27 febbraio 2010

ISCRIZIONI SCOLASTICHE: IL MIUR PUBBLICA UNA “GUIDA ALLA NUOVA SECONDARIA SUPERIORE”

Posted in iscrizioni scolastiche, MIUR, scuola tagged , , , a 12:04 am di marisamoles

Dopo l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri della Riforma della Scuola Secondaria di II grado, il Ministero della Pubblica Istruzione (MIUR) pubblica una guida alla scuola riformata (istruzione liceale, tecnica e professionale) per i ragazzi che si iscriveranno alla classe prima nell’A.S. 2010/2011 e per i loro genitori.
La guida è consultabile on-line: questo è il LINK

Nella Circolare Ministeriale n° 17 del 18 febbraio 2010 s’informano gli interessati che le domande di iscrizione dovranno essere presentate entro il 26 marzo prossimo. C’è una novità per quanto riguarda le procedure:

Le domande di iscrizione devono essere presentate ad un solo istituto di istruzione secondaria di II grado, per evitare che una doppia opzione da parte delle famiglie possa alterare le situazioni di organico. Tuttavia, in considerazione della possibilità che si verifichi eccedenza di domande rispetto ai posti disponibili e che, conseguentemente, si renda necessario indirizzare verso altri istituti le domande non accolte (anche in base ai criteri di ammissione deliberati dal consiglio di istituto), le famiglie, in sede di presentazione della istanza di iscrizione, possono indicare, in subordine, fino ad un massimo di altri due istituti di proprio gradimento. Sarà cura del dirigente scolastico dell’istituto secondario di II grado presso cui la domanda non è stata accolta, provvedere all’inoltro immediato delle domande di iscrizione, d’intesa con le famiglie, verso gli istituti indicati in subordine.

Annunci

12 febbraio 2010

LICEO DELLE SCIENZE APPLICATE ALL’ISIS: GLI SCIENTIFICI INSORGONO

Posted in Friuli Venzia-Giulia, Mariastella Gelmini, MIUR, politica, riforma della scuola, scuola tagged , , , , , , , , , a 3:30 pm di marisamoles

Come si sa, all’ultimo momento, prima dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della riforma della secondaria di II grado, Mariastella Gelmini ha deciso di sostituire l’annunciata opzione del liceo scientifico tecnologico con quella relativa alle “scienze applicate”. Ne ho già scritto qui , dove ho anche fatto delle osservazioni sul diverso quadro orario delle due opzioni.

Ora si pone un interrogativo: se fino ad oggi il liceo tecnologico compariva all’interno dell’offerta formativa dell’ITIS, ora la nuova opzione a chi spetterà? Se consideriamo che l’opzione è contemplata nel riordino dei licei (non in quello degli istituti tecnici), pare scontato che spetti al liceo scientifico inserirla nella propria offerta. Ma non sempre le cose vanno come dovrebbero andare.

In una nota informativa la CGIL Scuola osserva che “l’istituzione del Liceo delle scienze applicate trasformerebbe, in modo radicale, tutti gli attuali Licei scientifici tecnologici (sia quelli presso i tecnici che quelli presso i licei), riducendo ovunque la quantità oraria ed i laboratori, e creando non pochi problemi nell’organizzazione delle scuole, nella definizione dei piani dell’offerta formativa territoriale, e negli organici.” (LINK). Una conferma che il condizionale non è d’obbligo arriva da Udine: la Provincia, infatti, ha stabilito che l’opzione delle “scienze applicate” sia appannaggio dell’ITIS che, per l’occasione, verrebbe trasformato in ISIS (Istituto Statale di Istruzione Superiore). Come dire: tagliamo la testa al toro, facendo confluire la nuova opzione ai Tecnici, sottraendola ai Licei. C’è solo un problema: come farà a sopravvivere il Liceo Scientifico, senza più sperimentazioni, con la sola offerta del corso ordinario?
I dirigenti dei due licei scientifici, che contano assieme quasi 3000 iscritti, si oppongono alla decisione della Provincia (ma a questo punto credo possa essere definita una questione nazionale e non locale), sottolineando che «nell’ambito delle proprie capacità di accoglimento delle domande d’iscrizione, non può essere sottratta all’autonomia scolastica la facoltà di definire il numero di sezioni da attivare per ciascuna delle due opzioni, risultando altrimenti palesemente coercitoria la scelta obbligata di iscrivere tutti gli allievi al solo indirizzo “liceo scientifico” disattendendo le scelte educative delle famiglie».

Non resta che attendere i risvolti di questa intricata vicenda. Dai miei lettori, però, vorrei sapere se il problema è davvero nazionale e come intendono le diverse scuole reagire di fronte a un tale depauperamento dell’offerta formativa del liceo scientifico.

[fonte: Messaggero Veneto]

PER NOTIZIE DETTAGLIATE E AGGIORNATE SULLA RIFORMA DELLE SUPERIORI (SETTEMBRE 2010), CLICCA QUI

5 febbraio 2010

GELMINI, RIORDINO DEI LICEI: IL MISTERO DELLO SCIENTIFICO TECNOLOGICO SCOMPARSO

Posted in Mariastella Gelmini, MIUR, politica, riforma della scuola, scuola tagged , , , , a 5:34 pm di marisamoles

Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato i Regolamenti concernenti la “riforma” della Secondaria di II grado. Nella comunicazione pubblicata sul sito del MIUR, poche sono le novità rispetto alla precedente diffusa nel giugno dello scorso anno.

In particolare vorrei soffermarmi sul Liceo Scientifico, opzione Scientifico-Tecnologica. Nei mesi scorsi questa opzione ha fatto molto discutere il mondo dei licei scientifici, specie in considerazione del fatto che nell’attuale ordinamento non compare una sperimentazione tecnologica, almeno non all’interno dei piani di studio del liceo scientifico. Tuttavia, come si sa, il cosiddetto Liceo Tecnologico fa parte, da molti anni in fase sperimentale, dell’offerta formativa dell’ITIS.
All’indomani della pubblicazione della Bozza di Riordino dei Licei ci si è subito chiesti: a chi spetterà l’offerta relativa all’opzione del Liceo Scientifico Tecnologico? Il dubbio era legittimo: se, infatti, consideriamo l’opzione come facente parte del piano di studi dello scientifico, l’offerta dev’essere proposta da tale liceo; se, però, prendiamo in esame ciò che già c’è, ed è molto simile in termini d’offerta all’opzione in esame, siamo portati a ritenere che gli ITIS debbano continuare a proporre la sperimentazione già in atto, aggiungendo l’aggettivo “scientifico” al semplice Liceo Tecnologico.

Se leggiamo il comunicato del MIUR, però, ci accorgiamo di una differente proposta nell’ambito del Liceo Scientifico. Nella “vecchia bozza” (giugno 2009), infatti, si leggeva:

Liceo scientifico. Oltre al normale indirizzo scientifico le scuole potranno attivare l’opzione scientifico tecnologica che consentirà l’approfondimento della conoscenza di concetti, principi e teorie scientifiche e di processi tecnologici, anche attraverso esemplificazioni operative.

Nel comunicato attuale, diffuso contestualmente all’approvazione della Riforma da parte del Consiglio dei Ministri in data 4 febbraio 2009, la dicitura è un’altra:

Nel liceo scientifico tradizionale è aumentato il peso della matematica e delle discipline scientifiche. La nuova opzione delle “scienze applicate” raccoglie l’eredità della sperimentazione “scientifico-tecnologica”.

