23 febbraio 2010

STRISCIA LA NOTIZIA: TELEVOTO DAL CALL CENTER PER IL TRIONFO DI PUPO E IL PRINCIPE A SANREMO?

Posted in Festival di Sanremo, Marco Carta, spettacolo, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , , , , , , , , , , a 2:13 pm di marisamoles

Ci sono andati vicino. Per poco Pupo, il principe Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici non hanno vinto il Festival di Sanremo. In solo 53 minuti si è deciso tutto, in 53 minuti c’è stato il sorpasso da parte dell’ex Amico di Maria De Filippi, Valerio Scanu. Accidenti, mi vien da pensare, l’abbiamo scampata bella.

Oggi su L’Avvenire sono stati pubblicati tutti i dati del televoto di sabato sera: Scanu ha raccolto 235.105 televoti, pari al 37,01% dei votanti, 56.066 voti dalla rete fissa e 180.039 dai cellulari. Pupo e i due compagni d’avventura ne raccolgono 113.284 dai telefoni fissi e 100.582 dai cellulari, in tutto 213.866, pari al 33,53%. Marco Mengoni, terzo classificato, ha raccolto 34.866 dai telefoni fissi e 153.047 dai cellulari, per un totale di 187.913, pari al 29,46% dei voti.
Percentuali a parte, vediamo di fare i conti dei soldi spesi dagli italiani per sostenere i propri pupilli: 2.705.212,50 euro, considerando anche le preferenze espresse per i Giovani in gara. Un bell’affare, non c’è che dire. Sono sempre più d’accordo con Nino D’Angelo che, avrà pure il dente avvelenato per l’eliminazione, ma ha fatto un’osservazione più che legittima: se il voto è democratico non bisogna pagare. (ne ho parlato in quest’altro post ).

Ieri sera a Striscia la notizia il bravo Staffelli, nel consegnare il tapiro a Pupo e al principe, proprio per il loro piazzamento d’onore sospetto, ha chiesto a Pupo se avesse fatto ricorso al call center. Il cantante ha negato, assumendo un atteggiamento piuttosto sdegnato. Eppure qualche settimana fa aveva ammesso che nel 1994, quando le preferenze per le canzoni in gara avvenivano per mezzo del Totip, aveva comprato pacchi di schedine: “Eppure –ha dichiarato- sono arrivato quarto. Evidentemente qualcuno ne ha acquistate più di me”.

Insomma, davanti ad una smentita così decisa e senza alcuna prova, bisogna credere a Pupo. Tuttavia, perché la stessa domanda non è stata rivolta al principe? Lui, con quell’aria sempre alquanto stralunata, forse avrebbe potuto fugare definitivamente i dubbi. Non solo, avrebbe potuto difendersi dalle insinuazioni che qualcuno ha fatto circa la sua vittoria nella scorsa edizione di “Ballando con le stelle”.

Pensare che il televoto non sia in qualche modo inquinato è impossibile: la testimonianza di una direttrice di un call center ieri a Striscia (vedi video sotto l’articolo) ha confermato che le supposizioni sono una realtà, non un’invenzione dei maligni. La signorina ha, infatti, confermato che viene spesso richiesto un “pacchetto telefonate” per i televoti; si parla di 20mila o 40 mila euro al colpo, non di bruscolini. Eppure nessuno fa nulla per impedire che ciò avvenga. Quello che poi fa più male è che il sospetto si allarga e alla fine non sappiamo quanti siano gli onesti e quanti gli imbroglioni. Le case discografiche, in fondo, sono in grado di investire delle belle cifre pur di far emergere i loro cantanti: perché puntare il dito solo contro Pupo che, secondo me, è onesto? Lo è sempre stato, anche quando ha pubblicamente ammesso di essere “poligamo” e di essersi rovinato giocando d’azzardo.

PUBBLICO, INFINE, UN COMUNICATO CHE L’ADOC MI HA INVIATO IERI, COMMENTANDO UN ALTRO POST:

L’Adoc si unisce alla protesta, basta alla farsa del televoto.

