14 febbraio 2016

SANREMO, IRENE E I FIGLI DI

Posted in attualità, canzoni, Festival di Sanremo, figli, Maria De Filippi, spettacolo, talenti, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , a 11:09 am di marisamoles

Irene

Calato, finalmente, il sipario sul 66° Festival della Canzone Italiana, cerchiamo di voltare pagina ma non ci riusciamo. Sanremo ci perseguiterà ancora per tutta la domenica, almeno, dato che i vari contenitori del pomeriggio di Mamma Rai saranno trasmessi dall’Ariston, e per le settimane a venire.

Questo è stato il festival dei troppo, secondo me: troppe puntate, troppo lunghe, troppe canzoni, troppi ospiti, troppi valletti (la sola Virginia Raffaele, con la sua poliedricità, poteva bastare), troppi vestiti…
Un merito a questo festival comunque non possiamo negarlo: l’aver distolto l’attenzione del pubblico dai fannulloni comunali, timbratori di cartellini a tradimento.

Ma non è di questo che voglio parlare. La mia vuole essere una riflessione sui figli di. Partendo da Irene Fornaciari, figlia di quel mostro sacro della canzone italiana che di nome fa Adelmo ma che tutti conoscono come Zucchero.
Ebbene, la bella e brava Irene, figlia di cotanto padre, è stata relegata all’ultimo posto della classifica dei big (ammesso che lei lo sia davvero e non solo grazie all’eredità paterna… le colpe dei padri, ma anche le virtù, ricadranno sui figli). Qualcuno ieri ha detto che non dobbiamo dimenticare che la kermesse sanremese è all’insegna delle canzoni e non dei cantanti. Eppure il pezzo di Irene era molto bello, buona la musicalità e interessante il testo, se non altro attuale. Forse considerato troppo studiato per attirare l’attenzione del pubblico. Sempre che questo possa essere considerato un difetto, dal momento che chi partecipa al Festival non dimentica che il pubblico vuole la sua parte.

Io penso che Irene abbia, in qualche modo, scontato la colpa di essere figlia di. Nella serata di ieri, l’ultima, è stata ripescata e riammessa alla gara. Subito sui social si sono scatenati i maligni che hanno insinuato che papà Zucchero si sia comprato interi call center… Semplice insinuazione, verità, non so. Ma credo che la canzone della Fornaciari, non solo la sua voce, meritasse una posizione più alta in classifica.
Anche il suo illustre papà non ebbe miglior fortuna nel lontano 1985 quando con “Donne” guadagnò il 20° posto, battuto nella sfiga da un certo Garbo di cui non conserviamo memoria. Speriamo che Irene segua le sue orme.

Miglior sorte è toccata agli altri figli di: quelli dei talent.
Ormai dobbiamo farcene una ragione: le voci più belle, i talenti più autentici arrivano da lì. Il mondo musicale è così complicato e difficile da raggiungere, considerando anche la crisi profonda della discografia italiana, che la vetrina dei talent offre una delle poche chance di farsi conoscere. Si chiamino essi “Amici” di Maria, “X Factor”, “The voice” o “Ti lascio una canzone” che ha consegnato su un piatto d’argento la vittoria ai ragazzi del Volo lo scorso anno.

annalisa

Partendo dal fondo della classifica di quest’ultima edizione di Sanremo, maggior fortuna avrebbero meritato Alessio Bernabei (14°) e Annalisa (che di cognome fa Scarrone ma è meglio dimenticarselo), data per probabile vincitrice e relegata all’11° posto. Entrambi usciti dal talent di Canale 5, figli di Maria che da decenni si rivela mamma affettuosa di corteggiatori e cantanti.

Annalisa è ormai una cantante affermata e penso non sentirà in futuro il “disonore” di un così modesto piazzamento.
Che dire invece di Alessio Bernabei? Lui, oltre ad essere figlio di Maria, è anche il figliol prodigo uscito dalla band dei Dear Jack che l’aveva consacrato nel mondo musicale degli ultimi anni. Che sia prodigo non so; in fondo non è noto di quale patrimonio si sia appropriato, in diritti SIAE, lasciando il gruppo né se in futuro, dopo aver sperperato il gruzzoletto, tenterà di essere riammesso nella vecchia famiglia musicale. Per ora chiamiamolo ingrato e anche un po’ presuntuoso: la sua “defezione”, per il momento, non ha giovato né a lui né ai vecchi compagni, nemmeno ammessi alla finale.

E che dire di Valerio Scanu? Il piazzamento al 13° posto è la vera sorpresa di Sanremo 2016. Già vincitore nel 2010, dopo aver tentato di rimettersi in gioco partecipando all’ “Isola dei famosi” e al talent condotto da Carlo Conti “Tale e quale show”, e dopo essersi autoprodotto un album sperando di riconquistare un posto di riguardo nel panorama musicale degli ultimi anni, nonostante il seguito dei fan che mai l’hanno abbandonato, a partire dalle famose zie, non si è classificato fra i primi.
Anche se il ragazzo mi sta cordialmente antipatico, come non ho mancato di dichiarare in un post di qualche anno fa, la sua canzone è l’unica che, svegliandomi stamattina, mi è tornata in mente. In fondo è ciò che chiediamo ai pezzi presentati al festival.

