IL VOTO DI CONDOTTA FARÀ MEDIA

La popolazione scolastica, specie quella delle scuole superiori, è in fermento. Le famiglie osservano con sguardo interrogativo le pagelle, fresche di stampa, dei propri figli e si chiedono, in particolare, com’è che l’anno scorso avevano nove in condotta e ora sette o addirittura sei.
Ho già spiegato, in un precedente post, le novità essenziali sull’attribuzione del voto di condotta. Ora, tuttavia, vorrei fare delle ulteriori considerazioni sul fatto che la valutazione del comportamento “faccia media” oppure no con i voti attribuiti alle singole discipline. Per essere chiara, però, devo fare necessariamente un passo indietro e ripercorrere tutte le tappe dell’iter che ha portato a questa specie di rivoluzione sul voto di condotta.

Il ministro Mariastella Gelmini già all’indomani della sua nomina non aveva nascosto la sua preoccupazione sui casi di bullismo sempre più frequenti nelle scuola italiane. In qualche modo era necessario, quindi, far fronte a tale problema e tentare di arginare il fenomeno frenando la sua escalation.
Mentre ancora docenti e studenti erano in vacanza, il 1 agosto il ministro aveva presentato un disegno di legge in cui si preannunciava la revisione dei criteri fino ad allora utilizzati per la valutazione del comportamento degli allievi. Tale disegno trovò poi concreta applicazione nel Decreto Legge 1 settembre 2008, n. 137, poi divenuto a tutti gli effetti Legge dello Stato (137 del 29 ottobre 2008). Nel D.Lg, all’articolo 2, si specifica quanto segue:

2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è espressa in decimi.
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo.

Nel passaggio dal D. Lg alla Legge 137 Gelmini non si notano sostanziali differenze. Fin qui tutto chiaro, quindi: la valutazione in decimi comportava la possibilità di diversificare l’attribuzione del voto di condotta tenendo conto del grado di raggiungimento degli obiettivi educativi da parte di ciascun allievo. Quello che rimaneva dubbio, tuttavia, era l’esatto significato dell’espressione “concorre alla valutazione complessiva dello studente”. Ma se “concorre” sta a significare che “contribuisce” alla valutazione ecc. ecc, non vedo perché mai ci si dovesse chiedere se il voto di condotta “facesse media” oppure no. Almeno io, fin dall’inizio, ho attribuito all’espressione tale significato; non stiamo mica parlando di un responso della Sibilla Cumana!

L’11 dicembre 2008 venne pubblicata la Circolare Ministeriale n° 100 per mezzo della quale si davano le “prime informazioni sui processi di attuazione del D. L. n. 137 del 1° settembre 2008, convertito con modificazioni nella legge 30 ottobre 2008, n.169”.
Anche qui, però, nulla di nuovo: gira e rigira le informazioni erano sempre quelle. Si ribadiva l’importanza di procedere ad una ponderata valutazione del comportamento degli allievi anche per evitare gli episodi esecrabili cui ho già accennato. In particolare si affermava che “fin dalla prima valutazione periodica il Consiglio di classe valuta – mediante l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi – il comportamento degli allievi durante l’intero periodo di permanenza nella sede scolastica, anche con riferimento alle iniziative e alle attività con rilievo educativo realizzate al di fuori di essa. […] La valutazione del comportamento concorre, unitamente a quella relativa agli apprendimenti nelle diverse discipline, alla complessiva valutazione dello studente. La valutazione del comportamento – espressa (se necessario anche a maggioranza) in sede di scrutinio finale dal Consiglio di classe – corrispondente ad una votazione inferiore ai sei decimi, comporta la non ammissione dell’allievo all’anno successivo e all’esame conclusivo del ciclo.

