TERRORISMO METEOROLOGICO

che-caldoSta arrivando Caronte, dicono.
A parte che non sopporto questa mania di dare nomi mitologici a dei normali fenomeni meteorologici, come ondate di caldo e freddo. Una moda tutta americana che, però, è limitata a fenomeni eccezionali e di una certa rilevanza, come uragani e tifoni. Ma noi italiani abbiamo sempre l’idea che quello che fanno gli altri vada bene e debba per forza essere importato.
Forse non tutti sanno che questa moda è stata lanciata da Antonio Sanò, direttore del portale ilmeteo.it, cui si devono i vari Hannibal, Minosse, Circe, Ulisse, Virgilio, Ade. Caronte, addirittura, ha per la seconda volta il ruolo di protagonista sulla scena degli anticicloni.

Detto questo, possiamo anche pazientemente sopportare queste etichette, però siamo portati a credere che, indipendentemente dai nomi scelti, le previsioni ci azzecchino. Parrebbe di no. E’ in atto, infatti, una vera e propria guerra tra meteorologi.

Ad esempio, il meteorologo di La7 Paolo Sottocorona ha dichiarato che, prevedendo un’ondata di calore che supera i 40°, vengono inutilmente allarmate le persone più deboli, come gli anziani, quando nella realtà dei fatti non è mai successo che tutte le stazioni meteo abbiano registrato contemporaneamente quaranta gradi, neppure trentacinque né trentatré. Quanto al picco, «avrebbe più senso sapere per quante ore della giornata ci sarà quella temperatura. Magari per una e basta».

Il caldo ci sarà, è vero, ma limitatamente ad alcune città e per un determinato numero di ore all’interno della giornata. Sottocorona cita il colonnello Bernacca (chi lo ricorda?) che, a chi gli chiedeva se fosse normale tanto caldo in un certo periodo dell’anno, era solito rispondere: “è normale che non sia normale“. Sibillino ma efficacie.

Ma quando parliamo di Bernacca, storico meteorologo della Rai, ci riferiamo ad un tempo in cui non c’era la guerra tra le reti e, quindi, nemmeno tra gli esperti meteo. Una volta mica ci azzeccavano sempre e nemmeno erano così bravi da prevedere come sarebbe stato il tempo a lunga distanza. Poi, se le previsioni venivano smentite dai fatti, nessuno se la prendeva più di tanto. Solo se pioveva se ne attribuiva la responsabilità al governo. Oggi in Italia dovrebbe piovere che neanche nella foresta equatoriale.

A complicare le cose, poi, c’è l’abitudine di distinguere tra temperatura reale (quella che segna il termometro) e quella percepita. A volte, dice qualcuno, c’è poca chiarezza.
Per esempio, il colonnello Mario Giuliacci, nel suo sito Internet, se la prende con «i soliti furbetti che pur di fare audience non dicono di quale temperatura si parli, se effettiva o apparente, generando confusione, ma soprattutto spavento, specie nelle persone anziane, vulnerabili all’afa».

Secondo Massimiliano Pasqui dell’Istituto di biometeorologia del Cnr, parole come «allarme» e «allerta» hanno un significato in un contesto particolare, sono gli avvisi della Protezione civile. Ma fuori da questo contesto hanno il solo scopo di preoccupare inutilmente le persone. Tant’è che sulla pagina web del ministero della Salute per oggi è indicato il livello 3, il più alto, soltanto in quattro città: Bologna, Bolzano, Firenze e Torino.

L’ultima critica giunge da Stefano Tibaldi, direttore dell’Arpa dell’Emilia-Romagna e docente di Climatologia. Per lo studioso si tratta di una «perniciosa interazione tra tutte le previsioni di tipo ambientale e i mezzi di comunicazione di massa». E prende le distanze dai tecnici che non si limitano a una posizione tecnico-scientifica.

Insomma, ‘sto Caronte arriva o no? Nel caso chiedesse dove dirigersi, gli si può sempre rispondere:

Caron non ti crucciare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare
.

Sì, ma a quale meteorologo deve dar retta? Forse a Bernacca …

[fonte: Il Corriere; immagine da questo sito]

ARRIVA CIRCE … STIAMO FRESCHI!

Io sinceramente non capisco ‘sta mania di dar nomi agli anticicloni o altri fenomeni atmosferici (effettivamente non ci capisco nulla) che interessano la nostra penisola. Eravamo abituati a sentir parlare di uragani e tifoni che sferzano le coste dell’America, con nomi di donne. Quasi a mettere in chiaro che le donne normalmente portano guai …

Noi, invece, siamo più poetici e rimaniamo ancorati, anche meteorologicamente parlando, alla nostra tradizione classica, proveniente dal mondo greco (Minosse, Caronte …) o da quello latino (Scipione, Virgilio …). Non per niente siamo mediterranei.

Ora, dicono i meteorologi, dopo il caldo torrido, ormai smorzato da un’aria più fresca, specie di notte e specie al nord, sta arrivando un nuovo fenomeno atmosferico che ci riporta alla tradizione omerica: è il turno di Circe, un nucleo di aria fresca proveniente dalla Scandinavia, che porterà piogge, temporali e forti venti sul centro nord. Poi, all’inizio della prossima settimana, il clima sarà più fresco ma soleggiato al nord, più temporalesco al sud.

Ora, non vorrei scivolare nella trivialità ma, pensando a Circe, non mi viene in mente nulla di fresco, casomai mi fa pensare che … suderemo come maiali. 🙂