Ora, io sarò un po’ tonta, ma non capisco cosa s’intenda per eredità della sperimentazione “scientifico-tecnologica”. Infatti, se consideriamo come “eredità” il proseguimento della sperimentazione già in atto presso gli ITIS, l’aggettivo risulta essere un’aggiunta fantasiosa. D’altra parte, risulta difficile credere che per “eredità” ci si riferisca alla precedente bozza di riordino: che eredità è se, in realtà, la bozza è sempre stata solo un’ipotesi di riordino, che non ha mai visto applicazione? Sì, lo so, sulla lingua italiana sono un po’ pignola.
A questo punto, vado a vedere, sempre nel comunicato, ciò che si dice riguardo alle novità introdotte dalla riforma. Ad un certo punto leggo:

Sarà valorizzata la qualità degli apprendimenti piuttosto che la quantità delle materie. I quadri orari saranno adeguati a quelli dei Paesi che hanno raggiunto i migliori risultati nelle classifiche Ocse Pisa come la Finlandia (856 ore all’anno). Il quadro orario sarà annuale e non più settimanale, in modo da assegnare alle istituzioni scolastiche una ulteriore possibilità di flessibilità;
• Tutti i licei prevedranno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 nel secondo biennio e nel 5° anno con le seguenti eccezioni […]
• Entrano a regime le sperimentazioni che hanno coinvolto gli istituti d’arte, i percorsi musicali, i vecchi istituti magistrali e le sperimentazioni scientifico-tecnologiche e linguistiche, queste ultime nate dall’esperienza delle scuole non statali, private o degli enti locali.

Oibò! Ecco che ricompare la definizione “scientifico-tecnologiche” in riferimento alle “vecchie” sperimentazioni. Ne deduco che l’opzione del Liceo Scientifico Tecnologico ci sarà, forse cambierà solo nome e sarà definita “delle Scienze Applicate”.
E i quadri orari? Se confrontiamo quello proposto in bozza nel settembre 2009, relativo all’opzione tecnologica (LINK) e l’attuale quadro dell’opzione delle Scienze Applicate (LINK), ad un primo colpo d’occhio pare che si sia arrivati ad un compromesso: lasciamo perdere il “tecnologico” che, se non altro per definizione, si addice meglio ad un Istituto Tecnico, e recuperiamo qualcosa della vecchia sperimentazione PNI. Infatti, molti avevano protestato proprio per la scomparsa del PNI che spesso è stata un’opzione gradita rispetto al piano di studi ordinario. Eh, già. C’è, però, un piccolo particolare: nell’attuale PNI il Latino c’è, nell’opzione delle Scienze Applicate è scomparso. Ma d’altronde era già scomparso dall’opzione tecnologica. Ce ne faremo una ragione.

PER VISIONARE I QUADRI ORARI DI TUTTI I LICEI RIFORMATI CLICCA QUI

PER NOTIZIE DETTAGLIATE E AGGIORNATE SULLA RIFORMA DELLE SUPERIORI (SETTEMBRE 2010), CLICCA QUI

4 febbraio 2010

RIORDINO LICEI, TECNICI E PROFESSIONALI: IL SÌ DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Posted in Mariastella Gelmini, MIUR, politica, riforma della scuola, scuola, Silvio Berlusconi tagged , , , , , , , , , , a 3:43 pm di marisamoles

La riforma della Secondaria di Secondo grado è una realtà: oggi, 4 febbraio 2010, il Consiglio dei Ministri ha approvato i Regolamenti presentati dal MIUR nel giugno del 2009, già oggetto di discussione nelle Commissioni Cultura della Camera dei Deputati e del Senato, su cui anche il Consiglio di Stato ha dato parere favorevole, seppur richiedendo degli aggiustamenti. (rimando alla lettura di quest’altro post).

La cosiddetta riforma delle superiori partirà, come previsto, dall’anno scolastico 20010/2011, per le sole classi prime e non, come annunciato in precedenza, dall’intero biennio. La decisione del ministro Mariastella Gelmini è stata presa anche considerando le lamentele giunte dal mondo della scuola. Ora, però, dovrà fare i conti, nel vero senso della parola, con il mancato risparmio previsto dalla Legge 133 (art. 64) del 2008. L’unica eccezione è prevista per gli Istituti Tecnici e Professionali, dove la riduzione dell’orario riguarderà anche le classi successive alla prima.
Solo nella provincia di Bolzano, in virtù della specialità della regione Trentino-Alto Adige, l’avvio della riforma slitterà all’anno scolastico 2010/2011. Gli assessori altoatesini ritengono che il rinvio consenta di adeguare la riforma alle particolarità della realtà scolastica provinciale.

Il commento del premier Berlusconi: Credo che sia molto importante l’attenzione che abbiamo dato alla formazione dei nostri giovani che ancora oggi hanno dallo Stato qualcosa che viene ritenuto dagli organismi internazionali non in linea con i Paese europei più avanzati. La scuola superiore necessitava di una riforma perché, secondo quanto ci dichiarano tutte le imprese e le associazioni, la scuola attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro.

Per la Gelmini si tratta di una svolta epocale: la scuola secondaria di II grado, infatti, non era mai stata riformata dalla legge Gentile del 1923. Non si prende, tuttavia, ogni merito, precisando che per elaborarla abbiamo attinto sia dalla riforma messa a punto a suo tempo dal ministro Moratti sia per l’istruzione tecnica e professionale da quanto realizzato dal precedente Governo. Soprattutto l’istruzione tecnica, secondo il ministro, non è più relegata al ruolo di serie B; la riforma, infatti, vuole essere una risposta alla crisi economica e ai problemi dell’occupazione giovanile cui stiamo assistendo oggigiorno.

Critica l’opposizione, ma la maggioranza di governo appoggia in toto il piano e ritiene che finalmente viene fatto un po’ d’ordine nel caos degli istituti superiori: meno frammentazioni, più approfondimento. Questa, in particolare, l’opinione di Maurizio Gasparri.

Per Anna Finocchiaro, capogruppo del PD, spacciare per riforma epocale della scuola superiore quella che altro non è che una serie di misure dettate da necessità di cassa ci sembra davvero una enormità. Ma il ministro controbatte, in conferenza stampa, che la riforma è il frutto di un lavoro approfondito, necessario e urgente. Dello stesso avviso Valentina Aprea, presidente della Commissione Istruzione della Camera, secondo la quale i regolamenti approvati oggi sono il frutto di un travagliato ma felice dibattito politico-istituzionale.
Anche l’ex ministro Giuseppe Fioroni non risparmia le critiche asserendo che fare della scuola il bancomat del governo”, ha detto, “approvando tagli di ore e di personale per fare cassa e camuffando tutto sotto la parola ‘riforma’ e’ solo un altro modo per umiliarla.

Da parte loro i sindacati sono sul piede di guerra: già annunciata la mobilitazione dell’FLC CGIL, che in un comunicato sul suo sito definisce la riforma l’ennesimo saccheggio della scuola pubblica, invitando ad aderire allo sciopero indetto per il 12 marzo, cui parteciperanno anche Gilda e Cobas.

