HO MANGIATO CINESE E CI METTERO’ DUE GIORNI PER DIGERIRE

ristorante cinese
I cinesi devono avere uno stomaco di ferro. Il mio è giustamente uno stomaco italiano, abituato a digerire cibo sano e gustoso – anche senza grassi animali – e giustamente si sta ribellando.

La cucina italiana è famosa in tutto il mondo e se non è considerata la migliore in assoluto, senz’altro è una delle più apprezzate. Non capisco perché le nostre città siano piene di ristoranti esotici che propinano cibo discutibilmente sano e che, dietro al gusto ingannevole, nasconde insidie per lo stomaco poco abituato a simili prelibatezze.

Non ho nulla contro l’esterofilia, ci mancherebbe. Ma posso permettermi di dire che:

– il riso alla cantonese mi ha fatto rimpiangere la mia insalata di riso che con questo caldo rinfresca pure
i ravioli al vapore sembravano fatti di gomma (anche se il ripieno era gustoso)
gli involtini primavera erano talmente croccanti che li ho usati a mo’ di grissini per raccogliere gli immancabili cinque chicchi di riso che proprio non ne vogliono sapere di essere catturati
il pollo speziato (credo al curry) mi ha fatto apprezzare persino i bocconcini di pollo al limone, specialità culinaria (unica, tra l’altro) di mio marito
– le verdure pastellate erano quasi peggio di quelle surgelate che compro al supermercato per le emergenze
– le palline al cocco come dessert non erano all’altezza di quelle che preparo io con la ricotta e il cacao

Se dico questo, secondo voi, faccio “terrorismo culturale”?
(lo so che non potete capire, ma lo chiedo ugualmente).

[immagine da questo sito]

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: LA PET-THERAPY FUNZIONA ANCHE CON I MALATI DI ALZHEIMER

Un cucciolo peloso può aiutare chi è in difficoltà, lo sappiamo bene. La pet-therapy è particolarmente efficace con i bambini e viene utilizzata per “curare” varie tipologie di disturbi specialmente di tipo neurologico. Pare, però, che possa portare a dei risultati anche con i malati di Alzheimer.

In Italia questo tipo di terapia non è ancora sperimentata, ma in altri Paesi è una realtà consolidata.
L’Alzheimer’s Scotland and Dogs for the disabled è uno dei numerosi centri internazionali dove sono stati osservati gli effetti benefici della pet therapy sugli ammalati di questa terribile patologia.

Lisa Abeyta ha diffuso un video in cui si vede l’anziano padre che gioca e parla con il cane Roscoe. Eppure, assicura la donna, il genitore soffre di Alzheimer allo stadio finale e ha perso quasi del tutto la capacità di formulare frasi di senso compiuto, faticando nel trovare i termini giusti.
L’incontro con Roscoe ha determinato una sorta di miracolo: fin dal primo momento in cui si è trovato di fronte l’animale, le parole dell’anziano sono diventate più chiare e ordinate. Ora l’uomo quando è in compagnia dell’amico Roscoe è più sereno, gioca con lui, lo accarezza, i due sono diventati inseparabili.

Lisa ha voluto girare un video a testimonianza di questo piccolo miracolo per dare un po’ di speranza a chi vive ogni giorno questo dramma. Il video, diffuso in rete, è stato fin da subito condiviso da moltissime persone e tanti messaggi sono arrivati da parte dei familiari dei malati di Alzheimer che ora sperano di veder migliorare la condizione dei propri cari ammalati.

ALTRE BUONE NOTIZIE:

Se cerchi un abito da sposa Santa Rita te lo offre gratis di laurin42

Il cinematografo ambulante che dona sorrisi nei villaggi dell’Africa di Lorenzo Kihlgren Grandi (Corriere.it)

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: CERVELLI ATTIVI PIÙ A LUNGO SE SI STUDIA MUSICA DA PICCOLI

Uno studio condotto da Nina Kraus, neurobiologa presso la Northwestern University, ha rilevato che se da bambini si studia musica il cervello tende a rimanere giovane a lungo.

