18 aprile 2010

PIPPO BAUDO A DOMENICA IN: UNA CANZONE PER SANDRA MONDAINI

Posted in spettacolo, televisione tagged , , , , , , , a 4:02 pm di marisamoles

In apertura di trasmissione, questo pomeriggio a “Domenica In” Pippo Baudo ha rassicurato il pubblico sulle condizioni di salute di Sandra Mondaini, fortemente provata dalla perdita del marito adorato Raimondo Vianello. “L’ho sentita prima, oggi sta meglio, ha persino mangiato”, ha riferito il presentatore. Ieri, alle esequie di Raimondo, agli occhi di tutti si è presentato lo strazio di Sandra (ne ho scritto QUI) e Baudo stesso, nel suo discorso dall’altare della chiesa di “Dio Padre” di Milano 2, aveva cercato di confortare la vedova del grande comico scomparso.

A “Domenica In” Pippo ha anche fatto un regalo a Sandra: gli era stato riferito dalla stessa Mondaini che lei e Raimondo erano molto legati ad una canzone, I delfini, cantata da Domenico Modugno e suo figlio Massimo. Una canzone che parla di sofferenza, in cui si riflette lo stesso dolore di Modugno colpito ripetutamente da ictus, ma che apre il cuore alla speranza. Baudo l’ha mandata in onda ed io ho rintracciato il video su You Tube. Una bella canzone che merita risentire, ricordando Raimondo e pensando a Sandra, con la speranza che si riprenda dal dolore e ricominci a lottare con la forza che altre volte questa piccola grande donna ha dimostrato di possedere.

[foto dal sito di Tgcom]

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16 aprile 2010

I FUNERALI DI RAIMONDO VIANELLO DOMANI IN DIRETTA SU CANALE 5

Posted in cronaca, Silvio Berlusconi, televisione tagged , , , , , , , a 6:35 pm di marisamoles


Ieri, dopo la notizia della scomparsa di Raimondo Vianello, la moglie adorata, Sandra Mondaini, aveva avuto un malessere. Sarà stato per questo che sin dall’inizio si era diffusa la notizia che non ci sarebbe stata nessuna camera ardente e il rito funebre si sarebbe svolto in forma privata. Poi, forse sentendo il calore dimostrato dalla gente comune e dal mondo dello spettacolo nei suoi confronti, Sandra ha cambiato idea.

Da stamattina, infatti, è aperta la camera ardente allestita nei suoi studi, quelli di Canale 5 a Cologno Monzese. Molti vip hanno già fatto visita a Raimondo, molti, anche gente comune, hanno mandato messaggi e fiori. Una fila interminabile e silenziosa che sta sfilando, in queste ore, ancora incredula: non sentiremo più le sue battute, non vedremo più i suoi sorrisi né assisteremo più ai bisticci con Sandra.

I funerali si svolgeranno domani mattina nella parrocchia “Dio padre” di Milano 2, il quartiere dove viveva con Sandra Mondaini, la donna che ha condiviso con lui cinquant’anni di vita. Domani Raimondo ripercorrerà per l’ultima volta quei pochi chilometri che in tutti questi anni lo dividevano dagli studi frequentati da quando, negli anni Ottanta, aveva lasciato la Rai per l’allora Fininvest, oggi Mediaset.
Grande amico del comico scomparso, il premier Silvio Berlusconi molto probabilmente sarà presente alle esequie. E Canale 5, la rete di Raimondo , trasmetterà in diretta, a partire dalle 11 i suoi funerali. In diretta, per il suo pubblico, ancora una volta. L’ultima.

[la foto è tratta dal sito de La Stampa]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 17 APRILE 2010: L’ULTIMO SALUTO A RAIMONDO


Una cerimonia semplice, proprio come Raimondo avrebbe voluto. Pochi sorrisi, però, e molte lacrime a cominciare da quelle di Sandra, sua compagna di una vita e ora rimasta inconsolabilmente sola. Uno spettacolo straziante si palesa agli occhi di tutti, presenti e telespettatori, quando la Mondaini arriva davanti alla chiesa di “Dio Padre”, a Milano 2. Dall’automobile scendono dapprima due piedi nudi, scarni. Quando Sandra viene adagiata sulla sedia a rotelle, che da tempo ospita il suo corpo provato dalla malattia, si nota una benda all’occhio, seminascosta dagli inseparabili occhialoni. Indossa un abito rosso sfumato, con una mantella nera che le avvolge il corpo scarno, adagiandosi sulle spalle. Dalle maniche ampie sbucano due mani scarne: le dita magrissime della mano destra si ergono ed accennano ad un saluto che pari le costi una fatica immensa. Ma non può deludere chi la sta aspettando; non può deludere quel pubblico che ha amato moltissimo Raimondo, il suo Raimondo, e continuerà ad amare lei ancorandosi alla speranza che superi questo immenso dolore con quella forza che altre volte, nella malattia, ha saputo dimostrare. Allora, però, c’era il suo Raimondo e il solo pensiero di doverlo lasciare la spronava a lottare per sopravvivere, per continuare a vivere al suo fianco.