“Il televoto per l’Adoc va abolito in tutte le trasmissioni almeno fino ad una nuova regolamentazione del sistema, che sia più corretto, trasparente e verificabile dai telespettatori. La farsa durante la serata finale del Festival di Sanremo è l’ennesima prova delle debolezze di un sistema di voto che non garantisce la veridicità della partecipazione popolare. Siamo solidali con la protesta degli orchestrali e del pubblico dell’Ariston, il voto deve essere reso pubblico, per eliminare qualsiasi dubbio sulla sua regolarità. Si è verificata una profonda mancanza di correttezza e trasparenza nei confronti dei telespettatori, televotanti o meno. Vorremmo fosse fatta chiarezza in merito alla computazione dei voti ricevuti, al numero dei votanti e alla ripartizione dei voti tra i concorrenti: tutti aspetti su cui, finora, non è stata resa una corretta informazione e pubblicità. L’Adoc chiede che vi sia da parte della polizia postale e dell’Autorità delle comunicazioni la verifica della provenienza dei voti.”

AGGIORNAMENTO DEL POST: 24 FEBBRAIO 2010

A proposito dei dati sul televoto diffusi da L’Avvenire, nel suo blog sul sito di Repubblica, Ernesto Assante ha abilmente smentito i calcoli fatti dal quotidiano, sulla base dei quali negli ultimi 53 minuti di televoto Valerio Scanu avrebbe avuto un notevole recupero, prendendo le distanze dai secondi classificati, cioè Pupo e co.
Siccome per la matematica non ci sono tagliata, vi rimando alla lettura dell’articolo (questo il LINK), così ognuno può trarne le dovute considerazioni. Da parte mia, voglio solo fare un’osservazione sul presunto “acquisto di voti” fatto da Pupo tramite call center (cosa su cui non sono affatto d’accordo): il maggior numero di telefonate proveniente dalla rete fissa, rispetto ai voti ottenuti dagli altri concorrenti, può essere giustificata tenendo presente che i fan di Pupo, da oltre trent’anni sulla breccia dell’onda, nonché gli estimatori di Emanuele Filiberto, probabilmente monarchici nostalgici, sono forse meno abituati all’uso del cellulare e all’invio degli sms. Tutto qui. I call center rimangono una pura illazione.

Infine, nonostante il successo tanto sbandierato di quest’edizione del festival e gli elogi sperticati alla conduttrice Antonella Clerici, i televoti sono stati complessivamente molti di meno: lo scorso anno, Marco Carta aveva ottenuto 800mila voti (ma nell’edizione di “Amici” ne aveva collezionato addirittura un milione e mezzo!); quest’anno, Valerio Scanu ha vinto con solo 235.105 preferenze da casa: un segnale che la gente si fida sempre meno del televoto. Quindi, concordo con l’adoc che su questa pratica “popolare” ci debba essere maggior chiarezza e trasparenza. E a fronte di una spesa di 2.705.212,50 euro, ritengo sia il minimo che si possa chiedere.

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20 febbraio 2010

ANTONELLA CLERICI LA VERA REGINA DI SANREMO?

Posted in Festival di Sanremo, spettacolo, televisione tagged , , , , , , , , a 12:07 pm di marisamoles


Quarta serata con il boom di ascolti per Antonella Clerici e il “suo” Festival di Sanremo: sfiorato il 50% di share, meglio di Bonolis. A qualcuno sembrerà incredibile, specie ai maschilisti convinti che non condividono la scelta di mettere al timone di cotanto spettacolo una donna. Prima di lei hanno tentato l’avventura solo Simona Ventura e Raffaella Carrà. Considerando che la seconda è in assoluto la “regina” del varietà televisivo di tutti i tempi, anche se ultimamente sembra essere in esilio, nulla hanno a che spartire con lei le altre due. Simona Ventura, con quel suo modo di fare da esagitata, è lontana mille anni luce dal cliché della presentatrice ideale di una kermesse musicale che tutto il mondo ci invidia, o perlomeno ci invidiava; Antonella Clerici presenta tutte le trasmissioni allo stesso modo: che si chiamino “Il treno dei desideri”, “Ti lascio una canzone”, “La prova del cuoco” o il “Festival della Canzone Italiana”, è lo stesso. Però dobbiamo ammettere che stare tra i fornelli non è la stessa cosa che stare tra i fiori di Sanremo, metaforicamente parlando visto che fiori sul palco non ne ho visti.