Da tempo la scienziata porta avanti una ricerca sugli effetti che la musica può avere sulla plasticità cerebrale e sulle abilità cognitive. Nella sua ultima ricerca ha coinvolto 44 adulti tra i 55 e i 76 anni per valutare la prontezza del loro cervello nel reagire alla percezione di suoni vocali.

L’esperimento consisteva nel misurare l’attività elettrica della regione del tronco encefalico che processa i suoni mentre i soggetti ascoltavano una voce che pronunciava ripetutamente una sillaba. I risultati hanno dimostrato che chi aveva seguito da bambino lezioni di musica, per un periodo dai quattro ai quattordici anni, mostrava una più rapida risposta cerebrale alla percezione del suono, di circa un millisecondo più veloce rispetto a chi invece non aveva familiarizzato da piccolo con uno strumento musicale.

Come ammette Nina Kraus, si tratta di differenze minime ma se le consideriamo per milioni di neuroni, allora possono fare la differenza nella capacità di un anziano nel reagire ai suoni.

Quella della Northwestern University non è l’unica ricerca di questo tipo. Anche al meeting annuale della Society for Neuroscience sono statI presentati vari studi che hanno confermato che lo studio della musica può avere un effetto positivo su certe funzioni cognitive.

Per altri dati vi invito a leggere l’articolo originale.

Per il momento, imitando la sempreverde Raffaella Carrà (sarà merito della musica e della danza?) mi limito a dire:

MUSICA MAESTRO! 🙂

ALTRE BUONE NOTIZIE

Una biologa insegna le tradizioni Maya per produrre cibo, reddito e salvare le foreste di laurin42

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: CON IL CUSCINO CHE SI GONFIA BASTA NOTTI INSONNI SE IL PARTNER RUSSA

russare
La notizia di per sé può sembrare abbastanza banale: di metodi per non russare mentre si dorme ce ne sono tanti ed è anche vero che, con un po’ di pazienza, al ronfronf del partner ci si abitua pure. Ma forse questa invenzione è davvero efficace, se non altro potrebbe avere il merito di salvare qualche matrimonio.

Si tratta di un cuscino antirussamento. Ce ne sono già in circolazione di diversi tipi, ma questo è un po’ speciale: si chiama ‘Snore Activated Nudging Pillow’, è in poliuretano ed è dotato di un microfono integrato che capta le vibrazioni sonore liberate dai russatori. In questo modo rileva il rumore e spinge chi dorme a cambiare posizione, facendo gonfiare una camera d’aria interna, che aumenta la profondità del cuscino di tre pollici (circa 7,5 cm), abbastanza per far spostare la testa o il corpo a chi dorme.

Il cuscino è anche dotato di un’impostazione ritardante: una pausa di 30 minuti che permette a chi lo usa di prendere sonno senza essere disturbato da improvvisi rigonfiamenti.
Si può, inoltre, regolare la sensibilità del microfono in base al tipo di rumore emesso, leggero o pesante, o di disattivarlo.

Il cuscino anti-russamento si può acquistare solo on line sul sito del rivenditore di New York, Hammacher Schlemmer. L’unica pecca è il costo non proprio economico: 149,95 dollari. Ma è anche vero che salvare un matrimonio … non ha prezzo.

[fonte: Focus; immagine tratta da questo sito]

ALTRE BUONE NOTIZIE

Il cibo avanzato delle mense scolastiche diamolo a chi ne ha bisogno di laurin42

Roma, donato un sorriso al Bambino Gesù di chezliza

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

UN BACIO AL GIORNO TOGLIE IL DENTISTA DI TORNO

Poco fa, appena aperta la posta ho trovato la notifica del nuovo post dell’amica blogger e poetessa Mistral (ombreflessuose) e casualmente la poesia di oggi s’intitola Storia di un bacio.

Casualmente, dico, perché tornando a casa da scuola alla radio ho sentito un servizio che parlava delle molte virtù dei baci. In realtà la notizia non è proprio fresca. Ne parlava Scienza & Salute qualche mese fa.