Questo, dunque, a dicembre. Rimaneva, tuttavia, in sospeso la valutazione insufficiente del comportamento per la quale il Ministero si riservava di inoltrare agli utenti ulteriori successive delucidazioni.
Come si sa, molte scuole, grazie all’autonomia di cui godono, hanno facoltà di dividere l’intero periodo scolastico in parti non necessariamente coincidenti con la classica suddivisione in quadrimestri. Da anni in tanti istituti si preferisce “accorciare” i tempi del I quadrimestre facendolo terminare prima delle vacanze natalizie. Questo comporta l’anticipo degli scrutini di fine quadrimestre all’inizio di gennaio, ovvero al ritorno dalle vacanze; quindi in parecchie scuole le operazioni di scrutinio sono terminate prima del 16 gennaio, giorno in cui è stata diffusa un Decreto Ministeriale, il n° 5, recante ulteriori chiarimenti riguardo l’applicazione dell’articolo 2 della Legge 29 ottobre 2008 e, in particolare, sui criteri di attribuzione dell’insufficienza in condotta. Va da sé che nel caso gli scrutini si fossero svolti precedentemente, sarebbe stato sensato rinunciare ad attribuire una valutazione inferiore al cinque. Così, almeno, è stato deciso nella mia scuola. Non dappertutto, però, visto che la stampa in questi giorni ha portato alla nostra attenzione casi di “eccesso di zelo” da parte di alcune scuole che non hanno atteso i dovuti chiarimenti e hanno valutato insufficiente il comportamento degli allievi più indisciplinati anche se in modo non conforme alle disposizioni successivamente diffuse.

Ma cosa dice, in sostanza, il Decreto n° 5? Nulla di nuovo, pare, rispetto a quanto già sapevamo. Soprattutto non chiarisce il recondito – per alcuni – significato del famoso enunciato: “la votazione sul comportamento degli studenti concorre alla valutazione complessiva dello studente”. Sarà forse per questo che pochi giorni dopo, esattamente il 23 gennaio, è stata diffusa una Circolare, la numero 10, a firma del Direttore Generale Mario G. Dutto? Ma che cosa ci dice di nuovo il signor Dutto? Pare nulla. Ma leggiamo insieme la parte che ci interessa:

Per la valutazione del comportamento degli studenti della scuola secondaria di I e II grado il decreto ministeriale 16 gennaio 2009, n. 5, definisce i criteri per l’espressione del voto in decimi.

Nella scuola secondaria il voto di comportamento, definito dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente, in quanto determina, autonomamente, la non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato nel caso sia inferiore a sei decimi, indipendentemente dalla votazione conseguita nelle singole discipline di studio.

Leggendo fra le righe, è proprio il caso di dirlo, notiamo che c’è un connettivo in più: quel “in quanto” apparentemente insignificante e superfluo. Perché se avevamo capito che il voto di condotta “concorre alla valutazione complessiva dello studente”, era pure chiaro che “determina – se insufficiente – la non ammissione alla classe successiva ecc. ecc”. Il fatto è che qualcuno ha interpretato in altro modo quel “in quanto”: gli studenti – almeno quelli che gestiscono i blog su internet – ne hanno dedotto che “il voto di condotta non fa media”. Altri, più o meno gli “esperti” del settore, ovvero gli insegnanti, ritengono che quel “in quanto” non aggiunga né tolga nulla a ciò che già in precedenza era stato detto.

A questo punto io continuo ad essere convinta dell’interpretazione che ho dato in precedenza alla famigerata espressione: il voto di condotta “fa media”, eccome. Il fatto che se insufficiente, anche ammesso che quella sul comportamento sia l’unica valutazione negativa dello studente, determini la bocciatura o la non ammissione agli Esami di Stato, nulla toglie al fatto che il voto di condotta contribuisca alla media dei voti attribuiti nelle diverse discipline.
Mi convincerò di essere in errore solo quando il Ministero, senza tanti giri di parole, dichiarerà esplicitamente che la valutazione del comportamento non concorre alla “media”. Ma mi chiedo perché mai, se l’interpretazione fosse davvero così dubbia, non l’abbia già fatto. Forse perché non c’è nulla da chiarire, più di quanto non sia già stato fatto.

AGGIORNAMENTO DEL POST

Non ho dovuto attendere molto, pare, per aver conferma che il mio ragionamento era corretto. In serata, infatti, è stata diffusa una dichiarazione del ministro Gelmini che, ai microfoni di Rai3, ha affermato: “Il voto in condotta farà media perché sappiamo che l’aumento di episodi di bullismo preoccupa molto genitori e insegnanti. Si torna, dunque, a una scuola del rigore che fa del comportamento un elemento significativo per formare la personalità dei ragazzi'”. Ipsa dixt; c’è ancora qualche dubbio?

