31 gennaio 2016

APPRENDISTA SUOCERA

Posted in affari miei, donne, famiglia, figli tagged , , , , , a 6:27 pm di marisamoles

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Avendo due figli maschi mi sono spesso chiesta che suocera sarei stata. Con le femmine è diverso, se è vero che tra suocera e genero le cose vanno decisamente meglio. Tuttavia credo che i buoni rapporti siano determinati più dall’intelligenza delle persone che da ruoli stabiliti su cui atavici pregiudizi hanno lasciato il marchio.

Nella nostra vita abbiamo, non tutti ma molti, diversi ruoli (in senso familiare stretto): quello di figlia/o, moglie/marito, madre/padre e forse suocera/o. Non abbiamo il beneficio di nascere sapendo perfettamente come comportarci nei diversi ruoli ma l’esperienza, si sa, insegna. E non è detto che le relazioni che stringiamo con i familiari nei diversi ruoli siano tutte rose e fiori.

Gli scontri ci sono sempre. A volte hanno durata limitata, altre portano a contrasti insanabili. Succede nelle migliori famiglie, come si suol dire. Non c’è un registra che ci dirige, non c’è un copione da seguire, forse ci sono “parti” che riusciamo a “recitare” meglio e altre che non fanno per noi. Quello che è certo, non siamo indenni da errori e, purtroppo, tutto ciò che facciamo in ogni istante della nostra vita è irripetibile e non c’è un altro ciak per porre rimedio alle “scene” malriuscite.

Per tutto ciò che siamo e facciamo seguiamo, in modo più o meno conscio, dei modelli.
Quando mi chiedo che suocera sarò, due sono i modelli che devo tener presente: mia mamma e mia suocera.

Mia mamma non è stata – e non è – la genitrice perfetta. E chi mai lo è?
Come suocera, tuttavia, ha superato se stessa. Ora credo sia nella fase mi-rassegno-prendo-le-cose-come-vengono, quindi non si lamenta più. O quasi.

Quando mio fratello ha lasciato casa per convivere con quella che oggi è sua moglie, nella famiglia sembrava fosse passato un ciclone.
Per mia madre, sua nuora era tutto ciò che non avrebbe dovuto essere: sposata e divorziata, madre di due bambine e più vecchia di 5 anni rispetto a mio fratello.

Oggi una situazione del genere ci sembra normale, ma stiamo parlando di quasi 40 anni fa.
Per mia mamma – e mia nonna sicula – la situazione ha assunto i contorni di una vera e propria tragedia. Lei era semplicemente inadeguata.
Non andava bene come si vestiva, come teneva la casa, come cresceva le bambine (cui si è aggiunta mia nipote, quindi tre femmine in casa, irrimediabilmente portate sulla “cattiva strada”, sempre secondo mia madre, con un modello di madre di tal sorta). Mia madre ne era sicura: suo figlio avrebbe meritato di più.

Qual è la prima regola cui la suocera perfetta – se esiste – deve attenersi? Non dare mai consigli, non criticare né giudicare. Esattamente il contrario di ciò che ha fatto mia mamma. E per smentire l’asserzione fatta all’inizio di questo post sui migliori rapporti che si instaurano tra suocera e genero, mia mamma ha assunto – e assume – lo stesso atteggiamento nei confronti di mio marito.

Mai lamentarsi del proprio matrimonio. Non aspetta altro per osservare, con sadica soddisfazione: “Te l’avevo detto IO!”.

Ma veniamo a mia suocera. Lei era, o almeno sembrava, una donna autoritaria, molto sicura di sé e poco espansiva. Non mi ha mai fatto mancare il suo affetto, intendiamoci, ma stava molto sulle sue. Solo nell’ultima parte della sua vita, affetta purtroppo da demenza senile, ha messo a nudo il suo vero essere e si è rivelata in tutta la sua fragilità. So che può apparire un’osservazione inadeguata ma confesso che avrei voluto che lei fosse stata così sempre, senza maschere e senza trincerarsi dietro false ipocrisie.
Le ho volto molto bene e l’ho sempre rispettata (non le ho mai dato del tu, come si fa oggi). Ma l’ho amata in modo incondizionato nel lungo periodo della sua malattia e lei, nei pochi sprazzi di lucidità, mi ha fatto capire che ero stata e avrei continuato ad essere la nuora che desiderava. Ad un certo punto, mi ha eletto terza figlia (mio marito ha due sorelle) e da quel dì mi sono letteralmente sciolta. Avrei fatto qualsiasi cosa per lei.