Baciarsi fa bene e doveva saperlo anche Catullo visto che il suo invito a baciarlo, rivolto a Lesbia, era parecchio estenuante:

Dammi mille baci, e poi cento,
e poi altri mille, e poi di nuovo cento,
e poi ancora mille, poi cento
. (carme 5, vv. 7-9)

… poi non stupiamoci che la leggiadra fanciulla l’abbia scaricato più volte durante il tormentato idillio.

Ecco in riepilogo le virtù salutari del bacio:
– il rilascio di dopamina ed endorfine che avviene mentre ci si bacia attenua l’emicrania
– rende più bella la pelle
– aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo (acc… ora capisco perché ce l’ho sempre alto 😦 )
aiuta la linea, visto che con un bacio si consumano 12 calorie (hai voglia …)
riduce lo stress in quanto con il bacio si eviterebbe la produzione di cortisolo e verrebbe invece stimolata la produzione di ossitocina che fa bene all’umore
– un bacio è in grado di rafforzare il sistema immunitario, grazie allo scambio di anticorpi che avverrebbe fra i due partner.

Ma non è tutto: pare che baciarsi preserverebbe anche dalle carie. Al contrario di ciò che comunemente si crede (vale a dire, che le carie sarebbero “contagiose”), grazie allo scambio di saliva fra i due partner, i denti saranno più puliti dai residui di cibo e dai batteri che causano la carie.

Insomma, un bacio al giorno toglie il dentista di torno. Che vogliamo di più dalla vita? Forse qualcuno da baciare?

Approfitto per fare le congratulazioni al regista Paolo Sorrentino che con La grande Bellezza ha vinto il Golden Globe.
Voi direte: che c’entra con il bacio, i denti e le carie? Nulla, ma il video sotto il titolo è tratto da Nuovo cinema Paradiso, il film di Giuseppe Tornatore che, dopo aver ottenuto lo stesso premio, ha concorso per l’Oscar e l’ha vinto come miglior film straniero.
Forza, dunque, Sorrentino! Speriamo che il film segua le orme dell’incantevole pellicola di Tornatore.

SALUTE DONNA: INVENTATO IL REGGISENO “INTELLIGENTE” CHE FA MANGIARE DI MENO

reggiseno ammazzafame
Le proprietà del reggiseno sono note a tutti. Con il push-up forse pensavamo di assistere alla rivoluzione del secolo nell’ambito della lingerie. E invece dei ricercatori hanno inventato un reggiseno “intelligente” che avverte quando si sta mangiando troppo. Insomma, quando mai avremmo pensato al reggiseno come un alleato per dimagrire?

La scoperta si deve ad un team di ricercatori dell’Università di Rochester, New York, e di Southampton, Regno Unito, che cercavano un metodo efficace e immediato per aiutare chi soffre di sovrappeso per quella relazione cibo-umore che talvolta ci spinge ad abbuffarci, per giunta di cibi nemici della dieta, per consolarci un po’.

La collaborazione con il Centro di Ricerca Microsoft di Redmond ha portato gli inventori del reggiseno “ammazzafame” a crearne uno dotato di sensori che, attraverso uno smartphone, avvisa chi lo indossa quando è in corso una «mangiata emotiva».
L’indumento intimo femminile, che incorpora anche un giroscopio e un accelerometro, fornisce indicazioni sui livelli dell’umore di chi lo indossa, avvisandolo, grazie a un’app sullo smartphone, che deve rilassarsi e mangiare con più calma. I risultati ottenuti paiono buoni, anche se il reggiseno-nutrizionista è per ora solo un prototipo e richiede ulteriori studi e la soluzione di problemi quali la durata delle batterie.

A questo punto i signori uomini si sentiranno discriminati. L’equipe di ricercatori ha pensato anche a loro: i test sono stati fatti inserendo i sensori nella biancheria intima (non meglio specificata!), ma con un’efficacia minore, proprio a causa della posizione. Tuttavia, è assodato che il sesso maschile ricerchi meno l’effetto consolatorio del cibo.