Molti i vip presenti, accanto alla gente comune: il pubblico fedele di Vianello. Parla Magalli, parla di Sandra e manifesta la sua preoccupazione per lo stato di salute di quella piccola grande donna che ora fa emergere tutta la sua debolezza. Riferisce che al telefono ieri Sandra ha pianto, lei che non ha mai versato lacrime nella malattia e nell’immobilità. Ora piange perché si sente sola, pur percependo attorno il caldo abbraccio del suo pubblico.
Poi è il momento di Baudo: anche lui è preoccupato per Sandra e ricorda con quanta pazienza ha sopportato le battute, a volte ciniche, del marito. Ma Raimondo era così: ironizzare sul suo matrimonio era una sorta di rito scaramantico per prolungare per tutta la vita quel suo amore immenso.

In chiesa una piccola folla accoglie Sandra che viene accompagnata vicino alla bara dagli inseparabili “nipoti” filippini che Raimondo aveva amato come se fossero davvero suoi figli. Chiama per nome il marito racchiuso in quella bara chiara, lo chiama forte, con una voce che sembra un lamento e che esprime tutto il suo dolore. Un richiamo costante che durerà per tutta la cerimonia e che sovrasterà qualsiasi altro rumore nei momenti di pausa della celebrazione. Una voce che echeggia nella chiesa gremita e che sembra quasi giungere dall’aldilà, come se Sandra fosse già con Raimondo con il quale tante volte ha recitato. Questa volta, però, non si tratta di finzione; la sua voce proviene dal profondo di un cuore straziato, che ora si sente abbandonato dal momento che l’amore del marito non può confortarlo. Anche se la sua voce talvolta si affievolisce e l’urlo diviene solo un lamento, lei è la vera protagonista di questa cerimonia. Qualche mano l’accarezza dolcemente, cercando di offrirle un conforto che non la può raggiungere, nonostante gli applausi e le voci di incoraggiamento del suo pubblico.

Quando il premier Silvio Berlusconi fa il suo ingresso, raggiunge Sandra velocemente, l’abbraccia e non si allontana da lei per l’intera cerimonia: le mani spesso le accarezzano il viso o i capelli, talvolta si china su di lei per sussurrarle qualche parola di conforto. È arrivato l’amico Silvio, quell’amico con cui Raimondo ha iniziato l’avventura di Fininvest, tanti anni fa. Un amico che oggi ha smesso di essere il personaggio pubblico almeno per un’ora, ed è semplicemente un uomo, come tanti altri, che ha amato Raimondo e che ora cerca di consolare la sua vedova.

La giornata è un po’ uggiosa: fa freddo, il cielo è plumbeo, sembra quasi triste anch’esso per la scomparsa di un uomo che, pur essendo personaggio pubblico, ha vissuto in modo quasi schivo, sembrando a volte quasi infastidito dalla presenza attorno a lui di tanti amici e tanti affettuosi telespettatori. Eppure oggi sono in tanti nella chiesa e sul prato di fronte all’edificio di culto, pronti ad assistere al suo funerale, a dargli l’estremo saluto.
La cerimonia inizia alle 11 e 20, celebrata da mons. Faccendini, vicario episcopale della diocesi di Milano. Le letture sono affidate alla voce ferma, nonostante l’emozione e il dolore, dei due “nipotini” di Raimondo: inizia il più piccolo che nel nome, Raymond, perpetuerà il ricordo del suo grande “zio”, poi sarà la volta del maggiore, Gianmarco.
Dopa la lettura del Vangelo secondo Matteo, mons. Faccendini ricorda Raimondo con parole semplici: “La morte di Raimondo Vianello ha commosso tutti … sono stato colpito dall’affetto da cui è stato universalmente conquistato … era come se fosse entrato adagio adagio nelle case di tutti e appartenesse a pieno titolo alla vita di tutti”. Poi il vicario si chiede il perché di tutto questo affetto; la risposta è semplice: “perché ci ha fatto ridere, tutti, da più di cinquant’anni e non è semplice far ridere continuando a farlo per tutti questi anni, occorre avere classe e qualità non comuni”.
L’officiante prosegue poi l’omelia sottolineando l’eleganza, il garbo, l’ironia non volgare, mai sopra le righe, e la sua autoironia, nonché la capacità di stemperare le polemiche con un sorriso. Mons. Faccendini dice: “Credo che si sia presentato così a Gesù”, poi rivela che in uno degli ultimi colloqui che aveva avuto con il comico milanese, lui gli aveva detto: “Mi devo preparare bene per arrivare da Gesù”; mons. lo aveva rassicurato: “Gesù ti accoglierà con un sorriso”.
Poi lo sguardo si sposta su Sandra, sempre immobile e protesa verso la bara che non smette di accarezzare, sempre protetta dallo scudo dei suoi familiari, unico conforto in questo dolore. Faccendini definisce quella di Raimondo e Sandra “un’unione fondata sul rispetto e il dialogo costante” e ricorda la loro generosità nell’aver accolto la coppia di filippini e i loro figli come se facessero parte della famiglia.
Solo la morte ha potuto separare questa coppia inossidabile. Molto semplicemente l’officiante osserva che Vianello è stato una “brava persona” e come tale la gente l’ha conosciuto e amato. Il suo stile di vita semplice è stato un modello da seguire e continuerà ad esserlo. L’omelia si conclude con delle parole toccanti: “L’abbraccio di Dio è più sicuro del nostro. È bello pensare a Raimondo abbracciato a Gesù”.

