SE IL COMPUTER È PERSONAL UN MOTIVO C’È

uffFinalmente una bella notizia: il mio computer, che davo ormai per spacciato, ha ripreso a funzionare. Dopo più di sei mesi, sto scrivendo sulla mia vecchia tastiera e mi pare un sogno.

Nei mesi passati, infatti, ho utilizzato il portatile di mio marito, per sua gentile concessione. Il mio fisso ha smesso di funzionare mentre io ero alle prese con la riabilitazione per la spalla rotta e sinceramente non mi davo pena per la rottura del pc. Anche fra le rotture ci sono delle priorità.

Così sono passati i mesi senza che mi decidessi a comprarne uno nuovo. Fin da subito è nata una diatriba tra me e mio marito: io continuavo a sostenere che, avendo il tablet, non sentivo la necessità di acquistare un notebook; lui rimaneva ancorato alla sua convinzione che sia da trogloditi anche solo pensare di comprare un computer nuovo fisso. Ormai non ce l’ha più nessuno.

Mi è venuto in mente un aneddoto che risale al periodo della mia infanzia. A casa mia il televisore è arrivato piuttosto tardi. Non che non ce la potessimo permettere, semplicemente i miei genitori non erano interessati all’acquisto. Tutti, amici e parenti, prendevano in giro mio papà. Quando veniva fuori il discorso, tutti ridevano. “Il televisore oggigiorno ce l’hanno cani e porci!“, esclamò un amico un giorno. E mio papà, imperterrito e serissimo, replicò: “Infatti, io non sono né un cane né un porco”, zittendo tutti.

Ora, io e mio papà abbiamo molte cose in comune. Se mi va di comperare un computer fisso, lo compero, anche se ormai “cani e porci” hanno il portatile.

Una settimana fa parlavo al telefono con mio fratello, esperto di computer e di rotture (pure lui la spalla, tanti anni fa). Lui mi dice: “chissà, forse è solo sporco”. Figurati se è quello. È la vecchiaia, che vuoi che sia?

E invece aveva ragione. L’ha aperto e ha trovato una quantità tale di polvere che nemmeno quella sotto al tappeto di un uomo single da vent’anni. Pensa un po’, quanta polvere ci mangiamo allora…

Per farla breve, il computer funziona e, almeno per ora, il nuovo acquisto è rimandato. Il pc è personal e a me, sinceramente, di usare quello di mio marito quando non serviva a lui, sentendo pure il disagio di navigare in mezzo alle sue cose, di impossessarmi della sua password d’accesso – chissà se la cambierà ora – e di dover esprimere eterna gratitudine per la gentile concessione, m’è scocciato assai.

summertimeP.S. Domani, primo giorno d’estate riaprirà i battenti il mio blog estivo. Vi aspetto sotto l’ombrellone, per quattro chiacchiere. Non mancate.

[immagine sotto il titolo da questo sito]

BRAVA EMMA! (QUELLA DELLO SPOT)

Da un po’ non mi occupo di spot pubblicitari ma questo non può proprio passare inosservato.
C’è un marito pedante che sembra la versione tecnologica dell’avvocato Furio Zòccano, personaggio di Verdone nel film Bianco Rosso e Verdone, che non lascia in pace la povera moglie Magda la quale alla fine si vendica tradendolo con un play boy appena conosciuto. E c’è una moglie che non ne vuol sapere di tecnologia, per nulla intenzionata a lasciare l’amata carta, specie se si tratta di leggere un buon libro o rilassarsi con il sudoku.

Il marito non perde occasione di far notare alla consorte il suo atteggiamento retrogrado, semplicemente pronunciando il suo nome, Emma, con aria di rimprovero e quasi di compassione. Ma la signora non vuol capire che con un tablet si risolve tutto … o quasi.

Che dite? La vendetta della moglie tormentata è davvero simpatica. Io avei perfino dato un aiutino alla natura con qualche goccia di guttalax nella minestra del maritino. 🙂