A questo punto mi sento di porre una domanda alle signore donne: ma voi un reggiseno così orribile (vedi foto sotto il titolo) ve lo mettereste? Io no, decisamente.

[notizia e foto dal Corriere]

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: GUARIRE DALL’ANORESSIA GRAZIE ALL’AMORE

anoressia
Siamo a Londra. Jo Thompson è una bella ragazza di 21 anni con alle spalle un passato terribile. Sembra incredibile – anzi, vero scherzo del destino – che sia guarita dall’anoressia grazie al suo lavoro che, quando era 17enne, aveva trovato da McDonald’s.

Da quando aveva 11 anni Jo soffriva di attacchi di panico e crisi nervose che l’hanno portata all’anoressia. Si nutriva di acqua e piselli, però un giorno decise di reagire e si convinse che sarebbe guarita. Assunta dal fast food più noto nel mondo, non ha iniziato, come si potrebbe credere, a rimpinzarsi di hamburger e nuggets. Si è semplicemente innamorata del suo capo. «Zoheb mi ha aiutato a curare il mio disturbo, mi ha seguito e aiutato e pranzavamo quasi sempre insieme», ha detto in un’intervista al Daily Mail.

L’essere uscita dal tunnel della malattia e aver incontrato l’amore della sua vita hanno portato la ragazza a guardare con serenità al futuro. I medici le avevano anticipato che, a causa della malattia, sarebbe stato difficile per lei rimanere incinta. Jo ha vinto anche su questo infausto pronostico: ora è madre felice di due bambini.

Un esempio e una speranza per tutte le ragazze che si ammalano di anoressia, una malattia terribile che però si può vincere con la forza di volontà e tanto amore.

ALTRE BUONE NOTIZIE

L’Eden in Cornovaglia di laurin42

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

[notizia e foto da questo sito]

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: IL CIOCCOLATO NON FA INGRASSARE

mangiare cioccolata
Lo ammetto: questa per me è una buonissima notizia, forse non proprio culturalmente alta, diciamo anche un po’ frivola. Ma volete mettere il senso di colpa che dobbiamo superare ogni volta che facciamo sciogliere in bocca un misero quadratino di cioccolata? La notizia che il cioccolato non fa ingrassare diventa socialmente utile. Una società più felice, che vive con ottimismo e si consola con la serotonina, nel caso debba affrontare qualche difficoltà, potrebbe anche essere più produttiva. Con i tempi che corrono, la cioccolata potrebbe sconfiggere la crisi mondiale. O no??

Secondo alcuni ricercatori della facoltà di Medicina e della facoltà di Attività fisica e Scienze dello sport dell’Università di Granada (Spagna), che hanno pubblicato i risultati dei loro studi sulla rivista Nutrition, non solo il cioccolato non farebbe ingrassare ma avrebbe anche molte proprietà salutari, come “un importante effetto antiossidante, effetti antitrombotici, anti-infiammatori e anti-ipertensivi”, inoltre, aiuterebbe “a prevenire le malattie ischemiche del cuore”.

Il team spagnolo ha dimostrato che il maggior consumo di cioccolato è associato a più bassi livelli di grassi totali (il grasso depositato su tutto il corpo) e grasso centrale (quello addominale), a prescindere dal fatto che l’individuo svolga o meno una regolare attività fisica, dalla dieta seguita o dall’età più o meno adulta.
Secondo una prima ipotesi degli scienziati, l’effetto potrebbe essere in parte dovuto all’influenza delle catechine (gruppo di sostanze antiossidanti appartenenti alla categoria dei flavonoidi) sulla produzione di cortisolo e sulla sensibilità all’insulina, entrambi gli ormoni legati strettamente a sovrappeso e obesità.

Lo studio è stato condotto su 1.458 adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni partecipanti a uno studio finanziato dall’Unione Europea, denominato HELENA (Healthy Lifestyle in Europe by Nutrition in Adolescence), che monitora l’obesità e il sovrappeso.