Qual è il criterio secondo il quale la Rai affida la conduzione del festival ad uno o all’altro presentatore? Credo di aver capito che, almeno negli ultimi anni, la scelta cada sull’ anchorman o anchorwoman del momento. L’anno scorso, ad esempio, Bonolis fu scelto perché è considerato il taumaturgo in grado di risollevare le sorti dei programmi in crisi e, conseguentemente, alzare il livello dell’audience. Non parliamo di Pippo Baudo e dell’indimenticabile Mike Bongiorno: la scelta ricadeva su di loro semplicemente perché si tratta di mostri sacri della TV sulla cui professionalità non si deve né si può discutere. Ma siccome sempre di “mostri” si tratta (o si trattava, nel caso di Mike), meglio affiancarli da belle e giovani donne, modelle e/o attrici promettenti per le quali il palco dell’Ariston si trasforma in un trampolino di lancio o rilancio, a seconda dei casi.
Ma quando si tratta di affidare la conduzione del festival ad una donna, la fortunata deve dimostrare una professionalità che per gli uomini è decisamente scontata. Loro non hanno quasi mai nulla da dimostrare e se Sanremo risulta fallimentare, è sempre colpa delle contingenze sfavorevoli.

Insomma, Raffaella Carrà è un po’ come Baudo e Bongiorno: su di lei non si discute. Ma la Ventura, ad esempio, fu scelta sull’onda del successo della sua trasmissione “Quelli che …”, così come ora la prescelta Antonella Clerici può vantare il successo di “Ti lascio una canzone”, trasmissione sui talenti canori giovanili che l’ha in qualche modo riscattata dall’usurpazione de “La prova del cuoco” affidata alla Isoardi come sostituta per il periodo della maternità ma mai restituita alla legittima conduttrice.

Io ammetto di non essere una estimatrice di Antonella Clerici. Mai viste le sue trasmissioni se non qualche frammento qua e là. Sul palco dell’Ariston mi è sembrata impacciata, ripetitiva, spiritosa solo nei momenti in cui l’imbarazzo era davvero notevole, sorridente e spontanea sì, ma anche troppo esplicita. Ieri, ad esempio, quando si è presentata sul palco strizzata in un completo top e pantaloni (cui mancava solo il giubbotto per ricordare la meravigliosa Olivia Newton-John, interprete di Grease, decisamente oversize, però) per calarsi nell’atmosfera dance creata dal bravo Bob Sinclair, poteva fare a meno di dire che doveva cambiarsi l’abito perché non riusciva a respirare. Mi è venuta in mente una sua dichiarazione di un mese fa: “Mi rivedrete a Sanremo magrissima”. Mai commettere l’errore di promettere o anticipare cose impossibili da realizzare. Io che con la bilancia ho un contrastato rapporto quotidiano so bene che, indipendentemente dalla buona volontà, spesso si dimagrisce quando, pur moderandosi a tavola, alla dieta non ci si pensa per nulla. Poi, quando ci si mette in testa di buttar giù quattro chili in un mese (ammesso che alla Clerici sarebbero bastati per diventare “magrissima”!), spesso ci si affida ad integratori alimentari, come le famose “buste” che pare anche la De Rossi abbia assunto, con risultati migliori, si rischia di finire all’ospedale. Un messaggio sbagliato specie per le più giovani. Hanno escluso Morgan dal festival per le sue dichiarazioni sull’uso di droghe, a rigor di logica avrebbero dovuto sostituire la Clerici alla conduzione. Sempre di modello sbagliato si tratta.

In ogni caso, è indubbio che Antonella abbia i suoi estimatori. Leggo su Il Corriere questo commento di Mario Luzzato Fegiz:

E’ talmente leggera da rimanere sempre in superficie…e in superficie i problemi non si vedono. Brava Antonella, il nulla è molto meglio del pieno e del consistente, perché si vive meglio. Non addentriamoci!
Per la serie: aridatece gli isterismi di Ventura e Carrà. E per l’altra serie: io preferisco il difetto, piuttosto che una qualità solo apparente.

