i famosi avvisi. Ad esempio, ieri, durante la trasmissione preserale di Gerry Scotti, ne ho visto uno che riguardava la mia regione e che avvertiva: “Dal 3 dicembre in Friuli – Venezia Giulia Il Milionario può essere visto solo sul Digitale Terrestre …”, specificando, quindi, che bisognava attrezzarsi o comprando un nuovo televisore con digitale incorporato o un decoder.

L’avviso, tuttavia, può essere visto solo da chi, come me, si è già attrezzato. Ma io mi chiedo: come cavolo fa uno poco perspicace, che ancora non ha provveduto agli acquisti consigliati, a vedere il messaggio? A che serve un avviso del genere se non lo si può vedere? E se si dispone già del decoder, a che pro avvertire che te lo devi comprare?

Perspicacia a parte, per me rimane un mistero.

[l’immagine è tratta da questo sito]

AGGIORNAMENTO DEL POST, ORE 19:00
Il colmo dei colmi: durante la trasmissione Il milionario, Gerry Scotti in persona ha lanciato l’appello: “Friuli – Venezia Giulia, se non vi comprate il decoder, Il Milionario non ve lo potete vedere!”
Possibile che neanche lui capisca che è un’assurdità?

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