I risultati dei ricercatori di Granada sono confortati da quelli ottenuti da un’altra equipe, questa volta californiana,la quale ha scoperto che il consumo di questa sostanza è associato ad un indice di massa corporea più bassa.

Che altro dire se non BUON CIOCCOLATO A TUTTI?

A proposito, voi quale cioccolato preferite?
Io quello con le nocciole intere e rigorosamente al latte.

[link della fonte; immagine da questo sito]

ALTRE BUONE NOTIZIE

La storia di Yash di laurin42

Socialità di michelechefailprof

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

TRA ALLERGIE, BIOENERGIE E CALLANETICA, RICOMINCIO DA ME

Io_mi_voglio_beneIl corpo dà vari segnali d’allarme, quando la misura è colma. Quando sembra che tutto vada storto, che nulla prenda la piega che vorremmo, di chi è la colpa? Principalmente nostra ma siamo d’istinto portati a credere che, al contrario, il nostro malessere sia causato da altri. Chi sono questi altri? Spariamo a caso (ma anche no): il marito, i figli, i genitori (che, come nel mio caso, invecchiano e ci danno inevitabilmente dei pensieri), il lavoro, i colleghi … siamo scontenti perché guardiamo quel bicchiere mezzo vuoto e lo vorremmo pieno. Non ci concentriamo su come riempire quella metà vuota ma su quanto sia sgradito, a volte, il contenuto della metà piena.
E i segnali del corpo li ignoriamo, semplicemente. Non li consideriamo affatto campanelli d’allarme, come dovremmo. Pensiamo, invece, che il nostro malessere sia da attribuire a quegli agenti esterni su cui non abbiamo il controllo. Non totale, almeno.

occhiL’allergia.
Il primo segnale l’ho avuto la scorsa estate.
Come sa chi mi conosce, io d’estate posso rilassarmi, non dovendo andare a scuola e non avendo tutte quelle incombenze che mi fanno sentire sotto pressione per l’intero periodo scolastico. Eppure la scorsa estate, ad un certo punto, mi sono accorta che ogni mattina, al risveglio, un occhio era un po’ gonfio e arrossato. C’è da dire che d’estate, specie se vado al mare, non mi trucco, sicché ho subito pensato che il make-up non c’entrasse nulla.
Ma come spesso accade in casi come questo, un bel giorno, per l’esattezza il 15 agosto, giorno festivo, mi alzo con entrambi gli occhi gonfi, rossissimi, con la pelle delle palpebre squamosa … uno schifo. A parte il fastidio e un po’ di dolore, era il mio aspetto a spaventarmi. Ma guarda tu se una si deve ridurre in questo stato in piena estate!
Vado dal dermatologo ma ottengo solo monosillabi: mah … boh … e grandi sospiri. Esco dall’ambulatorio con la ricettina: antistaminico (che già avevo iniziato a prendere), pomata (costosissima!) e cortisone (all’occorrenza .. be’, mi dico che non servirà, ci manca solo il cortisone d’estate così non posso prendere il sole e mi gonfio come una palla, come faccio a mostrarmi in bikini in spiaggia?).
Dicono che non tutti i mali vengano per nuocere, e forse è vero. Ma quando te ne vengono due in un sol colpo, allora pensi che sia proprio sfiga.
Mi fa male il dente del giudizio. Vado dal dentista, mi dà una rapida occhiata, emette la sentenza (si toglie, non merita curarlo) e sembra preoccupato più per i miei occhi. Ora, del mio dentista ho già parlato, l’ho definito un tipo strano perché sembra che lui per hobby faccia l’odontoiatra ma la sua vera professione non si sa quale sia: fa il fisioterapista ma è più un chiropratico che altro, non prescrive l’antibiotico per l’estrazione (lo fanno i dentisti per pararsi il culo … sue testuali parole) e prescrive i granuli di arnica per fermare l’emorragia post estrazione. Insomma, è un naturopata.
“Si è chiesta perché proprio gli occhi? Perché non un braccio o una gamba oppure la schiena?”, domanda. Rispondo che se è una questione di trucchi, come penso, quelle parti del corpo non hanno bisogno di ombretto e mascara. Non gradisce l’ironia e serissimo sentenzia: “Gli occhi perché lei non vuol vedere qualcosa“.
Penso che della mia vita non vorrei vedere tante cose. Lui continua: “Cominciamo dai posti a tavola”. Non capisco ma gli faccio un disegnino: io sto a capotavola, davanti alla porta d’ingresso, alla mia destra siede mio marito, alla sinistra ho il figlio maggiore e di fronte quello minore. Guarda preoccupato il foglio di carta e scuote la testa. “Sbagliato. Lei non deve stare in quella posizione, non è lei che deve proteggere la famiglia e poi suo marito con di fronte il primogenito non va, troppi conflitti”. Stesso discorso per i posti occupati a letto: che ve lo dico a fare? io sto vicino alla porta …
Vado a casa afflitta più per i posti a tavola che per il dente che devo farmi togliere.
Lancio lì la proposta: che ne direste se cambiassimo i posti a tavola? Mi hanno consigliato un buon psichiatra. Naturalmente non ho affrontato l’argomento “posti a letto”.