Per i Regolamenti rimando a questi LINK: Riforma dei Licei e Riforma dell’Istruzione Tecnica e Professionale dal sito del MIUR. I QUADRI ORARI per i licei sono consultabili QUI, per i tecnici QUI e per i professionali QUI.

[FONTE: Il Messaggero e Tuttoscuola]

22 gennaio 2009

VOTO DI CONDOTTA: IL SETTE NON FA PIÙ PAURA

Posted in attualità, famiglia, Mariastella Gelmini, politica, riforma della scuola, società, voto di condotta tagged , , , , , , a 5:45 pm di marisamoles

Con il Decreto Ministeriale n° 5 del 16 gennaio 2009 il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha allontanato per sempre – forse – lo “spauracchio” del sette in condotta. L’allievo il cui comportamento verrà valutato con un 7 nei prossimi scrutini è decisamente “bravino”.

La novità, infatti, consiste nel giudicare la “condotta” come qualsiasi altra disciplina scolastica: il voto, espresso in decimi in tutte le scuole di ogni ordine e grado, potrà oscillare tra il 5 e il 10. È evidente che non avrebbe senso una valutazione ulteriormente negativa – quattro o tre, ad esempio – perché con il 5 si rischia già la bocciatura, così come avviene nel caso di qualsiasi insufficienza in una delle materie scolastiche.

L’articolo 2, comma 2 del succitato Decreto recita: La valutazione, espressa in sede di scrutinio intermedio e finale, si riferisce a tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e comprende anche gli interventi e le attività di carattere educativo posti in essere al di fuori di essa. La valutazione in questione viene espressa collegialmente dal Consiglio di classe ai sensi della normativa vigente e, a partire dall’anno scolastico 2008-2009, concorre, unitamente alla valutazione degli apprendimenti, alla valutazione complessiva dello studente.
Va da sé, quindi, che il voto espresso sul comportamento da parte del Consiglio di Classe faccia “media” nel momento in cui concorre alla “valutazione complessiva dello studente”. Ad una prima analisi parrebbe un vantaggio per quegli studenti che, come si suol dire, “battono la fiacca” ma si comportano bene, nel senso che stanno zitti, non fanno dispetti ai compagni, sono educati con i docenti e con il personale scolastico ecc. ecc. In effetti così non è. Perché? Ve lo spiego subito.

Generalmente si è portati a credere che la “condotta” sia riferibile solo al comportamento tenuto in classe. Ma se il voto che i docenti sono tenuti ad attribuire concorre alla “valutazione complessiva dello studente” è evidente che l’attribuzione deve tener conto di tanti fattori che prima, nella maggior parte dei casi, non erano presi in considerazione.
Vediamo quali sono questi fattori: la partecipazione attiva e interessata durante le lezioni (niente sbadigli e sospiri, per capirci), l’impegno profuso nello studio e la cura nel tenere in ordine il materiale d’uso, l’assunzione degli impegni – ad esempio, presentarsi alle lezioni con una preparazione adeguata in tutte le discipline in orario, avendo svolto i compiti assegnati e portato tutti i libri e i quaderni-, il rispetto delle cose, cioè tutto ciò che si trova all’interno della scuola e dell’aula scolastica che si condivide con altri, e delle persone, vale a dire dei compagni e degli insegnanti, nonché del personale ATA, la cura nei confronti della propria persona (venire a scuola con un abbigliamento adeguato e con un aspetto generalmente non trasandato) e l’uso di un linguaggio corretto ed educato (niente turpiloqui, per intenderci), la frequenza assidua, a meno di una salute cagionevole e comunque niente assenze “strategiche” in occasioni di compiti in classe o verifiche orali. Insomma, l’elenco potrebbe continuare ma non voglio annoiare i lettori. In ogni caso, chiunque abbia figli in età scolare credo comprenda bene ciò di cui parlo.

Dicevo prima che con una valutazione insufficiente del comportamento si rischia la bocciatura o la non ammissione all’Esame di Stato per gli allievi frequentanti l’ultimo anno della scuola secondaria di I o II grado . A tale proposito nell’articolo 3, comma 2 si legge: La valutazione espressa in sede di scrutinio intermedio o finale non può riferirsi ad un singolo episodio, ma deve scaturire da un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile e culturale dello studente in ordine all’intero anno scolastico. In particolare, tenuto conto della valenza formativa ed educativa cui deve rispondere l’attribuzione del voto sul comportamento, il Consiglio di classe tiene in debita evidenza e considerazione i progressi e i miglioramenti realizzati dallo studente nel corso dell’anno, in relazione alle finalità di cui all’articolo 1 del presente decreto.
Da ciò si evince che un singolo errore, seppur grave, può non essere drasticamente penalizzante qualora l’allievo dimostri di essersi impegnato a rimediare e a correggere i vizi del proprio comportamento. Così è in tutte le discipline: non si “condanna a morte” un allievo che ha 4 in matematica nello scrutinio intermedio; tuttavia c’è la concreta possibilità che si ritrovi il Debito Formativo – almeno alle superiori – se non si dà da fare per rimediare. In ogni caso la decisione finale spetta al singolo Consiglio di Classe che valuterà opportunamente la possibilità di “chiudere un occhio”, esattamente come si fa qualora uno studenti presenti una sola insufficienza non grave allo scrutinio finale. Ma questa non è, comunque, una norma universale perché, pur attenendosi a dei parametri di valutazione concordati e condivisi, i singoli Consigli di Classe spesso non affrontano situazioni simili nello stesso modo. D’altra parte appare utopistico sperare che tutti i docenti usino un’unica testa per pensare. Diciamo che il mondo è bello perché è vario, o no?

Ma allora in concreto cosa cambia? Innanzitutto l’attribuzione del voto di condotta non si baserà più solo su una valutazione ristretta e restrittiva. Prima si procedeva in questo modo: 10 non lo si dava mai per evitare che il poveretto o la poveretta fosse bersaglio della derisione da parte dei compagni (tutti sappiamo quanto possano essere stupidi gli adolescenti), il 9 era un bellissimo voto, l’8 attestava un comportamento non proprio ineccepibile e il 7 una condotta inaccettabile che spesso veniva sanzionata con qualche provvedimento disciplinare quale la sospensione. Un tempo il 7 pregiudicava la promozione, anzi comportava la “riparazione a settembre” di tutte le materie, ma già da qualche anno il 7 in condotta non aveva conseguenze così drastiche.
Ora, avendo a disposizione tutta la gamma dei voti, dal 5 al 10, i docenti valuteranno il raggiungimento degli obiettivi educativi da parte degli studenti esattamente allo stesso modo in cui si attribuiscono i voti nelle singole discipline. Si auspica, comunque, l’utilizzo di una griglia di valutazione, che tenga conto di tutti i fattori elencati sopra e anche molti altri, primo fra tutti il rispetto del Regolamento che ogni scuola ha il dovere di rendere pubblico, in modo da evitare che i voti vengano assegnati “a casaccio”.

