MAI PIÙ UBRIACHI AL VOLANTE: L’AUTO LI LASCIA A PIEDI

Leggo su Affaritaliani.it questa interessante notizia che riporto:

Dalla tecnologia, usata dalla Difesa statunitense per scovare le bombe dei terroristi, arriva il primo dispositivo per sconfiggere la piaga degli incidenti stradali causati da guida in stato d’ebbrezza.

Nel prossimo futuro automobilistico ci saranno dunque dispositivi sensoriali di serie che bloccheranno le quattroruote se il conducente sarà ubriaco. Meccanismi che rileveranno il tasso alcolico del conducente in una ventina di secondi e che funzioneranno su ogni auto per almeno un periodo di almeno 10 anni.

Negli ultimi due decenni, come racconta il Washington Post, sulle strade americane sono morte oltre 268.000 persone a causa dell’alcol e il 10% degli automobilisti statunitensi ha dichiarato di aver guidato da ubriaco almeno una volta nell’ultimo anno.

In passato, per porre rimedio a questo trend negativo, sono già intervenute direttamente alcune case automobilistiche internazionali e diversi enti federali americani che si occupano di sicurezza stradale che, ora, hanno deciso di finanziare lo sviluppo di questi dispositivi sensoriali. Robert Strassburger, vice presidente per la sicurezza di Alliance of Automobile Manufacturers, ha fatto sapere che un primo modello potrebbe essere pronto già fra due anni.

Da astemia, potrei dire che l’iniziativa non mi interessa. Tuttavia, il più delle volte le vittime degli ubriachi al volante sono dei pedoni … sobri. Non ci dovrebbe essere bisogno, secondo il mio parere, di marchingegni strani e sensori vari per impedire che una persona con il tasso alcolemico troppo alto si metta al volante. È solo questione di buon senso. Purtroppo, però, i giovani – ma anche molte persone adulte e “mature” – sfidano il pericolo e … le multe.

Ben venga, quindi, questa invenzione, anche se c’è da attendere un paio d’anni e il costo del marchingegno non è specificato. Tuttavia, preservare la propria e l’altrui vita non ha prezzo.

[l’immagine è tratta da questo sito]

SINDACO DI DOLEGNA DEL COLLE CHIEDE DI ALZARE IL TASSO ALCOLEMICO PER GLI AUTOMOBILISTI

La crisi c’è, inutile girarci attorno. Investe ogni settore economico, in modo più o meno marcato. Andare al ristorante la domenica è diventato quasi un lusso e bere un aperitivo prima di cena quasi quasi costa quanto mangiarsi una pizza. E non parliamo degli scontrini sempre più “pesanti” del supermercato: quando faccio la spesa mi viene una rabbia, soprattutto pensando che alla fine, in famiglia, sono quella che mangia di meno. Sento come un senso di frustrazione ogni volta: capita quando si ha un marito e dei figli magrissimi la cui dieta è senza limiti.

A tavola, dunque, mangio poco e bevo solo acqua: sarà per questo che ogni volta che si va al ristorante mi viene il nervoso perché, dividendo il totale per il numero di persone, oltre a pagare quello che gli altri mangiano e io non posso, devo pure, in pratica, offrire da bere, litri e litri di birra o vino, pur essendo astemia? Oddio, non vorrei essere fraintesa: non è che frequento alcolisti, i “litri e litri” dipendono dal numero di commensali, ovviamente. Rimane il fatto che io sono astemia e, quando vedo gli altri bere a tavola, faccio le prediche perché poi non voglio guidare la macchina al ritorno, visto che non faccio pazzie per stare al volante.

Insomma, la crisi del settore vitivinicolo non mi sfiora nemmeno. Fosse per me, le aziende agricole del Collio friulano avrebbero chiuso i battenti da tempo. Ma si sa che questa è la terra del buon bere. Quando mi sono trasferita qui, i miei amici erano pronti a scommettere che la passione per il tai (letteralmente il “taglio”, ovvero il bicchiere di vino) mi avrebbe contagiata. E invece no, io riesco a vivere benissimo nel “Friuli vitivinicolo” senza essere tentata dal tai de vin. Non parliamo poi della birra e dei superalcolici: li evito come la peste, e pensare che quand’ero adolescente mi facevo il whisky&Coca in discoteca! Va be’, altri tempi, in gioventù si è sempre un po’ scemi perché ci si sente “grandi” e si vuol sembrare ancora più “grandi”. Ci fosse un modo per sembrare più giovani –a parte la chirurgia estetica, ovviamente-, ora come ora ne sarei felice. Ma alla fine è solo un dono di natura.

La crisi del settore vitivinicolo, dicevo, non mi sfiora nemmeno. D’altro avviso, però, pare essere il sindaco di Dolegna del Collio (provincia di Gorizia) che, in accordo con la sua Giunta, avrebbe richiesto al Governo di rivedere il limite del tasso alcolemico imposto dal Codice della Strada. Questa mattina ne ho sentito parlare a Buongiornoregione del Friuli-Venezia Giulia, poi ne ho letto qualcosina qui.
In pratica, vedendo inesorabilmente scendere il consumo del vino, ottimo ma pur sempre alcolico, i produttori e i ristoratori della zona si sono lamentati della norma restrittiva del Codice della Strada che considera “in stato di ebbrezza” chi si mette al volante dopo aver bevuto se il suo tasso alcolemico supera gli 0,50 grammi per litro. In pratica, il sindaco di Dolegna, Diego Bernardis, chiede che venga mantenuto il livello attuale per i giovani fino ai 29 anni, ma che per i più grandi possa essere innalzato fino allo 0,80. Evidentemente avrà pensato che arrivati ai trent’anni si sia in grado di tenere meglio l’alcol che si ha in corpo. Io nutro dei dubbi in proposito.

Da notare, però, che molti protestano proprio perché il limite attuale è considerato eccessivamente basso e assolutamente non in grado, se ci si avvicina, di causare degli effetti negativi su chi è alla guida di un’automobile. In altre parole, secondo alcuni con quel tasso lì mica si è ubriachi! E certo, tant’è che il Codice contempla la guida in stato di ebbrezza e non di ubriachezza, che non sono proprio dei sinonimi.
Io da astemia ritengo che, dopo tanti sforzi fatti per combattere l’eccesivo uso di alcol –e non sto parlando di alcolismo, perché può succedere che anche chi non beve mai troppo, in una particolare circostanza “alzi un po’ il gomito”, senza essere schiavo del vizio- per far sì che gli incidenti dovuti all’assunzione di qualche bicchiere in più diminuiscano, non sia proprio il caso di modificare delle norme che vanno bene così come sono. Anzi, ho sentito parlare di “tasso 0” per i neopatentati, il che sarebbe davvero auspicabile.

Sono perfettamente cosciente che anche bevendo un bicchiere in più non ci si ubriachi, che il buon senso prevalga nella maggior parte dei casi, che una prolungata permanenza a tavola senza bere può essere una strategia utile ad evitare che ci si metta al volante “ebbri”, che ci siano molti altri fattori –droga, psicofarmaci, anche innocui farmaci come gli antistaminici- che rallentano i riflessi al volante, ma modificare una giusta norma per salvaguardare la produzione delle aziende vinicole non mi pare un’idea acuta. E pazienza se il mercato vitivinicolo ne soffre. La salute è più importante e la sicurezza è un bene che nessuno può ignorare. Poi, ognuno è libero di bersi quanti tai vuole … a casa propria.