ARTICOLI CORRELATI: La Gelmini sul 5 in condotta ci ripensa e Il voto di condotta fa media per l’ammissione all’esame di stato

LA “NUOVA SCUOLA SPIEGATA AI GENITORI”

Come sapete la riforma Gelmini ha creato un po’ di scompiglio. Dal prossimo Anno Scolastico sarà effettiva la riforma della “primaria” limitatamente alla classe prima, con l’abolizione del modulo dei tre maestri. Anche la “scuola media” sarà investita da un’ondata di novità, mentre per la riforma delle “superiori” bisognerà attendere l’Anno Scolastico 2010/2011.
Le iscrizioni per il prossimo A.S. sono state prorogate di un mese rispetto alla consueta scadenza di fine gennaio. C’è ancora tempo, quindi, fino al 28 febbraio.

Nel frattempo, credendo di fare una cosa utile, informo i miei lettori che oggi in edicola, in allegato al Corriere della Sera , potranno trovare una Guida curata da “Tuttoscuola” che vuole venire incontro ai dubbi dei genitori alle prese con la prossima iscrizione dei figli nella Scuola Primaria e Secondaria di I grado. Ad esempio, si prende in esame la possibilità di scelta tra tempo “normale” o tempo pieno alla primaria o la preferenza rispetto ad un maggior numero di ore di lingua inglese alle medie.

La guida consta di 224 pagine, contiene oltre cinquanta risposte a possibili quesiti e un indice analitico per argomenti con più di 250 voci, che esplorano ogni aspetto della materia con linguaggio semplice e appropriato. Il costo è di euro 4,90 ed è disponibile in un numero limitato di copie … quindi, conviene affrettarsi!

Inoltre, sul sito tuttoscuola.com c’è la possibilità di trovare uno speciale con i modelli di iscrizione, la normativa e la possibilità di porre dei quesiti sulle iscrizioni ai quali verranno date le risposte sullo stesso sito.

Vi invito anche a leggere gli ARTICOLI CORRELATI .

AGGIORNAMENTO 19/01/2009

La redazione di Tuttoscuola fa sapere che, visto il successo ottenuto dalla Guida “La nuova scuola spiegata ai genitori” e considerato che in alcuni comuni di provincia l’allegato al Corriere della Sera di sabato 17 gennaio non è neppure arrivato, la stessa verrà ridistribuita da oggi nelle edicole.

Ricordo che chi volesse ulteriori informazioni può consultare lo “Speciale iscrizioni” sul portale tuttoscuola.com. Sullo stesso sito è inoltre possibile usufruire gratuitamente di un servizio di consulenza sulle iscrizioni.

AGGIORNAMENTO 02/02/2009

Leggo sulla newsletter di Tuttoscuola che la guida “La nuova scuola spiegata ai genitori” sarà in edicola con il Corriere della Sera fino a metà febbraio.

DALLA LEGGE 137 ALLA RIFORMA GELMINI: IL TRUCCO C’È L’INGANNO PURE

gelmini_occhialiChi ha letto i miei precedenti post sull’argomento (questo e questo) forse si stupirà leggendo il titolo di questo articolo. Tuttavia, se si rileggono le battute finali di “Legge 137 Gelmini: è ora di voltare pagina”, forse lo stupore sarà in parte attenuato.
L’articolo, infatti, si concludeva così: “Quanto a me, io spero solo di non dovermi pentire di aver difeso a spada tratta la povera Gelmini o, per meglio dire, il suo Decreto. Ogni tanto penso a quando ti telefonano per annunciarti che hai vinto un viaggio: devi solo recarti, con tutta la famiglia ovviamente, in quel dato hotel, quel dato giorno, domenica o festivi preferibilmente, a ritirare il “buono” … e poi scopri che devi comprare un p.c. (ma ne hai già tre!) o una multiproprietà in Spagna (ma non era meglio più vicino?). Insomma, il classico bidone. E nonostante tu l’abbia già sperimentato una volta, chissà perché almeno in un’altra occasione ci ricaschi. Che dire ancora? Speriamo bene o, come diceva sempre mia nonna Caterina, che Dio ce la mandi buona!”
Ora, effettivamente, il “bidone” così abilmente celato sotto le mentite spoglie di articoli e commi apparentemente innocui, è visibile in modo chiaro e assolutamente inconfutabile.