Un’ultima cosa: è stato detto che anche alle elementari sono state ripristinate le valutazioni numeriche, quindi il voto di condotta sarà anch’esso espresso in decimi. Ciò ha provocato reazioni insensate, a mio parere, da parte dei genitori contrari. Io, personalmente, sono cresciuta con i voti ed ero fiera di leggere sulla pagella i 9 e i 10 ottenuti nelle varie materie. L’effetto non sarebbe stato certamente il medesimo se avessi letto i giudizi sintetici, spesso tutti uguali e a mala pena adattati alle peculiarità degli alunni, del tipo ”L’alunna dimostra un impegno e un’applicazione costanti nello studio; l’acquisizione dei contenuti è buona così come la rielaborazione dell’appreso in contesti diversi bla, bla, bla”. Non ci avrei capito nulla, credo, e non mi si venga a dire che i bambini di oggi sono più svegli perché io una deficiente non mi sono mai sentita. Non solo, ero orgogliosissima del 10 in condotta. Ricordo che la mia maestra ci faceva fare il gioco del silenzio: tutti seduti al loro posto, bocca tappata (le labbra erano talmente serrate che cambiavano colore), mani dietro la schiena e possibilmente testa reclinata indietro (io che avevo i capelli lunghi praticamente pulivo il pavimento, ma pare che la maestra attribuisse un buon giudizio all’elasticità della colonna cervicale). Ora che ci penso, dev’essere andata così: quando la maestra non aveva voglia di far lezione o la esasperavamo troppo (anche se, devo ammettere, che allora non si faceva il caos che oggi si sente nelle aule scolastiche), ci faceva fare il “gioco del silenzio” così almeno per un po’ se ne stava in pace.

Per finire, voglio rassicurare i genitori: nessun trauma per i piccoli con il ritorno dei voti. Quanto ai più grandi, se vostro figlio torna a casa con il 7 in condotta, non prendetevela e non pensate di aver allevato un delinquente. Se in pagella trovate un 7 in matematica o in latino, avete forse motivo di arrabbiarvi?

17 gennaio 2009

LA “NUOVA SCUOLA SPIEGATA AI GENITORI”

Posted in famiglia, iscrizioni scolastiche, maestro unico, Mariastella Gelmini, riforma università, scuola, società tagged , , , a 9:47 am di marisamoles

Come sapete la riforma Gelmini ha creato un po’ di scompiglio. Dal prossimo Anno Scolastico sarà effettiva la riforma della “primaria” limitatamente alla classe prima, con l’abolizione del modulo dei tre maestri. Anche la “scuola media” sarà investita da un’ondata di novità, mentre per la riforma delle “superiori” bisognerà attendere l’Anno Scolastico 2010/2011.
Le iscrizioni per il prossimo A.S. sono state prorogate di un mese rispetto alla consueta scadenza di fine gennaio. C’è ancora tempo, quindi, fino al 28 febbraio.

Nel frattempo, credendo di fare una cosa utile, informo i miei lettori che oggi in edicola, in allegato al Corriere della Sera , potranno trovare una Guida curata da “Tuttoscuola” che vuole venire incontro ai dubbi dei genitori alle prese con la prossima iscrizione dei figli nella Scuola Primaria e Secondaria di I grado. Ad esempio, si prende in esame la possibilità di scelta tra tempo “normale” o tempo pieno alla primaria o la preferenza rispetto ad un maggior numero di ore di lingua inglese alle medie.

La guida consta di 224 pagine, contiene oltre cinquanta risposte a possibili quesiti e un indice analitico per argomenti con più di 250 voci, che esplorano ogni aspetto della materia con linguaggio semplice e appropriato. Il costo è di euro 4,90 ed è disponibile in un numero limitato di copie … quindi, conviene affrettarsi!

Inoltre, sul sito tuttoscuola.com c’è la possibilità di trovare uno speciale con i modelli di iscrizione, la normativa e la possibilità di porre dei quesiti sulle iscrizioni ai quali verranno date le risposte sullo stesso sito.

Vi invito anche a leggere gli ARTICOLI CORRELATI .

AGGIORNAMENTO 19/01/2009

La redazione di Tuttoscuola fa sapere che, visto il successo ottenuto dalla Guida “La nuova scuola spiegata ai genitori” e considerato che in alcuni comuni di provincia l’allegato al Corriere della Sera di sabato 17 gennaio non è neppure arrivato, la stessa verrà ridistribuita da oggi nelle edicole.

Ricordo che chi volesse ulteriori informazioni può consultare lo “Speciale iscrizioni” sul portale tuttoscuola.com. Sullo stesso sito è inoltre possibile usufruire gratuitamente di un servizio di consulenza sulle iscrizioni.

AGGIORNAMENTO 02/02/2009

Leggo sulla newsletter di Tuttoscuola che la guida “La nuova scuola spiegata ai genitori” sarà in edicola con il Corriere della Sera fino a metà febbraio.

18 dicembre 2008

GELMINI: RIFORMA È FATTA

Posted in attualità, maestro unico, Mariastella Gelmini, politica, riforma della scuola, scuola tagged , , , , , , a 10:24 pm di marisamoles

gelmini 3Il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, ha presentato oggi al Consiglio dei Ministri i quattro decreti presidenziali che riguardano la scuola di ogni ordine e grado. Si parte, dunque, dalla scuola dell’Infanzia, passando attraverso quella primaria, fino ad arrivare alla secondaria di I e II grado. Per la prima volta dalla riforma Gentile del 1923 sono stati riorganizzati tutti i cicli di istruzione. Superfluo dire che i quattro decreti sono stati approvati.

Alla scuola dell’infanzia sarà possibile accedere a partire dai due anni e mezzo. L’orario resta quello di sempre: 40 ore con due insegnanti per sezione. Le famiglie potranno anche scegliere l’orario antimeridiano compatibilmente con le richieste.
L’abbassamento dell’età, ora di 3 anni, per l’accesso alla scuola materna è certamente una buona cosa, visto che gli asili nido sono pochi, quasi tutti privati e con lunghe liste d’attesa. Ovviamente dipende dalle città; io, comunque, ho iscritto mio figlio nella lista d’attesa in una struttura privata 17 anni fa e non ho mai ricevuto risposta! Non solo, ma il costo più o meno si aggirava, allora, sulle 600 mila lire mensili. Fortunatamente ho potuto iscrivere i bambini ad una scuola materna cattolica, dove li hanno ammessi a due anni e mezzo, per la modica somma di 200 mila lire al mese. Beh, un gran vantaggio. Ma se si possono sfruttare le strutture pubbliche ovviamente è meglio.

Sulla scuola primaria ho parlato fin troppo, quindi vi rimando alla lettura di questo post . Comunque, nessuna novità riguardo ai docenti: maestro unico o prevalente, a seconda dell’orario prescelto, o i due maestri per il tempo pieno. Il modulo attuale, però, non sarà del tutto morto e sepolto dal prossimo anno scolastico, visto che l’avvio della riforma riguarda solo le classi prime. Anche i famigerati tagli del personale, quindi, avverranno gradualmente e comunque gli eventuali soprannumerari saranno impegnati nel tempo pieno di 40 ore. Anzi, proprio la disponibilità dei docenti favorirà l’aumento delle classi con il tempo pieno, sempre compatibilmente con le richieste delle famiglie.

Nella scuola media (secondaria di I grado) l’orario passa dalle attuali 32 ore a 29. Il tempo prolungato verrà attivato soltanto su specifica richiesta delle famiglie e soltanto quando ci sia un sufficiente numero di alunni per attivare il servizio. Le ore d’inglese possono aumentare da 3 a 5, sempre su richiesta delle famiglie. Sarà obbligatoria, pure, una seconda lingua straniera.