bioenergieLe bioenergie.
Penso ai miei occhi. Vabbè, buttiamo via i trucchi e compriamone altri, in erboristeria. Dopo l’acquisto forzato, e oltremodo costoso, di ombretti anallergici completamente naturali, mascara altrettanto anallergico e naturale, e matita … stesse caratteristiche, l’erborista, che conosco da poco ma mi trasmette sensazioni positive, mi consiglia il test delle bioenergie. Lo fa una dottoressa naturopata lì da lei. Prendo l’appuntamento senza nemmeno sapere bene di che si tratta, ma sono una che in certe cose ci crede. La dottoressa mi spiega che il corpo emette un insieme di onde che creano campi elettromagnetici: la bioenergia. Se questa fluisce con regolarità, i campi magnetici assumono una forma e una dimensione regolari e indicano il benessere della persona. Al contrario, quando la forza energetica non è regolare la bioenergia emessa segnala uno o più malesseri, in base alla provenienza.
Alla fine del test, la naturopata mi spiega che:
1. c’è qualcosa a livello di epifisi, la ghiandola che regolamenta il sonno (infatti, da anni dormo poco ma negli ultimi mesi pochissimo e male)
2. c’è qualcosa a livello di pelle (l’allegria alle palpebre, naturalmente)
3. la parte del mio corpo che sta peggio è di sicuro l’intestino (ma va? il colon irritabile ce l’ho da più di quindici anni ma in questo periodo è molto più che irritabile … di conseguenza anch’io).
Mentre sto per uscire dall’erboristeria con i prodotti consigliati (ovviamente il test è gratis ma, anche se non costretti, si finisce per acquistare la cura), la dottoressa mi dice che avrei bisogno di una distrazione. Oddio, si riferirà mica all’amante? Fortunatamente no, dice solo che devo fare qualcosa che mi piace ma nello stesso tempo che non rientri nella solita routine.
Penso a qualcosa e non mi viene in mente nulla. Fatalità vuole che passi davanti ad una palestra, quella frequentata da una carissima amica. Io odio le palestre, non ci vado da anni perché nell’ultimo periodo di frequentazione avevo l’istinto della fuga ogni volta che vi mettevo piede. Però è vero che la ginnastica fa bene e so che dovrei farla.

Young girls practicing modern dance. Shallow DOF.