Parliamo, dunque, dell’annunciata riforma. Avevo già osservato in modo chiaro che l’unica vera riforma avrebbe riguardato la scuola secondaria di II grado, dopo che, passato il testimone dell’esecutivo dalle mani di Berlusconi a quelle di Prodi, la riforma Moratti, già effettivamente approvata, era rimasta giacente per un po’ in attesa di essere rispolverata, non senza le dovute e irrinunciabili revisioni e correzioni.
È stata pubblicata, per ora, una bozza di “Decreto del Presidente della Repubblica”, identificato con la dicitura “Schema di regolamento recante Revisione dell’assetto ordinamentale , organizzativo e didattico dei licei ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del D.Lg. 25/06/08, n. 112, convertito dalla Legge 06/08/08, n. 133″. Il testo completo, per le persone dotate di infinita pazienza e tempo libero, è consultabile su questo sito . In questa sede mi occuperò principalmente della riforma del Liceo Scientifico, dove insegno, che per ovvi motivi mi sta più a cuore.

Nella bozza succitata si parla dell’articolo 64 della Legge 133, quella famosa varata in piena estate, quando la maggior parte della gente se ne stava spaparanzata al sole e quelli meno fortunati boccheggiavano stretti nella morsa dell’afa cittadina, poco inclini, tuttavia, ad occuparsi di politica e di decreti legislativi. È quell’ “articoletto”, apparentemente insignificante, la chiave del mistero. La legge 133 prende in esame provvedimenti in ambito finanziario che, vertendo sulla pubblica amministrazione, inevitabilmente hanno ripercussioni anche sulla scuola. È questo il bidone, cari i miei lettori, e nonostante sia ancora convinta che le manifestazioni plateali di fine ottobre fossero inutili e fuori tempo massimo, poiché i giochi oramai erano già stati fatti, lodo la lungimiranza di chi l’inghippo l’aveva già intuito. Ma io sono famosa per essere una specie di “Alice nel paese delle meraviglie”, quindi non mi stupisco della mia scarsa perspicacia. L’articolo 64, comma 4, dunque, recita:

4. […] si provvede ad una revisione dell’attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti criteri:
a. razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell’impiego dei docenti;
b. ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;  
c. revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi;
d. rimodulazione dell’attuale organizzazione didattica della scuola primaria;
e. revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi;
f. ridefinizione dell’assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, previsto dalla vigente normativa.

Quindi, vediamo cosa prevede la “razionalizzazione dei piani di studio”, almeno per i licei. Prima di tutto si parla di due bienni e un anno conclusivo (art. 2, comma 3), così come già concepito dalla riforma Moratti. In quest’ultimo anno è previsto anche l’insegnamento in lingua inglese di una disciplina non linguistica; anche questo, però, era già stato previsto dalla Moratti, Non si capisce perché la disciplina debba essere “non linguistica” visto che io già insegno Latino in inglese e non vedo dove ci sia l’eventuale controindicazione. Mah!
In base alle disponibilità di bilancio, possono essere impartiti pure degli insegnamenti facoltativi su richiesta degli studenti. Mi chiedo quali e in che modo si possa procedere alla “personalizzazione dei piani di studio” (art.3, comma 2). È già così difficile insegnare le materie obbligatorie, figuriamoci quelle facoltative. E poi, saremo noi a proporgliele o ce le chiederanno loro? M’immagino che di fronte alla possibilità di scelta fra “Storia delle religioni monoteiste” e “Avvio alla composizione di musica elettronica” non si possa dubitare sulle preferenze.