La riforma delle superiori (secondaria di II grado), come si sa, slitta di una anno e partirà, quindi, con il 2010. Molte le novità, a partire dall’orario che sarà ridotto in tutti i tipi di scuola. Le ore dovranno essere effettivamente di 60 minuti; banditi, quindi, i “moduli” di 50 minuti che la maggior parte delle scuole adotta per problemi di compatibilità con l’orario dei mezzi di trasporto, quindi per quelle “cause di forza maggiore” che normalmente si invocano per far durare di meno la mattinata. Se gli orari, per la maggior parte, si aggirano sulle 30 ore settimanali, 5 ore per 6 giorni, non dovrebbe essere un problema. Ma come la mettiamo con le sezioni che hanno l’orario concentrato in cinque giorni – quelle, cioè, a settimana corta – per avere il sabato libero? Personalmente non mi piace avere il sabato libero, ma pare che molti docenti lo gradiscano e molte famiglie preferiscano avere i figli a casa per organizzare un week – end sulla neve, ad esempio. Come si farà a rispettare l’orario completo con ore di 60 minuti resta un mistero. A meno che non ci siano le solite “deroghe”, ma allora resterebbe tutto come adesso, visto che anche ora la durata del modulo orario è effettivamente di 60 minuti.
Le novità più sostanziali, come ho già scritto nei precedenti post, riguardano appunto le scuole superiori. Per non ripetermi vi rimando a quest’altro post. Tuttavia, vedo di riassumere i punti salienti.

Ci saranno due nuovi licei: quello delle scienze umane (ex-magistrali) e quello musicale e coreutico (danza e musica). Tre nuovi indirizzi per il liceo artistico: figurativo, design, new media. In tutti i licei si studierà l’inglese per cinque anni (attualmente al classico rientra nel piano di studi del solo ginnasio) e in quelli di nuova istituzione anche una seconda lingua straniera. Allo scientifico, come scrive Il Giornale, il latino sopravvivrà: parola di Gelmini!
I nuovi istituti tecnici avranno 2 settori fondamentali, uno economico e l’altro tecnologico, e 11 indirizzi. L’economico avrà 2 indirizzi, il tecnologico 9. Saranno organizzati in 2+2+1 anni. Il primo biennio con un contenuto formativo di base, il secondo specialistico a seconda degli indirizzi. L’ultimo anno sarà di perfezionamento mirato all’indirizzo scelto ed è previsto anche lo stage per gli studenti. Non più, quindi, 750 indirizzi che creavano confusione negli studenti e nelle famiglie. La scelta è ristretta ma più orientata a soddisfare le attitudini personali, maggiormente compatibile con le richieste del mondo del lavoro. I laboratori, poi, acquisteranno un ruolo centrale: diventeranno dei veri e propri centri di innovazione attraverso la costituzione di dipartimenti di ricerca. Non solo, esperti e professionisti potranno entrare nel comitato scientifico della scuola.

Nel comunicato stampa del MIUR non c’è traccia delle famose classi – ponte, ma si rende noto che saranno organizzati dei corsi d’italiano per stranieri. Alle medie, le due ore della seconda lingua potranno essere utilizzate per corsi di italiano per gli allievi non italofoni.

Infine, una buona notizia per i docenti “più bravi”: dal 2011 i docenti eccellenti potranno ricevere un premio produttività che potrà arrivare fino a 7.000 euro l’anno. Resta un mistero che cosa si intenda per “eccellenti”. Si può pensare che siano quelli con gli studenti più bravi; peccato, però, che, se così fosse, molti sarebbero quelli dai “bei voti facili” per fare una bella figura. O forse i docenti eccellenti saranno quelli più graditi agli allievi; mi immagino già i questionari per gli studenti:l’insegnante è simpatico, arriva puntuale, dà pochi compiti, lo capisci quando spiega … ???
O forse si rispolvererà il vecchio “quizzone” proposto da Berlinguer, già osteggiato da tutti i docenti senza distinzione di schieramento politico? Mah, staremo a vedere.

12 dicembre 2008

MAESTRO UNICO NON PIÙ TANTO UNICO

Posted in attualità, maestro unico, Mariastella Gelmini, politica, riforma della scuola, scuola tagged , , , , , , , , a 4:41 pm di marisamoles

MAESTRA

Dopo il colpo di scena di ieri, vale a dire la decisione del governo di rimandare all’A.S. 2010/2011 l’avvio della riforma delle superiori, ecco che spunta un’altra novità: il maestro unico non sarà forzatamente unico ma solo su richiesta. Ci eravamo quasi abituati a chiamarlo “unico”, dopo i diversi tentativi di spostare l’attenzione dall’aggettivo scomodo ad un altro più accattivante, cioè “prevalente”. Anche se il ministro Gelmini ha più volte detto che sarebbe stato affiancato comunque da altri maestri, detti specialisti. Ci sembrava, dunque, di aver capito che fosse possibile scegliere il modello attuale, cioè quello dei moduli. Nient’affatto. Ci pareva, ma non avevamo capito bene.

Oggi sul Corriere della Sera si legge: «Un unico maestro – spiega la Gelmini – sarà il punto di riferimento educativo del bambino e viene abolito il modello a più maestri degli anni ’90». Ma allora, si torna a parlare di maestro prevalente, o no? Effettivamente, dice il ministro, la scelta delle famiglie sarà possibile solo a livello di orario scolastico. Infatti, Mariastella continua: «La responsabilità del percorso formativo e didattico antimeridiano d’ora in poi farà capo ad un unico docente, e potrà essere declinato in 24 o 27 ore. Nel primo caso avremo, di fatto, un maestro unico. Nel secondo un maestro prevalente. Come era già stato scritto nel piano programmatico sulla scuola. In questo modo si eliminano le compresenze e si supera il modello del modulo. Dunque nessun passo indietro».

Ecco, adesso le cose sono più chiare. Nessun ripensamento, dunque, e i risparmi sono assicurati. In fondo l’obiettivo era quello. Ma come si opererà la scelta? Mi immagino già i moduli di iscrizione, sullo stile dei quesiti a scelta multipla: nel caso dell’insegnante unico in orario antimeridiano, volete la maestra A, quella B o la C? Se volete, invece, il “tempo prolungato”, potete optare per il maestro prevalente A, B o C. Già, perché normalmente accade che assieme alla domanda di iscrizione si esprimano anche delle preferenze. Non si potrebbe, ma accade. Ecco che gli insegnanti considerati più severi saranno evitati come la peste, quelli più comprensivi, invece, saranno i più gettonati.

M’immagino la possibilità di scegliere il maestro unico o prevalente con tanto di profilo dell’insegnante, o magari, allegato al modulo d’iscrizione, un giudizio innocente e spassionato di qualche scolaro di quinta, già esperto, che si potrebbe esprimere più o meno così:

“Caro nuovo iscritto, scegli la maestra Pina che è brava e buona, ci porta le caramelle, non interroga mai, fa solo compiti scritti e ce li fa correggere, così noi bariamo e risultiamo tutti bravi. Poi lei è giovane e bella, il che non guasta. Non come le altre due maestre del mio modulo, che sono delle streghe, litigano sempre e la povera maestra Pina è costretta a far da paciere. Poi c’è da dire che con la maestra buona l’intervallo dura mezz’ora di più, se c’è qualcuno che disturba lei è comprensiva, perché capisce che si vuole sfogare, così lo manda a fare le fotocopie o a prenderle un caffè e lui se ne sta via un po’ di tempo lasciandoci finalmente in pace. Questo te lo dico in confidenza perché se lo viene a sapere il ministro Brunetta, poi la maestra Pina viene licenziata.”