Un’omelia semplice e toccante. Sandra l’ha seguita con le braccia innalzate verso il cielo, quasi a voler raggiungere idealmente il suo Raimondo, ormai stretto nell’abbraccio del Signore. E anche gli officianti, Faccendini e altri due sacerdoti concelebranti, raggiungono la Mondaini e l’abbracciano forte, mentre Berlusconi continua a proteggerla, ad accarezzarla e a consolarla rimanendo fermo alla sue spalle.
Alla predica seguono gli interventi di Raymond e Gianmarco, i “nipoti” che Raimondo amava come figli: essi stessi, nelle parole pronunciate con voce incerta e rotta dalla commozione, riconoscono nell’amore per lui quello filiale. Quindi si accosta al microfono Pippo Baudo, l’unico fra gli amici famosi ad intervenire: lo ricorda quando agli inizi avevano dato vita, insieme a Berlusconi, alla prima tv commerciale, parla dell’amore speciale per l’amico Silvio, del suo carattere che lo portava a sfottere tutti. “Tu non sei appartenente alla Rai o a Mediaset ma a tutta l’Italia cui hai regalato sorrisi”, dice rivolto all’amico. Poi l’attenzione si sposta su Sandra che non vuole mangiare e la rassicura: “Raimondo è nel Paradiso degli Artisti e si farà delle risate, perché un sorriso rimane per sempre”. Quindi invita la Mondaini a chiamare il suo adorato compagno per nome: il grido “Evviva Raimondo”, accompagnato dagli applausi degli astanti si diffonde per tutta la chiesa.

Il rito funebre si conclude alle 12 e 19 con un applauso. Raimondo si congeda dai suoi cari e dal suo pubblico come avrebbe voluto fare. Ora il suo viaggio continua per Roma, sua città natale: il suo corpo riposerà in pace nella tomba di famiglia al cimitero del Verano.

BUON VIAGGIO, RAIMONDO

[Foto dal sito de Il Corriere]

20 febbraio 2010

ANTONELLA CLERICI LA VERA REGINA DI SANREMO?

Posted in Festival di Sanremo, spettacolo, televisione tagged , , , , , , , , a 12:07 pm di marisamoles


Quarta serata con il boom di ascolti per Antonella Clerici e il “suo” Festival di Sanremo: sfiorato il 50% di share, meglio di Bonolis. A qualcuno sembrerà incredibile, specie ai maschilisti convinti che non condividono la scelta di mettere al timone di cotanto spettacolo una donna. Prima di lei hanno tentato l’avventura solo Simona Ventura e Raffaella Carrà. Considerando che la seconda è in assoluto la “regina” del varietà televisivo di tutti i tempi, anche se ultimamente sembra essere in esilio, nulla hanno a che spartire con lei le altre due. Simona Ventura, con quel suo modo di fare da esagitata, è lontana mille anni luce dal cliché della presentatrice ideale di una kermesse musicale che tutto il mondo ci invidia, o perlomeno ci invidiava; Antonella Clerici presenta tutte le trasmissioni allo stesso modo: che si chiamino “Il treno dei desideri”, “Ti lascio una canzone”, “La prova del cuoco” o il “Festival della Canzone Italiana”, è lo stesso. Però dobbiamo ammettere che stare tra i fornelli non è la stessa cosa che stare tra i fiori di Sanremo, metaforicamente parlando visto che fiori sul palco non ne ho visti.