E quest’altro commento riportato da Il Giornale :

C’è chi si lancia in analisi complicate sulla situazione socio-politica italiana e sulle capacità di Antonella di rasserenare gli italiani e chi la battezza la Forrest Gump in gonnella (genio inconsapevole). Lei risponde che, semplicemente, «la gente mi apprezza perché capisce che io sono così vera, spontanea». Tanto spontanea da non provare alcun imbarazzo a parlare del suo seno strabordante: «Io ci provo in tutte le maniere a non farlo scappar fuori, ma che ci posso fare se è fatto così? Mi sono dovuta persino far cucire il reggiseno all’abito…».

Per me rimane, comunque, la signora della porta accanto a cui chiedere un Grand Soleil, niente di più.

17 febbraio 2010

SANREMO 2010. VALERIO SCANU-PIERDAVIDE CARONE: UN BINOMIO NON PROPRIO AZZECCATO

Posted in Amici, Festival di Sanremo, spettacolo, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , , a 2:17 pm di marisamoles

AGGIORNAMENTO, 21 FEBBRAIO ORE 1:05

Alla fine Valerio ha vinto! E chi se l’aspettava, dopo un inzio del festival così travagliato?
La cronaca delle fasi finali della serata l’ho scritta QUI.

PREMESSA: scrivo questo post per le irriducibiliziedivalerio cui tempo fa avevo promesso di guardare l’esibizione di Valerio a Sanremo. In particolare per Marinella. 🙂

La canzone è bella, intendiamoci. Ma forse è più vicina allo stile di Carone che ne è l’autore. Valerio è stato bravo, anche a vincere l’emozione che, indubbiamente, un palcoscenico come quello del Teatro Ariston di Sanremo suscita in tutti, debuttanti e non. A maggior ragione quando si è giovani come Valerio.
Insomma, secondo me il pezzo non valorizza le doti canore dello Scanu. Meritava qualcosa di meglio e non sono solo io a pensarlo.
Leggete QUA.

AGGIORNAMENTO DEL POST, 18 FEBBRAIO 2010

Trascrivo alcuni commenti ripotati dalla stampa all’indomani della prima esibizione di Valerio a Sanremo:

17 febbraio 2010

Libero: Valerio Scanu ha pagato lo scotto dell’emozione

Il Messaggero: il giovane principe di Amici che a Sanremo gira smarrito davanti ad una platea il cui consenso va conquistato

La Stampa: partono, come in un agguato, i 5 giorni di Zarrillo, ma Scanu conquista poi autonomia nel brano fresco, rutilante nei versi, coraggiosamente minimalista nell’interpretazione: l’emozione frena le ambizioni (e per il carisma tocca spettare)

La Repubblica: Valerio Scanu è uno che sembra uscito da quelle melodie indistinte che si facevano per i Sanremo minori degli anni 70.

Paolo Biamonte, Ansa: se non si sapesse che Valerio Scanu è un ex di Amici, dalla sua canzone si potrebbe pensare che è coetaneo di Cutugno.

[fonte: mondoreality]

Ma le critiche sono incominciate già prima del festival (dicembre 2009):

Paolo Giordano (Il Giornale): Valerio Scanu, un altro talento forse immaturo, ma voce che è ancora alla ricerca dell’esperienza giusta per colorarsi

Marinella Venegoni (La Stampa): Per non trascurare Amici di Canale 5 è stato scelto Valerio Scanu: come big lo vediamo un po’ poco (anzi per niente) ma questo è il festival dei nostri tempi, gara tv ad uso tv per chi guarda la tv e basta

Roberta Brunelli (L’Unità): quest’anno dalla fabbrichetta di Maria De Filippi arriva Valerio Scanu, faccetta da bimbo viziato e voce finto-soul

[fonte: mondoreality]

Non significa che sono d’accordo, ovviamente. Un po’ mi ritrovo in quello che dice Marinella Venegoni, in generale e non nello specifico su Valerio, e Paolo Biamonte, riguardo alla canzone un po’ da “vecchietto”.