Be’, insomma, ho scherzato un po’. Non si arriverà a tanto, spero, comunque docenti come la maestra Pina ce ne sono, purtroppo. Al di là dei giochi di parole, maestro unico o prevalente, la cosa che ci si deve augurare è che la qualità della scuola migliori davvero. Visto in che condizioni arrivano i ragazzi in prima liceo, dei dubbi ci sono. O dobbiamo credere che la scuola primaria funzioni benissimo e la secondaria di I grado sia una specie di buco nero?

AGGIORNAMENTO DEL POST, 27/07/2009

Leggo su tuttoscuola.com che il modello del maestro unico, per la scuola primaria, non è più prescrittivo: le scuole, secondo le prerogative della autonomia organizzativa, potranno procedere in maniera flessibile nell’organizzare le primi classi a riforma da settembre, utilizzando secondo necessità gli insegnanti.

Sempre secondo la fonte citata, “dopo che la precisazione era stata riportata all’interno della delibera della Corte dei Conti con la quale era stata dato l’ok alla registrazione del regolamento sul riordino del primo ciclo (dPR 89/2009), ora anche l’atto di indirizzo (in bozza) che dovrà accompagnare l’applicazione del regolamento parla esplicitamente di modello non prescrittivo e di flessibilità organizzativa da parte delle istituzioni scolastiche autonome.
Molte scuole non hanno aspettato quel benestare ministeriale e già in vista del nuovo anno scolastico hanno individuato il modello più comodo: un fitfy-fitfy che prevede l’impiego del docente unico per metà tempo su una classe e per l’altra metà su un’altra, con il reciproco speculare del collega dell’altra classe. Due maestri unici con un orario equamente suddiviso su due classi.
Le ore mancanti per arrivare a 27 o 30 ore settimanali vengono assegnate, per completamento, ad un terzo (o quarto docente) che dovrà comunque lavorare anche su altre classi.
È una soluzione che assomiglia a quella modulare (11 ore per docente in ciascuna delle due classi) che invece il regolamento ha inteso superare, con la sola differenza che il terzo maestro di complemento è fuori modulo.
”.

28 novembre 2008

SENECA O SHAKESPEARE? DE GUSTIBUS …

Posted in attualità, latino, Mariastella Gelmini, scuola tagged , , , , , , , a 11:16 pm di marisamoles

senecaIn questi giorni si ritorna a parlare di riforma della Scuola Secondaria di II grado e le notizie non sono confortanti. Più volte, nei post precedenti (qui e qui) e in vari commenti, ho affermato che la Legge 137 non ha riformato nulla e che la riforma, l’unica attesa e auspicata, doveva per forza riguardare le scuole superiori.
Il ministro Gelmini, da parte sua, ha promesso di occuparsi il prima possibile dell’università – lo sta facendo, nel bene o nel male – e ha espresso la chiara intenzione di varare la riforma del secondo ciclo d’istruzione riprendendo in parte la riforma Moratti mai applicata.
“Faremo tesoro anche del lavoro fatto dal Ministro Fioroni e dalla commissione De Toni sugli istituti tecnici e professionali. Riprenderemo il sistema dei licei previsto dalla Moratti, al quale affiancheremo una riqualificazione, una valorizzazione della formazione professionale e degli istituti tecnici. Il nostro intendimento – ha sottolineato il Ministro – è applicare la riforma dal 2009, senza disperdere ciò che è stato fatto prima”. Queste le parole della Gelmini ed è da un bel po’ che le ripete, almeno dall’estate scorsa.

Vari organi di stampa hanno, quindi, riproposto le linee guida della riforma Moratti, rapportandole alla decisione già presa da parte del ministro di ridurre il monte ore delle scuole superiori, portando i licei e gli istituti tecnici ad un orario settimanale di 30 ore e gli istituti professionali – dove attualmente si arriva anche alle 40 ore – ad un massimo di 32.”.
Inutile nascondere che ciò che anima in particolar modo lo spirito riformista della signorina Gelmini sia la necessità di ridurre i costi. Meno ore, meno materie di insegnamento, minor numero di docenti. È solo questione di conti e alle casse dello Stato, di questi tempi, i conti devono tornare … a tutti i costi. Dall’altra parte, invece, i docenti saranno superimpegnati visto che si parla di aumentare il numero di ore settimanali di docenza: da 18 a … ancora non si sa. Speriamo che gli stipendi si adeguino, almeno, considerando che per un docente avere più ore di lezione, e conseguentemente più classi, significa avere più compiti da correggere, più lezioni da preparare, più consigli di classe cui partecipare … insomma, un bel po’ di lavoro aggiuntivo. Sempre che la gente creda che per un insegnante il lavoro non finisce al suono della campanella.

Ma veniamo ai licei e alla materia che mi riguarda più da vicino: il latino allo scientifico. Ne ho già parlato in due post precedenti (qui e qui) sulla scia di una paventata scomparsa dell’insegnamento della lingua dei Romani a favore di una lingua straniera. Pare che la proposta sia stata un po’ ridimensionata: si prospetta la possibilità di rendere lo studio del latino opzionale ed eventualmente aumentare il numero delle ore d’inglese. Nulla da ridire sul fatto che gli allievi possano scegliere Shakespeare o Mallarmé al posto di Seneca. Tuttavia mi chiedo: se il latino non è la materia più amata dagli studenti del liceo scientifico, perché mai la dovrebbero scegliere? Lo spettro del latino è passato di generazione in generazione: possiamo credere che davvero i ragazzi lo preferirebbero ad una seconda lingua straniera o ad un ampliamento del monte ore d’inglese? Io credo di no.
Inoltre bisogna sottolineare che, in ogni caso, quando pure il latino dovesse rimanere materia di studio nei licei scientifici, l’orario sarebbe notevolmente ridotto: 3 ore tutti gli anni contro le attuali 4 in prima, 5 in seconda e 4 in terza, mentre negli ultimi due anni sono anche adesso 3. La riduzione comporterebbe, comunque, inevitabilmente un aumento del numero di classi per docente e, credetemi, correggere i compiti di latino e italiano comporta un notevole dispendio di energie.

Insomma, questa benedetta Gelmini che ho difeso a spada tratta nel periodo del grande caos studentesco, rischia di diventare la mia nemica numero uno. Mi conforta sapere che in parlamento ho almeno un senatore dalla mia parte. Infatti Valditara che, nell’articolo del Corriere riportato nel mio post, aveva difeso lo studio del latino definendolo “palestra per la mente”, mi ha assicurato via e-mail che “comunque ai vari esperti che propongono la scomparsa del latino ho dato un preciso aurt aut”. Incredibile ma vero: gli avevo spedito un’e-mail per invitarlo a leggere il mio articolo e lui (magari non personalmente) mi ha risposto. IPSE DIXIT. Gli voglio credere e … incrocio le dita!