Veniamo ora ai figli di “X Factor”. Bistrattata Noemi, che pure ha presentato una canzone non banale, nel testo, con una buona musicalità e una splendida voce, arrivata solo ottava. Miglior fortuna è toccata a Lorenzo Fragola (5°), vincitore dell’edizione del talent nel 2013, anche se a me non è piaciuto particolarmente.

Il posto d’onore è, invece, toccato a Francesca Michielin, giovanissima e bellissima, spontanea e innocente. Mi ha ricordato la giovane Elisa quando ha vinto il festival con la sua “Luce” nel 2001. Lei, secondo me, è la vera vincitrice di Sanremo 2016 e credo che il suo riscatto avverrà attraverso le vendite del pezzo, bellissimo e cantato con una voce davvero splendida.

Il terzo posto sul podio è toccato al giovane Giovanni Caccamo, già vincitore della sezione Giovani lo scorso anno (e ciò, a mio parere, rimane troppo poco per considerarlo un big), affiancato da un’altra figlia di Maria, Deborah Iurato, vincitrice del talent “Amici” nel 2014. Bella voce, scarsa presenza. Ma se è vero che la canzone e non chi la esegue ha il predominio, anche questa a me è sembrata alquanto modesta.

stadio.JPG

Se ci pensiamo bene, in fondo la vittoria di questo Sanremo è stata conquistata da altri figli di: gli Stadio, gruppo scoperto e portato in auge dall’indimenticabile Lucio Dalla fin dagli anni Settanta. Questa vittoria, non inattesa, è forse paragonabile a quella conquistata da Roberto Vecchioni nel 2011. Un ritorno all’antico, dunque. E non poteva essere diversamente in un festival che ha celebrato i 50 anni di carriera dei Pooh e di Patty Pravo. E anche l’inossidabile Renato Zero, l’unico che si salva tra gli “antichi”, non scherza. Gran brutti modelli: ora il nostro governo li additerà come esempio di longevità lavorativa per prolungare l’età pensionabile fino ai 90 anni.

Tuttavia, gli anni passano e si vede, anzi, si sente. I Pooh, specie Facchinetti, dovrebbero farsi controllare le coronarie; la bionda Patty ha più capelli (ammesso che siano i suoi) che voce. E anche Currieri, leader degli Stadio, è testimone del tempo che avanza.

Ma a Sanremo vince la canzone e non gli interpreti, vero? Be’, a me non è piaciuta nemmeno quella. Un giorno mi darai ragione?

[immagini da questo sito]

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24 ottobre 2012

RINCORRI I TUOI SOGNI? NON ESSERE CHOOSY!

Posted in famiglia, figli, lavoro tagged , , , , , , , , , , , , a 8:54 pm di marisamoles


Vita dura per i nostri giovani. Il mondo del lavoro è sempre meno aperto a tutti, figuriamoci nei confronti dei giovani che hanno speso anni della propria vita a studiare, si sono sacrificati, hanno rincorso i loro sogni e poi? Poi, qualcuno si permette di dire che se non accettano qualsiasi lavoro sono choosy (schizzinosi, visto che siamo in Italia è del tutto inutile fare i saputelli usando una parola inglese che è conosciuta forse dal 10% degli Italiani mentre il 100% sa che cosa significhi “schizzinoso“).

Non entro nel merito dello straparlare della signora (mi scuserà se non la chiamo ministro?) Fornero. Mi permetto, però, di osservare che i suoi figli certamente non hanno mai avuto bisogno di essere schizzinosi. Andrea fa il regista e credo che abbia proprio realizzato un sogno, visto che fare il regista non è come fare il salumiere, il commesso o l’ambulante al mercato ortofrutticolo. Uno fa il regista perché gli piace. La figlia Silvia è Professore Associato in genetica medica presso l’Università di Torino (dove, guarda caso, insegnano mamma e papà) e responsabile della ricerca alla HuGeF (Istituto di ricerca scientifica fondato dalla Compagnia di San Paolo, di cui, guarda caso, era vicepresidente la signora Elsa Fornero).

Vabbè, non tutti hanno la fortuna di realizzare i propri sogni e di godere di corsie preferenziali. Ma credo che in un momento di crisi come questo, sia difficile anche per un piccolo imprenditore sistemare un figlio. La situazione è così drammatica che non solo i giovani non riescono ad ottenere un lavoro (non dico realizzare un sogno) ma a volte i loro genitori si trovano disoccupati da un giorno all’altro o in cassa integrazione o esodati. E vi pare che di fronte alla crisi generale un giovane possa fare lo schizzinoso?

Da leggere la testimonianza di Giovanna, ventottenne laureata in Lettere, riportata dal Corriere nel blog Solferino28: uno stipendio di 600 euro al mese e un sogno realizzato a metà. Da leggere anche i commenti, soprattutto quelli di chi ritiene inutile laurearsi in Lettere, inutile rincorrere un sogno, scegliendo di studiare ciò che piace. Perché, evidentemente, si rischia di passare per choosy se non si studia ciò che conviene. E cosa potrebbe essere conveniente studiare oggigiorno? E poi, come ricorda anche Vecchioni nello spot, coperto di polemiche, sulla scuola pubblica (ma girato in una scuola privata tedesca a Milano): studio deriva da studium latino che significa anche “amore“. Aggiungerei che significa pure “impegno” e come si fa ad impegnarsi al meglio facendo ciò che non piace ma è conveniente?

20 febbraio 2011

SANREMO 2011: VINCE IL PROF VECCHIONI CANTANDO L’AMORE

Posted in canzoni, Festival di Sanremo, spettacolo, televisione tagged , , , , a 12:58 am di marisamoles


Un prof-cantautore che di certo non ama le manifestazioni canore. Eppure debuttò proprio a Sanremo nel 1968 come autore, in coppia con Lo Vecchio, della canzone Sera cantata da Giuliana Valci e Gigliola Cinquetti. Seguì la partecipazione al festival come cantante: nel 1973 arrivò ottavo con il pezzo L’uomo che si gioca il cielo a dadi .

Il brano di quest’anno, Chiamami ancora amore, non è particolarmente festivaiolo ma ha una sonorità che arriva diretta al cuore e un testo che richiama fatti d’attualità, come le manifestazioni studentesche contro le riforme Gelmini. In questo Vecchioni rivela la sua anima del prof che non riesce ad allontanarsi completamente dalla cattedra che ha, negli anni, occupato sia come insegnante al liceo (è laureato in Lettere Classiche) sia come docente universitario.

Una vittoria forse annunciata, la sua, e al centro di una vera e propria bufera che si è scatenata oggi stesso dopo che uno dei responsabili di Rai Trade ha rivelato la sua posizione di capoclassifica al televoto. Una gaffe che avrebbe potuto invalidare completamente il televoto: la Codacons ne aveva, infatti, tempestivamente chiesto l’annullamento e il rimborso agli utenti che avevano telefonato o mandato gli sms. Ma evidentemente la fuga della notizia non ha avuto conseguenze se non l’abbandono della conferenza stampa da parte di Gianni Morandi che lancia pure un vaffa in direzione dell’incauto collaboratore.

Mentre Morandi si dichiarava indispettito per l’accaduto, in quanto avrebbe potuto danneggiare l’amico Vecchioni, quest’ultimo, serafico, osservava: «Mi fa sicuramente piacere sapere di essere primo nel televoto di ieri. È la conferma che il brano sta arrivando alla gente, quindi come non esserne contenti. Non penso di essere danneggiato, qualsiasi cosa accada sono già felice per l’affetto e l’accoglienza tributata a Chiamami ancora amore». (LINK)

I fatti gli hanno dato ragione. Decisamente frastornato – e da questo si capisce che non è abituato a questo genere di manifestazioni – una volta salito sul palco dell’Ariston, per l’ennesima volta, ringrazia Morandi per averlo invitato, dichiarando apertamente che altrimenti non avrebbe mai partecipato al festival. Quasi non vorrebbe ricantare Chiamami ancora amore: «Ormai l’ho cantata sei volte… vuoi che ti faccia Luci a San Siro?», osserva quasi in tono di supplica. Poi, però, si arrende: il vincitore di Sanremo ha l’obbligo di esibirsi dopo la proclamazione della vittoria. Prende in mano il microfono e, ancora incredulo, confessa: «Non me l’aspettavo mai…»

Una vittoria meritata? Per me sì: la canzone è bella, la voce pulita e potente, nonostante gli anni passino anche per Vecchioni. Il testo mi pare un po’ troppo polemico ma d’altra parte è lo specchio dei tempi. La cosa più importante è che abbia vinto la canzone d’autore, come Vecchioni stesso ha osservato subito dopo la vittoria: “Sono contento perché è un pezzo che coniuga la canzone d’autore con quella popolare“.
Quindi, bravo Roberto! Come non essere orgogliosi di un collega?

E per la barca che è volata in cielo
che i bimbi ancora stavano a giocare
che gli avrei regalato il mare intero
pur di vedermeli arrivare

Per il poeta che non può cantare
per l’operaio che non ha più il suo lavoro
per chi ha vent’anni e se ne sta a morire
in un deserto come in un porcile
e per tutti i ragazzi e le ragazze
che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze
perché stanno uccidendo il pensiero

per il bastardo che sta sempre al sole
per il vigliacco che nasconde il cuore
per la nostra memoria gettata al vento
da questi signori del dolore

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e di parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
In questo disperato sogno
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
anche restasse un solo uomo

Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore

Perché le idee sono come farfalle
che non puoi togliergli le ali
perché le idee sono come le stelle
che non le spengono i temporali
perché le idee sono voci di madre
che credevano di avere perso
e sono come il sorriso di Dio
in questo sputo di universo

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Continua a scrivere la vita
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
che è così vera in ogni uomo

Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore

Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
In questo disperato sogno
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
anche restasse un solo uomo

Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Perché noi siamo amore

[post aggiornato alle ore 11.30]

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