Qual è il criterio secondo il quale la Rai affida la conduzione del festival ad uno o all’altro presentatore? Credo di aver capito che, almeno negli ultimi anni, la scelta cada sull’ anchorman o anchorwoman del momento. L’anno scorso, ad esempio, Bonolis fu scelto perché è considerato il taumaturgo in grado di risollevare le sorti dei programmi in crisi e, conseguentemente, alzare il livello dell’audience. Non parliamo di Pippo Baudo e dell’indimenticabile Mike Bongiorno: la scelta ricadeva su di loro semplicemente perché si tratta di mostri sacri della TV sulla cui professionalità non si deve né si può discutere. Ma siccome sempre di “mostri” si tratta (o si trattava, nel caso di Mike), meglio affiancarli da belle e giovani donne, modelle e/o attrici promettenti per le quali il palco dell’Ariston si trasforma in un trampolino di lancio o rilancio, a seconda dei casi.
Ma quando si tratta di affidare la conduzione del festival ad una donna, la fortunata deve dimostrare una professionalità che per gli uomini è decisamente scontata. Loro non hanno quasi mai nulla da dimostrare e se Sanremo risulta fallimentare, è sempre colpa delle contingenze sfavorevoli.

Insomma, Raffaella Carrà è un po’ come Baudo e Bongiorno: su di lei non si discute. Ma la Ventura, ad esempio, fu scelta sull’onda del successo della sua trasmissione “Quelli che …”, così come ora la prescelta Antonella Clerici può vantare il successo di “Ti lascio una canzone”, trasmissione sui talenti canori giovanili che l’ha in qualche modo riscattata dall’usurpazione de “La prova del cuoco” affidata alla Isoardi come sostituta per il periodo della maternità ma mai restituita alla legittima conduttrice.

Io ammetto di non essere una estimatrice di Antonella Clerici. Mai viste le sue trasmissioni se non qualche frammento qua e là. Sul palco dell’Ariston mi è sembrata impacciata, ripetitiva, spiritosa solo nei momenti in cui l’imbarazzo era davvero notevole, sorridente e spontanea sì, ma anche troppo esplicita. Ieri, ad esempio, quando si è presentata sul palco strizzata in un completo top e pantaloni (cui mancava solo il giubbotto per ricordare la meravigliosa Olivia Newton-John, interprete di Grease, decisamente oversize, però) per calarsi nell’atmosfera dance creata dal bravo Bob Sinclair, poteva fare a meno di dire che doveva cambiarsi l’abito perché non riusciva a respirare. Mi è venuta in mente una sua dichiarazione di un mese fa: “Mi rivedrete a Sanremo magrissima”. Mai commettere l’errore di promettere o anticipare cose impossibili da realizzare. Io che con la bilancia ho un contrastato rapporto quotidiano so bene che, indipendentemente dalla buona volontà, spesso si dimagrisce quando, pur moderandosi a tavola, alla dieta non ci si pensa per nulla. Poi, quando ci si mette in testa di buttar giù quattro chili in un mese (ammesso che alla Clerici sarebbero bastati per diventare “magrissima”!), spesso ci si affida ad integratori alimentari, come le famose “buste” che pare anche la De Rossi abbia assunto, con risultati migliori, si rischia di finire all’ospedale. Un messaggio sbagliato specie per le più giovani. Hanno escluso Morgan dal festival per le sue dichiarazioni sull’uso di droghe, a rigor di logica avrebbero dovuto sostituire la Clerici alla conduzione. Sempre di modello sbagliato si tratta.

In ogni caso, è indubbio che Antonella abbia i suoi estimatori. Leggo su Il Corriere questo commento di Mario Luzzato Fegiz:

E’ talmente leggera da rimanere sempre in superficie…e in superficie i problemi non si vedono. Brava Antonella, il nulla è molto meglio del pieno e del consistente, perché si vive meglio. Non addentriamoci!
Per la serie: aridatece gli isterismi di Ventura e Carrà. E per l’altra serie: io preferisco il difetto, piuttosto che una qualità solo apparente.

E quest’altro commento riportato da Il Giornale :

C’è chi si lancia in analisi complicate sulla situazione socio-politica italiana e sulle capacità di Antonella di rasserenare gli italiani e chi la battezza la Forrest Gump in gonnella (genio inconsapevole). Lei risponde che, semplicemente, «la gente mi apprezza perché capisce che io sono così vera, spontanea». Tanto spontanea da non provare alcun imbarazzo a parlare del suo seno strabordante: «Io ci provo in tutte le maniere a non farlo scappar fuori, ma che ci posso fare se è fatto così? Mi sono dovuta persino far cucire il reggiseno all’abito…».

Per me rimane, comunque, la signora della porta accanto a cui chiedere un Grand Soleil, niente di più.

ANNA SCRIGNI

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