28 ottobre 2008

DECRETO GELMINI: SFILANO GLI STUDENTI, IGNORANZA PRÊT À PORTER

Posted in attualità, famiglia, Mariastella Gelmini, proteste studentesche, scuola, televisione tagged , , , , , , , , a 8:19 pm di marisamoles

studenti contro gelminiEccomi qua, lo sapevo, a parlare del decreto Gelmini. Mi ero riproposta di non farlo: internet e i vari blog pullulano di articoli sul tema … e l’ignoranza regna padrona. Non solo da parte dei blogger, anche da parte di molte persone che si accalorano cercando di difendere la propria opinione nei vari commenti. Ebbene sì, lo ammetto: anch’io ho commentato, molto, forse troppo. A furia di commentare avrei fatto prima a scrivere un post. Ma, prendendo in prestito i sublimi versi di Manzoni, di mille voci al sonito mista la mia non ho.

Che cos’è, allora, che mi ha fatto cambiare idea? Potrei dire lo scontro avuto stamattina a scuola con la dura realtà, ovvero l’autogestione studentesca. Ma forse non è stato quest’evento a scatenare l’estro creativo. Piuttosto il disgusto provato nel seguire i dibattiti televisivi di questi giorni, dove ciascuna parte è convinta che chi gli sta davanti sia un emerito deficiente; nel leggere i quotidiani, ognuno con una sua versione dei fatti a seconda della linea politica appoggiata (ah, dov’è andata a finire l’oggettività del cronista!); nel constatare, attraverso i sevizi dei vari Tg, l’ignoranza di tante persone che, con malcelato protagonismo, hanno approfittato delle telecamere per esprimere la loro opinione.

Ecco, vorrei partire proprio dai servizi dei telegiornali. Sono rimasta allibita soprattutto nel vedere sfilare in corteo genitori, maestri e bimbi, tutti solidali contro l’unico nemico del momento: il ministro Gelmini. A parte il fatto che trovo di cattivo gusto coinvolgere i bambini, sotto la falsa parvenza di una protesta educativa – gli inconsapevoli pargoli non ne capiscono nulla di maestri unici e moduli, ma sono portati a prendere per oro colato tutto ciò che i grandi dicono loro -, la cosa più discutibile è quest’alleanza improbabile tra famiglie ed educatori. Ma quando mai? Da madre e da insegnante so bene quanto sia difficile conciliare le diverse vedute che le due parti hanno in ambito educativo. Gli insegnanti sono spesso rimproverati di non fare il loro dovere, di non assegnare i compiti (i bambini devono essere perennemente occupati: non esiste estate senza l’adorato Libro delle Vacanze!) o di assegnarne troppi, di non capire le esigenze degli scolari e delle famiglie, di non applicare l’insegnamento individualizzato, diritto sacrosanto dei più deboli … potrei continuare ma non voglio dilungarmi troppo. Da parte loro, i maestri sono ben pronti a definire quello scolaro un tonto, quell’altro un incapace, il terzo un ipercinetico e così via. Il tutto senza cercare di venire incontro alle esigenze o di trovare un rimedio alle difficoltà. Ma che alleanza! A meno che sconfiggere il comune nemico non abbia fatto sottoscrivere una specie di tregua tra le due componenti, pronte, però, a riprendere gli scontri una volta calmate le acque.

A proposito di sevizi in TV, c’è stato un bel vedere nei giorni scorsi. Sul Tg regionale, ad esempio, ho ammirato il cipiglio di una maestra prossima alla pensione che condannava il ripristino del maestro unico come un ritorno all’antico. Mai sentito parlare dei corsi e ricorsi storici? La giornalista, con tono un po’ provocatorio, le ha fatto notare che loro due, l’intervistata e l’intervistatrice, erano pur cresciute bene con il maestro unico, quindi dove stava il problema? Inorridita la maestra attempata ha risposto che “i tempi sono cambiati”. A parte la genericità dell’argomentazione, potrei obiettare che se le maestre hanno tanta paura di tornare ad affrontare da sole la classe, non è per via dei programmi, molto più ampi e diversificati, come fanno credere, quanto piuttosto perché si sono abituate a cambiar aula e scolari dopo un tot ore e non saprebbero più starci tanto tempo con un’unica scolaresca. E sapete perché? Perché i bambini, non solo i tempi, sono cambiati e sono sempre più stressanti. E poi, che dire del clima di confronto che si respira, anzi che gli scolari respirano, con il sistema dei moduli? Molto spesso è un clima di scontri, quando non si arriva all’esercizio del potere e dell’autorità da parte di una sola persona, mentre le altre soccombono nel nome del benessere dei bambini. Eh già, perché a scuola si deve stare bene. Sembra che negli ultimi anni questa sia l’esigenza primaria. Non ci si chiede più cosa si fa, cosa si trasmette ai discenti in termini di conoscenze, competenze e abilità; la cosa importante è che loro, i discenti, stiano bene a scuola. Ma quando mai gli scolari, o più in generale gli studenti, stanno bene a scuola? Diciamo che nelle anguste e tristi aule scolastiche ci stanno perché devono. Nemmeno al liceo sanno dare un valore a quello che imparano, figuriamoci alle elementari!

Un’altra intervista, sempre nel solito Tg, mi ha scioccata: un bambino di circa otto anni, interrogato sul motivo per cui stava manifestando contro il reinserimento del maestro unico, ha candidamente risposto “Boh, non so … è meglio così … e poi le mie maestre sono simpatiche!”. Ma qualcuno gliel’ha spiegato che le sue adorate maestre il decreto Gelmini non gliele tocca, visto che il ritorno al maestro unico è graduale, partendo dalla prima del prossimo anno scolastico? Forse non gliel’hanno spiegato. Ma lui è piccolo, che ne può sapere? Sì, ma i grandi lo sanno; e allora, mi chiedo, perché protestano per i tagli degli organici quando il ministro ha assicurato che non ci saranno licenziamenti proprio perché il progressivo ritorno al maestro unico (in cinque anni!) dà modo alle maestre “giovani” di conservare il proprio posto perché la riduzione non è repentina, e a quelle attempate di andare nel frattempo in pensione? E poi, chi ha detto che la riduzione dell’orario a 24 ore faccia sparire il tempo pieno? Proprio perché a fine ciclo ci saranno degli esuberi, e nessuno sarà licenziato, visto che nella Pubblica Amministrazione per perdere il posto bisogna essere proprio dei disgraziati, il tempo pieno sarà garantito proprio per conservare a tutti gli insegnanti il posto di lavoro. Il governo garantisce che “in 5 anni ci saranno 5.750 classi in più con il tempo pieno. Con la media di 21 alunni per classe, in cinque anni 82.950 alunni in più avranno il tempo pieno”. Perché non vogliamo credergli? Persino Napolitano ha affermato in un suo intervento che “non si può dire sempre no”.