Veniamo, ora, ai quadri orari dei licei: s’era detto (cfr. Legge 133) che i licei classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane avrebbero avuto un monte orario settimanale non superiore alle 30 ore. Ciò vale anche alla luce del documento in esame; per altri licei, ad esempio quello artistico, si arriva anche alle 35 ore, mentre in quello musicale e coreutico il tetto è fissato in 32 ore. Va da sé che tutte le varie “sperimentazioni” – per lo scientifico, ad esempio, il P.N.I. o il bilinguismo – verranno a cadere per far posto ad un piano di studi tradizionale ma ampliato per quanto riguarda le materie caratterizzanti.

Vediamo, in sintesi, cosa cambia nel quadro orario del liceo scientifico:

Piano di studi Attuale (piano base)

Materie

I

II

III

IV

V

Italiano

4

4

4

3

4

Latino

4

5

4

4

3

Lingua straniera

3

4

3

3

4

Storia

3

2

2

2

3

Geografia

2

Filosofia

2

3

3

Scienze natur.

2

3

3

2

Matematica

5

4

3

3

3

Fisica

2

3

3

Disegno

2

2

2

2

2

Ed. fisica

2

2

2

2

2

Relig. o att. alt.

1

1

1

1

1

Totale ore sett.

26

26

28

29

30

Proposta Gelmini

Materie

I

II

III

IV

V

Italiano

4

4

4

4

4

Latino

4

4

3

3

3

Lingua inglese

3

3

3

3

3

Storia

2

2

2

2

2

Geografia

2

2

Filosofia

3

3

3

Scienze

3

3

3

3

3

Matematica e Inform.

5

5

5

5

5

Fisica

2

2

2

2

2

Arte …

2

2

2

2

2

Ed. fisica

2

2

2

2

2

Relig. o att. alt.

1

1

1

1

1

Totale ore sett.

30

30

30

30

30

Al quadro orario “standard” si aggiungono i seguenti insegnamenti “attivabili sulla base del Piano dell’Offerta Formativa nel limite del contingente di organico assegnato all’istituzione scolastica, tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie”:
Lingua straniera 2
Musica
Elementi di diritto ed economia
Approfondimenti nelle discipline obbligatorie

Insomma, lascio ai lettori le dovute considerazioni. A me sembra che il piano di studi sia più “scientifico”, anche a scapito della riduzione d’orario di Latino e Storia. Sempre meglio che la temuta “opzionabilità” del Latino … poi staremo a vedere.
Quanto all’organico, per dovere di cronaca, tutti i docenti saranno tenuti ad avere un orario completo di cattedra di 18 ore, mentre ora le cattedre sono completate da ore a disposizione per le supplenze. Vedremo come si farà a coprire le classi in assenza degli insegnanti ammalati o assenti per altri giustificati motivi. Se è già dura adesso – specie quando nella stessa giornata si contano il 10% di assenti sull’intero corpo docente! – diventerà un’impresa impossibile. Ma questa è un’altra storia.
Potrei continuare affrontando l’argomento “numero di studenti per classe”, ma dirò solo che sono previste deroghe anche in considerazione degli spazi disponibili nelle strutture scolastiche. Se pensiamo ad numero minimo di 27 allievi, risulta impossibile “sistemarli” nelle anguste aule scolastiche che ci ritroviamo. Senza contare che fare i compiti in classe quando tra un banco e l’altro c’è uno spazio di 5 centimetri risulta già una farsa adesso … a meno che non si somministrino compiti differenti. Il che significa più lavoro, difficoltà di costruire delle verifiche di pari livello, correzione più complicata …

Che dire, infine? Mentre una gran massa di docenti si prepara allo sciopero del 12 dicembre, io continuo a pensare che manifestare il proprio dissenso non ha prodotto frutti una volta, non lo farà nemmeno questa. Sarò rassegnata, forse, o solo disincantata. Vorrei, però, non trovare le classi deserte come l’ultima volta anche perché il “quadrimestre” finisce prima di Natale.
A proposito, ho deciso di scrivere una letterina a Babbo Natale: “Non voglio doni, caro Babbo, perché non ti voglio far spendere soldi in questo momento di crisi economica. Però ti rivolgo una preghiera: fa che la Gelmini non tolga il Latino dal liceo scientifico. Se mi ascolti, ti prometto che valuterò con meno severità i compiti dei miei allievi … ma visto che ci sei, fa che loro studino di più il latino che così non devo rivedere i miei criteri di valutazione!”