La callanetica.
Vado alla reception della palestra e faccio una premessa: vorrei frequentare un corso, massimo due volte alla settimana, non voglio sudare, non voglio faticare, possibilmente vorrei rimodellare un po’ il corpo che, con l’età, non ha più le misure dei vent’anni. Penso che la receptionist mi mandi a quel paese e invece sorridente mi risponde: “La callanetica fa per lei“. E mi illustra tutte le caratteristiche e i benefici, che non ascolto nemmeno perché sono rimasta spiazzata. Ero convinta che non ci fosse speranza e invece … mentre penso a come fuggire da lì, capto casualmente un nome: “Madonna, sa la cantante? Ecco lei fa la callanetica“. Mi ha convinta. Perché ci vuole così poco? Insomma, prenoto la lezione prova, tanto quella non è impegnativa.
E’ quasi un mese che frequento il corso di callanetica. Ci vado volentieri, anche se gli esercizi sono ripetitivi e mi annoio un po’. Ma mi distraggo, faccio qualcosa che non avrei mai immaginato mi potesse piacere, per un’ora mi rilasso, cammino per raggiungere la palestra, mezzora fra andata e ritorno. In tutto un’ora e mezza di movimento.
Mi sento bene. Ricomincio da qui, ricomincio da me. Soprattutto ricomincio a volermi bene anche se non ho mai smesso davvero. A prendermi cura di me, del mio corpo ma anche della mia mente e della mia psiche. In fondo ci vuole poco. Un’allergia, la scoperta delle bioenergie e la ginnastica che piace a Madonna. Mi piacerebbe di più il suo conto in banca però è anche vero che la felicità sta nell’accontentarsi di ciò che si ha e, soprattutto, di ciò che non è impossibile da realizzare.

[scritta “io mi voglio bene” da questo sito; immagine occhio da questo sito; immagine “bioenergie” da questo sito; immagine “callanetica” da questo sito]

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ (IN RITARDO!): SI VIVE (BENE) ANCHE DI STRESS

terza etàA Venezia si è parlato di stress, ma non solo dei suoi effetti negativi, anche di quelli positivi. Avete mai pensato che possano esserci degli effetti positivi dello stress? Be’, in fondo la classificazione dello stress ne comprende due tipi: eustress (eu: in greco, buono, bello) o distress (dis: cattivo, morboso). L’eustress, o stress buono, è quello indispensabile alla vita, che si manifesta sotto forma di stimolazioni ambientali costruttive ed interessanti. Un esempio può essere una promozione lavorativa, la quale attribuisce maggiori responsabilità ma anche maggiori soddisfazioni. Il distress è invece lo stress cattivo, quello che provoca grossi scompensi emotivi e fisici difficilmente risolvibili. Un esempio può essere un licenziamento inaspettato, oppure un intervento chirurgico. (LINK)

Un esempio, tra i tanti, emerge dalla relazione del Nobel Elisabeth Blackburn che sottolinea come una gestante stressata (un lutto o una perdita di lavoro legata alla maternità, per esempio) mette al mondo un figlio con un’aspettativa di vita più bassa. I telomeri dei cromosomi – il patrimonio genetico che si trasmette nella replicazione cellulare – del nascituro sono più corti e oggi è noto che la lunghezza di questa componente cellulare è sinonimo di una vita più o meno lunga. Il telomero ripara i danni cellulari: se i danni sono riparati non ci sono malattie. E il 20% degli ultracentenari muore di «vecchiaia», non di malattia.

La vera scoperta consiste, dunque, nel fatto che i telomeri dipendono anche dalla psiche, anche se i modi in cui quest’ultima agisce sono ancora misteriosi.
Secondo gli studiosi i 125 anni di vita media «scritti» nei geni si potrebbero raggiungere se non si odia (e si ama), si vive in stress positivo (per esempio fare un lavoro che piace o che gratifica, con vacanze regolari e senza vivere sempre connessi ai gadget tecnologici), se si pratica una religione con convinzione e senza sentirsi obbligati. Ma non solo, mangiare ciò che piace realmente e non cosa è indotto consumisticamente. Ecco il punto: lo stress negativo, e invecchiante, è quando si fa ciò che non piace ma è richiesto da altri. Dal datore di lavoro alla cosiddetta società civile, dalla religione ai genitori.

Secondo Howard Friedman, psicologo dell’università della California a Riverside, «la longevità dipende dall’essere coscienti in positivo di ciò che si fa».

E voi, di che stress siete?

[fonte Il Corriere; immagine da questo sito]

LE ALTRE BUONE NOTIZIE:

Enorme riserva sotterranea di acqua in Kenia di laurin42

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE