HO MANGIATO CINESE E CI METTERO’ DUE GIORNI PER DIGERIRE

ristorante cinese
I cinesi devono avere uno stomaco di ferro. Il mio è giustamente uno stomaco italiano, abituato a digerire cibo sano e gustoso – anche senza grassi animali – e giustamente si sta ribellando.

La cucina italiana è famosa in tutto il mondo e se non è considerata la migliore in assoluto, senz’altro è una delle più apprezzate. Non capisco perché le nostre città siano piene di ristoranti esotici che propinano cibo discutibilmente sano e che, dietro al gusto ingannevole, nasconde insidie per lo stomaco poco abituato a simili prelibatezze.

Non ho nulla contro l’esterofilia, ci mancherebbe. Ma posso permettermi di dire che:

– il riso alla cantonese mi ha fatto rimpiangere la mia insalata di riso che con questo caldo rinfresca pure
i ravioli al vapore sembravano fatti di gomma (anche se il ripieno era gustoso)
gli involtini primavera erano talmente croccanti che li ho usati a mo’ di grissini per raccogliere gli immancabili cinque chicchi di riso che proprio non ne vogliono sapere di essere catturati
il pollo speziato (credo al curry) mi ha fatto apprezzare persino i bocconcini di pollo al limone, specialità culinaria (unica, tra l’altro) di mio marito
– le verdure pastellate erano quasi peggio di quelle surgelate che compro al supermercato per le emergenze
– le palline al cocco come dessert non erano all’altezza di quelle che preparo io con la ricotta e il cacao

Se dico questo, secondo voi, faccio “terrorismo culturale”?
(lo so che non potete capire, ma lo chiedo ugualmente).

[immagine da questo sito]