Una cosiderazione me la permetto: Pierdavide io me lo vedo un po’ come il “vecchio” Branduardi, ma la canzone che ha scritto per Valerio (se l’ha scritta apposta, non so) è un po’ strana: è come se l’apprendista-cantautore (dire cantautore mi sembra azzardato, in fondo sta ancora studiando!) avesse creato un pezzo arrivando ad un compromesso: un po’ suo stile e un po’ canzone melodica cara al Valerio di “Sentimento”. Magari sto dicendo una bestialità, ma questa è la mia impressione.

A tutte le zie faccio un appello: non perdete la speranza e TELEVOTATE! 🙂

AGGIORNAMENTO, ORE 21.38

Dopo aver ascoltato il duetto con Alessandra Amoroso, devo ammettere che la canzone è meravigliosa e Valerio è stato molto bravo. Sono sicura che sarà ripescato!

LEGGI ANCHE IL NUOVO POST: Amici 9. Pierdavide a Maria: “Quando mi nominano divento stupido”

16 febbraio 2010

ANCHE PATRIZIA D’ADDARIO A SANREMO

Posted in attualità, Festival di Sanremo tagged , , a 2:05 pm di marisamoles

La notizia choc è che la escort più famosa d’Italia in queste ore si trova a Sanremo. Lo choc, però, è contenuto quando si scopre che la D’Addario si è recata nella cittadina ligure per promuovere il suo disco, un singolo intitolato “All you want” (titolo paradigmatico della sua stessa scelta di vita) che anticipa un album contenente ben 12 pezzi. Così si copre che la signora era in realtà una cantante, prima di dedicarsi ad altre attività più lucrose, come fare l’accompagnatrice o scrivere libri. A proposito, il suo libro Gradisca, presidente potrebbe diventare un film: Patrizia sta cercando regista e produttori. Scommetto che li troverà e che avrà successo. Del resto, sempre meglio guadagnare i soldi mettendo in risalto le doti artistiche, piuttosto che mettere in piazza altre doti.

Scongiurata la sua presenza sul palco dell’Ariston -sarebbe stata fuori luogo, specie dopo tutto il caos che si è fatto su Morgan e il suo vizietto-, rimane da chiedersi come mai abbia deciso di promuovere il suo singolo proprio a Sanremo. Mossa strategica, indubbiamente. Forse pensa di distogliere l’attenzione dalla kermesse musicale o è piuttosto una mossa politica: pare, infatti, che presenzierà al Dopofestival di Youdem, una social tv promossa dal Partito Democratico, risposta provocatoria al celeberrimo dopofestival collaudato molti anni fa e considerato un’appendice, sotto forma di talk show, del festival stesso.

Comunque sia, anche con la presenza dell’escort Patrizia, Saremo sarà sempre Sanremo.

[fonte: Musicroom]

3 febbraio 2010

MORGAN FUORI DA SANREMO. STASERA OSPITE A “PORTA A PORTA”

Posted in attualità, Festival di Sanremo, spettacolo, televisione tagged , , , , , , , , a 2:04 pm di marisamoles

Dopo l’intervista choc rilasciata a Max (in edicola domani, 4 febbraio), nonostante la smentita arrivata tempestiva dal cantante, il direttore di Raiuno, Mauro Mazza, d’intesa con il Direttore Generale, Mauro Masi, dopo aver consultato il direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi, ha deciso l’esclusione del cantante Morgan dalla 60° edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Morgan replica: “Sono traumatizzato”. Ok, mi dispiace per lui, ma i veri traumatizzati siamo noi lettori.

Andiamo con ordine: pare che a Max Morgan abbia confessato un suo uso quotidiano di cocaina, ottimo antidepressivo, sempre secondo il suo parere. Non solo, ma aggiunge: “Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva”, sperando, forse, che citando un’aucoritas come Freud potesse farla franca.
La prima reazione è stata di sdegno. Morgan, quindi, si affretta a chiarire: “L’intervista mi è stata sostanzialmente carpita, io penso esattamente il contrario: la droga fa male, la considero pericolosa e inutile, mi riferivo all’uso che ne facevo in passato come terapia verso la depressione”. Un bel dietrofront, non c’è che dire. Peccato però che il direttore di Max, Andrea Rossi, si affretti a replicare: “L’intervista non è stata per nulla carpita e tanto meno è stata tesa una trappola. Il servizio, in lavorazione da tempo, è stato pienamente concordato”.