Ma veniamo alle proteste degli studenti più grandi. Nelle scuole superiori stanno dilagando l’occupazione e l’autogestione. Di fronte a quella che, dal punto di vista dell’ordine pubblico, è sentita come un’emergenza, Berlusconi ha affermato: “non permetteremo che vengano occupate scuole e università, perché l’occupazione di luoghi pubblici non è dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti, delle famiglie, nei confronti delle istituzioni e dello Stato“. E ha concluso: “Convocherò oggi il ministro degli Interni e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine“.
La dichiarazione, legittima e ben argomentata, ha subito suscitato scalpore. Perché? Dobbiamo lasciare che succeda nelle scuole quello che è accaduto lo scorso venerdì a Lecce: “banchi distrutti, finestre in frantumi, cattedre rovesciate e porte rotte, auto dei professori danneggiate e ragazzi cacciati dalle aule …”? L’ho letto su un quotidiano e credo che questa sia un’eventualità non molto remota anche per altre realtà scolastiche. Poi, da parte di un Dirigente Scolastico, è doveroso garantire l’incolumità delle persone, l’integrità dei beni pubblici (le scuole lo sono) e il diritto allo studio che chi non aderisce alla protesta deve poter esercitare.
E ancora, siamo così sicuri che gli studenti degli istituti superiori siano convinti di protestare per il bene della collettività? Sarò maligna, ma sono sempre del parere che solo una piccola percentuale di loro protesta con cognizione di causa. Perdere giorni di scuola è troppo allettante per lasciarsi sfuggire l’occasione. Sia chiaro, non sono contraria alla manifestazione del dissenso in sé, ma non sopporto vedere gente bivaccare in giro per la scuola, mentre le aule sono deserte e i luoghi di dibattito ben poco frequentati. Senza contare che nel programma di autogestione del liceo in cui insegno sono inserite attività ludiche, cioè un eufemismo per dire che possono fare gli affari propri … e dico “affari” per puro autocontrollo, dato che nella mia mente è apparsa repentina tutt’altra parola che, per decenza, ho scacciato subito.

Si potrebbe pensare che io parli in questi termini solo perché sono a favore del Decreto Gelmini. Niente affatto. Parlo a ragion veduta, specialmente dopo che un mio allievo di seconda, che ha aderito all’autogestione, mi ha chiesto con fare ingenuo: “Ma si fa sciopero per i tagli … o per che cosa?”. Se non è ignoranza questa! A parte il fatto che non sanno nemmeno distinguere tra sciopero e autogestione, non sanno nemmeno i motivi della protesta.
A proposito di tagli, anche sull’università si è fatto un gran parlare. Subito a dire che il Decreto porterà alla chiusura di molti atenei. A parte il fatto che il Decreto non parla di ciò: si limita a dire che, qualora le università lo vogliano, potranno trasformarsi in fondazioni. Questo perché i soldi pubblici vengono sprecati. E poi, se guardiamo i dati, in Italia ci sono meno laureati del Cile, nessun ateneo italiano si colloca entro i primi 150 nel mondo, ci sono 327 facoltà con meno di 15 iscritti e addirittura 37 corsi di laurea con un solo studente! Insomma, se il governo deve rendere conto a noi cittadini di come viene speso il denaro pubblico, è un preciso dovere tagliare gli sprechi. Il che non significa licenziare il personale, ma razionalizzare le risorse umane per creare una qualità che, fatte le dovute eccezioni, di fatto non esiste.

Se poi affrontiamo il discorso guardando i dati OCSE, come dice Schleicher, responsabile delle ricerche sull’istruzione, “il vero problema dell’Italia è come vengono spesi i fondi elargiti dallo Stato. Esattamente il contrario di quanto fa, ad esempio, un Paese come la Corea del Sud, dove il numero dei professori è minore e il loro stipendio è più alto”. C’è poi da dire che in Italia solo il 45% degli iscritti all’università arriva alla discussione della tesi, contro una media OCSE del 69%. Quindi, è palese che si debba puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Meno corsi di laurea ma più possibilità di laurearsi e soldi pubblici ben spesi.

Insomma, si continua di parlare di riforma ma nel D.Lg. non c’è alcun barlume di riforma. Quella universitaria è già stata fatta dal ministro Moratti che ha portato, sempre secondo l’OCSE, ad un aumento dei laureati dal 17% del 2000 al 39% del 2006. E, guarda caso, questo piccolo successo è dovuto ad una riforma del centro – destra. Per la riforma delle superiori, ci sono stati due tentativi: quello del ministro Luigi Berlinguer e quello della Moratti. Tutto , poi, si è fermato solo per questioni politiche. Ora la riforma è più che mai necessaria ed è ovvio che parta da quella lasciata in sospeso dalla Moratti, che poi è in parte ripresa da Berlinguer. La Gelmini, però, forse perché troppo giovane e carina per essere affidabile, è già accusata dai media di plagio. Ma signori, nessun plagio: perché non riusciamo a credere che qualcosa di buono sia attribuito dalla sinistra alla destra e viceversa? La scuola è da sempre ostaggio degli scontri politici e ciò ha causato la sua malattia cronica. È ora di finirla: anche il presidente Napolitano ha ammesso che bisogna andare avanti, superando gli antagonismi, per il bene di una scuola malata. Ora più che mai è necessario dare fiducia all’azione del governo. Lo stesso Berlinguer, che non è amico di Berlusconi e non va fuori a cena con la Gelmini, si è dichiarato non del tutto contrario al decreto sulla scuola.
In un’intervista al quotidiano “Il mattino” Luigi Berlinguer ha dichiarato: «Ho l’impressione che una grossa parte di insegnanti abbia vissuto le misure del governo, a torto o a ragione, come un’offesa. ”Io taglio perché la scuola è uno spreco”, questo è il messaggio recepito. Con questa realtà penso che si debbano fare i conti.”
E poi, ancora: «All’interno dello schieramento intravedo una parte che vuole solo tagliare per risparmiare e una parte in cui le istanze europee e dell’Ocse sono presenti. Si lavori per uscire da questa pura contrapposizione e per trovare una via al dialogo. E anche il centrosinistra si batta per cambiare».

In conclusione, non mi illudo che tutta questa baraonda sia il risultato di una profonda riflessione sull’istruzione. Qui si tratta di mettersi tutti al capezzale del malato per trovare una cura insieme. Se ciò non sarà possibile, ben venga l’unica cura possibile, anche se la ricetta viene prescritta da un unico medico. Se il consulto è fuori discussione, l’unica cosa da sperare è che la cura sia efficace.

Pagina precedente · Pagina successiva

Scelti per voi

Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

wwayne

Just another WordPress.com site

Diario di Madre

Con note a margine di Figlia

Scrutatrice di Universi

Happiness is real only when shared.

Like @ Rolling Stone

Immagini, parole e pietre lanciate da Mauro Presini

Dottor Lupo Psicologo-Psicoterapeuta. Battipaglia (SA)

Psicologo Clinico, Terapeuta EMDR di livello II, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Terapia Metacognitiva Interpersonale.

Scaffali da leggere

Consigli di letture, recensioni e frasi tratte dai libri.

Willyco

in alto, senza parere

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou

pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e eterodidatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

CORSI DI SCRITTURA CREATIVA, ATTUALITA' EDITORIALE, DIDATTICA E STRUMENTI PER LA SCRITTURA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Studio di Psicoterapia Dr.ssa Chiara Patruno

Psicologa - Psicoterapeuta - Criminologa - Dottore di Ricerca Università Sapienza

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Le Ricette di Cle

Ricette collaudate per ogni occasione

Messaggi in Bottiglia

Il diario di Cle

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: