PORDENONE: TROPPI OBIETTORI. CONCORSO PER MEDICI ABORTISTI


A quanto si legge sul quotidiano friulano Messaggero Veneto, l’aumento del numero dei medici obiettori di coscienza, cioè quei ginecologi non disponibili a praticare l’aborto, lederebbe il diritto delle donne friulane – ma pare che il problema sia molto più esteso – di interrompere la gravidanza. In questo modo si contravverrebbe alla legge 194 che ha legalizzato l’interruzione volontaria di gravidanza.

Diritto contro diritto, dunque. Da una parte quello dei medici di fare obiezione, dall’altra quello delle donne di abortire. Infatti, essendo poco numerosi i medici non obiettori, La lista d’attesa si allunga e si rischia di superare il limite imposto dalla legge per la pratica abortiva: 12 settimane.

Il grido di allarme proviene dal presidente nazionale dell’Aied, Mario Puiatti, che ha intenzione di proporre «l’attivazione di concorsi, per l’assunzione di ginecologi ed ostetrici, esclusivamente per professionisti non obiettori». L’occasione propizia sarebbe il convegno sull’obiezione di coscienza in Italia organizzato, congiuntamente all’associazione Luca Coscioni, il 22 maggio a Roma. La data coincide con il 34° anniversario dell’entrata in vigore della legge 194.

Puiatti osserva che la legge «ha contribuito a ridurre il numero degli aborti in Italia di oltre il 50% dal 1982 a oggi», però la scarsa disponibilità di medici non obiettori potrebbe favorire la pratica illegale, qualora le donne non possano abortire entro il termine previsto dalla legge. L’ultimo dato statistico disponibile è quello relativo al 2009: in Italia gli aborti sono stati 115 mila , di cui 33 mila riguardano donne straniere; in Friuli – Venezia Giulia sono state eseguite 1.322 interruzioni su donne di cittadinanza italiana e 724 su donne di nazionalità straniera.

La giornalista del quotidiano friulano, Elena Del Giudice, chiude l’articolo con un’osservazione che condivido pienamente: invece che temere un ritorno all’aborto clandestino, sarebbe meglio considerare l’educazione alla contraccezione come una priorità da affrontare.

Piuttosto che indire dei concorsi che, almeno secondo il mio modesto parere, sarebbero discriminanti (se c’è bisogno di medici, non si possono mettere dei paletti come propone Puiatti) non sarebbe più saggio distribuire la pillola anticoncezionale, previa visita ginecologica gratuita, alle donne che la richiedono e/o, sempre gratuitamente, i profilattici?

La legge è legge ed è giusto garantire l’esercizio del diritto a chi lo desidera. Però è anche vero che assumere del personale solo perché non c’è chi pratica l’aborto (e questo dovrebbe già imporre una riflessione), ha dei costi che gravano su tutta la collettività. Costi che sicuramente potrebbero essere contenuti con un’educazione alla contraccezione, partendo dalle scuole.

Poi, siccome non è obbligatorio fare figli e nemmeno usare dei contraccettivi, ognuno faccia quel che gli pare. Ma non si lamenti del fatto che i medici sono obiettori.

Io sono per la vita. E voi?

MA CHE BELLA SORPRESA PASQUALE: NELL’UOVO DI CIOCCOLATO UN REGALINO NON ADATTO AI MINORI

La sorpresa dell’uovo di Pasqua, si sa, è molto più gradita dell’uovo stesso. In fondo, la cioccolata la si può mangiare in qualsiasi formato e in qualsiasi momento dell’anno. Ma la sorpresa nell’uovo a volte è attesa dai piccoli e dai più grandicelli per un anno intero.

Per un bambino romano, in vacanza dai nonni in Puglia, la sopresa contenuta in una delle uova pasquali ricevute in dono rimarrà sempre un mistero. Molto sorpesi, è il caso di dirlo, i genitori che hanno preferito distogliere il pargoletto facendogli aprire altre uova piuttosto che spiegare che cosa fosse quella strana sorpresa trovata in un uovo Lindt: una confezione contenente due preservativi.

L’uovo, acquistato dai nonni in un ipermercato di Casamassima (Bari), è stato di certo manomesso in un momento successivo al confezionamento. Così assicura il responsabile della ditta produttrice, aggiungendo: «i profilattici erano in un contenitore che noi non utilizziamo: tutte le nostre sorprese sono custodite in un barattolo blu sigillato».

Infatti, mio figlio stasera, appena finita la cena, ha aperto un uovo di cioccolato Lindt (io non avevo ancora letto l’articolo in questione) e ha trovato la sorpresa custodita in un contenitore blu sigillato: uno stampino per dolci in silicone. Si può facilmente immaginare la delusione nel suo sguardo, mentre mi consegnava, sconsolato, la sua sorpesa dicendo: «Usalo tu». Non riesco nemmeno a immaginare cosa sarebbe successo se fosse capitata a lui la sorpresa del bimbo romano. Be’, di certo non avrei dovuto dare molte spiegazioni e altrettanto sicuramente lui non mi avrebbe consegnato l’oggetto in questione dicendo “Usali tu”. Forse avrebbe esclamato: “Peccato, solo due”. 🙂

[fonte: Il Corriere]