A questo punto, sebbene con il beneficio del dubbio circa la veridicità delle dichiarazioni dei due contendenti, la partecipazione di Morgan a Sanremo è saltata. In primis, secca è stata la reazione di Alessandra Mussolini, presidente della Commissione per l’infanzia, che oltre all’esclusione del cantante presunto cocainomane, ha chiesto il test anti-doping per tutti i partecipanti.
Ma la battuta più originale è stata quella di Carlo Giovanardi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega al contrasto delle tossicodipendenze, che ha affermato: “Più che esibirsi a Sanremo, sarebbe utile che questo Morgan potesse ricoverarsi in una comunità di recupero per tossicodipendenti”.

Insomma, dopo le polemiche sulla canzone di Povia, ispirata al caso Englaro, dopo la discussione sulla partecipazione al Festival del principe Emanuele Filiberto di Savoia, tanto che Pupo, con il quale il principe si dovrebbe esibire, non ha escluso un ritiro dalla gara, quest’ennesima polemica genera un legittimo sospetto: che sia tutta una tattica per far pubblicità a Sanremo, già dato per spacciato due anni fa e miracolosamente rinato lo scorso anno, grazie al noto taumaturgo Bonolis?
E già, perché Sanremo è Sanremo!

[fonte Il Corriere]

AGGIORNAMENTO del post: 4 FEBBRAIO 2010

Insomma, Morgan prima nega, poi ritratta, ora ammette … di una cosa è sicuro: anche se lo dovessero riammettere al Festival, “chissenefrega di Sanremo”!
Stasera andrà in onda una puntata di Porta a Porta, condotto da Bruno Vespa, in cui Morgan sarà ospite.
Anticipazioni su Il Giornale.

23 febbraio 2009

LA COPERTINA DI TV SORRISI E CANZONI: LA PREMIATA DITTA DE FILIPPI-BONOLIS CON MARCO CARTA

Posted in Amici, attualità, Festival di Sanremo, Marco Carta, Paolo Bonolis, spettacolo, televisione tagged , , , , , , a 3:31 pm di marisamoles

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Se qualcuno aveva ancora dubbi sullo scontato trionfo di Marco Carta al Festival di Sanremo, grazie all’ “appoggio” di Maria De Filippi e l’amicizia tra la signora Costanzo e Paolo Bonolis, ecco che la copertina di TV Sorrisi e Canzoni parla da sola: il tripudio di RAISET, ovvero il palcoscenico dell’Ariston divenuto succursale di Mediaset.

Non commento oltre ma rimando i lettori al precedente post

22 febbraio 2009

MARCO CARTA VINCE IL FESTIVAL: SANREMO FRATELLO DI “AMICI” E MARIA LA MADRE

Posted in Amici, Festival di Sanremo, Francesco Renga, Marco Carta, Maria De Filippi, Paolo Bonolis, spettacolo, talenti, televisione tagged , , , , , , , , , , , , , , , a 12:24 pm di marisamoles

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A Sanremo i pronostici, si sa, valgono fino ad un certo punto. Superfavoriti dopo la prima puntata erano Dolcenera, poi nemmeno ammessa alla finale, pur cantando un pezzo bellissimo con una voce straordinaria, e Francesco Renga, mio mito, che non è stato incluso nemmeno nei primi tre.
Non solo, sembrava che Povia, con tutte le polemiche iniziate già prima del Festival e proseguite per tutta la sua durata, non sarebbe nemmeno arrivato sul podio nella serata finale. Eppure là sopra c’è salito anche se, onestamente, non certo per le sue virtù canore e nemmeno per il testo della canzone, abbastanza mediocre e scontato.
Nessuno, probabilmente, immaginava che la vittoria alla fine sarebbe andata a Marco Carta, già vincitore di “Amici” 2008. Credo che per chi segue la trasmissione di Maria De Filippi non fosse uno sconosciuto, anche perché la sua vittoria, allora immeritata se non altro per l’atteggiamento arrogante e presuntuoso e per il talento mediocre dimostrati, era stata al centro di polemiche da parte di molti detrattori