Tuttavia ho parlato più di me come nuora ed è il momento di vedere in che cosa non dovrei seguire mia suocera come modello.
Come dicevo, lei era sempre piuttosto distaccata. Io sono, invece, una persona espansiva. Amo condividere con le persone care ciò che mi succede, gioie e dolori che siano.
C’è stato un periodo in cui il mio matrimonio non navigava in buone acque. Esclusa la possibilità di chiedere consiglio a mia madre -per non sentirmi dire il solito “Te l’avevo detto IO!” -, avevo cercato conforto in mia suocera. Ricordo che a stento mi lasciò parlare. Liquidò la faccenda con freddezza, dicendo semplicemente: “Sono affari vostri”. Ci rimasi molto male perché se è vero che la suocera perfetta non deve ficcare il naso negli affari che non la riguardano, credevo che si sentisse in dovere di dare un consiglio richiesto. Non intavolai mai più con lei discorsi troppo personali.

E ora veniamo a me.
Fin da quando i miei figli hanno portato a casa le varie morose, sono sempre stata gentile, affabile, affettuosa e accogliente. Qualche volta tutto ciò mi è costato un po’ di sforzo ma nella maggior parte dei casi il mio comportamento è stato del tutto spontaneo.

Ricordo che quando mio figlio maggiore lasciò la sua prima fidanzatina (sono stati assieme 20 mesi, dai sedici anni… lei era un po’ più piccola), sono stata io ad asciugarle le lacrime, io a dirle che lui si era comportato male e che lei meritava di meglio. Non ho pensato, allora, come si dovesse comportare una perfetta suocera. Sono stata semplicemente obiettiva.

Il mio primogenito ha ora 27 anni, di acqua ne è passata molta sotto i ponti (leggi: un sacco di morose e credo anche più di una alla volta) e da qualche mese è andato a convivere con la sua fidanzata. Non so se si sposeranno, ritengo siano abbastanza grandi (lei più di lui…) per decidere autonomamente. Certamente non sarò io a forzarli verso il matrimonio. Comunque, anche se in modo ufficioso, mi sento già suocera e quando parlo di lei la chiamo già “nuora”, anche per non dare tante spiegazioni.

In questi mesi ho cercato di tenere le debite distanze ma in certi casi non mi sono comportata come la suocera perfetta.

Ho pensato che non è tanto alta, lui è uno spilungone avrebbe potuto trovarsi una ragazza di 180 cm almeno e che E. (una ex morosa che mio figlio ha lasciato nel 2010) era meglio.

Ho detto che la casa è un po’ piccola e l’ho fatta piangere. Lei ne era perfettamente consapevole, non era necessario infierire. Mi ha consolato sua madre dicendomi che l’aveva fatta piangere anche lei per lo stesso motivo.

Ogni volta che vado a trovarli porto lo spezzatino, il ragù o due porzioni abbondanti di torta. Forse starà pensando che io sia convinta che non sappia stare ai fornelli.
Di una cosa devo darle merito: mio figlio era leggermente sovrappeso e in pochi mesi ha perso ben 6 chili. 🙂

Le ho consigliato la cura per una periartrite (vista la mia esperienza) e le ho dato il numero di cellulare del mio fisioterapista. Non credo che abbia fatto la cura e non mi risulta che abbia telefonato al fisioterapista. In compenso si lamenta sempre per i dolori alla spalla e io me ne sto zitta.

Mio figlio non mi telefona mai e io incolpo lei: potrebbe dirgli di chiamarmi ogni tanto, no? Mio marito è convinto che lei glielo dica ma tanto lui fa quello che gli pare.
Mio marito è decisamente il suocero perfetto.

Ma io imparerò mai ad essere una suocera modello?

[nell’immagine una scena del film “Un mostro di suocera” con Jane Fonda e Jennifer Lopez tratto da affaritaliani.it]

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