Non so quanti, come me, ieri sera, alle ultime battute di quell’interminabile maratona che da anni è diventato il festival, abbiano fatto una riflessione sulla strana coincidenza della contemporanea presenza sul palco, assieme al vincitore, di Maria De Filippi. Già, proprio lei, scopritrice del soggetto in questione e, in qualche modo, suo “mentore”. Non solo, a me è parso che il palcoscenico sanremese fosse una succursale di Mediaset: la De Filippi e Bonolis con l’inseparabile Luca Laurenti che hanno trasformato l’evento canoro in una serie di scenette sullo stile “Gianni e Pinotto”. Senza contare lo show canoro dei due inseparabili amici che, in altri tempi, non sarebbe stato ammesso all’interno di una manifestazione che dovrebbe avere come protagoniste canzoni italiane rigorosamente in gara. In tempi meno sospetti, infatti, gli ospiti erano sempre stranieri e cantavano per lo più in inglese per far sì che il bel canto italiano avesse come spazio esclusivo quello della gara.

Uno show del tutto insolito, quindi, quello organizzato da Bonolis e pianificato nei minimi particolari, compresi gli interventi estemporanei di Grillini, contro Povia, e della porno attrice Laura Perego con tanto di bodypainting. Che c’entrava quell’uscita e, soprattutto, la presenza delle conigliette di PlayBoy al seguito del “padrino” ancora non l’ho capito. Ma il dubbio che la spontaneità di tali manifestazioni non fosse poi tanto reale a me è venuto e credo anche ad altri. Fin dall’inizio questo Sanremo è stato etichettato come una sorta di riscatto dai fallimenti degli ultimi anni, e Bonolis è fin da subito apparso come una specie di “presentatore alla riscossa”.

Tornando al vincitore, non mi spiego come mai Marco Carta sia stato ammesso alla gara tra i big: qualcuno oltre ai fans della De Filippi lo conosceva? Ma anche ammettendo che fosse conosciuto ad una cerchia meno ristretta di telespettatori, perché allora Karima, che aveva fatto parte del cast di “Amici” nel 2006, arrivando seconda, e che ha alle spalle un’attività musicale iniziata in tenera età (alle elementari già cantava, ha fatto parte di un coro gospel, partecipato ad un musical e fatto serate jazz) è stata fatta rientrare nella categoria “Nuove Proposte”? Oppure, perché una cantante di 62 anni, Iskra, con una carriera ultradecennale nel ruolo di corista di Lucio Dalla e un’esperienza canora sicuramente più consolidata del poco più che ventenne Marco Carta, è stata costretta a concorrere con ragazzi giovani che potrebbero essere suoi nipoti? La differenza, forse, sta nel fatto che il vincitore ha già ottenuto un disco di platino con il disco “Ti rincontrerò”? Ma se facciamo un confronto con un’altra rivelazione 2008, Giusy Ferreri, mi chiedo quanti sappiano intonare due note del pezzo di Carta e quanti conoscano almeno l’intero ritornello di “Non ti scordar mai di me”.

Non so se una “raccomandazione” di Maria sia servita a far cantare Marco Carta tra i big, non so se nella sua vittoria ci possa essere lo “zampino” della madrina in questione, ma il festival quest’anno, pur avendo visto solo mezzora sul totale delle puntate, mi ha dato l’impressione che fosse più che mai “costruito”, che nulla fosse spontaneo e che si sia puntato sui colpi di scena e sulle ospitate alla Benigni per alzare l’audience. Insomma, ho il sospetto che la Rai si sia piegata alla volontà di Mediset, che Sanremo sia una sorta di figlio di Maria, De Filippi naturalmente, e che anche a livello qualitativo, fatte le dovute eccezioni, si sia rivelato una specie di Amici Bis. Se faccio, poi, un confronto tra la performance del vincitore con quelle di alcuni cantanti dell’attuale edizione di “Amici”, compreso il povero e tenerissimo, nonché bistrattato, Mario, non c’è proprio paragone. Per il prossimo anno mi aspetto qualcuno di loro sul palco dell’Ariston … magari non Valerio, per favore.

18 febbraio 2009

FRANCESCO RENGA A SANREMO con “UOMO SENZA ETÀ” … IL RESTO NON CONTA. ECCO IL VIDEO

Posted in Festival di Sanremo, Francesco Renga, televisione tagged , , a 5:46 pm di marisamoles

Lo ammetto: non sono tra i quindici milioni di persone che hanno visto la prima puntata del Festival di Sanremo. Da ragazzina non ne perdevo una; non solo attendevo l’evento con ansia, ma compravo il libretto con i testi delle canzoni (allora non era così facile recuperarli dal web o dalle riviste che trattano la TV) e le cantavo a squarciagola per mesi.

Poi sono cresciuta e il festival anche …. nel senso che allora veniva trasmessa una sola serata, rigorosamente di sabato, poi le serate hanno incominciato ad essere due, tre, quattro … insomma, non finisce mai e alla fine della settimana per uno che segue il festival non è del tutto impossibile aver già imparato tutti i testi a memoria. E poi non dimentichiamoci che una volta Sanremo era davvero il Festival della Canzone, ovvero la musica e i testi, le voci dei cantanti e la grande orchestra erano i soli protagonisti dell’evento. Ora, proprio per il dilungarsi della trasmissione, gli ospiti allontanano l’attenzione dei telespettatori dalla musica e dai cantanti, ora si aspetta il festival perché c’è Benigni o il video di Mina … magari l’avessimo vista, eppure ci avevano fatto credere che ci sarebbe stata, non solo la voce. Ma Bonolis, da gran parlatore qual è, ha girato e rigirato il discorso fino a darla a bere ai creduloni. Io non ho mai pensato che Mina si sarebbe abbassata a tanto: non ha bisogno della gloria, perché è un mito da sempre, né la stimo persona poco coerente, visto che da anni ha deciso di non esibirsi in pubblico e ha mantenuto la promessa. Mica come altri che parlano parlano, danno l’addio alle scene e poi ci ripensano e li rivedi sorridenti davanti alle telecamere perché, dicono, non potevano deludere i fans.

Quindi, non avendo visto il festival, non posso farvi la cronaca della prima serata. Ma ho sentito la canzone di Francesco Renga, solo quella e me ne sono innamorata a prima vista … anzi, a primo ascolto! Dai pronostici viene dato come vincitore: sarà così? Non so, ma sono sicura che la canzone sarà un successo in ogni caso. Lui, poi, il festival l’ha già vinto una volta con “Angelo”, quindi anche se non dovesse arrivare il bis, credo non se la prenderebbe più di tanto. Sanremo è una grande vetrina: basta esserci. Chi non ricorda l’ultimo posto di Zucchero con “Donne”? E c’è qualcuno che ha dimenticato la figura penosa di Vasco Rossi che ricordava metà delle parole del testo di “Una vita spericolata” e non si capiva bene se era più bevuto o fumato? Forse era solo emozionato ma, si sa, le malelingue non si arrestano mai.

Non so se vedrò le altre serate o magari solo la finale, ma ho ascoltato la canzone di Renga e mi basta.

Ecco il video di “Uomo senza età”:

… e quello del backstage:

A “grande richiesta”, anche il testo della canzone:

Quanta gente c’è
Ed aspetta me
Certo applaudirà
Ma perché io non so più
Trovo dentro l’anima
Un pensiero che
Mi riporta con il cuore a te
Ora in scena va
L’uomo senza età
Dilegua o notte
Per te canterò
Per te solo per te
Poi sorridere
A chi non lo sa
Quanto male fa
Ricordare di noi
Porto dentro l’anima
Questa pena che
Si confonde con la realtà
Ora in scena va
L’uomo senza età
Dilegua o notte
Per te canterò
Per te solo per te
Dilegua o notte
Per te canterò
Per te solo per te
Dilegua o notte
Per te canterò
Per te solo per te

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Macaronea

Considerazioni sparse di una prof di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou

pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e eterodidatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

CORSI DI SCRITTURA CREATIVA, ATTUALITA' EDITORIALE, DIDATTICA E STRUMENTI PER LA SCRITTURA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Studio di Psicoterapia Dr.ssa Chiara Patruno

Psicologa - Psicoterapeuta - Criminologa - Dottore di Ricerca Università Sapienza

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Le Ricette di Cle

Ricette collaudate per ogni occasione

Messaggi in Bottiglia

Il diario di Cle

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

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espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

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